sabato 12 novembre 2022

La fine degli ultimi giorni 6

Riprendiamo la considerazione biblica sugli ultimi giorni e riprendiamo lo studio biblico che abbiamo intrapreso considerando i versetti di Matteo 24 Marco 13 e Luca 21. Passiamo ai prossimi versetti del racconto di Matteo. Dalla versione standard inglese abbiamo:

Matteo 24:9-11 , 13 – “Allora ti consegneranno alla tribolazione e ti metteranno a morte, e sarai odiato da tutte le nazioni a causa del mio nome. E poi molti cadranno e si tradiranno a vicenda e si odieranno a vicenda. E molti falsi profeti sorgeranno e sviano molti... Ma chi persevererà fino alla fine sarà salvato”.

Marco 13:9 , 11-13 – “Ma state in guardia. Poiché ti consegneranno ai consigli, e sarai battuto nelle sinagoghe, e starai davanti a governatori e re per causa mia, a testimoniare davanti a loro... E quando ti sottoporranno alla prova e ti consegneranno, non temere in anticipo ciò che devi dire, ma di' tutto ciò che ti è stato dato in quell'ora, perché non sei tu che parli, ma lo Spirito Santo. E il fratello consegnerà a morte il fratello, e il padre suo figlio, ei figli si leveranno contro i genitori e li faranno morire. E sarai odiato da tutti a causa del mio nome. Ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato».

Luca 21,12-19 – “Ma prima di tutto questo ti metteranno le mani addosso e ti perseguiteranno, consegnandoti alle sinagoghe e alle prigioni, e sarai condotto davanti a re e governatori a causa del mio nome. Questa sarà la tua occasione per testimoniare. Stabilisci dunque nella tua mente di non meditare in anticipo su come rispondere, perché io ti darò una bocca e una saggezza, che nessuno dei tuoi avversari potrà resistere o contraddire. Sarete consegnati anche da genitori e fratelli e parenti e amici, e alcuni di voi li metteranno a morte. Sarai odiato da tutti a causa del mio nome. Ma non un capello della tua testa perirà. Con la tua perseveranza guadagnerai le tue vite”.


Quali sono gli elementi comuni che contraddistinguono il tempo della fine citati in questi tre versetti?
  • La persecuzione arriverà.
  • Saremo odiati.
  • Anche i più vicini e cari si rivolteranno contro di noi.
  • Staremo davanti a re e governatori.
  • Daremo testimonianza per la potenza dello Spirito Santo.
  • Otterremo la salvezza attraverso la perseveranza.
  • Non dobbiamo avere paura, perché siamo stati avvertiti e perseverando saremo salvati.
Avrete notato che ho lasciato fuori un paio di versetti. Questo perché voglio trattarli specificamente; ma prima di arrivare a questo, vorrei che si considerasse un aspetto: fino ad ora, Gesù deve ancora rispondere alla domanda che i discepoli gli hanno posto. Ha parlato di guerre, terremoti, carestie, pestilenze, falsi profeti, falsi cristi, persecuzioni e testimonianza anche davanti ai governanti, ma non ha dato loro alcun segno identificativo. Riflettiamo ma per farlo bisogna rompere gli schemi che abbiamo fatto propri prendendoli per logici e veri.

Negli ultimi 2000 anni non ci sono state guerre, terremoti, carestie, pestilenze? Dal giorno di Gesù fino ai nostri, non ci sono state persone ingannate da molti falsi profeti e falsi unti o Cristo? I veri discepoli di Cristo non sono stati perseguitati negli ultimi due millenni e non hanno reso testimonianza davanti a tutti i governanti?

Che cosa possiamo concludere? Quale evidenza abbiamo se non quella di sostenere che le sue parole non si limitano a un determinato periodo di tempo, né al I secolo, né ai nostri giorni. Questi avvertimenti sono stati e continueranno ad essere rilevanti fino a quando l'ultimo cristiano non avrà la sua ricompensa.

Parlando per me stesso, non ho mai conosciuto la persecuzione in tutta la mia vita finché non mi sono proclamato pubblicamente per il Cristo. È stato solo quando ho messo la Parola di Cristo prima della parola degli uomini che ho avuto amici che si sono rivolti contro di me e mi hanno consegnato ai governanti dell'Organizzazione. 

Molti di voi hanno sperimentato la mia stessa cosa, e molto peggio. Non ho ancora dovuto affrontare veri re e governatori, ma in qualche modo sarebbe stato più facile. Essere odiati da qualcuno per il quale non hai un affetto naturale è difficile in un certo senso, ma impallidisce in confronto all'avere contro coloro che ti sono cari, anche familiari, figli o genitori, che si scagliano contro di te e ti trattano con odio. Sì, penso che sia la prova più dura di tutte.

Ora, riprendiamo la trattazione biblica e prendiamo il versetto che volutamente ho saltato. Il versetto 10 di Marco 13 recita: 

"E il vangelo deve essere prima proclamato a tutte le nazioni".

Luca non fa menzione di queste parole, ma Matteo le aggiunge e così facendo fornisce un versetto su cui i Testimoni di Geova fissano come prova che esiste un popolo di Dio e questo popolo sono i Testimoni di Geova. Leggiamo dalla Traduzione del Nuovo Mondo:

“E questa buona notizia del Regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni, e allora verrà la fine”. (Mt 24:14)

Quanto è importante questo versetto per la mente di un Testimone di Geova? Ve lo dico perché l'ho provato sulla mia pelle per diverse decine di anni. Si può parlare dell'ipocrisia dell'appartenenza all'ONU. Puoi mostrare il record terribile degli innumerevoli casi in cui l'organizzazione ha messo il suo nome al di sopra il benessere dei più piccoli coprendo gli abusi sessuali sui minori. Puoi far notare che le loro dottrine provengono dagli uomini e non da Dio.
 
Eppure, tutto questo viene messo da parte dalla domanda di confutazione: “Ma chi altro fa l'opera di predicazione? Chi altro rende testimonianza a tutte le nazioni? Come si può svolgere l'opera di predicazione senza un'organizzazione?”

Anche quando riconoscono le molte carenze dell'Organizzazione, molti Testimoni sembrano credere che Geova trascurerà ogni cosa, o risolverà ogni cosa a suo tempo, ma che non toglierà il suo spirito dall'unica organizzazione sulla terra che sta adempiendo le parole profetiche di Matteo 24:14 .

Una corretta comprensione di Matteo 24:14 è davvero importante per capire il loro nostro ruolo nell'adempimento del proposito del Padre ma attendete ancora lo prenderemo in considerazione nei prossimi post.

sabato 5 novembre 2022

La lettera perduta


Ad una assemblea all'interno nella cassetta delle contribuzioni è stata trovata questa lettera che ovviamente non è stata recapitata al sorvegliante perchè il fratello l'ha cestinata immediatamente. Scritta da una sorella che aveva chiaro l'intendimento biblico rende evidente l'ingenuità che vivono tante persone. La pubblichiamo cambiando il nominativo


Cari fratelli, Desidero esprimervi un sentito ringraziamento per l'impegno e la fatica che avete profuso affinché anche quest'anno potessimo riunirci in un congresso spirituale e stare insieme a compagni di fede di tante congregazioni. Organizzare un congresso, preparare video, discorsi e tutto ci che serve così che possiamo goderci questi giorni speciali richiede tempo ed energie in notevole misura. Per questo ritengo che oltre ai dovuti ringraziamenti sia doveroso esprimere anche una critica se necessario, in modo che tutti questi sforzi non si perdano diventando fonte di Scoraggiamento anziché di edificazione. Mi riferisco in particolare al simposio divenendo pomeriggio: Sosteniamo lealmente la giustizia di Geova. Il video e i discorsi hanno chiaramente espresso l'idea che isolando il più possibile un disassociato si incoraggerà a tornare a Geova. Trovo questo modo di pensare, perdonate la franchezza, contrario alla giustizia di Geova, allo spirito cristiano e alle scritture. Se la disassociazione una disciplina necessaria, il modo di affrontarla andrebbe rivisto alla luce dei principi biblici. "Ti sia come un uomo delle nazioni, non mangiando nemmeno.., cessar di mischiarsi in compagnia... " davvero pensate che l'attuale rigida interpretazione sia corretta? Gesù fu disposto a parlare con esattori e prostitute, considerati disassociati dal popolo ebraico. Venne per i malati e non per i sani, insegnava che aveva più valore la misericordia rispetto al sacrificio... davvero pensate voglia che un genitore rifiuti ogni contatto con un figlio disassociato, come rispondere ad una telefonata? Ricordate l'esempio del figliol prodigo? Il padre corse incontro al figlio, lo abbracciò, lo accolse appena scorse un segno del ritorno. Riflettete, una persona che torna perché isolata dalla famiglia tornerà per Geova o per gli affetti perduti? Inoltre questo trattamento nella maggior parte dei casi non fa che incattivire molti disassociati. In 30 di vita cristiana, pur con i dovuti paletti non ho mai trattato in questo modo i fratelli disassociati. Ho sempre cercato il modo di incoraggiarli, fosse anche un sorriso quando li vedevo in congregazione, o un bigliettino con una frase positiva. Il risultato una volta tornati è stato che quei piccoli gesti hanno dato loro la forza di non mollare e di perseverare per tornare. È l'amore che attrae, non la giustizia inflessibile, Geova è amore, sopra ogni altra cosa. Rimane la scrittura di..."Non rivolgere nemmeno un saluto"; ma avete letto nel contesto a quale tipo di disassociati si riferisce? Con affetto fraterno, 

Maria Rossi$ 

sabato 29 ottobre 2022

Sulla ripetizione della storia - Considerazioni finali

Le considerazioni che possono essere fatte procedono da sé. Non si vuol cadere nel medesimo errore di abbozzare profezie estemporanee, ma in ogni cristianesimo esiste una componente escatologica e una moderata. Il piccolo saggio fin qui esposto mette in evidenza le insidie del predominio squilibrato della componente escatologica. Non c'è niente di male ad aspettare la fine del mondo, ma probabilmente è pericoloso pretenderla.

Perciò questa conclusione ricalca la prefazione: per chi conosce gli eventi storici qui riportati, certe uscite ("Noi combatteremo! Yu-uh!", "[quando gli oppositori ci inseguiranno] sarà come giocare a nascondino" Adunanza annuale 2021) risultano quanto meno infelici, se non sconvolgenti. Tutte le altre similitudini tra i movimenti ereticali dei sec XII-XIII e un certo escatologismo tascabile visibile oggigiorno tra le nostre fila sono palesi. Gli eventi dell'ultimo periodo stanno esasperando ancora di più una tendenza già crescente di per sè, fomentata dal sensazionalismo - inteso in senso letterale, cioè come potere fondato sulla sensazione pura o, per meglio risultare comprensibili, sul trasporto emozionale - sensazionalismo su cui si impernia un universo comunicativo che sotto il velo delle musiche pompose e della lacrima facile nasconde un orizzonte dottrinale abbastanza stantio.

La sensazione che questo continuo rilanciare nella partita tra la percezione reale e quella condizionata dall'attesa della fine del mondo debba avere un limite se non fisico almeno psicologico (per non dire percettivo) è forte. E la possibilità che raggiunto tale limite la situazione acceleri in modo imprevisto, virando verso il parossismo, comincia a manifestarsi in maniera non più velata. I continui rimandi a re del Sud e del Nord, a Gog, Magog, Armaghedon, Grande tribolazione, bestie, corna, statue babilonesi, ultimi - ultimissimi - giorni, accrescono aspettative che potrebbero rivelarsi autodistruttive. Nessun fenomeno reale può crescere a un ritmo esponenziale per periodi che non siano brevi perchè, semplicemente, esaurisce le risorse a sua disposizione.

Quando le risorse (psicologiche, umane, di sopportazione, di decenza) saranno esaurite, cosa succederà? Nessuno può dirlo. Può darsi che non succeda niente di niente. Che di nuovo si dica, o si mostri senza dire niente, che ci si è sbagliati una volta di più, che lo schiavo ha preso un altro abbaglio, non è mica il papa, che è infallibile. Speriamo davvero che sia così.

L'alternativa è quella che suggerisce la storia: sembra che oggi esistano delle premesse per cui potrebbe verificarsi di nuovo. Il paragrafo 19 del capitolo 18 del libro pura adorazione varrà come esempio [16](se ne potrebbero fare altre centinaia).

Chiunque abbia letto le tre parti precedenti di questa considerazione, dopo aver letto anche questo paragrafo può raggiungere le conclusioni che sono appena state esposte. La speranza di evitare la catastrofe sta negli avverbi ("è probabile... forse...probabilmente...").

Resta un ultima considerazione pratica da fare: nel momento in cui davvero si decidesse di mettersi a proclamare un messaggio di giudizio quest'ultimo, per essere credibile, dovrebbe indicare una data. D'altra parte nessuno ha mai detto che dovrà risultare credibile, ma semmai fastidioso. Un messaggio del genere attirerà l'odio non solo dei governi, ma praticamente di tutte le persone di buon senso. I più attenti avranno notato che nella presente interpretazione la proclamazione del messaggio di giudizio(2) ha come requisito a priori la distruzione della falsa religione(1), che è un evento molto improbabile, date le attuali condizioni. Ma nulla esclude che, come accaduto in passato, l'empasse di una fine del mondo mancata venga risolto con un colpo di reni verso un cambiamento di asset dogmatici. In questo caso, invertendo l'ordine tra la predicazione del messaggio di giudizio (1) e la distruzione della falsa religione (2) si avrebbero pronte all'uso le premesse per un uscita di scena dalla storia grandiosa e violenta. O, per dirla in maniera più comprensibile, della piccola fine di un mondo.

Con affetto, un lettore
Protagora


Riferimenti:
16. [Qualche tempo dopo la distruzione della falsa religione è probabile che Geova incarichi i suoi servitori di proclamare un messaggio molto forte, tanto che il libro di Rivelazione lo paragona a una grandinata con chicchi del peso di oltre 20 chili (Riv. 16:21, nt.). Questo messaggio, che forse annuncerà la fine imminente del sistema politico e commerciale, infastidirà coloro che lo sentiranno al punto da indurli a bestemmiare Dio. Sarà probabilmente a motivo di questo messaggio che le nazioni muoveranno l’attacco finale al popolo di Dio per metterlo a tacere una volta per sempre. Vedendoci apparentemente indifesi, penseranno di poterci distruggere con facilità. Quanto si sbaglieranno!


post di "Protagora"

sabato 22 ottobre 2022

Sono Fedele e Saggio

Il mio amico Tony negli anni 70 si considerava il più bello del quartiere, si specchiava in ogni vetrina e si pavoneggiava per le (presunte) conquiste, ho sempre voluto bene al mio amico Tony, l'ho incrociato di recente e adesso pesa 100 kg, ha perso i capelli ed é arrivato malamente ai 60 anni. Ma lui però continua a vedersi bello, purtroppo vive di un immagine percepita solamente da lui e (forse) da sua mamma, e fa molta tenerezza.

Qualche tempo addietro fui molto sorpreso quando la definizione di "schiavo, fedele e discreto" fu mutata in "schiavo, fedele e saggio".

Nella mia mente la parola saggio ha sempre avuto una connotazione impegnativa, nel mio immaginario, il saggio é il vecchio che trovi nelle grandi storie, sotto l'albero, seduto al margine della strada, che parla poco e trasmette delle Perle di Saggezza, frasi brevi che fotografano la situazione e aiutano lo sprovveduto a trovare la risposta.

Ho provato a cercare la definizione di saggio su un dizionario, il saggio dovrebbe essere colui che "nell'agire e nel parlare dimostra prudenza, comprensione, moderazione, conoscenza ed esperienza della vita"; ho confrontato questa definizione con quella di discreto, per capire meglio la differenza fra chi prima si definiva tale e adesso si vedeva saggio.

Allora, il discreto é invece colui il quale risulta essere "Persona che ha capacità di comportarsi in modo da non urtare l'altrui suscettibilità ... che ha capacità di discernimento".

Mi sono messo a riflettere sulla differenza fra le due definizioni, sul perché un individuo possa autodefinirsi in un modo piuttosto che in un altro, mi é venuto in mente il proverbio riportato al capitolo 3:7-8 " Non ti stimare saggio da te stesso... o (per la CEI) non credere di essere saggio...non diventare saggio ai tuoi occhi (per la TDNM)... non ti stimare saggio da te stesso... ecc..."

Il proverbio esposto pare scritto da un vero saggio o per molti é ispirato addirittura da Dio per avvertire gli uomini che il rischio di auto attribuirsi caratteristiche di saggezza possa distrarre dal punto successivo, "confida nel Signore (in Geova, Jahvé, Ja, Elohim)" parrebbe, per l'autore del Proverbio, che se l'individuo arriva a pensare di essere saggio può rischiare di appoggiarsi meno al proprio Creatore, il rischio per il saggio scrittore del Proverbio é per l'uomo di bastare a se stesso, di trascurare i consigli del suo Creatore e degli altri esseri umani, chi può dare consigli a un saggio?

Non arrivo a pensare che per gli otto del Corpo Direttivo l'idea di appartenere ad una classe particolare, definire se stessi "schiavo fedele e saggio", possa indurli a pensare di essere autosufficienti o addirittura auto referenziali, non potrei credere che degli esseri umani uguali a noi tutti possano, attribuendosi speciali caratteristiche, definirsi gli economi degli averi divini in terra, ipotizzando addirittura di rivestire un ruolo futuro al fianco di Cristo e dichiarare di attendersi il ruolo di comando delle schiere angeliche, cavalcare al fianco di Cristo alla guida di legioni di eserciti celestiali con cui distruggeranno quasi tutti gli esseri umani sulla terra.

Non posso credere che persone sane di mente possano seguire chi si auto proclama saggio, il saggio deve essere identificato da tutti gli altri altrimenti il rischio é di essere patetici; un po' come il mio amico Tony, che si crede bellissimo e diventa un poco ridicolo quando si ripete allo specchio di essere bello, il rischio del ridicolo per chi si attribuisce doni particolari non riconosciuti da altri é quello di essere presi per matti e chi seguirebbe dei matti?

Il mio amico Tony ha però una moglie spiritosa che lo prende affettuosamente in giro e che lo mantiene coi piedi per terra, e fa bene ascoltare una voce che gli ricorda che é solo un uomo come tutti, se si isolasse in un edificio circondato da adulatori forse perderebbe il senso della misura ma, buon per lui, é saggio e ascolta le parole di chi, volendogli bene, gli ricorda che é solo un essere umano un poco panciuto, anziano e semicalvo.

Il proverbio prosegue dicendo "non ti mostrare saggio ai tuoi propri occhi, temi Geova (o il Signore, Dio, ecc...) e allontanati dal male", chissà se le mogli degli otto saggi americani ricordano loro che, dopotutto sono solo degli esseri umani. Boh?

Beth Sarim

sabato 15 ottobre 2022

Sulla ripetizione della storia - Il giudizio finale

Il 18 luglio 1300, a Parma, bruciava sul rogo Gerardo Segarelli. Ma quello era solo l'inizio della fine. Gli apostolici venivano repressi con durezza. Si affidano ora ad un nuovo personaggio, fra Dolcino da Novara, che propone un nuovo intendimento sugli sviluppi storici che stanno verificandosi: per lui Segarelli ha dato inizio a un nuovo stato spirituale, l'ultimo (sic!), in cui lo spirito guiderà finalmente gli apostoli fino all'imminente (sic!) fine del mondo. Chi non farà suo l'avvertimento di vivere in povertà e fare penitenza verrà sterminato. Nel frattempo, oltre alla morte di Segarelli, i francescani spirituali sono stati privati delle tutele offerte loro da Celestino e in parte hanno scelto l'esilio in Grecia piuttosto che rientrare tra i francescani, mentre gli inquisitori battono tutto il settentrione alla ricerca degli ultimi apostolici. Questi ultimi, accerchiati - e invisi a tutte le autorità di qualche importanza - battono la ritirata.

Dolcino scrive intorno al 1300 tre lettere ai suoi fratelli apostolici. Non ci sono pervenute, ne abbiamo solo frammenti citati dai suoi oppositori. E' la sorte che attende gli sconfitti. Nella prima lettera (agosto 1300)[13] dice che "...in questi ultimi giorni questa congregazione [gli apostolici] è stata appositamente eletta da Dio per la salvezza...", che "il clero e altri potenti religiosi sono ministri del diavolo...", che gli apostolici vengono "nascosti alla faccia degli oppositori", e infine che "entro tre anni tutti i religiosi sarannno uccisi dalla spada consegnata da Dio a un [nuovo] imperatore". Segue una seconda lettera (dicembre 1303)[14] in cui provvede un nuovo intendimento della profezia dei tre anni: gli anni sono tre, ma il conteggio precedente era sbagliato: "il primo fu il 1303, in cui venne la desolazione sul re del Sud, il secondo è il 1304 e il terzo è il 1305".

Nel frattempo Dolcino e i suoi seguaci erano braccati: continuavano a muoversi tra fortificazioni e passi alpini sempre più inaccessibili, mentre venivano decimati dal freddo, dalla fame, e dagli agguati dei nemici, come in un orrorifico nascondino. L'ultima lettera di Dolcino non ci è pervenuta: non è remota la possibilità che contenesse l'invito alla lotta armata, mentre il papa stava per bandire la crociata contro gli apostolici. Da un certo punto in poi Dolcino si deve essere reso conto che le profezie che lo avevano reso popolare non si sarebbero realizzate; ma a quel punto gli rimanevano due strade: arrendersi e andare incontro al rogo, come era già successo a Segarelli, o provare una resistenza. Scelse la seconda strada, benchè l'astenersi da qualsiasi atto di violenza fosse un imperativo per la dottrina degli apostolici. Sicuramente dovette trovare una giustificazione scritturale per questo cambio di vedute, ma non ne mancano nel vecchio testamento che citava tanto abilmente nelle sue prime due lettere.

I dolciniani cominciarono a saccheggiare e assaltare i villaggi dei contadini, e persero così anche la connivenza della popolazione locale. La battaglia finale si combattè presso un corso d'acqua, che secondo un cronista dell'epoca "era rossa per il sangue dei corpi degli uccisi e dei feriti"[15]. Dolcino fu catturato vivo e condannato a morte, dopo essere stato brutalmente torturato.

post di Protagora


Riferimenti

13. De secta illorum qui se dicunt esse de ordine Apostolorum, Bernardo Gui, 1319

14. Idem

15. Historia fratris Dulcini heresiarche, Anonimo sincrono, XIII sec.



Fonti bibliografiche:

Oltre alle citate,

Le eresie medievali, B. Garofani, Carocci, 2008

Eretici ed eresie medievali, G.G. Merlo, Il Mulino, 1989

sabato 8 ottobre 2022

Visto che sono riprese le attività teocratiche

Riguardo alla ripresa delle attività teocratiche, vogliamo  riprendere il tema degli abusi visto che l'organizzazione ha ricordato che esiste una policy interna che da sempre, ha utilizzato la tecnica di negare i problemi.  

Abbiamo già fatto un post specifico sulla vicenda della Royal Commission australiana che ha coinvolto anche l'organizzazione in questa sorprendente vicenda (ma solo agli ingenui) che ha aperto il vaso di pandora degli abusi. La Royal Commission ha fastidiosamente identificato le seguenti politiche e pratiche nei Testimoni di Geova che rendono la risposta dell'organizzazione agli abusi sessuali sui minori problematica, politiche che da sempre sono state oggetto di denuncia da parte di tanti fratelli che sono stati silurati:

• l'organizzazione non ha la pratica di denunciare abusi sessuali su minori alla polizia o ad altri tipi di autorità governative.

• prima del 1998, una sopravvissuta ad abusi sessuali su minori doveva presentare la propria denuncia in presenza del proprio aggressore

• se l'imputato non confessa, vi è un requisito inflessibile che vi siano due testimoni oculari di un episodio di abusi sessuali su minori

• le donne sono assenti dai processi decisionali del sistema disciplinare interno (le donne devono rispondere di atti sessuali violenti a persone di sesso maschile senza alcun tipo di aiuto)

• non è previsto chiaramente che un sopravvissuto sia accompagnato da una persona di supporto durante il processo disciplinare interno

• l'organizzazione ha pratiche di gestione del rischio di abuso limitate e inefficaci

• l'organizzazione ha una politica e una pratica di ostracizzare e abbandonare coloro che desiderano lasciare l'organizzazione.

Leggi il rapporto completo. ( lingua inglese )


Ora conoscendo con chi si ha a che fare siamo sicuri queste segnalazioni sono state considerate ad un livello di poco superiore alla carta disponibile nei bagni per la pulizia intima. Detto questo ribadiamo la problematica e sottolineiamo che la risposta dell'organizzazione non c'è stata, tranne quella di compilare un capitolo intero nel libro segreto degli anziani relativo agli abusi sessuali denunciati che è totalmente inutile e completamente fuorviante per anziani e fratelli che pagano sulla loro pelle l'inconsistenza delle direttive che questa organizzazione non è in grado di dare e di mettere in atto. Questo fatto è perfettamente coerente con il completo disallineamento di questa organizzazione e della fratellanza dal mondo reale.

Il post che vedete è stato ripreso ed è datato 2018 i video su YouTube permangono da quella data.

Video interrogatorio al membro del corpo direttivo Jackson






Video testimonianza di due anziani di congregazione durante il processo. 








(POST Originale di Oste del 16/04/2018)


Aggiornamento 14/03/2019

Questa indagine è iniziata il 2012 si è conclusa con la consegna di un report il 15 Dicembre 2017

  • Articolo Avvenire (Avvenire -Italiano ) link
  • Articolo la stampa sul segreto confessionale (La stampa - Italiano) link
  • Discorso del primo ministro australiano ( The Guardian - Inglese ) link

Video discorso del primo ministro



Servizio giornalistico sullo scandalo australiano.




Sul fronte della cristianità il Ratzinger aveva già capito il disastro che stava nascendo e di come il suo papato sarebbe stato pesantemente condizionato da questa infamia. Non avendo alternative in questo video le storiche scuse pubbliche per gli abusi sessuali datato 2008 che probabilmente furono l'inizio della tempesta perfetta che portarono alle sue dimissioni.




Di seguito invece potrete vedere il video con le altrettante storiche scuse dell'organizzazione nel broadcasting del corpo direttivo.



Di nuovo un salutone a tutti

sabato 1 ottobre 2022

Sulla ripetizione della storia - La delusione

Gli attacchi alla Chiesa fatti dagli spirituali riguardavano, certamente, la chiesa come istituzione spirituale che si era macchiata di aver tradito l'ideale evangelico della povertà, ma risultavano essere anche un attacco verso la chiesa come istituzione civile. Dopo la fine della lotta per le investiture, e in particolare dopo il 1250, quelle che erano state le due grandi autorità dell'europa occidentale (il regno normanno di Sicilia e il sacro romano impero) erano decadute, e la chiesa avrebbe fatto in Italia il bello e il cattivo tempo fino all'inizio del XIV secolo. Il lettore può interpretare perciò un attore di questa vicenda che parli contro la chiesa come qualcuno che sferra un attacco spirituale, e questo è sicuramente giusto, ma tenga conto che una sferzata contro la chiesa, alla fine del XIII secolo, era anche - e in certi casi, principalmente - un attacco politico, a soggetti politici, che prendevano decisioni politiche. Perciò quando un tale, nel 1305 dirà che il papa è la bestia dell'Apocalisse, sta sì dando un giudizio spirituale sul capo della chiesa, ma sta soprattutto lanciando un'invettiva contro l'uomo politico più in vista del suo tempo: è uno scenario difficile da penetrare per un moderno, ma tant'è.

Questo aiuterà il lettore a spostarsi su un altro piano che, specie in questo secondo capitolo, presenta forti analogie col presente e, forse, col futuro.

Arrivò il 1260. L'anno indicato dai seguaci di Gioacchino da Fiore come quello dell'inizio della fine. I flagellanti, un altro movimento radicale, cominciò dal centro italia la predicazione di un messaggio di giudizio, accompagnato dalla penitenza pubblica. Ben presto questo movimento cominciò a espandersi in tutta Europa, e manifestazioni di pentimento e penitenza sono testimoniate fino in Germania e Boemia. Intorno a quegli anni anche Gerardo Segarelli cominciò la sua predicazione di giudizio intorno a Parma, raccomandando la penitenza al popolo ("Penitentiam agite"). Segarelli, a differenza di Olivi o di Gioacchino, non era istruito e non elaborò un pensiero escatologico complesso, ma raccolse intorno a se' una grande quantità di discepoli. Il suo movimento venne detto "apostolico".

All'inizio la chiesa e il potere civile non dovettero perseguitare gli apostolici: persino Bernardo Gui, loro accanito oppositore, dice che "correvano per il mondo [...] e predicavano al popolo dappertutto, [...] sembravano buoni agli ascoltatori, specialmente ai semplici[..] e, contrariamente al comportamento comune dei fedeli e alla loro vita e morale, mostravano esteriormente perfetta vita apostolica"[11]; non erano poi così diversi dai francescani spirituali, non creavano particolari turbolenze a livello civile, e non è da escludere che molte cariche pubbliche e ecclesistiche avessere realmente paura dell'imminente fine del mondo.

Poi il 1260 passò, la fine non era arrivata. A questo punto si osserva l'inizio di un processo di radicalizzazione che si potrebbe definire suicida e che sarebbe comico, se non fosse tragico. I vari movimenti cominciano ad arroccarsi sulle loro posizioni e ad adottare una violenza nei modi che prima era di sicuro meno marcata. Se Gioacchino e Pietro di Giovanni Olivi avevano attaccato l'opulenza della Chiesa in generale ma non avevano mai pensato di rovesciarla personalmente come istituzione, ora i movimenti più integralisti cominceranno a dimostrare la loro aggressività con sempre più sfrontatezza, sia verso il potere ecclesiastico che verso quello dello stato - che in molti casi, comunque, come già detto, coincidono. E' una deriva comune a praticamente tutti i movimenti escatologici, quando le attese vengono disattese: forse discende da un atteggiamento malsano di inferiorità rispetto al divino (che porta a ritenersi indegni di un Suo intervento, e a profondersi perciò nel provocarlo), o forse da una sicurezza di sé che sfocia nella tracotanza (preso atto del mancato intervento divino, ci si adopera per fare da sé).

Nel 1274 al concilio di Lione il papa (Gregorio X, preme ricordare come fosse autorità religiosa, ma anche marcatamente politica) condannò gli apostolici e li invitò ad entrare in un ordine monastico già esistente. Era una norma che si potrebbe giudicare di buon senso: se ogni Segarelli qualunque si fosse messo in testa di creare un suo ordine (e in qualche misura stava avvenendo) la chiesa non avrebbe avuto modo di fare altro che badare agli ordini monastici. Peraltro anche la soluzione adottata non era particolarmente gravosa: tra i francescani , per esempio, c'era un movimento spirituale in cui gli apostolici probabilmente non si sarebbero trovati a disagio, a costo di qualche privazione.

Invece gli apostolici non accettarono il richiamo. Intensificarono anzi i loro attacchi con atti anche plateali: cominciarono a minare l'ordine sociale lasciando intendere che la povertà dovesse essere estesa anche ai laici, come infatti loro stessi erano laici. Questa attitudine minava l'ordine sociale esistente e, se fosse stata abbracciata dalla popolazione, avrebbe portato a disordini civili inimmaginabili. Perciò a più riprese venne condannato dalla chiesa, e dalla fine del XIII secolo cominciò la persecuzione sistematica degli spirituali francescani.

Qualcuno può pensare che le alte gerarchie fossero insensibili alle profezie sulla fine del mondo, o che stessero incominciando a perseguitare gli estremisti per invidia. L'evento successivo di questa storia dimostra l'esatto contrario.

Le motivazioni dell'elezione a papa di Pietro del Morrone (Celestino V) sono oscure. Talmente oscure da rendere verosimili quelle spirituali, che nella scelta dei papi medievali non hanno avuto spesso spazio. Una leggenda narra che i cardinali lo avrebbero eletto unanimemente (dopo ben due anni di consultazioni) poichè uno di loro lo aveva ricevuto in sogno. Di certo si sa che lui stesso aveva spedito una lettera in cui prediceva "gravi mali sulla chiesa" se non si fosse raggiunto un accordo in breve tempo. Pietro non era un cardinale, ma un vecchio monaco penitente che godeva e ricambiava la simpatia del movimento spirituale francescano.

L'universo escatologico medioevale era in tripudio. In molti videro in Celestino il papa santo preannunciato da Gioacchino. Jacopone da Todi gli dedicò una lauda, in cui lo esortava a portare il cambiamento che gli uomini di buona volontà aspettavano[12]. Lui, da parte sua, fermò le persecuzioni contro i francescani spirituali e li riconobbe come una comunità separata sotto la sua protezione. Sembrava davvero che fosse cominciato il "refrigerio dei santi". I movimenti escatologici ripresero vita dappertutto, fiduciosi che l'interpretazione biblica di Gioacchino fosse corretta, come dimostravano inequivocabilmente gli eventi.

Poi, improvvisamente com'era iniziato, tutto finì. Dopo 100 giorni Celestino si dimise e al suo posto venne eletto Bonifacio VIII, uno dei papi più violentemente repressivi verso gli spirituali e gli apostolici. Il sogno era finito e lo straniamento di chi aveva sperato di vedere adempiersi le profezie toccò il parossismo:

Il clima di attesa apocalittica era infuocato e i più ormai leggevano qualsiasi evento in un ottica di attesa: si cercavano compulsivamente segni dell'imminenza della fine del mondo (carestie, discordie civili, governanti malvagi, eventi astronomici ecc.) e si scrutava la scena politica per capire chi fossero i protagonisti delle cose che stavano per accadere.

Nel 1305 Ubertino da Casale (un francescano spirituale di rilievo) arrivò a identificare la bestia di Rivelazione con papa Bonifacio VIII. Il cerchio si stava chiudendo. La fine era alle porte.

post di Protagora


Riferimenti:
    11. De secta illorum qui se dicunt esse de ordine Apostolorum, Bernard Gui 1319
    12. "Como segno a saietta, / tutto lo monno a te affitta:" Que farai Pier dal Morrone, 1294

sabato 24 settembre 2022

Le cose che accadono

Ovviamente come sapete il blog non promuove iniziative contro l'organizzazione ne ovviamente appoggiamo iniziative di qualsiasi tipo che intendano migliorare la situazione attuale, non per indolenza siamo solo realisti. Quella che portiamo a conoscenza è l'iniziativa (non unica nel suo genere), da parte di una serie di giornalisti del Daily Telegraph che vogliono raccogliere informazioni sul mondo dei Testimoni di Geova e lo hanno fatto mettendo un annuncio nella comunità più grande di ex testimoni di Geova che esista su web (link). Il giornale ha previsto un podcast (e quindi c'è tutto un team di registrazione che si  occupa della regia e della messa in onda) che prevede una serie di puntate dell'orrore sul tema degli abusi  (link) attualmente sono 6 le puntate registrate. Lo scopo nostro in realtà è solo quello di rendere nota l'ennesima iniziativa giornalistica che riguarda il mondo dei Testimoni di Geova sui perchè e i percome lascio a voi le interpretazioni del caso.

Salve, sono Janet Eastham, una delle giornaliste investigative del Daily Telegraph (Regno Unito) che lavora a "Call Bethel" (link), un podcast che esplora il modo in cui l'organizzazione dei Testimoni di Geova gestisce le accuse di abusi sessuali su minori. Stiamo anche facendo una serie di articoli sullo stesso argomento. Il primo episodio del nostro podcast si chiama "The Tip-off", che puoi ascoltare qui: https://podcasts.apple.com/gb/podcast/call-bethel/id1630422946.

Sentiti libero di iscriverti, votare e recensire.

Pubblico qui perché il nostro team è ansioso di ricevere notizie da ex testimoni di Geova e PIMO nel Regno Unito o in Irlanda.

Stiamo cercando di parlare con i sopravvissuti agli abusi sui minori all'interno dell'organizzazione dei Testimoni di Geova e che hanno avuto il loro caso denunciato - e forse indagato - dagli anziani della congregazione.

 Siamo anche ansiosi di ascoltare le persone che hanno una conoscenza diretta di come l'organizzazione gestisce le accuse di abusi sui minori nel Regno Unito o in Irlanda, ad esempio se sei un ex o un anziano del PIMO a cui è stata segnalata un'accusa di abusi sui minori.

Inoltre, se hai qualche esperienza diretta - molto probabilmente come un ex o PIMO anziano - del sistema di archiviazione della congregazione del Regno Unito o dell'Irlanda, delle politiche di salvaguardia o hai avuto contatti con la Betel del Regno Unito in relazione a un'accusa di abuso sessuale su minori, per favore mettiti in contatto.

Se hai informazioni in questo senso, inviaci un'e-mail all'indirizzo callbethel@telegraph.co.uk.

Grazie molte!

sabato 17 settembre 2022

Sulla ripetizione della storia - L'attesa

AD 1185 c.cca Corazzo, CZ Il medioevo buio di Gregorio e dei longobardi è finito. Al meridione d'italia il regno dei normanni è riuscito a stabilire la pace. Un ex funzionario della corte di Palermo si è ritirato alla vita monastica sull'Aspromonte, ed è ora abate di un piccolo monastero. E' stato praticamente costretto ad accettare la carica: se fosse per lui, non farebbe che studiare le scritture. Ha elaborato una nuova teoria sulle età del mondo e sta per esporla in due opere capitali: Concordia Novi ac Veteris Testamenti, e una Expositio in Apocalypsim.


L'idea di Gioacchino da Fiore (+ 1202) è semplice (e abbastanza trita): la storia del mondo si divide in età. Sette certo, come si deduce dall'Apocalisse e come ha già scritto Agostino, ma anche tre, come le persone della trinità. La terza età del mondo, quella dello spirito santo, sta per arrivare, e sarà "refrigerio per i santi", cioè la promessa età finale in cui i giusti godranno continuamente.

Per Giacchino - e poi anche per i suoi imitatori - ci sono due eventi escatologici: uno che porta a un rinnovamento dopo la sconfitta dell'Anticristo (quello che abbiamo appena menzionato) e, solo dopo di questo, il giudizio universale vero e proprio, con l'ultimo avvento di Cristo contro Gog e Magog.

Gioacchino era convinto che non si potesse conoscere con esattezza la cronologia della fine dei tempi, eppure, attraverso astrusi ma rigorosi calcoli, diede adito a moltissime congetture; la maggior parte di queste convergevano sulla data fatidica del 1260, numero citato in Rivelazione.

Gioacchino scrive che prima della fine ci sarà una grande persecuzione, più intensa che mai. La "bestia che ascende dal mare" attaccherà le due chiese: prima quella immonda, "Babilonia", sconfiggendola, e poi quella pura, per "cancellare il nome di Cristo dalla terra".[2] A quel punto la bestia verrà cruentemente distrutta da Dio.

Per Gioacchino i segnali dell'immintente liberazione dai malvagi ci sono tutti: "sono finite la fede e la verità sulla terra. Dovunque turbamenti e discordie", "niente è stabile in terra".[3]

Non manca anche di sottolineare come alcune parti della chiesa, con la loro opulenza, siano già molto avanti sulla strada che le allontana dalla verità.

L'avvento dell'età finale sarà preceduto da altri grandi sconvolgimenti, di cui immediatamente i seguaci di Gioacchino cominceranno a indovinare i segni (cattivi governanti e corruzione della chiesa, discordie civili e guerre, prodigi astronomici e naturali, siccità e carestie, pestilenze etc.), che sono quelli noti di Mt 24, nonchè l'avvento di un papa santo, inviato dal cielo a salvare la vera chiesa.

Gioacchino muore appena nel 1202, probabilmente credendo che al mondo manchi davvero poco per subire il giorno dell'ira.Le sue idee hanno una eco vastissima: la chiesa condanna alcune sue intuizioni sulla natura trinitaria, ma non fa altrettanto con la sua impostazione numerologica dell'escatologia. Dante, centovent'anni dopo, scriverà del "calavrese abate Giovacchino / di spirito profetico dotato"[4], segno che Gioacchino è ancora ampiamente tenuto in considerazione.

L'influsso del pensiero di Gioacchino si troverà praticamente in tutti i movimenti ecclesiastici almeno fino al rinascimento, e troverà particolare fortuna tra i francescani spirituali e gli apostolici. Gli spirituali (o francescani spirituali) sono un movimento interno ai francescani, quello probabilmente più aderente agli insegnamenti di Francesco di Assisi, con un forte orientamento alla povertà come dimostrazione dell'ubbidienza al vangelo (chiunque abbia letto Il nome della rosa sa di cosa si parla).

Gli apostolici sono un movimento che farà della povertà, della vita comunitaria e dell'attesa attiva della fine dei tempi la sua ragione di esistere, le cui vicende approfondiremo più avanti. Le idee di Gioacchino ebbero rapida diffusione, specie nei movimenti poveri (o pauperistici), come abbiamo detto, e avevano un fortissimo ascendente tra i francescani, tanto che Bonaventura da Bagnoregio (ministro generale dell'ordine) si sentì in dovere di ripetere che "nessuno sa quando queste cose avverranno, nè va investigato questo secondo avvento".[5] A questo punto il collegamento tra rivendicazioni di povertà e attesa escatologica diventa indissolubile: da qui in poi (siamo alla metà del XIII secolo) chi vorrà sostenere attese escatologiche le puntellerà con pretese di povertà assoluta e rigore morale, e viceversa.Pietro di Giovanni Olivi (+ 1298) è un francescano, e viene considerato il più notevole esponente del movimento spirituale. La sua Lectura super Apocalypsim lo pone tra i più sottili escatologi del suo tempo. Per lui il nuovo ordine promesso da Gioacchino verrà realizzato grazie agli spirituali, e l'avversione che la Chiesa nutre contro di loro fa di quest'ultima l'Anticristo.L'evangelizzazione fatta dal suo ordine diventa, per Pietro, un ulteriore segnale dell'avvicinarsi della fine - Francesco di Assisi ha predicato al Saladino, e alcuni spirituali si sono spinti fino in Grecia e in Armenia. Altre sue intuizioni, riguardano

- l'analogia tra la profezia di Gesù riguardo l'assedio romano a Gerusalemme del 70 d.C. e le tribolazioni che precedono la fine del mondo[6],

- la persecuzione di Gog e Magog (una o più forze coalizzate) contro i cristiani prima dell'ultima venuta di Cristo, che li annienterà con il fuoco

- l'avversione alla filosofia antica e specialmente allo studio di Aristotele e dei suoi commentatori (Averroé, Avicenna) che trova spazio nelle più rinomate univerità dell'epoca - "ometto di citare Aristotele... per l'orrore che ho della sua autorità"[7].

Infine anche in Pietro c'è la divisione tra vero cristianesimo e chiesa carnale (Babilonia), e anche lui ritiene, nel suo commento all'Apocalisse, che la chiesa carnale perseguiterà insieme con i re della terra quella spirituale, e infine alcune di queste nazioni coalizzate distruggeranno prima la chiesa carnale - "e coloro che trafficano in faccende civili ... piangeranno perchè persero tutti questi guadagni"[8] - e poi si volgeranno contro la vera religione con l'intento di "cancellare la fede in Cristo dalla terra"[9]. Anche qui queste nazioni andranno incontro al giudizio divino. Infine ci saranno nuovi cieli e nuova terra.

Per Pietro tutti questi avvenimenti sono terribilmente vicini: la fondazione dell'ordine francescano è stata accompagnata da terremoti, devastazioni e guerre, che puntualmente documenta, non ultima l'invasione dell'Ungheria da parte dei Tartari[10], e questo testimonia inequivocabilmente l'imminenza della venuta di Cristo.

Le teorie di Pietro di Giovanni Olivi ebbero eco vastissima, probabilmente tra gli illetterati più di quelle di Gioacchino (ci sono pervenuti compendi in volgare della Lectura), e divennero una delle basi su cui sarebbe stato costruito l'impianto teologico, ammesso che fosse univoco, degli apostolici. Ma questo è un altro capitolo.

Post di Protagora


Riferimenti:
  1.  Gregorio Magno, Homiliarum in Ezech., citato in F. Schupfer , Istituzione politiche longobarde
  2. Expositio, f. 173
  3. Expositio, f. 192
  4. Commedia, III, XII
  5. Collationes ed. DELORME p . 187
  6. Super Mattheum f. 166 a,b
  7. Super II Librum Sententiarum
  8. Super Apocalypsim f . 107 d
  9. Super Apocalypsim f . 106 b
  10. Super Apocalypsim f . 53 b

sabato 10 settembre 2022

Il mio canto libero

E' arrivato il primo settembre, l'attività di casa in casa é ripresa e all'ultima adunanza hanno mostrato le foto delle sale oggetto di interventi di ristrutturazione, ci sono sempre più pionieri, le contribuzioni aumentano, eppure qualcosa mi suona strano mentre assisto, non inquadrato, dal mio zoom.

Zoom che era un provvedimento miracoloso, quasi divino, addirittura per alcuni zeloti, pardon, zelanti individui pareva nato su ispirazione del corpo direttivo; ora, invece, andrebbe abolito, "tornate in presenza!!!!" e il comando.

Mentre le labbra dell'uomo podio si muovono sempre più lentamente e guardo il suo sorriso espandersi infinito, mi ritorna in mente (ops) una canzone di Lucio Battisti, quella che da il titolo a questo pensiero condiviso.

Mi sono chiesto se fossi io ad essere in torto, forse non avevo capito niente, mi sono fatto prendere dalla rabbia o dall'invidia? Il materiale apostata ha minato la mia spiritualità?

"In un mondo che, non ci vuole più, il mio canto libero sei tu..." Mentre l'uomo podio muoveva le labbra, e il suo sorriso raggiungeva limiti mai raggiunti prima, il mio adorato Lucio cantava per me solo, io guardavo mia moglie intenta a cucinare, mio figlio che si preparava all'esame universitario e io tornavo a vedere quello che per decenni é stato il mio mondo, quel mondo che non ci vuole più, ho pensato.

Proprio perché rifletto, penso, cogito, il mondo edulcorato costruito dalla wt non potrà mai più essere il mio, la capacità di ottenere risposte, la caparbietà nel voler ottenere risultati sul lavoro, nello studio, la voglia di lavorare strenuamente per il solo gusto di raggiungere obiettivi, per crescere come individuo e come famiglia; tutto questo non é compatibile col mondo WT, lo so!

Mentre l'uomo podio enumerava i successi ottenuti dalla congregazione (omettendo particolari che drogando i dati rendeva gli stessi farlocchi) e ridendo trasformava il suo volto in una maschera finta, innaturale, sollecitando applausi ad un uditorio assonnato e ansioso di tornare al proprio quotidiano, riflettevo sulla bellezza di vivere realmente, ora, LA VERITA'.

La verità é un concetto di cui la wt si é appropriata per un secolo e più ripetendo come un mantra il concetto che la verità è tdg, ma é così?

E' verità dire che siamo in crescita in tutto il mondo? Che nel territorio non vedevano l'ora di rivederci? Che i pionieri sono raddoppiati? Che i bambini DEVONO AVERE LA PROPRIA COPIA PERSONALE DELLA BIBBIA, per abituarli alla lettura?

Dai dati più recenti c'é stata una regressione nel rapporto mondiale, nel territorio mi risulta che la presenza o l'assenza dei tdg sia un dato irrilevante, i pionieri sono raddoppiati dove le ore necessarie per svolgere questo "incarico" si sono dimezzate e dove su 15 che svolgono questo "servizio" 8 arrivano da fuori e non si capisce come arrivino a "fare le ore", che i bimbi debbano avere in mano una bibbia cartacea e che per fare questo lo debbano annunciare dal podio con imperioso comando é testimonianza della scarsissima considerazione che per essa (la Bibbia) hanno i genitori.

Una strofa del capolavoro di Mogol e Battisti recita:

" Nasce il sentimento

nasce in mezzo al pianto

e s'innalza altissimo e va

e vola sulle accuse della gente

a tutti i suoi retaggi indifferente

sorretto da un anelito d'amore

Di vero amore"

Mentre l'uomo podio con la sua camicia verde petrolio e la pochette rosa si aggiustava gli occhiali, risuonavano nella mia testa le parole e la melodia della canzone, si sovrapponevano volti e parole, sorrisi sinceri e sguardi ipocriti, ritornavano chiare le parole di quando ho consegnato le dimissioni nelle sue mani a causa del disgusto per quello che vedevo.

"Trasferisciti, non buttare al vento la nomina, se lo fai sarà difficile riottenerla, pensaci bene, facciamo finta di niente e puoi andare alla XXXXX, il coordinatore é mio cognato, gli parlo io e ti faccio stare tranquillo per un po', quando vorrai riprenderai l'attività, può capitare di sentirsi stanchi e poi, cosa penserà il sorvegliante se fai un passo del genere? Ci chiederà di indagare, sai come vanno queste cose",

"Si, caro uomo podio, so perfettamente come vanno queste cose, si cercherà un pretesto per infangare me o mia moglie o i miei figli,

si inventeranno miei comportamenti inadeguati, si creeranno testimonianze negative, si, so perfettamente come andranno queste cose".

"Nuove sensazioni

giovani emozioni

si esprimono purissime in noi

La veste dei fantasmi del passato

cadendo Lascia il quadro immacolato

e s'alza un vento tiepido d'amore

di vero amore

e riscopro te"

post di Beth Sarim

sabato 3 settembre 2022

Sulla ripetizione della storia

"...quello che dicono i pitagorici, cioè che le cose si ripeteranno ugualmente e io, con questo bastoncino in mano, di nuovo spiegherò questa stessa dottrina a voi qui così seduti, e tutto sarà proprio come è qui ora. [...] E tutte le cose saranno ancora le stesse, e uno il tempo." - Eudemo di Rodi, filosofo peripatetico, IV a.c.


Agostino di Ippona era stato millenarista per metà della sua vita, e aveva passato l'altra metà a confutare l'imminenza della fine del mondo. C'era riuscito. Per due secoli le attese escatologiche sarebbero rimaste almeno sopite. Poi, però, arriveranno i longobardi e diventerà "ogni cosa sangue, incendio, rovina, e dolore acerbissimo"[1], e a quel punto Gregorio Magno, atterrito dalla devastazione della guerra perenne e dai flagelli della peste che colpisce Roma e delle inondazioni del Tevere, non potrà esimersi dal rispolverare l'arrivo della fine del mondo e dal tenere 22 omelie sulle profezie di Ezechiele. 22 sono appunto i capitoli del libro "Pura adorazione ristabilita".

E' una coincidenza, naturalmente, ma non è una coincidenza sfogliare Ezechiele per trovare conferme delle proprie attese sulla fine del mondo. Sarebbe divertente trovare altre similitudini tra i due scritti escatologici. Mi permetto invece di sottolineare una differenza importante: non vedo barbari sanguinari minacciare la nostra vita e la civiltà, quindi Gregorio, in qualche modo, lo posso compatire. Probabilmente sapeva che la fine del mondo non sarebbe arrivata, ma aveva seri motivi per sperarla. Questa è la prima di molte convergenze che il lettore troverà tra l'ecatologismo antico e quello attuale, ma è anche l'ultima che mi permetto di indicargli così chiaramente: fare altrimenti sarebbe un'offesa alla sua intelligenza ed anche un lavoro ingrato per chi scrive.


Non è su Gregorio, però, che verte la nostra dissertazione, ma sui suoi successori di sette secoli più tardi: Gioacchino da Fiore, i francescani spirituali e gli apostolici. La parabola di questo sogno escatologico copre circa 150 anni. Non è la prima, già lo si è detto, non sarà l'ultima, è semplicemente una su cui abbiamo diverse fonti, e questo perchè molti dei suoi attori (Gioacchino, i francescani, Celestino V) non furono mai condannati dalle autorità e non subirono perciò la distruzione della memoria.
Per introdurre il discorso basterà ricordare come finora si siano risolte le attese sulla fine del mondo nella storia, e cioè:


1. con il riassorbimento (Agostino di Ippona, francescanesimo, '68)
2. con una strage, o un rogo, di invasati (Savonarola, nazismo, Munster, etc...)

Non si predica la fine del mondo impunemente... e non finisce qui.



post di Protagora