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domenica 6 agosto 2023

Navigando nella vita: L'Importanza di un Metodo per Comprendere la Realtà

Nel post precedente, abbiamo esaminato la figura di Galileo Galilei, un luminare del passato, prendendo spunto dalla sua vita per approfondire un tema rilevante per questo blog: la nuova posizione che coloro che si sono allontanati dall'organizzazione devono inevitabilmente affrontare.

Galileo riveste un ruolo chiave in questo argomento perché si è sforzato, più di chiunque altro, di dare alla Bibbia il giusto valore e significato. Tuttavia, nel post ho utilizzato il termine "deresponsabilizzare" in riferimento alle Sacre Scritture, il quale, a una rilettura, potrebbe essere interpretato in modo diverso da come avrei voluto.

Voglio chiarire che la mia intenzione era quella di sottolineare che Galileo, durante la sua vita, è stato importante non solo per le scoperte che hanno confermato il sistema copernicano del cosmo, ma anche perché ha segnato una netta separazione tra il mondo "moderno" e quello antico, introducendo il cosiddetto "metodo scientifico", di cui lui è stato uno degli autori o, meglio, scopritori.

Ma in cosa consiste questo metodo scientifico? Il metodo scientifico è un approccio sistematico alla ricerca della verità, basato sull'osservazione, l'analisi, l'interpretazione dei dati e l'elaborazione di ipotesi verificabili. Esso ha aperto la strada al progresso scientifico, consentendo a Galileo e ai suoi successori di fare scoperte straordinarie sul funzionamento del nostro universo.

In una lettera a Gallanzone Galileo spiegò in modo chiaro che la quantità di credenze che gli antichi filosofi avevano era il risultato di un procedimento analitico che non era comprovato da prove concrete. In una sua lettera ad un amico e scienziato disse riguardo alla natura della luna.


«Hanno sin qui la maggior parte dei filosofi creduto che la superficie [della Luna] fosse pulita tersa e assolutissimamente sferica, e se qualcuno disse di credere, che ella fusse aspra e muntuosa fu reputato parlare più presto favolusamente, che filosoficamente. Ora io questo istesso corpo lunare [...] asserisco il primo, non più per immaginazione, ma per sensata esperienza e necessaria dimostrazione, che egli è di superficie piena di innumerevoli cavità ed eminenze, tanto rilevate che di gran lunga superano le terrene montuosità.»

(G. Galilei, Lettera a Gallanzone Gallanzoni, 1611)

In questa lettera, si discute di una "sensata esperienza" e di una "necessaria dimostrazione", elementi che costituiscono l'inizio del metodo galileiano. Il suo obiettivo era descrivere non solo gli eventi in sé, ma anche il "modo" con cui arrivava a tali conclusioni, un metodo che ha influenzato il progresso scientifico mondiale fino ai giorni nostri.

Prima di Galileo, le concezioni sulla natura della Terra e del cosmo erano state tramandate oralmente da antichi filosofi, i quali presumevano in un certo modo la natura di questi elementi senza offrire prove o verifiche delle loro affermazioni. Tuttavia, queste idee, per quanto affascinanti, si sono rivelate completamente errate. La natura del cosmo non era come era stata interpretata fino a quel momento: il sole non girava intorno alla Terra, non esisteva un cielo "di sopra" e uno "di sotto", e le stelle fisse non erano attaccate alla volta celeste; persino la Luna non era una sfera perfetta.

L'importanza del metodo scientifico risiede nel fatto che, senza di esso, si possono solo formulare ipotesi, ma solo attraverso il metodo si possono provare e sostenere la veridicità di tali ipotesi. Un approccio metodico ci permette di ottenere dati verificabili e di dimostrare in modo accurato le nostre affermazioni. È attraverso il metodo che siamo in grado di costruire una comprensione solida e affidabile del mondo che ci circonda.

Perché la questione del metodo è importante? Senza un metodo adeguato, ci limitiamo a formulare ipotesi senza poterle provare o sostenere con evidenze concrete. Questo può portare a credenze infondate, basate più sulla convinzione che sulla verità. La Bibbia, come fonte di conoscenza spirituale, richiede un approccio ponderato e un'interpretazione adeguata, così da poterne ottenere il massimo beneficio, riconoscendo il suo valore come dono di Dio all'umanità.

Quando ci rivolgiamo a un pubblico con esperienze legate ai Testimoni di Geova, è importante usare parole accurate per esprimere critiche. Il termine "deresponsabilizzare" la Bibbia è stato utilizzato per sottolineare un problema emerso nell'organizzazione riguardo all'eccessiva enfasi posta sulle interpretazioni rigide e poco coerenti delle Scritture. Questo può essere stato causato dalla mancanza di un metodo analitico adeguato e dalla mancanza di una "sensata esperienza" e "necessaria dimostrazione" nella comprensione dei testi biblici.

Le conseguenze di credere in interpretazioni errate possono non sembrare immediate o fatali da un punto di vista pratico. Tuttavia, una comprensione distorta delle verità spirituali può avere un impatto negativo sulle vite delle persone a lungo termine. Credere in inesattezze può portare a interpretazioni errate della fede e a decisioni basate su presupposti sbagliati.

Riflettiamo: da un punto di vista pratico, continuare ad immaginare che il sole giri intorno alla terra e pensare che questa sia la verità potrebbe senza dubbio non creare alcun disagio a una persona. Credere ad una falsità non si muore e non si viene puniti dal cielo almeno non istantaneamente. Allo stesso modo, nessuno muore se qualcuno si convince che dal 1914 Gesù regna in cielo, e di conseguenza nessuna religione crolla e si distrugge se fa diventare queste cose dogmi religioso.

Detto questo però, con un metodo analitico rigoroso tutti questi ragionamenti come il “1914” la “santità del sangue”, “santità del corpo direttivo” si riesce a capire bene che sono il risultato di bias logici banali facilmente dimostrabili. Questi dogmi sarebbero stati esclusi sin dalla loro nascita se ci fosse stato un metodo coerente e corretto di analisi delle scritture e non avrebbero mai alimentato un sistema teocratico che invece sfrutta proprio questi bias per ottenere consenso.

Quindi più che deresponsabilizzare direi meglio “dare la giusta responsabilità" alla Bibbia, con il suo uso corretto e non strumentale.

Vi faccio un esempio di uso strumentale che ho considerato di recente in uno studio biblico: in Matteo 25:46 leggiamo:

“Questi [i capri] andranno allo stroncamento eterno, ma i giusti alla vita eterna”

Avete anche voi notato l’uso strano del termine “stroncamento”? Non vi è mai sembrato anomalo? Il termine “stroncamento” ha un significato di rottura fisica di un oggetto e non è applicabile ad un soggetto animale come il capro. Solo nella fantasia del traduttore gli animali si stroncano e infatti la scrittura non è lineare nel suo significato. Ora se andate al greco il termine con cui è stato tradotto è “kolasin” tradotto significa “pena” “punizione” “tortura”.


4
2532  [e]
46    Kai
46    Καὶ
46    E
46    Cong
565  [e]
apeleusontai
ἀπελεύσονται
andrà via
V-FIM-3P
3778  [e]
houtoi
οὗτοι
questi
DPro-NMP
1519  [e]
eis
εἰς
in
Prep
2851  [e]
kolasin
κόλασιν
punizione
N-AFS
166  [e]
aiōnion
αἰώνιον   ;
eterno
Adj-AFS
3588  [e]
hoi
οἱ
 - 
Arte-NMP
1161  [e]
de
δὲ
ma
Cong
1342  [e]
dikaioi
δίκαιοι
il giusto
Adj-NMP
1519  [e]
eis
εἰς
in
Prep
2222  [e]
zōēn
ζωὴν
vita
N-AFS
166  [e]
aiōnion
αἰώνιον   .
eterno
Adj-AFS



















Come viene tradotta la scrittura di Matteo in tutte le bibbie di questo mondo?


“Questi [i capri] andranno alla pena eterna, ma i giusti alla vita eterna”

Che è decisamente molto più chiaro ed evidente il senso. Gesù vuole condannare i capri ad un destino di punizione eterna ma nella metafora. Ora ovviamente avete già capito dove voglio arrivare ma rimanete un attimo qui. Analizzando il termine in questione nella nota di Bible hub relativo al termine “Kolasin” notiamo che nella bibbia viene utilizzato due volte anche in 1 Giovanni 4:18

κόλασιν (kolasin) — 2 Occurrences

Matthew 25:46 N-AFS
GRK: οὗτοι εἰς κόλασιν αἰώνιον οἱ
NAS: into eternal punishment, but the righteous
KJV: everlasting punishment: but
INT: these into punishment eternal
1 John 4:18 N-AFS
GRK: ὁ φόβος κόλασιν ἔχει ὁ
NAS: involves punishment, and the one who fears
KJV: fear hath torment. He that feareth

INT: the fear torment has he who


Come potete notare dalle indicazioni del sito ribadisco le principali traduzioni bibliche NAS KJV e INT usano il significato della parola tradizionalmente conosciuto “punizione” “tormento”. Ora giusto per curiosità sono andato a vedere la scrittura 1 Giovanni 4:18. Per chi fa ricerche bibliche è importante fare un parallelismo dell’uso dello stesso termine in altre parti della bibbia, perché aiuta a capire meglio il significato della parola in vari contesti. Abbiamo visto le traduzioni del versetto e abbiamo fatto una interessante scoperta.La NT traduce così 1 Giovanni 4:18:


18 Nell’amore non c’è timore;+ anzi, l’amore perfetto scaccia via il timore, perché il timore ci frena. In realtà, chi ha timore non è stato reso perfetto nell’amore.+


Nel versetto in questione, la parola greca "κόλασιν" (kolasin) è stata tradotta in modo diverso in italiano e in inglese, generando alcune osservazioni sulle scelte linguistiche adottate.

L'uso del termine "ci frena" per tradurre "κόλασιν" in italiano lo possiamo considerare inappropriato e un po' azzardato. La parola "frenare" potrebbe essere adatta in contesti come un Pit Stop di Formula 1 o in un'officina meccanica, ma sembra fuori luogo nell'ambito di un'adunanza cristiana o nel contesto della "punizione" o "pena" che il termine greco può implicare. La critica che facciamo riguardo all'utilizzo del termine "frenare" evidenzia la difficoltà di tradurre precisamente e appropriatamente un termine con sfumature diverse in contesti diversi.

La verisone inglese della NT "κόλασιν" è stato tradotto come "restrain us", che in italiano significa "ci trattiene". Questa traduzione sembra essere considerata più coerente di "ci frena", ma il punto principale rimane che "κόλασιν" in greco ha un significato di "punizione" o "pena", e questo anche in questo caso non sembra essere riflesso accuratamente nella traduzione in italiano o in inglese.

In sintesi, il testo critica la scelta di traduzione del termine "κόλασιν" in italiano, sostenendo che "ci frena" e "ci trattiene" non catturano pienamente il significato di "punizione" o "pena" che il termine greco comporta. Sottolinea l'importanza di utilizzare traduzioni precise e appropriate per preservare il significato originale dei testi biblici.

Per ironia quindi anche la scrittura di Giovanni 4:18 diventerebbe molto più chiara se fosse utilizzato il termine corretto fra l’altro poi usato da tutte le bibbie di questo mondo. Nella scrittura si parla di timore che ci frena ma il greco spiega che il timore avviene a causa della punizione. La traduzione della NR 94 dice allo stesso versetto:


1 Giovanni 4:18

Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore. 


Castigo è un ottimo termine che sostituisce pena o punizione non vi pare? Ma chiediamoci: Perché questa soppressione del termine Koleios dalla bibbia? 


Per un interprete che conosce il mondo religioso è molto facile arrivare alla conclusione che nella NT redatto dai testimoni di Geova si vuole evitare l’utilizzo del termine punizione perchè nella scrittura di Matteo lascerebbe intendere che sia plausibile l’inevitabile esistenza di una anima tormentata per l’eterno. 

Ma questo intendimento da cosa è dato? Semplicmente dal metodo sbagliato teocratico di lettura biblica. Solo nella superficialità dei senso letterale si può pensare che Gesù in questo passo confermi l’esistenza di un inferno di tormento. Ma solo con la stessa superficialità si può pensare di cambiare il senso letterale della parola per non lasciare interndere quello che l’ideologia della religione non vuole lasciare intendere. Gesù infatti sta facendo una parabola e la pena eterna è contestuale alla parabola non allo stato dell’anima della metafora dei capri, giustificare l’esistenza di un mondo di punizione a vita è un evidente applicazione impropria della scrittura e delle parole di Gesù. 


Se volete sorridere ho chiesto all’IA di darmi la sua interpretazione su questo aspetto specifico. Abbene si l’IA ha la capacità di dare valutazione di questo tipo ho chiesto infatti a lei:


Perchè i Testimoni di Geova traducono in Matteo 25:46 la parola "punizione" con “stroncamento”? 


Ecco l’inevitabile risposta che darebbe una persona ragionevole.


I Testimoni di Geova utilizzano la loro traduzione della Bibbia, chiamata "Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture" (TNM), che è stata prodotta dalla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, l'organizzazione centrale dei Testimoni di Geova. La TNM è stata pubblicata in varie edizioni, e alcune parole o espressioni possono essere state modificate o aggiornate nelle diverse edizioni a seconda del contesto e della comprensione degli studiosi delle Scritture.

Nel caso specifico di Matteo 25:46, è possibile che nella versione TNM, la parola "punizione" sia stata tradotta con "stroncamento" per enfatizzare l'idea di un'azione decisa o drastica da parte di Dio riguardo alla destinazione finale delle persone (vita eterna o condanna eterna). La scelta delle parole può essere influenzata dalla teologia e dall'interpretazione specifiche dei Testimoni di Geova riguardo alla dottrina dell'annientamento (ossia, la credenza che gli empi non siano destinati ad un tormento eterno, ma vengano piuttosto distrutti in modo permanente).


Siamo onesti, non abbiamo di certo bisogno dell’IA per comprendere che siamo davanti ad un piccolo esempio di come l’ideologia religiosa può modificare il senso della scrittura. Non vi pare?


Attenzione perché, come avrete notato, qui non siamo di fronte ad una ingenuità letteraria. Ma ad un tentativo di stortura delle scritture che però dimostra “la capacità” di essere analitici e di sviluppare un approccio che è volto più a salvaguardare l’ideologia di questa organizzazione più che il senso letterale delle sacre scritture. Così come un ladro che fa un furto in banca dimostra di non essere uno stupido superando tutte le barriere protettive per raggiungere la cassaforte, allo stesso modo anche questa organizzazione dimostra di non essere stupida quando esegue queste manovre utilizzando le sacre scritture come strumento persuasivo.


Ora ci piacerebbe dire che la religione è un laccio e una truffa. Ma per un momento evitiamo di arrivare alla conclusione di essere davanti a persone malintenzionate. Diamo per scontato che siamo davanti ad una organizzazione sincera e che credono veramente che questo sia il modo giusto di maneggiare la parola di Dio.

 

Se siamo davanti alla sincerità da che cosa provengono queste idee non corrette? Cerco di spiegarmi meglio, molti che sono diventati consapevoli si chiedono: visto che le capacità di analisi esistono e ci hanno convinto, perchè le conclusioni, quelle più importanti, come la venuta del Cristo sono sbagliate? 


Per capirlo possiamo usare una scrittura biblica che tutti quanti conoscono. E’ Gesù stesso che ci indica il metodo cristiano per non fare errori di questo tipo.


In Luca 6:46 Leggiamo


46 “Perché allora mi chiamate ‘Signore! Signore!’ ma non fate le cose che dico?+ 47 

Chiunque viene da me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi dirò io a chi è simile:+  48 è simile a un uomo che nel costruire una casa scavò e andò in profondità e pose le fondamenta sulla roccia. Poi ci fu una piena e il fiume investì quella casa, ma non riuscì a farla vacillare, perché era stata costruita bene.+ 49 D’altra parte, chi ascolta e non fa niente è simile a un uomo che costruì una casa senza le fondamenta. Quando il fiume la investì, la casa immediatamente crollò, e fu distrutta completamente”.


In questa scrittura, Gesù ci fornisce una preziosa indicazione che ci spinge a prendere i suoi insegnamenti a cuore. Egli ci insegna che i suoi insegnamenti non sono semplicemente una casa, ma il fondamento solido su cui costruire la nostra dimora spirituale. Questa dimora sarà il rifugio dalle tempeste ideologiche che affliggono il mondo, inclusa questa organizzazione religiosa.

Applicando questo insegnamento alla nostra vita, comprendiamo che Gesù ci invita a ragionare con intendimento, basandoci sulla "sensata esperienza" e sulla "necessaria dimostrazione". In questo modo, possiamo fondare la nostra fede sulla solida roccia della verità, evitando espedienti letterari o manipolazioni delle Scritture che indeboliscono la nostra fede invece di rafforzarla.

È fondamentale riconoscere che sono le azioni di coloro che hanno fatto dell'ideologia il loro "vitello d'oro" a minare la fede delle persone, non chi mette in luce tali problematiche. La responsabilità di dare risposte e mantenere una fede autentica ricade su coloro che guidano l'organizzazione religiosa, non sugli "apostati" o su chi critica con buone intenzioni.

In un mondo ideale il dialogo aperto e sincero tra coloro che hanno dubbi e coloro che guidano la fede può davvero essere un'opportunità per crescere insieme nella comprensione e nella ricerca della verità. Solo così sarebbe davvero possibile sperare di costruire una fede più profonda e significativa nella nostra vita spirituale.

Il metodo è la soluzione dei problemi?


Così come il fondamento garantisce che la casa stia in piedi, l'utilizzo del metodo corretto non ci da soluzioni, ma è condizione necessaria per capire e gestire il mondo che ci circonda:


  • Ci aiuta a risolvere problemi complessi che sono in apparenza non risolvibili. Ricordate il bimbo conteso dalle due donne davanti al re Salomone e la condanna scioccante di dividere in due il bambino? ( 1 re 3:23,27)
  • Ci aiuta a discernere le cose da valutare importanti e escludere quelle inutili. (Matteo 6:33)
  • Ci aiuta ad approfondire ed analizzare tutti gli aspetti di una vicenda in modo realistico e ragionevole (1 Cor 13:11)
  • Ci siamo aiuta a valutare i pro e i contro di una situazione e aumentare la consapevolezza e il discernimento. (Filippesi 4:8)
  • Ci aiuta con una visione generale delle cose a risolvere i conflitti e le discordanze e a capire meglio il significato biblico (2 Timoteo 3:16)
  • Ci aiuta a sviluppare nuove idee e nuovi modi di pensare per affrontare meglio una situazione, non accontentandoci dell’abbiamo sempre fatto così. (Isaia 43:18,19)
  • Ci aiuta ad allenarci nel ragionamento per migliorare costantemente le nostre facoltà. Le capacità analitiche si affinano come i muscoli del corpo solo faticando sopra le complessità della vita. (Ebrei 5:14) 
  • Ci aiuta a tenere in considerazione il fatto che siamo persone umane e rendere il più possibile coerenti i ragionamenti. ( 1 Cor 13:11,12)
  • ed infine ci aiuta ad esempio ad evitare di abbracciare pensieri tossici dei complottisti. ( 1 Giov 4:1)
Questa organizzazione si è basata su tali pensieri, e molti sono stati affascinati da essa.

Tuttavia, la naturale predisposizione dell'organizzazione a costruire una visione distorta del mondo e del sistema favorisce il pensiero tossico complottista. Alcuni membri dell'organizzazione possono nutrire l'idea che esistano lobby segrete che tramano nell'ombra per ottenere vantaggi a spese dell'umanità.

L'entità del male, basata sull'idea di un essere occulto che complotta per allontanare le persone da Dio e distruggere l'organizzazione, esercita un notevole impatto sulle vite delle persone coinvolte, specialmente dei membri stessi dell'organizzazione. Cosa ne pensate di questa prospettiva?

In effetti, l'organizzazione sembra utilizzare un approccio strumentale che sfrutta il naturale sentimento di paura presente in tutti noi, al fine di fidelizzare le persone e mantenerle sotto controllo. In pratica, sembra che sfrutti la paura del controllo per ottenere un maggiore controllo. Un approccio ingegnoso, se ci riflettiamo attentamente.

Da un punto di vista pratico, alcuni membri potrebbero sorridere di fronte alla richiesta di firmare un documento sulla privacy, quando in passato l'organizzazione ha gestito i dati privati come il macellaio usa la carne per fare le salsicce.

Ma dell’organizzazione non ci curiamo ci sarà qualcuno che si preoccuperà di lei a suo tempo e debito noi adesso siamo preoccupati di ristabilire la nostra spiritualità in un modo più ragionevole e concreto e per fare questo abbiamo imparato che ci serve un metodo. Anche perchè è quello che ci comanda Gesù e che Dio stesso vuole per difenderci dalle menzogne e liberarci anche dalla paure tossiche di questo sistema. Avere un metodo corretto ovviamente non eliminerà il sentimento della paura, ma ci permette di gestirla e vivere in modo consapevole, dandoci anche gli strumenti per liberarci dalle catene mentali di questa organizzazione.


Cari amici, vi incoraggio così a coltivare sempre un metodo analitico di ragionare corretto, poiché esso vi guiderà sulla strada della saggezza e della comprensione. Come affermato in Proverbi 3:5-6 (TNM): 'Confida in Geova con tutto il tuo cuore e non fare affidamento sulla tua prudenza. Riconoscilo in tutte le tue vie, e lui renderà diritte le tue strade.' Quando applichiamo una mente critica alla ricerca della verità e ci affidiamo a Dio per la sua guida, otteniamo una visione chiara e una prospettiva ben fondata. Che questa preziosa Scrittura sia una luce sulla vostra strada mentre crescete nell'analisi e nell'approfondimento della conoscenza. Che Geova vi benedica e vi accompagni in ogni passo del vostro viaggio verso la verità e la comprensione. Amen.