domenica 31 maggio 2026

La porta girevole

Se chiedete a un Testimone di Geova attivo se l’organizzazione sta crescendo, vi risponderà di sì. E tecnicamente non mentirà. Il rapporto dell’anno di servizio 2025 mostra 9,2 milioni di proclamatori di picco, oltre 304.000 battesimi e una crescita del 2,5%. Sulla carta sembra un’organizzazione sana.
Il Corpo Direttivo presenta questi numeri ogni anno come se fossero una conferenza sugli utili aziendali, e i Testimoni comuni li considerano la prova della benedizione di Geova: “Guardate come Geova sta accelerando l’opera”.
Ma c’è un numero che non pubblicano mai. Non diranno mai quanti se ne sono andati. Lo monitorano — sappiamo che lo fanno — ma non lo rendono pubblico. Facciamo un po' di calcoli.
Tra il 2011 e il 2020, la Watchtower ha battezzato 2,7 milioni di persone, ma il numero totale dei membri è aumentato solo di 1,2 milioni. La differenza tra battesimi e crescita netta è stata di circa 1 milione e mezzo di persone. Una perdita impressionante: morti, inattivi, disassociati e persone che semplicemente se ne sono andate. E il Corpo Direttivo non ne parla mai. Un milione e mezzo di persone perse in dieci anni, eppure il rapporto annuale viene presentato come se andasse tutto bene.

Quindi, se così tante persone se ne vanno, come fa l’organizzazione a mostrare ancora crescita?
Entrano in gioco i dati esterni. Il Pew Research Center, uno degli istituti di ricerca più rispettati d’America, ha condotto un enorme studio sull’appartenenza religiosa. Oltre 35.000 americani intervistati. E ciò che hanno scoperto sui Testimoni di Geova avrebbe dovuto provocare uno shock nell’organizzazione. I Testimoni di Geova hanno il tasso di permanenza più basso di qualunque gruppo religioso negli Stati Uniti. Solo il 34% delle persone cresciute come Testimoni si identifica ancora come tale in età adulta. Fermatevi un momento su questo dato: due persone su tre cresciute nella religione la abbandonano.
Per confronto:
l’induismo trattiene circa l’84%;
il cattolicesimo circa il 60%;
i mormoni circa il 64%;
persino il buddhismo mantiene il 39%.
I Testimoni di Geova sono ultimi.

E la cosa ancora più allarmante è questa: nonostante questa enorme emorragia di membri “nati dentro”, l’organizzazione è riuscita a rimanere relativamente stabile per anni. Come? Perché il 65% degli adulti Testimoni attuali sono convertiti. Non sono cresciuti nella religione: sono arrivati da fuori.
In altre parole, l’organizzazione funziona come una porta girevole: i nati dentro escono, nuovi entrano; i nati dentro escono, nuovi entrano. E finché i nuovi reclutati entrano più velocemente di quanto i membri escano, il numero complessivo resta positivo. Ma la porta girevole sta rallentando...

Negli anni ’70, durante il periodo di massima crescita dei Testimoni di Geova, bastavano poche centinaia di ore di predicazione per ottenere un battesimo. Negli anni ’90 ne servivano migliaia. Nel 2022 servivano oltreg 10.000 ore di predicazione per un solo battesimo.
E questo considerando solo i battesimi. Se si tengono conto anche delle persone che muoiono o abbandonano, servono circa 40.000 ore di predicazione per ottenere una crescita reale di una sola persona.
L’opera porta a porta, i carrelli, le lettere, gli studi biblici… tutto insieme. Come strumento di reclutamento nel mondo sviluppato, semplicemente non funziona più.

Post di Stefano Greco

domenica 24 maggio 2026

"Conosceranno che un profeta [NON] è stato in mezzo a loro"



I Testimoni di Geova usano il passo di Deuteronomio 18:20-22 per distinguere i profeti veri dai falsi. Il principio biblico lì esposto è semplice: se qualcuno parla nel nome di Dio e ciò che annuncia non si avvera, quel messaggio non viene da Lui. Ma cosa accade se questo criterio viene applicato alla Watch Tower stessa?


Nel corso dei decenni hanno affermato e ribadito il proprio ruolo profetico e tuttavia sostengono di non aver mai preteso ispirazione divina e quindi di non poter essere considerati un falso profeta. Queste due posizioni sono compatibili?


Si paragonano a Ezechiele e a Geremia

Nel 1972 la Torre di Guardia pubblicò un articolo dal titolo “Conosceranno che un profeta è stato in mezzo a loro” (Ezechiele 2:5):

Questo “profeta” non fu un uomo, ma un gruppo di uomini e donne. Fu il piccolo gruppo dei seguaci delle orme di Gesù Cristo, chiamati a quel tempo Studenti Biblici Internazionali. Oggi si chiamano cristiani testimoni di Geova. Essi proclamano ancora l’avvertimento, e centinaia di migliaia di persone che hanno ascoltato con fede il loro messaggio si sono unite a loro e li hanno assistiti nell’opera loro affidata. Certo, è facile dire che questo gruppo agisce quale “profeta” di Dio. Darne la prova è un altra cosa. Il solo modo in cui questo si può fare è di considerare la storia. Che cosa mostra?”.

(w72 15/9 p. 549)

Ezechiele era stato mandato agli israeliti per avvisarli e fece previsioni molto precise che si adempirono puntualmente. L’articolo spiegava che questo gruppo agiva similmente quale “profeta” di Dio e aggiungeva che la prova si sarebbe vista quando la storia avrebbe confermato l’adempimento delle sue dichiarazioni. Qui non dicono di essere semplici studiosi della Bibbia che cercano di comprendere le Scritture ma applicano a sé stessi il ruolo di “profeta”.

Nel 1980 la Torre di Guardia ribadì ulteriormente questo concetto:

Oggi i testimoni di Geova indicano come la profezia di Gesù si è progressivamente adempiuta dal 1914. Egli non predisse alcuna pace durevole per questo mondo nell’immediato futuro, entro questa generazione. Chi perciò è stato mandato da Geova, e chi sono quelli che parlano nel suo nome: Il clero della cristianità, che profetizza il contrario, o l’odierna classe di Geremia? Gli eventi futuri mostreranno chi ha detto la verità.”.

(w80 15/5 p. 25)


Qui l’organizzazione si paragona a Geremia il quale, come Ezechiele, non era semplicemente un uomo religioso che esprimeva opinioni personali ma un profeta incaricato da Dio di parlare nel Suo nome. Come nel caso di Ezechiele i suoi avvertimenti erano ispirati e quindi le sue profezie si adempirono immancabilmente al tempo previsto.

La rivista si pone in tono di sfida e con una certa presunzione con l'affermazione che potremmo così parafrasare: 'Chi è stato mandato da Geova? Il clero o noi che siamo la classe di Geremia? gli eventi futuri mostreranno chi ha detto la verità'. Come si vede dal contesto tale affermazione era collegata direttamente a quanto detto appena prima ovvero che la generazione del 1914 avrebbe visto arrivare la fine del sistema mondiale. 

Gli “eventi futuri” dovevano rivelare chi diceva la verità. Cosa è stato dimostrato?


Il 1914 dimostra la guida divina?

Anche le pubblicazioni successive e più recenti insistono sul fatto che i Testimoni avrebbero identificato correttamente il 1914 in anticipo.

L’opuscolo del 1987 “Ecco, faccio ogni cosa nuova” afferma:

Per circa 35 anni prima del 1914, La Torre di Guardia aveva richiamato l’attenzione sul 1914 quale anno indicato dalle profezie bibliche. Nel 1914 queste profezie cominciarono ad adempiersi in modo sorprendente. ”.

(Ecco, faccio ogni cosa nuova pp. 24)

Anche la Torre di Guardia del febbraio 2024 dichiara:

Charles Taze Russell e i suoi collaboratori iniziarono a capire che... il 1914 sarebbe stato un anno importante... Fu chiaro che era Geova che li stava guidando”.

(w24 febbraio pp. 22-23)

La narrazione attuale lascia quindi intendere che Geova guidò quegli uomini verso una corretta comprensione profetica. Non dicono che prima del 1914 gli Studenti Biblici si aspettavano per quella data la fine dei governi umani, la glorificazione dei santi e cambiamenti mondiali immediati, tutte cose che non si verificarono.

Le successive interpretazioni del 1914 furono sviluppate solo dopo il fallimento delle aspettative originali. Negli anni '80 l'interpretazione in vigore era quella riportata sul libro del 1982 "Potete vivere" da cui è tratta l'illustrazione sopra e che veniva così spiegata:

A quale generazione si riferiva Gesù? Alla generazione di persone in vita nel 1914. I rimanenti di quella generazione sono ora molto anziani. Ma alcuni di loro saranno ancora in vita quando verrà la fine di questo sistema malvagio. Possiamo quindi essere certi di questo: fra breve sopraggiungerà l’improvvisa fine di tutta la malvagità e di tutti i malvagi ad Armaghedon.”.

(pe cap. 18 p. 154)

Una previsione può essere considerata prova di guida divina quando le aspettative associate ad essa si rivelano più volte completamente errate? Anche se le varianti sono molte di più le potremmo così sintetizzare e semplificare in tre gruppi: Prima del 1914 si credeva che in quell'anno sarebbe successo quello che ora ci si attende per Armaghedon. Dopo si credeva che Armaghedon sarebbe arrivato entro un periodo da quella data pari alla durata della vita di una persona. Ora, con l'attuale teoria della "generazione sovrapposta"TM, si crede che verrà entro un periodo da quella data pari alla durata della vita di due persone. Cosa dimostrano tutte queste reinterpretazioni?

La difesa della Watch Tower: “Non siamo ispirati”

La Watch Tower (parlando in terza persona come se non fossero loro) adotta questa linea difensiva:

È vero che alcuni predicono la fine del mondo in maniera plateale per attirare l’attenzione e avere seguaci, ma altri sono sinceramente convinti che ciò che proclamano è vero. Dicono agli altri ciò che prevedono in base alla loro interpretazione di qualche passo biblico o di qualche avvenimento. Non dicono che le loro predizioni siano rivelazioni dirette da parte di Geova, per cui non pretendono di profetizzare nel nome di Geova in questo senso. Per questo motivo, quando le loro parole non si avverano essi non vanno considerati falsi profeti alla stregua di quelli contro i quali mette in guardia Deuteronomio 18:20-22. Essendo uomini soggetti a sbagliare, hanno interpretato male le cose”.

(g93 22/3 pp. 3-4)

Secondo questa rivista quindi, siccome la Watch Tower non rivendica ispirazione divina, gli errori sarebbero semplicemente interpretazioni umane sbagliate e non falsa profezia. Leggendo queste parole sembra inoltre che, essendo sinceramente convinti di ciò che affermano, questo riduca il loro grado di responsabilità. Alla luce delle citazioni indicate nella prima parte di questo articolo tale tesi è sostenibile?

Riassunto e domanda finale

Da una parte la Watch Tower:

  • si definisce il “profeta” di Dio;

  • si paragona a Ezechiele e a Geremia;

  • afferma di parlare nel nome di Geova;

  • sostiene che Geova guidò Russell e i suoi collaboratori;

  • presenta il 1914 come prova della guida divina.

Dall’altra, quando le predizioni non si avverano:

  • afferma di non essere ispirata;

  • dice che il corpo direttivo è composto da uomini imperfetti;

  • sostiene che le interpretazioni profetiche possono sbagliare.

C’è quindi un doppio criterio:

  • se una previsione appare riuscita, viene presentata come prova della guida di Geova;

  • se invece fallisce, viene classificata come semplice errore umano.


Quando un’organizzazione religiosa si definisce “il profeta” di Dio, si paragona a Ezechiele e Geremia, afferma di essere guidata da Geova e dichiara che “gli eventi futuri mostreranno chi ha detto la verità”, cosa si dovrebbe concludere quando quegli eventi smentiscono le aspettative annunciate?



domenica 17 maggio 2026

Spiritualità vs Religiosità: Il Cuore oltre la Forma

Buongiorno a tutti. Oggi vorrei condividere con voi una riflessione per certi versi banale che riassumo in una domanda: si può essere spirituali senza essere religiosi? oppure: È possibile abitare o vivere in una struttura (il "contenitore") senza che questa soffochi la nostra verità interiore?

1. Il Contenitore e la Trappola della Forma.
La religiosità è, per sua natura, un contenitore che contiene: il rito, l’appartenenza, la tradizione che tramanda l’esperienza del trascendente. È un elemento importante nella vita di un individuo, per fare un esempio è come se fosse un prezioso vaso di acqua della vita, che però nasconde una trappola insidiosa: spesso capita di  scambiare il vaso, per l'acqua. Questo è molto più comune di quello che sembra. Quando capita questo surreale scambio? Quando il rito diventa una recita meccanica, abitudinaria, in quel contesto la religiosità si svuota e la spiritualità svsnisce. Gesù lo diceva con una lucidità disarmante: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da   me» (Mt 15,8). Se la pratica diventa solo un’abitudine, non è più un ponte che porta a Dio, ma un muro che non ti fa passare.

2. Lo Spazio dell'Integrità
La spiritualità abita invece quello spazio che Gesù
chiamava la "stanza segreta" (Mt 6,6). Non è un luogo fisico, ma una specie di spazio interiore dove cade ogni maschera e non serve più apparire simulando. È il luogo della verità assoluta dove, ad esempio parlando con la Samaritana al pozzo, Gesù scardina il formalismo: «Dio è spirito, e si adora in spirito e verità» (Gv 4,24). Non è più il tempio a dare valore alla preghiera, ma la disposizione del cuore (l'acqua vera). Le intenzioni sono importanti.

3. Lezioni dalla Storia: L’Integrità  va oltre il dogma e
guardando al passato, troviamo movimenti che hanno pagato caramente il tentativo di far coincidere questi due mondi. 
  •  Pietro Valdo (1173) e il potere della parola: Valdo non era un teologo, ma un ricco mercante di Lione. La sua "scelta" fu quella di pagare di tasca propria dei traduttori per avere la Bibbia in lingua volgare. Voleva capire senza intermediari. Fu perseguitato non perché fosse ateo o eretico, ma perché rivendicava che la spiritualità non fosse relegata e riti e procedura  gestita da pochi.
  • Il Massacro di Béziers (1209): Durante la
    crociata contro i Catari, avvenne un episodio che è rimasto emblematico e spesso, nella sua estrema ferocia, ripetuto in contesti diversi. Quando i soldati chiesero al legato papale Arnaldo Amalrico come distinguere i buoni cattolici dagli eretici, egli rispose: «Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi». Quando un sistema religioso diventa fanatismo identitario, smette di essere umano per far diventare le persone peggio delle bestie.
  • I Fraticelli e la tunica di Cristo (1323): I Fraticelli scelsero la povertà assoluta, una scelta estrema che oggi potremmo non condividere affatto. Non avevano uno Stato o un territorio proprio, ma vivevano soprattutto in diverse zone dell’Italia centrale e meridionale. Erano presenti in particolare in Umbria, nelle Marche, in Toscana e nel Regno di Napoli. Alcuni gruppi si diffusero anche in Francia e nella Germania.
    Spesso vivevano in piccoli conventi isolati, eremi o comunità povere, cercando di seguire l’esempio di vita semplice di Francesco d'Assisi. Dopo la condanna della Chiesa, molti furono costretti a nascondersi o a spostarsi continuamente per evitare persecuzioni dell’Inquisizione.Ma qual era il cuore dello scontro con Papa Giovanni XXII? Il Papa  arrivò a emanare bolle per decidere se Cristo possedesse o meno la tunica che indossava. Per i Fraticelli era una questione di coerenza: se il Maestro era povero, come poteva la Chiesa essere opulenta? Non era fanatismo, era il rifiuto di vivere in un sistema che  diceva una cosa e ne faceva un'altra.
  • Felix Manz e la terza immersione: Manz rappresenta una delle figure più simboliche della Riforma radicale del Cinquecento. Manz era per dirla in sintesi un anabattista. La sua morte nel 1527 a Zurigo ha avuto un forte valore storico e simbolico: fu condannato all’annegamento nel fiume Limmat proprio per le sue idee sul battesimo che voleva si applicasse solo per persone adulte e non come veniva interpretato forzatamente a persone non senzienti. Gli Anabattisti ritenevano infatti che il battesimo dovesse essere una scelta personale e consapevole, ricevibile solo in età adulta, e rifiutavano quindi il battesimo imposto ai neonati dalla Chiesa tradizionale. Per questo venivano accusati di sovvertire l’ordine religioso e politico. L’esecuzione di Manz fu chiamata ironicamente “la terza immersione”: per lui dopo il battesimo da neonato e il battesimo da adulto praticato dagli Anabattisti, arrivò l’immersione definitiva nelle acque del Limmat. Con la sua storia è evidente quanto le divisioni religiose della Riforma sfociassero  anche conflitti politici e sociali pretestuosi. Non solo la Chiesa cattolica perseguitava i dissidenti, ma anche le autorità protestanti, come quelle di Zurigo legate a Huldrych Zwingli, e reprimevano i movimenti considerati troppo radicali.
4. Il centro della questione: La lotta per la Verità.
Analizzando questi esempi, il punto non è se le loro scelte (la povertà estrema, il rifiuto dei riti) fossero "giuste" in generale quello che voglio evidenziare è la tensione che si crea fra 'integrità del singolo e la rigidità del sistema. Questi uomini e donne nelle loro esperienze ci interrogano su quanto siamo disposti a sacrificare della nostra vita per non tradire la nostra verità interiore. Ricordano che la religiosità diventa pericolosa quando pretende di soffocare la coscienza individuale in nome dell'obbedienza alla forma.

5. Verso una Coerenza Possibile
Forse la domanda non è quale strada scegliere, ma: "Le mie pratiche da religioso sono coerenti con i miei valori spirituali, o me ne stanno allontanando?" Un ultima considerazione, per avere una misura delle cose abbiamo bisogno di un metro. In senso morale ed etico è complicato avere un metro univoco, ma un limite generale è quello di essere coerenti. Già questo è un passo enorme. 

In questa evoluzione spirituale, i riti (come le adunanze i raduni le comitive…) non sono il fine, ma un mezzo per raggiungere l'autenticità della nostra vita e come tale non potrà mai essere più importante di come vogliono fare per servire Dio. Sentite che le vostre abitudini (religiose o laiche) rispecchiano davvero ciò che sentite nel profondo, o vi capita mai di sentirvi prigionieri di un "contenitore" che non vi appartiene?

  
  #Spiritualità #FedeAutentica #Vangelo #Storia #Integrità #Coerenza #Riflessioni #Religione 

lunedì 11 maggio 2026

Il pelato è uno di noi...

Uno dei racconti biblici più amati dalla WT e più raccontati ai bambini della mia generazione é il racconto di 2 Re 2, 23-25 che viene così riportato nella versione della CEI

"Eliseo andò a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo:

"Vieni su pelato; vieni su, calvo!" Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore.

Allora uscirono dalla foresta due orse che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.

Di là egli andò al monte Carmelo e quindi tornò a Samaria".

La città un tempo chiamata Betel ha oggi circa 400 abitanti, immaginiamo di trovarci su una macchina del tempo che ci trasporta fino alla Betel del tempo di Eliseo, guardiamoci intorno, noi siamo nel gruppo dei ragazzetti del villaggio, c'é Ben Gurion il ciccio, Dan lo smilzo, Beniamino il veloce e tutti i nostri compagni di giochi, le nostre giornate sono monotone, viviamo in un paesone agricolo che vive del ricordo di un passato remoto di una qualche importanza ma a noi ragazzi questo non interessa, non lo cogliamo, a noi interessa vivere, correre, ridere, raccogliere dei frutti e immaginare il nostro futuro mentre giochiamo nelle pianure polverose quando, ecco sulla strada per il paese arriva uno straniero vestito in modo strano, ed un uomo pelato! Ci guardiamo intorno e senza neanche porci il problema gli andiamo incontro canzonandolo per la calvizie, se si arrabbierà ancora meglio! Scapperemo via ridendo e racconteremo la cosa ai nostri genitori questa sera a cena.

Tutto a un tratto però due orse escono dal bosco e sbranano Ben Gurion, Salmon, Dan e altri 39 nostri amichetti! Terribile!! Terrorizzati scappiamo verso il villaggio, le urla della madri e i pianti dei padri non li scorderemo mai più come non scorderemo il volto di quell'uomo che ci ha maledetto!! Un giorno terribile!

Sempre rimanendo a quel tempo ribaltiamo la scena, noi siamo il potente Eliseo!!!! Camminiamo verso Betel quando vediamo un nugolo di bambini venirci incontro intonando una canzoncina irritante essi si prendono gioco di noi!!! Cosa facciamo? Invochiamo una maledizione e vediamo due orse che sbranano 42 bambini che non hanno rispettato me e il mio ruolo di profeta.

Questi ragazzi saranno risuscitati? Sono morti vittima di un giudizio divino e pertanto non c'é il perdono? Questo racconto come ci può aiutare? Questi bambini verranno giudicati come dice il nuovo intendimento, per quello che hanno fatto in vita? Erano realmente consapevoli? Dio ha guardato nei loro cuori ed essi erano così irrecuperabili da giustificare la distruzione eterna? O la loro tragica morte?

Vi confesso che un paio di volte ho dovuto esporre quelle che non erano le mie tesi e non erano le mie idee in discorsi che analizzavano l'episodio sopra descritto, allora lo schema del discorso e TUTTE LE PUBBLICAZIONI WT ASSERIVANO CHE IL GIUDIZIO FOSSE STATO ESEGUITO PERCHE' QUEI BAMBINI NON AVEVANO AVUTO RISPETTO PER CHI ERA STATO INCARICATO DA DIO.



Per rispondere a quanti mettevano così in dubbio che egli fosse il successore di Elia e per insegnare (!!!!????) a quei ragazzi e ai loro genitori il dovuto rispetto per un profeta di Geova, Eliseo invocò il male nel nome dell’Iddio di Elia sulla turba beffeggiatrice. Fu una prova della sua identità profetica. Geova mostrò di approvare Eliseo facendo sì che due orse uscite da un bosco vicino sbranassero 42 fanciulli. — 2Re 2:23, 24.

g03 8/6 pp. 18-20

Per esempio nel libro biblico di Secondo Re si parla di un gruppo di ragazzi che molestarono verbalmente il profeta Eliseo. Il racconto dice che “si burlavano di lui” e “gli dicevano: ‘Sali, testa pelata! Sali, testa pelata!’” Geova, che vide il cuore di questi ragazzi e capì il loro intento malevolo, considerò molto gravi i loro insulti. Si legge che a causa della loro violenza verbale Dio mise a morte 42 ragazzi. — 2 Re 2:23, 24.

w96 15/6 pp. 12-17

Non ci è dato di sapere cosa abbia detto esattamente Eliseo quando pronunciò quella maledizione invocando il male sui ragazzini che si burlavano di lui. Tuttavia quella dichiarazione ebbe effetto perché fu pronunciata nel nome di Geova Dio da un suo profeta che agiva in armonia con la sua volontà.

w92 1/11 pp. 8-9

In 2 Re 2:23, 24 leggiamo che una banda di giovani si mise a canzonare il profeta di Dio dicendogli: “Sali, testa pelata! Sali, testa pelata!” Per tutta risposta, Eliseo “invocò il male su di loro nel nome di Geova. Quindi due orse uscirono dal bosco e sbranavano quarantadue fanciulli di fra loro”. Gli orsi bruni siriani potevano reagire con ferocia se colti di sorpresa o se pensavano che i loro piccoli fossero in pericolo. (2 Samuele 17:8; Proverbi 17:12; 28:15) Geova Dio se ne servì per eseguire la sua giustizia contro coloro che avevano gravemente mancato di rispetto al suo rappresentante e quindi a Lui stesso.


Ovviamente la conclusione a cui si voleva far arrivare l'uditorio era: "se dei bambini sono stati sbranati dalle orse per una canzoncina irrispettosa cosa succederà ai peccatori che si macchiano di gravi peccati? Se io oggi devo imparare che sono obbligato al massimo rispetto verso l'incaricato di Dio in terra mi devo chiedere chi é oggi questo incaricato? Come posso mancare di rispetto a questo unto o incaricato? Usciranno delle "orse" dal bosco a sbranarmi perché guardando uno dei video JW sorrido, anzi alle volte rido proprio di gusto?"

Oggi viene richiesta ubbidienza ad un gruppo di uomini che affermano di essere stati incaricati da Dio (ma lo negano nei tribunali), mi viene detto che non é possibile contestare il loro operato, dubitare di loro, persino fare qualche innocente domanda che li possa mettere in difficoltà.

Vorrei capire tante cose ma devo aspettare il tempo opportuno, ho dei dubbi su qualche insegnamento ma non posso confidarli a nessuno, devo fidarmi perché loro dicono di essere quello che sono e di questo ruolo non mi danno evidenze, niente profezie, niente miracoli, una conoscenza superficiale della Bibbia, un'interesse alla promozione di materiale propagandistico che ha sostituito l'amore per lo studio e la condivisione del sapere.

Quando leggo questo racconto mi sento male a pensare che dei bambini siano stati sbranati per avere chiamato "calvo"... un calvo! Se l'applicazione che ne da la wt é vera, devo avere terrore di contestare il lavoro di Jackson, di Lett, di Sanderson e degli altri.

Ricordiamoci di Eliseo! Eliseo il calvo che per essere stato deriso maledisse dei bambini che per questo potrebbero essere stati condannati all'oblio eterno, per una canzoncina!

Ricordiamoci di Eliseo, l'incaricato di Dio che non poteva essere preso in giro neanche per un evidente difettuccio fisico e badiamo bene a noi stessi, perché questo ruolo oggi é ricoperto da altri uomini che ci dicono: "attenti a quello che dite o che pensate, badate bene e ricordatevi tutti del pelato Eliseo perché il pelato Eliseo é uno di noi !"

post di Beth Sarim

venerdì 1 maggio 2026

Norvegia, Corte Suprema e Testimoni di Geova: il confine tra legale e giusto

La sentenza della Corte Suprema norvegese sul caso tra Stato e Testimoni di Geova viene già presentata, in certi ambienti, come una vittoria piena e definitiva della libertà religiosa. Vale la pena leggersela con un po’ più di calma.

I fatti e i limiti della decisione


Il contenzioso nasce dalla decisione dello Stato di revocare ai Testimoni di Geova il riconoscimento come comunità religiosa registrata e l’accesso ai finanziamenti pubblici. I motivi addotti riguardavano soprattutto il trattamento degli ex membri — la pratica dell’ostracismo — e le possibili conseguenze sui minori. Dopo un percorso giudiziario non lineare, la Corte Suprema ha alla fine dato ragione ai Testimoni, stabilendo che lo Stato aveva oltrepassato i limiti consentiti nell’intervenire sull’organizzazione interna di una comunità religiosa.
Fin qui, i fatti.
Il problema è ciò che da questa decisione si vuole ricavare. La Corte non ha detto che l’isolamento sociale degli ex membri è innocuo. Ha detto che non è stato dimostrato, in sede legale, un danno sufficiente a giustificare un intervento così drastico. La distinzione non è sottile: una cosa è stabilire dove finisce il potere dello Stato, un’altra è pronunciarsi sulla bontà di una pratica religiosa. La sentenza fa la prima cosa, non la seconda.

Una decisione che lascia questioni aperte

La questione più spinosa resta quella dei minori. Un ragazzo cresciuto in un sistema in cui uscire significa perdere famiglia e amici — tutto in una volta — è in grado di scegliere liberamente? La Corte ha ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti per intervenire. Ma “insufficienti per un’azione statale” e “irrilevanti” non sono la stessa cosa. Realtà come AvoidJW raccolgono da anni testimonianze di ex membri che descrivono un impatto emotivo e relazionale molto pesante legato alla disassociazione. Non sono prove giuridiche, d’accordo. Ma ignorarle del tutto significa smettere di voler capire cosa accade davvero.

È prevedibile che questa sentenza venga usata come conferma della correttezza delle pratiche in questione. Ma una Corte Suprema che stabilisce i limiti dell’azione statale non sta approvando una dottrina religiosa. Confondere le due cose è comodo, ma non è onesto.
Tra quello che è legale e quello che è giusto c’è spesso uno spazio vuoto. Questa sentenza come abbiamo detto non lo riempie — lo lascia lì, aperto, esattamente com’era prima.