domenica 24 maggio 2026

"Conosceranno che un profeta [NON] è stato in mezzo a loro"



I Testimoni di Geova usano il passo di Deuteronomio 18:20-22 per distinguere i profeti veri dai falsi. Il principio biblico lì esposto è semplice: se qualcuno parla nel nome di Dio e ciò che annuncia non si avvera, quel messaggio non viene da Lui. Ma cosa accade se questo criterio viene applicato alla Watch Tower stessa?


Nel corso dei decenni hanno affermato e ribadito il proprio ruolo profetico e tuttavia sostengono di non aver mai preteso ispirazione divina e quindi di non poter essere considerati un falso profeta. Queste due posizioni sono compatibili?


Si paragonano a Ezechiele e a Geremia

Nel 1972 la Torre di Guardia pubblicò un articolo dal titolo “Conosceranno che un profeta è stato in mezzo a loro” (Ezechiele 2:5):

Questo “profeta” non fu un uomo, ma un gruppo di uomini e donne. Fu il piccolo gruppo dei seguaci delle orme di Gesù Cristo, chiamati a quel tempo Studenti Biblici Internazionali. Oggi si chiamano cristiani testimoni di Geova. Essi proclamano ancora l’avvertimento, e centinaia di migliaia di persone che hanno ascoltato con fede il loro messaggio si sono unite a loro e li hanno assistiti nell’opera loro affidata. Certo, è facile dire che questo gruppo agisce quale “profeta” di Dio. Darne la prova è un altra cosa. Il solo modo in cui questo si può fare è di considerare la storia. Che cosa mostra?”.

(w72 15/9 p. 549)

Ezechiele era stato mandato agli israeliti per avvisarli e fece previsioni molto precise che si adempirono puntualmente. L’articolo spiegava che questo gruppo agiva similmente quale “profeta” di Dio e aggiungeva che la prova si sarebbe vista quando la storia avrebbe confermato l’adempimento delle sue dichiarazioni. Qui non dicono di essere semplici studiosi della Bibbia che cercano di comprendere le Scritture ma applicano a sé stessi il ruolo di “profeta”.

Nel 1980 la Torre di Guardia ribadì ulteriormente questo concetto:

Oggi i testimoni di Geova indicano come la profezia di Gesù si è progressivamente adempiuta dal 1914. Egli non predisse alcuna pace durevole per questo mondo nell’immediato futuro, entro questa generazione. Chi perciò è stato mandato da Geova, e chi sono quelli che parlano nel suo nome: Il clero della cristianità, che profetizza il contrario, o l’odierna classe di Geremia? Gli eventi futuri mostreranno chi ha detto la verità.”.

(w80 15/5 p. 25)


Qui l’organizzazione si paragona a Geremia il quale, come Ezechiele, non era semplicemente un uomo religioso che esprimeva opinioni personali ma un profeta incaricato da Dio di parlare nel Suo nome. Come nel caso di Ezechiele i suoi avvertimenti erano ispirati e quindi le sue profezie si adempirono immancabilmente al tempo previsto.

La rivista si pone in tono di sfida e con una certa presunzione con l'affermazione che potremmo così parafrasare: 'Chi è stato mandato da Geova? Il clero o noi che siamo la classe di Geremia? gli eventi futuri mostreranno chi ha detto la verità'. Come si vede dal contesto tale affermazione era collegata direttamente a quanto detto appena prima ovvero che la generazione del 1914 avrebbe visto arrivare la fine del sistema mondiale. 

Gli “eventi futuri” dovevano rivelare chi diceva la verità. Cosa è stato dimostrato?


Il 1914 dimostra la guida divina?

Anche le pubblicazioni successive e più recenti insistono sul fatto che i Testimoni avrebbero identificato correttamente il 1914 in anticipo.

L’opuscolo del 1987 “Ecco, faccio ogni cosa nuova” afferma:

Per circa 35 anni prima del 1914, La Torre di Guardia aveva richiamato l’attenzione sul 1914 quale anno indicato dalle profezie bibliche. Nel 1914 queste profezie cominciarono ad adempiersi in modo sorprendente. ”.

(Ecco, faccio ogni cosa nuova pp. 24)

Anche la Torre di Guardia del febbraio 2024 dichiara:

Charles Taze Russell e i suoi collaboratori iniziarono a capire che... il 1914 sarebbe stato un anno importante... Fu chiaro che era Geova che li stava guidando”.

(w24 febbraio pp. 22-23)

La narrazione attuale lascia quindi intendere che Geova guidò quegli uomini verso una corretta comprensione profetica. Non dicono che prima del 1914 gli Studenti Biblici si aspettavano per quella data la fine dei governi umani, la glorificazione dei santi e cambiamenti mondiali immediati, tutte cose che non si verificarono.

Le successive interpretazioni del 1914 furono sviluppate solo dopo il fallimento delle aspettative originali. Negli anni '80 l'interpretazione in vigore era quella riportata sul libro del 1982 "Potete vivere" da cui è tratta l'illustrazione sopra e che veniva così spiegata:

A quale generazione si riferiva Gesù? Alla generazione di persone in vita nel 1914. I rimanenti di quella generazione sono ora molto anziani. Ma alcuni di loro saranno ancora in vita quando verrà la fine di questo sistema malvagio. Possiamo quindi essere certi di questo: fra breve sopraggiungerà l’improvvisa fine di tutta la malvagità e di tutti i malvagi ad Armaghedon.”.

(pe cap. 18 p. 154)

Una previsione può essere considerata prova di guida divina quando le aspettative associate ad essa si rivelano più volte completamente errate? Anche se le varianti sono molte di più le potremmo così sintetizzare e semplificare in tre gruppi: Prima del 1914 si credeva che in quell'anno sarebbe successo quello che ora ci si attende per Armaghedon. Dopo si credeva che Armaghedon sarebbe arrivato entro un periodo da quella data pari alla durata della vita di una persona. Ora, con l'attuale teoria della "generazione sovrapposta"TM, si crede che verrà entro un periodo da quella data pari alla durata della vita di due persone. Cosa dimostrano tutte queste reinterpretazioni?

La difesa della Watch Tower: “Non siamo ispirati”

La Watch Tower (parlando in terza persona come se non fossero loro) adotta questa linea difensiva:

È vero che alcuni predicono la fine del mondo in maniera plateale per attirare l’attenzione e avere seguaci, ma altri sono sinceramente convinti che ciò che proclamano è vero. Dicono agli altri ciò che prevedono in base alla loro interpretazione di qualche passo biblico o di qualche avvenimento. Non dicono che le loro predizioni siano rivelazioni dirette da parte di Geova, per cui non pretendono di profetizzare nel nome di Geova in questo senso. Per questo motivo, quando le loro parole non si avverano essi non vanno considerati falsi profeti alla stregua di quelli contro i quali mette in guardia Deuteronomio 18:20-22. Essendo uomini soggetti a sbagliare, hanno interpretato male le cose”.

(g93 22/3 pp. 3-4)

Secondo questa rivista quindi, siccome la Watch Tower non rivendica ispirazione divina, gli errori sarebbero semplicemente interpretazioni umane sbagliate e non falsa profezia. Leggendo queste parole sembra inoltre che, essendo sinceramente convinti di ciò che affermano, questo riduca il loro grado di responsabilità. Alla luce delle citazioni indicate nella prima parte di questo articolo tale tesi è sostenibile?

Riassunto e domanda finale

Da una parte la Watch Tower:

  • si definisce il “profeta” di Dio;

  • si paragona a Ezechiele e a Geremia;

  • afferma di parlare nel nome di Geova;

  • sostiene che Geova guidò Russell e i suoi collaboratori;

  • presenta il 1914 come prova della guida divina.

Dall’altra, quando le predizioni non si avverano:

  • afferma di non essere ispirata;

  • dice che il corpo direttivo è composto da uomini imperfetti;

  • sostiene che le interpretazioni profetiche possono sbagliare.

C’è quindi un doppio criterio:

  • se una previsione appare riuscita, viene presentata come prova della guida di Geova;

  • se invece fallisce, viene classificata come semplice errore umano.


Quando un’organizzazione religiosa si definisce “il profeta” di Dio, si paragona a Ezechiele e Geremia, afferma di essere guidata da Geova e dichiara che “gli eventi futuri mostreranno chi ha detto la verità”, cosa si dovrebbe concludere quando quegli eventi smentiscono le aspettative annunciate?



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