Buongiorno a tutti. Oggi vorrei condividere con voi una riflessione per certi versi banale che riassumo in una domanda: si può essere spirituali senza essere religiosi? oppure: È possibile abitare o vivere in una struttura (il "contenitore") senza che questa soffochi la nostra verità interiore?
1. Il Contenitore e la Trappola della Forma.
La religiosità è, per sua natura, un contenitore che contiene: il rito, l’appartenenza, la tradizione che tramanda l’esperienza del trascendente. È un elemento importante nella vita di un individuo, per fare un esempio è come se fosse un prezioso vaso di acqua della vita, che però nasconde una trappola insidiosa: spesso capita di scambiare il vaso, per l'acqua. Questo è molto più comune di quello che sembra. Quando capita questo surreale scambio? Quando il rito diventa una recita meccanica, abitudinaria, in quel contesto la religiosità si svuota e la spiritualità svsnisce. Gesù lo diceva con una lucidità disarmante: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me» (Mt 15,8). Se la pratica diventa solo un’abitudine, non è più un ponte che porta a Dio, ma un muro che non ti fa passare.
2. Lo Spazio dell'Integrità
La spiritualità abita invece quello spazio che Gesù chiamava la "stanza segreta" (Mt 6,6). Non è un luogo fisico, ma una specie di spazio interiore dove cade ogni maschera e non serve più apparire simulando. È il luogo della verità assoluta dove, ad esempio parlando con la Samaritana al pozzo, Gesù scardina il formalismo: «Dio è spirito, e si adora in spirito e verità» (Gv 4,24). Non è più il tempio a dare valore alla preghiera, ma la disposizione del cuore (l'acqua vera). Le intenzioni sono importanti.
3. Lezioni dalla Storia: L’Integrità va oltre il dogma e
guardando al passato, troviamo movimenti che hanno pagato caramente il tentativo di far coincidere questi due mondi.
- Pietro Valdo (1173) e il potere della parola: Valdo non era un teologo, ma un ricco mercante di Lione. La sua "scelta" fu quella di pagare di tasca propria dei traduttori per avere la Bibbia in lingua volgare. Voleva capire senza intermediari. Fu perseguitato non perché fosse ateo o eretico, ma perché rivendicava che la spiritualità non fosse relegata e riti e procedura gestita da pochi.
- Il Massacro di Béziers (1209): Durante la crociata contro i Catari, avvenne un episodio che è rimasto emblematico e spesso, nella sua estrema ferocia, ripetuto in contesti diversi. Quando i soldati chiesero al legato papale Arnaldo Amalrico come distinguere i buoni cattolici dagli eretici, egli rispose: «Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi». Quando un sistema religioso diventa fanatismo identitario, smette di essere umano per far diventare le persone peggio delle bestie.
- I Fraticelli e la tunica di Cristo (1323): I Fraticelli scelsero la povertà assoluta, una scelta estrema che oggi potremmo non condividere affatto. Non avevano uno Stato o un territorio proprio, ma vivevano soprattutto in diverse zone dell’Italia centrale e meridionale. Erano presenti in particolare in Umbria, nelle Marche, in Toscana e nel Regno di Napoli. Alcuni gruppi si diffusero anche in Francia e nella Germania.
Spesso vivevano in piccoli conventi isolati, eremi o comunità povere, cercando di seguire l’esempio di vita semplice di Francesco d'Assisi. Dopo la condanna della Chiesa, molti furono costretti a nascondersi o a spostarsi continuamente per evitare persecuzioni dell’Inquisizione.Ma qual era il cuore dello scontro con Papa Giovanni XXII? Il Papa arrivò a emanare bolle per decidere se Cristo possedesse o meno la tunica che indossava. Per i Fraticelli era una questione di coerenza: se il Maestro era povero, come poteva la Chiesa essere opulenta? Non era fanatismo, era il rifiuto di vivere in un sistema che diceva una cosa e ne faceva un'altra. - Felix Manz e la terza immersione: Manz rappresenta una delle figure più simboliche della Riforma radicale del Cinquecento. Manz era per dirla in sintesi un anabattista. La sua morte nel 1527 a Zurigo ha avuto un forte valore storico e simbolico: fu condannato all’annegamento nel fiume Limmat proprio per le sue idee sul battesimo che voleva si applicasse solo per persone adulte e non come veniva interpretato forzatamente a persone non senzienti. Gli Anabattisti ritenevano infatti che il battesimo dovesse essere una scelta personale e consapevole, ricevibile solo in età adulta, e rifiutavano quindi il battesimo imposto ai neonati dalla Chiesa tradizionale. Per questo venivano accusati di sovvertire l’ordine religioso e politico. L’esecuzione di Manz fu chiamata ironicamente “la terza immersione”: per lui dopo il battesimo da neonato e il battesimo da adulto praticato dagli Anabattisti, arrivò l’immersione definitiva nelle acque del Limmat. Con la sua storia è evidente quanto le divisioni religiose della Riforma sfociassero anche conflitti politici e sociali pretestuosi. Non solo la Chiesa cattolica perseguitava i dissidenti, ma anche le autorità protestanti, come quelle di Zurigo legate a Huldrych Zwingli, e reprimevano i movimenti considerati troppo radicali.
4. Il centro della questione: La lotta per la Verità.
Analizzando questi esempi, il punto non è se le loro scelte (la povertà estrema, il rifiuto dei riti) fossero "giuste" in generale quello che voglio evidenziare è la tensione che si crea fra 'integrità del singolo e la rigidità del sistema. Questi uomini e donne nelle loro esperienze ci interrogano su quanto siamo disposti a sacrificare della nostra vita per non tradire la nostra verità interiore. Ricordano che la religiosità diventa pericolosa quando pretende di soffocare la coscienza individuale in nome dell'obbedienza alla forma.
5. Verso una Coerenza Possibile
Forse la domanda non è quale strada scegliere, ma: "Le mie pratiche da religioso sono coerenti con i miei valori spirituali, o me ne stanno allontanando?" Un ultima considerazione, per avere una misura delle cose abbiamo bisogno di un metro. In senso morale ed etico è complicato avere un metro univoco, ma un limite generale è quello di essere coerenti. Già questo è un passo enorme.
In questa evoluzione spirituale, i riti (come le adunanze i raduni le comitive…) non sono il fine, ma un mezzo per raggiungere l'autenticità della nostra vita e come tale non potrà mai essere più importante di come vogliono fare per servire Dio. Sentite che le vostre abitudini (religiose o laiche) rispecchiano davvero ciò che sentite nel profondo, o vi capita mai di sentirvi prigionieri di un "contenitore" che non vi appartiene?
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