martedì 30 aprile 2019

La saggezza del Cristo parte 2

Nel nome di Gesù

Marco Cap. 9,38-42

Gli disse Giovanni: Maestro, abbiamo veduto uno scacciare i demoni nel tuo nome; e poiché non era dei nostri, abbiamo cercato di impedirglielo. *Ma Gesù rispose: Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che operi prodigi nel mio nome e possa subito dopo parlare male di me. *Chi infatti non è contro di noi è per noi. *E chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua perché siete di Cristo, io vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. * Ma chiunque sarà occasione di scandalo a uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli appendessero al collo una macina da mulino e lo gettassero in mare.
Se prima essi non riuscivano a compiere un'opera di guarigione nei confronti dell'indemoniato, adesso esigono l'esclusiva e cercano di impedire ad altri di fare qualcosa di bene nel nome di Gesù. "Non era dei nostri", ecco formarsi il gruppo, il recinto degli eletti.
Ogni religione cristiana nel tempo ha cercato di fare lo stesso, di rinchiudere chi ha fede in Cristo secondo recinti esclusivi,  con regole e limiti ben precisi.
Non è così per Gesù. Nella sua saggezza vede oltre le piccole o grandi differenze, egli legge il cuore. Corregge quindi i discepoli enunciando un principio: "Chi non è contro di noi è per noi, chiunque vi avrà dato anche un bicchiere d'acqua.. non perderà la sua ricompensa".
Chi siamo noi da giudicare la fede altrui?
Piuttosto dovremmo prestare attenzione a non far inciampare uno di questi piccoli! Questo si, ci renderebbe spregevoli agli occhi del Cristo!
Ogni piccolo credente ha il suo dono da offrire a Dio. Ogni cristiano segue un percorso, ma nessuno può affermare di aver ben compreso ogni cosa.
Impariamo  a distinguere i nostri fratelli in Cristo non da nomine e privilegi, nonché appartenenza ad una specifica religione bensì da quanto amano e manifestano fede anche se in modi diversi.
Ricordiamo che l'unità in Cristo non significa omogeneità di pensieri e di dottrine. Se misurassimo in questo modo i veri cristiani nessuno sarebbe all'altezza, a partire dagli apostoli, sempre in lotta per ruoli di prestigio nel regno e convinti che esso fosse qualcosa di politico riguardante Israele.
Quanto mi suonano toccanti le parole di Gesù in Giovanni 16:12 "avrei molte cose da dirvi, ma non siete in grado di sostenerle al presente".

Da Qumran.net
Riportando l'episodio dell'esorcista estraneo al gruppo dei discepoli, il vangelo ci dà un insegnamento importante. In tutti i tempi, molti cristiani hanno creduto di avere il monopolio di Gesù e, di conseguenza, hanno corso il rischio di essere intolleranti. Il primo dovere di coloro che hanno autorità è quello di non proibire di fare il bene. Il bene, sotto ogni forma, non è monopolio di chi ha il potere o dei cristiani rispetto agli altri. Fare il bene, scacciare i demoni è un diritto e un dovere che compete ad ogni uomo. Gesù e lo Spirito santo sono presenti ovunque si fa il bene e quindi anche fuori della comunità visibile della Chiesa.
Dietro la rimostranza di Giovanni si vede con chiarezza l'egoismo di gruppo, la paura della concorrenza, che spesso si maschera di fede, ma in realtà è una delle sue più radicali smentite. Molti, troppi puntigliosi sostenitori di Dio (?) in realtà sostengono se stessi o gli interessi del loro gruppo.
Nel brano precedente del vangelo (Mc 9,33-37) i discepoli si dividevano tra loro in nome del proprio io. Qui si dividono dagli altri nel nome del proprio noi. Il proprio nome, individuale o collettivo, è principio di divisione; solo il "Nome" di Gesù è fattore di unità tra tutti. L'egoista è vittima dell'invidia, che è figlia dell'egoismo e madre dell'orgoglio. Essa trasforma la vita in un inferno perché produce una sofferenza proporzionale al bene invidiato, fino a una sofferenza infinita davanti al Bene infinito, Dio. Per questo la Bibbia ci insegna: "La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo" (Sap 2,24). L'amore è dono, l'invidia, al contrario, è il voler possedere tutto e tutti, e quindi distruggere la vita di tutto e di tutti.
Egoismo, invidia, orgoglio possono essere sia in forma personale che in forma collettiva. Il peccato originale del singolo è mettere il proprio io al posto di Dio, il peccato originale del gruppo è mettere al posto di Dio il proprio noi. La Chiesa non è composta da chi segue noi, ma da chi segue Cristo, con noi o senza di noi.
La motivazione portata da Gesù: "Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me"(v.39) non è opportunistica, ma vuol far capire ai discepoli quanto sia irragionevole il loro atteggiamento. Egli dà come direttiva alla comunità la tolleranza e la magnanimità, e vuole che i suoi discepoli abbiano uno spirito aperto, che si elevi al di sopra della gretta mentalità di gruppo. Il vero cristiano, che è figlio di Dio, non vede negli altri dei nemici da combattere, ma dei fratelli da accogliere e da amare.
Gesù Cristo è presente ovunque si fa qualcosa di buono, dentro o fuori della Chiesa visibile. Anche un bicchiere d'acqua dato a un povero cristiano, non resterà senza ricompensa. Questa presenza di Cristo, anche fuori della Chiesa ufficiale è per la comunità cristiana un costante richiamo: un richiamo al servizio e alla disponibilità verso tutti. Cristo ci chiama tutti a uscire con coraggio dalle nostre situazioni di comodo per incontrarlo in ogni uomo, cattivo o buono.
Al tempo di Gesù, c'erano i maestri della legge che con il peso della loro autorità e con la minaccia delle loro scomuniche (cfr Gv 9,22; 12,42) cercavano di impedire alle persone semplici di seguire Gesù. Lo scandalo, di cui parla il vangelo, è tutto ciò che impedisce a qualcuno di seguire Dio per giungere alla salvezza. Per un uomo che svia gli altri dalla fede in Cristo sarebbe meglio, secondo la parola di Gesù, che fosse gettato in mare con una grossa pietra attaccata al collo. Piuttosto che far perdere la fede anche a uno solo, sarebbe meglio morire. Questa espressione ci richiama le parole pronunciate da Gesù nei confronti di Giuda: "Meglio sarebbe per lui, se non fosse nato"(Mc 14,21). Frasi di questo genere non vanno prese come sentenze di condanna diretta e immediata, ma piuttosto come delle espressioni che servono a far capire meglio la mostruosità dell'azione. Nell'applicare queste parole di Gesù, la comunità cristiana non intese limitarle solo ai bambini, ma a tutti i fedeli della comunità che venivano tentati a rinunciare alla fede. E' sempre una cosa estremamente grave mettere in pericolo o distruggere la fede nel cuore dei semplici.

Avvertimenti contro lo scandalo e circa la pace nella comunità
Cap. 9,43-50

*Se la tua mano ti è occasione di peccato tagliala: meglio è per te entrare nella vita monco, che avere due mani e andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. *E se il tuo piede ti è occasione di peccato, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che essere gettato con due piedi nella Geenna. E se il tuo occhio ti è occasione di peccato, cavalo: è meglio per te con un occhio solo entrare nel regno di Dio, che essere gettato con due occhi nella Geenna, *dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. *Perché ognuno sarà salato col fuoco. *Buono è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.
Ecco rivelarsi la saggezza del Cristo nell'esporre, con franchezza e semplicità immediata da comprendere, l'umana debolezza. Mano, piede, occhio, sono simbolo di desideri e azioni che vengono dal profondo della nostra parte più istintiva, ma che ci rendono distanti dal nostro essere spirituale elevato.
Chi di noi non ha provato desideri che sapevamo essere in conflitto con la parte razionale e con la coscienza cristiana?
Chi non ha fatto qualcosa che sapeva essere sbagliata?
Questo non significa che dovremmo sempre soffocare il nostro cuore, Geova ci ha dato sentimenti e ragione affinché cooperino nel renderci meravigliosamente umani. Se il cuore è un cavallo impetuoso, la ragione è il cavaliere che lo guida affinché insieme possano correre e godere della vita restando su sentieri sicuri e non perdersi.
La nostra parte logica ci proteggerà dall'agire in modo sciocco. Darà il giusto equilibrio come il sale, nelle debite proporzioni, rende migliore una pietanza.

Gesù raccomanda di avere sale in noi stessi e di stare in pace gli uni con gli altri. Questo riprende il v42 scandalizzare uno dei piccoli in Cristo, far inciampare un credente è il peccato più grande. Meglio sarebbe esser gettati in mare con una macina al collo. Per un giudeo morire senza sepoltura era vergognoso, significava non essere ricordati, la geenna era anch'essa un luogo di distruzione, di non ritorno alla vita e alla memoria di Dio,  infatti vi venivano gettati i cadaveri dei malfattori.
Scandalo significava inciampo, ostacolo, insidia, un sassolino nella scarpa o una pietra lungo il cammino che portava a cadere. Non vorremmo certo essere delle pietre lungo il percorso di fede degli amati piccoli in Cristo, siano essi bambini, persone semplici e umili o peccatori consapevoli dei loro carichi con cui stanno lottando.
Giudicare un fratello in Cristo,  escluderlo perché non fa parte o non si adegua alla comunità cristiana alla quale apparteniamo non è opera di scandalo?
Al tempo stesso dovremmo prestare attenzione a noi stessi perché le nostre azioni, i nostri pensieri potrebbero, se non guidati, portarci all'inciampo e al venir meno nella fede.
Il cristiano è chiamato alla pace, con sé e con il prossimo.
Gesù raccomanda, abbiate sale in voi stessi, siate saggi e in pace.

sabato 27 aprile 2019

Obscured by Cloud 2

Risultati immagini per obscured by cloudsSabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord
(Oceano Mare - Baricco)


Zaccaria 14:13 “Quel giorno, per opera di Geova, ci sarà grande confusione fra loro; ciascuno afferrerà la mano del suo amico, e alzerà la propria mano contro quella del suo amico


Oscurati dalle nuvole significa essere oscurati dall'inconsistenza dal quasi nulla, dall'impalpabile natura delle parole che si materializza in vacue emozioni che esistono nel battito di ciglia. Anche la verità viene oscurata dal rumore dei dettagli delle precisazioni dalle contestualizzazioni, dal vero più vero.

In questa nuvola di interlocuzioni e di espressioni esemplificative si accumulano e si sovrappongono ai fatti come pennellate di acquarello nella tavolozza delle emozioni. 

Iniziava così il nostro pranzo per altro molto gradevole, ma quel ambiente attraente che ci circondava sino a poco prima non esisteva più nulla se non il vivido ricordo. Le nuvole dense e intense lo resero cupo e tempestoso.

Le idee sono metereopatiche si sviluppano a seconda delle stagioni, d'estate sono più brillanti e leggere, d'inverno più tristi e pesanti. Ma è proprio li nei cambi di stagione che prendono consistenza e diventano concrete. Esattamente come le nuvole di quella lontana giornata di Settembre del 1988 il vento spinse qualche dirigente della LeMonnier scrivere alla sede locale italiana della WatchTower. Ma prima volevo fare una piccola premessa.

I dizionari enciclopedici sono il frutto di ricerche estenuanti ed estremamente faticose. Per capire un po' il senso di questo lavoro c'è un recente film "il professore e il pazzo" che ha come ambiente della vicenda la redazione di quello che viene reputato il più importante dizionario enciclopedico mondiale l'Oxford Dictionary. Per completare la stesura ci sono voluti quasi 50 anni e che in un certo senso ci aiutano a comprendere l'immane lavoro che è stato necessario per la redazione della pubblicazione. Il lavoro che c'è dietro ad ogni singolo e semplice termine necessita di dedizione, capacità, forza d'animo che non sono usuali.


 


Ma non solo, l'autorevolezza accademica non risparmia dalle critiche incrociate che i vari atenei dispensano, specialmente quando vengono fatte opere che devono essere utilizzate come riferimento a tutti gli studi linguistici successivi. Le persone coinvolte in un progetto enciclopedico, sono oggetto di continue verifiche e pressioni legate alla presenza di errori anche le numerose trappole linguistiche legate ad ogni termine. Se questo lavoro dovesse essere condizionate dall'ideologia chissà che danno antropologico farebbe.

Ma veniamo alla nostra storia, qualche autore vicino alla dirigenza della LeMonnier aveva letto questo piccolo brano che compariva nel libro "Ragioniamo con le scritture" redatto agli inzi degli anni 80, dove all'epoca si leggeva:



"Che dire dello strumento usato per mettere a morte il Figlio di Dio? È interessante che la Bibbia usa anche il termine xỳlon per identificare lo strumento usato. Il Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell e Scott ne dà questa definizione: “Legno tagliato e pronto per l’uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione, ... pezzo di legno, tronco, trave, palo, . . . bastone, clava, randello, ... asse o trave a cui erano legati i malfattori" (Le Monnier, 1975, p. 875) 



Questa citazione, per la LeMonnier, era inopportuna e profondamente scorretta. Scrissero quindi alla locale Betel italiana chiedendo spiegazioni a riguardo. Il contenuto della lettera per quanto ci è dato sapere era questo.



Casa Editrice - FELICE LE MONNIER

Casella Postale 202 - 50100 FIRENZE



Spett.le

Congregazione Cristiana

dei Testimoni di Geova

Via della Bufalotta, 1281

00138 ROMA



23 settembre 1988


Egregi signori,
con vivo disappunto rileviamo, a pag. 85 della Vostra pubblicazione "Ragioniamo facendo uso delle Scritture", una citazione tratta dal nostro dizionario greco Liddell-Scott.
Tale citazione appare artatamente tagliata, sopprimendo il termine "la Croce", riportato fra le accezioni possibili, al fine di sostenere, con l'autorevolezza del nostro nome e del nostro, assai apprezzato, dizionario, una Vostra tesi teologica.
Ora, mentre riteniamo tutte le tesi in materia religiosa degne di rispetto, giudichiamo assai scorretto, oltre che gravemente lesivo della nostra reputazione scientifica, il Vostro modo di agire. Infatti, di fronte ad una pluralità di accezioni, diffuse e considerate accettabili, il nostro dizionario le riporta, correttamente, tutte, lasciando ai filologi di discutere la pertinenza di ciascuna rispetto ai diversi contesti storici e testuali.
La Vostra citazione amputata ci fa, da un lato, apparire come sostenitori di una tesi teologica che, francamente, ci vede del tutto estranei e disinteressati, dato che lo scopo scientifico e didattico di un dizionario è tutt'altro. E, d'altra parte, la medesima amputazione ci fa falsamente apparire sul piano lessicografico, che a noi interessa e che ci riguarda, come incompleti e carenti.
Siamo certi che vorrete con la massima tempestività ovviare al danno provocato alla nostra immagine e al nostro buon nome, pubblicando sulla Vostra stampa, con la dovuta evidenza tipografica, una non equivoca dichiarazione riparatoria.
Restiamo in attesa di una, cortesemente sollecita, comunicazione al riguardo da parte vostra.
Con distinti saluti 



Il tono concitato della lettera lascia più di una perplessità perché la prima constatazione ovvia che facciamo è che il libro Ragioniamo non ha tutta questa capacità di "sputtanare" la LeMonier. L'omissis del termine su una citazione fatta in un manualetto per predicatori della domenica pure ideologico mi pare che sia allineato al ciò che è ovvio. Anche per chi ha particolare piacere nel vedere l'organizzazione messa alla berlina con eventi di questo tipo sarebbe stato meglio, che ne so, se questa contestazione avesse avuto seguito ad un articolo della Torre di Guardia. Già esigere dalle nostre pubblicazioni rigore accademico è una cosa che fa sorridere, ma dal libro Ragioniamo che è un po il bignami del predicatore che non sa quello in cui crede, ci sembra un inutile accanimento terapeutico. Il dizionario Lidell Scott e la LeMonnier potrebbe pretendere questo integralismo da studi equipollenti e non da libretti che con molta probabilità, se lo andiamo a sviscerare davvero in profondità, potrebbe avere ben altri problemi. 



Io immagino la telefonata alla Betel di NewYork il fratello dall'altro capo ha sicuramente risposto "LeMonnier? Whats LeMonnier?". La risposta della Betel italiana avvenne sintomaticamente, quasi un mese dopo. La lettera spedita fu questa.



CONGREGAZIONE DEI TESTIMONI DI GEOVA

via della Bufalotta, 1281 - 00138 ROMA - ITALIA


19 ottobre 1988

Spett.le
Casa Editrice FELICE LE MONNIER
Casella Postale 202
50100 FIRENZE

Ci riferiamo alla Vostra del 23 settembre 1988 con la quale deplorate presunte nostre incompletezze e scorrettezze nella citazione tratta dalla voce «xylon» del Vostro Dizionario greco Liddell-Scott.
In proposito teniamo a sottolineare quanto segue.
Qualsiasi autore faccia riferimento alle definizioni di un dizionario segue la costante e corretta prassi di citare una o più accezioni che si uniformano all'argomento trattato, senza avere l'obbligo di citarle tutte, anche quelle estranee al concetto esposto, solo per non essere tacciato di scorrettezza.
La Vostra asserzione che la nostra non completa citazione Vi fa apparire «sostenitori di una tesi teologica» a Voi del tutto estranea o carenti sul piano lessicografico è del tutto priva di argomenti di rilievo, considerato che la nostra citazione stessa contiene, per tre volte, i punti di sospensione che, secondo la comune prassi, evidenziano chiaramente per il lettore che il testo è citato soltanto in alcune parti.
Sotto il profilo giuridico la nostra pubblicazione «Ragioniamo facendo uso delle Scritture» contiene tutti i dati richiesti dagli artt. 65 e 70 della legge 22.4.1941 n. 663 per identificare il vostro dizionario. Né la nostra citazione, ai sensi dell'art. 8 della legge 8.2.1948 n. 47, così come sostituito dall'art. 42 della legge 5.8.1981 n. 416, è contraria a verità in quanto riporta con precisione le parti citate dal Dizionario.
«Ragioniamo Facendo uso delle Scritture» non cita diverse parti delle numerose accezioni della voce «xylon» (I, II, II/2 per intero, II/3, II/4 per intero, III per intero). Peraltro l'omissione da Voi lamentata riguarda soltanto l'accezione II/3 che omette il brano «la Croce, NT», il cui contenuto, di natura evidentemente interpretativa, non può contrastare i vari significati lessicografici da noi citati. A parte le suddette considerazioni, non siamo contrari alla pubblicazione del testo completo della voce «xylon» in un prossimo numero di un nostro periodico.
Inoltre, nel caso di una ristampa del nostro libro, che peraltro non è destinato alla pubblica diffusione, ma riservato per lo più ai nostri associati, non abbiamo nessuna difficoltà a eliminare la citazione del Vostro Dizionario e a sostituirla con brani tratti da altre fonti autorevoli perlomeno quanto la Vostra pubblicazione. Se desiderate tale sostituzione, potete comunicarcelo.
È stata per noi una spiacevole sorpresa constatare che la mancanza di obiettività della Vostra comunicazione non corrisponde all'opinione che avevamo della Vostra Casa. Evidentemente non vi è interessato che centinaia di Vostri Dizionari siano stati acquistati dalle oltre 2.500 nostre Comunità, ognuna delle quali dispone di una biblioteca.
A volte cedere alle pressioni esterne danneggia i propri interessi.
Con i più distinti saluti.

Il Presidente- Valter Farneti


Ci sono due aspetti importanti. Come avete notato dal post precedente, questo scambio di lettere è entrato nell'immaginario del web tanto che sono comparsi i riferimenti anche all'interno di pagine di Wikipedia relativi all'argomento. Siti blog forum hanno dato ampio risalto e clamore a questo scambio epistolare con forti critiche rivolte più che altro all'organizzazione. Molte critiche interne erano rivolte all'allora presidente, noi lasciamo ai posteri le sentenze anche perchè, facciamo fatica a dare giudizi sul merito della questione. Per quello che riguarda la natura della lettera, non abbiamo motivo di pensare che questa sia la risposta del presidente, ma sia in realtà una lettera di ufficio redatta solo dopo che sono state interpellate le persone interessate e quindi gli autori, (magari americani) che avevano utilizzato la citazione nel libricino in questione. La risposta avvenuta un mese dopo ci fa pensare qualcosa che ci sia voluto un po' di tempo per gestirla. 
Che tipo di interesse editoriale poteva avere il presidente della Betel italiana, per un libricino interno che viene pubblicato su scala mondiale ma ad uso e consumo esclusivo della fratellanza?   
Ammesso che la citazione specifica sia stata fatta con scopo ingannevole che responsabilità poteva avere il presidente? Come poteva anche conoscere le motivazioni per quella scelta di omettere la terza voce della Liddel e Scott se qualcuno non gliela spiegava? 


Il finale della risposta è un po' infelice,  magari causato da qualcuno che riteneva pretestuose le recriminazioni per una omissione sul terzo livello dal significato principale. 
Si potrebbe dire che sia stata una sorpresa per la WT essere implicati in una vicenda glottologica di diacronia e sincronia del termine stauros ed è probabile che forse proprio nell'occasione ne abbiano compreso i termini. Sembrano stupiti perché la  LeMonnier non si rendeva conto di essere composta da persone del mondo che per definizione sono, corruttibili e vendibili un po' come era successo con l'amico Introvigne proprio in quel periodo. 

La LeMonnier fece seguito giustamente scrivendo questa piccata lettera in risposta:


Casa Editrice - FELICE LE MONNIER

Casella Postale 202 - 50100 FIRENZE



Spett.le

Congregazione Cristiana

dei Tesimoni di Geova

Via della Bufalotta, 1281
00138 ROMA

26 ottobre 1988

Egregio Signor Farneti,

chiunque minimamente conosca la nostra attività sa che nutriamo il massimo rispetto per tutte le concezioni religiose, cristiane e non cristiane. Inoltre, in quanto istituzione culturale, oltre che impresa, crediamo fermamente alla tolleranza reciproca, al confronto delle posizioni, al dialogo così come alla civile espressione del dissenso.
Una felice situazione economica (che Dio la conservi!) ci rende, inoltre poco sensibili alle questioni di interesse se contrastanti con le ragioni della nostra libertà intellettuale. In altre parole, non siamo in vendita contro un acquisto di copie. Ne consegue che la Vostra cortese preferenza, sinora dimostrata, per l'acquisto del Liddell-Scott non è atta a mutare un modo di pensare che tutti gli studiosi, degni di questo nome, considerano corretto. Secondo tale impostazione, è lecito citare il pensiero altrui con tutte quelle omissioni che non ne alterano la sostanza, che non portano a significati diversi o, peggio, contrari. La frase «Caio non è un criminale» non si può citare nella forma: «Caio (...) è un criminale». Ora, grosso modo, questo è stato fatto dalla Vostra pubblicazione, che svolgeva il seguente ragionamento: Cristo fu appeso ad una trave e non a una croce, infatti «xylon» significa trave e non croce, come conferma anche il Liddell-Scott. (Segue la citazione incompleta, da cui è stata tolta proprio l'accezione «la Croce, NT»).
Ora, né questa Casa Editrice né Liddell, Scott e collaboratori avevano la minima intenzione di prendere posizione su una questione che, oltretutto non è lessicografica ma teologica; tanto è vero che hanno riportato parecchie accezioni (trave e croce, ma anche legno, bastone, gogna, tavolo o banco ecc.) ognuna con la propria fonte. Sopprimere una di tali accezioni per poi dire che non esiste, ci pare un modo piuttosto malizioso di sostenere la Vostra tesi, per altri versi rispettabilissima.
La invitiamo pertanto a ripristinare l'integrità della citazione, anche perché, contrariamente a ciò che Lei afferma, il riportare per intero e non amputato un passo non ci pare proprio nocivo per l'obiettività ne segno di soggezioni a pressioni esterne.
Restiamo in attesa di una, cortesemente sollecita, comunicazione al riguardo da parte vostra.

Con distinti saluti.


La LeMonnier ha replicato esprimendo tutto l'orrore provato per questa omissione perché vi ha intravisto una manipolazione dettata da un interesse puramente dottrinale che non erano intenzionati a condividere. La fratellanza allineata d'altro canto non percepisce che esistano interessi dottrinali ne cosa significhino nell'essenza, perché per lei non esiste la possibilità di pensare in modo alternativo a quello che l'organizzazione ha stabilito sia un dogma. 

In tutti i casi il libro "Ragioniamo" fu aggiornato come seguito.  Le modifiche sono evidenziate  in grassetto dove gli impavidi apologeti cercano di attaccare l'affronto della voce interpretativa da loro ritenuta sbagliata confermando fra l'altro le intenzioni malcelate precedentemente verso la Liddel e Scott.

Che dire dello strumento usato per mettere a morte il Figlio di Dio? È interessante che la Bibbia usa anche il termine xỳlon per identificare lo strumento usato. Il Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell e Scott ne dà questa definizione: “Legno tagliato e pronto per l’uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione, . . . pezzo di legno, tronco, trave, palo, . . . bastone, clava, randello, . . . asse o trave a cui erano legati i malfattori, la Croce, N.T. . . . di legno vivo, pianta, albero”. (Le Monnier, 1975, p. 875) Per illustrare l’accezione “la Croce”, l’edizione inglese di questo dizionario, più ampia, cita Atti 5:30 e 10:39. In questi versetti, comunque, xỳlon è tradotto “legno” da Con, Di, EP, Mar, Na, VR e “albero” da KJ, RS. (Confronta questi significati con Galati 3:13; Deuteronomio 21:22, 23; vedi anche la nota ad Atti 5:30 in Ge).


Questa vicenda è un esempio di come possono le nuvole oscurare il sole della verità. Ci impediscono di focalizzare l'attenzione sulle cose importanti e che stanno nel paesaggio che abbiamo davanti. Non sto dicendo che questo carteggio scambiato più di 20 anni fa debba far parte delle vicende da far rimane all'oscuro, ma non penso neanche che debbano essere strumentalizzate più di quello che meritano, si dovrebbero inquadrare per quello che sono e valutate per il peso che hanno.
Ogni Testimone di Geova sa che non ci sono alternative al dogma della morte di Gesù sul palo e prendere una posizione diversa, come tornare credere che sia morto in croce, significa essere disassociati per apostasia. Ed è proprio nella modalità di gestione di questa intransigenza che invece noi troviamo gli estremi per uno dei problemi che accomuna la fratellanza "come gestire il delitto d'opinione". Detta in franchezza al vostro orecchio dico non sono molto convinto delle ipotesi espresse nel libro ragioniamo ma questo è un altro problema...

I Cattolici in questo caso, sono storicamente più preparati al dissenso e alle eresie mentre i Testimoni di Geova devono un po' superare questa fase integralista che è un po' il risultato della sua giovane età. Sono convinto che se l'organizzazione riuscisse a non fare troppi danni e superare questo periodo un po' burrascoso fra qualche centinaio di anni le cose andranno sicuramente meglio. In tutti i casi Dio farà il resto e sono sicuro che i meritevoli continueranno ad essere accetti a lui.

venerdì 26 aprile 2019

La solitudine dei numeri

Abbiamo fatto una piccola indagine interna sui presenti alla commemorazione nelle congregazioni che frequentiamo. Abbiamo notato che alcune  hanno avuto una decisa flessione di presenze rispetto all’anno precedente. La mia congregazione ad esempio ha avuto un 20/25%di presenti in meno rispetto all’anno precedente. Chiedendo un po’ in giro le congregazioni interpellate hanno tutte problemi di presenza. Alcuni hanno grottescamente imputato la flessione al ponte lungo di Pasqua che ha creato la tentazione che mancava a tutti gli eterni interessati di smettere di essere spettatori della commemorazione ed ha preferito la scampagnata fuori porta,  mentre  conclamate eminenze hanno riesumato lo slogan Ruthefordiano “Milioni di ora viventi non moriranno mai” che è la stessa cosa di dire “la fine è vicina”.   Questo calo dei numeri sembra però che non abbia scoraggiato lo spirito santo, che continua a trovare persone degne di stare in cielo. I numeri anche in questo caso non tornano, dopo 100 anni di regno celeste la raccolta degli unti sembra tutt’altro che terminata. Come è andata da voi?

giovedì 25 aprile 2019

Principio di indeterminazione e interpretazione assiomatica della realtà - parte 2

Riassunto semiserio della puntata precedente:
1) la realtà, la creazione è complessa
2) la realtà, la creazione è dannatamente complessa
3) la realtà, la creazione è così dannatamente complessa che osservandola viene da esclamare "cavolo, ma è complicata!!

Scherzi a parte, sul precedente post provavo a porre l'attenzione sul fatto che la realtà nel suo complesso ci è inconoscibile se non attraverso ipersemplificazioni e quanto cultura e periodo storico possono incidere nel modo di pensare delle persone e quindi sul loro modello di realtà e verità. La trasformazione della cultura e l'emergere di nuove evidenze evidenzia come e se questo modello che ci eravamo costruiti regga o meno il tempo.

Per semplificare ulteriormente si potrebbe citare Duoglas Adams (umorista) affermando
- il mio universo sono i miei occhi e le mie orecchie, il resto è supposizione
- È assurdo che affermiate di sapere cosa succede agli altri. Solo loro lo sanno, ammesso che esistano. Anche loro vivono soltanto nell'Universo dei propri occhi e delle proprie orecchie.
In pratica se io e voi guardassimo da una finestra la pioggia cadere e arrivasse qualcuno che chi chiedesse "cosa vedete?", nessuno di noi riuscirà a capire l'intera dinamica di ciò che sta portando alla pioggia, cosa succede in ogni casa che vediamo davanti a noi, come questa casa è fatta, le vite di ognuno, le interazioni della materia animata e inanimata dal livello macroscopico al microscopico, questo solo per citare qualcosa a caso (stile Giobbe cap 38 e 39)
Ognuno di noi, con lo sguardo attonito della mucca che vede passare il treno, direbbe semplicemente:
"uh.... Piove"
Già sul fatto se stia piovendo forte o piove piano può essere che troveremmo da litigare, invece se fossimo concordi perché  in possesso di uno standard comune per stabilire se è pioggia forte o pioggerella vuol dire che avevamo già litigato prima per fissarlo questo standard..

Rientrando nell'alveo della serietà, ammesso che ne sia capace, fra fine '800 e tempo presente l'approccio culturale è radicalmente stravolto e molto di ciò che sembrava addirittura ovvio durante il periodo nel quale la cultura del gruppo religioso JW ha iniziato a formarsi è divenuto nel corso del tempo addirittura ridicolo. 


Il determinismo newtoniano e "la risposta per tutto"

Nel 19° secolo residuavano ancora molte delle sicumere derivanti dal modello newtoniano della realtà. Si assume lo spazio come ente assoluto e il tempo come dimensione indipendente perché tutto è reversibile; in pratica tutto scorre in modo apparentemente naturale e lineare. Si può chiaramente distinguere la reazione in risposta ad una azione e tutto si muove nel rassicurante spazio della geometria euclidea. Su questo modello la filosofia kantiana crebbe rigogliosa e anche la convinzione dei primi Studenti Biblici che ci dovesse essere una risposta lineare a tutto.

Ma già in quel periodo questo modo di concepire il cosmo era vetusto, l'introduzione della termodinamica rendeva il tempo non più indipendente dal sistema e le trasformazioni ed evoluzione dello stesso erano irreversibili. Pochi anni più tardi Einstein "ammazza" con il concetto di relatività ristretta e poi generale anche il concetto di geometria di tipo euclideo.
Il colpo di grazia arriva con il paradigma della meccanica quantistica che mostra come a livello subatomico le particelle si comportano come onde o particelle a seconda di come l'osservatore interagisce con esse.



in questo paradigma vi è una sorta di compensazione fra le precisioni con le quali si possono misurare grandezze coniugate ad esempio posizione e velocità di una particella / onda elementare perché è lo stesso osservatore che ne perturba il sistema.


Finalmente, il principio di indeterminazione

L'ultima frase ad esempio, può essere ridotta ad un esempio paradossale calato nelle congregazioni:




il prodotto della consapevolezza per la popolarità in una congregazione produce una costante ((C+1) x P = K) 

il +1 serve per non restituire una costante nulla in casi di consapevolezza zero 


Se la costante è ad esempio 100 e siete consapevoli 1, a parità di altri fattori la vostra popolarità nell'organizzazione sarà 100, mentre se siete consapevoli 25, vi dovrete accontentare di un 4 di popolarità.

Questo, oltre a spiegare che vi basterebbe già un 5 di consapevolezza per minare completamente le vostre prospettive di carriera teocratica lascia intendere anche che tanto vale consapevolizzarsi fino in fondo, giacché le prospettive di vita grama in congregazione non peggioreranno più di tanto avvicinandosi a 100 

In quel periodo di fine 800 inizio 900 si affermano idee rivoluzionarie che eliminano il punto materiale che tante soddisfazioni diede a Newton e soprattuto che vi sia una fondamentale e intrinseca indeterminazione nella misurazione dello stato delle particelle / onde
Il principio di indeterminazione (di Heisemberg) afferma che è impossibile conoscere simultaneamente e con precisione massima lo stato di grandezze incompatibili di una particella. O ne conosciamo la velocità o ne conosciamo la posizione, o possiamo approssimare statisticamente entrambe accontentandoci 
Un'altro concetto fondamentale è che l'osservatore non può essere distaccato dalla realtà che descrive e la influenza direttamente.
In ultimo: non esiste la possibilità di fornire una descrizione totalmente oggettiva di una realtà separata dall'osservatore e oggettiva anch'essa. 
L'ultimo colpo ferale che si accanisce sul cadavere dell'ideologia ottocentesca è che i il caso e le probabilità rivestono importanza determinante sui dettagli dei fenomeni intrinseci a ciò che osserviamo  (Ecc. 9:11-13)

Ora entriamo nel core del discorso: siccome i sistemi complessi si distinguono per trasversalità di scala e di campo, possiamo trovare corrispondenze di comportamento pressoché ovunque.
Le logiche di indeterminazione non sono evidenti nella vita quotidiana: ad esempio un campo innevato di fresco, visto da lontano appare un manto bianco uniforme e ordinato. Se procediamo con logica di zoom-in vediamo che magari questo campo ha delle irregolarità, e procedendo oltre noteremo miliardi di fiocchi di neve accatastati disordinatamente e ognuno diverso dall'altro, procedendo oltre il livello di complessità aumenterà mentre noi perderemmo i dati di contesto, ovvero dove ci troviamo precisamente in quel campo innevato. Procedendo oltre perderemmo anche il contesto stesso di campo innevato e non sapremmo più a cosa appartiene quell'ammasso di molecole.

ciò che può essere ribaltato sul punto di vista cristiano è
1) ad un osservazione macroscopica, l'intero impianto delle scritture è un continuum che può essere fruito da tutti, sia che siamo dotati di un cervello multi-CPU multi-core collegate da reti a bassissima latenza oppure da due ruote per criceti sgangherate mosse da un criceto obeso e con l'artrosi.
2) mano a mano che ci addentriamo nei dettagli, procedendo oltre il "kernel" del messaggio di Gesù, rischiamo di "sporcare" la realtà con la nostra percezione (anzi, la sporchiamo proprio, infatti ci viene raccomandato di portare 'ognuno il proprio peso')
Esempio pratico banalizzato

Romani 10 1-4 (velocità della particella)
1° Corinti 13 1-3 (posizione della particella)

se volessimo "misurare" ognuna di queste due parti delle scritture cristiane approfonditamente e nel dettaglio rischieremmo di giungere a risultati totalmente diversi se considerandole separatamente ragioniamo a compartimento stagno.
Ecco che qui arriva l'osservatore che deve stabilire con buona approssimazione il valore di entrambi in modo soddisfacente e trarne conclusioni pratiche.  
Quello che non possiamo negare è che a questo punto:
- cultura
- trascorsi recenti e remoti
- stato d'animo
- personalità
dell'osservatore faranno si che esso si ponga più vicino ad uno e più lontano dall'altro. Lo stesso osservatore però preso in giornate diverse può arrivare a risultati diversi su come porsi di fronte a queste scritture.
Siamo presi da sacro furore esegetico per una dottrina che abbiamo scoperto errata: è più facile che sbatteremo in Romani più che in 1° Corinti, di contro siamo in armonia in congregazione e preferiamo inconsciamente la felicità rispetto ad avere 5 milligrammi in più di verità in tasca? Sicuramente ci porremo più a ridosso della seconda scrittura.
Quindi, se le forniture del raro metallo del 'buon senso' sono rarefatte, potremmo infilarci in una logica booleana:
Romani AND Corinti oppure Romani OR Corinti, altrimenti Romani NOT Corinti, Romani XOR Corinti ...

Se l'osservatore cercasse di dettagliare il più possibile ogni aspetto di una parte della scritture, quale rischio si assume di "perdere il contesto?" e il resto dei fiocchi di neve disseminati lungo il campo dell'esempio di prima, che fanno di un campo innevato un campo innevato e non molecole di acqua al punto triplo delle quali serve di capire lo schema di disposizione?
Questo è uno dei motivi per i quali spesso le nostre ideazioni in merito alle interpretazioni delle scritture possono sbriciolarsi con il tempo ed è il motivo per cui molte dottrine WT hanno ormai danni strutturali irreversibili. 
Tempo, nuovi dati, nuove culture, lo sbriciolarsi di pregiudizi e il formarsene di altri spesso fanno si che una lettura dogmatica delle scritture perda via via i pezzi

Romani 12:3 correttamente ci dice di non pensare di noi oltre ciò che è necessario, effettivamente non sappiamo se tutto il nostro modo di vedere la realtà non si rivelerà fallace e sarà smontato e rimontato come un mobile dell'Ikea di qui a breve.

Sommando questo al post precedente, capiamo il perché Gesù fornì un modello di comportamento ed un esempio più che un codice di regole e un modello organizzativo. 
Un codice di regole c'era già stato ed era stato messo li anche per farci capire con quanta fantasia riusciamo sempre miseramente a fallire, I modelli organizzativi generalmente nascono per ovviare a bisogni contingenti e generalmente come HAL 9000 assumono vita propria fino a che non falliscono nel loro intento originale.
Non penso quindi che un rientro alle logiche del primo secolo gioverebbe a granché nel lungo periodo, del resto le stesse logiche stavano già fallendo dopo pochissimi anni di vita nonostante la presenza degli apostoli che con difficoltà contennero  l'apostasia sempre più dilagante. Oggi che non ci sono apostoli immagino che la deriva potrebbe essere addirittura più rapida.



Post scritto per Osservatore Teocratico da Gatto di Schrodinger









Breaking News: Surreality Betel

Salve a tutti

Abbiamo in visione un nuovo video prodotto per la fratellanza sullo stato dei lavori alla Betel di Bologna. 

Con questo video possiamo essere assolutamente presi in considerazione per un nuovo genere il surreality. Genere che è stato inventato e prodotto dal comitato per le pubbliche relazioni interne dal comitato di produzione media e dall'istituto Luce della fratellanza. 

In pratica il video dedicato alle congregazioni è un esempio molto interessante di visione distonica della realtà che causa fenomeni di stordimento a tutti gli astanti. Alla fine della visione noterete che tutti si guarderanno l'orologio per capire quanti minuti di vita persa hanno avuto. Ma non preoccupiamoci troppo ritorneremo  subito ad addormentare il pensiero neuronale scosso da questo video subliminale del nulla,  continuando con il gioco che oramai siamo tutti campioni "trova la rispostina nel paragrafo prima che l'oratore finisca la domanda".


Per tutto il video ci faranno vedere persone che "lavorano". Abbiamo elencate variegate mansioni che vengono accompagnate nel commento da quello che pensiamo sia un fratello americano visto che dal labiale ne si riconosce la doppiatura. C'è un centro informatico con fratelli al terminale a digitare chissà quale documentazione, altri fratelli sul tetto di chissà quale stabile che fanno un lucernario, se ne vedono altri che risanano il ferro di chissà quale solaio insomma sembra una piccola brigata di ristrutturazione edilizia. Se pensavate di vedere le cementificazioni di Warwick a 20 gradi sotto zero scordatevele. 






Nel commento invece i fratelli ci confermano che il cantiere è fermo e la ditta che ha preso in subappalto il progetto di consolidamento delle fondamenta è ancora nella fase di progetto. Come dire siamo in alto mare ma immaginate di vedere la terra ferma. A noi di questa storia qui davvero ci piacerebbe davvero tanto sapere quanto verrà a costare questo appalto. 

Risultati immagini per surrealeMa la propaganda non finisce qui e ci diranno che "già ora si vedono i benefici". Io in quel momento mi sono chiesto ma i "benefici" di cosa? Non si capisce, forse il fratello che ha scritto il commento ha sbagliato foglio e lo ha mischiato con il testo previsto per le finte esperienze dell'assemblea. Ma visto che stiamo facendo un video propaganda anche le parole sono importanti e cosa importa se non hanno senso,  d'altra parte nel genere surreality perché aspettarsi di trovarne uno. 


sabato 20 aprile 2019

Obscured by cloud 1

Risultati immagini per il rumore delle nuvoleAbbiamo raggiunto una zona di mare di recente per alcuni impegni di lavoro. Terminati gli impegni ci siamo fermati nei pressi dove c’era una piccolo ristorante che stava proprio sul mare e che intravedemmo dalla vicina banchina. Aveva recuperato un po’ di spazio fra due stabilimenti balneari ed era riuscito a trovare abbastanza spazio per una stanza adibita alla ristorazione in gradevole stile marino. Ci accomodammo in una specie di veranda retrostante e trovammo posto in un tavolino che era proprio in prossimità delle grandi finestre che donavano ai commensali una rilassante vista con una spiaggia di sabbia finissima ed un mare cristallino. La cameriera gentile ci prese la prenotazione e nel frattempo ci godemmo il bel panorama. Ma di lì a poco il cielo ciano vivido brillante cambiò di intensità e con la brezza dai monti sopraggiunsero lentamente piccole nuvole che stratificando tolsero piano piano luce al panorama. Di lì a poco le belle sensazioni cambiarono; il paesaggio era il solito ma le gravi nuvole oscurando il sole soprastante, cambiarono l’animo. 

Nella nostra vita abbiamo posti belli con cui stare bene, illuminati dalla sole della nostra relazione con Dio ma c’è una guerra che nasce dallo scontro intenso fra le cose vere e le cose false che abbiamo nella testa. Una guerra fatta di idee di opinioni di considerazioni in continuo sviluppo e in trasformazione. Siamo sempre contro le cose che non vanno che non ci piacciono in un conflitto volto sempre ad un bene migliore. Forse sono pensieri per una moglie inconsapevole che non sente ragioni e non ha alternative alla fede anche se irrazionale forse per un marito ottuso e inconsistente con una fede che è solo il frutto di una conveniente opportunità. Forse siamo figli che cercano di saltare fra un adunanza e l'altra e guardano il mondo come fosse un pianeta ambulatorio pieno di matti. Ma le cose che accadono sono il frutto di tanti, tantissimi fattori inesplicabili non catalogabili e che non possiamo controllare. Oltre queste cose davvero importanti e che sono parte della nostra vita, ci sono tanti altri aspetti che creano una sorta di rumore di fondo, come quello che sentite dall'attico di una palazzina che sta in centro città. Quel rumore è la vita delle persone che stanno intorno a noi che non conosciamo ma che esiste e che ad un certo punto si sovrappone e diventa assordante. Le cose che accadono non nascono mai là dove avvengono, ma sono sempre il risultato di tanti percorsi che si incrociano e si allontanano.


Il rumore delle nuvole



In una lontana giornata di settembre di una ventina d'anni fa, alcuni responsabili di una famosa casa editrice, rilevarono un riferimento diretto ad una enciclopedia da loro redatta che era stata pubblicata come citazione in un libricino di supporto alla predicazione dei Testimoni di Geova. Rilevarono incongruenze che necessitarono l'invio di un avviso recapitato presso la locale sede italiana della WatchTower. La casa editrice era la Le Monnier una delle case editrici italiane più famose al mondo per la divulgazione culturale. Sono gli editori della Biblioteca Nazionale e del celebre dizionario linguistico italiano del Devoto Oli. Per capire il calibro di questa azienda pensate che sono diventati celebri per aver avuto una causa civile direttamente con il Manzoni per una violazione delle proprietà intellettuali del romanzo I promessi sposi.

I libri redatti dai Testimoni di Geova hanno proprietà editoriali semplificate rispetto al mondo editoriale tradizionale. Non utilizzano i canali di distribuzione convenzionali e per questo non sono sottoposti a nessuna normativa e controllo di alcun tipo. Tutti i libri prodotti e stampati prodotti dalle industrie editoriali tradizionali,  hanno le proprietà intellettuali garantite attraverso normative come il codice ISBN che le nostre pubblicazioni invece sono del tutto prive.

Le pubblicazioni prodotte dalla Watchtower sono così da sempre svincolate da qualsiasi obbligo formale e non hanno la necessità di essere assoggettati da organismi di verifica non controllati dall’ideologia. Il processo di redazione e di edizione delle pubblicazioni viene effettuato da un collegio di persone interno all'organizzazione e le verifiche sono sempre effettuate da gruppi di persone di vario grado e che decidono se e come poi verranno affrontati gli argomenti.

Noi non siamo editori ma anche noi in questo blog ci diamo alcune regole formali nella scrittura degli articoli. Considerate invece che il mondo giornalistico viola in continuazione tutte le regole etiche, cercando di sfruttare escamotage linguistici per sostenere o avvallare verità alternative. I meccanismi sono i soliti si cerca di manipolare la realtà delle cose in modo da evidenziare le proprie idee politiche o religiose (sono tipici gli slogan politici "prima gli italiani"). 

Questa vicenda che ha avuto come protagonisti la LeMonnier e i Testimoni di Geova, ebbe effetti che causarono un onda lunga di ripercussioni nel tempo.

Per capirne l'entità c'è una voce di Wikipedia dedicata esplicitamente alla esecuzione di Gesù idealizzata dai Testimoni di Geova e che accenna all'accaduto.


ad un certo punto nella pagina ci viene sintetizzato il pasticcio avvenuto con la Le Monnier.

"La casa editrice Le Monnier protestò contro il modo di agire dei Testimoni di Geova nel citare il dizionario Liddell-Scott con omissioni che ne altererebbero la sostanza: si tratta della soppressione del termine "la Croce", riportato nel dizionario fra le accezioni possibili della parola greca ξύλον, e omesso nella citazione dei Testimoni di Geova. I Testimoni di Geova hanno risposto rivendicando la correttezza della citazione sia dal punto di vista editoriale che legale e sottolineando come l'accezione "la Croce" sia secondaria e perciò di natura interpretativa rispetto ai termini primari inclusi.[109][110] Il termine "la Croce" appare nelle versioni posteriori al 1985."

Si tenga conto anche che nella torre di Guardia del w86 1/3 p. 31c'era questa che era una anticipata dichiarazione di intenti proprio riferendosi al libro Ragioniamo con le Scritture:

□ In armonia con l’esempio dato dall’apostolo Paolo quando predicò in Grecia, viene fatto un uso appropriato di citazioni tratte da storici secolari, enciclopedie, opere di consultazione in materia religiosa, dizionari delle lingue bibliche, e così via. E tutto ciò è a portata di mano.

Questo evento è uno dei tanti usati dai nostri detrattori per creare discredito all'organizzazione. All'interno dell'organizzazione questo stesso fatto è invece trattato come uno dei tanti elementi importanti che hanno portato alla destituzione dell'allora presidente. 

Così come dicevamo nel settembre del 1988 la LeMonnier scrisse alla Betel locale... ma la storia la vedremo nel prossimo articolo.

giovedì 18 aprile 2019

Principio di indeterminazione e interpretazione assiomatica della realtà

Parte 1 Inadeguatezza del riduzionismo 

Ritengo sia arrivato il momento, vista la crescente facilità con sui ciò che esprimo viene frainteso, di scrivere un post sul perché e come sono arrivato a partorire il mio modello di realtà e perché questo è sempre stato poco coincidente con la struttura WT.

Pistolotto introduttivo
Mentre scrivevo ho notato che Sus ha postato su un argomento in parte simile. Avevo iniziato questo trafiletto e concepito l'idea una settimana fa, quindi non è un tentativo di contestare le sue conclusioni. Per pura casualità abbiamo scritto su argomenti simili da ottiche totalmente diverse
Fine pistolotto
Premesso che il rischio che il post diventi tedioso e ipertecnico è molto elevato, valutate se continuarne la lettura.
Se deciderete di proseguire comunque la trattazione, sono confidente che l'entropia generale dell'idea che vi eravate fatti in precedenza non possa che aumentare  :D


Il codice sorgente della creazione

Fin da piccolissimo sono stato particolarmente curioso e attirato da tutto ciò che era conoscenza scientifica, essendo sovente solo, uno dei miei posti rifugio preferiti era la biblioteca comunale dove passavo interi pomeriggi.

Quello che mi ha sempre dato vertigine e quello che continua a stupirmi tutt'ora in misura sempre maggiore è "l'intelligenza delle cose" il "codice sorgente" insito nella creazione che è presente a tutti i livelli, dalla scala subatomica a quella intergalattica, dalla materia animata a quella inanimata.
Tutti i sistemi in natura sono dinamici e a tutti i livelli e hanno capacità di autoregolazione e di portarsi su stati determinati di equilibrio "creativo" indipendentemente dalle condizioni iniziali.
Le dinamiche che vediamo negli orbitali atomici possiamo riconoscerle in banchi di pesci in movimento, stormi di uccelli, negli uragani, tornado e supercelle temporalesche o nell'evoluzione delle nebulose planetarie
                           
C'è una coerenza nel tutto che doveva essere presente anche nel "libretto delle istruzioni" che noi chiamiamo bibbia perché la logica con cui tutto è stato fatto deve riverberarsi pure la stessa economicità di pattern, la stessa stabilità o metastabilità su schemi riproducibili indipendentemente dalle condizioni iniziali di partenza (Ec. 3:11
Il "prodotto" insomma, dovrebbe essere coerente con le specifiche del libretto delle istruzioni, rispecchiarne la logica di funzionamento.
Sebbene riconoscessi queste caratteristiche nelle scritture le ho riconosciute raramente nell'organizzazione che ha sempre avuto un approccio lineare e rigido, quasi invariante rispetto alla realtà.
I cambi di posizione o intendimento sono spesso stati frutto della presa di coscienza di una realtà fattuale che iniziava a divergere da quella WT; tuttavia le misure prese a riconciliare i due binari che divergevano (realtà e intendimento WT) sono spesso state volte a conservare lo status quo cercando di allungare la traversina di legno o cemento che unisce i due binari piuttosto che avvicinare il binario all'altro. 
Su questo dettaglierò meglio dopo


Sistemi lineari, non lineari, percezione della realtà

Per descrivere la realtà o comprenderla l'uomo da sempre si avvale di modelli, modelli mentali, modelli matematici e idealizzazioni. Per modello si intende una rappresentazione della realtà che sostituisce la realtà.

In parole povere non avendo modo come esseri umani di andare oltre alla finestra che i nostri sensi aprono al mondo e della capacità di razionalizzare i dati "scaricati", la realtà risulta troppo complessa per giungere ad una conoscenza completa di essa.
Quello che possiamo fare è creare una copia, una rappresentazione della realtà sulla base dei dati che abbiamo accumulato con la nostra esperienza, quindi sempre frutto di una prospettiva, inficiata da un punto di vista.
La conoscenza è quindi non è il reale mondo fisico in se, ma la rappresentazione che facciamo delle sue regolarità osservabili e degli schemi riconoscibili e che siamo in grado di interpretare.
Il modello della realtà che ci formiamo non è una vera copia fedele della realtà stessa quindi, ma un simulacro che può avere più o meno megapixel, quindi maggiore o minore risoluzione in base all'esperienza che abbiamo (Eb 5:14)
C'è tuttavia un limite alla nostra capacità di comprensione, poco prima di essa c'è il rischio di "meltdown del nocciolo" (Ec. 1:13-18)
Non è quindi praticamente mai possibile verificare la rispondenza completa della nostra "copia della realtà" al mondo reale. Perché? perché come scritto sopra (e non è un opinione... è matematica) la realtà ci è conoscibile solo riducendola a rappresentazione "modello" di essa. Le scritture infatti additano modelli di comportamento ed esempio più che elenchi puntati e numerati di regolamenti e leggi.
Come facciamo a stabilire se il nostro modello di realtà sia o meno aderente alla realtà delle cose? La miglior cosa che possiamo fare è valutare se questo modello ci guida al raggiungimento degli obiettivi di descrivere ciò che osserviamo in un modo soddisfacente.

Nella cultura WT il concetto di caos è un tabù. Rigettando le teorie evolutive e altre che prendono come forza creatrice il caos deterministico (il termine esiste, non è una mia invenzione   :D ) i sistemi caotici o "margine del caos" si rifiuta la casualità nella rappresentazione delle dinamiche naturali e sociali in modo dogmatico, a favore del finalismo.

La dinamica è simile a quella avuta per la questione palo/croce, sposando il palo di tortura rispetto alla croce.
Concetti divenuti idonei più a distinguerci dalle altre fedi che utili a qualcosa; ne più ne meno come le frange azzurre dei vestiti distinguevano gli israeliti dagli altri popoli. Noi insegniamo che la terra è al giusto posto, nella giusta orbita (che poco più o poco meno è la morte) che tutto è stato fatto in modo che la vita possa scorrere felice, che tutto è perfetto e finalistico, tranne il consorzio umano.

Le attenuanti generiche del caso però, vostro onore, ci sono: nel periodo storico in cui la WT iniziò ad operare quella era la cultura dominante. Quando Poincarrè scopri per caso l'instabilità delle orbite planetarie e la apparente variabilità caotica all'interno di condizioni di equilibrio limite, si pose un bel problema perché l'accezione totalmente lineare della realtà che la religione e la filosofia di fine 800 avevano impresso alla forma mentis delle persone del periodo rendevano inaccettabile una idea simile
La verità newtoniana che sembrava cristallina come acqua di sorgente doveva essere rivista o per lo meno integrata. Non stravolta ma rivista alla luce dei nuovi dati. Il problema è che da noi sovente la revisione non viene fatta e i nuovi dati vengono distorti per confermare l'accezione precedente. Ma ovviamente il gioco non può durare in eterno (Mt. 7:9)

Tutti i sistemi complessi sono fuori dalla nostra portata di comprensione completa, e la prova è che non siamo in grado di prevederli. "So bene, o Geova, che non appartiene all’uomo terreno la sua via. Non appartiene all’uomo che cammina nemmeno di dirigere il suo passo"
I fenomeni naturali, quelli sociali e le relative interazioni, i sistemi economici, quelli biologici sono maledetti sistemi non lineari, il fatto che sia qui a scrivere cose con cui la maggior parte delle persone non si troverà d'accordo è una prova di quanto scritto fino ad ora.
Il riduzionismo quindi non è in grado di descrivere correttamente i fenomeni complessi e restituisce una descrizione a volte fuorviante o parziale di quelli apparentemente lineari che riesce a descrivere.
La realtà in cui siamo immersi è quindi è un "sistema di sistemi" complessi aventi caratteristiche comuni
1: i feedback fra sistemi non lineari danno effetti quando agiscono in prossimità di configurazioni critiche dei sistemi stessi, solitamente vicini ad un cambio di fase e di un nuovo equilibrio
2: il processo creativo che avviene al "margine del caos" è distruttivo e paradossale, perché crea nuovi equilibri a scapito di quelli precedenti e i nuovi equilibri sono spesso inaspettati ed imprevedibili
3: Gli effetti a lungo termine del processo creativo al margine del caos non sono conoscibili perché i legami fra azioni e reazioni, fra causa ed effetto si dissolvono e gli esiti sfuggono dal controllo. Le nuove proprietà che il sistema produrrà sono le proprietà emergenti.

I consapevoli, ad esempio, sono in pratica interpretabili come frutto del margine del caos interno al sistema WT, quando questo comincia a manifestare configurazione critica tipica del passaggio di stato o ad un nuovo equilibrio, o alla distruzione. Una proprietà emergente insomma favorita dal cambio di paradigma sociale e da nuove tecnologie che aumentano la diffusione della conoscenza non centralizzata. 

Da queste premesse appare meno incredibile il come alcune castronerie dottrinali sono state prodotte in tempi passati; inoltre l'inerzia del sistema a mantenerle è parte del sistema stesso, un "attrattore" (matematico) csu cui il sistema ha trovato un equilibrio temporaneo.
Probabilmente non ci saremmo fatti scandalo ne domande sulla chiusura della chiamata degli unti nel 1935 se fossimo vissuti nel 1936. In base all'esperienza che avremmo avuto in quel periodo, la conoscenza, lo storico recente non avremmo probabilmente avuto grossi dubbi. Alla luce di quella attuale è tutto diverso.
Come già detto è il tempo che "valida" idee e posizioni, può capitare che ciò che sembra evidentissimo e logicissimo oggi, alla luce di nuovi dati in un futuro anche prossimo apparirà illogico, oppure si rafforzerà come nuova evidenza diventando cultura.

Discutevo qualche anno fa con un anziano che non ammetteva come idoneo per un cristiano il modo nel quale i fratelli di alcune culture diverse vivevano, affermando che la verità è una sola.
La verità ovvio è una sola, ma le persone sono tutte diverse, hanno culture diverse e diverse sensibilità, percezioni della realtà diverse, vedono la verità da punti diversi e nell'alveo dell'oscillazione dei principi possono vivere e sentire diversamente da noi. Tutto ciò è INELIMINABILE anche avendo a che fare con uomini senza difetto.

Dunque partendo con sistemi completamente varianti ed imprevedibili proiettati sul tempo, può esistere un modello sociale valido per tutte le stagioni? un modello economico, sociale, per l'adorazione che possa essere invariante nel tempo nonostante tutto cambi, natura fisica compresa?
A mio avviso no, e la rappresentazione del "carro di Geova", al netto del folklore WT, mi suona come capacità di adattamento istantaneo sui nuovi equilibri. A volte pensando ai modus operandi delle congregazioni del primo secolo e ribaltandoli sulla società e sulla cultura delle persone e dei fratelli contemporanei, benché allora avessero tutto il senso del mondo, ora porterebbero a situazioni difficili da gestire.
L'introduzione della complessità e della non linearità a mio avviso fa fare la pace alle accezioni di libero arbitrio e preconoscenza di Geova. Non predetermina le azioni di nessuno, ma anche se qualcuno "fallisse" non comprometterebbe l'equilibrio del sistema stesso (essendo effimeri gli effetti di azione e reazione) che è orientato ad una evoluzione che in un modo o nell'altro concretizzerà la sua volontà.

Luce Progressiva

Partendo dal concetto rappresentazione della realtà in modelli, viene in mente anche la famosa o famigerata "luce progressiva"



Ma il sentiero dei giusti è come la fulgida luce che risplende sempre più finché il giorno è fermamente stabilito
Il giorno sorge per tutti, non c'è bisogno che qualcuno ti dica "oh zio! guarda che sono le 11 di mattina e c'è il sole, spegni la torcia", a meno che tu non sia Ray Charles ti è abbastanza chiaro senza suggerimenti.
Anche perché se escludiamo un ben poco probabile eclisse totale di sole, la luce che risplende sempre più non è che va e viene, non è un semaforo o una luce di segnalazione di un faro in una diga foranea.
Il tempo, la cultura, la circolazione delle idee, la nuova esperienza renderà via via sempre più chiaro quale rappresentazione della realtà sarà più simile alla verità fattuale smantellando ciò che è inadatto a rappresentarla. Ogni cosa a suo tempo.
Quanti di noi avrebbero messo in discussione insegnamenti della WT 30 o 40 anni fa? quanti in più 20 anni fa? e quanti in più 10 anni fa, e la progressione esponenziale attuale?


Se questo post vi ha tediato, la seconda parte sarà persino più tedioso ma probabilmente con qualche spunto in più: Principio di indeterminazione di Heisemberg, meccanica quantistica e equilibrio cristiano. Lascio stare per il momento le dinamiche di trasporto turbolento applicate come parallelo alla genesi di fratelli consapevoli... ma arriverà, non se ne esce.
Si, avete capito bene. Se la prima reazione che avete avuto è "questo s'è bevuto il cervello ed è pazzo" non siete molto lontani dalla realtà fattuale


( post forum Osservatore Teocratico autore Gatto di Schrodinger )


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