martedì 30 aprile 2019

La saggezza del Cristo parte 2

Nel nome di Gesù

Marco Cap. 9,38-42

Gli disse Giovanni: Maestro, abbiamo veduto uno scacciare i demoni nel tuo nome; e poiché non era dei nostri, abbiamo cercato di impedirglielo. *Ma Gesù rispose: Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che operi prodigi nel mio nome e possa subito dopo parlare male di me. *Chi infatti non è contro di noi è per noi. *E chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua perché siete di Cristo, io vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. * Ma chiunque sarà occasione di scandalo a uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli appendessero al collo una macina da mulino e lo gettassero in mare.
Se prima essi non riuscivano a compiere un'opera di guarigione nei confronti dell'indemoniato, adesso esigono l'esclusiva e cercano di impedire ad altri di fare qualcosa di bene nel nome di Gesù. "Non era dei nostri", ecco formarsi il gruppo, il recinto degli eletti.
Ogni religione cristiana nel tempo ha cercato di fare lo stesso, di rinchiudere chi ha fede in Cristo secondo recinti esclusivi,  con regole e limiti ben precisi.
Non è così per Gesù. Nella sua saggezza vede oltre le piccole o grandi differenze, egli legge il cuore. Corregge quindi i discepoli enunciando un principio: "Chi non è contro di noi è per noi, chiunque vi avrà dato anche un bicchiere d'acqua.. non perderà la sua ricompensa".
Chi siamo noi da giudicare la fede altrui?
Piuttosto dovremmo prestare attenzione a non far inciampare uno di questi piccoli! Questo si, ci renderebbe spregevoli agli occhi del Cristo!
Ogni piccolo credente ha il suo dono da offrire a Dio. Ogni cristiano segue un percorso, ma nessuno può affermare di aver ben compreso ogni cosa.
Impariamo  a distinguere i nostri fratelli in Cristo non da nomine e privilegi, nonché appartenenza ad una specifica religione bensì da quanto amano e manifestano fede anche se in modi diversi.
Ricordiamo che l'unità in Cristo non significa omogeneità di pensieri e di dottrine. Se misurassimo in questo modo i veri cristiani nessuno sarebbe all'altezza, a partire dagli apostoli, sempre in lotta per ruoli di prestigio nel regno e convinti che esso fosse qualcosa di politico riguardante Israele.
Quanto mi suonano toccanti le parole di Gesù in Giovanni 16:12 "avrei molte cose da dirvi, ma non siete in grado di sostenerle al presente".

Da Qumran.net
Riportando l'episodio dell'esorcista estraneo al gruppo dei discepoli, il vangelo ci dà un insegnamento importante. In tutti i tempi, molti cristiani hanno creduto di avere il monopolio di Gesù e, di conseguenza, hanno corso il rischio di essere intolleranti. Il primo dovere di coloro che hanno autorità è quello di non proibire di fare il bene. Il bene, sotto ogni forma, non è monopolio di chi ha il potere o dei cristiani rispetto agli altri. Fare il bene, scacciare i demoni è un diritto e un dovere che compete ad ogni uomo. Gesù e lo Spirito santo sono presenti ovunque si fa il bene e quindi anche fuori della comunità visibile della Chiesa.
Dietro la rimostranza di Giovanni si vede con chiarezza l'egoismo di gruppo, la paura della concorrenza, che spesso si maschera di fede, ma in realtà è una delle sue più radicali smentite. Molti, troppi puntigliosi sostenitori di Dio (?) in realtà sostengono se stessi o gli interessi del loro gruppo.
Nel brano precedente del vangelo (Mc 9,33-37) i discepoli si dividevano tra loro in nome del proprio io. Qui si dividono dagli altri nel nome del proprio noi. Il proprio nome, individuale o collettivo, è principio di divisione; solo il "Nome" di Gesù è fattore di unità tra tutti. L'egoista è vittima dell'invidia, che è figlia dell'egoismo e madre dell'orgoglio. Essa trasforma la vita in un inferno perché produce una sofferenza proporzionale al bene invidiato, fino a una sofferenza infinita davanti al Bene infinito, Dio. Per questo la Bibbia ci insegna: "La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo" (Sap 2,24). L'amore è dono, l'invidia, al contrario, è il voler possedere tutto e tutti, e quindi distruggere la vita di tutto e di tutti.
Egoismo, invidia, orgoglio possono essere sia in forma personale che in forma collettiva. Il peccato originale del singolo è mettere il proprio io al posto di Dio, il peccato originale del gruppo è mettere al posto di Dio il proprio noi. La Chiesa non è composta da chi segue noi, ma da chi segue Cristo, con noi o senza di noi.
La motivazione portata da Gesù: "Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me"(v.39) non è opportunistica, ma vuol far capire ai discepoli quanto sia irragionevole il loro atteggiamento. Egli dà come direttiva alla comunità la tolleranza e la magnanimità, e vuole che i suoi discepoli abbiano uno spirito aperto, che si elevi al di sopra della gretta mentalità di gruppo. Il vero cristiano, che è figlio di Dio, non vede negli altri dei nemici da combattere, ma dei fratelli da accogliere e da amare.
Gesù Cristo è presente ovunque si fa qualcosa di buono, dentro o fuori della Chiesa visibile. Anche un bicchiere d'acqua dato a un povero cristiano, non resterà senza ricompensa. Questa presenza di Cristo, anche fuori della Chiesa ufficiale è per la comunità cristiana un costante richiamo: un richiamo al servizio e alla disponibilità verso tutti. Cristo ci chiama tutti a uscire con coraggio dalle nostre situazioni di comodo per incontrarlo in ogni uomo, cattivo o buono.
Al tempo di Gesù, c'erano i maestri della legge che con il peso della loro autorità e con la minaccia delle loro scomuniche (cfr Gv 9,22; 12,42) cercavano di impedire alle persone semplici di seguire Gesù. Lo scandalo, di cui parla il vangelo, è tutto ciò che impedisce a qualcuno di seguire Dio per giungere alla salvezza. Per un uomo che svia gli altri dalla fede in Cristo sarebbe meglio, secondo la parola di Gesù, che fosse gettato in mare con una grossa pietra attaccata al collo. Piuttosto che far perdere la fede anche a uno solo, sarebbe meglio morire. Questa espressione ci richiama le parole pronunciate da Gesù nei confronti di Giuda: "Meglio sarebbe per lui, se non fosse nato"(Mc 14,21). Frasi di questo genere non vanno prese come sentenze di condanna diretta e immediata, ma piuttosto come delle espressioni che servono a far capire meglio la mostruosità dell'azione. Nell'applicare queste parole di Gesù, la comunità cristiana non intese limitarle solo ai bambini, ma a tutti i fedeli della comunità che venivano tentati a rinunciare alla fede. E' sempre una cosa estremamente grave mettere in pericolo o distruggere la fede nel cuore dei semplici.

Avvertimenti contro lo scandalo e circa la pace nella comunità
Cap. 9,43-50

*Se la tua mano ti è occasione di peccato tagliala: meglio è per te entrare nella vita monco, che avere due mani e andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. *E se il tuo piede ti è occasione di peccato, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che essere gettato con due piedi nella Geenna. E se il tuo occhio ti è occasione di peccato, cavalo: è meglio per te con un occhio solo entrare nel regno di Dio, che essere gettato con due occhi nella Geenna, *dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. *Perché ognuno sarà salato col fuoco. *Buono è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.
Ecco rivelarsi la saggezza del Cristo nell'esporre, con franchezza e semplicità immediata da comprendere, l'umana debolezza. Mano, piede, occhio, sono simbolo di desideri e azioni che vengono dal profondo della nostra parte più istintiva, ma che ci rendono distanti dal nostro essere spirituale elevato.
Chi di noi non ha provato desideri che sapevamo essere in conflitto con la parte razionale e con la coscienza cristiana?
Chi non ha fatto qualcosa che sapeva essere sbagliata?
Questo non significa che dovremmo sempre soffocare il nostro cuore, Geova ci ha dato sentimenti e ragione affinché cooperino nel renderci meravigliosamente umani. Se il cuore è un cavallo impetuoso, la ragione è il cavaliere che lo guida affinché insieme possano correre e godere della vita restando su sentieri sicuri e non perdersi.
La nostra parte logica ci proteggerà dall'agire in modo sciocco. Darà il giusto equilibrio come il sale, nelle debite proporzioni, rende migliore una pietanza.

Gesù raccomanda di avere sale in noi stessi e di stare in pace gli uni con gli altri. Questo riprende il v42 scandalizzare uno dei piccoli in Cristo, far inciampare un credente è il peccato più grande. Meglio sarebbe esser gettati in mare con una macina al collo. Per un giudeo morire senza sepoltura era vergognoso, significava non essere ricordati, la geenna era anch'essa un luogo di distruzione, di non ritorno alla vita e alla memoria di Dio,  infatti vi venivano gettati i cadaveri dei malfattori.
Scandalo significava inciampo, ostacolo, insidia, un sassolino nella scarpa o una pietra lungo il cammino che portava a cadere. Non vorremmo certo essere delle pietre lungo il percorso di fede degli amati piccoli in Cristo, siano essi bambini, persone semplici e umili o peccatori consapevoli dei loro carichi con cui stanno lottando.
Giudicare un fratello in Cristo,  escluderlo perché non fa parte o non si adegua alla comunità cristiana alla quale apparteniamo non è opera di scandalo?
Al tempo stesso dovremmo prestare attenzione a noi stessi perché le nostre azioni, i nostri pensieri potrebbero, se non guidati, portarci all'inciampo e al venir meno nella fede.
Il cristiano è chiamato alla pace, con sé e con il prossimo.
Gesù raccomanda, abbiate sale in voi stessi, siate saggi e in pace.

14 commenti:

  1. Che bel vespaio. Perché perché secondo WTS non esiste altro riparo se non rimane dentro il recinto creato da lei dove regna l'amore la pace è dove si parla la lingua pura della verità ,al di fuori c'è solo il mondo dominato da Satana.,che domina i governi umani la falsa religione ,che sono tutte le altre religioni che non sono dirette dalla WTS, e di conseguenza destinare alla distruzione loro e tutti coloro che si fanno guidare da loro, compresi i governi umani. Noi siamo l,esclusiva organizzazione che è guidata dallo spirito Santo di Geova, e lei sola verrà salvata nella prossima guerra di Armaghedon. A prova di ciò vengono citare una marea DI scritture, ne citato alcune, e poi sono curioso dei commenti che seguiranno. Riva.18:4;2co.cap. 6:14.;1 Pietro. 5:8.1giov.5:19.;giovani.17:13-21.;numeri 35:6.(città di rifugio)dopo Armaghedon non avremmo più nulla da temere dal vendicatore del sangue,ma fino ad allora proibito uscire dalle città di rifugio, le congregazioni dei testimoni di Geova. Fuori c'è la geenna ardente dove il baco non muore e il fuoco non si estingue, simboli di distruzione eterna.

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  2. Ecco che bisognerebbe far attenzione a non ricreare nuovi recinti a immagine e somiglianza del consapevole.

    Siamo tutti in equilibrio precario, tra fede e il nulla, tra ragione e sentimenti, tra accettazione e negazione.

    Questa è la nostra dannazione!

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  3. Diciamo che ci sono aspetti correlati alla natura di questo mondo complessi difficili in tutti i casi il sistema umano sembra implodere su sue stesso perche in molti (troppi) vivono sostanzialmente in uno stato d'abbandono. Valori morali etica in certi contesti non esistono e questo da luogo a comportamenti e atteggiamenti più vicini all'abuso che non alla rispetto del prossimo. Il tentativo di questa organizzazione è stato ed è quello di rappresentare l'autorità di Dio ma ha però colpevolmente lasciato spazio a forme di fanatismo come la disassociazione famigliare che ben poco si addicono allor spirito con cui sono stati dati. Questo ha fatto nascere nuove forme di abuso che un po' quello che molti hanno subito in Betel o nelle congregazioni. Vogliamo parlare della revoca degli incarichi?

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    1. Questa organizzazione eventi storici ,fatti frutti e scritture alla mano semplicemente non ha e non aveva mai avuto ne le ragioni ne le credenziali ne la legalità di esistere
      L'unico spirito che li ha contraddistinti è stata una marcata e ben celata arroganza , presunzione e sbruffoneria, per coprire 140 anni di sconvolgenti ed inenarrabili realtà e fini.
      Non certo la purificazione in uno spirito Cristiano o in difesa e la promozione del puro Cristianesimo che si fonda semmai sulla libertà di coscienza dell'individuo, posseduta con la piena e nella piena padronanza della ragione non sulla assoggettazione nella religione od organizzazione più o meno o circa meno quasi sporche , bugiarde, false e corrotte delle altre .
      Fa acqua da tutte le parti sia la dottrina che il contesto Socio - Economico - Storico - Politico - Religioso in cui il signor Charles Taze Russel si sentiva toccato dalla cecità e mancanza di intendimenti biblici semmai in quel periodo vista la mattanza della guerra civile Americana e la carneficina ancora presente davanti con tutti i campi pieni di cadaveri c'era da vergognarsi a credersi Cristiani , ma si guardò bene dall'orientarsi verso quella presa di coscienza e consapevolizzazione .
      Per il resto arrivando ai giorni nostri più che riconoscergli la diretta responsabilità nella morte di centinaia di persone e nella devastazione di intere famiglie e affetti non ha apportato ne conoscenze ne coscienze nella Cristianità , in quanto in Cristo o nel Cristo è custodita la risposta ad ogni cosa...per fede sarai salvato ...per fede ottennero il beneficio dei miracoli.....nelle fede nel suo nome sarai giustificato....e la fede sarà ciò che il figlio dell'uomo spera di trovare al suo ritorno ....ne una Watch Tower ripulita da tutta la sua corruzione , ne una religione con meno cadaveri negli armadi , ...ne dei gran belli e bravi chiaccheratori ruffianelli di Gesù....la fede senza opere è morta.....mostrami la tua fede mediante le tue opere .....

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  4. Capitano,ho letto e riletto da atti degli apostoli a rivelazione diversa volte, salvo alcuni che hanno abbandonato, se avessero degli incarichi non c'è scritto, ma non ho letto da nessuna parte, che degli uomini abbiano devocato degli incarichi ad altri uomini, quindi quale è la base scriturale in cui uomini possosono revocare degli incarichi ad altri uomini?

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  5. Ciao a tutti. Mi inserisco in punta di piedi in questo fantastico blog, sperando di poter contribuire a una maggiore apertura mentale e riflessione riguardo a cosa significhi essere Cristiani. Cercando di esserlo veramente, spinti dall’amore, non da condizionamenti imposti da un’autoproclamato canale di Dio, canale che, spesso, interpretando le Scritture a proprio uso e consumo, riesce a condizionare e imprigionare le persone in un vortice di isolamento e manipolazione.

    La mia esperienza nei TDG, mi ha insegnato che c’è molta differenza tra ciò che insegnano le religioni che si professano cristiane, inclusi TDG e la saggezza che Cristo mostra nelle Scritture.

    Ne potrei citare tante, ma quella le parole che più mi rimbombano sempre in testa le troviamo nel Vangelo di Giovanni 8:32:

    “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”.
    In queste parole c’è la saggezza di Cristo.

    Appartenere a un qualsiasi culto o religione, che spesso fa leva sulle insicurezze e paure delle persone, con lo scopo tenerle sotto controllo, chiuse, condizionate, è questa libertà e quindi verità?

    Analizzare sistematicamente l’allineamento degli adepti alle proprie dottrine, e alle personali e umane interpretazioni delle scritture e vedute per quanto riguarda abbigliamento, acconciatura, compagnie, cosa e meglio leggere o no, auguri si auguri no, feste si, feste no, saluto si saluto no, eccetera, è questa la verità di cui il Cristo parlava e che ti fa sentire libero?

    Scusate, ma la Legge del Cristo, non consiste nell’amare?

    Amare il Creatore con tutta la tua anima, forza, cuore e mente. Amare il prossimo come te stesso.

    Tutto il resto, è solo un vile speculare sulla libertà personale di ragionare, di pensare, di decidere autonomamente e senza condizionamenti da parte di schiavi fedeli, guru o santoni che siano.

    Tutto il resto è speculare vita di poveri cristi, che, spesso in buona fede, cercano di amare Dio, ma non si rendono conto di essere caduti in un Bunker dal quale, più tempo passa, più si è intrappolati.

    Probabilmente, quelli che stanno a capo di queste realtà è che tengono le persone in uno stato di segregazione e schiavitú spirituale farebbero bene a mettersi una macina al collo.
    I cristiani che inciampano a causa di questi comportamenti che io trovo, per certi versi, totalitari, sono tanti e sempre di più.

    A presto.

    Marcello

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    1. Ciao Marcello,
      Benvenuto sul blog e grazie per le tue riflessioni!

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    2. Barnaba avevo pubblicato anche io un commento e una riflessione piu o meno interessante.
      Ma non la vedo da nessuna parte
      Lo ripostato due o tre volte
      NOME : GAMALIELE o GAM
      è andato perso !?
      Temo di non averlo salvato
      Mi sembrava molto ragionevole me lo avete bannato ? se si perche ?

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    3. Ciao Gamaliele, no, non vedo tuoi commenti da postare, né in Spam. Purtroppo temo non sia arrivato.

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    4. Mi spiace scrivere questo ma ne ho scritti altre due volte e credo proprio che me li abbiate cestinati o bannati !
      Sono deluso
      Gamaliele

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    5. Ciao Gamaliele, non capisco dove risieda il problema. Se vuoi prova a scrivere il commento alla mia email o di osservatore. Continuo a non vedere altri commenti tuoi da postare.
      Mia email: eridani.keid.a@gmail.com

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  6. Barnaba, preziose informazioni quelle che hai trattato quì. E rafforzano la mia idea che Gesù non venne sulla terra per mettere su una nuova religione. Le sua risposta, che tu hai ben evidenziato, racchiude il senso di quanto stiamo dicendo: "Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che operi prodigi nel mio nome e possa subito dopo parlare male di me. *Chi infatti non è contro di noi è per noi." Chiunque parla nel nome di Gesù, e soprattutto lo fa con sincerità d'animo, ma perchè dovrebbe essere condannato solo perchè non è un testimone di Geova? E' assurdo solo pensarlo, e purtroppo è quanto ci hanno fatto credere in base all'indottrinamento subìto. Anche in passato, al tempo di Mosè, due personaggi di nome Eldad e Medad, profetizzavano di tra il popolo d'israele. Quando la cosa fu riferita a Mosè, cosa rispose? Semplicemente disse di lasciarli stare, e aggiunse augurandosi che altri facessero lo stesso, per aiutarlo nel gravoso compito di dirigere il vasto popolo a lui affidato. Dunque? "Dove due o tre persone si riuniscono nel mio nome, io sono lì con loro", disse il grande signore Gesù. E allora, a cosa serve arrovellarsi per dimostrare che la mia religione è migliore della tua, che io sarò salvato e tu no, e altre panzane del genere? Le religioni sono state e sono un elemento di divisione, servono a fomentare odio fanatico incontrollato e, specie nel caso di religioni a carattere fortemente settario, a provocare inutili sofferenze di carattere emotivo e anche fisico. Però, tutte queste religioni ermeticamente chiuse e alienanti come quella della Torre di guardia, non hanno tenuto conto di una realtà, che è esplosa loro in faccia: I N T E R N E T. Internet ha alimentato la consapevolezza, e finalmente chi vuol capire ora non ha più scuse! Per molti è solo questione di tempo. Il processo si è innescato e non si fermerà più.

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  7. Anche il più cieco e sordo prima o poi vedrà e sentirà il rombo di internet.

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  8. Gamalie anch'io diverse volte ho postato commenti che non sono stati pubblicati, il motivo?il motivo è, che non sono mai partiti, nell'ultimo commento che non è partito ho letto che non c'era il tuo commento sarà......dopo l'approvazione;ma che non era partito per le troppe informazioni che vi erano, era troppo ampio. NON è che a te sia accaduta la stessa cosa?in questo caso la colpa non è, né nostra, e ne dei moderatori, che avvolte chiariscono mostri commenti, o fanno IN modo che siamo noi a chiarire i nostri strafalcioni, come hanno fatto sia osservatore,Tommaso, e altri nei miei confronti, e li ringrazio tanto.

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Grazie per il commento.

Chatteria