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sabato 5 novembre 2022

La lettera perduta


Ad una assemblea all'interno nella cassetta delle contribuzioni è stata trovata questa lettera che ovviamente non è stata recapitata al sorvegliante perchè il fratello l'ha cestinata immediatamente. Scritta da una sorella che aveva chiaro l'intendimento biblico rende evidente l'ingenuità che vivono tante persone. La pubblichiamo cambiando il nominativo


Cari fratelli, Desidero esprimervi un sentito ringraziamento per l'impegno e la fatica che avete profuso affinché anche quest'anno potessimo riunirci in un congresso spirituale e stare insieme a compagni di fede di tante congregazioni. Organizzare un congresso, preparare video, discorsi e tutto ci che serve così che possiamo goderci questi giorni speciali richiede tempo ed energie in notevole misura. Per questo ritengo che oltre ai dovuti ringraziamenti sia doveroso esprimere anche una critica se necessario, in modo che tutti questi sforzi non si perdano diventando fonte di Scoraggiamento anziché di edificazione. Mi riferisco in particolare al simposio divenendo pomeriggio: Sosteniamo lealmente la giustizia di Geova. Il video e i discorsi hanno chiaramente espresso l'idea che isolando il più possibile un disassociato si incoraggerà a tornare a Geova. Trovo questo modo di pensare, perdonate la franchezza, contrario alla giustizia di Geova, allo spirito cristiano e alle scritture. Se la disassociazione una disciplina necessaria, il modo di affrontarla andrebbe rivisto alla luce dei principi biblici. "Ti sia come un uomo delle nazioni, non mangiando nemmeno.., cessar di mischiarsi in compagnia... " davvero pensate che l'attuale rigida interpretazione sia corretta? Gesù fu disposto a parlare con esattori e prostitute, considerati disassociati dal popolo ebraico. Venne per i malati e non per i sani, insegnava che aveva più valore la misericordia rispetto al sacrificio... davvero pensate voglia che un genitore rifiuti ogni contatto con un figlio disassociato, come rispondere ad una telefonata? Ricordate l'esempio del figliol prodigo? Il padre corse incontro al figlio, lo abbracciò, lo accolse appena scorse un segno del ritorno. Riflettete, una persona che torna perché isolata dalla famiglia tornerà per Geova o per gli affetti perduti? Inoltre questo trattamento nella maggior parte dei casi non fa che incattivire molti disassociati. In 30 di vita cristiana, pur con i dovuti paletti non ho mai trattato in questo modo i fratelli disassociati. Ho sempre cercato il modo di incoraggiarli, fosse anche un sorriso quando li vedevo in congregazione, o un bigliettino con una frase positiva. Il risultato una volta tornati è stato che quei piccoli gesti hanno dato loro la forza di non mollare e di perseverare per tornare. È l'amore che attrae, non la giustizia inflessibile, Geova è amore, sopra ogni altra cosa. Rimane la scrittura di..."Non rivolgere nemmeno un saluto"; ma avete letto nel contesto a quale tipo di disassociati si riferisce? Con affetto fraterno, 

Maria Rossi$