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mercoledì 2 maggio 2018

I sentimenti del Cristo

Il capitolo 3 del vangelo di Marco si apre con un nuovo giorno e di nuovo Gesù va dove si trova la gente, nella sinagoga. Questa volta lo aspettano, ma invece di attendere con gioia un nuovo miracolo, la guarigione di un uomo sofferente sono li per trovarlo in fallo. Che tristezza. Lo spiavano per poterlo accusare. L'uomo aveva una mano secca, inaridita ma questi uomini avevano il cuore arido, tanto da essere accecati alla bellezza del gesto. Tacciono alla domanda di Gesù volta a farli ragionare, non gli importa di guardarsi dentro, attendono piuttosto di cogliere in fallo questo maestro rivoluzionario che toglie credito a loro stessi, al loro secolare sistema di adorazione fatto di regole e tradizioni. Ecco Gesù guardarli con sdegno, amareggiato, addolorato dalla impenetrabile durezza dei loro cuori. Egli può guarire una mano inaridita ma niente può contro un cuore arido. Tuttavia guarisce compassionevolmente il malato ben sapendo che non aspettano altro. Sono talmente concentrati nei loro disegni omicidi da coalizzarsi con gli erodiani. 



##L’uomo guarito in giorno di sabato 3,1-6
"*Gesù entrò di nuovo nella sinagoga, dove si trovava un uomo che aveva una mano inaridita.*E lo spiavano per vedere se lo guarisse di sabato per poterlo accusare. *E disse all’uomo che aveva la mano inaridita: Mettiti qui in mezzo. *Poi chiese loro: Di sabato è lecito fare del bene o del male, salvare una vita o perderla? Ma quelli tacevano. *E gettando tutt’intorno uno sguardo con sdegno, amareggiato per la durezza del loro cuore, disse all’uomo: Stendi la mano. Egli la tese e la sua mano fu risanata. *I farisei, usciti, subito tennero una riunione con gli erodiani contro di lui per farlo morire."


Anche in questi versetti il punto di discussione è ancora l’interpretazione e applicazione della legge del riposo sabbatico. La casistica degli esperti giudaici prevedeva la possibilità di interventi curativi in giorno di sabato solo nel caso di grave necessità o pericolo di vita. Ecco perché il paralitico alla mano rappresenta un test per verificare l’ortodossia di Gesù nei confronti della legge del sabato. La presenza del malato e di quelli che osservano Gesù è una tacita ma chiara domanda. Gesù, conoscendo i loro pensieri e il loro modo di agire, risponde con una controdomanda lineare e acuta. Egli dapprima pone il problema sul piano generale dei valori: è lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male? Come notiamo, non esiste una posizione neutrale.

Infatti, Gesù non esita, proprio di sabato, guarire l’uomo “che aveva una mano secca”. E lo fa nonostante l’atteggiamento malevolo dei farisei per dimostrare loro che non solo è lecito fare il bene in giorno di sabato, ma che le opere buone a sollievo dei fratelli sofferenti devono completare la santificazione del giorno del Signore. I farisei non ragionano più, il loro spirito è come bloccato da un’idea fissa: Gesù deve morire. La ragione? Si tratta di un profeta scomodo, uno che non lascia tranquilli, uno che non dà tregua all’iniquità, alla doppiezza, alla falsità. Quasi nemmeno odono La domanda che Gesù ha posto, con l’intento di farli riflettere. Soprattutto nemmeno si accorgono della tristezza che il loro atteggiamento suscita in Gesù. Dei vangeli sinottici, soltanto Marco accenna allo sdegno di Gesù e al suo sconforto a causa della chiusura e ottusità dei farisei. Tutto ciò prepara la conclusione del v.6 e fa intravedere la fine violenta di Gesù. La decisione di uccidere Gesù da parte dei responsabili religiosi, farisei, politico, erodiani, obbedisce alla logica di un sistema che cerca di autoconservarsi.

La guarigione del malato, in sintesi, è un’evidente provocazione nei confronti del sistema. Un atteggiamento di rottura che condurrà alla croce. Se rileggiamo le cinque controversie, ci accorgiamo di trovarci di fronte ad un mini vangelo, nel quale è concentrato tutto il dramma che matura attorno alla persona di Gesù, colui che ha preteso di prender il posto di Dio nel perdono dei peccati, la presa di posizione di fronte alle stratificazioni socio -religiose, alla pratica del digiuno e all’istituzione del sabato. Gesù non ha proposto una riforma da discutere, ma se stesso. L’ultimo confronto tragico con gli avversari sarà anche l’ultima e definitiva risposta di Gesù e la rivelazione piena della sua identità. Anche oggigiorno ci sono uomini che s’interrogano circa questo o quel punto della fede cristiana. Non riescono ad ammettere, non si sentono di accettare, ma cercano con cuore sincero. La verità, che è Gesù Cristo, si farà certamente trovare, anche se è scritto nei disegni di Dio che la strada debba essere lunga.##

Da Adonai.it

Gesù è molto addolorato per l'insensibilità del cuore dei farisei, (v5) non c'è miracolo che possa ammorbidire un cuore insensibile. Sceglie quindi di stare con la gente, si ritira verso il mare con i discepoli, seguito da una grande folla proveniente non solo dalla Giudea e Galilea ma anche Tiro, Sidone, Idumea, persone al di fuori del territorio ebraico ma che hanno udito del potete di guarigione di questo profeta sorto in Israele. Le folle si fanno così pressanti che deve allontanarsi dalla riva per insegnare. Ma avevano realmente capito lo scopo della sua predicazione? La maggioranza vedeva solo un guaritore, molti dei discepoli il Messia liberatore secondo la loro visione, ovvero un re discendente dalla dinastia davidica che avrebbe combattuto i romani per ripristinare il regno d'Israele. Sceglie a questo punto gli apostoli, dodici uomini che avrebbero portato avanti la sua opera. Nemmeno questi avevano capito appieno il ruolo del Messia, tuttavia li sceglie dopo aver passato l'intera notte in preghiera dimostrando a noi, tanto più imperfetti, quanto importante sia ricercare la guida di Dio senza affidarci a noi stessi. ( Lu 6:12,13. Prov 3:5,6) 

Nemmeno la sua famiglia comprende chi egli realmente sia, infatti ecco arrivare sua madre e i suoi fratelli che vorrebbero riportarlo a casa. Essi lo hanno conosciuto come parte della loro cerchia familiare, lo hanno visto al lavoro nella bottega di falegname prendersi cura di sua madre e pensano adesso, vedendolo in una veste nuova e incomprensibile che sia fuori di sé. Non dovremmo sorprenderci quindi se parenti e amici non comprendono le nostre scelte dettate da una coscienza cristiana. Abbiamo pensato che questo si riferisse al mondo, ma da consapevoli ci stiamo accorgendo che proprio i compagni di fede talvolta divengono coloro che, più di altri, ci osteggiano abituati a pensare secondo regole e interpretazioni ben impresse nelle loro menti da anni di studio guidato e limitato da una canonica dottrina. Non scoraggiamoci dunque e non disperiamo perché come alcuni fratelli di Gesù in seguito divennero suoi discepoli, lo stesso può accadere ai nostri cari. Per questo è importante non farci sopraffare dalla rabbia e non farci vincere dal male, per questo è importante comprendere quando essere "astuti o cauti come serpenti, pur restando innocenti come colombe".

7 Ma Gesù si ritirò con i suoi discepoli verso il mare; e una grande moltitudine lo seguì dalla Galilea e dalla Giudea.+ 8 Anche da Gerusalemme e dall’Idumea e dal di là del Giordano e dai dintorni di Tiro+ e di Sidone, una grande moltitudine, udito quante cose faceva, venne da lui. 9 Ed egli disse ai suoi discepoli di tenere continuamente una piccola barca a sua disposizione affinché la folla non facesse pressione su di lui. 10 Poiché guarì molti, così che tutti quelli che avevano dolorose malattie si gettavano su di lui per toccarlo.+ 11 Anche gli spiriti impuri,+ ogni volta che lo vedevano, gli si prostravano davanti e gridavano, dicendo: “Tu sei il Figlio di Dio”.+ 12 Ma molte volte egli ordinava rigorosamente loro di non farlo conoscere.+13 E salì su un monte e chiamò a sé quelli che volle,+ ed essi andarono da lui.+ 14 E formò [un gruppo di] dodici, ai quali diede anche il nome di “apostoli”, perché stessero con lui e li mandasse a predicare,+ 15 e perché avessero l’autorità di espellere i demoni.+16 Ed ecco il [gruppo di] dodici che formò: Simone, al quale diede anche il soprannome di Pietro,+ 17 e Giacomo [figlio] di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo+ (e a questi diede anche il soprannome di Boanerges,* che significa Figli del Tuono), 18 e Andrea e Filippo e Bartolomeo e Matteo e Tommaso e Giacomo [figlio] di Alfeo e Taddeo e Simone il cananita 19 e Giuda Iscariota, che poi lo tradì.+E andò in una casa. 20 Ancora una volta si radunò la folla, tanto che non potevano neanche mangiare un pasto.+ 21 E quando i suoi parenti+lo udirono, uscirono per prenderlo, poiché dicevano: “È fuori di sé

I suoi parenti non erano i soli ad osteggiare il suo ministero, se loro non comprendevano, altri invece gli erano apertamente ostili e screditavano il suo operato in modo blasfemo. La calunnia viene da persone che avevano nella società ebraica un certo peso, persone che hanno una posizione ufficiale in campo religioso, esperti della legge. Non potendo negare i miracoli ne attribuiscono il potere al demonio bestemmiando così lo spirito santo. Il loro intento è screditare Gesù rendendolo indegno di considerazione.

##"C'è nell'uomo qualcosa di demoniaco quando si ripiega su se stesso e rifiuta la luce dello Spirito Santo. L'accusa degli scribi non è solamente una calunnia, ma anche una bestemmia. Attribuire a satana la potenza di cui Gesù dispone, significa opporsi all'azione dello Spirito Santo e rendere inefficace la misericordia divina. L'unico caso in cui il perdono può essere inefficace è il rifiuto di lasciarsi perdonare: è questo il peccato contro lo Spirito Santo. Peccare contro lo Spirito santo significa rifiutare di credere che in Gesù agisce Dio salvatore. Questo rifiuto è il peccato più grande che l'uomo possa commettere. Finché l'uomo rimane in simile situazione di rifiuto, la salvezza è impossibile. "In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" ##

Cit da commento su Marco, Qumran.net

Purtroppo anche oggi ci sono distruttori della fede che negano il ruolo di Cristo riducendolo a semplice uomo o santone, non possiamo giudicare i loro cuori ma attenzione a non rinnegare la fede seguendo falsi ragionamenti che potrebbero sembrare logici o comprovati storicamente, come pure ad attribuire eccessivo peso a opinioni e teorie solo perché provengono da studiosi affermati, ma anche da leader religiosi. Impariamo a sviluppare uno spirito bereano e affinare le nostre facoltà mentali non andando dietro ad ogni sorta d'insegnamento.

22 E gli scribi scesi da Gerusalemme dicevano: “Ha Beelzebub,* ed espelle i demoni per mezzo del governante dei demoni”.+ 23 E, chiamatili a sé, diceva loro con illustrazioni:* “Come può Satana espellere Satana?24 E se un regno diviene diviso contro se stesso, tale regno non può durare;+ 25 e se una casa diviene divisa contro se stessa, tale casa non potrà durare.+ 26 E se Satana è sorto contro se stesso ed è divenuto diviso, non può durare, ma sta per finire.+ 27 Infatti, nessuno che sia entrato nella casa di un uomo forte ne può saccheggiare+ i beni mobili se prima non lega l’uomo forte, e poi ne saccheggerà la casa.+ 28 Veramente vi dico che ogni cosa sarà perdonata ai figli degli uomini, per quanto in modo blasfemo commettano peccati e dicano bestemmie.+ 29 Comunque, chi bestemmia contro lo spirito santo non ha perdono in eterno, ma è colpevole di peccato eterno”.+ 30 Questo, perché dicevano: “Ha uno spirito impuro”.+

31 E vennero sua madre e i suoi fratelli,+ e, mentre stavano di fuori, mandarono dentro a chiamarlo.+ 32 E una folla era seduta intorno a lui, e gli dissero: “Ecco, tua madre e i tuoi fratelli, di fuori, ti cercano”.+ 33 Ma rispondendo egli disse loro: “Chi sono mia madre e i miei fratelli?”+ 34 E avendo guardato in giro verso quelli che gli sedevano attorno in cerchio, disse: “Ecco, mia madre e i miei fratelli!+ 35 Chiunque fa la volontà di Dio mi è fratello e sorella e madre”.+

I versetti finali li abbiamo spesso usati per dimostrare che Gesù aveva dei fratelli, che Maria era madre non solo del Messia. La contrapposizione tra i parenti di sangue e i parenti di fede è evidente ma cosa voleva dire Gesù? I suoi fratelli e sua madre lo cercano mentre la sua fama cresce ma non si rendono ancora conto che quello è il suo compito, lo scopo per cui è stato mandato. Sicuramente Maria ha più fede, lei ha parlato con l'angelo, sa che suo figlio Gesù è speciale. Eppure non è quello che lei si aspetta questa predicazione, le folle, le accuse degli scribi, il pericolo che venga condannato per eresia. Sono giustamente preoccupati, sanno che scribi e farisei lo hanno messo sotto la lente per trovare un accusa e farlo fuori. Lo mandano a chiamare, forti dei legami di sangue, del fatto che Gesù finora ha mostrato di adempiere alle giuste responsabilità familiari lavorando come falegname e prendendosi cura di sua madre e dei suoi fratelli. Ma ora il suo tempo è venuto. I suoi fratelli sono cresciuti e le profezie stanno per adempiersi. Ora è il tempo di dedicarsi a un compito piu urgente e importante, ha una famiglia ancor più bisognosa da accudire, la famiglia della fede.

Capire le priorità non è sempre facile. Come cristiani sappiamo di dover attendere a molte responsabilità e sappiamo anche che cercare prima il regno deve continuare ad essere in cima alla lista. (Matt 6: 33)

Nessuno può dirci cosa fare, ciascuno renderà conto di sé stesso a Dio ma Dio stesso può guidarci se glielo permettiamo. Seguendo l'esempio del Cristo quindi ricerchiamo la guida di Geova attingendo alla sua parola ed essendo costanti nella preghiera. 

Manteniamo un atteggiamento spirituale, non facendoci sopraffare dallo scoraggiamento se chi ci sta intorno non comprende le nostre scelte, cerchiamo di capire la differenza tra chi è in buona fede e chi lotta contro lo spirito santo. Gesù mostro sentimenti differenti nei due casi, ebbe compassione per le folle anche se pressanti e desiderose di guarigione fisica più che di ricerca spirituale ma difese il suo operato dalle accuse malvagie dei farisei. 

"Non farti vincere dal male, ma continua a vincere il male col bene" Rom. 12: 21


5 commenti:

  1. Queste considerazioni che sto facendo sono solo riflessioni e piccole ricerche che vengono da una lettura delle scritture fatta in chiave consapevole, vorrei che tutti prendessero in mano la bibbia e ricercassero di leggerla in chiave consapevole. Solo così potremmo arricchirci tutti con molte sfaccettature e differenti punti di vista.

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  2. Ma guarda Barnaba in effetti il Vangelo di Marco mi ha stupito . la volontà di omettere il discorso della montagna ha tolto gran parte del peso ecumenico delle parole di Gesù.
    Allo stesso tempo però Gesù viene presentato in un modo essenziale emozionale vivido. l’ho rivalutato.
    Lo scontro dialettico e la capacità di Gesù di rispondere alle accuse dei farisei erano come bombe di consapevolezza.
    Gesù dimostrava che le calunnie non potevano avere luogo perché le calunnie anche se logiche non possono sopravvivere davanti alla verità.
    I farisei dicevano che aveva satana perché faceva gli esorcismi. Lui rispondeva sfruttando la contraddizione della loro stessa logica. Usava il loro modo di pensare per dimostrare che era corrotto.
    Come può Satana espellere Satana? Con l’efficacia di una controdomanda è riuscito a svelare la verità delle sue azioni e la menzogna delle accuse.

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  3. Dimenticavo grazie per il post Barnaba

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    1. Grazie capitano, solo delle riflessioni che spero possano essere un invito a riprendere in mano le scritture senza pregiudizi e preinterpretazioni.
      Sono alle prese con il capitolo 4.. servirebbe una mano, anche due o tre.. :))

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  4. Effettivamente il capito 4 è sicuramente pieno di spunti di riflessioni, personalmente alla luce di quello che ho vissuto negli scorsi circa 12 mesi da crescente consapevolezza, osservo sotto una "luce" del tutto personale i versetti da 3-23.

    Provate a paragonare il seme alla crescente consapevolezza, e il diverso risultato che produce nelle diverse ipotetiche situazioni,
    per progreassività da sorpresa, scandalo, dubbi sulle religioni, dubbi sull'ispirazione della bibbia, dubbi sulla natura divina del Cristo, agnosticismo, ateismo.

    Cosa è a determinare i diversi risultati? Il terreno! Quindi il dna, la cultura, l'istruzione, le esperienze personali, i condizionamenti familiari, ecc. tutto quello in cui è immerso la nostra mente può contribuire ad un certo risultato, la nostra natura umana pone quindi dei limiti alle nostre scelte, tuttavia il versotto 22 ci dà speranza: "Non c’è infatti niente di nascosto che non sarà rivelato, e non c’è nulla di accuratamente occultato che non verrà allo scoperto", personalmente credo che una tale rivelazione porrebbe fine alle nostre incertezze, nel frattempo credo sia importante mantenere in vita la piantina, perchè se essa seccasse ...

    Volevo condividere con voi una riflessione, mi sono chiesto perchè tanti studiosi giungono alla conclusione che Gesù era solo un personaggio storico a cui venne successivamente attribuito dai sui seguaci la divinità?
    Sono giunto alla conclusione che Gesù è la prova n° 1 dell'esistenza di Dio, ecco il perchè di tanto agitarsi nel distruggere questa prova!

    Sicuramente ricordate il caso Yara Gambirasio, un caso che ha assunto una grande rilevanza mediatica, quale linea difensiva hanno scelto gli avvocati? Hanno contestato l'accuratezza della prova principale, il dna di Bossetti...

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Grazie per il commento.

Chatteria