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giovedì 19 aprile 2018

Seguiamo il Cristo

Gesù rinnova e stravolge il modo di adorare Dio ormai impastoiato da un sistema religioso carico di tradizioni e regole asfissianti. Lo fa adempiendo la legge che Dio aveva dato agli ebrei nello spirito ma andando contro a tutto quel corollario di regole che di fatto l'avevano soffocata. Nel primo capitolo del vangelo di Marco, (v21-28)  si narra di una sua giornata tipo. Al mattino, essendo sabato, si reca nella sinagoga locale dove viene chiamato a leggere un brano e a commentarlo. Nell'occasione colpisce un particolare: le persone che lo ascoltavano si stupivano per il suo modo d'insegnare "perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi".
Gesù predicava in modo naturale, aveva una notevole conoscenza delle scritture e non faceva riferimento a qualche testo rabbinIco o alla legge orale come gli scribi e farisei. Purtroppo in congregazione si sta ripetendo questo sistema d'insegnamento, ogni commento, ogni discorso deve aderire a qualche schema o rimandare a qualche ricerca sulle pubblicazioni della WTS per avere autorità.  In questo modo la vera ricerca personale è impedita perdendo molte riflessioni preziose che arricchirebbero l'ekklesia. Certo, nessuno dovrebbe ergersi a nuovo maestro ma è nella moltitudine che si potrebbe arrivare a comprendere molte cose. Sempre nella sinagoga sorge un problema,  un indemoniato si mette a gridare e subito Gesù lo mette a tacere guarendolo. Anche di questo la folla si stupisce e ne rende testimonianza, tanto che la fama di lui cresce. Ma adesso la scena si sposta, Gesù va a casa di Simonpietro e qui guarisce la suocera di quest'ultimo. Ho trovato in un commentario al capitolo 1 del vangelo di marco una interessante riflessione al riguardo:
##"Marco 1: 29,30 "Uscito dalla sinagoga andò a casa di Simone"
Gesù compie un altro segno. Gli parlano della suocera di Simone che è a letto con la febbre. Gesù, in una sola volta, infrange tre tabù: come uomo non potrebbe venire a contatto con una donna, eppure si “accosta a lei”, come Rabbi non potrebbe toccare chi è impuro, in questo caso la donna ha la febbre, e lui la “prende per mano”; come osservante della Legge sa che di sabato è assolutamente proibito curare e guarire, ma lui infrange le norme che non liberano. Perché Gesù compie questo miracolo? Perché il vero miracolo operato nella suocera di Simone non è solo la liberazione dalla febbre ma la conseguenza della guarigione: Marco dice “la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli”.
Succede sempre così quando s’incontra Gesù e ci si lascia guarire da lui: si viene liberati dal male più brutto, quello di volerci godere la vita da soli, egoisticamente.Gesù ci libera donandoci la possibilità di “servire” i fratelli. Il vero miracolo, il segno importante non è nulla di strabiliante: si tratta, in fondo, della capacità di amare.
Nella suocera di Simone è nascosta la nostra vicenda umana di discepoli: ripiegati su noi stessi obblighiamo gli altri a servirci o, in altre circostanze, ci serviamo del prossimo perché ci sentiamo inadeguati e senza forze. Il contatto con Gesù ci trasforma rendendoci simili a lui, che del servizio ha fatto il suo stile abituale di vita.Servire può sembrare una piccola cosa e invece è ciò che trasforma la nostra realtà. L’amore ricevuto da Gesù ha senso solo se diventa amore donato."##
Mi è piaciuto questo aspetto positivo della guarigione di Gesù che riporta la persona guarita non solo ad uno stato di salute fisica ma ad essere essa stessa propositiva e al servizio di altri. La stessa trasformazione può avvenire in ciascuno di noi man mano che accettiamo con gioia il messaggio di Cristo. Non importa in quali circostanze ci troviamo, abbiamo sempre quali cristiani un terreno da coltivare, un luogo dove splendere quali illuminatori del mondo. Questo possiamo farlo da consapevoli, solo se supereremo l'iniziale rabbia e delusione, se sapremo ricostruire una sana spiritualità e andare avanti.  La suocera di Pietro trovandosi degli ospiti in casa si mise al lavoro per ristorarli, i presenti nella sinagoga testimoniarono ciò che avevano visto e infatti alla sera dello stesso giorno molti altri malati e indemoniati lo cercarono, tanto che "l'intera città si era radunata davanti alla porta della casa" (v33)
È una giornata intensa e anche se soddisfacente immagino stancante. Eppure ritroviamo Gesù all'alba che si allontana furtivamente dalla casa per ritagliarsi un angolo di intimità col padre.  (v35) " La mattina presto, mentre è ancora buio, si alzò e uscì per andare in un posto isolato, e la si mise a pregare".
##se ne andò in un luogo solitario e là pregava.
Gesù dopo l’intensa giornata trascorsa tra la predicazione in sinagoga, e l’incontro con gli ammalati, necessita di fare un riassunto, cioè di riprendere in mano il suo progetto di vita, di pensare e pregare per compiere scelte sempre più autentiche. Per questo “al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, se ne andò…” Gesù non cerca l’applauso e l’entusiasmo della gente. E’ cosciente che il successo potrebbe allontanarlo dalla missione affidatagli dal Padre. In lui è forte il desiderio di “riordinare” le cose secondo il disegno di Dio. Anche a Simone è piaciuta quella giornata intensa e faticosa, ma “riuscita”, una giornata in cui è possibile concludere: “finalmente! Si vede qualcosa di concreto!” E per questo si mette sulle tracce del maestro e invita Gesù alla concretezza: “Tutti ti cercano!”, come a consigliare Gesù di non negarsi alla folla, ormai euforica, che ha ancora molte cose da chiedergli. Gesù, in quei momenti, ha necessità di “interpellare il Padre”.Gesù è anche Maestro di discernimento, anche lui vuole capire cosa è meglio per tutti.L’incontro notturno con il Padre gli permette di non dare una risposta sull’onda dell’emozione ma realmente di “scegliere” sull’onda della volontà del Padre. La sua strada è la via della missione, non quella del successo e dell’affermazione personale. La comunione con il Padre gli fa scegliere di stare dalla parte degli uomini per servirli. Si tratta di una grande scuola di vita. Di una grande testimonianza per le nostre esistenze. In definitiva il criterio di come saper scegliere.##
Noi forse siamo troppo abituati a ricercare ciò che ci piace. Ad essere al centro di tutto ciò che facciamo, sempre più insoddisfatti perché non riusciamo a sfondare, che entriamo in crisi perché “non tutti ci cercano”…siamo discepoli di un Maestro che ha rivisto quello che faceva, ha pregato, ha preso delle decisioni conseguenti a ciò che aveva capito essere nella volontà del Padre, ha ripreso, infine,il cammino. Similmente, anche noi, come discepoli, dobbiamo vedere e imparare. La preghiera non è un accessorio in più nella nostra vita, non è un lusso che ci possiamo concedere ogni tanto: è il luogo dove fare verità, riordinare la vita, scegliere il meglio, rimettersi in cammino! In tutto questo via vai di persone ed emozioni Gesù non perde il suo obiettivo, che non è certo quello di dar gloria se stesso bensì di dar onore al padre e servire gli uomini. Infatti quando i discepoli lo trovano egli risponde: (v38,39) " Andiamo altrove, nei villaggi vicini, così che io prediche anche là, perché è per questo che sono venuto. E percorse tutta la Gallea, predicando nelle loro sinagoghe ed espelle no i demoni".
La domanda che possiamo farci quindi è in che modo possiamo metterci al servizio di Dio, come possiamo servire Cristo secondo le nostre circostanze? Per fare il punto abbiamo sempre la guida delle scritture e la preghiera. Non importa se apparteniamo ad una religione o seguiamo il Cristo in modo indipendente, l'importante è che non ci fermiamo.

## Fonte citazioni: http://www.adonaj.it/254/vangelo-di-marco-cap-1

22 commenti:

  1. Questo è solo uno spunto di riflessione, spero che altri possano condividere altre interessanti ricerche affinché insieme possiamo edificarci.

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    1. Salve, è da qualche giorno che leggo questo blog. Una domanda: è riservato solo a voi Tdg o posso anche io commentare?

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  2. Non commento con una ricerca che ho fatto, ma con alcune riflessioni personali.

    Un proverbio recita: Come un passero, per volare deve staccarsi dal ramo su cui è posato.

    A volte le nostre paure ci impediscano di staccarci dalle sicurezze su cui siamo posati, ma crescendo in consapevolezza questo diventa sempre più a portata di ali.

    Altri riescono a staccarsi volano un pò liberi ... e poi si posano su un'altro ramo più in la e rimangono li ... e parlando male del ramo su cui erano posati prima.

    Credo che il messaggio di Gesù inserito in questa metafora sia quello che, i passeri sono stati creati per volare liberi nel cielo, quanto spesso lo dimentichiamo e ci strasformiamo in volatili da cortile con le ali, ma che hanno perso la capacità di volare liberi nel cielo azzurro...

    Parlando di volatili ricordo una storiella che mi raccontarono quando ero ragazzo, era natale e una coppia stava festeggiando a tavola ad un tratto si posò un volatile sul balcone, ne nacque una discussione uno sosteneva si trattasse di un merlo l'altro di un tordo ... natale rovinato dalla lite. Passò un anno di nuovo la coppia festeggiava il natale, la moglie disse: ti ricordi caro l'anno scorso abbiamo litigato per quel tordo che si posò sul balcone? E lui: no! era un merlo ... e anche il secondo anno il natale si concluse con una lite.

    Morale non dovremmo permettere a discussioni seppur basate su argomenti spirituali che influiscono sicuramente sulla nostra vita, di farci perdere il vero valore della nostra relazione con il nostro Padre spirituale, ne di avere una condivisione di amore con il nostro prossimo.

    Inserirei questa riflessione sull'incontro notturno di Gesù con Nicodemo, credo che Nicodemo oggi potrebbe essere un consapevole che posta su un blog ...

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    1. È una bella riflessione, grazie Tommaso per averla condivisa.
      Diciamo che segue il Cristo che spesso usava illustrazioni per aiutare a capire un punto! ;)

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  3. Ho visto il mio commento postato e quindi credo che mi diate la possibilità di commentare, grazie. Per prima cosa vorrei precisare che non appartengo a nessun ramo religioso e quindi i miei commenti sono puramente neutrali. Studio il cristianesimo solo dal suo lato storico. Quindi la mia domanda nasce spontanea: perchè vi affidate alla sola fede e non studiate il cristianesimo primitivo dal loro effettivo lato storico? è più piacevole in versione fiabbesca colorita dai vari credi religiosi?

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    1. Ciao @Studioso, benvenuto.
      Potresti spiegarci meglio cosa intendi per studiare il cristianesimo dall'effettivo lato storico?

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    2. Case Studioso la base religiosa da cui attingono le espressioni di fede proviene dal credere in Dio e credere che abbia uno scopo.
      Questo fatto non ha niente di fiabesco. L’approccio storico è utile e molto interessante ma finalizzato a se stesso risulta arido.

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  4. @ Barnaba grazie per il benvenuto. Cerco di risponderti in modo da non turbare la tua\vostra sensibilità e l'unico modo è prendere come spunto il tuo post. Ad un certo punto dici: "Purtroppo in congregazione si sta ripetendo questo sistema d'insegnamento, ogni commento, ogni discorso deve aderire a qualche schema o rimandare a qualche ricerca sulle pubblicazioni della WTS per avere autorità".
    Domanda: Per quale motivo tu organizzazione mi devi imporre di fare ricerche solo sulle pubblicazioni della WTS e non su libri autorevoli come possono essere quelli degli studiosi storici?
    Hai citato sempre nel tuo post il Vangelo di Marco.
    Domanda per l'organizzazione: Vuoi che faccio ricerche solo nelle tue pubblicazioni perchè se leggo un libro degli storici capisco che Marco NON ha scritto nessun vangelo?
    Capisci adesso la differenza fra il lato fede e lo studio storico serio?

    @ Osservatore: tu dici che l'approccio storico risulta arido ma io che lo studio lo trovo molto più interessante e ti faccio un esempio: come fedele sei stato cresciuto a credere che nei vangeli si parli di un unico Gesù figlio di Dio...se io ti dicessi che in realtà si parla anche di un secondo Gesù tu sapresti ritrovarmelo nei vengeli?? Se per te è arido conoscere questo fatto storico non ci perdere tempo a cercarlo. Per me invece è stato bellissimo studiarlo!

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    1. Il Vangelo secondo Marco (in greco: Κατὰ Μᾶρκον) è il secondo dei quattro vangeli canonici del Nuovo Testamento. La maggioranza degli studiosi moderni, però, concorda sul fatto che sia stato il primo ad essere scritto, per poi essere usato come fonte per gli altri due vangeli sinottici (il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Luca), in accordo con la teoria della priorità marciana. Si tratta di un testo la cui versione pervenuta è in lingua greca e di autore anonimo,[2] che l'antica tradizione cristiana attribuisce a Marco evangelista, anche noto come Giovanni Marco, cugino di Barnaba[3]. Tale attribuzione trova riscontro anche in altri indizi che sembrano confermare che l'autore fosse un discepolo di Pietro apostolo.[4]

      Il Vangelo secondo Marco è anonimo. La tradizione cristiana è concorde nell'attribuzione marciana. Il primo riferimento si ha in Papia che, già all'inizio del II secolo, rifacendosi all'autorità di Giovanni il presbitero, attribuì il testo a Marco, cugino di Barnaba apostolo,[3] che avrebbe trascritto i racconti degli apostoli. L'opera di Papia è andata perduta, ma il brano è riportato da Eusebio di Cesarea:

      « Anche questo il presbitero era solito dire. Marco, che fu interprete di Pietro, scrisse con cura, ma non in ordine, ciò che ricordava dei detti e delle azioni del Signore. Poiché egli non aveva ascoltato il Signore né era stato uno dei suoi seguaci, ma successivamente, come ho detto, uno di Pietro. Pietro adattava i propri insegnamenti all'occasione, senza preparare un arrangiamento sistematico dei detti del Signore, cosicché Marco fu giustificato a scrivere alcune delle cose come le ricordava. Poiché egli aveva un solo scopo, non tralasciare nulla di quanto aveva ascoltato e di non scrivere nulla di errato. »

      (Papia, citato in Eusebio di Cesarea Storia ecclesiastica, 3.39.15)

      Ireneo di Lione concordava con questa tradizione,[11] come pure facevavano Origene di Alessandria,[12] Tertulliano,[13] e altri. Anche Clemente di Alessandria, scrivendo alla fine del II secolo, riportò l'antica tradizione secondo la quale Marco fu invitato da coloro che avevano ascoltato i discorsi di Pietro a Roma a scrivere ciò che l'apostolo aveva detto.[12] Seguendo questa tradizione, gli studiosi hanno generalmente sostenuto che il vangelo fu composto a Roma;[14] tra le proposte alternative recenti vi sono la Siria, Alessandria d'Egitto o, più in generale, all'interno dell'Impero romano. Tuttavia, alcuni studiosi non accettano la citazione di Papia come una testimonianza affidabile per la storia di questo vangelo, sottolineando come non vi sia una distinta tradizione petrina in Marco.[15]

      Da Wikipedia

      Tralascio la prima domanda che andrebbe fatta all'organizzazione. Per quanto riguarda l'autore del vangelo potrai trovare storici pro e contro l'origine marciana e dal momento che sono passati 2000 anni resta difficile trovare prove inconfutabili che pongano fine alla questione. Quindi l'affermazione "Marco non ha scritto nessun vangelo" é discutibile quanto lo stesso contrario. Tuttavia se fosse Marco l'autore o un altro cristiano ha meno importanza rispetto al messaggio che ne possiamo trarre. Il messaggio è che qualcosa di straordinario è accaduto, il Messia, il figlio di Dio è arrivato e questi primi cristiani a costo della vita lo hanno testimoniato e scritto a beneficio di tutti noi.

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  5. @ Barnaba già il fatto stesso che tu ti sia preso il tempo per andare ad informarti sull'imput che ti ho dato sul vangelo di Marco ti ha portato ad una conoscenza storica che non hai avuto in tutti gli anni di militanza in un'organizzazione religiosa! Punto 2: bisogna anche capire quello che leggiamo e Wiki te lo ha detto chiaramente: "Il Vangelo secondo Marco è anonimo." Quindi NON confondiamo L'attribuzione che gli ha dovuto dare la chiesa cattolica per una loro legge interna che non sto a spiegarti.
    é anche corretto che il vangelo di Marco è il primo e che è stato il riferimento per gli altri 2.
    Le prove inconfutabili ci sono e gli storici te le danno,( qualcuna te le ha riassunte anche Wiki: autore anonimo e datazione ben oltre l'esistenza di Gesù ) sei solo tu che non sai dove leggerle. Gli studi seri poi non si fanno sul Web o su Wiki, ma si acquistano i libri dei diretti studiosi e si leggono.
    Poi per carità sei sempre libero di continuare a dire che Marco è l'autore del vangelo e che era al fianco di Gesù come si vede nei film a natale, ma "attribuzione" vuol dire altra cosa!
    Comunque mi fa piacere che ti sei preso del tempo per andare a "verificare l'imput" che ti ho scritto , perchè lo hai fatto per te e non certo per me che leggendo libri sono cose che sapevo da anni.
    Dato che ci sei puoi approfondire gli altri 3 vangeli ( che sono anonimi anche quelli ed ancora più tardivi di quello di Marco).

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    1. Come ho scritto sopra, non ci sono prove inconfutabili e gli storici sono divisi. Se poi leggi i libri solo di chi vuol dimostrare la sua teoria, chiaro che troverai affermazioni in tal senso. Ho postato wiki proprio perché in breve ha citato le due teorie.
      Ma il punto non è chi ha scritto, francamente che l'autore sia Marco o Svetonio o Pincopallino non toglie niente alla sostanza.
      I vangeli sono racconti fatti da Testimoni dell'epoca che per rendere testimonianza del Messia sono stati disposti a dare la vita, a quale scopo se Gesù fosse solo un uomo?
      Essi sono stati testimoni, chi direttamente di Gesù in vita, chi degli apostoli, anche loro capaci di compiere miracoli straordinari.
      Quello che mi chiedo è quale scopo ti proponi cercando prove che demoliscano la fede?

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    2. Studioso si scrive input e non imput parti un po' male come esegeta...

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    3. Studioso, mi piacerebbe mettermi in contatto con te.
      Autorizzo il Capitan kirk a darti la mia mail nel caso tu acconsenti.
      Grazie

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  6. @ Barnaba Hai scritto: "Come ho scritto sopra, non ci sono prove inconfutabili e gli storici sono divisi. Se poi leggi i libri solo di chi vuol dimostrare la sua teoria, chiaro che troverai affermazioni in tal senso.

    Potresti gentilmente farmi un copia incolla della frase dove si evince che gli studiosi sono divisi? Ho riletto più volte Wiki ma non ci ho trovato niente di quello che asserisci,!
    Altra cortesia: dato che asserisci che io leggo solo i libri della campana che voglio sentire, potresti consigliarmi un libro di uno studioso accademico che hai letto e che conferma la storia delle due teorie? Questo serve per mia istruzione.
    Grazie.
    P.S: Gesù e i suoi discepoli non erano gli unici a compiere miracoli straordinari!

    @ Pincopallo: hai ragione.

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    1. @Studioso mi pare essermi già espresso a riguardo e di averti dato qualche suggerimento poi ovviamente sei libero di tenerti le tue opinioni. Il blog permette di considerare aspetti esegetici anche prendendo spunto da studi secolari sempre che abbiano attinenza con argomenti congrui e razionali. Gia sono difficili gli argomenti trovo quantomeno inutile che si discuta sul prescindere degli studiosi e sulle intenzioni. Grazie per la comprensione.


      @Pincopallo ci sono altri che moderano grazie anche a te.


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    2. Gatto di Schroedinger21 aprile 2018 17:59

      https://it.wikipedia.org/wiki/Fonte_Q
      a fondo pagina hai tutta la bibliografia. Se non bastasse ancora la pagina in inglese è anche più nutrita

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  7. Osservatore comprendo benissimo e tolgo il disturbo, il blog è vostro. Non ho niente in contrario a mettermi in contatto con l'utente Sandra.

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    1. scrivi a questa mail collettoredibussard@gmail. Il capitano provvederà a metterti in contatto con Sandra

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    2. @Studioso, vedo che Gatto mi ha preceduto e che ci stai salutando.
      Spero solo che un giorno qualcosa possa toccare le corde giuste nel tuo cuore e risvegliare la fede, senza la quale la lettura della bibbia resta vuota, uno stradivari suonato senza il suo archetto che non produce quella meravigliosa armonia di suoni di cui è capace, ma solo rumore.
      Un abbraccio.

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  8. Be in effetti la questione consapevole del post non è stata affrontata. Mi pare che la domanda alluda a quella parte della fratellanza che decida di mantenere la sua posizione all’interno della congregazione e quindi si chieda come possa conciliare e quindi riconoscersi anche nelle differenze.
    Per quello che ti posso dire l’idea è un po’ anche quella di comprendere che cosa siamo nella consapevolezza. Se è vero che è sbagliato riconoscere la consapevolezza solo nelle differenze è anche altrettanto vero che è sbagliata l’ipotesi del compromesso.
    Ma queste differenze questo spartiacque nasconde il desiderio di cercare un nuovo contenitore che ci dia limiti che sia autoreferenziale un po’ come accadde per gli israeliti che cercavano un re.
    Il re serviva loro per identificarsi riconoscersi per trasferire su di lui l’identificazione di una nazione in un uomo.
    La consapevolezza non è tutta uguale di certo ognuno deve fare un check up ogni tanto per capire dove si sta trovando e non abbandonare se stesso al compromesso. Specialmente per chi è nominato non è difficile che si trovi davanti al bivio della lealtà. Qualcuno soppravvive alzando e abbassando l’asticella qualcuno ad esempio visti certi contesti complicati rinuncia agli incarichi per finire nell’oblio.

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    1. Capitano è difficile imparare a camminare sulle proprie gambe dopo che per anni abbiamo viaggiato senza usarle. Il rischio di cercare un altro recinto anziché liberarsi mentalmente è grande. Vedo molti consapevoli che non riescono a gestire rabbia e avversione nei confronti della wt dimenticando anche ciò che di buono avevano appreso da questa esperienza.
      C'è chi finisce per creare un nuovo recinto dimostrando di non aver lasciato l'impostazione esclusivista appresa dall'esperienza wt.
      Vorrei che invece imparassero l'inclusione e l'accettazione delle diversità, sia di idee che di posizioni.
      Ma forse è solo un isola che non c'è. ..

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  9. Mi trovi in piena sintonia.
    Divergente

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Grazie per il commento.

Chatteria