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sabato 7 aprile 2018

Capuccetto rosso e la Bibbia



Mi scuso in anticipo se prenderò l’argomento alla larga e se per far capire alcuni punti che ritengo importanti mischierò il sacro con il profano. Per parlare di Bibbia partirò da una favola, ma non perché creda che la Bibbia lo sia anzi proprio per il rispetto che le Scritture meritano. Tutti conosciamo la famosa favola nella versione dei fratelli Grimm (1857) dal titolo Cappuccetto Rosso, e la storia di una bimba alla quale la nonna regalò un cappuccetto di velluto rosso che voleva sempre portare. La mamma prepara un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino perché la bimba li porti alla nonna debole e malata. Consegna il tutto a Cappuccetto Rosso con la raccomandazione di andare dritta a casa della nonna senza mai deviare dalla strada per andare nel bosco.

Mentre Cappuccetto Rosso va, incontra il Lupo il quale vede l’occasione di fare un buon pasto ma saputo che era diretta dalla nonna malata, si fa dire dove abita ed invita la bimba a deviare dalla sua strada per raccogliere fiori per la nonna nel bosco.
Intanto il Lupo corre alla casa della nonna e dopo essersi fatto aprire con l’inganno si mangia la nonna in un sol boccone e travestitosi con gli abiti della nonna si mette a letto in attesa dell’arrivo di Cappuccetto Rosso. Quando più tardi la bambina giunse dalla nonna, entrò in casa, si avvicino al letto e vide la nonna  coricata con la cuffia abbassata sulla faccia, ma con un aspetto strano. Esclamò allora, "Oh, nonna, che orecchie grandi!" - "Per sentirti meglio." - "Oh, nonna, che occhi grossi!" - "Per vederti meglio." - "Oh, nonna, che mani grandi!" - "Per afferrarti meglio." - "Ma, nonna, che bocca spaventosa!" - "Per divorarti meglio!" E come ebbe detto queste parole, il lupo balzò dal letto e ingoiò la povera Cappuccetto Rosso.

Con la pancia piena, il lupo si rimise a letto e s'addormentò russando sonoramente.
Proprio allora passò lì davanti il cacciatore e pensò di dare un'occhiata alla nonna per vedere se avesse bisogno di qualcosa. Entrato nella stanza e avvicinandosi al letto vide il lupo che egli cercava da tempo. Stava per puntare lo schioppo quando gli venne in mente che forse il lupo aveva ingoiato la nonna e che poteva ancora salvarla. Così non sparò, ma prese un paio di forbici e aprì la pancia del lupo addormentato. Così vennero fuori Cappuccetto Rosso e anche la nonna ancora viva. E Cappuccetto Rosso andò prendere dei gran pietroni con cui riempirono il ventre del lupo e lo ricucirono; quando il Lupo si svegliò fece per correr via, ma le pietre erano così pesanti che subito cadde a terra e morì.

Immaginiamo ora di trattare questo racconto con lo stesso approccio col quale spesso (specie noi TdG) ci avviciniamo alle scritture:

-Apprendiamo in modo inequivocabile, perché la favola non mente, che i lupi parlano o almeno “a quanto pare” (prima del diluvio i lupi)  parlavano.
-Ricaviamo anche l’invito implicito a masticare bene il cibo, difatti il lupo mangia sia la nonna che Cappuccetto Rosso in un sol boccone, ma il lupo era malvagio e in nessuna parte della favola troviamo scritto che le persone per bene mangiassero il cibo in un sol boccone.
-Comprendiamo anche come i lupi andassero uccisi e anche torturati prima, se necessario. Cosa che oggi non facciamo più perché c’è la legge, e vero, ma possiamo lo stesso ricavare il chiaro pensiero su come andassero considerati i lupi.

Mi fermo qui, sperando di aver strappato qualche sorriso ma anche spunti di riflessione.

Nel tentativo di un’analisi troppo letterale e nella ricerca di regole di vita a tutti i costi, pure dove non ci sono o non ci appartengono più, si raggiungono i ridicoli risultati cui ho fatto cenno. Se pensate sia un’esagerazione sappiate che su Cappuccetto Rosso (fonte Wikipedia) si sono ricavate allusioni alla prostituzione, alla maturità sessuale e all’antropofagia. Ma così ci siamo persi l’unica lezione che veramente conta: non fidarsi sempre degli sconosciuti e il pericolo di non ascoltare i consigli dei genitori.

Qualcosa di simile accade quando sbagliamo approccio alla lettura della Bibbia.

Nella TG del w02 15/6 p. 12 par 16 leggiamo:
Durante lo studio evitate di accostarvi alla Bibbia come fanno molti cosiddetti studiosi che si soffermano troppo sull’analisi dei testi come se la Bibbia fosse di origine umana. Alcuni di essi cercano di stabilire per ciascun libro un particolare pubblico di lettori o di immaginare un obiettivo e un presunto punto di vista che lo scrittore di ciascun libro avrebbe avuto in mente. L’effetto di questi ragionamenti umani può essere quello di far considerare i libri della Bibbia come semplice storia o come il riflesso dell’evolversi di una religione. Altri studiosi si dedicano allo studio delle parole, come la filologia della letteratura biblica. Sono più impegnati a studiare l’origine delle parole e a citarne il significato ebraico e greco che a capire l’importanza del messaggio.…”

Gli aspetti appena citati hanno molto di ragionevole, ma ovviamente servono dei distinguo. Primo, la Bibbia, sebbene si consideri ispirata da Dio, è comunque un testo scritto da uomini per altri uomini, anche se disseminati qua e là nei testi troviamo principi che trascendono le epoche e gli uomini che le hanno vissute. Secondo, se non capisco a chi è stato rivolto un passo biblico, il contorno storico e il significato di certe parole rischio di travasare senza elaborarle certe espressioni idiomatiche o enunciazioni che avevano un senso all'epoca in cui furono pronunciate, ma ne hanno uno diverso o addirittura uno inaccettabile ai miei tempi.... 



Per tornare a Cappuccetto Rosso, dire che i lupi sono cattivi e possano essere ammazzati poteva essere accettabile per la mentalità dell'epoca in cui nacque la favola e tenuto conto che forse allora i lupi non erano a rischio d'estinzione, trasportare certe idee ad oggi senza filtro, sarebbe da irresponsabili. Serve sempre avere chiaro il contesto e l'ambiente. Che le cose stiano così lo chiarisce l'anno dopo la TG del w03 1/1 pp. 27-28 al sottotitolo Maneggiate rettamente la Parola di Dio: Secondo un dizionario, per contesto si intende “il complesso delle idee e dei fatti contenuti in un testo o in un discorso, che consente di determinare il senso di un brano, una frase, una parola e [simili], che in tale testo o discorso compaiono”. (Zingarelli, 2002) Lo stesso dizionario definisce il termine contesto anche “il complesso delle circostanze in cui nasce e si sviluppa un determinato fatto”. In quest’ultimo senso un sinonimo di “contesto” sarebbe “ambiente”. È particolarmente importante considerare il contesto di una scrittura a motivo di ciò che l’apostolo Paolo scrisse a Timoteo: “Fa tutto il possibile per presentarti approvato a Dio, operaio che non abbia nulla di cui vergognarsi, maneggiando rettamente la parola della verità”. (2 Timoteo 2:15) Per maneggiare rettamente la Parola di Dio dobbiamo capirla bene e quindi spiegarla onestamente e accuratamente ad altri. Se abbiamo rispetto per Geova, l’Autore della Bibbia, ci sforzeremo di farlo, e considerare il contesto ci sarà di grande aiuto. Quando non si fa' così, invece di dare peso e onore al testo biblico lo si ridicolizza. 
Per fare qualche esempio:In Genesi cap.1 troviamo il racconto della creazione. Come sapete la creazione viene raccontata divisa per giorni creativi, tant'è che ad ogni atto creativo c'è l'espressione: “E si faceva sera e si faceva mattina”, un primo giorno, un secondo e così via.  Per chi ritene che la Bibbia sia ispirata in ogni virgola e che pertanto il suo testo sia intoccabile, questa espressione significa che ogni atto creativo sia avvenuto in un tempo di 24 ore, letteralmente. Poichè ogni aspetto della Bibbia è ispirato e va' accettato, così il suo testo se dice giorno, è giorno. Leggere così, offende l'intelligenza, la logica e in definitiva Dio stesso. Il sole e la luna vengono creati solo nel quarto giorno e solo allora ha inizio la possibilità di contare il tempo dal punto di vista terrestre e di dividere il giorno dalla notte, non prima. I “giorni” di Genesi cap.1 sono perciò un'espressione che si riferisce a periodi di tempo che non possono essere quantificati umanamente.

Altro esempio dal racconto della creazione in Genesi capitolo 1:

La sequenza degli atti creativi, se è scritta così significa che voleva raccontarci esattamente e letteralmente come sono avvenute le cose?   Ricordiamo che il racconto è relativo a tutto ciò che riguarda direttamente la nostra terra, non altro. Al versetto 3, il primo giorno, Dio crea la luce e fa' una divisione tra il giorno e la notte. Ma non ci sono i luminari, come si spiega la differenziazione giorno-notte rispetto al nostro pianeta visto che per avere questa differenza serve il sole? Il terzo giorno (lungo e non quantificabile periodo) Dio crea la vegetazione sulla terra, ma non c'era il sole che viene creato nel quarto giorno, come poteva la vegetazione sopravvivere così a lungo, portare frutto e svolgere la necessaria fotosintesi clorofilliana?

Fermiamoci qui. Possiamo dire che gli uomini che scrissero quel testo non avevano e forse non volevano nemmeno dare, una idea ispirata e scientifica di quello che accadde. Per cui leggere in maniera rigida il testo lo porterebbe solo ed essere rifutato. Se invece accettiamo che essi abbiano voluto, con gli strumenti che avevano a disposizione, solo trasmetterci il fatto che quanto esiste sia il frutto di un'azione intelligente e voluta da un Creatore e darci un'idea della complessità di quello che ci circonda, allora tutto assume un'altro significato ed è perfettamente condivisibile. Avvicinarsi alle Scritture tenendo conto di questi fattori ci evita di farne una lettura integralista, ci evita l'imbarazzo di dover giustificare racconti non coerenti perché ci interesserà relativamente la loro perfetta aderenza storica, ma ci limiteremo a trarne, dove possibile, le lezioni che ci servono nel caso ve ne fossero. Lezioni che non è detto siano sempre valide. E qui si griderà alla scandalo perché non è forse vero che in Malachia 3:6 Geova asserisce di non essere cambiato, quindi quello che dice rimane sempre e comunque valido? Se leggiamo così le Scritture finiamo per trovarci fuori strada e fuori dal tempo. Geova cambia idea, eccome! E' più flessibile ed intelligente degli uomini che oggi, come gli antichi sacerdoti, tentano di spiegare Dio stesso.

Un solo esempio, Gesù e la questione del divorzio.
Gesù, come leggiamo in Matteo 19 affronta la questione citando il racconto di Genesi e racchiudendo il tutto nella frase: “Perciò, quello che Dio ha aggiogato insieme l’uomo non lo separi”. L'indissolubilità del matrimonio così ribadita, sorprende i suoi ascoltatori che gli rispondono: “Perché dunque Mosè prescrisse di darle un certificato di ripudio e di divorziare da lei?”. La domanda era pertinente perché, a meno di non accettare il fatto che Mosè abbia dato una sua personale legge agli israeliti, quella era una Legge data da Dio in persona. La risposta di Gesù: “Per la durezza dei vostri cuori Mosè vi concesse di divorziare dalle vostre mogli, ma non è stato così dal principio.”. Con la risposta “Mose vi concesse” si intendeva ovviamente Dio, “vi concesse”. Ma come, Dio si adegua ai tempi, addirittura scende a patti con persone dure di cuore su una questione di principio che lui non vedeva così? Ciò che ha detto ieri, va letto con attenzione, perché potrebbe non essere più valido oggi?

Solo i principi di base (come le lezioni in una favola) possiamo attenderci restino immutati.
In Giovanni 5:39 leggiamo che Gesù disse ad alcuni: “Voi scrutate le Scritture, perché pensate di avere per mezzo d’esse vita eterna; e queste sono quelle che rendono testimonianza di me”. Gesù non stava dissuadendo chi voleva leggere e studiare le Scritture. Stava evidenziano un approccio sbagliato alla lettura e allo studio, alcuni dei suoi contemporanei avevano prestabilito un fine e trattavano le scritture come un “attrezzo” per raggiungerlo. Avrebbero dovuto, con apertura mentale ed umiltà, lasciare che fossero le scritture a determinare il fine da raggiungere. Erano talmente ottusi che sfuggiva loro un elemento fondamentale, le scritture parlavano di lui, ma erano troppo occupati a leggerci altro.  Aspetto finale: la TG del w03 1/1 pp. 27-28 richiamava alla nostra responsabilità di maneggiare rettamente la Parola di Dio capendola bene e spiegandola onestamente e accuratamente. Questo esclude che si possa prendere un versetto qua e un versetto là, quando dal contesto è evidente che le persone, le circostanze e gli obiettivi di certe espressioni non sono strettamente collegate tra loro. Ne che ci si possa attaccare a certe traduzioni al solo scopo di avvalorare quello che abbiamo deciso di credere. Per essere onesti ed accurati non possiamo fare come Cappuccetto Rosso, allontanarci dalla strada maestra per cogliere solo i fiori che ci piacciono.

Sarebbe il caso che trattassimo la Bibbia non come strumento ma come uno spartito, per leggere le sue melodie, non le nostre.

Post di Gamma

6 commenti:

  1. Ottimo post da rileggere, grazie Gamma per questo interessante scritto che apre la strada ad una lettura ben più equilibrata e meno integralista delle scritture.

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  2. Oppure come disse qualcuno: "La Bibbia è come una mappa del tesoro che ci porta a Dio. Spesso i credenti scambiano la mappa per il tesoro finendo poi per perdere totalmente il vero tesoro"

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  3. Bisogna pure avere rispetto per la Bibbia e l'umiltà di tacere qualche volta. Quante predizioni fatte, vendute come "verità" e rivelazioni divine si sono poi dimostrate speculazioni di pochi "eletti".

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  4. Caro Gamma altro che scusarsi , hai fatto proprio un bel post. Il paragone con una fiaba non è irrispettoso perché hai saputo cogliere un aspetto importante : quando mi metto a leggere un testo testo che cosa esso mi vuol comunicare ? E come vuole comunicarlo ? Sull' analisi delle fiabe ci sono testi di gente che ha impegnato una vita per questo. Perché? Perché le fiabe non ld leggono i bambini , o solo i bambini , ma gli adulti per i bambini e a volte anche solo per sé stessi. E perché il papà legge la fiaba alla sua creatura ? Perché la fiaba è un modo piacevole e creativo per insegnare e imprimere più profondamente questo insegnamento nella mente dei bambini.Crea un legame anche. Prima di dormire tuo padre può dirti : " Tonino non ti fidare dei disgraziati che incontrerai nella vita ! Buonanotte ! " . Tonino fa sì con la testolina e dà la buonanotte a papà . Però è un po' deluso perché in primis papà non ha trovato 10 minuti da dedicargli e poi dirà tra sé : " Ma che vuol dire sta cosa di papà ? " .
    Invece Cappuccetto rosso , La bella addormentata o Rapunzel introducono piano piano e con fantasia che tocca i sentimenti i concetti di lealtà , fiducia , giustizia , eccetera , nella mente dei nostri piccoli .
    Ma che cosa è la parabola del buon samaritano se non una piccola meravigliosa " fiaba" per adulti ? E Dio non poteva dire : " Guaglioni , qua il primo si è ribellato , mo' mi tocca pure sacrificare mio figlio e alla fine distruggere quel fetente di Satana , i demoni e chi non riga dritto come dicono le seguenti regole ..." La Bibbia si poteva ridurre a un libretto di istruzioni per l'uso di un computer, freddo come un ghiacciolo ... E invece Geova ha fatto scrivere un libro caldo come il sangue che ci scorre nelle vene , una "fiaba" vera che salva la vita di chi la legge , sperabilmente, per sempre ...

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    1. " E invece Geova ha fatto scrivere un libro caldo come il sangue che ci scorre nelle vene , una "fiaba" vera che salva la vita di chi la legge , sperabilmente, per sempre ..."

      Questa frase mi è davvero piaciuta! Davvero l'approccio che abbiamo con le scritture può cambiarci la vita. È un libro per certi versi "magico" perché capace di vibrare in cuori semplici e chiudersi ermeticamente di fronte a chi vuole possederne la chiave con presunzione.

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  5. Grazie per l'apprezzamento Barnaba. Altre osservazioni sul post di Gamma: viene citata la WT del 2002 in cui si invita a non imitare troppo l'atteggiamento di certi studiosi , filologi ecc ecc . Beh, ragazzi miei qui qualche piccola osservazione si può fare : Stauros , che vuol dire ? Croce! No , vuol dire palo! No, vuol dire croce perchè blablabla... No! Vuol dire palo , perchè blablabla...
    Cari signori della WTS, del Vaticano, di Westminster o quello che volete , ma alla fine della fiera cosa dice 1 Giovanni 5:21 ? " Figlioletti , guardatevi dagli idoli ." . Quattro parole che sono Cassazione.
    Eh sì, perché abbiamo poco da criticare chi si porta la croce al collo , o la madonnina o san Giuda e però adesso JW.ORG lo facciamo scrivere pure nelle tazze del cafelatte o sull'orsetto di peluche... La croce nella corona l'abbiamo eliminata, giustissimo. Adesso però abbiamo ste due lettere che mi vengono perfino fuori dagli occhi. E sapete perché ? Perché per anni abbiamo predicato senza stemmini, adesivi, spillette e paccottiglia varia ! E i fratelli li riconoscevi dallo sguardo , dalle espressioni, perché in autobus fischiettava un cantico o leggeva la Bibbia o una rivista! Adesso siamo col marchio di fabbrica. Come i Mormoni, ragazzi rispettabili quando si comportano bene, che hanno una targhetta al bavero che gli manca solo il codice fiscale e il numero di conto corrente. Ma io dico : abbiamo proprio bisogno di questo ?
    O vogliamo anche noi sentirci come gli altri ? Non bastava Giovanni 13:34-35 ???
    E in merito al macello che sta venendo fuori con sta maledetta storia della pedofilia, che mi ha fatto perdere ore di sonno, accanto alla " Regola dei due testimoni" ( già dire regola mi fa torcere l'intestino) non ci sono anche i principi di Romani 13 : 1-10 ??? IO sono un " Signor nessuno" ma non sono un " Signorsì" e mi dispiace dirlo ma la " Dirigenza" della WTS è caduta nella stessa trappola in cui sono caduti molti altri : fiumi di parole , abilità oratoria e messinscena abbagliante ( leggi : video e canzonette) ma aridità di sentimenti e un legalismo che non ha nulla da invidiare a quello di scribi e farisei .( Marco 3:1-6.) Non dico questo con allegria ma con tutto il dolore che mi porto dentro, come, credo, molti di voi. Con affetto auguro un buongiorno a tutti .

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Grazie per il commento.

Chatteria