"La facoltà relativa alla formazione di contenuti mentali ... ciascuno dei contenuti della coscienza, episodio della vita interiore dell'individuo..."
Post di Beth sarim
Matteo 5:3 “Felici quelli che sono consapevoli del loro bisogno spirituale, perché a loro appartiene il Regno dei cieli.
"La facoltà relativa alla formazione di contenuti mentali ... ciascuno dei contenuti della coscienza, episodio della vita interiore dell'individuo..."
Post di Beth sarim
Dopo attente riflessioni, prudenti valutazioni, accompagnate a litanie e preghiere invocanti lo “spirito santo” che irrompesse nelle menti dei 9 “saggi” di Warwick, il CD delibera, delegando il “gonfio” (eccessivo accumulo di liquidi? speriamo non da alcool) Lett che, il bello della barba è relativo, così come ciò che è relativo a Roma è pertinente in Giappone, e ciò che è relativo a Parigi non lo è a Pechino.È la politica dello “stato d’eccezione” per i barbuti dalla folta peluria innata nell’Organizzazione.
Mi sono chiesto più volte se la determinazione fornita oggi sulle barbe dal CD è parte della politica dello “stato d’eccezione” della WTS, o è materia ectoplasmatica dello Spirito Santo disceso sul “canale”? se così fosse, allora siamo un pò in ritardo con la “luce progressiva” e i barbuti Amish ci insegnano la dottrina biblica sul “pelo e contropelo”. Ancora rifletto sgomento sulla determinazione del CD, e incupisco nel ritenere se è parte integrante di una “luce progressiva” o rivelatore di una “luce regressiva” per gli atavici ostinati fedeli TdG barbuti, che da decenni e decenni hanno dovuto combattere guerre perse, e con esse, hanno perso anche la felicità del vivere con serenità le loro amate barbe!
Il CD ci ha rivelato negli anni, che l’unico modo possibile per “governare una persona, ribelle e barbuta”, era di farla sentire circondata solo da nemici. Il CD, antecedentemente a dicembre 2023, puniva i barbuti fratelli che non rispettavano i “concetti dottrinali” insegnati come biblici.
La barba: prima no!, ora si! fa parte integrate dello “stato d’eccezione”. Questo fanno i 9 componenti del CD, “gli uomini della
“Mi ricordo che quando il nostro attuale intendimento venne spiegato per la prima volta alcuni si misero subito a fare speculazioni. Dicevano: “e se una persona che ha quarant’anni o più fosse stata unta nel 1990 allora farebbe parte del secondo gruppo di questa generazione, teoricamente potrebbe vivere fino a più di ottant’anni, questo vorrebbe dire che questo sistema potrebbe andare avanti fino al 2040?” Ma si tratta solo di congetture. E ricordate, Gesù disse che non si sarebbe dovuto cercare di calcolare il tempo della fine. In Matteo 24:36, solo due versetti più avanti, disse:” in quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno sa”. Anche nel caso in cui quelle speculazioni avessero un fondamento, sarebbero davvero pochi a rientrare in quella categoria. E pensate anche a un altro aspetto significativo: non c’è niente nella profezia di Gesù lasci pensare che tutti quelli del secondo gruppo rimasti in vita nel tempo della fine saranno vecchi decrepiti prossimi a morire. Non si parla affatto dell’età. Quindi Gesù disse che questa generazione non passerà del tutto prima che lui venga a quale re assumendo il pieno potere. Perciò se la profezia arrivasse al culmine del suo adempimento quest’anno sì dimostrerebbe perfettamente accurata perché non sarebbero ancora morti tutti quelli del secondo gruppo di questa generazione”
Aprendo JW.ORG compare un video lavagna animata dal tema: Come puoi proteggerti dalle informazioni false? Gli ideatori meriterebbero l’Oscar per le facce di bronzo non protagoniste, dato che li riguarda molto da vicino. Così ho pensato di modificare leggermente l’articolo affinché non si sentano esclusi.
Esempio il caso Le Monnier, siamo riusciti addirittura anche a far dire a Charles Darwin che l’evoluzione fosse una assurdità...
Valuta la fonte e il contenuto. Cosa dice la Bibbia: “Verificate ogni cosa” (1 Tessalonicesi 5:21). Prima di credere a una notizia o di inoltrarla, anche se si tratta di un fatto di cui si parla molto, accertati che sia vera. Come puoi farlo? Accertati che la fonte sia affidabile. Le nostre pubblicazioni possono presentare una notizia in modo che promuova i nostri interessi commerciali o le nostre idee religiose. Consulta più fonti riguardo alla stessa notizia. A volte un nostro fratello potrebbe inavvertitamente inviare un’informazione falsa per e-mail o diffonderla su un social. Quindi non credere a una notizia senza prima aver verificato la fonte originaria.
Un falso famoso fatto girare sui social tra i fratelli, fu la foto dello IOR con le armi Beretta.
Accertati che il contenuto sia corretto e aggiornato. (E non degli anni ’80) Fai ricerche per vedere se ci sono fatti verificabili, date e valide prove a sostegno di quell’informazione. Stai particolarmente attento se informazioni complesse sembrano essere spiegate in maniera troppo semplice oppure se la notizia è esposta in modo da suscitare una certa reazione emotiva.
Es: il male che c’è nel mondo è tutta colpa della contesa universale.
Per decenni abbiamo dato come certa la fine del mondo per il 1975, perchè lo garantiva (sempre secondo noi) Gesù, dato che la generazione del 1914 non sarebbe passata.
Un elenco di cose da controllare. Non farti guidare dalle tue preferenze, ma dai fatti.
Anche se i fatti ti dovessero rovinare la speranza della vita eterna su una terra paradisiaca.
Abbiamo la tendenza ad avere fiducia in informazioni che confermano quello che vogliamo credere. E spesso le notizie e i contenuti che proponiamo su Internet o sui social si basano sui nostri interessi e sulle ricerche di parte. Ma ricordiamo che quello che vogliamo sentire non è sempre quello che abbiamo bisogno di sentire. Chiediti: “Considero vera questa informazione solo perché è una cosa a cui voglio credere?”
Elimino tutte le informazioni scientifiche che smontano le dottrine alle quali credo? Non diffondere informazioni false. Non fare come noi che nel 1970 abbiamo detto che molto presto (notare il –molto-) sarebbe venuta la fine. E continuiamo a farlo.
Cosa dice la Bibbia: “Non devi diffondere una notizia che non sia vera” (Esodo 23:1). Ricorda che le informazioni che invii ad altri possono condizionare i loro pensieri e le loro azioni. Se diffondi informazioni false, anche involontariamente, puoi causare dei danni.
Es: convincere a non fare figli o a non andare all’Università.Chiediti: “Prima di diffondere questa informazione, mi sono
Facciamo un esempio: Una elite di personaggi dei poteri forti in cielo avrebbe creato la contesa universale, e dato che come risaputo noncielodicono, solo noi l’abbiamo capito il segreto.
Perché queste teorie sono pericolose? Le teorie del complotto
possono minare la
fiducia delle persone nelle fonti di informazione affidabili.
(Saremmo noi CD...)
Alcune di queste teorie possono portare le persone a non seguire norme di sicurezza e precauzioni per la salute.
Es: rifiutando le trasfusioni di sangue.
Perché così tante persone credono a queste teorie? Le teorie del complotto diventano più popolari durante “periodi di ansia diffusa, incertezza o difficoltà”, dice l’Encyclopædia Britannica, per esempio “durante periodi di guerra e depressione economica o subito dopo calamità naturali come tsunami, terremoti e pandemie”. In tempi di crisi come questi, molti credono alle teorie del complotto perché confermano le loro convinzioni o danno una spiegazione del perché succedono certe tragedie.
Ad ogni catastrofe che succede nel mondo, siamo così portati a credere che la nostra liberazione si avvicina.
In che modo la Bibbia può aiutarti a proteggerti dalle teorie del complotto? La Bibbia offre consigli pratici che possono aiutarci a tenere sotto controllo l’ansia in tempi difficili. Rivela la vera causa dei problemi che ci sono oggi e anche come questi problemi verranno risolti. E’ semplice, la Bibbia ci dice di non spaventarci e di non credere ai falsi profeti.
post di Assuero
Facciamo riferimento obbligato al grande inizio del 2024 con il quale questa organizzazione ha consacrato e confermato il suo stato di grazia con il devoto popolo di seguaci che fanno seguito ad un secolo di tanti sentieri percorsi per poi infine arrivare alla continua meta spostata di fatti che sono presunti prima durante e dopo. Nella perenne idea dell'illuminato progresso se davvero la luce si fosse fatta più vivida ora saremo davanti ad una devastante supernova, mentre abbiamo il sospetto che si deve fare attenzione all'alito che respiriamo per non spegnere gli ultimi esitanti sprazzi di un esanime mozzicone di candela che affonda nel verde profondo.
Nel campo delle esperienze umane risiedono bellezza ma anche tante amenità. La nostra vita è un insieme di eventi alcuni tristi e purtroppo anche in tanti casi davvero cruenti e crudeli. Ci sono però, e non sono pochi, anche tanti momenti dove la riflessione fa luogo alla saggezza e le acque della pace serenità si riversano come un fiume eterno, così si narra di un tempo in cui un uomo colto fu chiamato a spiegare le distinzioni tra le vie della religione e le profondità della spiritualità.
Le sue parole risuonarono come un salmo antico, intrecciando il filo d'oro della comprensione divina tra ciò che è stato costruito da mani umane e ciò che è intessuto nell'eternità dell'anima. Come antiche profezie rivelate, le parole di questo saggio, sono un antitipico moderno Isaia, che solleva il velo che separa il terreno dall'eterno, il dogma della verità interiore dalle altezze delle beatitudini spirituali. In questi commenti, navigheremo tra parole sacre e profane e cercheremo di capire attraverso il gioco dei contrasti e delle visioni prospettiche il confine tra il religioso e il spirituale, aprendo le porte della comprensione a chi cerca una luce interiore.
Per fare questo è necessario fare lo sforzo di ignorare l'aridità della spiritualità deviata del passato e guardare oltre l'orizzonte degli eventi che sin'ora hanno coinvolto la nostra vita. Le esperienze negative non devono far perdere i riferimenti e le prove evidenti che tra poco daremo per comprendere che esistono differenze sostanziali fra la religione professata e la spiritualità.
A quell'uomo è stato chiesto che cosa era la religione e la spiritualità. La risposta è stata profonda:
▪ La religione non è una sola, ce ne sono tante.
▪ La spiritualità è una.
▪ La religione è per chi dorme.
▪ La spiritualità è per i svegli.
▪ La religione è per chi ha bisogno di qualcuno che gli dica cosa fare e vuole essere guidato.
▪ La spiritualità è per chi presta attenzione alla propria voce interiore, che non vuol dire fare quello che ci pare.
▪ La religione ha una serie di regole dogmatiche.
▪ La spiritualità ci invita a ragionare su tutto, a mettere in discussione tutto.
▪ La religione minaccia e spaventa.
▪ La spiritualità dona pace interiore.
▪ La religione parla di peccato e colpa.
▪ La spiritualità dice: "impara da un errore".
▪ La religione reprime tutto ciò che è falso.
▪ La spiritualità trascende tutto, ti avvicina alla verità!
▪ La religione parla di un Dio; non è Dio.
▪ La spiritualità è tutto e quindi è in Dio.
▪ La religione inventa.
▪ La spiritualità ritrova.
▪ La religione non tollera nessuna domanda.
▪ La spiritualità mette in discussione tutto.
▪ La religione è umana. È un'organizzazione con regole fatte dagli uomini.
▪ La spiritualità è Divina, senza regole umane.
▪ La religione è la causa delle divisioni.
▪ La spiritualità unisce.
▪ La religione ti cerca per credere.
▪ La spiritualità devi cercarla per credere.
▪ La religione segue i concetti di un libro sacro.
▪ La spiritualità cerca il sacro in tutti i libri.
▪ La religione si nutre di paura.
▪ La spiritualità si nutre di fiducia e fede.
▪ La religione vive nel pensiero.
▪ La spiritualità vive nella Coscienza Interiore.
▪ La religione si occupa di rituali eseguiti.
▪ La spiritualità ha a che fare con il Sé Interiore.
▪ La religione alimenta l'ego.
▪ La spiritualità spinge a trascendere oltre.
▪ La religione ci fa rinunciare al mondo per seguire un Dio.
▪ La spiritualità ci fa vivere in Dio, senza rinunciare alla nostra vita esistente.
▪ La religione è un culto.
▪ La spiritualità è meditazione interiore.
▪ La religione ci riempie di sogni di gloria in paradiso.
▪ La spiritualità ci fa vivere la gloria e il paradiso in terra.
▪ La religione vive nel passato e nel futuro.
▪ La spiritualità vive nel presente.
▪ La religione crea chiostri nella nostra memoria.
▪ La spiritualità libera la nostra Coscienza.
▪ La religione ci fa credere nella vita eterna.
▪ La spiritualità ci rende consapevoli della Vita Eterna.
▪ La religione promette vita dopo la morte.
▪ La spiritualità è trovare Dio nella nostra interiorità durante la vita attuale prima della morte.
▪ La religione potrebbe essere utile.
▪ La spiritualità è necessaria.
▪ La religione serve ad uno scopo.
▪ La spiritualità se non è praticata è inutile.
Non siamo esseri umani, che vivono un'esperienza spirituale. Siamo esseri spirituali, che attraversano un'esperienza umana.

(NDR) In conclusione, mentre le statistiche presentate sembrano suggerire una crescita entusiasmante nelle attività dei Testimoni di Geova, è oltremodo essenziale esaminare i dati in modo critico e contestualizzato. La tendenza generale mostra che la crescita nei proclamatori, il numero di battezzati e gli studi biblici è relativamente modesta rispetto a tutti gli indici di crescita generali
Ricordiamoci delle parole del Salmista nel Salmo 127:1, che afferma:A meno che Geova non costruisca la casa,Possiamo solo confidare nella guida divina e riconoscere che il successo e la crescita autentica sono guidati dalla volontà di Dio.
è inutile che vi fatichino i costruttori.+
A meno che Geova non protegga la città,+
è inutile che stia sveglia la guardia.
Non dimentichiamo pure in Proverbi 16:18:L’orgoglio viene prima del crollo,e lo spirito superbo prima della caduta.+L'umiltà nell'affrontare i risultati e nell'analisi delle attività è fondamentale per la crescita spirituale e il servizio a Dio. Le cifre potrebbero essere interpretate in modi diversi, quello che conta è la sincerità nell'esaminare la realtà senza pregiudizi di una organizzazione che oramai è sostenuta solo dall'idea di essere protetta da Dio. Questa consapevolezza è cruciale per evitare l'illusione di un successo che potrebbe non essere sostenuto dai dati reali. Cerchiamo la verità nelle nostre azioni Giovanni 8:32:"Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi."
Come ci conferma l'organizzazione stessa, il comando descritto in Genesi 9:4 di astenersi dal sangue nasce da una regola dietetica e già qui ci sarebbero tanti dubbi da dover affrontare, perchè ancora adesso gli ebrei ultraortodossi intendono esattamente ma solo in questo modo, il versetto in questione. Ma notiamo il salto logico successivo quando viene interpretato Genesi 9:4 dove si crea la relazione fra la vita e il sangue. La scrittura dice:11 In primo luogo, il Creatore provvedeva una regola dietetica in un tempo in cui il genere umano stava avendo un nuovo inizio. (Confronta Genesi 1:29). Tuttavia, Dio mostrò che nell’uccidere animali per cibo vi era implicata più che la dieta. Questo accadeva perché il sangue di una creatura ne rappresentava la vita o anima. Perciò alcune traduzioni della Bibbia rendono Genesi 9:4: “Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue”. — La Bibbia di Gerusalemme; Versione Riveduta.
Genesi 9:4: “Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue”.
Deuteronomio 12:23 Però, sii fermamente deciso a non mangiare il sangue,+ perché il sangue è la vita,*+ e tu non devi mangiare la vita* con la carne
Questo accadeva perché il sangue di una creatura ne rappresentava la vita o animaPer l'organizzazione il sangue è un elemento rappresentativo e simbolico della vita. Il sangue ha la vita o rappresenta la vita? Prima di rispondere a questa domanda visto che abbiamo preso spunto da una scrittura biblica potrebbe essere utile chiedersi: Quale opinione aveva quell'antico scrittore sul sangue? Siamo in grado di rispondere a questa domanda?
Secondo la concezione comune delle religioni dell'antichità, il sangue è simbolo di vita; esso conterrebbe una forza vitale che agisce con un potere magico.[1][2]
Nella Bibbia ebraica, l'identificazione del sangue (dām דם; plurale, dāmîm דמים) con la “vita” o forza vitale (nepeš נפש) in diversi testi biblici fornisce la base logica per la proibizione del consumo di sangue con carne (ad esempio, Gen 9:4; Lev. 17:10-14; Deut. 12:23-24), ma solo una volta questa identificazione sangue-vita è esplicitamente collegata alla manipolazione rituale del sangue sacrificale (Lev. 17:11)
https://www.oxfordbibliographies.com/display/document/obo-9780199840731/obo-9780199840731-0148.xml
Nella Genesi, la parola ebraica “DAM”, significa “sangue”, e condivide una radice linguistica con Adamo. Questa comunanza porta a svelare la visione teologica della natura dell'umanità. Il nome “Adamo” è anche strettamente legato alla parola ebraica “ADAMAH”, che significa “terra”. Questa connessione è evidente in Genesi 2:7
| 3335 [e] 7 way·yî·ṣer 7
| ||||
| 3068 [e] Yah·weh יְהוָ֨ה Yahweh N‑proper‑ms |
| 430 [e] ’ĕ·lō·hîm אֱלֹהִ֜ים God N‑mp |
| 853 [e] ’eṯ- אֶת־ - DirObjM |
| 120 [e] hā·’ā·ḏām, הָֽאָדָ֗ם man Art | N‑ms |
| 6083 [e] ‘ā·p̄ār עָפָר֙ [from] the dust N‑ms |
| 4480 [e] min- מִן־ of Prep |
| 、 | 127 [e] hā·’ă·ḏā·māh, הָ֣אֲדָמָ֔ה the ground Art | N‑fs |
| 5301 [e] way·yip·paḥ וַיִּפַּ֥ח and breathed Conj‑w | V‑Qal‑ConsecImperf‑3ms |
| 639 [e] bə·’ap·pāw בְּאַפָּ֖יו into his nostrils Prep‑b | N‑mdc | 3ms |
| 5397 [e] niš·maṯ נִשְׁמַ֣ת the breath N‑fsc |
| – | 2416 [e] ḥay·yîm; חַיִּ֑ים of life N‑mp |
| 1961 [e] way·hî וַֽיְהִ֥י and became Conj‑w | V‑Qal‑ConsecImperf‑3ms |
| 120 [e] hā·’ā·ḏām הָֽאָדָ֖ם the man Art | N‑ms |
| 5315 [e] lə·ne·p̄eš לְנֶ֥פֶשׁ a being Prep‑l | N‑fs |
| . | 2416 [e] ḥay·yāh. חַיָּֽה׃ living Adj‑fs |
Dove Dio forma il primo essere umano, Adamo, dall'ADAMAH. Pertanto, "Adamo" significa l'origine terrena dell'umanità. D'altra parte, "DAM" (sangue) rappresenta la vita. (Levitico 17:14).
DAM = Sangue. ADAM AH = Terra.
Il nome “Adam” incarna in modo intrigante una fusione di questi due concetti. Può essere interpretato come un suggerimento di una profonda connessione tra l'umanità (Adamo) e la forza vitale (sangue), nonché la terra (terra) da cui siamo stati creati. (Eitan Bar)
Il sangue nella Bibbia
Il sangue gioca un ruolo enormemente importante nella Bibbia, ma la ragione precisa sembra essere andata perduta nel tempo. ...
È essenziale che il lettore comprenda che gli ebrei associavano il sangue in modo diverso rispetto a noi oggi: la nostra parola inglese "sangue" è primaria; non deriva ovviamente da qualcosa di più fondamentale e serve come base per un piccolo gruppo di parole sanguinarie che hanno per lo più a che fare con la violenza. In ebraico la parola "sangue" è prima di tutto una parte associativa (anche se non necessariamente etimologica) di un insieme di radici che hanno a che fare con la quiete e la produttività.
Nel nostro articolo sulla parola greca per sangue, vale a dire αιμα ( haima ), sosteniamo che quando YHWH trasformò il Nilo in sangue, le acque non iniziarono tanto ad assomigliare a sangue rosso e denso, ma piuttosto smisero di scorrere. Quando YHWH trasformò il Nilo in sangue, forse lo fece in risposta a un uso troppo generoso dell'acqua per l'irrigazione, che rese il Nilo un sistema chiuso e circolante localmente (e quindi cumulativamente contaminante), a causa del quale i pesci morirono.
In secondo luogo, la Torah sottolinea che il sangue serve al corpo come sede dell'anima e per questo motivo non deve essere consumato (Genesi 9:4, Levitico 17:10-14, Deuteronomio 12:24, ATTI 15:20 , 21: 25 ). L'unico "sangue" che poteva essere consumato era il "sangue dell'uva" (Genesi 49:11, Deuteronomio 32:14), che avviene quando l'uva viene strappata dai rami e i suoi succhi individuali vengono uniti e mescolati (il che spiega anche perché Gesù avrebbe insistito affinché fosse bevuto il suo "sangue"; ovviamente non il sangue del suo corpo terreno).
Il sangue è la sede dell'anima, ma l'idea ebraica di anima - נפש ( nepesh ) - non è affatto la stessa cosa che la gente oggi comunemente pensa che sia (e la traduzione della parola nepesh come "anima" è davvero piuttosto sfortunata). . In ebraico, la propria nepesh non equivale a una vaga sostanza eterea ma semplicemente alla propria condizione di vita; è strettamente associato agli atti della respirazione (gli ebrei conoscevano bene il sistema respiratorio e sapevano che il sangue trasporta il respiro) e secondariamente al desiderare.
https://www.abarim-publications.com/Dictionary/a/a-d-mfin.html
Notate invece come viene descritta la santità del sangueI TESTIMONI DI GEOVA sono ben noti per il loro rifiuto di accettare trasfusioni di sangue. Perché questa presa di posizione? Perché la Bibbia mostra chiaramente che il sangue rappresenta la vita della creatura, o anima, per cui è sacro.
Le pubblicazioni parlano riferendosi esplicitamente al sangue e al suo uso come se fosse un mezzo raffigurativo o rappresentativo della vita di una persona. In Genesi 9:4 si parla però di sangue animale ma sarà la base che l'organizzazione utilizzerà per arrivare ad applicare il concetto di sacralità applicata al sangue umano. Se riprendiamo la pubblicazione precedente guardate come espande nel paragrafo 12 il ragionamento espresso nel paragrafo 11:
12 Quindi questa regola divina non era semplicemente una restrizione sulla dieta, come quando un medico consiglia a un paziente di evitare il sale o i grassi. Il Creatore attribuì al sangue un importantissimo principio morale. Versando tutto il sangue che si poteva ragionevolmente scolare, Noè e i suoi discendenti avrebbero manifestato riguardo per il fatto che la vita veniva e dipendeva dal Creatore.Perchè è importante sottolineare questa differenza? Se l'antico scrittore come la gran parte dei suoi contemporanei di 5000 anni fa avevano l'idea che nel sangue ci fosse la vita della persona intesa come anima essenza, c'era una base logica diversa rispetto a chi invece parla del sangue come elemento simbolico figurativo. Non pare anche a voi?
13 La succitata scrittura si applica al sangue animale. Si applicherebbe lo stesso principio al sangue umano? Sì, anche con maggior vigore. Poiché Dio continuò a dire a Noè: “Oltre a ciò, io richiederò il sangue delle vostre anime. . . . Chiunque sparge il sangue dell’uomo, il suo proprio sangue sarà sparso dall’uomo, poiché a immagine di Dio egli ha fatto l’uomo”. (Genesi 9:5, 6) Quindi, se il sangue animale (che rappresenta la vita animale) aveva presso Dio un significato sacro, è ovvio che il sangue umano aveva un significato sacro di valore ancora più grande. Le persone che si sarebbero conformate a queste prescrizioni divine non avrebbero sparso il sangue degli uomini (uccidendoli), e nemmeno avrebbero mangiato il sangue sia degli animali che degli uomini.
Ora notate anche qui le ulteriori argomentazioni contradditorie che si sovrappongono alle premesse disallineate iniziali. Dal paragrafo 13 è evidente che l'organizzazione esegua una relazione logica fra la scrittura di Genesi 9:4 e la scrittura successiva di Genesi 9:5,6.
Le scritture come si può notare hanno come termine in comune il sangue, ad una prima lettura sembra che si riferisca agli stessi aspetti. Ma in realtà lo scrittore ebreo sta parlando di applicazioni del termine in modo diverso. In Genesi 9:4 c'è una regola dietetica sul sangue animale, mentre nella scrittura seguente da Genesi 9:6 si parla del sangue come sinonimo, come quella parte che contiene la vita della persona che è il vero elemento sacro. A questo punto viene da chiedersi: se il sangue contiene l'anima vuol dire che a quel tempo gli ebrei pensavano ad un anima che fosse separabile dal corpo? Certo che si. Innanzi tutto abbiamo la scrittura di Genesi 2:7 dove leggiamo che viene data da Dio all'uomo. Ma che l'anima delle persone fosse separabile dal corpo era del tutto accettato dal mondo antico e in particolare quello Ebraico con tante prove scritturali.Per quello che ci riguarda l'aspetto è utile solo a dimostrare antropologicamente che a quel tempo c'erano idee e visioni che non sono del tutto allineate con il pensiero di questa organizzazione e che ci vuole far credere nella sacralità magica del sangue animale e umano o l'esistenza di un'anima separabile dal corpo. Ma queste considerazioni che diventano beghe ideologiche e dogmatiche, sono problemi che lasciamo volentieri alla religione e chi vuole divertirsi nella retorica dello spiritualismo moderno.
Avremo in realtà anche tanti altri argomenti a riguardo, ma già per le differenze di idee e di concetto fra il pensiero ebraico e quello di questa organizzazione religiosa, ci sono ampi margini per rendere il sangue non più un elemento inviolabilmente sacro, ma considerarlo per quello che è cioè una parte del nostro corpo importante che ci garantisce l'esistenza e che per questo deve essere sacro perché garantisce la vita perchè è lei ad essere sacra e non viceversa.
In conclusione, la nostra incursione nelle antiche credenze ebraiche e nella logica interpretativa teocratica ci hanno offerto uno sguardo profondo sulle intricanti connessioni tra vita, anima e il divieto del consumo di sangue. Mentre l'organizzazione interpreta il divieto come radicale, abbiamo visto che la radice di questa proibizione risiede in un'antica comprensione del sangue come portatore di vita e anima e non come mero elemento raffigurativo o simbolico. Questo viaggio nel passato ci invita a riflettere sulle sfumature filosofiche che hanno poi plasmato le credenze, portandoci ora a una consapevolezza più profonda delle complessità legate a questa pratica religiosa. La storia del divieto del sangue si rivela così come un affascinante intreccio tra antiche concezioni e interpretazioni contemporanee, offrendoci uno spunto prezioso per esplorare il perenne dialogo tra tradizione e evoluzione delle credenze umane.un saluto