Non aprite quella porta è il titolo di un famosissimo film horror anni 70 del regista Tony Hooper. Cito questo film senza averlo visto ne ho semplicemente letto di recente la trama per altri motivi e posso tranquillamente sconsigliare tutti di vederlo. Però nel momento che ne leggevo la trama guardavo me stesso in quegli anni proprio quando veniva prodotto nei cinema e così ricordo ancora bene che una delle mie ossessioni da bambino erano appunto le porte e in particolare quella porta che mi separava dal porticato esterno e dalla via del paese. Aveva ben più il significato di separare le proprietà ma la cosa l'ho capita solo molto tempo dopo. Da queste considerazioni ne è nato questo post.
Per approfondire meglio però facciamo un flash back all'incontrario e prendiamo in considerazione un aspetto che condividono tutti quelli che oggi si dichiarano Testimoni di Geova. Partiamo dal linguaggio.
Tutti noi abbiamo acquisito una sorta di linguaggio teocratico caratteristico tanto da avere caratteristiche semantiche da renderlo ad un attento osservatore, riconoscibile la persona solo conversando. Non è inusuale che addirittura molti frequentatori delle nostre riunioni religiose ne siano rimasti contagiati, tanto da far proprie le eccezioni linguistiche senza problemi. A me personalmente una persona del territorio si è rivolta dicendo "no non non sono nella verità" oppure "quella è una vostra sorella". Devo dire che in quel momento si era creato nella conversazione un effetto davvero surreale.
Un altro esempio celebre è il termine "disassociazione" che tutti quanti noi usiamo, eppure come termine per quanto vi possa sembrare strano non appartiene alla lingua italiana. Se cercate nei dizionari non ne troverete traccia, nella Treccani Garzanti non esiste (mentre esiste il verbo dissociare) eppure come sapete bene viene usato comunemente all'interno del gruppo dei testimoni di Geova e nessuno di noi ha dubbi nel capirne il senso. Come prove della peculiarità se cercate con Google questo termine esso vi darà come primo link il sito dei Testimoni di Geova.
Ma andiamo ancora oltre, alcuni di questi concetti provengono da studi biblici che non sono recenti e che hanno dato vita a questo movimento religioso.
Uno di questo concetti che sentiamo spesso è quello espresso con il termine composito di "sistema di cose".
In Efesini 2:2 leggiamo una prima proprietà di sistema di cose che viene associata ad un altro concetto chiave che è quello di mondo.
(Efesini 2:2) nei quali un tempo camminavate adeguandovi al sistema di cose di questo mondo, seguendo il governante dell’autorità dell’aria, lo spirito che ora agisce nei figli della disubbidienza.
Pendete la scrittura di Romani 12:2 La relazione in alcuni casi diventa implicita in questo versetto ad esempio non si enuncia la proprietà così cme viene fato nel versetto di Efesini. Nessuno di noi però ha dubbi sul significato da dare a sistema di cose.
(Romani 12:2) E smettete di farvi modellare da questo sistema di cose, ma siate trasformati rinnovando la vostra mente, così da accertarvi della volontà di Dio, di ciò che è buono, perfetto e gradito a lui.
Quando noi parliamo del sistema di cose lo sottointendiamo al concetto di mondo. Questa relazione ci consente di fare due cose la prima è quella di capire che con la frase "il sistema di cose" non esprimiamo solo un stato empirico ma lo concretizziamo in qualcosa di molto più reale. Il sistema di cose quindi non solo esiste ma ha anche un luogo dove risiedere e questo luogo è il mondo. Che caratterstiche ha questo mondo?
I Giov 2:15 si legge "Non amate il mondo né le cose del mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui,"
(Tutta la lettera di 1Giovanni richiama continuamente il concetto di mondo per ben 23 volte 2:2, 3:1, 3:13, 3:17, ) Qui la scrittura ci spiega di che tipo di mondo parliamo e di conseguenza di cosa significa questo sistema di cose.
La parola greca utilizzata per mondo è Kosmos κόσμῳ. nome comune maschile comune comune da κόσμος
[GING] κόσμος
κόσμος,
-1 ornamento, che adornano 1 Pt 3: 3.-2. mondo, in molti sensi -a. il mondo nel suo senso più inclusivo, l'universo (ordinato) Mt 25:34; J 17: 5 At 17:24; Ro 1:20; 1 Cor 8: 4; Phil 2:15; Hb 4: 3.-b. il mondo come la terra, il pianeta su cui viviamo Mt 4: 8; Mc 14,9; Lc 12:30; J 10:36; 11: 9, 27; 16:21, 28; 18:36; 1 Ti 6: 7; 1 Pt 5: 9; Rv 11: 15.-c. il mondo come umanità in generale Mt 18: 7; J 1:29; 3:16; 04:42; 6:33, 51; 08:12; 00:19; 17: 6; 18:20; Ro 3: 6, 19; 1 Cor 4:13; 2 Pt 2: 5.-d. il mondo come scena di beni terreni, gioie, sofferenze, ecc. Mt 16:26; Mc 8,36; Lc 9:25; 1 Cor 7: 31a, 33f; 1 J 2: 15f; 3: 17.-e. a volte si parla del mondo come ciò che è ostile a Dio, perduto nel peccato, rovinato, depravato J 7: 7; 08:23; 12,31; 15: 18f; 16:33; 17:25; 18:36; 1 Cor 2:12; 03:19; 11:32; 2 Cor 5:19; Gal 6:14; Js 1:27; 1 J 4:17; 5: 4f, 19.-f. il mondo come totalità, somma totale Js 3: 6. [cosmo] [pg 112]
Il termine equivalente per l'italiano è cosmo ma noi al termine cosmo diamo un altro senso che è quello riferito all'ambiente extraterrestre. Con mondo in questo caso invece intendiamo qualcosa di relativo a questa terra non solo come ambiente dove abitiamo ma comprendiamo anche il complesso sistema creato dall'uomo per viverci.
Dove inizia questo mondo?
Alcuni hanno già capito dove voglio arrivare. Questo mondo inizia appena fuori dalla porta di ingresso a cui mi riferivo all'inizio di questo post. Così essa assume ben più che il significato di permettere un passaggio controllato fra la nostra proprietà e il mondo esterno.
Trasliamo tutto al livello spirituale. Tutti voi avete nella testa il concetto di costruire una casa spirituale. Ecco se esiste una casa spirituale esiste anche una porta spirituale che, esattamente come la nostra porta di ingresso, serve a controllare cosa entra e cosa esce e noi siamo i garanti per evitare che questo non possa influenzare negativamente la nostra spiritualità.
Il matrimonio fra testimoni di Geova ha una caratteristica interessante. I coniugi non condividono solo una casa materiale ma condividono anche una casa spirituale. E così come la casa materiale ha un’unica porta di ingresso, anche la casa spirituale ha un’unica porta. Capite bene che così come nella casa materiale i coniugi concordano chi entra e chi esce allo stesso modo nella casa spirituale i coniugi concordano cosa far entrare ed uscire. Ma noi sappiamo che se il patto coniugale è un patto condiviso che è a tre capi. Il 3° capo però è polimorfico perchè tante volte è indubbiamente Geova tanta altre è l'organizzazione. In tutti i patti concordati decide sempre chi ha più responsabilità ed è più forte. Chi è il più forte ed ha le chiavi di quella porta? O Geova o l'organizzazione mi pare chiaro.
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Chi determina cosa accettare, cosa studiare, cosa vedere e che permette di salvaguardare la condivisione dei beni famigliari? E' conveniente questa delega tout court? A pensarci bene si. Alle mogli perchè questo garante stabilisce le regole e oggettivamente opera una sorta di salvaguardia sociale. Ai mariti percheìè non par vero trovare qualcosa come una organizzazione che gli permetta di scaricaricare tutta la propria inettitudine e a cui delegare le responsabilità.
Ma la vita è strana.
Se uno dei 2 coniugi nella consapevolezza vuole buttare via le chiavi dell'organizzazione è inevitabile che l'altro cerchi in tutti i modi di salvaguardare chi sino a quel momento hanno dato un senso a tutte le cose vissute (matrimonio compreso).
Se sei un consapevole ma il tuo coniuge no è un lampo chiudere con una parentesi chiamata divorzio, quello che per tanto tempo abbiamo chiamato matrimonio. Questo perchè siete arrivati ad un punto che qualcuno dei due vuole aprire quella porta mentre l'altro la vuole tenere chiusa.
Ma il problema vero che ci preoccupa tutti non è chi decide o quando aprire quella porta. Il problema per noi è:
Cosa c'è dietro quella porta?
Per questo mi rivolgo a quanti hanno deciso che è arrivato il tempo di aprirla. In rete troverete tante persone che vi spiegheranno i 10 modi per uscire dall'organizzazione. Nessuno di questi potrà dirvi cosa troverete fuori da quella porta una volta che avete deciso di uscire dall'organizzazione. Ma in effetti c'è da considerare un rischio grosso che si cela dietro questa decisione. Rischi che vedremo nel prossimo articolo.