sabato 27 agosto 2022

Il comma 22 della neutralità


Considerazioni introduttive dal letargo

Dopo un po' di tempo di assenza dal blog mi ero trovato con un cumulo di argomenti distillati dal blob narrativo sciorinato dall'organizzazione negli ultimi mesi, ma la mancanza di tempo per redigere qualcosa "al volo" ha tuttavia finito con l'invalidare le costruzioni e argomentazioni che avevo in mente.

Mi spiego: argomentare quanto veniva enunciato dal podio televisivo o da quello reale è un po' come yogurt aperto in una casa senza frigorifero in agosto.

Primo perché la retorica prodotta ha il solo scopo di renderti, per dirla alla Pink Floyd, confortably numb, grezzamente traducibile in "piacevolmente insensibile"; l'emivita delle parole e dei concetti espressi e cacciati a martellate nella testa dei fratelli è come quella dell'eroina nelle vene di un tossico inveterato, 3 ore e se ne è già persa la metà, mezza giornata e non ve ne è quasi più traccia. 

Ho dedotto che dev'essere questo il motivo per cui gli abusatori cronici di detta retorica saltano dalla sedia ogni volta come tappi di spumante per cose meno che ordinarie ripetute in un algoritmo ricorsivo che cicla in un loop infinito sulle medesime cose, solo aumentando il volume degli aggettivi superlativi ad ogni ciclo: all'uscita da ogni giro l'uditore deve evidentemente avere una sorta di "garbage collector" che ripulisce la sua RAM e il nostro malcapitato finisce con il non ricordare nulla, figurarsi poi di li a qualche giorno. 

Quando arriva lo tsunami retorico i fratelli ormai chiudono le paratie del cervello e ormai la persuasione è puro esercizio di "brute force", forza bruta della ripetizione.

C'è da capirli; bisogna pur sopravvivere all'alluvione di irrilevanza entro la quale viene diluita la verità. Si perché di questi tempi, come disse anni fa fa Gamma, la verità è un lusso che non ci possiamo più permettere.

Secondo, il mestiere del blogger e del debunker di caciara spirituale è diventato terribilmente difficile, esattamente quanto lo è diventato quello della satira politica.  Se si da sufficiente tempo a questa gente, questa produrrà a stretto giro di posta una realtà sempre più estrema e sempre più indistinguibile dalla parodia stessa, spesso battendola sul suo stesso terreno. 

Un esempio di queste dinamiche di progressione esponenziale dell'assurdo è il tentativo fallimentare di produrre una "cultura pop" dell'ortodossia cristiana nei giovani e meno giovani tdg; emerge specie dai video musicali e dalle drammatizzazioni presentate alle assemblee, che di fatto sono un "bundle" in cui vengono piazzati gli aggiornamenti di sicurezza contenenti le nuove opinioni, i nuovi standard e i nuovi cliché confezionati dal Corpo Direttivo, aggiornati e tirati a lustro e che devi ficcarti in testa prima di subito. Adeguarsi senza frapporre indugio, non vorrete mica far piangere Geova?

L'ultima drammatizzazione francamente non ho capito dove volesse andare a parare: Una ragazza si ingastrisce perché un altra fa collane e le vende sui social, si monta tutta una questione di stato che in qualsiasi ambiente sociale verrebbe abortita con un occhiata di traverso, tipo quelle che ti fanno vedere il neon con la scritta "ma sei scemo?" lampeggiare sulla fronte di chi l'occhiata te la tira, volano stracci e non si capisce bene perché (ma i capisce bene che sono tutti piuttosto depressi), si fa la pace ma non si capisce bene perché (dobbiamo ancora capire per quale motivo sta gente era "litigata") e ci si trova tutti a cantare in modo sgraziato e stonato canzoni che erano già brutte di suo con un entusiasmo finto e un sorriso ancora più finto e tenuto su con i plinti, quello li, quello che solo i morti dentro riescono a produrre. Poi ci si saluta con la sensazione di avere avuto a che fare con un gruppo di bipolari maniaco depressivi e passivo aggressivi appena entrati in modalità maniacale. 

Presumo che si sia voluto esagerare ficcando fra le righe troppi messaggi "a nuora perché suocera capisca"; con tutti questi "middleware" messi e mezzo nel flusso della narrazione esce fuori un quadro completamente fittizio, grottesco, sgraziato, stanco e anche deprimente, specie nella sua esaltazione di una gioia di sottomarca comperata su Wish. 

Tutti i video successivi che dovrebbero motivarti paiono template di spot pubblicitari di Fastweb di 10 anni fa, quelli col faccione di Clooney: presentano la stessa costruzione della leva emotiva, del richiamo all'immaginazione a cui segue la presentazione del logo o messaggio e il relativo playoff. Devono essersi comperati quel format all'agenzia pubblicitaria in saldo.



Finito il pistolotto, proverò a proporre argomentazioni e volutamente provocatorie e sganciate dall'attualità WT e che sono un po degli evergreen per entrare nei comma-22 della dottrina della WT

La neutralità illusoria

Una delle dottrine bandiera di cui si è parlato anche nella recente assemblea è quello della neutralità.  Del resto lo si fa in tutte: il contenuto dei discorsi, fateci caso, è il medesimo tutti gli anni; si cambia giusto il titolo che viene confezionato in ragione del tema dell'assemblea ma il prodotto all'interno è sempre lo stesso.

La dottrina della neutralità per come la conosciamo sembra apparentemente lineare, ma l'impressione regge solo in apparenza; sembra profonda ad uno sguardo superficiale, ma appare superficiale ad una osservazione profonda.

La questione in realtà è abbastanza complessa, la WT pialla tutto per bene con ogni tecnica e modalità di interruzione del pensiero attuata principalmente mediante i soliti pochi argomenti: Gesù che non si vuole fare re, la colpa del sangue delle guerre a cui non partecipi, il regno di Dio che risolverà tutto, eccetera. 

La retorica dell'organizzazione si fonda su opinioni che richiedono che il fruitore della retorica stessa non si formi opinioni proprie (condizione ovviamente illusoria) se non l'ortodossia filtrata dal retore.

Ho aperto decine di articoli e la questione neutralità viene immediatamente derubricata con queste argomentazioni, senza entrare nel dettaglio delle implicazioni della propria NON scelta se non dal punto di vista della falsa dicotomia giusto-sbagliato a priori. Le situazioni aneddotiche prese ad esempio sono sempre estreme, condizioni limite che più che la regola rappresentano l'eccezione nella vita della fratellanza.

Nel corso del tempo la microgestione della questione neutralità si è estesa poi fino ad invadere ogni aspetto della vita del tdg: non basta non appartenere ad un partito politico ma anche votare per un referendum diventa un problema, fare il rappresentante di classe a scuola e firmare petizioni sindacali può costarvi la distruzione eterna.

Non basta solo essere neutrali ma è divento peccato pure il maturare opinioni (figurarsi esprimerle) sulle questioni che scorrono attorno a noi. Non serve cercare di capire la realtà, c'è chi la capisce per te perché tu non debba fare lo sforzo di capirla, vuoi mai che poi capisci una cosa diversa. 

Con queste premesse ci vuole niente che la partecipazione ad una assemblea di condominio valga un comitato giudiziario.

Poi fa nulla se partecipi a campagne di pressione via lettera verso governi per modificare leggi a tuo sfavore (tipo Russia) oppure accetti di corrompere ufficiali pubblici per risparmiarti la naja, finendo poi con il risultare inquadrato fra la riserva dell'esercito (tipo Messico) o accettare soldi e prebende dai governi vari o iscriversi all'ONU.

In tutti gli articoli che trattano la questione la narrazione è piuttosto appiattita sul "persecution porn", sull'aneddotica, meglio se collocata in un periodo bellico.

La questione della "verginità dalle opinioni" è poi ovviamente diventata un enorme volano di ipocrisia nei rapporti fra fratelli: nessuno dice più cosa pensa perché socialmente inaccettabile, le persone si fidano meno di chi non dice cosa pensa, le persone nascondono ancora di più i propri sentimenti e pensieri verso coloro di cui si fidano poco e il cerchio si chiude per ricominciare da capo. La risultante è che abbiamo più maschere in congregazione che al carnevale di Venezia.

Il Comma 22

"«Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo.»"

Ma si sa, non mi stanco di ripetere che il mondo è più complesso di come lo si vuole raccontare e a darci la misura del livello di infantilismo del pensiero a cui l'organizzazione anela è un discorso presentato in una delle ultime assemblee: per sostenere la neutralità si cita l'esempio di un fratello ospitato da una famiglia che non si intrometterebbe mai in un litigio interno di detta famiglia ospite. 

"Se una famiglia ci invita e una volta a casa loro vediamo che iniziano a litigare non prendiamo le parti di nessuno...."

Beh detta così pare condivisibile, e infatti è un argomento fantoccio.  

Ma proviamo a generalizzare la regola, esattamente come si farebbe per validare una teoria fisica o matematica: Mettiamo che tu sia a casa di questa famiglia e che esattamente come sopra la situazione cominci a scaldarsi. 

Ad un certo punto il marito salta al collo  della moglie con l'idea di strangolarla e quella inizia a stramazzare esanime. 

La tua neutralità vale ancora? Lasceremo fare il marito finché Geova non ci pensi e ci metta una pezza? Lasciamo le cose nelle mani di Dio? ognuno per se e Dio per tutti?

La WT non riconosce causa di forza maggiore che non sia nel perimetro dei suoi interessi, tuttavia in una situazione come questa il non intervento non ti renderebbe in parte colpevole di omicidio visto che avresti potuto agire e non lo hai fatto? 

La tua neutralità nel caso è una acquiescenza diretta all'atto di omicidio, una passiva e remissiva condiscendenza all'atto che potevi impedire e non hai impedito

La generalizzazione della regola WT oltre il perimetro di quelle 4 cose generalmente riportate negli articoli, finisce con il portare al paradosso, la posizione avrebbe dovuto tenere il fratello alla larga dalla colpa del sangue è diventato nel caso di specie causa di colpa del sangue. 

Non aveva modo di non produrre una trasgressione, sia che avesse mantenuto l'integrità alla WT maniera (colpa del sangue per non aver salvato chi era in tuo potere salvare) sia che non avesse mantenuto questa integrità (rottura della neutralità cristiana per la WT)

Quindi finiamo il nostro gioco di generalizzazione del modello mentale del CD sulla questione con il paradosso che ogni scelta che fai ti avrebbe portato alla dissociazione o alla disassociazione.

Insomma un bel problema senza soluzione come quello della Kobayashi Maru che il Capitano ha ben presente.

Un altra solidissima logica è quella presentata nel discorso della domenica mattina, in cui si paragona il male ad un ragno che tesse ragnatele e che i movimenti per la giustizia si impegnano a rimuovere senza rimuovere il ragno (satana). Per sostenere la logica neutrale la WT non ha senso rimuovere la ragnatela se non possiamo rimuovere la causa.

Generalizzando secondo la nostra regola, immaginiamo quindi che le ville a Tuxedo del corpo direttivo debbano essere invase da ragnatele e dune di polvere mosse dal vento, perché cavoli, non ha senso spolverare visto che non possiamo rimuovere la sorgente del pulviscolo, ovvero l'atmosfera. Di li a poco la polvere tornerà. 

E immagino pure che nessuno proverà a curarsi da nessun malanno, men che meno da quelli cronici, visto che non possono rimuovere l'imperfezione e nemmeno risolvere problemi cronici; aspetteranno quindi Geova che ci metta una pezza.

E perché lavarsi, se di li a poco tornerai a puzzare?


I mostri

L'alienazione

I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere davvero pericolosi. Sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e obbedire senza discutere... Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà. (Primo Levi)


Dopo avere approfondito la storia contemporanea alla scoperta di cosa potesse aver generato un male così grande da portare a produrre l'olocausto ho realizzato che la ricerca di una motivazione ultima un parto della storia tanto orribile è destinata a restare frustrata, d'accordo con quanto affermava la Arendt il male spesso è una cosa banale.

La nascita dei totalitarismi europei del ventesimo secolo non fonda le basi su centinaia di milioni di aguzzini assetati di sangue che non vedevano l'ora di saltare al collo di qualcuno; le persone non erano diverse da quelle di oggi.
L'esperienza nazifascista nasce da un terreno fertile di frustrazione sociale nel quale con la giusta retorica si sono convinte milioni di persone a rinunciare a pensare, a delegare il metro morale a terzi e a "girarsi dall'atra parte" quando qualcosa che succedeva attorno a loro li turbava, e questo solo perché il persuasore aveva un aura rispettabile e che ti rassicura che avrà cura di te. 
Non serve una fabbrica di mostri, ma basta dar da mangiare al mostro che dentro ogni persona.

Il tema della disumanizzazione "dell'uomo senza pensiero" lo abbiamo già trattato tempo fa in un paio di post sul pensiero di gruppo e vi daremo ulteriore spazio un prossimi post sulla dissonanza cognitiva; in senso più in generale questo è il leit motif nel quale milioni di persone normali, banali e talvolta meno che mediocri, inserite in questo meccanismo infernale riuscivano a produrre mostruosità di magnitudo difficilmente immaginabili.

Il TdG inconsapevole non è da meno; il sovvertimento delle regole del buon senso producono numerosi comma-22 quali ad esempio l'allontanamento dei figli che non la pensano come te e l'ostracismo sociale solo per citarne alcuni.
Tutti aspetti deprecabili se a praticarli sono altri gruppi religiosi ma che diventano prove di fede se vengono chiesti dall'amministratore delegato della tua coscienza.

L'astensione da qualsiasi posizione rispetto ad ingiustizie sociali e la forzata astensione dalla pratica della propria capacità di pensiero produce de facto lo stesso risultato che produsse l'indifferenza morale nel periodo nazifascista, un acquiescenza allo status quo che risultò più colpevole della violenza stessa in quanto risultante del silenzio assenso di chi vuole un risultato moralmente sporco senza però doversi sporcare materialmente le mani

Ora obietterete che il TdG medio non è ne razzista ne violento e vi dirò che non è questo il punto: pur avendo conosciuto numerosissimi fratelli tendenzialmente razzisti e con un pensiero violento, il TdG non sarà mai esternamente riconosciuto per una individuo che auspichi le camere a gas.
 



Frequentemente è portatore sano inconsapevole di proto-opinioni spesso istintive di pancia, verrebbe da dire populiste.
Questo sono quasi mai completamente maturate e capita che a volte esondino violente da quell'alveo di inaccettabilità sociale dell'esporre come pudenda le proprie opinioni. Esattamente come un vulcano in fase di eruzione effusiva.

Quindi che colpa avrebbe l'ignaro fratello che sceglie di non scegliere, Di fatto scegliendo implicitamente la parte del più forte?

L'impossibilità della non scelta

Ora, la sceneggiatura nella testa del nostro fratellone, che di fronte ad una situazione di tipo politico decide di non decidere, non comprende tutte le sfumature du cui sopra; di fatto il suo processo decisionale verrà cortocircuitato molto prima verso i percorsi stabiliti dalla flow chart predisegnata dall'organizzazione.

Il nostro fratellone sarà contento che non sarà mai messo contro un altro fratello di fede in proteste, guerre ecc e dobbiamo dargliene atto.

Mettiamo però di trovarci in una situazione che piloti verso un totalitarismo o più semplicemente che discrimini una razza rispetto ad un altra.
Quest'ultimo caso di specie non è così remoto, basi pensare all'apartheid in Sud Africa o alla segregazione razziale nel sud degli USA, in vigore più o meno legalmente fino a qualche decennio fa.

Può l'organizzazione e possono i fratelli bianchi ritenersi neutrali e coerenti con quanto detto sopra, nessun TdG sarà mai implicato in guerre o altre attività violente contro altri fratelli? 
L'acquiescenza verso quello standard, il non prendere nessuna posizione di fronte ad ingiustizie simili non è di fatto un fare una guerra silenziosa verso i diritti di questi fratelli? Cosa c'è di diverso rispetto a quelli che sapevano dei pogrom e si giravano dall'altra parte? 
La segregazione per razza o religione non può definirsi come una guerra civile più o meno fredda verso un altra razza o gruppo sociale?
A me pare che Paolo prese abbastanza d'aceto quando Pietro mise in piedi nella congregazione il teatrino della segregazione Ebrei versus gentili e non mi pare che la questione fosse lasciata nelle mani di Dio.

L'avere avuto sale del regno separate fra bianchi e neri con la scusa della neutralità e cultura dominante, non è anche questo una scelta implicita di sostenere la parte politica di maggioranza per quieto vivere?
Certo i fratelli Hutu e Tutsi del Ruanda si sono aiutati a vicenda e anche qui dobbiamo dare atto all'eroismo e alla fede di costoro, ma perché ogni volta che si smette di sparare e i confini diventano meno netti queste posizioni assolute cessano d'essere funzionali?
Sarà mica perché posizioni ideologiche "assolute" ed estreme funzionano solo quando si presentano, per fortuna raramente, casi estremi?

Non siamo più sotto l'impero romano dove l'imperatore veniva calato dall'alto ma in un contesto nel quale spesso si è chiamati ad esprimere con il voto la propria opinione per definire le politiche contingenti: dire di potersi astenere dalla politica per non condividerne la responsabilità degli errori è una illusione.

Chi non sceglie implicitamente condivide e appoggia le scelte di quella che sarà poi la maggioranza, ed è legato mani e piedi alla responsabilità che deriva dal silenzio assenso.

Ora io una soluzione non ce l'ho e mi interesserebbe sapere la posizione di altri; che non ci sia una posizione universalmente funzionale nello spazio e nelle epoche mi pare chiaro dal fatto che nonostante la narrativa WT voglia un Cornelio dimissionario dall'esercito dopo il battesimo e un eunuco etiope allontanarsi dalle cariche pubbliche, le scritture non raccontano nulla di quello che queste due figure decisero di fare, ammesso che gli sia saltato in testa di decidere qualcosa.

Nel mio immaginario di lettore delle scritture c'è il sospetto che se la cosa fosse stata di capitale importanza e fosse pregnante la necessità di istituzionalizzare questo tipo di posizione neutrale, mi viene da pensare che Paolo e gli altri redattori delle scritture greche-cristiane qualche parola in più l'avrebbero spesa per raccontarci la riconciliazione delle figure di Cornelio e dell'Etiope verso l'ortodossia della fede.
Tuttavia non c'è nulla a riguardo, e faccio fatica a pensare ad una botta collettiva di pigrizia o ad uno sciopero prolungato dei produttori di pergamene


Gatto di Schroedinger

sabato 20 agosto 2022

Post prandium aut stabis aut lente deambulabis

post prandium aut stabis aut lente deambulabis ovvero dopo il pranzo o stai in piedi o passeggia lentamente;

E' un fatto acclarato, lo sforzo fisico in eccesso non facilita la digestione ma lo stare fermi rende i processi del dopo pranzo potenzialmente dannosi.

Dopo il sovrabbondante e continuo pranzo spirituale fornito "gratuitamente" dalla WT risulta poco salubre per l'ingenuo proclamatore darsi troppo da fare o, viceversa, rimanere immobili in attesa del pasto successivo.

L'atteggiamento giusto per una corretta metabolizzazione dopo l'assunzione di ogni tipo di cibo risulta sempre essere una moderata attività fisica, viene da chiedersi ad esempio come mai la wt dopo due anni di zoom e di sospensione delle attività principali abbia deciso di riavviare così all'improvviso l'opera di porta in porta.

Dopo due anni di lauti pasti spirituali la WT vuole riavviare l'attività fisica così, di colpo? A questo punto come reagiranno gli infiacchiti corpi degli adepti al rapido risveglio muscolare imposto dagli Usa? Rischieranno i fedeli seguaci un indigestione da improvviso sovraccarico?

Quella che era l'opera principale affidata ai veri cristiani, la predicazione, é stata infatti inaspettatamente sospesa, il parametro unico per stabilire se una persona sia o meno spirituale é stato praticamente accantonato e diluito in un surrogato fatto di lettere e telefonate.

Schiere di proclamatori sono state private della passeggiata post colazione o post pranzo e, stupite, notavano come invece "nel mondo" da mesi ci si rivedeva in presenza con e senza mascherine, molti si chiedevano, ma come, l'unica vera e sola organizzazione di Dio in terra, aveva sospeso le proprie attività principali? Il servizio di casa in casa?

Quante domande, ahimè, destinate a non avere una risposta plausibile.

Ma, a proposito di domande, é interessante quanto pubblicato da una ricercatrice relativamente alle tattiche usate dai gruppi religiosi, visto che personalmente vivo e mi alimento di poche certezze e di tanti quesiti, vi giro questa serie di riflessioni post pranzo:

C'é stato un tempo in cui le convinzioni religiose ti hanno portato compagnia e pace, mentre ora lotti per la tua privacy, fra mille regole, cerimonie e rituali? Ti chiedi come sei arrivato a tutto questo? Sei in una organizzazione narcisista!

Il narcisista usa il proprio credo per manipolare, controllare e dominare, egli strumentalizza sistematicamente la tua vita al di fuori del culto per inserirla al suo centro. Non é il tipo di credenza ma piuttosto come la fede viene usata che favorisce l'abuso.

Si comincia con il pensiero dicotomico, la gente viene spaccata in due parti, chi é d'accordo con il narcisista e chi non lo é, solo il narcisista è il giudice e può decidere chi appartiene ad una fazione o all'altra. La tua opinione individuale é irrilevante.

Il narcisista prende in giro, sminuisce e mostra pregiudizi verso le altre credenze, questa tattica manipolatrice é utile per ricordare che se uno cambia le proprie opinioni sarà trattato nello stesso modo. Improvvisamente da aggregante l'organizzazione narcisista diventa elitaria e rifiuta di associarsi con persone e gruppi che ritiene profani, preferisce isolarsi e chiede al suo gruppo di fare lo stesso, condannando chiunque non lo faccia.

L'organizzazione narcisista richiede che si adotti completamente il proprio punto di vista, non é ammesso il dialogo l'autorità, chi si oppone viene minacciato di abbandono e perde l'approvazione del leader. Il gruppo narcisista richiede perfezione e felicità nelle manifestazioni pubbliche, devono essere ostentati sentimenti positivi e l'immagine deve essere perfetta.

L'adesione rigorosa ai ruoli e alle regole prevede dichiarazioni assolute su questioni insignificanti come ad esempio il colore o lo stile dei capelli. L'inosservanza delle indicazioni é affrontata con severa disciplina e perfino con la scomunica. Per separare ulteriormente, il narcisista prevede vari livelli di segretezza e trattine le informazioni fra pochi eletti tra individui meritevoli. Per entrare al livello superiore occorre dare prova tangibile di spiritualità avanzata, che sarà ovviamente valutata dal narcisista.

Per il narcisista, il fine giustifica i mezzi. Lui può anche impegnarsi in una cattiva condotta, coprire le trasgressioni altrui per il bene superiore. Questo atteggiamento include coprire abusi sessuali, fisici, reati finanziari, ecc... L'organizzazione narcisista é al di sopra della legge e può anche sovvertirla.

Alla fine di tutto, ti accorgerai che le tue convinzioni hanno perso la loro vitalità e che la tua crescita religiosa si é bloccata a causa dell'abuso narcisista costante. Non é insolito a questo punto mettere in discussione la propria fede e anche abbandonarla in conseguenza di questi comportamenti sadici.

Ovviamente non indico una religione in particolare, tantomeno suggerisco che una religione in particolare possa essere affetta dal narcisismo, ma é un fatto certo che abbinare ad una moderata attività fisica, di riflessione, qualsiasi pasto (offerto o pagato) permetterà al nostro organismo di rimanere in salute, tutto qui.

Buon appetito e, soprattutto, buona digestione

(tratto da Christine Hammond, narcissistic religious abuse tactis)

Post di BethSarim

sabato 13 agosto 2022

Un'utopia che inchioda al palo

Carissimi vi saluto, siamo vissuti nel caso di molti di noi, con promesse che ci hanno illuso e fatto spendere gran parte della nostra vita per un'organizzazione.

Su altro blog si spera a una ristrutturazione teocratica ma io credo che sia pura utopia, tuttavia voglio denunciare quello che secondo me sono che carenze che ho rilevato nel corso della mia consapevolezza.

1) c'è la tendenza molto marcata a idoleggiare l'organizzazione anziche adorare solo Dio (molti non distinguono la differenza tra organizzazione e Dio), inoltre autocelebrarsi come i migliori rispetto al resto di altri cristiani denota mancanza di umiltà!

2) molti pastori non soddisfano i requisiti biblici, andrebbero immediatamente dimissionati

3) diverse interpretazioni bibliche sono di parte e andrebbero riviste con umiltà

4) il problema della pedofilia, sottovalutata inizialmente ed ammessa a denti stretti successivamente, mai risolta con ammissioni sincere, e questo si collega alla questione economica per via dei risarcimenti

5) dare troppa importanza all'aspetto economico anziché alla fiducia in Dio di provvedere

6) mancanza di trasparenza sia per come sono amministrati i denari sia come è amministrato il resto.
Poi ci saranno altre aspetti che mi sfuggono ma questi a mia opinione sono fondamentali!

Mi rendo conto che le opinioni che ho espresso sono troppo radicali per poter essere applicate e quindi rimarranno pura utopia!
E tuttavia mettono al palo l'organizzazione!

Approfondimenti:
Credo che il punto 1) infondo racchiuda tutti gli altri problemi irrisolti, partirei con una citazione e spero di non usare retorica ma solo fatti!

La Bibbia ci narra la storia di un tempo in cui Dio usò la statua di un serpente per aiutare a maturare la fede nel suo popolo. Dei serpenti velenosi attaccarono gli israeliti e molti morirono.
Pregarono Dio di mandare via i serpenti, ma Dio invece escogitò un piano molto più creativo per salvarli.
Avrebbe potuto semplicemente guarirli tutti, ma come Dio fa spesso, trovò un modo di collaborare con la sua gente per portare liberazione. Dio disse a Mosè di fare un serpente e metterlo sopra un’asta e disse che chiunque dopo essere stato morso, lo avesse guardato sarebbe restato in vita. La statua fu un’idea di Dio, e servì bene al suo scopo.
Tuttavia più in là nella Bibbia le persone s’innamorarono così tanto della statua del serpente che iniziarono ad adorarla piuttosto piuttosto che adorare Dio che gliel’aveva data (vedi 2 Re 18:4). Invece di adorara Dio adoravano la forma esteriore.

Purtroppo per ignoranza anche io sono caduto in questo tipo di idolatria! Quando sento queste frasi da fratelli e sorelle "quello che dice l'organizzazione è come se lo dicesse Geova" "ubbidire all'organizzazione e quello che richiede Geova" e con questi frasi che girano in testa alla fratellanza piene di retorica, l'organizzazione con le sue interpretazioni di parte ha preso il posto di Dio, e vi faccio un esempio pratico con la dottrina delle trasfusioni e l'ultima novita sui 4 elementi fondamentali del sangue da cui ci si dovrebbe astenere basata ovviamente non sulle scritture ma su interpretazione puramente umana, ciò obbliga i fedeli a decisioni che invece andrebbero lasciate alla coscienza del singolo individuo.
Dio ci ha dato il dono della vita e non richiede che la perdiamo per un'interpretazione discutibile, ma delle scritture emerge che anche se si trattasse di un comando scritture potrebbe essere infranto se la vita è messa in pericolo! l'organizzazione ha preso il posto di Dio e ci chiede di sacrificarla per l'organizzazione!
Concludo con la frase finale dell'ultimo post del Capitano
"Da un punto di vista pratico per chi rimane credente ci si deve preoccupare solo di cosa pensa Dio e non di cosa pensa l'organizzazione e questa non è retorica".

post di Tommaso

sabato 6 agosto 2022

Perché proprio Osservatore e pure Teocratico?

Le parole che scegliamo di usare per definire le cose, spesso non ci garantiscono che chi le ascolta o le legge le capisca così come volevamo noi. 

Prendiamo ad esempio il nostro blog “Osservatore Teocratico”. 

Solo due parole non scelte a caso per definire le nostre intenzioni ed i nostri obiettivi ma che è necessario darne una spiegazione. Partiamo dalla seconda parola: Teocratico. Secondo l’enciclopedia Treccani la teocrazia, da cui deriva il termine teocratico, è un sistema statuale o di governo in cui il potere è esercitato in nome della divinità, da persone che si dichiarano sue rappresentanti.

Già qui siamo costretti a spiegarvi che questa nostra scelta del termine teocratico nel nome del blog non l’abbiamo fatta con in mente questa definizione. Noi non esercitiamo, ne vogliamo farlo, alcun potere in nome di alcuna divinità, a differenza di quanto avviene in molte organizzazioni religiose compresa quella dei TdG. Va da sé che quello che diciamo qui, sia amministratori ed utenti non è verbo del Signore, ma frutto di riflessioni o studi che possono anche cambiare ed essere messi in discussione. Ci aspettiamo quindi che anche chi scrive e commenta qui, lo faccia consapevole di non avere la verità in tasca. 

In una possibile accezione, il termine teocratico è anche sinonimo di spirituale e/o cristiano, da questo punto di vista mettere la parola Teocratico nel nome del blog indica che vogliamo avere l’obiettivo di contribuire ad una sana spiritualità (nel senso più ampio del termine) di chi partecipa. Spiritualità, non religiosità! Ci piace distinguere la teocrazia religiosa da quella spirituale, così come si distingue la forma dai contenuti.

In armonia con ciò, nessuno qui deve mirare a tirare fuori o trattenere qualcuno nella congregazione dei TdG, nè tanto meno proporre altri recinti religiosi in cui entrare. Cosa fare delle informazioni che acquisite qui, ognuno lo decide per sé. Partecipare ad un blog come questo è un po' come salire sopra un albero per capire dove andare è da considerare uno strumento non un fine. 

Dai post cerchiamo di evidenziare il desiderio di stimolare la crescita delle facoltà di pensiero che sono state addormentate da anni di pensiero unico TdG e che per chi crede sono coerenti al desiderio del nostro creatore di ottenere il meglio da noi stessi. Questo desiderio di crescere si applicherà nella nostra vita con atteggiamenti e comportamenti "cristiani".

Con atteggiamento ‘cristiano’ intendiamo tutta quella serie di comportamenti etici virtuosi come essere rispettosi degli altri (anche quando non siamo d’accordo), educati nei modi di esprimersi, non andando contro la persona in sè e travalicando con insulti o epiteti. Partendo dal presupposto che, fino a prova contraria, molti potrebbero sinceramente credere in quello che dicono o scrivono, pure quando si trattasse di oggettive stupidaggini.

Ed arriviamo alla prima parola che dà il nome al blog: Osservatore. 

Un osservatore è uno che potrebbe passivamente guardare qualcosa. Ma non è questo il significato per cui si è scelta questa parola. Ci piace di più questa parte della definizione di Osservatore che si trova nell’enciclopedia della Treccani:”.. chi ha la capacità di esaminare con attenzione e di rilevare elementi e aspetti che a molti altri sfuggono.” La stragrande maggioranza di noi che siamo qui, siamo o siamo stati TdG. Conosciamo già la vita in questa organizzazione e nella congregazione, farvi essere osservatori non significa farvi vedere ciò che già conoscete. 

Facciamo un esempio, quando siamo andati a visitare una casa che forse volevamo acquistare, ci è stato permesso di andarla a vedere, di farci un giro per vedere come è fatta e le cose che ci sono dentro, ma non è detto che con quel giro riusciamo ad osservare le cose correttamente. 

Quando siamo personalmente immersi in un ambiente o in una situazione, potrebbero sfuggirci cose che abbiamo sotto il naso. Vi sarà capitato che solo dopo aver acquistato una automobile o una casa vi siate accorti che c’erano dei difetti di cui, nonostante fossero a vista, non vi eravate accorti.

Abbiamo visto, ma non abbiamo osservato!

Per essere un osservatore attento ed imparziale dobbiamo tirarci fuori, in senso simbolico, dalla situazione, liberarci dal coinvolgimento emotivo (positivo o negativo che sia) e guardare le cose come se stessimo fuori ad osservarle attraverso le finestre, spostando la nostra attenzione di volta in volta in vari punti o addirittura cambiando finestra per avere un diverso punto di vista.

Come per l’acquisto di una nuova casa, però è importante che prima abbiamo chiaro in mente perché vogliamo abbandonare la vecchia, quanto siamo disposti a spendere per comprarne una nuova, quali sono le nostre esigenze (mi servono 3 stanze o meno? Voglio uno spazio esterno?) e quanto costa mantenerla dopo che l’avremo comprata.

In altre parole prima di andare a vedere cose fuori dobbiamo chiarirci le idee su noi stessi.

Questo è lo spirito di Osservatore teocratico! Guarda quello che non avevi osservato, calcola quanto ti costano le tue scelte e sviluppa la tua capacità di pensare per fare meno danni possibili quando farai la tua prossima scelta in campo spirituale. 

Soprattutto ogni tanto invece di guardare dalla finestra le case di altri, da uno sguardo dentro di te e chiarisciti chi sei e cosa vuoi veramente, perché come disse John Lubbock (banchiere, naturalista e archeologo): 

“In questo mondo non vediamo le cose come sono. Le vediamo come siamo, perché ciò che vediamo dipende principalmente da ciò che stiamo cercando”.

domenica 31 luglio 2022

Dalla retorica al qualunquismo teocratico

Di recente abbiamo preso in considerazione come argomento del blog alcuni brevi accenni alle correnti filosofiche che erano conosciute anche dai protagonisti biblici.  Abbiamo anche accennato che queste correnti filosofiche avevano sviluppato temi specifici legati alla logica dei ragionamenti.

Contrariamente a quanto ha fatto l'organizzazione in questo secolo, gli antichi filosofi non davano per scontato che i ragionamenti fossero veri corretti. A differenza di questa teocrazia, lo sviluppo del ragionamento e quindi la capacità di arrivare a conclusioni, era una parte fondante del processo intellettuale che questi antichi illuminati analizzavano e approfondivano.

Lo scopo del ragionamento è ovviamente uno, ed è quello di raggiungere la verità. In questo momento tralasciamo un po' quello che è anche parte dell'esperienza che si fa in blog come questi e in particolare in questo blog e apro una parentesi; quando trattiamo argomenti o ci confrontiamo con altri nel blog si devono tenere conto tanti fattori. Il blog per ovvi motivi non può essere garante dei commenti espressi e non vi può dare la certezza che chi commenta non abbia altri scopi. Detto questo per evitare le possibili ambiguità è meglio concentrarsi sugli argomenti e se notate che sono palesemente incongruenti e più volte irragionevoli... lasciate perdere passate oltre. Capisco la tendenza crocerossina che abbiamo di aiutare il prossimo a tutti i costi ma questi luoghi in genere, non sono adatti per un opera di supporto di quel tipo. Chiusa la parentesi, riprendiamo sullo sviluppo del ragionamento.

In questo processo di sviluppo dell'intelletto umano la retorica, come strumento per dimostrare la verità è una parte molto importante e diciamo pure troppo per chi è testimone di Geova, ma lo vedremo dopo. La retorica ha un problema insito che nasce da una ambiguità del mezzo. Vi lascio uno breve stralcio del dialogo fra Socrate e Gorgia citato da Platone nei "Dialoghi" opera omnia che ci permette di capire come le idee si incontrano e come si sviluppano. In questo caso ovviamente non sono persone comuni perchè stiamo parlando appunto di due filosofi importanti come Socrate e Gorgia, ma gli argomenti sono alla portata di tutti e in questo caso appunto parliamo di retorica e di come si incontra o scontra con la scienza e con le opinioni.

Socrate - Ti sembra che sapere e credere, ossia 'scienza' e 'opinione', siano la stessa cosa?

Gorgia - No; direi che son cose distinte.

Socrate - E diresti bene. Infatti se uno ti domandasse: 'Gorgia v'è una opinione falsa e una vera?' tu risponderesti di si, credo.

Gorgia - Di si, certo.

Socrate - Ma la scienza può essere falsa e vera?

Gorgia - Assolutamente no.

Socrate - E' proprio vero, quindi, che scienza e opinione non sono la stessa cosa.

Gorgia - Infatti.

Socrate - Eppure vi ha persuasione sia in quelli che hanno scienza che in quelli che hanno solo opinione.

Gorgia - Lo credo bene.

Socrate - Dobbiamo stabilire, pertanto, due specie di persuasione: quella che produce opinione senza il sapere, l'altra che produce scienza.

Gorgia - Hai ben ragione.

Socrate - E allora dimmi, o Gorgia, quale delle due persuasioni produce nei tribunali e nelle altre adunanze la retorica intorno al giusto e all'ingiusto? Quella, cioè, da cui deriva opinione senza sapere, oppure l'altra da cui deriva il sapere?

Gorgia - Evidentemente quella da cui deriva opinione senza sapere.

Socrate - Dunque la retorica, a quanto pare, è produttrice di quella persuasione che induce all'opinione senza il sapere, e non alla scienza del giusto e dell'ingiusto.

Gorgia - Così è.

Ora ragioniamo un attimo Socrate distingue due elementi distinti della conoscenza, da una parte c'è la scienza che è appunto l'espressione della verità e dall'altra ci sono le opinioni. Un primo aspetto che possiamo notare e sicuramente quello di dire che mentre la scienza può essere opinione, anzi all'inizio è sempre così, non è vero il contrario, un opinione non può  essere considerata comunque scienza. Ma c'è un terzo elemento che è la persuasione, in particolare quella espressa dalla scienza e dagli scienziati e quella delle opinioni espressa invece dai retori come quella nei tribunali. Voi da chi vorreste farvi convincere?

Ora analizzate bene la cosa perché in questa organizzazione si da per scontato che le espressioni che provengono dai canali ufficiali siano considerati scienza. Tutta l'attività di teocratica è una attività fatta però da persone (gli oratori sul podio) che millantano opinioni (che oltretutto non sono loro ma dell'organizzazione) scambiandole per scienza.

Le persone che salgono sul podio sono scienziati o sono oratori, in altri termini retori? Gorgia sapeva bene la differenza tanto che fece un esempio molto chiaro ed evidente:

Egli dice: «Mi sono recato con mio fratello e con altri medici da qualche ammalato che non voleva bere medicine o mettersi in mano al medico lasciando che questi praticasse tagli o cauterizzazioni, e, mentre il medico non riusciva a persuaderlo, io lo persuasi con non altra arte che la retorica».

Gorgia era medico? No, era un retore, se per voi questa differenza è chiara da Testimoni di Geova in generale non lo è. Essere retori come ha dimostrato Socrate, non rende i discorsi che diciamo veri, anzi non è per nulla necessario che lo siano. L'effetto finale è quello alla fine di essere convinti di cose parzialmente vere quando va bene o anche palesemente false, non è inusuale infatti per i Testimoni di Geova fare affidamento a cure mediche alternative a rivalutare teorie pseudoscientifiche, semplicemente perché siamo stati convinti da l'ultimo retore. La distruzione del sapere è stata tale che non stupisce se qualcuno addirittura divulghi falsità scientifiche come il terrappiattismo. Questi rigurgiti di barbarismo del pensiero provengono proprio da questa struttura teocratica che ha messo al primo posto la retorica, la persuasione e non la verità delle cose. 

L'abuso di retorica che in cento anni è stato fatta, ha completamente demolito il processo evolutivo del pensiero delle persone. Tanto che ci stupiamo ancora adesso del ragionamento degli antichi Greci di duemila anni fa. Ma lo sappiamo, questa organizzazione di abuso ne ha fatto un manifesto. Prendete in considerazione ad esempio la tecnica di organizzazione delle assemblee e degli oratori. Sono tutti scienziati secondo voi? Sono gente che sicuramente sanno cosa è la retorica e la persuasione, ma conoscono davvero gli argomenti? Secondo voi Losch quando ha sostenuto che andare all'università è come sparassi in bocca era un retore o uno scienziato? Se avete notizia, mi piacerebbe conoscere il medico di Losh, volevo sapere se è uno sciamano che lo cura con le ossa di pollo. Ma secondo voi la generazione sovrapposta di quell'altro personaggio innominabile, potrà mai essere davvero considerata un argomento scientifico se non solo nella mente di chi fa dell'abuso della fede il modello di vita? Ma questo CD potrà mai essere considerata una cosa seria?

Riprendiamo gli antichi greci, in un altro passo Gorgia sostiene che i retori non hanno competenze a meno della persuasione e per questo fatto sono pericolosi. Perchè? Perchè le convinzioni sino a quando rimangono idee ci si può anche convivere, ma quando poi prendono corpo e diventato luogo comune, creano disastri.  Esattamente quello che è accaduto con questa organizzazione che con l'idea che Geova sostenga il libero pensiero biblico, ha fatto della retorica scienza, improvvisando e millantando autorevolezza che non ha e gestendo attività senza avere competenze e capacità, con l'imbroglio poi di dare la colpa al giudaismo di 4000 anni fa e a Geova stesso quando le cose sono palesemente sbagliate, come l'applicazione della regola dei due testimoni. E alla fine il giochino gli è scoppiato in mano. Possiamo stupirci per questa cosa? No. Abbiamo il diritto spirituale di prenderne le distanze? Si. Al di fuori di ogni dubbio.

Se io vengo a casa tua per svelarti verità rivelate e riesco a convincerti con argomenti retorici che sei stato prescelto da Dio a far parte del suo popolo io ho soddisfatto pienamente l'arte della retorica ma la domanda che ci chiediamo è:  ho fatto altrettanto con la verità? 

Si certo è ovvio il concetto di verità e falsità lascia un po' perplessi  e in particolare siamo consapevoli dell'abuso strumentale che in questa organizzazione ne viene fatto anche a partire dal termine stesso. Questo abuso porta inevitabilmente a perdere i riferimenti e certezze e capita spesso che alla fine prenda il sopravvento il qualunquismo teocratico. Cosa intendo con qualunquismo teocratico? Intendo in pratica quell'idea di ammettere che le cose vanno male, ma di giustificarle in tutti modi con scuse e pretesti, tipo: d'altra parte questo sistema è fatto così, che ci vuoi fare lascia perdere, aspetta Geova e così andiamo avanti a pacche sulle spalle.

Sapete quegli anziani che vi spiegano che per andare avanti quando finiscono i cavalli si prendono gli asini, oppure quelli che vi dicono che l'organizzazione è umana ma lo spirito santo è di Dio, oppure che anche se non capiamo dobbiamo comunque seguire il carro di Geova che si muove più veloce del tuo pensiero, oppure che dobbiamo avere pazienza e aspettare che Geova intervenga. Queste sono opinioni e non scienza. Questa retorica, soddisfa il requisito base della verità o sono opinioni del "volemose bbene"?

Ora mi pare che da questo blog anche se non invitiamo nessuno ad uscire dall'organizzazione, non abbiamo però sicuramente promosso a mantenere idee che giustificassero le cose che non vanno. Anche se il blog si intitola Osservatore Teocratico questo non vuol dire che l'osservatore che partecipa ancora alle attività deve aver scritto sulla fronte Joe Condor ( questa solo i più vecchi la capiscono). Il confronto delle idee serve a chiarire che posto abbiamo nella nostra vita e discutere non è un problema o un elemento che squalifica spiritualmente, contrariamente a quanto sostiene questa teocrazia. Da un punto di vista pratico per chi rimane credente ci si deve preoccupare solo di cosa pensa Dio e non di cosa pensa l'organizzazione e questa non è retorica.

Buona serata

domenica 24 luglio 2022

Com'era verde la mia valle

Esame di terza media, la prof di musica e quella di lettere mi guardano compiaciute, l'esposizione é stata eccellente, il loro migliore allievo (a.s.1979-1980) ha superato la prova.
-"Ci hai ripensato? Guarda che é un peccato, sei portato per le materie letterarie, ti suggerisco giurisprudenza, sai, ho parlato di te al prof. x preside del Liceo XXX, potrai andare all' Università, non abbandonerai la tua religione, potrai fare quello che vuoi, il Liceo XXX é un liceo laico, non buttare via il tuo futuro".

Io, col sorriso delle grandi occasioni, fiero di me stesso, in quel momento respingevo le lusinghe del demonio! Sarei andato a frequentare un istituto tecnico perché dovevo guardare prima al regno! Giammai avrei frequentato l'Università! In servizio col mio mentore, il mio conduttore di studio di libro, anzianodal1950sorvegliantedelservizioconduttoredistudiodilibro, uomo saggio a cui raccontai giulivo l'esperienza scolastica:
-"Ben fatto! Guarda come sono le condizioni del mondo, la crisi economica é senza precedenti, gli americani hanno subito una sconfitta in Vietnam che li metterà ko, la religione é in caduta libera, basta guardare il telegiornale per capire che siamo negli ultimi giorni! Vorrai mica investire la tua vita in questo mondo che sta per finire? E poi guarda!"
disse additando due ragazze in minigonna,
-"la moralità é allo sbando e poi dicono che le violentano! ma dico io, i genitori? Se mia figlia andasse in giro così le spezzerei le gambe!"

Io ero ammirato! Il mio mentore, che ad uno sguardo poco attento pareva guardasse il sedere delle ragazze, in realtà le additava per il mio bene, perché voleva farmi capire a che punto degradato fosse giunta la moda di quegli anni (la figlia del mio mentore poi purtroppo scappò un paio di anni dopo con un fratello sposato della nostra congregazione, già padre di una bimba, evidentemente lei doveva correre veloce, visto che la incrociai un paio d'anni dopo per caso in un viale a braccetto con l'ormai ex fratello; la ragazza indossava felice e fiera una minigonna inguinale ma, e di questo fui contento, aveva ancora gli arti inferiori sani, il padre non era evidentemente riuscito a spaccarle le gambe, fortunatamente).


Fui intervistato dal mio mentore alla prima assemblea successiva, il mio esempio, mi era stato detto, doveva scatenare l'emulazione degli innumerevoli giovani che (allora) accorrevano numerosi; decisi poi di ottenere un diploma tecnico utile alla Bethel, rinunciai anche a diventare calciatore amatoriale per evitare l'agonismo e la cattiva influenza dei compagni di squadra, sapete, le battute a doppio senso nello spogliatoio, potevano distruggere la mia purezza. Mi dedicai ad alternare scuola e servizio, il sabato sera, il mio unico svago era la pizzeria con i giovani della congregazione, dopo il calcetto, fino a che verso la terza superiore incontrai un sorvegliante che in modo molto rude mi disse che non potevo fare il pioniere e allo stesso tempo frequentare la scuola superiore, chi volevo servire Dio o Mammona?

Smisi di fare il pioniere, non potevo lasciare la scuola a due anni dal diploma. Cominciai a uscire, adesso avevo più tempo libero, con i giovani della congregazione e scoprii un mondo nascosto! Pomiciate negli appartamenti, fidanzamenti segreti, attenzione maniacale ed esasperata per il sesso, linguaggio osceno, più figli di anziani c'erano alle feste e più basso era il livello morale degli appuntamenti. Nel popolo di Geova!!!!

Decisi di dirlo al sorvegliante, l'ultima festa a cui ero andato, a casa di un anziano si era trasformata in un'orgia! Gli scrupoli di coscienza erano forti; il sorvegliante, burbero, dopo aver ascoltato il mio racconto mi chiese quanti testimoni avessi e fu li che scoprii che la verità nella nomenklatura WT viaggia di pari passo con i numeri, più testimoni hai e più sei credibile, non importa verificare i dati, l'importante é sempre mantenere pura

L'IMMAGINE DELLA CONGREGAZIONE!

Dopo la visita, fui "giustamente" privato dagli anziani dei "privilegi" perché ero stato sleale, non avevo seguito i passi di Matteo, divenni così molto più sgamato. Raggiunto il diploma nel 1985 (era il periodo del Live Aid in tv, per chi vuole fare un tuffo nel passato), sostenni la neutralità, UN ANNO DI CARCERE MILITARE, (sigh) uscito, trovai lavoro in una azienda del nord Italia, ripresi a fare il pioniere, mi sposai, divenni servitore di ministero e dopo essermi licenziato, partii insieme a mia moglie per una circoscrizione del sud.

Trovai un mondo assurdo, la gestione dei rapporti quotidiani era improntata alla finzione, non potevi sapere se il tuo interlocutore fosse integro spiritualmente, cominciai a diventare paranoico, avevo paura di Geova, del suo Giudizio, paura di danneggiare l'immagine della congregazione (anzi di recare biasimo), paura di far inciampare i fratelli, di perdere i privilegi, di non poter rimanere fedele alle mie promesse come tdg nominato, vivevo fra mille paure, molte delle quali create ad arte da chi voleva solo usarmi, ma di questo divenni consapevole anni dopo.

Concludo dicendo che tornai nel nord a pezzi emotivamente e con le pezze materialmente, mi rendevo intimamente conto che avevo cambiato la mia percezione circa il mondo WT a causa di quello che avevo vissuto; ma continuai ugualmente a servire come anziano per diversi anni fino a che, una sera, affrontai un caso giudiziario che riguardava un fratello disassociato ingiustamente perché, in sintesi, occorreva nascondere un grave peccato commesso da un altro anziano e io sapevo tutto!! Ma io non avevo i testimoni, avevo imparato che se hai amici potenti eviti i giudizi negativi, puoi persino manipolare le cose approfittando del tuo potere, tornai a casa ed ero schifato di me stesso, per quello che ero diventato.

Fu la prima volta in cui cercai su internet se qualcun altro avesse avuto delle esperienze simili, forse ero io ad essere troppo negativo, qualcuno in forma anonima mi poteva dare delle risposte, mi imbattei per caso nel libro di Franz "Crisi di coscienza", mio Dio!!! Erano le stesse identiche dinamiche che avevo vissuto in 50 anni da tdg!!! Lessi altre esperienze di fratelli che raccontavano la mia vita, eravamo tutti testimoni e vittime, scoprii canali on line dedicati a tdg che volevano condividere esperienze, video di fratelli e sorelle massacrati da comitati giudiziari, vidi il processo australiano nel quale Jackson NEGAVA DI ESSERE IL CANALE DI DIO IN TERRA!!! Mi documentai e scoprii Beth Sarim e mille altre storie nascoste dell'organizzazione. Mi dimisi.

Ora! Sono felice! Non vedo più il prossimo come una minaccia, vivo da 37 anni con mia moglie (che non ho mai tradito), non dono più un centesimo o il mio tempo per servire degli uomini, scrivo queste righe in forma anonima per un bisogno di liberarmi, é catartico per me condividere esperienze. Ho visto commettere crimini, rubare, mentire, tradire coniugi, figli, genitori e amici. Tutto questo, all'interno del popolo che afferma essere l'unico benedetto da Geova.


BETH SARIM

sabato 16 luglio 2022

La lente organizzativa sullo stoicismo e sul logos









Salve ragazzi e ragazze buon giorno a tutti. Oggi parleremo molto brevemente di una corrente filosofica per tanti versi molto più importante dell'epicureismo e indubbiamente più legata al Cristianesimo di quanti molti "ben pensanti" credono.

Lo stoicismo e gli stoici

Come abbiamo visto nel post precedente nella scrittura di Atti 17:18 scritto probabilmente da Luca, si fa riferimento anche alla presenza in Atene oltre che agli epicurei anche degli Stoici. Daremo qualche piccolo spunto su questa corrente filosofica molto importante, come sempre nel nostro caso li considereremo sotto la lente dell'organizzazione e cercheremo di chiarire qualche piccolo aspetto che ci collegherà con la scrittura di Giovanni 1:1.

Iniziamo con i riferimenti teocratici che riguardano lo stoicismo. In una torre di guardia del 94 leggiamo un riferimento teocratico sullo stoicismo con una evidente connotazione negativa

w94 1/11 pp. 9-15 Geova, il nostro Padre teneramente compassionevole

Alcuni personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport sono dei duri che non piangono né mostrano tenero affetto. Certi governanti politici agiscono in modo simile. Il filosofo stoico Seneca, che educò il crudele imperatore Nerone, dichiarò che “la pietà è una debolezza”. Un’enciclopedia afferma: “Lo stoicismo . . . continua a influire sulla mente degli uomini perfino al presente”. — M’Clintock e Strong, Cyclopædia.

Come possiamo notare il riferimento allo stoicismo è piuttosto esplicito la citazione viene presa direttamente dall'enciclopedia citata ma come notate è strumentale. Cosa significa questo che il taglia e cuci delle definizioni allude a ritenere che M'Clintock e Strong siano la prova che le notizie delle crudeltà che sentiamo abbiano una causa fondante nello stoicismo (tipico atteggiamento complottista). Il senso è chiaro la virtù stoica di resistere al dolore è un problema che ha risvolti negativi anche sulla società. Ma andiamo avanti perchè sempre nello stesso anno nella Svegliatevi leggiamo invece queste note
g94 22/5 pp. 3-8 Ha ‘ricordato il suo Creatore nei giorni della sua giovinezza’


L’avv. Day ha aggiunto alcune osservazioni personali riguardo ad Adrian: “Il mio assistito era capace di affrontare la sua grave malattia con pazienza, stoicismo e coraggio. Nei suoi occhi c’era determinazione, nella sua voce una fiduciosa fermezza e nei suoi modi la tenacia di chi non si arrende. Soprattutto, dalle sue parole e dai suoi gesti traspariva una fede incrollabile. Ciò che lo contraddistingueva era la fede. La malattia inesorabile l’aveva costretto a costruire dei ponti tra i suoi sogni giovanili e la realtà degli adulti. La fede l’aveva aiutato a farlo. . . .


Ecco come abbiamo potuto leggere abbiamo la testimonianza di un avvocato che riferendosi ad un fratello usa il riferimento stoico invece proprio per esaltarne le qualità particolari coraggiose. Ora come vedete già da questi primi due riferimenti ci si ripropone il solito bivio: o l'organizzazione ha le idee poco chiare oppure ne ha molte e semplicemente ciurla nel manico (il corsivo è nostro) con la descrizione delle definizioni che cambiano a seconda di cosa ci si riferisca.

Ma forse il riferimento più importante su questa corrente filosofica l'abbiamo nel nota del perspicacia alla voce Stoici. Cito la parte descrittiva della filosofia.

Stoici it-2 p. 1052

Filosofi che Paolo incontrò mentre predicava nel mercato di Atene. Anche se le loro idee cambiarono col passare del tempo, fondamentalmente gli stoici sostenevano che materia e forza (quest’ultima a volte chiamata provvidenza, ragione o Dio) fossero i princìpi elementari dell’universo. Per gli stoici tutte le cose, anche i vizi e le virtù, erano materiali. Non credevano in Dio come Persona e insegnavano che tutte le cose facevano parte di una deità impersonale dalla quale emanava l’anima umana. Gli stoici pensavano che l’anima umana sopravvivesse alla morte del corpo; alcuni di loro credevano che alla fine sarebbe stata distrutta insieme all’universo, altri che da ultimo sarebbe stata riassorbita da questa deità. Gli stoici sostenevano che per raggiungere il massimo obiettivo, la felicità, l’uomo doveva usare la ragione per capire le leggi che regolano l’universo e conformarsi ad esse. Per loro perseguire una vita virtuosa significava quindi ‘seguire la natura’. L’uomo veramente saggio, secondo loro, era indifferente al dolore o al piacere, ed era indipendente da ricchezza, povertà e simili. Pensavano che il destino governasse le cose umane, e se i problemi sembravano insormontabili, non erano contrari al suicidio.

Le cose citate diciamo che sono corrette ma come sempre in questa organizzazione le cose interessanti non sono in quelle dette ma in quelle non dette. Quando si tenta di ricostruire una realtà parallela dove cercare di far vedere alle persone un mondo diverso certi aspetti vengono senzientemente nascosti. In questo caso ad esempio ci sono due aspetti molto importanti che nella definizione si stoico non vengono detti. C'è a dire il vero una parte interessante riguardo al suicidio ma la riprenderemo un'altra volta...

Il primo aspetto è quello relativo alla logica degli stoici. Questa corrente filosofica non dava solo un'intepretazione dell'universo e delle cose che ci circondano così come la definizione ci vorrebbe far credere. Gli stoici formularono le basi dell'analisi del ragionamento della retorica e della dialettica dell'uomo. Analizzavano quindi il linguaggio per descrivere come venivano creati e trasportati i concetti. Per la prima volta nell'umanità descrissero la logica dei segni dove distinsero il significante (semeion) dal significato (semainomenon) dall'essere del significato (hyparchon). Avere la padronanza di questi meccanismi consente di sviluppare idee e considerazioni che abbiano un senso. Prescindere da questo significa solo essere bravi a cantarsela e suonarsela ma in questo devo dire non temiamo rivali e si capisce perchè non abbiamo la necessità di spiegare queste cose.

Quello che però senzientemente questa citazione si guarda bene dal rendere noto è che lo stoicismo è universlamente riconosciuto come la filosofia del Logos.

Per gli stoici infatti Dio esiste non nella figura antropomorfa del cristianesimo ma nella ragione seminale, nel principio delle cose che emana materia l'inizio del tutto non poteva essere altrimenti. 

«Nessuna cosa avviene per caso ma tutto secondo logos e necessità.» (Leucippo, fr.2)

Questa ragione la chiamavano Logos il riferimento per identificare da dove proviene il creato e tutto quello che ne consegue. 

«[il logos] attraversa tutte le cose mescolandosi al grande come ai piccoli astri luminosi» (Cleante Inno a zeus)

Il logos è quindi la ragione d'essere delle cose a cui tutto fa riferimento. Il logos essendo la causa è di conseguenza anche la spiegazione, l'enunciato, per questo i termini latini corrispondenti a Logos sono due Ratio e Oratio.

Che cosa è quindi il Logos? A non so voi ma io conosco sicuramente una scrittura che spiega il concetto 

Giovanni 1:1 In principio era la Parola,+ e la Parola era con Dio,+ e la Parola era un dio.+

Poi per il resto fate voi se la parola era Dio o era un Dio confrontatela però un ultimo aspetto considerate la scrittura anche con la tradizione del vecchio testamento di Genesi 1:3 dove l'atto creativo e esattamente un atto dichiarato. Geova crea dichiarando, enunciando con la parola...

1   1722 [e]
1   En
1   Ἐν
1   In [the]
1   Prep
746 [e]
archē
ἀρχῇ
beginning
N-DFS
1510 [e]
ēn
ἦν
was
V-IIA-3S
3588 [e]
ho

the
Art-NMS
3056 [e]
Logos
Λόγος  ,
Word
N-NMS
2532 [e]
kai
καὶ
and
Conj
3588 [e]
ho

the
Art-NMS
3056 [e]
Logos
Λόγος
Word
N-NMS
1510 [e]
ēn
ἦν
was
V-IIA-3S
4314 [e]
pros
πρὸς
with
Prep
3588 [e]
ton
τὸν
 - 
Art-AMS
2316 [e]
Theon
Θεόν  ,
God
N-AMS
2532 [e]
kai
καὶ
and
Conj
2316 [e]
Theos
Θεὸς
God
N-NMS
1510 [e]
ēn
ἦν
was
V-IIA-3S
3588 [e]
ho

the
Art-NMS

3056 [e]
Logos
Λόγος  .
Word
N-NMS






















P.S

Tanto per aiutare il confronto ecco alcune considerazioni di Benson Commentary che evidentemente cita le interpretazioni della Watchtower sull'utilizzo dell'articolo un nella scrittura di Giovanni 1:1
Quanto all'articolo ο mancante davanti a θεος , Dio, che alcuni hanno sollecitato come prova che la parola qui deve essere usata in senso subordinato, si deve osservare che ci sono tanti esempi negli scritti di questo apostolo, e anche in questo capitolo, (vedi Giovanni 1:6 ; Giovanni 1:12-13 ; Giovanni 1:18 ,) dove la stessa parola, senza l'articolo, è usata per significare Dio, nel senso più alto della parola, che è sorprendente che si debba porre l'accento su quella circostanza. L'ordine delle parole nell'originale, θεος ην ο λογος , ha indotto alcuni a tradurre la clausola, Dio era il Verbo. Così fu letto nella vecchia traduzione inglese, autorizzata da Enrico VIII, e così Lutero lo tradusse nella sua traduzione tedesca Gott war das wort. Ma ci sono quasi dappertutto, in molti dei più puri scrittori greci, esempi di tale costruzione come suppone la nostra versione attuale; e uno esattamente dello stesso tipo ricorre Giovanni 4:24 di questo vangelo, cioè, πνευμα ο θεος , che propriamente rendiamo, Dio è uno spirito: così che non sembra esserci alcuna ragione sufficiente per discostarsi dalla nostra traduzione in questo importante passaggio .