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giovedì 5 luglio 2018

Dat ma non solo

All’interno dell’opinione pubblica è nato uno scontro molto polemico che ha come argomento il recente decreto legge che ha creato il Dat. Il mondo cattolico è in fibrillazione per la legalizzazione della scelta delle procedure di fine vita come l’idratazione o le terapie del dolore. Abbiamo già dedicato un ampio post all’argomento denunciando come questo decreto legge sia stato preso in ostaggio dal nostro famoso cartellino sul sangue snaturandone i principi e quindi l’applicazione. 
La nostra opinione rimane quella di ritenere la ocompilazione del DAT un importante scelta consapevole che necessita però un forte senso di maturità e responsabilità.
Le questioni sul piatto sono importanti spesso non si percepisce quanto siano gravi perché magari la buona salute ci ha risparmiato l’incombenza di fare scelte dove è la nostra stessa vita in gioco. 
Per chi conosce come vanno a finire certi decorsi ospedalieri seguendo qualche caro che poi è venuto a mancare, sa di cosa sto parlando e sa quanto queste scelte molte volte sono motivo di stress e frustrazione  ancora più della malattia stessa.
Il Dat non può e non deve essere relegato alla solo diritto di scegliere se è come prendere una unica terapia medica come le trasfusioni di sangue. Questo documento non è la compilazione di una check list del vada come vada ma invece deve essere visto come un seria occasione di riflessione. Le contestazioni più vivaci riguardano la minaccia del caos che investirà  tutto l’apparato sanitario. Ma il caos è figlio dell’improvvisazione e non viceversa e la situazione di empasse non è sulle terapie mediche ma più concretamente sul decorso medico per affrontare il fine vita nel modo più umano e razionale possibile. L’importanza per noi è data anche dall’antitetico approccio che come testimoni di Geova abbiamo considerando quello che verrà come l’ineluttabile eterno. Ma le esperienze ci mostrano una realtà diversa molti fratelli hanno inciampato non nella prova ma proprio dal falso senso dato alla vita e che ad un certo punto non hanno accettato di rimodularo. Dette tutte queste cose facciamo un appello al senso di responsabilità  per dedicare del tempo ad una questione che va oltre il cartellino del sangue. Buona giornata a tutti


In allegato alcuni moduli DAT che pensiamo siano utili anche come argomento di studio famigliare.

Esempio di dat link


4 commenti:

  1. Grazie Capitano, mi sembra un dat più completo e corretto rispetto al tesserino sangue camuffato da DAT.
    Interessante anche la possibilità di scegliere su assistenza religiosa in ospedale e il tipo di funerale desiderato.
    Da noi è accaduto che sorelle anziane con parenti non tdg abbiano subito un funerale cattolico.
    L'idea di poter scegliere di non essere seppelliti al cimitero ma donare il corpo alla ricerca e poi cremare ciò che resta mi piace.
    Buon DAT consapevole a tutti!

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  2. Grazie Cap. e Si a Barnaba, hai ragione un modulo molto completo, io lo ho trovato , mi sembre proprio uguale , sul comune di Genova.
    Dovrebbe essere proprio così non lasciare all'inventiva del singolo individuo, lì hai già praticamente tutti i consigli e poi al limite puoi anche fare aggiunta, magari parlando del sangue.
    Quel che voglio far notare è la mancanza di amore da parte della WT, pensano solo al loro orticello, a far pesare questo dato del sangue come unica cosa a cui pensare, per il resto mi vien da dire puoi anche morire come ti pare, magari prima fai un testamento a loro favore.

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    1. Ciao rewind Lamentela legittima che condivido. Questo approccio più sociale è richiesto a gran voce da molti consapevoli a viene visto come una contaminazione che non è finalizzata alla brevità dei tempi e al mandato che la WT si è data che è solo e unicamente quello di predicare. Così è se vi pare.

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    2. me sa che nemmeno che pensa all’orticello...

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Grazie per il commento.

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