mercoledì 18 luglio 2018

Marta e Maria, scegliere la parte buona

Dalla lettura di questa settimana, ho trovato una riflessione interessante che volevo condividere. Due aspetti importanti: la naturalezza con cui Gesù si rapporta con le donne alla pari e la contrapposizione non tra opere e contemplazione, bensì tra i motivi che ci guidano.

PS
Per MiKa. .. stavolta non è colpa mia se non è una sintesi, ho semplicemente condiviso par pari da qui:

https://www.monasterodibose.it/preghiera/vangelo/10613-la-porzione-buona

;)

Lc 10,38-42
In quei giorni mentre Gesù e i suoi discepoli erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Quando Luca scrive il terzo vangelo, resta un uomo “ecclesiale”, che ha una conoscenza esperienziale della vita delle comunità cristiane, quelle che descriverà nella seconda parte della sua opera, gli Atti degli apostoli. Nella chiesa di allora, come ancora oggi in ogni comunità cristiana, si registravano e si registrano difficoltà, tensioni tra i diversi servizi e i diversi modi di vivere la vita cristiana. Negli Atti – non lo si dimentichi – Luca testimonia un conflitto tra il servizio a tavola e il servizio della Parola, che viene risolto attraverso una ripartizione dei servizi: agli apostoli compete annunciare il Vangelo, mentre ad altri sette credenti il servizio a tavola (cf. At 6,1-6). Questa soluzione non vuole essere esemplare o autoritativa per la chiesa: è stata una soluzione, ma forse ve ne potevano essere altre… In ogni caso, si è risolto il conflitto riconoscendo che c’è un primato da rispettare: il primato della parola di Dio ascoltata e predicata, senza la quale non vi è comunità cristiana. Nel brano odierno si manifesta lo stesso problema: cerchiamo dunque di comprendere umilmente le parole di Gesù.

Nella sua salita verso Gerusalemme, Gesù trova ospitalità presso una famiglia: due sorelle, Marta e Maria, e il fratello Lazzaro, a Betania, nei pressi della la città santa, lo accolgono in casa offrendogli cibo e alloggio. Questo succederà spesso, in particolare nella settimana prima della passione di Gesù (cf. Mc 11,11; Mt 21,17; Gv 12,1-11). Il quarto vangelo ci dà molte notizie su questi tre amici di Gesù, da lui molto amati (cf. soprattutto Gv 11,1-43). Dunque Gesù, che è stato respinto dai samaritani (cf. Lc 9,51-55), trova una casa che lo accoglie, che gli permette di gustare l’intimità dell’amicizia, di riposare, di avere tempo per pensare alla sua missione. Entrato in casa, è accolto da Marta, una donna attiva, intraprendente, che si sente impegnata a preparargli il cibo e una tavola degna di un rabbi, di un amico. Marta qui è “tirata da tutte le parti”, indaffarata e assorbita dai servizi.

Maria, l’altra sorella, appare invece una donna più contemplativa, che durante la sosta di Gesù in casa ama innanzitutto ascoltarlo, mettersi ai piedi del maestro e profeta per ricevere il suo insegnamento. Alla presenza di Gesù, Maria assume così la postura classica del discepolo (cf. Lc 8,35; At 22,3). La tradizione rabbinica affermava: “La tua casa sia un luogo di riunione per i sapienti; attaccati alla polvere dei loro piedi e bevi assetato le loro parole” (Mishnà, Avot I,4), ma questo compito era riservato agli uomini, non certo alle donne. Ciò sarebbe stato non solo inusuale, ma anche scandaloso, come si legge sempre nella Mishnà: “Chiunque insegni la Torah a sua figlia è come se le insegnasse cose sporche” (Sotah 3,4). Maria compie pertanto un gesto coraggioso, audace, mostrando una forte soggettività e una profonda consapevolezza: si fa discepola, sicura che il rabbi Gesù non la respingerà, ma eserciterà il suo ministero rivolgendosi a una donna come agli uomini, accetterà di avere una discepola e non solo dei discepoli. D’altronde, Luca aveva già dato testimonianza circa le donne al seguito di Gesù (cf. Lc 8,2-3); qui però egli specifica ulteriormente: le donne non solo seguono Gesù “servendolo con i loro beni”, ma sono destinatarie del suo insegnamento, esattamente come i discepoli.

Ma ecco apparire il conflitto. Vedendo la sorella in ascolto ai piedi Gesù, Marta interviene indispettita, dicendogli: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille che mi aiuti!”. Si faccia attenzione: Marta chiama Gesù Kýrios, Signore, titolo che echeggia la confessione pasquale della chiesa nei suoi confronti (“È il Signore!”: Gv 21,7). D’altronde, secondo il quarto vangelo, Marta è colei che fa la più alta confessione di fede in Gesù, definendolo “il Cristo, il Figlio di Dio veniente nel mondo” (Gv 11,27), confessione più completa di quella di Pietro (cf. Gv 6,69). Qui però le sue parole denotano irritazione e quasi costringono Gesù a intervenire presso sua sorella Maria. In fondo Marta si sta dando da fare proprio per accogliere bene Gesù, ma il suo zelo sconfina nell’inquietudine e nella preoccupazione. Pur facendo azioni per Gesù, Marta è distratta e preoccupata, dunque divisa – come Gesù stesso le dice subito dopo –, cioè ha assunto un atteggiamento e dei sentimenti che le impediscono di ascoltare il Kýrios.

Gesù allora interviene, non per fare un rimprovero, ma per offrire a Marta una diagnosi: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti affanni per molte cose!”. Queste parole vanno capite bene e non comprese secondo un adagio che abbiamo nei nostri orecchi perché ripetuto da secoli, adagio che beatifica la vita contemplativa e le conferisce il primato su quella attiva, frutto avvelenato del neoplatonismo cristiano… No! Ciò che Gesù vuole correggere in Marta, peraltro dolcemente, è la preoccupazione, ossia quell’agitazione che impedisce l’ascolto e l’accoglienza autentica di Gesù stesso. Per fare piacere a Gesù ed essergli vicina, Marta non si accorge che in realtà fa di tutto per creare ostacoli al vero rapporto con lui. I mezzi per raggiungere il fine sono per lei più importanti del fine. Agitarsi, preoccuparsi significa togliere attenzione all’altro e pensare troppo a se stessi: ci si illude di pensare agli altri, ma l’agitazione non lo permette, anzi lo impedisce…

Gesù, del resto, altrove ammonisce di non preoccuparsi delle parole da pronunciare per difendersi quando si è accusati a causa sua (cf. Lc 12,11: verbo merimnáo), di non preoccuparsi per il cibo e il vestito (cf. Lc 12,22-29: verbo merimnáo), di non lasciarsi prendere dall’agitazione per la vita, nell’attesa della venuta del Figlio dell’uomo (cf. Lc 21,34-35: sostantivo mérimna). Ora, nel mettere per iscritto questo episodio nonché le esortazioni appena citate, è molto probabile che Luca si ispiri a quanto affermato da Paolo in 1Cor 7, quando, parlando della relazione con il Signore, l’Apostolo esorta a non essere distratti, tirati qua e là (aperispástos: 1Cor 7,35; cf. periespâto: Lc 10,40), né preoccupati, divisi (amerímnous: 1Cor 7,32; meméristai: 1Cor 7,34; cf. merimnâs: Lc 10,41). Questo ammonimento vale dunque per Marta come per ciascuno di noi! Sia dunque chiaro: Gesù non condanna Marta perché lavora, facendo qualcosa per lui, anche perché egli amava la tavola, gioiva nel condividere buon cibo e buon vino con gli amici e le amiche, ma la mette in guardia dal lasciarsi prendere dall’affanno, fino a dimenticare la sua presenza. Occuparsi, non preoccuparsi; lavorare, non agitarsi; servire, non correre: sono attitudini umane assolutamente necessarie a ogni “buona” accoglienza!

Infine, ecco un’ultima parola: “Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la porzione buona, che non le sarà tolta”. Cosa è veramente necessario? Cosa è determinante nel rapporto con Gesù? Una sola cosa: essere suo discepolo, sua discepola, ascoltando la sua parola. Non a caso proprio Luca ci dice che addirittura la relazione di maternità di Maria nei confronti di Gesù passa in secondo piano rispetto al legame decisivo con lui, costituito dall’ascolto e dalla messa in pratica della sua parola (cf. Lc 11,27-28). Dunque,

non l’utero che ha portato Gesù è beato,
non chi accoglie Gesù con un pasto straordinario è beato,
non chi pensa di dover fare molte cose per Gesù è beato,
ma chi ascolta la sua parola e la mette in pratica!

Per noi non è facile rispettare questo primato dell’ascolto, perché pensiamo di avere molte cose da fare, molti servizi da compiere, e spesso ce li inventiamo, pur di non ascoltare le parole di Gesù. In noi, infatti, c’è ribellione alle parole di Gesù, c’è la tentazione di non ascoltarle per non osservarle, c’è la tentazione di preferire ciò che vogliamo, ciò che decidiamo, ciò di cui siamo protagonisti, piuttosto che ascoltare e obbedire. Quando mi interrogo su questo brano evangelico, mi sento più Marta che Maria, e ne provo vergogna e pentimento…

Ma non si dimentichi la grande novità di questa pagina: una donna si fa discepola di Gesù, e questa è “la porzione” di Maria che ascolta, la porzione buona che non le sarà mai tolta, perché “sua porzione è il Signore” (cf. Sal 16,5). Le donne non sono solo chiamate, come tutti i discepoli, al servizio, alla diakonía, ma innanzitutto all’ascolto: l’opposizione tra Marta e Maria rivelata da Gesù non è un’opposizione tra attività e contemplazione, ma tra non ascolto e ascolto del Signore.

24 commenti:

  1. Barnaba perdona la mia schiettezza ma non riesco più a capirti. Ho letto tutti i tuoi post e puntualmente sono presi da autori di altre fedi. Ma che ci stiamo a fare ancora fra i Testimoni di Geova se dopo dobbiamo prendere in considerazioni ciò che confezionano altre denominazioni di fede?? Prima posti ragionamenti presi da Adonai, adesso da quest'altro. Dobbiamo ritornare cattolici è il sunto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro consapevole, intanto ti ringrazio per esserti preso il tempo di leggere i miei post.
      Il mio intento non è di far tornare al cattolicesimo o a qualche altro recinto religioso, bensì di aprire le nostre facoltà mentali ad imparare e a studiare in modo indipendente.
      Per troppi anni abbiamo studiato la bibbia a senso unico, ovvero, sentendo solo la campana wt. Non voglio dire che sia tutto da buttare, ma non abbiamo il monopolio della comprensione e degli studi biblici.
      Gli stessi scrittori wt fanno ricerche in commentari ed altri manuali di ricerca scritti da biblisti di altre fedi o "studiosi del mondo".
      Ricordo in particolare che anni fa veniva spesso usato e citato il lessico di Kittel, tanto per citarne uno.

      Elimina
    2. La questione è malposta nel senso che non è del tutto vero che non dobbiamo prendere in considerazione le questioni confezionate dalle altre fedi. Il mandato di Osservatore Teocratico è un po quello di imparare a sviluppare una sana critica su temi e questioni che non siano preconfezionati ne predigeriti dalla religione di appartenenza. La realtà odierna è che molti hanno demandato ad altri la propria fede senza avere capacità di critica e di giudizio. Siti e blog di altre religioni sviluppano temi ai quali possiamo attingere con l'obbiettivo che devono essere oggetto di analisi. Attingere da questi siti quindi è un processo consapevole maturo deve essere fatto sviluppando la capacità di analisi e di critica.
      In questo mandato per chi fa post è però necessario che abbia più di un occhio di riguardo verso la fratellanza che ci legge cercando per quanto possibile di favorire questo processo di analisi.

      Elimina
  2. Caro Barnaba ho sempre studiato in modo indipendente anche quando avevo interi prosciutti negli occhi, sono un curiosone e quando la mammasantissima wt ci vietava di fare ricerche percepivo a pelle che un tale "consiglio" era solo a scopo di nasconderci qualche verità. Sono anni che studio in modo indipendente e sono ad un grado alto di consapevolezza tanto da essere un membro attivo sul blog del più importante studioso storico al mondo di NT. Quando affrontai una mia curiosità sul periodo dell'esodo dell'egitto scrivevo direttamente alle università di archeologia e facevo leggere loro direttamente sul sito JW se confermavano quelle date. Il mio concetto di studio è: se vuoi sapere qualcosa, vai direttamente al top. Quindi faccio veramente fatica a concepire questo modo tuo di ricerca: andiamo a predicare di casa in casa per convertire e dire che siamo nella verità e poi qui ci andiamo a studiare le loro interpretazioni? Probabilmente rientra tutto nella normalità ed il tutto si può spiegare con il "grado di consapevolezza" che abbiamo maturato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro consapevole,
      Per fare una metafora, la mia è una cucina semplice, quella di una casalinga che pensa a condividere un umile pasto con la famiglia.
      Quello che stai facendo tu sono preparazioni di alta scuola di cucina, piatti da gourmet che io non sono in grado di elaborare.
      Noterai che mi concentro più sui sentimenti, sui motivi, sul lato pratico delle scritture anziché basi storiche e profetiche.
      Ben venga quindi anche ricerche e metodo professionale se vuoi condividerle. Tuttavia lo scopo dev'essere condividere per edificare, per nutrire e non demolire.
      Un abbraccio!

      Elimina
    2. Caro Barnaba non desistere nelle tue ricerche che all'alta cucina ci arriverai anche tu...è questione di tempo, solo di tempo. Gli attrezzi di cucina professionali esistono e ci sono anche i negozi specializzati che li vendono. Un consiglio di studio Bereano? Quando nelle nostre pubblicazioni o sito JW trovi i 3 punti di sospensione, scava proprio sulla parte mancante di quella citazione!! Conoscerai i famosi casi di "Stauros o palo" o della fantascientica data del "607". Un abbraccio anche a te

      Elimina
    3. Hai citato due esempi che conosco bene. Il libro ragioniamo dovette rimangiarsi qualche citazione su stauros e non solo.
      Il 607 poi.. c'Edi che ridere per non piangere.
      Ma vedi, senza star a scomodare ricerche infinite e studiosi illuminati, bastava davvero molto meno.
      Ha importanza che sia un palo o due incrociati rispetto al chiaro comando di non farsi immagini per l'adorazione?
      Ha importanza 607 o 537 rispetto al semplice fatto che la profezia dei 7 tempi si riferiva solo a Nabucodonosor dandoci la lezione che "il dominio appartiene a Dio e lo da a chi vuole?"
      Allora ecco perché preferisco concentrarmi su cibo spirituale semplice che tocchi il cuore. Le parole di Gesù, il suo interagire con le persone hanno un valore morale semplice ma vitale per innamorarci di lui.
      Per quanto approfondire e scavare siano appassionanti e utili restano secondari rispetto al coltivare sentimenti. O per dirla con le parole di un cristiano intellettuale del primo secolo, ma che capi un punto essenziale: "La conoscenza gonfia, ma l'amore edifica".

      Elimina
    4. Condivido in toto questo tuo ultimo commento caro Barnaba, spero di leggere sia le tue ricerche volte all'essenziale, ai sentimenti,( infatti contrariariamente a quanto dubita e chiede consapevole" Dobbiamo ritornare cattolici è il sunto?" non hai mai sostenuto dogmi o precetti di altre religioni nei cui siti hai trovato spunti condivisibili) ...che quelle di Consapevole il quale essendo " un membro attivo sul blog del più importante studioso storico al mondo di NT." avrà senz'altro del buon materiale da condividere..
      Mi piace inoltre , quando ho tempo, leggere il pensiero di molti altri modi di vedere e di intendere la spiritualità, senza aver nulla di cui sentirmi superiore a nessuno anzi, ... (acc. i 3 puntini, quì non c'è nulla però da scavare)e senza provare alcun desiderio di ritornare...ri-relegare..o altro ..la mia persona, solo l piacere di condividere e non dividere.

      Elimina
    5. Giusto per ribadire quanto già sopra osservato, moooolto spesso il nostro schiavo ha attinto a piene mani da autori esterni all'organizzazione. Ciò ovviamente non vuol dire appoggiare l'intero impianto dottrinale di un'altra religione, ma semplicemente adottare una data spiegazione perché ritenuta consona alla linea di pensiero dello schiavo.
      Quì addirittura non c'è niente del genere, perché si sta attingendo da altre fonti solo per ampliare le nostre vedute o per intavolare un costruttivo dibattito volto all'arricchimento spirituale di ciascuno di noi. Anche tu, Consapevole, hai dichiarato di essere stato sempre un po' consapevole, scusa il gioco di parole, cosa che ti ha permesso di non accettare a scatola chiusa l'insegnamento ufficiale ma piuttosto di confrontarne gli insegnamenti con il pensiero di altri. Dunque tutti, te compreso, siamo quel che siamo grazie a questa sana contaminazione di generi. Penso proprio che Barnaba e altri facciano bene a portare alla nostra attenzione queste informazioni su cui poi aggiungere il peso dei nostri pensieri, senza con questo concludere che si stia spacciando dottrina di altrui religione. Non credo proprio sia l'intenzione di ciascuno di noi contributori di questo blog, desiderosi piuttosto di costruire su quanto sinora appreso dalla nostra religione e superare eventuali vedute obsolete e inaccurate.

      Elimina
    6. Ieu..hmm...anche no "ritenuta consona alla linea di pensiero dello schiavo." :)

      E' bello condividere ciò che può accrescere o allargare ....nel caso specifico di Marta la parte da Barnaba riportata:"ecco apparire il conflitto. Pur facendo azioni per Gesù, Marta è distratta e preoccupata, dunque divisa – come Gesù stesso le dice subito dopo –, cioè ha assunto un atteggiamento e dei sentimenti che le impediscono di ascoltare il Kýrios....ecco ora lavoro di fantasia....visto che pure io quando ho ospiti sono ansiosa come Marta, essendo amica di Gesù oggi come oggi...gli chiederei di sedersi vicino a dove sto lavorando così che possa ascoltarlo pure io, magari chiedendogli pure a di darmi una mano, e sono sicura che lo farebbe volentieri. Voi che ne dite?

      Elimina
    7. L'idea del pasto condiviso, non solo nella consumazione, ma anche nella preparazione è un'ottima idea che permette a tutti di godere della compagnia reciproca e dell'edificazione.
      Assomiglia ai pasti di comunione dei primi cristiani, l'edificazione viene non solo dai pensieri spirituali ma anche dallo stare insieme e lavorare in collaborazione.

      Elimina
    8. Per riprendere le parole di Gamma in un suo post su Elia, Marta era talmente concentrata a servire Gesù dal dimenticare di servire CON Gesù.

      Elimina
  3. @Barnaba..........ti perdono,anche perché in precedenza ci è stato di peggio come sintesi 😁☺️

    RispondiElimina
  4. A volte ci sta sia l'all tou can eat che magari il cibo gourmet di alta qualità....o sennò il cibo della nonna 😂 Alex

    RispondiElimina
  5. Ribadisco che il lavoro che sta facendo il fratello Barnaba è da ammirare,tanto da evegli già detto che ho letto tutti i suoi post( il che vuol dire che gli ho dedicato del tempo a leggerli). Me lo immagino giovincello nella verità per come ha spiegato consapevolmente la questione "palo" e "607". Per chi ha più di 40 anni nella verità saprà come la santa madre wt ci dispensava riviste da dare in predicazione sulla questione croce e fine del mondo dietro l'angolo con questi calcoli 607-1914. A quei tempi la gente non era apatica come oggi e ti faceva entrare nelle case a dibattere su queste cose. Troppe discussioni animate ho fatto per proteggere una finta verità che spacciavo per cibo dato da Dio a questo Schiavo. Quando lasciavano il padrone di casa ci confrontavamo con l'altro fratello sull'ottusità di queste persone e la frase stampo era: Satana sta accecando questi menti!! Invece eravamo ciechi noi. Chi è avanti negli anni e nella verità potrà capire, i giovincelli no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro consapevole,
      Confesso di aver fatto anch'io la mia parte nel predicare la fine imminente, ho evitato il 75 per un pelo ma ricordo bene l'atmosfera che si respirava subito dopo e ancora negli anni 80 e 90.
      A differenza di molti non provo rabbia, cerco di andare avanti senza distruggere anche ciò che di buono c'è stato e ancora c'è.
      Al tempo stesso rifiuto di accettare tutto il pacchetto, scopro cose nuove e le custodiscono insieme al bagaglio di esperienza e conoscenza già accumulato.
      La via cristiana è un percorso, nessuno è già arrivato, siamo in viaggio, in questo viaggio possiamo aiutarci l'un l'altro, è questa "la via".
      Mi piacerebbe poter contattarti in privato. La mia email: eridani.keid.a@gmail.com

      Elimina
  6. Scusate, la mia è una richiesta. Ed è quella di postare nuovamente le varie sigle ;e i loro significati, dal CO (Sorvegiante di circoscrizione, a le altre sigle, CD. WTS. Etc .grazie

    RispondiElimina
  7. Giusto Virgilio..ci vuole
    L'altro giorno una sorellina parlava del corpo radioattivo....l'ho corretta CD sta per Corpo Direttivo....poi parlando io stessa mi son ritrovata ad usare la denominazione radioattiva....come diciamo jw dovremmo dire GB ? Verrebbe voglia di filastroccare
    le sigle alla Mino Reitano

    RispondiElimina
  8. Hope, ci è arrivato una circolare sul cellulare per informarci di annunciare che il. .....a....ci sarebbe stata un'adunanza speciale tenuta dal e c'era la sigla e a fine adunanza fratelli e sorelle mi si sono avvicinati per chiedere informazioni sulla sigla ho dovuto riprendere il cellulare per dare la spiegazione,

    RispondiElimina
  9. Virgilio ecco il significato di alcune sigle:
    A - Anziani
    CCA - Coordinatore del corpo degli anziani
    CG - Comitato di gestione
    CO - Sorvegliante di circoscrizione
    Com. serv. - Comitato di servizio
    Congr. - Congregazioni
    GVP - Gruppi di visita ai pazienti
    PR - Pionieri regolari
    Procl. - Proclamatori
    PS - Pioniere speciale
    SAM - Scuola di addestramento ministeriale
    SKE - Scuola per evangelizzatori del regno
    SCE – Scuola per gli anziani
    SMR – Scuola di Ministero del Regno (per gli anziani e servitori di ministeri)
    SEG - Segretario
    SS - Sorvegliante del servizio

    Poi ci sono le sigle usate sui blog:
    CD - sta per corpo direttivo
    WTS – sta Watch Tower Society


    RispondiElimina
    Risposte
    1. Errata corridge...Rino Gaetano ..nun te regghe più...la filastrocca delle sigle😁

      Elimina
    2. Scusa Tommaso ma CG non è comitato giudiziario?

      Elimina
    3. Hai ragione nicknoky, ma noterai che ho fatto una distinzione tra le sigle usate nella corrispondenza 'ufficiale' e le sigle che si usano sui bolg, non mi risulta che nella corrispondenza ufficiale si abbrevi con una sigla i cg i comitati giudiziari.

      Elimina
  10. grazie Tommaso,me le scrivo e le metto nella bibbia cosi se mi chiedono qualcosa la risposta dventa semplice

    RispondiElimina

Grazie per il commento.

Chatteria