Nella Bibbia le nubi sono molto spesso un simbolo della presenza e della manifestazione divina, ma non per questo l'evento descritto è necessariamente irreale o invisibile.
Quando i Testimoni di Geova leggono espressioni come: «vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo» (Matteo 24:30) sostengono che le nubi siano simboliche e quindi anche la venuta sia invisibile.
Tuttavia questo ragionamento non è necessariamente corretto. Nella Bibbia le nubi hanno spesso una funzione teofanica, cioè indicano la presenza di Dio:
• Dio guida Israele nella nube (Esodo 13:21).
• Il Sinai è coperto dalla nube (Esodo 19:9).
• La gloria di Dio riempie il Tempio nella nube (1 Re 8:10-11).
• Gesù è trasfigurato nella nube luminosa (Matteo 17:5).
Le nubi quindi indicano la sfera divina, la gloria di Dio, la sua maestà.
Quando Daniele 7:13 dice: «Ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo» sta forse dicendo che il Figlio dell'uomo viene (nella sua visione profetica) in modo invisibile? Eh no: sta semplicemente dicendo che possiede attributi divini, e che lui vede: non vede una nube. Infatti nell'Antico Testamento è Dio stesso che "cavalca le nubi": «Ecco il Signore cavalca una nube leggera» (Isaia 19:1).
Per un ebreo del I secolo, venire sulle nubi significava partecipare alla gloria e all'autorità divine.
Per cui collegandoci al versetto che volevamo commentare, Atti 1:9-11, durante l'Ascensione: «una nube lo sottrasse ai loro occhi». Gli angeli aggiungono: «Questo Gesù... verrà nello stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo». La nube qui nasconde Gesù alla vista, ma gli apostoli lo hanno visto realmente partire. Le nubi sono certamente simboliche della gloria divina; ma il fatto che siano simboliche non implica che l'intero evento sia invisibile.
Sarebbe come dire che il trono di Dio è simbolico della sua regalità: il simbolismo non elimina la realtà che rappresenta. Per questo molti studiosi ritengono che in Matteo 24:30, Daniele 7:13 e Apocalisse 1:7 le nubi indichino la gloria e la maestà del Cristo risorto, non necessariamente l'invisibilità della sua manifestazione.
Apocalisse 1:7: «Ecco, viene con le nubi e ogni occhio LO vedrà». Notiamo che Giovanni non dice: «ogni occhio vedrà il segno», o non vedrà lui MA il segno....NO. Dice molto chiaramente: «ogni occhio lo vedrà».
Anzi, il paradosso è che nei testi escatologici le nubi sono spesso associate non al nascondimento ma alla rivelazione della gloria divina. Proprio per questo Matteo può dire: «vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi del cielo con potenza e grande gloria». Le nubi non servono a negare la manifestazione; servono a descriverne il carattere divino e glorioso.
Post di Stefano Greco

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