domenica 7 giugno 2026

Perché i Testimoni di Geova non ricevono l'otto per mille come le altre religioni?

Nel 2007 i Testimoni di Geova stavano per stipulare un’intesa con lo stato e di conseguenza ottenere l’otto per mille come altre religioni. Uno dei principali motivi per cui non ci riuscirono fu la testimonianza di Adriano Fontani, rappresentante del coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova

Roma, Camera dei Deputati, 16 luglio 2007. Presiede l’onorevole Luciano Violante

PRESIDENTE: L’ordine del giorno reca, nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di liberta` religiosa, l’audizione di rappresentanti del Coordinamento nazionale fuoriusciti dai Testimoni di Geova. Do la parola al fondatore del Coordinamento, Adriano Fontani.

ADRIANO FONTANI: Signor presidente, la ringrazio molto per l’invito. Si tratta di una legge che riguarda un diritto fondamentale degli uomini e, soprattutto, investe l’aspetto delicato della liberta` di religione, che spesso e` la prima ad essere toccata quando sono in gioco le liberta` in genere. Personalmente, rappresento un gran numero di persone che, ovviamente, sono direttamente interessate da quanto riguarda i Testimoni di Geova. Riconosco che il nostro compito e` ingrato, perche´ siamo coloro che devono dire qualcosa contro. Tuttavia, ci assumiamo questa responsabilita`. Siamo persone che hanno militato per anni nella congregazione dei Testimoni di Geova, spesso per decenni, e di conseguenza hanno maturato nel tempo la consapevolezza di aver vissuto in un’organizzazione non conosciuta nel suo vero aspetto. Abbiamo cominciato, quindi, da vent’anni a questa parte, una massiccia opera di informazione volta a sensibilizzare innanzitutto le istituzioni, ma anche la popolazione, a livello preventivo. Il nostro coordinamento ha raccolto un immenso quantitativo di materiale. Mi pregero` di lasciarglielo, signor presidente, affinche´ possa essere utilizzato da lei e dai membri della Commissione. Per guidarvi in questa ingente mole di materiale, ho suddiviso tutto in cartelline. Premetto che tale materiale ha due caratteristiche: una testimoniale e una documentale. Vi sono testimonianze e documenti ufficiali – che costituiscono la parte piu` importante – della congregazione cristiana dei Testimoni di Geova. Non possiamo non porci problemi seri quando analizziamo questa legge. Crediamo e sappiamo che la congregazione cristiana dei Testimoni di Geova voglia avvalersi della facolta` di stipulare un’intesa con lo Stato italiano. Il primo problema e` costituito dal fatto che questa organizzazione, piu` di altre, ha capacita` di dissimulazione e di presentare alle istituzioni una facciata di comodo, unica nel suo genere. Essa infatti e` studiata a tavolino. Esiste in proposito una teoria in merito, contenuta nel primo fascicolo e denominata « strategia della guerra teocratica ». Siamo davanti ad un gruppo religioso che ritiene di essere in guerra con il mondo o, meglio, che il mondo sia in guerra con esso. Vi e` una visione paranoica, secondo la quale « tutto e` Satana ». Inoltre, esplicitamente, nella Torre di guardia si fa riferimento al dovere di mentire. Per loro, si mente solo quando lo si fa all’interno; quando invece si mente alle istituzioni o ai giornalisti o ai Governi, non solo non e` peccato, ma e` un dovere sacrosanto, giustificato dalle scritture bibliche per acquisire privilegi e penetrare nello Stato. Potro` dimostrarvi che la possibilita` di penetrazione nei gangli vitali dello Stato di questa ricca e potente associazione – non esito a definirla sui giornali « setta », ma in queste sede ritengo giusto chiamarla « confessione religiosa » – e` immensa ed avviene attraverso metodologie particolari, che condizionano di fatto le istituzioni. Molti hanno ribattezzato tale metodologia « Ester-Mardocheo », che significa piazzare persone di fiducia – il giardiniere, l’autista, il domestico di un importante uomo politico, di un importante giornalista radiotelevisivo – con il compito di dare una certa immagine, in modo che non si parli in termini negativi di questa organizzazione. Si tratta di una tecnica che funziona moltissimo e benissimo. Vengo all’analisi del parere del Consiglio di Stato del 30 luglio 1986 – menzionata nel secondo fascicoletto di materiale che vi lascero` –, che concesse alla congregazione la veste giuridica. Leggo, nel testo di legge, che il Consiglio di Stato ha tuttora un ruolo importante nel concedere riconoscimenti ed intese alle religioni. Se tale organo deve limitarsi ad esaminare lo statuto ed altre pubblicazioni ufficiali, puo` incorrere negli errori clamorosi in cui e` incorso nel 1986. Ho qui il testo del parere del 1986. A noi fuoriusciti caddero le braccia, quando lo leggemmo e constatammo che, secondo il Consiglio di Stato, scelte delicate quali – lo sapete meglio di me – emotrasfusioni, proibizione del voto e servizio militare erano considerate libere manifestazioni individuali, scevre da ogni condizionamento confessionale. Noi abbiamo pagato sulla nostra pelle. Quando una persona accetta una trasfusione, va a votare o assolve all’obbligo del servizio militare o civile, subisce un umiliante processo, sulla base del quale viene espulso e isolato. Veniamo, allora, all’aspetto piu` delicato dell’intera problematica: una persona, una volta espulsa dal gruppo dei Testimoni di Geova, e` un morto, non esiste piu` neanche per i propri parenti che rimangono Testimoni di Geova. Le conseguenze, quindi, sono pesantissime. Come e` potuto cadere il Consiglio di Stato in un errore cosı` clamoroso ? Ci permettiamo di dire che e` stato clamorosamente ingannato, per un motivo molto semplice: non ha mai ascoltato la testimonianza dei fuoriusciti ne´ ha mai preso in considerazione la nostra documentazione, anche perche´ il nostro coordinamento e` nato esattamente due anni dopo. Non vorremmo che lo Stato ripetesse questo errore. Vi forniamo, quindi, documentazione di prima mano, tratta dalle stesse pubblicazioni della Torre di guardia, per aiutare gli organi dello Stato a non ripetere un errore cosı` grossolano. D’altra parte, all’articolo 6 del progetto di legge, si parla del diritto di recesso. Si puo` recedere in modo libero ed incondizionato. A mio avviso, questa parte potrebbe essere meglio specificata. Si dovrebbe specificare il dovere di un’associazione di non esprimere e di non prevedere nei propri organi ufficiali regole fortemente penalizzanti per coloro che decidono di uscirne. Le pubblicazioni della societa` Torre di guardia definiscono letteralmente noi fuoriusciti – me come tanti altri – « scrofe tornate al proprio vomito », « maiali che si rotolano nel fango », « esseri ripugnanti ». Siamo definiti « cancro da eliminare », « insetti da schiacciare ». Le pagine della Torre di guardia sono allegate alla documentazione. Naturalmente, di conseguenza siamo trattati come tali, persino dai familiari...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, quali sono i motivi prevalenti per i quali si esce ?

Adriano Fontani
ADRIANO FONTANI. I motivi per cui si esce, onorevole Violante, sono tanti. Quelli che a noi premono sono soprattutto i motivi ideologici. Innanzitutto, si puo` uscire per le contestazioni piu` banali. Molti fidanzati, per esempio, vengono espulsi perche´ si sono abbandonati a normali intimita` tipiche degli innamorati. Tuttavia, i motivi principali contro i quali noi protestiamo sono quelli ideologici: all’interno del gruppo e` praticamente proibito pensare. La Torre di guardia, in un’edizione – che ho allegato alla documentazione per lei, onorevole Violante, e per tutti i membri della Commissione – dice che e` proibito il pensiero indipendente. Guai a coloro che hanno un pensiero indipendente e critico ! Mi chiedo come questo si possa contemplare all’articolo 6, comma 2, del testo di legge, il quale stabilisce che una religione deve garantire ai propri aderenti le liberta` costituzionali e i diritti inviolabili della persona. Fra i diritti inviolabili c’e` quello di pensare, la possibilita` di alzare la mano per dichiarare di non essere d’accordo. Questi diritti sono calpestati in modo plateale. Ogni minimo dissenso all’interno del gruppo e` punito perche´ esiste l’obbligo della delazione. Nella documentazione che vi lascero` troverete, tra i dati, il numero delle persone espulse perche´ hanno confidato ad un confratello – per esempio, e` successo ad Antonio Taccardi, di Bari – che non condividevano il fatto di far morire un figlio per mancanza di una trasfusione. Chi riceve la confidenza ha l’obbligo della delazione, sancito nelle pubblicazioni. Vi e` obbligo assoluto di lealta` e tutto va riferito al corpo degli anziani. Il corpo degli anziani chiama il soggetto, verifica che abbia detto quelle cose e lo espelle. C’e` l’esperienza di Antonio Taccardi, qui riportata. Altro che violazione delle liberta` fondamentali: qui siamo di fronte al controllo del pensiero quale forse neanche la vecchia URSS aveva realizzato ! Questo traspare chiaramente dalle pubblicazioni stesse. Quindi, questo comma che voi avete inserito – secondo cui al proprio interno una religione deve garantire i diritti inviolabili – contrasta pienamente con la prassi effettiva della societa` Torre di guardia. Veniamo ad un aspetto a cio` conseguente: « l’epidemia » di malattie mentali (schizofrenia, paranoia, depressione e suicidi), che colpisce Testimoni di Geova e fuoriusciti. Un libro scritto da uno psichiatra americano, I Testimoni di Geova e la salute mentale, fa rabbrividire. Tuttavia, non e` possibile condurre un’indagine epidemiologica generale perche´ esiste una circolare della societa` Torre di guardia che la impedisce. Questa circolare invita gli anziani ad impedire a chiunque di svolgere indagini perche´, evidentemente, sanno benissimo che l’immagine del gruppo ne uscirebbe devastata e con le « ossa rotte ». In questo progetto di legge si afferma che la confessione religiosa deve comunque proteggere la salute mentale e fisica degli aderenti. Se si potesse, onorevole Violante, svolgere un’indagine epidemiologica, si capirebbe come questo gruppo si rivolge non solo a persone con problemi, ma anche a persone sanissime – tante persone normalissime e sanissime entrano a far parte dei Testimoni di Geova –, che escono con le « ossa rotte ». Del libro, recentemente pubblicato dalla Newton Compton, intitolato Il libro nero delle sette d’Italia, ho curato il capitolo piu` corposo, ovvero quello riguardante i Testimoni di Geova, nel quale menziono soltanto uno dei 25 casi di suicidio da me raccolti, motivati dal crudele isolamento in cui e` relegato un fuoriuscito. Dall’oggi al domani, un padre, una madre, una sorella – non parliamo degli altri – si potrebbero ritrovare nelle condizioni di dover considerare un proprio familiare come morto: questa situazione avrebbe una grande influenza sulla salute di una persona, in quanto la sfera emotiva ed affettiva e` quella a noi piu` cara. Le obiezioni sono tante, ad esempio quelle riguardanti l’articolo 8, circa l’educazione dei figli. Non esiste solo il problema delle emotrasfusioni e credo che potrebbe essere ben specificato, nel testo dell’articolo 8, che nell’educare religiosamente i figli si dovrebbero evitare forme di pesante condizionamento e di ostacolo alla loro integrazione. Se voi parlate con qualunque insegnante – personalmente appartengo alla categoria, quindi parlo anche come operatore scolastico – che abbia tra i suoi alunni figli di Testimoni di Geova, vi direbbe quale tortura sia per ognuno di questi bambini l’intera scolarita`. Difatti, dal primo all’ultimo giorno, il bambino e` costretto ad assentarsi da molte attivita` scolastiche per volonta` dei genitori, si sente diverso sempre, non soltanto nel corso dell’ora di religione, come e` suo diritto: quando si ritaglia l’albero di Natale, quando si parla della Pasqua, di Halloween, del carnevale, dei compleanni, delle varie cerimonie religiose, quando si cantano canzoni sulla pace e sulla patria. Per questo bambino, la scuola rappresenta una tortura. Esiste una pubblicazione, intitolata Figli di un Dio tiranno, in cui si racconta l’esperienza di una persona che ripercorre con terrore la sua infanzia scolastica. Ebbene, credo che potrebbe essere opportuno specificare in questo articolo che, oltre a quanto detto sul rispetto della salute mentale e fisica, si devono evitare forme di pesante condizionamento. Troppo spesso si vedono bambini di 5-6 anni, figli di Testimoni di Geova, in giacca e cravatta che la domenica mattina vanno a predicare. Siete a conoscenza di questa situazione ? Si tratta per loro dell’unico giorno libero; e` una tortura anche questa, e lo Stato non puo` non tenerne conto in quanto, effettivamente, sono altissimi i livelli di condizionamento e di indottrinamento. Affronto il discorso relativo all’articolo 9, a seguito di un’esperienza personale molto nota, approdata in Parlamento e sulle prime pagine dei migliori giornali. Quando si parla dei diritti che una confessione vanta nei confronti della scuola, a mio avviso bisognerebbe specificare anche che cosa una confessione non dovrebbe pretendere dalla scuola stessa. Non si puo` e non si deve pretendere che la scuola adatti i suoi contenuti e i suoi programmi all’ideologia religiosa. Voi vi chiederete il senso di tutto questo. Signori cari, parlate con un qualunque maestro d’Italia e fatevi raccontare che cosa e` accaduto il 14 gennaio scorso a Camposanto, in provincia di Modena. I genitori Testimoni di Geova richiedono ogni giorno che un determinato brano di storia non venga trattato, che l’argomento di scienze venga studiato in modo diverso e che il testo della verifica d’italiano venga cambiato. Anche il problema di matematica, secondo loro, dovrebbe essere cambiato perche´ parla delle palle di Natale, mentre sarebbe piu` corretto prendere come riferimento i sassi. Vi riporto quanto accaduto a Camposanto, in provincia di Modena. Una maestra ha ricevuto circa trenta comunicazioni affinche´ cambiasse il contenuto dei programmi, dei problemi e delle verifiche. A seguito del suo ennesimo rifiuto, e` stata picchiata in classe da due genitori Testimoni di Geova. Non e` usuale che picchino – sono il primo a riconoscerlo –, ma e` usuale la pretesa di adottare e di adattare programmi, contenuti, letture, passi di storia, geografia e scienze alla propria ideologia. Credo che, a salvaguardia della laicita` dell’insegnamento e della scuola, non sarebbe una cattiva idea stabilire un limite, specificando l’impossibilita` di pretendere dalla scuola pubblica questi cambiamenti. Il caso piu` clamoroso e` quello che mi ha riguardato di persona. Sono stati tolti degli alunni dalla mia classe, su richiesta dei Testimoni di Geova, semplicemente per la mia condizione di fuoriuscito. I genitori non possono avere a che fare con un « cane vomitevole », un « insetto da schiacciare », e via dicendo. Il dirigente scolastico ha accolto questa richiesta, mentre io ho protestato contro tale discriminazione. Un ispettore scolastico mi ha dato pienamente ragione, rischiando per questo motivo di essere licenziato dalla scuola pubblica. Vi sono tre interrogazioni parlamentari a cui ne´ il Ministro Moratti, prima, ne´ il Ministro Fioroni, ora, hanno voluto rispondere. Non e` finita qui: i Testimoni di Geova hanno preteso che fossi cacciato da quella scuola perche´ i loro figli si turbavano al solo vedermi, visto che, a causa dell’indottrinamento, io rappresentavo il demonio. Ebbene, la scuola mi ha cacciato. Tale decisione e` stata coperta con una giustificazione di incompatibilita` ambientale. Quanto vi ho appena esposto, signori, pone un altro problema che credo sia a voi sconosciuto.

Il presidente Luciano Violante
PRESIDENTE. Dove ha insegnato dopo ?

ADRIANO FONTANI. Sono stato trasferito in un’altra scuola.

PRESIDENTE. Dello stesso comune ?

ADRIANO FONTANI. No, di un comune diverso.

ROBERTO ZACCARIA. Dottor Fontani, ha letto l’articolo 15, comma 3 ?

ADRIANO FONTANI. Li ho letti un po’ tutti, onorevole Zaccaria.

ROBERTO ZACCARIA. Noi siamo in grado di intervenire sui punti che riguardano l’ordinamento generale.

ADRIANO FONTANI. Si riferisce all’articolo 15 ?

ROBERTO ZACCARIA. Leggo: « La violazione del diritto di discriminazione comporta, in ogni caso, la nullita` degli atti che la realizzano e la responsabilita` per danno patrimoniale e non patrimoniale a carico di chi la pone in essere ». Una legge interviene sugli elementi di rilevanza per l’ordinamento generale. Noi stiamo parlando di un provvedimento discriminatorio adottato nei suoi confronti...

ADRIANO FONTANI. Le ricordo che sono in corso cause penali.

ROBERTO ZACCARIA. D’accordo, pero` voglio solo chiarire che questa legge fornisce molti piu` strumenti di quanti non ve ne fossero in precedenza.

ADRIANO FONTANI. Ne sono consapevole e la ringrazio. Il problema che intendo porre e` quello del potere, spesso sottovalutato, che hanno queste grandi e potenti organizzazioni internazionali. Ne cito solo due: Scientology e i Testimoni di Geova. Nel 1990, ricevetti una lettera da una maestra di Mogliano Veneto. Essendo diventato un po’ il referente nazionale del movimento a difesa dei diritti dei fuoriusciti, questa maestra mi scrisse una lettera. Aveva anche lei sollevato il problema dell’inserimento dei figli dei Testimoni di Geova a scuola, con assemblee e con articoli sui giornali. Si rivolse ai sindacati, i quali le risposero: non si possono toccare i Testimoni di Geova; sono stati riconosciuti come ente morale quattro anni fa, quindi non ti mettere contro di loro. Mi riferı` di aver dovuto tacere perche´ i dirigenti scolastici l’avevano minacciata di sanzioni disciplinari. La lettera manoscritta la troverete nel materiale che vi ho messo a disposizione. Questo episodio riporta ad un altro aspetto, gia` trattato da una signora con riferimento al tema riguardante il mondo islamico: movimenti di questo genere si fanno forza dei riconoscimenti che ottengono – ad esempio, la personalita` giuridica riconosciuta nel 1986 o la domanda d’intesa – per diventare ancora piu` forti ed arroganti. Non a caso, nella trasmissione Chi l’ha visto ? di sette mesi fa, quando si e` parlato di clamorose sparizioni legate ai Testimoni di Geova, i Testimoni hanno replicato solo in un modo, dichiarando: « Noi siamo riconosciuti dallo Stato ». Basta. Lo Stato, quindi, deve sapere bene che dare riconoscimenti – quindi finanziamenti, come l’8 per mille – significa in realta` rafforzare la repressione e la violazione di diritti umani che all’interno si opera. A nostro parere, quindi, e` un errore concederli ad un’organizzazione che codifica in questo modo le regole sugli espulsi e che reagisce in tale maniera con le persone che dissentono, anche leggermente. Sono vere e proprie forme di giustizia parallela. Ho letto con attenzione l’articolo riguardante la procedura interna.

ROBERTO ZACCARIA. Il giusto processo.

Tra le 14 opzioni disponibili per l'otto per mille non ci sono i TdG

ADRIANO FONTANI. Esatto, il giusto processo. Lo ritengo un articolo meraviglioso. Mi piacerebbe – ne ho parlato anche con alcuni amici che mi hanno telefonato da varie parti d’Italia, quando si e` parlato di questa audizione – vederlo rafforzato, onorevole Zaccaria. Difatti,
il comitato giudiziario dei Testimoni di Geova e` un esempio di terrore, a cavallo tra l’inquisizione medievale e i processi staliniani. L’imputato non ha diritto a nessuno che lo difenda, perche´ chi lo fa segue la sua stessa sorte. Non si ha diritto ad alcuna carta, perche´ tutti gli incartamenti e i dossier rimangono a vita. Troverete le circolari ufficiali dell’organizzazione che dettano come e quando conservare gli incartamenti. Io non ho alcuna carta in mano e non posso neanche dimostrare, al limite, di essere stato espulso per apostasia o ribellione, mentre questa organizzazione religiosa ha a disposizione migliaia di carte delicatissime nei miei confronti di cui non ho ne´ mai avro`, copia. Pertanto, rafforzerei il dovere non soltanto di prevedere, ma anche di far ottenere alla persona verso la quale vengono irrogate sanzioni copia di tutti gli atti che la riguardano. Finora, i vertici dei Testimoni di Geova sono stati completamente insensibili a questo problema. Infatti, in Danimarca – l’organizzazione e` uguale dappertutto –, nel 1992, lo Stato confisco` qualche tonnellata di documentazione relativa proprio ai comitati giudiziari. Ebbene, anche questo e` un punto delicato che andrebbe rafforzato, in modo da evitare che un aderente sia soggetto a « processi farsa », che pero` hanno pesanti conseguenze e ripercussioni sulla sua vita personale, familiare, affettiva e anche professionale. Dovete sapere che, quando una persona viene espulsa dal gruppo, spesso perde il lavoro. Ve ne spiego il motivo. Un caso clamoroso, fra quelli di suicidio che vi ho citato, riguarda un signore che stermino` tutta la famiglia e poi si suicido`. Non era affatto una persona insana di mente, bensı` era sanissimo e svolgeva la sua attivita` in modo normale. Un giorno fu espulso dal gruppo dei Testimoni di Geova. Che cosa comporto` questo evento ? Intanto, il padre lo ripudio`, si tiro` fuori dalla sua societa` di giardinaggio e gli fece causa per togliergli i figli, dal momento che non li avrebbe piu` educati secondo le norme stabilite dall’organizzazione. I suoi clienti erano per il 90 per cento Testimoni di Geova e, naturalmente, non accettarono tale situazione, non sognandosi neppure di assumere un giardiniere fuoriuscito. Di conseguenza, non pote´ piu` pagare il mutuo in banca, e quindi ando` in rovina tutta la sua vita, affettiva, familiare, economica e patrimoniale.

PRESIDENTE. Ritengo che il quadro appena descritto sia sufficientemente disastroso.

ADRIANO FONTANI. Sı`, il quadro e` sufficientemente disastroso, sono d’accordo con lei.


[Segue l'intervento di PATRIZIA PAOLETTI TANGHERONI, MARCO BOATO e GIANPIERO D'ALIA]

PRESIDENTE. Le questioni poste sono numerosissime. Rifletta dunque, professore, se vuole dare una risposta assai sintetica, per poi farci avere per iscritto ulteriori osservazioni rispetto ai problemi molto importanti che hanno posto i colleghi intervenuti.

ADRIANO FONTANI. La ringrazio, signor presidente. In effetti, i suoi colleghi intervenuti hanno centrato il punto. Personalmente, mi concentro molto sull'articolo 18, riguardante i requisiti.
Concordo pienamente con l'onorevole Boato: serve assolutamente e in modo rilevante una legge. A mio parere, se questa legge venisse applicata così com'è, Scientology non potrebbe avere l'intesa, e neppure i Testimoni di Geova. Non siamo preoccupati, onorevole Violante e onorevole Zaccaria, del fatto che si faccia una legge, ma che l'iter delle singole intese porti la congregazione dei Testimoni di Geova ad avere l'intesa, con annesso l'8 per mille. È questo ciò che ci preoccupa.
La legge deve esserci, difatti ho suggerito integrazioni - che poi formalizzerò - puntigliose, in modo da creare uno sbarramento ancora più fitto. I «culti abusanti» non devono passare. Voglio rispondere a quanto ha affermato giustamente l'onorevole Paoletti Tangheroni, laddove ha precisato che lo statuto deve essere vero, non di facciata. Di conseguenza, il punto principale riguarda gli strumenti di controllo, che devono essere effettivi.
Circa la questione riguardante la setta o la confessione, mi sono permesso in questi anni - non ho molta dimestichezza con il tecnicismo delle leggi, ma ne ho molta con i mass-media e con il linguaggio giornalistico - di coniare una definizione di setta, se mi consente, molto a buon mercato ed efficace, che ai giornalisti è piaciuta molto: una setta è un movimento in cui è facile entrare, ma dal quale è molto difficile, penalizzante e pericoloso uscire. Basterebbe applicare questa definizione sommaria per rendersi conto che gli evangelici o gli avventisti non hanno nulla di settario, così come la Chiesa cattolica in quanto tale. Inoltre, ho cercato di far capire che una setta è tanto più pericolosa quanto meno sembra esserlo. Difatti, cari signori, mamma Ebe non è pericolosa, perché la sua è una setta talmente grossolana da poter attrarre solo le persone più sprovvedute in circolazione. Quando invece parliamo di Scientology o dei Testimoni di Geova, ci riferiamo ad organizzazioni internazionali ricchissime, potenti, capaci di ricattare e di influire su interi apparati dello Stato e su uomini politici di altissimo livello. Io non voglio mettere in imbarazzo nessuno, ma conosciamo situazioni che riguardano anche attuali uomini delle istituzioni, condizionabili con tanti metodi. Ebbene, prestiamo attenzione al fatto che una setta non è semplicemente quella residenziale. Se mamma Ebe prendesse dieci persone e le rinchiudesse in casa sua, tutti sarebbero a conoscenza del fatto che si tratta di una setta. Sono le sette non residenziali a non apparire tali, e proprio per questo motivo risultano essere quelle più pericolose.

Vi ringrazio moltissimo per averci dato la possibilità di esprimere la nostra opinione. Vi comunico che formalizzeremo alcune proposte. In conclusione, ben venga questa legge, ma noi siamo preoccupati per altri aspetti.

PRESIDENTE. La ringraziamo molto per il suo utilissimo intervento.
Dichiaro conclusa l'audizione.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per il commento.