La rivista Torre di Guardia del 15 Gennaio 1987 a pag. 21 e 22 ampliava il soggetto dicendo:
“Molti sismologi credono che al presente i terremoti non siano più grandi o più frequenti che in passato. Altri invece ritengono che la nostra generazione sia stata colpita da terremoti con una frequenza maggiore rispetto alle precedenti. In base ai dati disponibili, l’attività sismica del XX secolo supera decisamente quella del passato.
Le pubblicazioni della Watch Tower Society hanno più volte richiamato l’attenzione su questo fatto, sottolineando il significato biblico dei terremoti verificatisi dal 1914. I dati relativi ai terremoti precedenti al 1914 non sono però completi. E le passate generazioni non disponevano di strumenti di misurazione scientifica che ci consentirebbero di fare un confronto affidabile tra le magnitudo dei terremoti passati e presenti.
Significa questo che non è possibile capire se la profezia di Gesù si sta adempiendo? Niente affatto. A quanto pare, Gesù previde che la storia non avrebbe registrato tutti i terremoti avvenuti prima del 1914 e che le passate generazioni non avrebbero avuto strumenti sismologici accurati, così come previde le altre condizioni del nostro tempo. Di conseguenza non formulò la sua profezia in modo tale che per capire che si stava adempiendo fossero necessari dati relativi ai terremoti dei secoli passati o misure strumentali.
Gesù non disse che durante gli “ultimi giorni” i terremoti sarebbero stati X volte più numerosi rispetto a un particolare periodo precedente, e non affermò neppure che si sarebbero verificati i più grandi terremoti in assoluto. (2 Timoteo 3:1) Non si espresse come se fosse un sismologo. Gesù pose l’accento su quello che avrebbero provato gli uomini. I terremoti sarebbero stati parte del “principio dei dolori di afflizione”. (Matteo 24:8) L’afflizione non si valuta per mezzo di strumenti. La vera portata di una calamità, anche di un terremoto, è data dalle sofferenze che causa alla gente.
Perché si adempisse la profezia di Gesù, ci doveva essere una significativa presenza di afflizioni provocate dai terremoti. Perciò, per capire se l’aspetto della profezia relativo ai terremoti si sta adempiendo non occorre basarsi sulle stravaganze delle registrazioni umane o sulle misurazioni scientifiche dell’energia liberata. Gli odierni servizi giornalistici sui terremoti descrivono in maniera molto vivida le dimensioni delle sofferenze umane provocate dall’attività sismica.”[4]
Come vedete, non si tratta di una modifica dottrinale ma semplicemente di una spiegazione più ampia che tiene conto degli aspetti quantitativi (più terremoti e più grandi) e qualitativi (maggiori sofferenze per le persone) indipendentemente dal motivo per cui accadono e dal numero registrabile.
Il messaggio, detto in parole povere, è il seguente: noi siamo sempre convinti che i terremoti sono stati maggiori per numero e potenza ma non vogliamo metterci in competizione con i sismologi come se questo fosse l’unico modo di valutare l’adempimento della profezia di Cristo. Essa ha un senso più completo solo se consideriamo (insieme agli altri aspetti) anche l’aspetto qualitativo: i terremoti hanno provocato più sofferenze a motivo dell’egoismo e della malvagità diffusa.
Che dire invece della modifica contenuta nel libro “Adoriamo il solo vero Dio“? In effetti la vogliamo esaminare solo per amore dell’argomento, tanto puerile ci sembra. A pag. 178 di questo libro sono contenute alcune domande che dovrebbero indurre il lettore a riflettere sul significato del segno degli ultimi giorni.
Mentre nel precedente libro “Uniti nell’adorazione del solo vero Dio” c’è una domanda riguardante i terremoti in quest’ultimo non c’è più. Secondo i nostri critici questo significherebbe che i terremoti non fanno più parte del segno. Ovviamente chi dice una cosa del genere non solo fa finta di non conoscere l’insegnamento generale dei testimoni di Geova sul “segno degli ultimi giorni” ma evidentemente non ha letto il libro Adoriamo il solo vero Dio per intero. Per esempio a pag. 9 sono contenute alcune domande introspettive la cui risposta può aiutare a rispondere alla domanda: “Quali fattori contribuiscono all’unità?”.
La prima domanda è: “Perché dovremmo ricercare i consigli e la guida di Geova quando dobbiamo prendere decisioni? (Salmo 146:3-5; Isaia 48:17)”. Ma se confrontate lo stesso capitolo del precedente libro Uniti nell’adorazione leggete: “Cosa penserebbe Geova se volutamente ignorassimo i suoi consigli in una questione che a noi sembra di poca importanza? (Luca 16:10; confronta Malachia 1:6-8). Influisce su altri se non ubbidiamo sempre ai comandi di Geova? (Confronta Romani 5:12; Giosuè 7:20-26; 1 Re 14:16).” Come potete vedere queste due domande nel nuovo libro non ci sono più. Significa che come fattore unificante il tenere conto della volontà di Dio nelle piccole cose e l’influenza su altri non abbiano più alcuna importanza? O significa semplicemente che lo scrittore (o gli scrittori) data la vastità degli insegnamenti biblici hanno operato una precisa scelta didattica? Stesso discorso per la domanda 7 che trovate nel libro nuovo a pagina 11. Nella precedente edizione la domanda era: “Come influisce su ciò che pensiamo dei nostri conservi cristiani il partecipare attivamente con loro a quest’opera di predicazione? (Confronta Colossesi 4:7, 11).” Nella nuova invece è: “Cosa dovrebbe spingerci a partecipare attivamente a quest’opera di predicazione? (Matteo 22:37-39;Romani 10:10)”.
Se seguissimo lo stesso schema proposto dai nostri detrattori per il caso terremoti dovremmo concludere che nel 1983 era importante predicare per sentirsi più vicini ai conservi mentre nel 2002 lo è perché amiamo Geova con tutto il nostro cuore. La realtà è che il punto indicato dalla domanda proposta nel libro Uniti nell’Adorazione non è superato. È stata solo accantonata per usarne un’altra. Il fatto che un argomento non venga utilizzato non significa che è superato. Si tratta di scelte necessarie, data la vastità degli argomenti biblici. Che questo sia giusto è dimostrato dall’illustrazione che il libro mostra a pagina 180. Per aiutare il lettore a fissare visivamente l’idea che le Scritture di Matteo 24:7 e Luca 21:10,11 (citate a pagina 178 del libro Adoriamo il solo vero Dio) si adempiono nel nostro tempo, si vedono alcune immagini di sicuro effetto. Cosa vedete sullo sfondo? La fotografia di un terremoto. Pertanto il conduttore dello studio farà probabilmente leggere la Scrittura di Matteo 24:7 (citata a pag. 178 e che parla dei “grandi terremoti”) e l’illustrazione a pag. 180 fisserà nella mente anche i terremoti come parte del segno.
Abbiamo voluto commentare questo aspetto solo per “dovere di cronaca” e non già perché sia fondamentale ai fini del nostro discorso. Certe illazioni fantasiose non meriterebbero tanta attenzione e andrebbero rispedite al mittente per quello che sono: veri e propri parti di fantasia. Torniamo quindi al centro della nostra argomentazione esaminando adesso alcuni dati oggettivi.
“In base ai dati disponibili, l’attività sismica del XX secolo supera decisamente quella del passato”; questo è il pensiero espresso dalla sopraccitata rivista del 1987 e riconfermato dalla rivista del 2002. Chiarita la nostra costante interpretazione della profezia sul segno degli ultimi giorni, prendiamo in esame alcune prove che confermano come i dati disponibili indicano un’odierna attività sismica superiore alle epoche passate. Chiediamoci quindi: il numero dei terremoti è realmente in aumento o è sempre stato costante? Oppure l’aumento (se c’è) è dovuto solo ai progressi tecnologici?
Sul sito governativo del NEIC (ora USGS) viene pubblicata la seguente domanda: “I terremoti sono realmente in aumento?” con la relativa risposta che riportiamo:
“Molte persone da tutto il mondo continuano a chiederci se i terremoti stanno aumentando. Anche se potrebbe sembrare che ci siano più terremoti, quelli di magnitudo 7.0 o maggiore sono rimasti praticamente costanti”
... e poi la risposta prosegue affermando che la tecnologia di oggi permette di rilevare molti più terremoti del passato. A conferma, in ultimo riportano i seguenti dati:
Il fatto curioso è che analizzando questi dati si giunge a conclusioni diverse da quelle evidenziate nella loro stessa premessa. Dalla tabella qui sopra si nota infatti come dal 1987 al 1992, in sei anni, ci fu un solo terremoto di intensità 8.0. Dal 1993 al 1998, sempre in sei anni, ci furono invece ben otto terremoti di intensità 8.0 o maggiore!
Dal 1987 al 1991, in cinque anni, ci furono 48 terremoti tra il 7.0 e 7.9 sulla scala Richter con una media annua di 9,6 ma dal 1992 al 1998 ce ne furono invece ben 180 con una media annua pari a 18 cioè praticamente il doppio dei precedenti 5 anni.
Ma perché ad una domanda simile, il Neic risponde con i soli dati di pochi anni (dal 1969 al 2001)?
Il sito del Neic non pubblica il numero dei terremoti prima del 1969 perché, se lo facesse, sarebbe evidente l’abnorme incremento di terremoti negli ultimi tre decenni rispetto agli anni precedenti. Non ci credete? Forse qualcuno potrebbe pensare che queste nostre riflessioni costituiscano solo una delle molteplici chiavi di lettura dei dati forniti dal Neic. É realmente così?
Effettuiamo una verifica attraverso altre fonti tra le più accreditate.
Innanzi tutto ci teniamo a precisare che nessuno di noi nega come la tecnologia sia migliorata e continuerà ad avanzare fino al punto da rilevare sempre più movimenti sismici di sempre meno intensità. É indubbio che grazie alle nuove centrali sismografiche, oggi siano rilevabili più terremoti che nel passato. Per questo la nostra verifica deve fare perno sui terremoti significativi e non su quelli che pur soggetti a registrazione avvengono senza che nessuno se ne accorga (perché di magnitudo troppa bassa o perché si verificano in zone desertiche). Ovvero, se vogliamo trarre conclusioni concrete, dobbiamo ragionare solo su quei terremoti rilevabili anche senza strumentazione. E su quelli fare le nostre verifiche.
E come si fa a classificare i terremoti significativi? Non è semplice. Non si può tener conto solo del grado d’intensità, né si può tener conto solo dei danni provocati, né tanto meno del numero dei morti provocato.
L’NGDC ha provato a stilare un catalogo di questi terremoti significativi, ovvero di quei soli terremoti che hanno avuto una rilevanza oggettiva significativa con riscontri certi e tangibili sulle condizioni di vita delle popolazioni colpite. Questo significa che non sono stati considerati i terremoti rilevati unicamente dalle stazioni sismografiche ma di cui nessuno si è accorto nella vita di tutti i giorni. E solo su questi, come dicevamo, possiamo e dobbiamo ragionare!
Gesù parlava infatti di terremoti che avrebbero avuto un rilevante impatto sul genere umano. Ecco perché questo catalogo potrebbe essere quello idoneo per riscontrare l’esattezza delle parole del Cristo.
Nell’introduzione a questo come a tutti i cataloghi del genere (e anche al sito del Neic) compaiono dichiarazioni simili a: “Erroneous statistical conclusions can be drawn from the numbers of earthquakes taken from this Catalog” (trad.: dal numero di terremoti riportato in questo catalogo, si possono trarre conclusioni statistiche sbagliate).
Viene da chiedersi: perché questo interesse a giustificare possibili erronee conclusioni se i dati af ermassero palesemente il contrario? Non sarebbe una giustificazione inutile? Oppure, vuoi vedere che i dati dicono qualcosa di diverso?
La Redazione di TdGOnline ha contattato il National Geophysical Data Center richiedendo ed ottenendo copia cartacea ed elettronica del CATALOG OF SIGNIFICANT EARTHQUAKES che include tutti i terremoti significativi avvenuti dal 2150 a.C. ad oggi. Avvalendoci del formato elettronico, abbiamo sviluppato un software che tenesse conto di eventuali segnalazioni doppie ed eliminando comunque quelle dubbie appositamente flaggate sul catalogo).
Ecco i risultati:
L’incremento di numero dei terremoti significativi è palese! Basta verificare l’incredibile salto nel numero di terremoti fra gli 88 anni prima del 1914 e gli 88 anni dopo il 1914. L’aumento non può essere dovuto al fattore “tecnologia” perché il catalogo riporta i soli terremoti che hanno avuto una rilevanza fra la popolazione (esattamente come additato dal Cristo).
Abbiamo sottoposto i nostri risultati ad un fisico del National Geophisycal Data Center il quale, pur non confermando l’aumento, conferma un apparente aumento giustificandolo attraverso:
l’incremento numerico delle stazioni rilevanti
l’utilizzo di computer sempre più efficienti
Ma queste giustificazioni sono prive di senso perché applicate ad un catalogo stilato considerando solo terremoti rilevabili senza strumentazione! Come si possono infatti giustificare le cifre che riporta un catalogo relativo ai SIGNIFICANT EARTHQUAKES adducendo l’argomentazione “tecnologica”?!
Lo stesso Catalogo afferma a pag.1 riga 4, 5, 6, 7 che la lista include terremoti che riscontrano almeno uno dei seguenti parametri:
1 – provocato danni per 1 Milione di $ o superiori
2 – provocato 10 o più morti
3 – Magnitude 7,5 o più
4 – Intensita’ X (10) o più
Come dicevamo, l’NGDC si è giustificato dicendo: “It just appears that there has been an increase since instrumental seismology is a young science” (trad.: sembra che ci sia stato un incremento perché la sismologia strumentale è una scienza giovane).
Ma ora noi ci chiediamo e chiediamo ai nostri onesti lettori:
-Ci vuole la “strumental seismology” per determinare se il terremoto ha provocato più di 1 milione di dollari di danni?
-Ci vuole la “strumental seismology” per determinare se il terremoto ha provocato più di 10 morti?
-Ci vuole la “strumental seismology” per determinare se il terremoto era di intensità superiore a 7,5 gradi?
-Ci vuole la “strumental seismology” per determinare se il terremoto aveva intensità superiore a 10?
È evidente che non avremo mai alcuna conferma dagli enti preposti alla rilevazione sismografica, ma i dati a nostra disposizione (e solo su questi possiamo ovviamente ragionare), che essi stessi pubblicano, parlano chiaro! Non ne siete ancora convinti? È un vostro diritto; è per questo che abbiamo effettuato una terza verifica giungendo alle medesime conclusioni a cui siamo arrivati dall’esame dei dati relativi ai “significant” terremoti stilati dal NGDC e a quelli pubblicati dal Neic.
Il World Almanac riporta infatti i seguenti risultati ottenuti da base parametrale diversa:

Vi ricordate qual era il pensiero espresso dalla Torre di Guardia del 1987?
“Molti sismologi credono che al presente i terremoti non siano più grandi o più frequenti che in passato. Altri invece ritengono che la nostra generazione sia stata colpita da terremoti con una frequenza maggiore rispetto alle precedenti. In base ai dati disponibili, l’attività sismica del XX secolo supera decisamente quella del passato”.
La Società Watch Tower non desidera entrare nel merito di eventuali dispute[5] con i sismologi. La posizione al riguardo è nota sin dal 1987. Non vi è mai stato nessun recente cambiamento (come sostenuto dai nostri detrattori). I Testimoni di Geova sono convinti che i terremoti costituiscano parte del segno della presenza di Cristo. La Watch Tower afferma che la profezia si adempie comunque, che si consideri o meno la strumentazione scientifica.
In conclusione siamo più che mai convinti che il segno degli ultimi giorni si è adempiuto nel nostro tempo anche grazie ai nostri detrattori che con il loro scetticismo non fanno altro che confermare quanto riportato in 2 Pietro 3:3,4: ...e diranno [gli increduli]:
”Dov’è questa sua promessa presenza? Infatti, dal giorno che i nostri antenati si addormentarono [nella morte], tutte le cose continuano esattamente come dal principio della creazione”.

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