Salmo 27: 7-8
Il Signore è la mia forza e il mio scudo, ho posto in lui la mia fiducia; mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore, con il mio canto gli rendo grazie. Il Signore è la forza del suo popolo, rifugio di salvezza del suo consacrato





4. Salmi 31:21-22 (CEI)
Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dalla rissa delle lingue.
Benedetto il Signore,
che ha fatto per me meraviglie di grazia
in una fortezza inaccessibile.
Il Signore è la mia forza e il mio scudo, ho posto in lui la mia fiducia; mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore, con il mio canto gli rendo grazie. Il Signore è la forza del suo popolo, rifugio di salvezza del suo consacrato
Una delle caratteristiche dell'animo umano è quella di elaborare gli eventi che capitano nella vita e dargli un'interpretazione. Le cose che facciamo sono regolate da un arbitro interno che chiamiamo coscienza e in base a questa agiamo o reagiamo alla vita e alle sue vicende.
Cosa è la coscienza?
Il termine ci interessa direttamente perchè l'etimologia mette un ponte con un altro aspetto dell'animo umano che è la consapevolezza.
Il termine deriva dal latino conscientia, a sua volta derivato di conscire, cioè "essere consapevole, conoscere" (composto da cum e scire, "sapere, conoscere") e indica la consapevolezza che la persona ha di sé e dei propri contenuti mentali[3]. In questo senso il termine "coscienza" viene genericamente assunto non come primo stadio di apprensione immediata di una realtà oggettiva, ma come sinonimo di "consapevolezza" nel suo riferimento "alla totalità delle esperienze vissute, ad un dato momento o per un certo periodo di tempo".[4] (Wikipedia)
Avere una coscienza ha lo stesso valore di essere consapevoli.
Facciamo una premessa: la nostra vita è davvero quanto di più prezioso abbiamo. Diventa ancora più bella e preziosa a seconda di come la vediamo e di quanto la apprezziamo. Prendendo spunto dall'ambiente automobilistico probabilmente per molti di noi, la vita non è una Bugatti ma è più come un triciclo a cui abbiamo messo la figurina fra i raggi della ruota per simulare il motore, ma questo non giustifica il fatto che dobbiamo disprezzarla, sminuirla o peggio non dargli valore. In questo post prenderemo in considerazione un elemento importante che è la nostra coscienza e questo arbitro interno che talvolta diventa davvero crudele.
Crudele perchè?
La coscienza come abbiamo detto è un arbitro interno molto potente e influente che motiva la persona alla azione. Un modo di dire tipico è "agire secondo coscienza", questa frase viene usata quando noi o qualcun'altro ha fatto una certa azione o ha avuto un certo comportamento e viene spinto ad agire da un etica interna che non è obbligata da nessun altro elemento esterno.
Ad esempio, molti dicono che noi Testimoni di Geova siamo "obbiettori di coscienza" un assunto che proviene dal linguaggio giuridico e deriva dal fatto che ci asteniamo dal servizio militare. In realtà il testimone di Geova non è un "obbiettore di coscienza" semplicemente perchè se nell'opposta posizione l'adepto intraprende il servizio militare, l'organizzazione a cui aderisce lo disassocia senza tenere conto della sua coscienza. Al limite, il concetto migliore si dovrebbe dire "obbiettore di coscienza di qualcun'altro" tanto per fare un esempio. Per chi ha fatto il militare e ha dovuto affrontare le domande dei giudici i fratelli si preoccupavano di accertarsi che non dovevi dare ad intendere che l'organizzazione avesse influito la sua scelta. Lo scopo non era quello di salvaguardare i tuoi interessi ma solo quelli dell'organizzazione. Nel tempo, per debito, veniva condonata la devozione all'organizzazione qualche nomina di servizio teocratica.
Ma continuiamo con la coscienza vera e sul fatto che può diventare in alcuni casi una tortura, che toglie alla persone la capacità di dare un senso alla vita. Quando una persona non riesce a metabolizzare gli errori veri o presunti l'effetto più devastante con cui la coscienza agisce è il senso di colpa.
"Quando il senso di colpa si basa su dati di realtà e quando è più o meno arbitrario e non-radicato nella realtà e rappresenta dunque un’inutile auto-punizione. Ovviamente, se abbiamo provocato del male a qualcuno o omesso di aiutare qualcuno in difficoltà quando sarebbe stato abbastanza facile farlo, è comprensibile provare del rimorso... Molti autori sottolineano l’importanza di distinguere tra un senso di colpa razionale, o “proficuo”, e un senso di colpa fatto principalmente di critiche rivolte al sé e, in quanto tale, punitivo e spesso ingiustificato. Tale senso di colpa ingiustificato è fonte di inutili sofferenze psichiche e disgusto di sé (a volte, sufficientemente spietati e implacabili da spingere una persona al suicidio). E se dura abbastanza a lungo, questo tormento interno può portare a sviluppare vere e proprie patologie come abuso di sostanze, disturbi sessuali e una grande varietà di altri comportamenti di auto-sabotaggio."
“Conosci il mio nome, ma non la mia storia. Hai sentito parlare di ciò che ho fatto, ma non hai vissuto ciò che ho vissuto io. Sai dove sono, ma non da dove vengo. Mi vedi ridere, ma non sai quanto ho sofferto. Smetti di giudicarmi.”
-Anonimo-
-Anonimo-
La coscienza è molto potente nel nostro animo e giocare con lei potrebbe costare molto caro. Un'altro modo di esprimersi quando vediamo o sentiamo di un crimine molto efferato, diciamo a chi lo commette "ma non hai una coscienza?" .
Chi conosce la coscienza sa che si può manipolarla con il senso di colpa. Prendete in considerazione la frase che è comparsa nello studio della Torre di Guardia di questa settimana. Seguitemi un attimo nel ragionamento faremo un paio di considerazioni su questa frase con voi. La frase è ripresa dal paragrafo 2 dell'articolo "Ricercherò le mie pecore"
"A Dio non sfugge quando anche solo uno dei suoi figli smette di frequentare la congregazione cristiana e di partecipare all’opera di predicazione. Quindi Geova deve soffrire molto nel vedere che ogni anno migliaia di suoi servitori diventano inattivi."
Questo paragrafo è un tipico esempio di leva emozionale che spesso ad esempio viene attuato con i bambini. Quando il nostro bimbo ci fa una marachella anziché sgridare e esprimere rabbia come minaccia (poco trendy), possiamo utilizzare la sua coscienza. In che modo? Al piccolo possiamo dire "Hai fatto una cosa molto cattiva e mi ha rattristato molto. Tu non vuoi che papà sia triste vero". Il bimbo non vede nel papà gesti di ira e di rabbia che alcuni sostengono siano controproducenti, ma riesce a percepire la sensazione di tristezza nel non sentirsi accettati. Attraverso questo senso di colpa indotto, il bimbo impara a non fare cose brutte o cattive che il papà non desidera. Con la premessa di non stabilire cosa o come insegnare ai bambini e che in certi casi mi verrebbe da dire che un sano calcio nel deretano sia quanto meno auspicabile, non giudichiamo la tecnica ma l'abuso che è tutta un'altra cosa.
i giudizi negativi sono un circolo vizioso. da una parte distruggono dall'altra edificano. I giudizi positivi sono un circolo vizioso da una parte edificano dall'altra distruggono. - Anonimo.
In questo paragrafo senza se e senza ma, si attua questa stessa tecnica manipolatoria: abusando però, sia di Dio che del lettore. Leggendo questo paragrafo al visionario lettore viene prospettata l'idea cialtrona e apostata, di un creatore antropomorfo oltremodo permaloso, che vada in giro fra i reparti di servizio delle congregazioni, che verifica dagli archivi illegali, se il fratello abbia segnato le ore di servizio negli ultimi sei mesi (non quattro e nemmeno cinque) e immaginiamo poi gli sguardi di sconforto con il segretario. Ma vediamo il secondo aspetto.
L’oggetto
Rileggiamo la frase implicata e rispondiamo a questa domanda chi è l’oggetto di questo piccolo testo?
"A Dio non sfugge quando anche solo uno dei suoi figli smette di frequentare la congregazione cristiana e di partecipare all’opera di predicazione. Quindi Geova deve soffrire molto nel vedere che ogni anno migliaia di suoi servitori diventano inattivi."
Sono convinto che molti di voi abbiano risposto alla domanda che il soggetto di questa frase sono gli inattivi. In parte è vero nel senso che è grammaticalmente corretto dare una risposta di questo tipo. Anche io ho dato questa risposta poi ho riflettuto un po meglio.
Soffermiamoci un attimo e rileggiamola. Fatto? Bene considerate questo aspetto, considerate adesso dove e quando verrà letta questa frase. Capito a chi è rivolta? Il riferimento vero del paragrafo non sono poi gli inattivi e non possono esserlo, perchè ovviamente per tanti motivi, non sanno ne sapranno mai di cosa si sta parlando in questo articolo. Essi infatti non frequentano le adunanze e sono totalmente fuori dal contesto.
Chi è quindi il vero oggetto?
Ma si diciamolo è proprio quello che sta leggendo il paragrafo. Chi è se non quel lettore che farà parte degli 8 milioni di proclamatori che parteciperanno alle adunanze con lo studio di torre di Guardia? Quindi? Quindi viene fuori lo scopo vero di chi ha scritto l'articolo. "Loro" sanno bene chi leggerà quella frase che in quel preciso momento si trasformerà da amorevole esortazione all'inattivo a minaccia per tutti gli altri. Non male vero?
Gli autori di questo articolo attuano una tecnica marketing del venditore, molto efficace. Il miglior venditore (detto venditore quattro blasoni) è quello che ti crea un problema che non hai, per venderti una soluzione che non ti serve. Questa gente è capace di vendere ghiaccioli in siberia. Il bello di questa tecnica è che alla fine lo ringrazi pure. Solo che in questo momento parliamo di religione, di sensi di colpa ed è un po' meschino usare queste tecniche per ottenere consensi. Non vi pare? Questo paragrafo seguente spiega molto bene cosa accade a chi è vittima dei sensi di colpa.
"Mi sentivo ancora in colpa ed ero convinto che Geova non mi avesse perdonato. Col tempo smisi di partecipare alle attività della congregazione”. Cosa provate pensando a fratelli e sorelle che si trovano in situazioni simili a quelle di cui abbiamo parlato? Provate empatia per loro? E, cosa ancora più importante, cosa prova Geova per loro?"
Ecco creato il problema!!!! Adesso a questo poverino troviamo la soluzione. E fatemi pensare, quale tipo di soluzione gli verrà prospettata?
4. Salmi 31:21-22 (CEI)
Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dalla rissa delle lingue.
Benedetto il Signore,
che ha fatto per me meraviglie di grazia
in una fortezza inaccessibile.
