giovedì 17 dicembre 2020

lo sfinimento dei tempi

Cosa sognano i ciechi?

«Cæca regens vestigia filo.» «Guidando col filo i ciechi passi.» (Il sottotitolo dell'opera di Bailly; Virgilio, Eneide, Libro VI.)

La capacità di ragionare e di sviluppare ipotesi dalle informazioni che abbiamo, non nasce a prescindere dalle nostre capacità intelletive. Geova ha dato delle potenzialità intellettuali infinite attraverso il miracolo della creazione, ma a ben vedere non è detto che siamo in grado di metterle a frutto completamente. Geova essendo un Dio perfetto però non ha dato l'intelletto per autorizzarci a metterlo sotto i piedi per usarlo a vanvera ( vedi "sfruttare il caos" P. Magrassi). La fede in lui ci obbliga in tal modo, a fare il nostro possibile per usare il ragionamento al meglio delle nostre possibilità.

Per fare questo nel tempo si sono sviluppate tante scuole di pensiero. Alla fine hanno prestabilito un metodo formale che ci consente di approcciarci ai problemi per tentare di risolverli con un minimo di criterio. Questo metodo consiste più o meno nel rispettare questa sequenza analitica del problem solving.
  • percezione dell'esistenza di un problema
  • definizione del problema
  • analisi del problema e divisione in sottoproblemi
  • formulazione di ipotesi per la risoluzione del problema
  • verifica della validità delle ipotesi
  • valutazione delle soluzioni
  • applicazione della soluzione migliore

Questa sequenza sillogistica è considerata un po' la chiave interpretativa della natura dei problemi per attuare un sistema risolutivo il più efficiente possibile. Non ci soffermeremo in questo post nella descrizione di questa analisi ma considerate che per molti già superare il primo punto è un "problema".

Una volta seguita la suddetta procedura ci sono e ci saranno sempre dei limiti naturali che tutti noi abbiamo e questi limiti sono dati dal grado e dal tipo di complessità dei problemi che siamo in grado di affrontare. Converrete con me che nella vita non possiamo equiparare la variegata mole di diversificate problematiche che affrontiamo, mettendoli tutti nello stesso piano. Mettere pariteticamente le difficoltà relazionale con i nostri figli con un guasto della macchina o che ne so una multa presa in centro città facendoli diventare simili si rischia molto di perdere la concezione del valore dei problemi (Comoborsità dei problemi).

Spesso abbiamo parlato di metodo e abbiamo spiegato che certe cose riusciamo a farle bene anche se non abbiamo un metodo consolidato. Specialmente nelle attività artistiche ci sono persone che riescono ad esprimersi come ad esempio nelle arti figurative o nella stesura di un manoscritto, con proprietà che stupiscono anche se queste non sono state attuate seguendo un metodo. Queste sono persone talmente capaci che creano nuovi metodi e in un recente post li abbiamo chiamati geni. Ma anche noi possiamo confidare nelle capacità recondite del nostro cervello,  di recente fra le mie tante letture notturne ho riconosciuto in quello che è  stato chiamato effetto Zeigarnik. Zeigarnik era una psicologa e psichiatra del secolo scorso morta non da tanto tempo nel 1988. Nei suoi studi comportamentali aveva analizzato un effetto della mente interessante. Aveva notato in un ristorante molto affollato un cameriere che prendeva ordinazioni in continuazione, con uno scambio di battute la psicologa si accorse che la persona riusciva a tenere a mente tutte le ordinazioni che erano in corso, ma dimenticava completamente quelle che erano concluse. L'effetto Zeigarnik descrive come la mente umana ha più facilità a continuare un'azione già cominciata e portarla a termine, piuttosto che dover affrontare un compito partendo da zero. L'essere umano proprio nel momento in cui la necessità diventa impellente è in grado di trovare virtù che non pensavamo di avere.

Il metodo di studio e l'applicazione di un ragionamento che comporti conclusioni o coesioni (coesione linguistica) coerenti (coerenza linguistica) non è una cosa del tutto immediata.  Per capire cosa è un metodo di studio,  che abbia un certo valore nella vita, possiamo prendere ad esempio chi volesse fare un corso di studi universitario.

Tutte le discipline universitarie sono percorsi che vanno fatti seguendo una certa scaletta di tempi che portano ad un risultato finale che è il conseguimento di una laurea di specializzazione.
La laurea si ottiene solo con l'ultimo esame di tesi che conclude la serie di studi della persona. Ovviamente come si può ben capire non è la tesi finale a stabilire la laurea dello studente. Essa è solo propedeutica al percorso di studio. Il voto infatti è condizionato da come sono stati affrontati e superati i vari esami. 

Un laureato, al termine, non ha un bagaglio di conoscenze completo e totale della materia di studio, ma ha sicuramente tutti gli strumenti che gli permetteranno di affrontare con successo gli eventuali problemi che poi nella vita dovrà affrontare. Facciamo un esempio banale, nessuno di noi potrebbe sentirsi in grado di eseguire una qualsiasi operazione chirurgica semplicemente guardando un corso di anatomia del corpo umano. Forse qualche complottista potrebbe pensarlo ma non ci vuole molto per capire quale sarà l'esito finale e poi se volete potete fare voi una prova per dirci come è andata. Ma se oltre al corso di anatomia facesse tutta la sequenza di esami di medicina chirurgica forse fra una decina di anni riuscirebbe nell'intento. Tenendo conto che molti però pensano di essere in grado da farlo perchè sono vittime dell'effetto Dunning Kruger e del suo bias cognitivo.

Le persone ignoranti si considerano più intelligenti di quanto siano in  realtà: l'Effetto Dunning-Kruger

Di recente mi sono arrivate alcuni link di pubblicazioni o di studi legati ad esempio a quel gigantesco castello che l'organizzazione ha costruito sopra alcune date storiche. Le date le conoscerete molto bene sono quelle del 607 del 537 e del 1914. Ora vi prometto, al contrario di altri, che non daremo la nostra interpretazione ma volevo considerare con voi invece il metodo con cui sono state prese in considerazioni queste date e le soluzioni che sono state trovate.
Analizziamo la prima spiegazione ufficiale che l'organizzazione ha dato a riguardo.

Il 1 Maggio del 1953 la Torre di Guardia  in un articolo dal titolo "la conclusione dei Tempi dei Gentili" spiega come si è arrivati a comprendere che nel 537 Ciro ha liberato gli Israeliti e come essi sono potuti rientrare a Gerusalemme grazie ad un editto compilato dal re. Ora tappatevi il naso e provate a leggere questa parte dell'articolo che è composta da una parte del paragrafo 9 e a quella del paragrafo 10 di questo articolo di rivista. 

The Enciclopedia Britannica (undicesima edizione del 1910) dice sotto la voce “Ciro il Grande” (pag. 707): “Non sappiamo perché la guerra con Babilonia che era divenuta inevitabile, fu protratta fino al 539. Anche qui Ciro in una sola campagna distrusse un potente stato. L’esercito di Nabonedo fu disfatto; la stessa Babilonia non tentò nessuna resistenza, ma si arrese il 16 di Tishri (10 di ottobre) 539, al generale persiano Gobria”. 10 Questo Gobria è frequentemente identificato in Dario il Medo. Daniele 9:1 e 11:1 parlano del “primo anno di Dario” quale “re del regno dei Caldei”. Babilonia fu abbattuta nell’ottobre del 539 a.C., ma il modo ordinario babilonese di calcolare il tempo di regno di un re lo faceva partire dal 1° del mese di Nisan nella primavera dell’anno. Cosicché i mesi trascorsi dall’ottobre del 539 al 1° Nisan del 538 a.C. furono classificati come “principio di regalità”. Il primo anno completo di Dario avrebbe pertanto durato dal 1° Nisan 538 a.C. alla fine del mese di Adar nel 537 a.C., ossia dal 24 marzo 538 all’11 marzo del 537 a.C. del calendario giuliano (o dal 18 marzo 538 al 5 marzo 537 a.C. del calendario gregoriano). Il primo anno di Ciro è usualmente dato come il 538 a.C. Cosicché se Ciro regnò contemporaneamente a Dario, il primo anno completo di Ciro dovette contenere più di due mesi del 537 a.C., perché Ciro potesse emanare il suo decreto per la ricostruzione del tempio di Gerusalemme. Ma se Ciro succedette a Dario durante o immediatamente dopo il primo anno di Dario, il primo anno completo di Ciro dev’essere trascorso dal 1 Nisan 537 a.C. alla fine di Adar, 536 a.C., o dal 12 marzo 537 circa al 29 marzo 536 a.C., calendario giuliano (o dal 6 marzo 537 al 23 marzo 536 a.C., calendario gregoriano). Questo consentirebbe sufficienti mesi nell’anno 537 a.C. perché il decreto di Ciro potesse percorrere tutto il suo regno, e così fossero latte le contribuzioni per la riedificazione del tempio, e gl’Israeliti potessero prepararsi al viaggio per Gerusalemme, e perché si stabilissero nelle loro città avanti il primo giorno del settimo mese (Tishri) nel 537 a.C. — Esd. 1:1; 2:68-70; 3:1, 6. Vedere nota in calce.

Se sei arrivato sino qui e non hai chiuso il blog, vuol dire che ti sei liberato il naso e hai saltato la spiegazione. Come avete notato per quel poco che avete letto, l'argomentazione è piuttosto elaborata ma per dirla in modo confidenziale non si capisce una mazza. Provate a tortur... a leggere al vostro coniuge  il brano e poi sotto mi scrivete il commento con la sua risposta. Una prosopopea che noi immaginiamo sia volta solo a dimostrare la dedizione al dettaglio.  Questo perchè semplicemente non si capisce a quali domande stia cercando di rispondere. Prendiamo ad esempio la frase

Babilonia fu abbattuta nell’ottobre del 539 a.C., ma il modo ordinario babilonese di calcolare il tempo di regno di un re lo faceva partire dal 1° del mese di Nisan nella primavera dell’anno.

In questa frase c'è ad esempio un modo di ragionare improprio, nella secondaria sembra quasi quasi che ci sia una relazione arbitraria fra l'anno del dominio di un Re Babilonese e l'inizio dal 1 Nisan. In realtà il 1 di Nisan era l'inizio dell'anno babilonese, per questo  tutti gli eventi vengono allineati con quella data, cosa che facciamo tutti noi in tutto il mondo. Purtroppo per il pipparolo studioso teocratico i problemi non finirono li, ma aumentarono quando scoprì invece l'inizio dell'anno ebraico era diverso, perchè avveniva il 1 di Tishrì e cioè nell'autunno (Esodo 23:18), così c'erano sei mesi di differenza fra gli anni compiuti babilonesi e quelli ebraici. Tanto per farvi capire un evento che capitava a Gennaio avveniva in anni diversi a seconda del calendario. Gli Ebrei però acquisirono un secondo calendario stranamente coincidente con quello Babilonese, che iniziava appunto in primavera così come comandato da Geova. (Esodo12:2) Alla fine in pratica gli Israeliti avevano due calendari uno sacro che iniziava in primavera e uno governativo che iniziava nell'autunno. Poi tralasciamo pure che per evitare gli anni bisestili inizialmente gli assiri (calendario lunisolare) e di conseguenza gli israeliti, avevano addirittura un calendario ballerino sincronizzato con la luna nuova e quindi i mesi venivano auto allineati creando un pandemonio cronologico (Calendario ebraico). Il poverino probabilmente poi si è accorto che le definizioni del tempo cambiavano di volta in volta a seconda delle ere e a seconda dello scrittore.

Gli anni del 500 avanti era volgare non avevano la stessa lunghezza temporale degli anni che poi ad esempio sono stati definiti con il calendario gregoriano, che si differenziavano dal calendario giuliano e che non erano  coincindenti con il calendario assiro tanto meno quello ebraico, che come ben sappiamo erano calendari lunari e non solari. Gli anni dei calendari lunari duravano 360 giorni e per questo dovevano riallineare il calendario con corposi anni bisestili. Ma per lo studioso teocratico poaretto lui, tutte queste problematiche non esistevano, lui arresosi dalla mole di abnorme di complessità, sovrapponeva senza alcun problema i vari calendari. Così sembra proprio che ci stia facendo una grosso superpippone per confonderci con il delirio e mascherare così la sua incapacità di gestire e risolvere il grosso problema interpretativo dove è caduto. Come potete notare alla fine delle sue considerazioni dopo aver saltellato fra gli anni e i giorni di quel lontano periodo poi non si sa con quale criterio il paragrafo termina con la data del 537.

Ora veniamo alla spiegazione per arrivare al 607, che compare solo pochi paragrafi dopo e proviamo a confrontare le due spiegazioni.

14 Nel 537 a.C. ebbe termine così la desolazione del paese di Giuda e di Gerusalemme. Poiché questo segnò la fine dei settant’anni di desolazione, quegli anni devono avere avuto inizio sette decenni prima, nel 607 a.C. e Gerusalemme dev’essere stata distrutta quell’anno da Nebucadnetsar.

Ovviamente la prima cosa che pensiamo è quella di tiriare su un respiro di sollievo. Io avevo il terrore negli occhi se dovevo ripetere una dimostrazione come quella precedente, francamente avrei preferito una martellata sul mignolo. Ma noi sappiamo che niente nella storia ha un grado di semplicità paragonabile a quanto espresso nel paragrafo 14.  Ora qui è evidente il completo sdoganamento allo studio cronologico serio. Tirare fuori il 607 in questo modo è da incoscienti se poi lo stesso evento è diventano oggetto di studio secolare. Tutta quella spacciata dedizione storiografica letta nei paragrafi 9 e 10 viene completamente asfaltata da questa dimostrazione sul nulla. Ci devono essere  confronti verifiche analisi che non compaiono e il presupposto di confidare nella profezia biblica, non salva lo storico dal terrifficante e orrorifico errore logico che potrebbe incorrere sovrapponendo date ed eventi in questo modo superficiale. Oppure forse questo storico teocratico ha l'unico scopo presuntamene pretenzioso di utilizzare il 607 come trampolino per la profezia dei 7 Tempi e che porta al 1914? 

Facciamo finta di nulla e continuiamo nelle considerazioni con il beneplacito dubbio. Ora però che il 607 è stato tirato fuori dal cilindro come lo plintiamo bene sul terreno? Ebbene si nel paragrafo 16 abbiamo una nuova prosopopea per spiegare a quale giorno dell'anno secolare è avvenuto il 10 Ab del 607, ovviamente non potevo non risparmiarvi

17 Essendo lunare, l’anno giudaico cominciava col primo novilunio più vicino all’equinozio di primavera. Il Nautical Almanak Society of Britain, in data 11 dicembre 1945, c’informa: “L’equinozio di primavera dell’anno 607 a.C. fu il 28 marzo, e il novilunio più vicino venne il 2 aprile, alle ore 23; qualsiasi calcolo più rigoroso sarebbe senza importanza”. Ma il direttore in funzione del Nautical Almanac dell’U.S. Naval Observatory del 1 agosto 1946, ci dà come data dell’equinozio di primavera del 607 a.C. il 27 marzo, alle 7 pomeridiane (calendario giuliano), differendo così dal calcolo britannico di un giorno. Dà come data del novilunio più vicino all’equinozio di primavera il 2 aprile, alle 10 pomeridiane (calendario giuliano), concordando così col calcolo britannico. Dà il 5° novilunio, con cui incominciava il 5° mese giudaico, Ab, come avvenuto alle 10 antimeridiane 30 luglio (calendario giuliano), o, 23 luglio (calendario gregoriano). Questo novilunio non sarebbe stato visibile a Gerusalemme prima che fossero passate 30 ore. Perciò il 1° Ab, o il primo giorno del 5° mese giudaico, non cominciò prima del calar del sole del 1° agosto (giuliano), o, del 25 luglio (gregoriano). E così il 10 di Ab, ossia il 10° giorno del 5° mese, sarebbe cominciato al calar del sole del 10 agosto per continuare fino al calar del sole dell’11 agosto, calendario giuliano, o 3 a 4 agosto, calendario gregoriano. Quel giorno, nel 607 a.C., cominciò la distruzione di Gerusalemme come fu descritto sopra.
18 Ma la desolazione completa del paese non ebbe neppure inizio l’11 agosto (giuliano) o 4 agosto (gregoriano) del 607 a.C. Il capitano di Nebucadnetsar lasciò la gente più povera del paese a coltivarlo e a curare i vigneti, e questa gente non s’impaurì e non fuggì in Egitto fin dopo la seconda metà del settimo mese giudaico nel 607 a.C. (Ger. 41:1-4, 11-15; 42:7; 43:4-7) Il novilunio di quel 7° mese cominciò il 27 settembre alle 3 pomeridiane, calendario giuliano; dunque il paese di Giuda e Gerusalemme non fu lasciato nella desolazione e senza abitanti fino all’ottobre del 607 a.C. D’allora in poi calcoliamo che siano cominciati i tempi dei Gentili.

Qui poi abbiamo niente meno che in Nautical Almanak Observatory a spiegare quando sono iniziati i tempi dei gentili. Come potete notare il paragrafo inizia con un errore logico

17 Essendo lunare, l’anno giudaico cominciava col primo novilunio più vicino all’equinozio di primavera.

Non è corretto sostenere che l'anno lunare debba iniziare a prescindere in primavera. Abbiamo infatti visto nelle note precedenti che gli Israeliti saltellavano da un calendario all'altro a seconda dei casi uno iniziava in primavera e l'altro iniziava in autunno. Il calendario Ebraico attuale inizia ad Autunno così come ad esempio tutti quanti voi sapete bene che anche il calendario teocratico inizia a Settembre.
Notate che la "Nautical Almanak Observatory "non compare nella dimostrazione precedente è questo è già un problema di metodo perchè non c'è uniformità nel ragionamento. Tipicamente specialmente per l'interpretazione di datazioni cronologiche è importante avere una base comune di riferimento, per avere  un minimo una garanzia di arrivare a conclusioni coerenti, ma qui purtroppo mancano completamente. Mi viene da dire che gli Israeliti nonostante i plurimi calendari erano comunque molto più precisi nella definizione del tempo che scorreva, precisione che non intravedo invece nel metodo con cui è stato interpretato in queste pubblicazioni. Mentre le date degli eventi ad esempio in 2Re sono descritte con molta meticolosità queste interpretazioni saltellano da una parte all'altra senza un criterio.

Dà il 5° novilunio, con cui incominciava il 5° mese giudaico, Ab, come avvenuto alle 10 antimeridiane 30 luglio (calendario giuliano), o, 23 luglio (calendario gregoriano)

Il poverino cerca di mettere pace fra i numeri sovrapponendo calendari che non esistevano per cercare di uscire fuori dal guazzabuglio numerico. Lo storico teocratico forse non sa che segnare il tempo con il calendario lunare non era molto rigoroso  e il disallineamento dei giorni arrivava ad essere molto consistente. Ad esempio i romani nel 46 aC ( denominato annus confusionis ) hanno dovuto resettare il calendario precedente e introducendo il calendario Giuliano e dovettero portarlo indietro di 3 mesi per correggere i pasticci che avevano creato con i calendari precedenti.
 
In tutti i casi la spiegazione data, parte dal pressuposto presuntuoso che il 607 sia una data corretta. Completamente non curanti della datazione tradizione si sono creati una cronologia alternativa così come se fosse il gioco delle tre carte. 

- Cosa fai oggi? 
- Ma oggi non so mi viene da dire l'anno di distruzione di Gerusalemme. 
- E quando è avvenuta? 
- visto che Cristo è venuto nel 1914 se togliamo 2520 anni otteniamo il 607.
- Twin peaks.

Mentre prima se la menavano quattro gatti fesseria più, fesseria meno, non cambiavano tanto le cose. Adesso l'espansione dell'organizzazione avvenuta e che avviene ancora, con metodi da pirati, ha portato allo scontro ideologico internazionale.   Il tempo si può aggiungere e sommare quando abbiamo una stessa base di riferimento, non puoi attraversare le ere e sperare con la somma di costanti aribitrarie di far coincidere  qualcosa che abbia relazione fra gli eventi. 

Anche pensare a Dio che con tutti i problemi del creato si è messo li ad immaginare come costruire una relazione matematica fra la caduta del tempio di Israele (per il quale non importava più nulla a nessuno) e la venuta di Gesù sulla terra mettendo un codice nascosto nella bibbia fra eventi accaduti 3000 anni fa con calendari diversi fra di loro. (simbolismo numerico bibilico) Una roba che alletta un protocomplottista non un fedele e raziocinante servitore di Geova che metterebbe tutto quanto subito nel contenitore dell'indifferenziata terrapiattista. La dimostrazione che la cose non sono andate come speravano è evidente anche nel salto carpiato che il povero Russel stesso ha dovuto fare quando si è accorto che Gesù non era arrivando così come pensava. E li di nuovo il superpippone teocratico

"ma mi avevi detto che Gesù si sarebbe reso visibile"
"si ma non ti ho detto come"
"ma io avevo capito che saremo stati rapiti in cielo"
"sei ancora qua?"
"be secondo te?"
"allora si vede che ti sei sbagliato."
"double twin peaks."

Lo smetodo teocratico è stato quello di mischiare cronologia secolare con cronologia interpretativa biblica aggiungendovi una buona dose particolarmente scandalosa di numerologia protocomplottistica per poi arrivare al 1914. Con tutto questo centrifugame ci stupiamo della farlocca interpretazione della doppia generazione? Quando uno si inventa dei castelli per aria anche fare e disfare i ponti non è un problema. 

Ora al termine di questo lungo post subito si potrebbe fare una controcritica e dire che alla fin fine ci siamo concentrati su una pubblicazione del 1950 e che da quel tempo in tutti i casi le cose sono cambiate. L'intento di questo post è anche quello di far vedere come le cose cambiano per poi alla fine non cambiare nulla. In un prossimo post prenderemo in considerazione come è stato rivisto e spiegato queste datazioni seguendo un metodo più aggiornato e moderno che dovrebbe risolvere tutti i dubbi sorti in questa pubblicazione. Voi cosa credete che scopriremo?


bibliografia
http://www.moodcare.com/memoria-funzioni-cognitive-pensa-la-nostra-mente/
https://it.wikipedia.org/wiki/Problem_solving
https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Zeigarnik
https://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_giuliano
https://www.britannica.com/science/calendar/Ancient-and-religious-calendar-systems#ref313442
https://online.flippingbook.com/view/870309/14/ "Gli affari del Regno"
https://wol.jw.org/en/wol/d/r1/lp-e/1101993006 ""Proclamatori del regno"
https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1200000866 "Calendario"
https://it.wikipedia.org/wiki/Saggio_sulla_teoria_dei_satelliti_di_Giove
https://it.wikipedia.org/wiki/Coesione_(linguistica)

https://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_babilonese#:~:text=La%20civilt%C3%A0%20babilonese%20designa%20uno,Babilonia%2C%20ovvero%20la%20sua%20capitale.

https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_the_Assyrian_people#:~:text=The%20history%20of%20the%20Assyrian,in%20the%2025th%20century%20BC.&text=These%20modern%20areas%20encompassed%20ancient,BC%20and%207th%20century%20AD.

https://it.wikipedia.org/wiki/Nabonide
https://it.wikipedia.org/wiki/Ciro_II_di_Persia
https://revistas.uam.es/isimu/article/download/3684/3922/7211
https://en.wikipedia.org/wiki/Siege_of_Jerusalem_(587_BC)
https://www.newswise.com/articles/evidence-of-the-587586-bce-babylonian-conquest-of-jerusalem-found-in-mount-zion-excavation
https://www.britannica.com/biography/Zedekiah
https://www.andrews.edu/weblmsc/moodle/public/courses/relb274/lesson10/Bartlett%20Edom%20and%20the%20Fall%20of%20Jerusalem.pdf
https://www.reuters.com/article/us-israel-archaeology-babylon-idUSKBN0L71EK20150203
https://www.britishmuseum.org/collection/object/W_1920-1213-81
https://www.agapebiblestudy.com/Kings_2/Kings_2_Lesson_9.htm
http://www.fmboschetto.it/didattica/Bibbia/numerologia.htm

domenica 13 dicembre 2020

Notizie teocratiche

Terracina Notizie | Terracina Live Il Portale di Terracina

C'è arrivata segnalazione di un progetto in attuazione in alcune congregazioni del Lazio dove in pratica la Betel ha centralizzato i conticorrente con uno unico e razionalizzato i comitati di gestione. Sembra che sono state fatte anche le volture delle utenze questo presupporrebbe un maggior controllo di tutto il flusso di denaro che proviene dalle congregazioni. Le volture delle utenze potrebbero essere anche un modo per controllare quelle congregazioni dove ci sono complicate forme di proprietà che non possono essere acquisite. Qualcuno l'ha chiamata la soluzione finale.

Qualcuno conosce questa iniziativa?

La Betel ha annunciato con la tecnica "lo chiedo per un amico" che i vaccini della Pfizer non contengono sangue. Ora ad una notizia del genere uno si insospettisce, non contiene sangue o frazioni di sangue o parti di sangue che non sono contemplate dal principio di Atti 15:28,29? E poi chi lo dice se e come un medicinale non contiene sangue? La Betel? Con quale autorizzazione medica? 

Sempre la Betel ha annunciato che il disastr... il progetto di spostamento da Roma alla nuova sede di Bologna continua. Sono stati trasferiti alcuni fratelli nei nuovi stabili assegnati agli uffici. Continuano le attività di ristrutturazione che come sapete sono state data in appalto a ditte esterne. Possiamo dire che tutta questa storia non ci convince? O facciamo peccato?

Salute a tutti.

martedì 8 dicembre 2020

L'azzardo Morale - Parte 1

conformismo

In questo blog si è già parlato in passato di groupthink o pensiero di gruppo e non starò qui a dettagliare ogni suo aspetto e come questo si manifesta in chi è aduso frequentare l'organizzazione che chiamiamo WT, mi concentrerò solo su alcuni, quali l'illusione di invulnerabilità e le sue dirette e rovinose conseguenze e il narcisismo collettivo che autoalimenta il motore del precedente.

Il pensiero di gruppo è stato teorizzato dallo psicologo di Yale Irving Yanis a cavallo fra gli anni '70 e '80 e può essere grossolanamente così riassunto

“I membri di un piccolo gruppo coeso tendono a mantenere lo spirito di corpo sviluppando inconsciamente una serie di illusioni condivise e di norme relative che interferiscono con il pensiero critico e con la verifica della realtà“ (Janis, 1982, p.35). 

Il termine indica una forma mentis in cui le persone si trovano invischiate quando sono profondamente coinvolte in un gruppo altamente coeso, dove la tendenza a raggiungere l’unanimità prevale sulla motivazione a valutare realisticamente alternative più funzionali di azione (Janis, 1982, p.9).  

Janis sosteneva anche che questa tendenza non risulta essere un fenomeno isolato a un gruppo decisionale in un particolare momento e all’interno di una specifica cultura, ma è un fenomeno potenzialmente pervasivo, in grado di attaccare ogni ambito sociale e generalmente è identificabile da ben specifiche caratterizzazioni sintomatiche. 

Due delle caratteristiche fondamentali del Groupthink sono la tendenza dei gruppi a polarizzare, appiattire e consensualizzare in modo univoco e monotornico i membri di quel gruppo verso un’unica visione comune.  

Il Groupthink può essere classificato come strumento o meccanismo di difesa che agisce deteriorando l’attenzione del singolo.  Semplificando il groupthink ha il fine di salvaguardare coesione, morale e autostima di un gruppo inducendo i singoli a non prendere in considerazione o addirittura a manipolare le informazioni oggettive che fanno a botte con gli assunti e i preconcetti o le linee operative del gruppo.

Poiché il gruppo è sempre stato cruciale per la sopravvivenza dell’individuo, il meccanismo di identificazione e il ribaltamento della propria identità in quella del gruppo rende il pericolo che questo si possa sfaldare troppo da poter sopportare senza scorribande in praterie sconfinate di ansia generate dalla sensazione di vuoto e solitudine; una sensazione che aggetta il singolo nell'angoscia di percorrere la perigliosa foresta di una vita scevra di conforto e di identità, vita che non si capisce e non piace.  

Al fine di dare sollievo a questa ansia spesso si finisce con il negare anche la più clamorosa delle evidenze pur di non assumersi l’onere e il rischio di cambiare e di evolvere.

Social Conformity & Groupthink | PatientSafe Network

A differenza di quanto sosteneva Janis, però, le decisioni di gruppo non stravolgono di certo l’intelligenza dei suoi membri, ma anzi esprimono (dovrebbero esprimere) le finalità collettive del gruppo per raggiungere gli obiettivi nel modo più rapido ed efficace possibile. Per la Psicologia Sociale moderna, quello su cui si basano realmente i processi decisionali di gruppo sono relativi ai meccanismi di formazione stessa del gruppo e della propria identità sociale (Turner, 1991; Turner e Oakes, 1986, 1989; Wetherell, 1987). 

Infatti le dinamiche e i driver che porteranno alla polarizzazione del pensiero nascono dalla necessità degli individui di "mettere etichette" a persone, cose, idee cominciando proprio da se stessi. Un po' come se la raccontava Battiato cercando un centro di gravità permanente. Su questo tema ci sarà il secondo dei due post che avrà tono decisamente più ironico.

Il passo successivo, una volta messe le etichette a tutto, è quello della grande scorciatoia di collegare quelle etichette e i valori che esse sottendono con quelle del gruppo stesso, consentendo di identificarsi in esso; il gruppo poi farà poi il lavoro sporco di dirti chi sei, cosa sei e a cosa devi pensare. 

Essere quindi parte di una categoria, vuol dire condividere con gli altri membri caratteristiche in comune e vuol dire anche fare in modo di risolvere adeguatamente eventuali differenze all’interno di quella categoria. O meglio, come nel nostro caso, cassarle completamente. Fondamentalmente questo accade anche per opinioni, idee e scelte di comportamento. Ecco, quindi, che si dà vita ad un processo di influenza sociale reciproca, nella quale gli individui che si categorizzano nei termini di un’identità sociale comune discutano e negoziano le loro differenze con l’aspettativa e la pressione motivazionale di raggiungere un accordo comune (Haslam, Turner, Oakes, McGarty et al. 1998; Postmes e Spears, 1998). 

Coerentemente con questo, quando è saliente un’identità sociale condivisa, la discussione di gruppo dovrebbe generalmente condurre a convergere verso una posizione prototipica e tale esito è sicuramente prevedibile quando l’ingroup si confronta con un outgroup altamente saliente (per esempio in condizioni di competizione sociale). 

La creazione e l'invadenza del ‘Pensiero Unico Dominante” e la conseguentemente l’assenza di ascolto di ‘Pensieri non Conformi a quello dominante nel gruppo può (e quasi sempre lo fa) rivoltarsi contro il gruppo stesso portandolo a risultati decisionali irrazionali, disfunzionali, poco o nulla efficienti (ricorda qualcosa?) o addirittura esiziali.

L'illusione di invulnerabilità


Un gruppo può vivere un momento di esaltazione coi relativi appartenenti gasati come una lattina di CocaCola che è rotolata giù per 6 piani di scale. Può arrivare a ritenere che qualsiasi cosa si faccia avrà successo a prescindere per non si capisce quale motivo, tipo chessò, nel caso della WT per una implicita benedizione divina intesa come rendita di posizione.
Una situazione questa che, secondo Janis, si accende più facilmente nei gruppi neoformati, laddove l'individuo si sente coccolato e protetto e finirebbe con il fare carte false pur di non rompere l’euforia del gruppo, compresa l'autocensura e la scelta inconscia di rendersi cieco verso le falle che l'ideologia del gruppo mostra. 
L'autocensura diviene una condizione "sine qua non" di sopravvivenza all'interno del gruppo stesso, determinato che ogni critica oggettiva verrebbe vista dagli altri come un attacco al collettivo. 
La paura di essere isolato dal gruppo val quindi bene un autocensura.
La fede, i dogmi o le decisioni adottate dal gruppo vengono ritenute da tutti come valide a prescindere. I membri stessi prevengono le divergenze e insieme al loro leader focalizzano la loro attenzione e il loro impegno solo dove c’è convergenza, sacrificando l’esplorazione di tutte le possibili decisioni o la ricerca di dati che potrebbero rovinare l’unanimità. 
in pratica se nessuno esprime una critica allora viene da sè ritenere che si sia tutti assolutamente d’accordo ma ciò non è necessariamente vero, magari qualcuno avrebbe delle critiche che non esprime.

Credere di essere nel giusto è una condizione normale per un gruppo. perché mai uno dovrebbe aderire ad un gruppo, specie ad alto controllo, se pensasse che questo non sia nel giusto. 

Lo sfascio inizia invece a concretizzarsi quando la rettitudine e moralità del collettivo non è tanto legata a fatti oggettivi e dimostrabili ma piuttosto ad una presa di posizione che prescinde la realtà dei fatti. 
Infatti se siamo così retti, belli, giusti, inquadrati, sbarbati e a norma ISO 9001 perché Dio non dovrebbe sostenerci elargendo tonnellaggi indeterminati di benedizioni anche per le cose più banali di questa vita, su come scegliere la carta igienica ad esempio.

“La miseria psicologica della massa”. Conformità sociale e Pensiero di  Gruppo | La MACCHINA MAIEUTICA

Il passo successivo risulta essere ancora più insidioso ed è una fallacia logica di generalizzazione: se siamo giusti allora deve necessariamente essere giusto tutto ciò che facciamo; tutto può essere razionalizzato, il senso di giustizia ribaltato.
Se si è convinti ad esempio che mentire sia sbagliato ma di fatto vediamo che la leadership non si fa problemi a farlo, allora basta mettere l'etichetta di "guerra teocratica" come didascalia alla menzogna stessa, evitare di stabilire dei casi di specie nei quali la menzogna può essere considerata "guerra teocratica" ed ecco che abbiamo generato una regola "liberi tutti" che consente al gruppo di mentire quando e a chi meglio gli comoda per pararsi le terga come meglio crede.
Siccome però in economia si insegna che "non esistono pasti gratis", la regola precedente ha un costo, è che è quello che ora il gruppo e la sua leadership può mentire pure a te e al resto dell'ingroup. Ogni generalizzazione indebita nel pensiero di gruppo ha un costo ed è un debito che contrai verso verità e coerenza, e prima o poi va pagato.

 In pratica qualsiasi cosa riprovevole il gruppo deciderà di fare allora questi "paraocchi etici" ci impediranno di provarne vergogna; questo almeno finché ci si considera parte del gruppo o fino a che se ne è emotivamente coinvolti; una volta usciti (o persa la fiducia) la guerra non è più teocratica ma con la propria coscienza. 
I paraocchi etici non coprono gli occhi dei membri del gruppo allo stesso modo: ci sono individui che si adattano meglio e chi peggio alle pressioni di conformismo oppure hanno inferiori o superiori necessità di identificazione nel gruppo stesso. Fatto sta che alcuni si liberano più precocemente di questi condizionamenti e assumono apertamente un ruolo critico, in alcuni casi senza uscire dal gruppo assumendosi il poco confortevole ruolo del debunker disfattista, in altri casi invece escono dal gruppo e ne diventano i più feroci critici perché essendo totalmente delusi dall’inganno subito, esorcizzano la riprovazione verso la propria comprensibile debolezza attaccando chi ha lucrato sulla loro buonafede. Chi è ancora sotto l’influsso dei paraocchi etici invece considererà il “traditore” degno di ostracismo e biasimo. Come in un frattale la dinamica del disprezzo / ostracismo di diffonde per omeostasi a tutte le decisioni relative ad ogni aspetto della vita laddove i componenti ravvisino orientamenti mainstream all'interno del gruppo stesso anche se l'oggetto di disprezzo è ancora nell'ingroup: nel catalogo possiamo trovare cure mediche, diete, adesioni a teorie complottistiche varie ecc.

Il pensiero di gruppo è alla base dei più grandi "epic fails"  della storia; in campo militare si possono annoverare esempi quali Pisacane a Sapri, la disfatta della Baia dei Porci per gli Americani, la follia di Stalingrado e la campagna di Russia per i tedeschi, Midway per i giapponesi e la guerra dei sei giorni per gli israeliani, in campo economico si può pensare alla Nokia che è passata dall'essere il maggiore player mondiale nella vendita di cellulari ad una posizione marginale e al fallimento più velocemente di un amen.

Non c'è altra spiegazione se non quanto descritto sopra (per esempio) per il parto podalico che ha portato alla luce su tutti l'hype delirante del 1975 nell'organizzazione, pensato evidentemente dopo un pasto pesante e sostenuto alla bella e meglio da una accozzaglia esegetica solida quanto un carro armato di truciolare inpiallacciato preso all'Ikea e montato male. Non proprio un arma su cui fare affidamento per andare alla guerra della confutazione.

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Ora penso che anche i peggio pasdaran della WT sarebbero imbarazzati dal leggere il materiale riportato sotto; ora che siamo fuori da quello "zeitgeist" di fine anni '60 la lettura di tale materiale auto-apostata ti sbatte in faccia l'evidenza del gaslight nella narrazione attuale sul cosa successe realmente in quegli anni. Non dubito però che costoro riuscirebbero a giustificare questo e anche magari un calcio nei denti, determinato che la deriva attuale ha cambiato la forma ma non la sostanza.

Il fatto stesso che un idea solida quanto una lasagna con troppa besciamella sia potuta fermentare nella massa dei fratelli per quasi una decina d'anni, senza che nessuno alzasse la mano per chiedere chi era il pusher, lascia intendere che ormai la deriva del groupthink era tale da riuscire a produrre un totale scollamento con la realtà dell'intero gruppo.

Una cosa è assolutamente certa, la cronologia biblica avvalorata dall’adempiuta profezia biblica mostra che seimila anni d’esistenza dell’uomo termineranno presto, sì, entro questa generazione! (Matt. 24:34) Questo, perciò, non è il tempo d’essere indifferenti o compiacenti. Questo non è il tempo di scherzare con le parole di Gesù che “in quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno sa, né gli angeli dei cieli né il Figlio, ma solo il Padre”. (Matt. 24:36) Al contrario, è un tempo in cui ci si dovrebbe vivamente rendere conto che la fine di questo sistema di cose sta per giungere rapidamente al suo violento termine. Non v’ingannate, è sufficiente che il Padre stesso sappia sia ‘il giorno che l’ora’! 

Anche se non possiamo vedere oltre il 1975, è questa una ragione per essere meno attivi? Gli apostoli non poterono vedere neppure fino a questo giorno; non sapevano nulla del 1975. Tutto quello che potevano vedere era un breve tempo dinanzi a loro in cui terminare l’opera loro affidata. (1 Piet. 4:7) Per cui c’è un senso d’allarme e un grido d’urgenza in tutti i loro scritti. (Atti 20:20; 2 Tim. 4:2) E con ragione. Se avessero indugiato o sciupato tempo e si fossero trastullati al pensiero che mancavano alcune migliaia d’anni alla fine non avrebbero mai terminato la corsa posta dinanzi a loro. No, essi corsero strenuamente e velocemente, e vinsero! Fu per loro questione di vita o di morte. — 1 Cor. 9:24; 2 Tim. 4:7; Ebr. 12:1.

TDG '69 1/2

Sinceramente ho fatto fatica per anni a capire come un rabbercio simile potesse essere preso acriticamente da un lettore con un QI solo leggermente superiore a quello di un minus habentes. La razionalizzazione dell'inconsinsistenza dottrinale che emerge mettendo assieme l'urgenza dei primi cristiani e un target apocalittico fissato 1915 anni dopo è puro dadaismo pseudologico: la soluzione è "beh non sapevano nulla del '75, poracci, hanno dovuto prenderli in giro altrimenti non avrebbero lavorato" se non si spiega con il groupthink si spiega con la marijuana

Dal pensiero di gruppo al narcisismo collettivo

Il narcisismo è definibile un auto-atteggiamento che, portato ad extrema ratio finisce con assumere connotazione patologica. Paradossalmente il narcisista è tutto meno che sicuro del proprio essere, anzi presenta numerose fragilità che impongono al soggetto un atteggiamento di difesa da attuarsi mediante la costruzione di un immagine grandiosa di se tutta costruita nella mente nell'individuo che poi cercherà in ogni modo di attualizzare.

Il narcisismo è la frustrazione, la rabbia e la violenza che scaturisce nel bambino quando non vede soddisfatti i suoi desideri che partono dal pacchetto di patatine fino ad arrivare alla casa pagata da papà, quando si accorge di non essere il figlio prediletto o la più bella del reame, quando da adulto continua a pensare che tutto sia dovuto, che chi ha di più non lo meriti e che lui sia la vittima della storia senza mai assumersi la responsabilità delle sue azioni.

Narcisismo overt e covert: le due facce della stessa medaglia - Ilaria  Rossi - Psicologa psicoterapeuta

La versione collettiva del narcisismo segue le stesse logiche: arricchire di aspetti positivi l’immagine del proprio gruppo di appartenenza

Tuttavia enfatizzarne le qualità e fare in modo che esse si concretizzino non è nulla di male; la forma patologica di narcisismo collettivo deriva facilmente da un groupthink "cronico" che porta all'eliminazione di un giudizio oggettivo: il gruppo è perfetto (o i migliori fra gli imperfetti dopo un enorme esercizio di umiltà talmente faticoso da richiedere armadi di tergisudore), non ha difetti solo grandissimi pregi, il gruppo è quello eletto da Dio, tutte le accuse mosse nei sui riguardi sono infamanti bugie (di apostati). la critica verso il gruppo è vissuta come attacco "ad personam" e scatena reazioni verbali spesso violente e nel migliore dei casi sconnesse. Il gruppo di per se è impegnato in mille modi per fornire una immagine positiva di se esagerando di ordini di grandezza i presunti successi (se non ve ne sono, si inventano, che problema c'è) e occultando i propri fallimenti.

Basti leggere come viene narrata la costruzione di due palazzine appaltate per la Betel di Bologna, dove si favoleggiano improvvise crisi economiche che hanno devastato l'area, aziende che barcollano, tutto che rema contro, alluvioni, terremoti e cavallette, ma grazie all'aiuto di Dio si è riusciti a tirar su baracca. 

Viene dunque da chiedersi come tutte le decine di migliaia di cantieri in Italia attivi nello stesso periodo siano riusciti a combinare qualcosa senza l'imprimatur divino. La narrazione ripulita reciterebbe: "Volevamo fare un palazzone usando i fratelli aggratis per rimodernare un rudere che abbiamo pagato troppo, abbiamo fatto casino con l'antisismica e anche coi progetti di adeguamento che hanno spese inaffrontabili. Abbiamo appaltato ad un azienda esterna e nessuno ha verificato il fatto che avesse già in libri in tribunale per fallimento. Siccome l'economia in zona tirava abbestia in quel periodo, per un po è andata, poi son comunque falliti e il cantiere è stato rilevato da un altra azienda. E' andata bene: abbiamo accumulato un ritardo di circa 5 anni e un aggravio dei costi incomunicabile ai fratelli. Quindi la benedizione è evidente, contribuite"

La logica è quella di Frankenstein Junior: "poteva andare peggio: potreva piovere"

Palermo, poteva andare peggio. Poteva piovere

Secondo lo studioso Erich Fromm, il narcisismo sociale è alla base di fenomeni come il razzismo, le cui conseguenze possono essere molto pericolose. 

Esattamente come il narcisista patologico è fortemente allergico alla critica diretta nei propri confronti fino ad allontanare tutti coloro che se ne rendono colpevoli, il narcisismo collettivo può condurre a guerre o a profonde divisioni sociali e famigliari se il gruppo di riferimento (ingroup) è calato all'interno di una società di pari. 

Il gruppo narcisista si raggruppa attorno ad un leader carismatico (nel nostro caso leader autoreferenzialmente divino per procura) che esalta tutte le qualità del gruppo e su cui i singoli membri proiettano il loro narcisismo: proteggere, ed esaltare il leader significa proteggere ed esaltare se stessi, una sorta di meccanismo di retroazione.

Da dove viene, dunque, il narcisismo collettivo? Poiché l’uomo è un essere sociale, si riconosce nel gruppo a cui appartiene, il narcisista collettivo si identifica nel gruppo che diviene un prolungamento del suo ego e proietta sul gruppo la sua immagine grandiosa e permalosa, la sua suscettibilità, nei casi più gravi il gruppo diviene un’icona sacra, intoccabile, incriticabile e quando il gruppo è sminuito egli vede crollare tutte le certezze e le sicurezze riposte in esso. L’attacco al gruppo diviene attacco alla sua stessa persona, al suo sé, alla sua autostima, al suo stesso orgoglio.

Il narcisista collettivo soffre quando il suo gruppo è criticato, si deprime quando subisce una sconfitta e diviene violento (o rabbioso) quando il gruppo è attaccato, quando l’immagine collettiva viene messa in discussione, il narcisista si difende attraverso un atteggiamento "selvatico" di attacco o fuga.

Il narcisista, così come la versione sociale del narcisista, nega la sua umanità per esaltare l'immagine, finendo per de-umanizzare l'umanità dell'altro riducendola a immagine deformata e stereotipata dalla definizione che ne ha dato. 

Così nel caso TdG, si riesce a superare l'orrore di una narrazione dello sterminio di 8 miliardi di persone ad Armagheddon, bimbi e persone distanti anni luce dalla propria cultura comprese. Se queste non sono persone ma solo stereotipi di agnostici, apostati, persecutori, atei, omosessuali ognuno con le proprie caratteristiche tecniche di fabbrica allora va bene, che inizi la carneficina.

Va bene pure rinnegare i figli deformando ad uso e consumo la scrittura per adattarla alla bene e meglio alle esigenze del proprio narcisismo sociale di fondo


Un bambino che non venga abbracciato dal suo villaggio, lo brucerà per sentirne il calore.

Proverbio africano


Lo psicologo politico Jerrold Post ha condotto studi relativi alla dinamica leader seguace di tipologia narcisistica. Post ritiene che il narcisismo collettivo sia esibito come un insieme di narcisisti individuali e discute di come questo tipo di relazione emerge quando un leader carismatico narcisistico fa appello a seguaci narcisisti "affamati di ideali". 

Una caratteristica importante della relazione seguace del leader sono le manifestazioni di narcisismo sia dal leader che dal seguace di un gruppo. All'interno di questa relazione ci sono due categorie di narcisisti: il narcisista affamato di specchio e il narcisista affamato di ideali, rispettivamente il leader e i seguaci. La personalità affamata di specchio cerca tipicamente un flusso continuo di ammirazione e rispetto dai suoi seguaci. 

Les Amants (Gli Amanti), di René Magritte Dell'opera esistono due versioni,  entrambe datate 1928, la prima attualmente è c… | Rene magritte, Magritte,  Arte famosa

Al contrario, il narcisista affamato di ideali trova conforto nel carisma e nella fiducia del suo leader affamato di specchio. La relazione è in qualche modo simbiotica; poiché mentre i seguaci forniscono la continua ammirazione necessaria al leader affamato di specchio, il carisma del leader fornisce ai seguaci il senso di sicurezza e lo scopo che il loro narcisismo affamato di ideali cerca. Fondamentalmente sia il leader che i seguaci mostrano forti sentimenti collettivamente narcisistici: entrambe le parti cercano maggiori giustificazioni e ragioni per amare il loro gruppo il più possibile. Forse l'esempio più significativo di questo fenomeno sarebbe quello della Germania nazista. 

Il carisma di Adolf Hitler e i suoi discorsi polarizzanti soddisfacevano la fame del popolo tedesco di un leader forte. I discorsi di Hitler erano caratterizzati dalla loro enfasi sulla "forza" - riferendosi alla Germania - e "debolezza" - riferendosi al popolo ebraico. Alcuni hanno persino descritto i discorsi di Hitler come "ipnotici" - anche a persone di lingua non tedesca - e le sue manifestazioni come "guardare l'ipnosi su larga scala". Il carisma di Hitler convinse il popolo tedesco a credere di non essere debole e che, distruggendo la debolezza percepita tra loro (gli ebrei), avrebbero rafforzato la propria forza, soddisfacendo il loro desiderio di forza affamato di ideali e accontentando il loro specchio -affamato leader carismatico. [ Narcisismo collettivo - https://it.qaz.wiki/wiki/Collective_narcissism ]

Non mi pare necessario dettagliare ulteriormente le similitudini con l'attuale deificazione dell'organizzazione WT.

La deriva ipnotica è abbastanza chiara anche nei discorsi e nei contenuti del Broadcasting. L'eloquio è divenuto lento e innaturale con ripetizioni ossessive di termini, truismi come se non ci fosse un domani, interruzioni di modulo, appelli continui all'emotività e all'identificazione, polarizzazione degli scarsi contenuti presentati, ragionamento dicotomico e l'abbraccio finale del " vvii vooogliaaamo mmmolto bbbbeeeennne" che nel sentirlo fa scattare simbolicamente l'automatismo in latino maccheronico "in omnia pericula tasta testicula" ad esorcizzare l'incipiente fregatura.

Diversamente però dall'esempio citato di Hitler, qui abbiamo un livello di PNL dozzinale, di marca "amiocugginocheseneintende" e una armata da operetta di fratelli convinti di conquistare il mondo a botte di presentazioni confezionate con logiche circolari.

1975 reloaded

Dove si colloca quindi l'azzardo morale in tutto questo?

L'azzardo morale è una condizione in cui un soggetto, esentato dalle eventuali conseguenze economiche negative di un rischio, si comporta in modo diverso da come farebbe se invece dovesse subirle. [Treccani]

Facendo una applicazione pratica si può affermare che chi sottoscrive una polizza Kasko per il suo autoveicolo o ne conduce uno aziendale è sicuramente meno attento a prevenire danneggiamenti del mezzo stesso, non dovendone pagare di tasca propria le riparazioni. In questo caso però si inserisce una rilevante "asimmetria informativa" per la quale il soggetto che si assume il rischio si illude, a seguito di informazioni parziali, di non doverne subire le conseguenze mentre il beneficiario dei rischi assunti dal soggetto stesso (l'organizzazione) si guarda bene dall'assumerseli.

Nel caso TDG l'azzardo morale può essere riassunto in poche righe da questo Ministero del Regno del 6/74 pp. 1-3

8 Esaminando attentamente e in preghiera le nostre circostanze, possiamo anche riscontrare che siamo in grado di dedicare più tempo e più energie alla predicazione in questo periodo finale prima che finisca il presente sistema. Molti fratelli e sorelle fanno proprio questo. Lo si vede dal numero di pionieri in rapido aumento. 9 Sì, dal dicembre del 1973 ci sono stati ogni mese nuovi massimi di pionieri. Ora vi sono 1.141 pionieri regolari e speciali in Italia, un massimo senza precedenti. Ciò equivale a 362 pionieri in più che nel marzo del 1973! Un aumento del 46 per cento! Non si rallegrano i nostri cuori? Si odono notizie di fratelli che vendono la casa e i beni e dispongono di trascorrere il resto dei loro giorni in questo vecchio sistema facendo il servizio di pioniere. Questo è senz’altro un modo eccellente d’impiegare il breve tempo che rimane prima della fine del mondo malvagio. — 1 Giov. 2:17. 10 Condizioni come salute cagionevole o responsabilità familiari possono limitare la vostra partecipazione al ministero di campo. Tuttavia, nelle file dei pionieri ci sono molti che hanno limitazioni fisiche, e alcuni hanno la famiglia a carico. Ma questi fratelli e sorelle riescono a disporre le loro cose per adempiere le loro responsabilità e dedicare al ministero di campo 1.200 ore all’anno, una media di 100 ore al mese, ciò che si richiede dai pionieri.

Come si nota si esalta il comportamento completamente irrazionale di persone che per fare a gara a "chi ci crede di più" si son messe a licenziarsi, liquidare tutto e in preda al delirio collettivo andare a dichiarare una fine totale poggiata su conclusioni che stavano su con una molletta.

Azzardo morale negli Em - Fondi e Sicav

Ovviamente questo contribuiva ad aumentare e ad elevare a potenza l'hype autosdistruttivo con persone sempre più addormentate nella capacità di percezione. Nulla di diverso da una bolla speculativa di borsa. 

Personalmente conosco diversi che si sono effettivamente comportati in quel modo, gente che s'è impallata di debiti perché tanto non li avrebbe pagati o che si è venduta casa per 4 spicci per fare un anno da pioniere mantenuto, conducendo poi una vita di miseria, magari mollando il lavoro pochi anni prima di aver maturato i diritti per la pensione. 

E' vero in molti son rimasti, ma la dinamica alla base è più avvicinabile a quella del giocatore d'azzardo che non può ritirarsi dal banco mollando il gioco, pensando che così facendo non potrà più recuperare la perdita. Per molti che conosco, la volontà di arrivare alla fine dei propri giorni allo stesso modo con cui si è condotta la propria vita ha a che fare con la paura di mandare in malora il tempo investito (sebbene si sappia inconsciamente di averlo buttato nel rusco) e che quello rimasto non abbia valore.

Dopo essere parzialmente rientrata nell'alveo della realtà nei due decenni successivi, la fratellanza aveva apparentemente ripreso il controllo della programmazione della propria vita con la maggioranza della "generazione X" a condurre un ciclo dell'esistenza nel minimo sindacale della sanità mentale. 

Ciò nonostante la necessità costante di steroidi e anfetamine spirituali atto ad alimentare il modo ossessivo compulsivo di vivere la spiritualità stessa proposto dall'organizzazione ha finito con il riportare pericolosamente fuori dall'alveo la generazione successiva (i millennials) e quella ancora successiva (la Z generation), pompata poi da genitori stessi ansiosi di tenere al riparo i figli dal confronto con le idee, pena la polverizzazione della famiglia stessa se qualcuno malauguratamente volesse scegliere diversamente per la propria vita.

La polarizzazione di queste giovani generazioni è ancora più netta perché la pressione esercitata dal gruppo e dall'organizzazione sulle loro scelte fin dalla tenera età si è fatta più grande. 

Si vede da una parte una percentuale di giovani che non avendo ancora investito nulla della loro vita in questa organizzazione non ha difficoltà a lasciarla (o a non aderire mai formalmente) e dall'altra una fazione di bambinoni che cresce senza la necessità di programmarsi un futuro, costruirsi una identità, capire cosa piace e non piace, prendersi responsabilità. Tutte cose delegate all'organizzazione. 

Se fra i figli di TdG la percentuale di giovani adulti nei millennials mentalmente terraformati e plasmati dal fatalismo WT è leggermente maggiore rispetto a coloro che lasciano, sembra invece che dalla Z generation in poi la quantità di transfughi sia ragguardevolmente più alta. 

Oltreoceano pare superi l'80-85% di giovani TDG che non si riconosce nella religione dei genitori. Mi sembra di notare come in USA il problema università non sia la causa principale delle defezioni, ma piuttosto il college diventa un pretesto per staccarsi dall'ambiente familiare e da un sistema di valori che non si vuole condividere.

Il risultato è che continua ad aumentare la massa amorfa di ragazzi che arrivano nel momento topico della propria vita in cui decidere cosa farne senza nessuna idea ne voglia di decidere. D'altronde son cresciuti con l'idea che non sarebbero mai arrivati a questo punto (di doversi assumere responsabilità) nel sistema di cose presenti; sono stati anche cresciuti in un ambiente iperprotettivo e l'idea di doversi calare nella gabbia di leoni del lavoro e affilare gli artigli per competere è l'ultimo dei loro desideri, spesso non si sentono all'altezza.

Relativamente ai figli allineati invece si riscontra spesso un'atteggiamento narcisista nemmeno troppo larvato, fomentato dal fatto che l'imprinting che arrivava dal lato genitoriale e dall'ambiente era quello di un amore "erogato" sulla base di quello che facevano e non per quello che erano. Di conseguenza hanno sviluppato maschere atte a "far brillare di gioia" la controparte (genitori, ambiente sociale) sulla base delle loro azioni e dichiarazioni per ottenere in cambio approvazione ed esaltazione del se. Una sorta di riflesso pavloviano.

Negli ultimi 15-20 anni è arrivata nella "stagione adulta" la generazione di figli cresciuti a pane e WT con questo livello di pressione della propaganda e si cominciano a vedere gli impatti di questo modus operandi.

Qui in zona la quantità di ragazzi inquadrati che raggiunti i 30 anni non ha mai lavorato, non si sa tenere un lavoro o non ha proprio intenzione di andarci è vicina al 30% se non superiore. Ci sono schiere di  sempre-adolescenti di 25-30 anni che hanno fatto scuole superiori che non interessavano solo perché apparentemente in quelle l'ambiente era meno degradato oppure impegnava poco con gli studi, pazienza se non ti piace o non offre sbocchi lavorativi tanto manco arriverai a finirla giacchè armagheddon arriverà prima che tu possa fare l'esame di maturità, figurarsi un lavoro. 

Un lavoro che piace è una colpa, un lavoro di pulizie a nero o il baby sitting sono il golden standard, l'etica del lavoro semplicemente non esiste come valore. Se di sesso maschile costoro generalmente vengono prima possibile arruolati in nomine prima che possano scendere dalla ruota dei criceti, mandandoli come carne da cannone a dispensare consigli a famiglie più adulte alla canna del gas, altra carne da cannone. Se giovani donne è implicito che debbano fare opera di pioniere o sono "implicitamente da ostracizzare". Oppure si può partire per un eterno Erasmus teocratico, viaggiando il mondo nei luoghi (di villeggiatura) dove il bisogno è maggiore, senza ovviamente lavorare.

Una montagna di questi giovani è rientrata causa pandemia e non si può non notare lo smarrimento di costoro di fronte all'impotenza a cui la realtà li ha messi di fronte, esattamente come quelli-e / quelle coppie precocemente esodati da brillanti carriere betelitiche che continuano a far "missionari" a casa propria o nel proprio paese finanziati dai genitori.

Non c'è quasi progettualità nella maggior parte degli under 30 allineati, non c'è entusiasmo che non abbia riflesso plasticoso delle frasi fatte e delle mete fissate da altri. Io, ma è niente più che opinione, non penso sia possibile vivere felicemente con obiettivi che non si vivono come propria emanazione di una passione, figurarsi senza progetti ne obiettivi.

C'è una quantità non marginale di fratelli prossimi ormai alla quarantina che ha vissuto sul rasoio economico per i precedenti 15 anni e cominciano ad essere stanchi dopo aver sacrificato futuro e possibilità di avere una famiglia regolare e che tutt'ora non programmano la loro vita oltre 6 mesi / 1 anno, continuando a prediligere scelte di cortissimo respiro, nonostante basterebbe l'osservazione del fatto che tutti i "superstiti" delle generazioni precedenti che hanno condotto il loro medesimo sistema di vita e che non sono ancora "saltati per aria" siano in larga parte pieni di problemi, laddove non di astio. 

Si preferisce continuare a concentrarsi sulle poche eccezioni felici piuttosto che la rovina che spesso decisioni di questo tipo hanno causato. Tornando al grouthink, è come se lo definissimo positivo citando l'esempio della sciagurata armata Brancaleone della spedizione dei Mille, che in virtù proprio dell'esser sciagurata arrivò a successo, omettendo di vedere come un armata di milioni di soldati e meglio armata dei nemici quali il 3° Reich proprio causa di una serie di decisioni ascrivibili ad appiattimento del pensiero a quello del leader carismatico riuscì a perdere un continente già conquistato e un vantaggio strategico e tecnologico larghissimo, fino all'annientamento e mille altri esempi come questo.

Oltre i luoghi comuni della psicopatologia - Luci e ombre sul Disturbi  Narcisistico di Personalità | CriticaMente

Una condizione lavorativa raffazzonata e di sopravvivenza o al margine dell'economia emersa è documentata anche dalla quantità di dichiarazioni dei redditi che girano il 5 per mille all'organizzazione. Su un totale di 250k fratelli con una età media elevata abbiamo circa 65k dichiarazioni con 5 per mille in favore dell'organizzazione.

Se eliminiamo la quantità di pensionati da quel numero e la quantità di fratelli che nel bene o nel male nelle regioni del nord (nella maggior parte dei casi) ha un lavoro in regola, restano enormi aree di territorio nel quale chi lavora, lavora in nero, saltuariamente o percepisce prebende statali o campa con i redditi a cascata di genitori o nonni. 

Solo 1/4 dei fratelli risulta quindi percettore di reddito (il 60-70% nella popolazione generale fra popolazione attiva e pensionati) e probabilmente solo il 12-13% dei fratelli ce l'ha da lavoro dipendente regolare, con una media stipendio lordo anno di meno di 20k / anno su una media nazionale di 28,5k. 

Va da se che almeno qui in terra italica questo è un gruppo sociale che avrà autonomia finanziaria fino ad estinzione dei Boomers e delle loro pensioni.

Ecco come nel lungo termine l'azzardo morale inculcato dalla WT ai suoi aderenti per cercare di drenare ogni tipo di risorsa alla lunga vada a ritorcersi contro se stessa, laddove non vi siano rimaste più risorse da drenare.

Dal mio punto di osservazione vedo una stagnazione ultraventennale della quantità di contribuzioni (in 7-8 congregazioni) a fronte di un aumento del costi lineare nel corso del tempo. Dove prima c'era un avanzo del 50% ora si arrivava al pelo a coprire le spese in epoca pre-covid, mentre durante la pandemia si bussa a danari anche localmente oltre che dalle parti in programma, perché non si fa più la patta.

Al netto dell'inflazione infatti (dati indice nazionale) i 100 euro-equivalenti del 1998-99 sono 47 attuali, quindi tutto torna.

Dal mio punto di vista abbiamo a che fare con una fratellanza che coscienziosamente ha rinunciato a pensare, condizione nella quale ci si trova anche molto bene,  che deve affrontare il Deserto dei Tartari e non ha idea che la sabbia che calpesta non è quella di una spiaggia. Soprattutto non s'è accorta che ha praticamente finito l'acqua.

Coraggio, il secondo pezzo del papiro sarà molto più ironico e molto più breve


Gatto di Schroedinger



Bibliografia (oltre a quella citata nel testo)

Putnam, A.L., Ross, M.Q., Soter, L.K., Roediger III, H.L. (2018). Collective Narcissism: Americans Exaggerate the Role of Their Home State in Appraising US History. Psychological science.
Wan, W. (2018). America is a nation of narcissists, according to two new studies. The Washington Post.

altre letture sul tema

sabato 5 dicembre 2020

Fra l'eccezione e la regola

Dov'è stato Gesù tra la sua morte e la resurrezione?

In questo post faremo un po' di considerazioni preliminari, poi tratteremo un aspetto sullo studio della torre di guardi in corso.

I posteri segneranno quest'epoca come la più stupida di tutte le ere. Al termine di un lungo processo cognitivo che ha portato l'uomo ad una maggiore consapevolezza di se e dell'universo. Termine che possiamo dire sia avvenuto oramai il secolo scorso. Da un punto di vista scientifico ci sono state poche vere rivoluzioni se non quella della creazione di questa rete umana di interconnessione digitale che chiamiamo Internet. Nonostante il processo evolutivo questa umanità sembra che sia involuta tanto da diventare preda delle sue stesse paure.

La gente tenta di scappare dalla propria ombra, c'è da dire che per molti è proprio questa forma di stupidità che li ha sostenuti. Molti si aggrappano dietro a questa sorta di realtà alternativa, perchè quella naturale non la si comprende, non la si sa affrontare. Le variegate forme depressive, spaziano e corrodono il pensiero, il corpo umano viene considerato un'involucro che ci limita, perchè ci costringe e non si riesce a fare quello che ci piacerebbe. Non viene visto come un fantastico miracolo biochimico in una simbiosi altrettanto meravigliosa con il mondo che ci circonda.

Un tempo credevo che le persone, erano sempre da considerarsi al di fuori dalle etichette e che per quanto uno possa riconoscersi in questo o quel movimento ideologico o religioso alla fine ognuno ha il suo modo di vedere le cose, tanto da renderlo comunque unico. In parte mi sbagliavo perchè il mio era solo un tentativo di riconoscere me stesso al di fuori dell'etichetta da Testimoni di Geova.
Mi sbagliavo perchè l'appartenenza ad un gruppo religioso ed in particolare a questo gruppo religioso ha una forte propensione alla comunione del pensiero e alla terraformazione dello sviluppo logico mentale.

le donne annunciano la resurrezione | Cercare la fede

Questa sorta di plagio autogeno egoisticamente parlando funziona comunque quando le idee precedenti, che possediamo, sono peggiori di quelle che il pacchetto religioso ti ha preparato. Una cosa valida se poi comunque non rischiasse di adombrare la natura spirituale delle cose. Il pacchetto religioso però è per sua natura una struttura rigida omnicomprensiva che non può prescindere dall'accettare tutto l'insieme. La religione, un po' come un coniuge, non può essere accettata con l'idea di poterla eventualmente cambiare se non lo gradiamo così com'è nei suoi pregi ma anche nei suoi difetti.

Senza considerare che è vana e quantomeno stupida anche solo l'idea di tentare di cambiarla. Molti chiedono un divorzio da questo coniuge senza rendersi conto che i divorzi hanno un costo è anche molto salato. Altri in buona fede rendendosi conto che fra le mani non hanno comprato una pentola ma un colapasta tentano di giustificare la scelta di questa struttura religiosa piena di buchi. La stessa cosa che si faceva prima quando si cercava di giustificare la bibbia a fargli dire il contrario di quello che dice semplicemente perchè il passo ci urta o ci sembra disdicevole. Giochino che comunque vedremo fra poco nel dettaglio.

LA STORICITA' DELLA RESURREZIONE – PARTE 2 – APOLOGETICA E CREAZIONE

Tutta vanità. Resa ancora più vana da una visione religiosa presentata ad esempio con l'articolo di studio della Torre di Guardia di questa settimana. In questo articolo non si dicono cose inesatte ma si ha l'impressione con questi studi di poter riempire lo spazio tempo dei fratelli con considerazioni che sono esageratamente sovrastimate. I fratelli che vivono con una pressione continua legata alla rivelazione delle cose e nutrendosi di questa poltiglia iperproteica non assimilano nulla e ben presto si muore di inedia spirituale.

In questo articolo dal titolo “Custodisci quello che ti è stato affidato” prende spunto dalla scrittura della lettera di Paolo a Timoteo dove gli dice “Timoteo, custodisci quello che ti è stato affidato” (1 TIM. 6:20) Esortandolo a mantenere quella immagine di fede che si era creato e che aveva sviluppato prestandosi nel servizio di quelle prime comunità religiose.

Paolo esorta a rimanere nelle cose imparate non come fecero altri primi cristiani come Imeneo e Fileto apostati famosi del primo secolo. Quale era l'apostasia di Imeneo e Fileto? Credevano che la resurrezione era già arrivata. Il versetto di 2 Timoteo 2:17,18 ci dice
"le parole di coloro che li fanno si diffonderanno come cancrena. Fra loro ci sono Imenèo e Filèto.+
18 Questi uomini hanno deviato dalla verità, dicendo che la risurrezione è già avvenuta,+ e così sovvertono la fede di alcuni."

Di quale resurrezione parlavano? Evidentemente non quella del Cristo perchè lo stesso apostolo Paolo ci dice c'erano altri che non credevano a questa resurrezione. In 1 Corinti 15:12 leggiamo
“Se ora si predica che Cristo è stato destato dai morti, come mai alcuni fra voi [cristiani unti] dicono che non vi è risurrezione dai morti?” — I Corinti 15:12.

Ma quello in cui credevano Imeneo e Fileto era un'altra resurrezione avvenuta. La Torre di Guardia dell'82 ci spiega 1/10 Pag 16 19

"Dicendo che ‘la risurrezione era già avvenuta’, quegli apostati non intendevano dire che i cristiani deceduti fossero già stati destati dai morti. A quanto pare credevano che i cristiani viventi fossero già stati risuscitati in senso puramente simbolico, spirituale. Negavano l’esistenza di una futura risurrezione dai morti. Queste idee ‘sovvertivano la fede di alcuni’, per cui l’apostolo Paolo mise energicamente in guardia contro quegli insegnanti apostati."

A quale resurrezione facevano quindi riferimento? Il paragrafo non lo spiega ma c'è un motivo e lo scopriremo fra poco. La resurrezione che credevano già avvenuta era quella a cui i primi cristiani videro l'adempimento profetico citata da Gesù stesso in Giovanni 5:28,29
28 Non meravigliatevi di questo, perché verrà il tempo in cui tutti quelli che sono nelle tombe commemorative udranno la sua voce+ 29 e ne usciranno: quelli che hanno fatto cose buone per una risurrezione di vita, mentre quelli che hanno praticato cose ignobili per una risurrezione di giudizio.+

L'altra parte della storia: morte e risurrezione - Opus Dei

Quale era l'adempimento? C'è un passo biblico molto controverso che è stato praticamente stravolto dalla TNM, dove si legge cosa è avvenuto appena Gesù è morto sul palo di tortura.  Il passo biblico è proprio quello di Matteo 27:52

Questa è la versione Riveduta
Matteo 27:52
"52e le tombe s’aprirono, e molti corpi de’ santi che dormivano, risuscitarono; 53ed usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella santa città, ed apparvero a molti.

Nel versetto 53 il soggetto delle persone che entrarono in città è quello espresso nel versetto precedente è sono i corpi dei santi addormentati nella morte. Mentre la nostra versione ci dice per lo stesso passo
Matteo 27:52
52 "Le tombe si aprirono e molti corpi dei santi che si erano addormentati* furono sbalzati fuori 53 (e dopo che lui era stato risuscitato persone venute dai luoghi di sepoltura* entrarono nella città santa) e diventarono visibili a molti"

Imeneo e Fileto evidentemente non avevano la traduzione predigerita della TNM e loro credevano esattamente a quello che in realtà il testo greco in questione dice. Loro credevano che questo versetto fosse l'adempimento della profezia di Gesù. L'apostolo Paolo invece aveva una esegesi opposta e la sgranatura fra le applicazioni scritturali potrebbe avere più di una giustificazione. Questo versetto è oggetto di pippone esegetico di questa teocrazia, tipico della visione artefatta di chi vuole forzare significati alternativi alle scritture, la dove in verità non ve ne sono. L'idea è quella di sostenere che il nostro scrittore avesse in mente di partire con un soggetto (i morti dei santi) nel versetto 52 e di averne un'altro (persone fra le tombe) nel versetto successivo. Il risultato finale è che il nostro agiografo si è sbagliato nella descrizione dell'avvenimento, meno male che la TNM senza alcun problema ci mette una pezza con un paio di parentesi piuttosto scandalose e ci risolve il problema. Questo crea un vero incidente diplomatico tanto da considerare la TNM non una traduzione biblica ma una interpretazione biblica.

Come al solito ci asteniamo dal dare giudizi o dall'esprimere una dottrina sulla resurrezione, anche perchè guardando un po' in giro molti esegeti e studiosi hanno più di un motivo per pensare che quanto espresso da Matteo in questo versetto sia il risultato di una iniezione gnostica postuma. E' un problema questa visione artefatta del versetto? In verità no non è un problema è sicuramente un dettaglio. Nessuno giustificherebbe una qualsiasi azione motivato da dettagli. Nessuno si preoccupa delle eccezioni ma delle regole sbagliate si. Ed è un po' questo il tema di tutte le nostre considerazioni. Non è tanto quello di scoprire le singole dissimmetrie ma è l'insieme delle dissimmetrie che diventano il vero problema. L'esegesi delle scritture scopriamo che traballa, l'organizzazione delle congregazioni è rimasta strutturata come le comunità avventiste del 1800, il credo è diventato dogma, i problemi si nascondono, l'organizzazione viene deificata. Sommando gli addendi non è difficile trovare il totale e con il totale si fanno le differenze.

Vita nuova in Cristo, esperienza qui e ora. Nella Resurrezione tu