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venerdì 30 marzo 2018

Il recinto


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Sentiamo spesso parlare di giovani ereditieri che attraverso le condizioni economiche del contesto famigliare hanno l’opportunità di non preoccuparsi delle necessità primarie che potrebbero mettere a repentaglio la propria esistenza.

Converrete con me che le necessità umane non sono solo quelle materiali ma anche quelle spirituali. Nella scrittura del giorno del 17 Marzo 2018 e in particolare nel commento, l’organizzazione mette in evidenza un punto che coinvolge direttamente un particolare gruppo di persone. Sono quelli che ricevono incarichi di servizio che in gergo vengono definiti “i nominati”. Fra questi ce ne sono alcuni che hanno un particolare privilegio ed è quello dell’insegnamento ( Tito 1:9 1 Tim 3:1,7). Queste persone hanno la possibilità attraverso parti preparate di poter insegnare pubblicamente da un podio. Il commento svela una trappola in cui possono incorrere tutti i nominati ed evidentemente lo stesso fratello che ha scritto il passaggio. Il passaggio che considereremo è questo

“Bisogna ammettere che, quando ci prepariamo per il ministero, per le adunanze o per un discorso, non ci soffermiamo necessariamente sul significato che quelle informazioni potrebbero avere per noi”

A questa considerazione fa seguito un esempio molto pertinente del cuoco e della sua alimentazione il commento prosegue.

“Facciamo un esempio: un cuoco deve assaggiare i piatti che prepara per gli altri, ma non può certo vivere di questi assaggi! Se vuole mantenersi in salute, deve anche preparare pasti nutrienti per sé stesso”

Questo è in effetti quello che è accaduto in molti casi (anche al sottoscritto) per ammissione stessa di questi fratelli. Molti nominati smettono di nutrirsi perché scambiano l’insegnamento agli altri per studio personale. Questo inganno li porta a lungo andare ad affrontare un problema spirituale molto insidioso. Hai la sensazione di sentirti svuotato? Quando sei sul podio ti stai chiedendo se i fratelli comprendono davvero quello dici o ti ascoltano solo perchè sanno già cosa hai da dire loro? L’organizzazione teocratica non prevede che i discorsi dal podio vengano fatti lasciando all'oratore la completa libertà di pensiero. Viene sempre effettuato un continuo controllo qualitativo dei discorsi che regolamenta le cose che vengono dette. Questa non è una cosa sbagliata, fintanto che diciamo cose coerenti con l'organizzazione, il problema nasce quando gli argomenti collidono con la propria libertà di coscienza. Una delle prerogative che viene richiesta è l’aderenza allo schema, così molti oratori non si pongono il problema dell’incoerenza e ubbidiscono all’incarico che gli è stato dato illudendosi di delegare le responsabilità allo schema. Il libero pensiero quindi è solo parzialmente plausibile, sicuramente deve rimanere all’interno di un recinto definito. Per onestà dobbiamo dire che è peraltro dichiarato, tutti sanno cosa si deve dire e cosa non si deve dire, nessuno ha dubbi in proposito. Il libero pensiero per queste persone si svela come un concetto relativo. Gli scorrazzamenti fuori dal recinto non sono tollerati, ma in genere si chiude un occhio la dove il fratello non abbia incarichi di rilievo. Ma quando il fratello ha accettato incarichi importanti e di un certo “calibro” le cose cambiano.

Il recinto che gli viene dato non è il solito della fratellanza ma si restringe diventando molto più piccolo e stretto. Spesso questi fratelli non percepiscono questa differenza e pensano che il recinto sia invece uguale per tutti così in alcuni casi la vessazione che l’incarico gli ha dato la scaricano sulla fratellanza. (ricordate qualche CO piuttosto brillante alle adunanze degli anziani?). Per questo fratello i margini delle opinioni personali vengono sempre più annullati e l’organizzazione assume sempre più il suo controllo. Per fare un esempio se sei un CO non puoi salire sul podio e sostenere che l’abito in tinta unita non sia un requisito teocratico, prima o poi verrai redarguito. 

Ma ritorniamo all’esempio citato nella scrittura del giorno. C’è un problema che coinvolge molti della fratellanza e in particolare i nominati che smettono di nutrirsi spiritualmente. Gli effetti di questa situazione e l’inedia spirituale che possiamo riconoscere nella qualità delle parti che vengono svolte. Succede spesso che questo fratello smettendo di nutrirsi della parola di Dio si alimenta solo delle espressioni che provengono dall’organizzazione. Per fare un paragone è un po’ come vivere solo di integratori. Così il fratello va avanti con le risorse della eredità spirituale, acquisita negli anni precedenti oppure attraverso iniettata da famiglie corpose che creano entourage teocratici autoreggenti. Ci sono sorveglianti fidelizzati che ricordano a memoria le circolari degli ultimi 10 anni. Questi fratelli senza rendersene conto si nutrono di questi alimenti poco nutritivi: circolari, lettere private fra nominati, adunanze per gli anziani, parti all'assemblea. Tutte hanno l’effetto di rendere il fratello molto vivo e vivido all'esterno ma ahimè spiritualmente morto all'interno. Attenzione, questi fratelli sono molto reattivi, conoscono le scritture e sono molto dediti all'organizzazione, non è facile riconoscerli.

Ad esempio, la recente Torre di Guardia ha parlato delle contribuzioni. Il commento chiave, che doveva spiegare dove finiscono le contribuzioni, quale è stato? L’organizzazione verifica che tutte le spese sono effettuate per l’opera del regno. Ammesso che sia vero ma come mai il fratellone responsabile all’assemblea quando fa il resoconto finanziario ci dice sempre cose insensate che non si capiscono? I dubbi che lascia sono molti di più di quelli che vorrebbe risolvere e per chi è anziano i dubbi aumentano quando partecipa a quelle adunanzine dove si richiede il coercitivo consenso per alzata di mano per dei soldi che non si capisce da dove vengono e dove vanno.

Di chi è la colpa?

Ritorniamo al nostro commento nella scrittura del giorno, come abbiamo notato dai commenti accennati sopra, anche in questo caso la colpa viene scaricata sul fratello. Ad essere onesti non è molto corretto questo approccio, sarebbe meglio che ci fosse una generale onestà nel dire le cose come stanno coinvolgendo un po' tutti i protagonisti di questo grande teatrino. Purtroppo pare non sia una cosa che sia affrontabile nel nostro tempo, dalla mia generazione. Questo problema ovviamente coinvolge la fratellanza che sta più in alto come i CDF nazionali che però sono ancora più paralizzati di tutti. Molta fratellanza non essendo in grado di gestire questo disallineamento è costretta a fare un passo indietro. A ben vedere questa organizzazione non prevede passi indietro e così il fratello (e personalmente ne conosco tanti) viene preso e buttato in un limbo teocratico senza incarichi e senza poter più avere voce in capitolo.

Un suggerimento

Diciamo che lo sconforto potrebbe prendere il sopravvento perché magari questo fratello è anche convinto che è nella verità e non vuole lasciare la fratellanza. Se questo fosse il tuo caso in questo momento non farti il problema immediato di lasciare o meno la teocrazia. Cerca di focalizzare i problemi magari con qualche incarico in meno, prenditi il tempo tempo per rinsaldare la fede nel Cristo e nel suo insegnamento. Utilizzalo per fare uno studio personale consapevole coinvolgendo anche tua moglie e la tua famiglia. Non abbracciare idee alternative che magari leggi in forum o blog come questi con troppa facilità e velocità. Fai attenzione perchè alcuni aspetti della verità potrebbero davvero stupirti e darti le vertigini per quanto sono scioccanti. Qui è in gioco la tua di vita e non la nostra, studia profondamente le sacre scritture ci vorrà un po’ di tempo e costerà fatica. Ma alla fine siamo sicuri che Geova di ridarà la vita spirituale che avevi perduto e troverà la via giusta anche per te, sicuramente fuori da tutti i recinti mentali (e non) di questo sistema.

7 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie a te Hope per il passaggio. Ho corretto molti problemini del testo... scusate.

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    2. Circa 2 anni fa un CO in un discorso DAL PODIO disse in sintesi:"Lo scopo della congregazione è quello di istruire e organizzare i proclamatori per l'opera predicazione, se non ci fosse stata la necessità di predicare la congregazione cristiana non sarebbe esistita". Ora io, che non sono nominato, mi chiedo: da dove ha preso queste informazioni per fare questo discorso ? dalla Bibbia ? da qualche pubblicazione della WTS ? da qualche pubblicazione in possesso solo dei CO ? Mi chiedo: che tipo di ricerca avrà fatto per giungere a questa conclusione ? Quali fonti usano i nominati per preparare un discorso ? La Bibbia, le pubblicazioni WTS, le proprie opinioni, Topolino, Braccio di Ferro o altro ancora ?
      Hugo

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    3. Topolino, sicuramente topolino!

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    4. Le sparate da podio sono talmente tante che Zelig è uno scherzo ci potrei fare un blog... questa però è sintomatica è mette il dito nel problema. Lo scambio dei termini è però evidente senza la predicazione la WT non esisterebbe sicuramente. Ma il concetto WT è una cosa un po’ diversa dal concetto di congregazione cristiana...

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  2. Bellissima conclusione capitano...

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  3. parlando confidenzialmente con un altro anziano ,dopo l'ennesima alzata di mano per inviare un'altra considerevole somma di euro all'organizazione,mi ha risposto:`L'organizzazione vive con le nostre contribuzioni`.L'argomento è finito li ,gli ho fatto un sorriso ,ed è finita la conversazione.

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Grazie per il commento.

Chatteria