domenica 23 marzo 2025

La parabola della zizzanie e del buon seme

Gesù in Matteo 13:36-43 pronuncia la parabola delle zizzanie, ai suoi discepoli affinché possano comprendere i segreti del regno dei cieli, mentre coloro che non sono iniziati a questo santo segreto rimarrebbero all'oscuro del vero significato. (Vedi Matteo 13:11). Questa parabola fu data per incoraggiare le future generazioni di credenti che sarebbero stati nei giorni della fine seminati come buon seme in tutto il mondo, affinché avessero speranza e pace mentale nonostante le minacciose macchinazioni del diavolo che invece coltivava pseudo-cristiani all'interno delle comunità.

L'apostolo Paolo racconta un tale evento registrato in Galati 2:4:

"Ma a causa dei falsi fratelli introdotti di nascosto—che si erano infiltrati per spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù, per ridurci in schiavitù"— English standard version.

Luca registra lo stesso evento nel capitolo 15:4-29 della Lettera degli Atti. Gesù aveva preavvertito che le zizzanie, ovvero i falsi cristiani, alla fine si sarebbero infiltrati nel campo dei veri cristiani alla Pentecoste del 33 d.C. In Filippesi 1:14-18, si nota come Paolo descrive l'atteggiamento di alcuni come "invidiosi, rivali, ambiziosi egoisticamente e insinceri". Egli ribadisce questo nella sua lettera a Timoteo, in 1 Timoteo 4:1,2:

"Ora lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede per dedicarsi a spiriti ingannatori e dottrine di demoni, attraverso l'insincerità di bugiardi dalla coscienza marchiata a fuoco"—English standard version.

Paolo continua sottolineando che la semina delle zizzanie nel campo dei veri cristiani era già iniziata ai suoi tempi, quando in 1 Corinti 11:17-19 dice:

"Ma nel darvi queste istruzioni, non vi lodo, perché quando vi riunite non è per il meglio ma per il peggio. Poiché, in primo luogo, quando vi riunite come chiesa, sento che ci sono divisioni tra voi. E in parte lo credo, perché è necessario che vi siano fazioni tra voi, affinché quelli che sono approvati siano riconosciuti tra voi."—English standard version.

L'apostolo Paolo è ben esperto nei segreti o misteri del regno, come attesta in 1 Corinti 4:1:

"Così ognuno ci consideri come servitori di Cristo e amministratori dei misteri di Dio."—English standard version.

Paolo conosceva questi santi segreti o misteri del regno e prende la sua responsabilità molto seriamente, avvertendo le sue e le future generazioni di veri cristiani sugli eventi che sarebbero accaduti dopo la morte degli ultimi fedeli apostoli di Gesù. In 2 Tessalonicesi 1-10, Paolo delinea in tono profetico i dettagli riguardanti la parabola delle zizzanie di Gesù, che culminerebbe nella manifestazione dell’uomo dell'illegalità, che dice essere già all'opera ai suoi tempi. Continua affermando che gli apostoli di allora viventi agivano come un freno su questo spirito di illegalità, e conclude sottolineando che per proteggersi da questo spirito di illegalità, bisogna "amare la verità e così essere salvati".

Nelle Scritture menzionate, Paolo abilmente sovrappone molti dettagli esplicativi alla parabola delle zizzanie di Gesù. Questo dovrebbe servire a preparare i cristiani di tutte le generazioni, inclusa la nostra, ad aspettarsi il settarismo interconfessionale come prodotto dell’ingerenza del Diavolo.

LA PARABOLA DELLE ZIZZANIE SPIEGATA

Aspetti importanti della parabola delle zizzanie da tenere a mente sono i seguenti.
In primo luogo, le zizzanie sarebbero lasciate crescere insieme al buon seme. In secondo luogo, non si sarebbe in grado di distinguere un buon seme da una zizzania fino al momento della mietitura. In terzo luogo, solo alla fine dei tempi o con il ritorno del Messia gli angeli sarebbero incaricati di rimuovere tutte le cause di peccato e gli operatori di iniquità dal suo regno per essere gettati nel fuoco. Infine, solo allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del loro Padre.

Questo momento di verità è descritto da Gesù in Matteo 7:21-23: 

“In quel giorno molti gli diranno che hanno compiuto molte opere potenti nel suo nome, solo per essere respinti da Gesù come operatori di iniquità.” 

Ci si potrebbe chiedere a quale giorno si riferisce Gesù quando descrive le azioni inique di chi pretende di servirlo? Gesù ci indica il giorno in cui siederà su un trono con i suoi angeli santi per giudicare le nazioni del mondo (ricordiamo che il mondo è il campo che Gesù ha seminato con buon seme e gli angeli sono i mietitori). In Matteo 25:31-46, Gesù prende in prestito il linguaggio profetico di Ezechiele, come riportato in Ezechiele 34:20-30, dove vengono giudicate pecore grasse e pecore magre: “Ecco, io giudicherò tra pecora e pecora, tra montoni e capri.” Gesù parla sempre con la voce dei profeti per conferire autorità alle sue parole.

Che qui si stia parlando di cristiani è confermato da commentari autorevoli, come il Meyer’s NT Commentary, che afferma:

"Dovremmo quindi tornare all’antica interpretazione (Lattanzio, Instit. vii. 20; Girolamo, Eutimio Zigabeno), che, sebbene trascurata a causa dell'escatologia prevalente, fu preservata da Grozio. Questa visione sostiene che ciò che Gesù sta descrivendo qui è il giudizio dei cristiani: 'Si parla solo dei cristiani in questo passo', Eutimio Zigabeno, che lo dimostra, soprattutto, da Matteo 25:35-36."

La parabola delle pecore e dei capri, quindi, rappresenta un'ulteriore amplificazione degli eventi che riguardano l'estirpazione dei cristiani simili a zizzanie, che sono stati lasciati crescere fianco a fianco nel corso dei secoli fino al ritorno di Gesù come Giudice. Si noteranno molte somiglianze sovrapposte tra la parabola delle pecore e dei capri e quella delle zizzanie, nei termini, nelle ricompense e nelle punizioni indicate da Gesù.

Tutto questo per dire che i cristiani sinceri che cercano comunione con altri cristiani devono essere mentalmente preparati ad affrontare il cristianesimo nel suo complesso, come un campo o un corpo globale, senza avere la certezza assoluta di chi sia un buon seme e chi una zizzania quando si valutano i singoli cristiani.

L'apostolo Paolo evidenzia questo dilemma in 1 Corinzi 4:3-5:

"Ma a me pochissimo importa di essere giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, neppure io giudico me stesso. Infatti, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Chi mi giudica è il Signore. Perciò non giudicate nulla prima del tempo, finché venga il Signore, il quale metterà in luce le cose nascoste nelle tenebre e manifesterà i propositi dei cuori. Allora ciascuno riceverà la sua lode da Dio."

Come avvertimento a quanto detto sopra, i cristiani possono e devono condannare le istituzioni cristiane e le loro pratiche quando queste oscurano o pervertono, sia nella pratica che nella dottrina, le parole del nostro Signore Gesù. Ciò che non si può e non si deve giudicare prima del tempo stabilito è il singolo individuo, che sia un buon seme o una zizzania.

Un ultimo esempio riportato nelle Scritture dovrebbe incoraggiarci nel nostro sforzo di trovare la verità e la comunione all'interno del corpo globale dei cristiani. Si trova in Apocalisse 2-3, dove Gesù si rivolge alle sette chiese dell’Asia Minore. È significativo leggere, nelle parole del nostro Signore, descrizioni della condizione spirituale di queste chiese che includono la presenza di falsi apostoli,  l'insegnamento di Balaam, i Nicolaiti, la donna Jezebel, l'immoralità sessuale, il cibo sacrificato agli idoli e il fatto che alcuni membri delle congregazioni fossero né freddi né caldi.

Quale consolazione offre il Signore a coloro che, nelle sette congregazioni, rimangono fedeli amanti della verità? Apocalisse 2:24-29 risponde a questa domanda:

"Ma a voi, a quanti sono a Tiatira, a quanti non seguono questa dottrina e non hanno conosciuto, come dicono loro, le profondità di Satana, io dico: non vi impongo altro peso; soltanto, quello che avete, tenetelo saldo fino a quando verrò. A chi vince e persevera nelle mie opere sino alla fine, darò potere sulle nazioni; le governerà con scettro di ferro e le frantumerà come vasi d’argilla, come anch’io ho ricevuto potere dal Padre mio." (Vedi Salmo 2:8-9).

È degno di nota che Gesù, nel suo messaggio alle congregazioni, non dica mai esplicitamente di abbandonarle a causa della loro corruzione e del loro allontanamento dalla verità. Piuttosto, le sue parole sono chiare: tutti i cristiani che cercano la verità, ovunque si trovino, hanno la responsabilità individuale di mantenere le loro vesti bianche davanti a lui.

Tutti i cristiani onesti, oggi come nel primo secolo, devono assumersi la responsabilità e sviluppare un cuore saggio per essere trovati come buon seme al momento della mietitura. Questa è la grande sfida che il nostro Signore Gesù ci ha posto nella parabola delle zizzanie: se vogliamo vincere come lui ha vinto, dobbiamo crescere nel campo globale del cristianesimo accanto alle zizzanie, senza indebolirci, senza scoraggiarci e, peggio ancora, senza essere soffocati fino alla morte spirituale.

A chi possiamo rivolgerci se ci sentiamo isolati e soli nel nostro cammino cristiano? Giovanni 6:68-69 ci dice:

"Simon Pietro gli rispose: ‘Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna, e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio.’"

Anche le parole di Gesù in Matteo 18:20 devono incoraggiarci, anche quando la nostra comunione è piccola:

"Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro."

da questo si deduce che non dobbiamo sentirci obbligati ad appartenere a una grande struttura ecclesiastica istituzionalizzata per essere trovati approvati dal nostro Signore al suo ritorno.


L'australiano


sabato 15 marzo 2025

Norvegia: una sconfitta per tutti

È arrivata la sentenza del tribunale norvegese

La Corte d'Appello scrive che la pratica dei Testimoni di Geova di distanziamento sociale nei confronti dei membri che lasciano la comunità religiosa non è una violazione del diritto di uscire liberamente. Similmente la pratica di distanziamento sociale nei confronti di minori battezzati che sono esclusi o lasciano non costituirebbe violenza psicologica o controllo sociale negativo dei bambini.


Noi sappiamo che questo non è vero, sappiamo che la sentenza è stata pronunciata anche sulla base di testimonianze false rilasciate dai rappresentanti della filiale e da altri membri della congregazione. 


Quando questa notizia comparirà sul sito JW molti testimoni di Geova gioiranno ma non si rendono conto che è una sconfitta anche per loro. In che senso? Torniamo indietro ai tempi della prima sentenza che fu persa dalla congregazione: pochi giorni dopo ci fu un aggiornamento (il numero 2 del 2024) in cui fu detto che si potevano salutare i dissociati e si poteva invitarli alle nostre adunanze. Era chiaro che questo aggiornamento era fatto in funzione della sentenza norvegese. Si stavano ammorbidendo leggermente le pratiche per vincere in appello, infatti questa argomentazione è stata usata in tribunale. Poche settimane dopo era il tempo della commemorazione. Ricordo bene alcuni genitori testimoni che non vedevano i figli da anni i quali subito telefonarono e li invitarono. Li ricordo trattenersi a lungo dopo l’adunanza nel cortile della sala raccontarsi tutto quello che si erano persi per non essersi parlati per tanto tempo. La gioia non era solo nel viso dei dissociati ma anche dei loro parenti testimoni che finalmente potevano parlare loro. Ho sentito alcuni testimoni di Geova, assolutamente convinti che fosse Dio a guidare tutto questo, dire che Lui stesso aveva usato lo stato norvegese per far capire al suo popolo quali erano le riforme necessarie. Con questa sentenza viene da chiedersi perché non continua in questo modo. Una sentenza di condanna dei testimoni di Geova cosa avrebbe potuto portare? Ulteriori riforme nei confronti della libertà di cambiare senza essere emarginati della propria famiglia. Chi ci avrebbe guadagnato? Loro stessi, che avrebbero potuto continuare a rimanere in contatto con i familiari e allo stesso tempo praticare liberamente la loro religione.


Per molti che hanno lavorato instancabilmente per sensibilizzare sui danni psicologici e sociali causati dalle politiche dei Testimoni di Geova, questa decisione è profondamente deludente. Rimane la possibilità di un ricorso in Corte Suprema, e con essa, un'altra opportunità per riconsiderare la giustizia. Ringraziamo tutti coloro che hanno testimoniato la loro storia di emarginazione e coloro che ci hanno tenuti aggiornati. Continuiamo a far sentire la nostra voce e raccontare la sofferenza legata all’emarginazione. 


Anche se i Testimoni di Geova hanno vinto sono dalla parte dei perdenti. Gli atteggiamenti della società stanno cambiando. Il controllo coercitivo e il comportamento manipolativo sono entrati nella coscienza pubblica, così come le organizzazioni simili a sette. I Testimoni di Geova saranno costretti a cambiare, o dai governi o dal loro stesso popolo.


post di Saroj



sabato 8 marzo 2025

Chi è la meretrice?

Il libro Rivelazione: Il suo grandioso culmine è vicino!, Roma 1988, pp. 235, 236, nel commentare Rivelazione 17,1-2, riporta:

“Grande meretrice”! Perché questo titolo è così infamante? A chi si riferisce? Alcuni hanno identificato questa simbolica meretrice con l'antica Roma. Ma Roma era una potenza politica. Questa meretrice commette fornicazione con i re della terra, compresi evidentemente i re di Roma. Inoltre vien detto che dopo la sua distruzione i “re della terra” fanno cordoglio per la sua scomparsa. Perciò non può trattarsi di una potenza politica. (Rivelazione 18:9, 10) Per di più, dato che la sua scomparsa viene pianta anche dai commercianti del mondo, essa non può rappresentare l'alta finanza. (Rivelazione 18:15, 16) Si legge, però, che 'mediante la sua pratica spiritica sono state sviate tutte le nazioni'. (Rivelazione 18:23) Questo mostra chiaramente che la grande meretrice dev'essere un'entità religiosa mondiale. Quale entità religiosa? È forse la Chiesa Cattolica Romana, come sostengono alcuni? O è tutta la cristianità? No, dev'essere qualcosa di più grande, visto che svia tutte le nazioni. Essa è infatti l'impero mondiale della falsa religione al completo. [...] Ma per quale motivo è descritto col termine infamante di “grande meretrice”?

La condanna verso la falsa religione che flirta con politica e alta finanza è palese. Non ricorderò la filiazione con l'ONU dal 1991 al 2001 né con l'OSCE, tutt'oggi in corso (che è uscire dall'ONU dalla porta e rientravi dalla finestra) ma una questione di carattere locale, tutta interna alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, riconosciuta dalla Repubblica Italiana come confessione religiosa ai sensi dell'art. 2 L.n. 1159/1929 e dell'art. 10 RD n. 289/1930, nonché come ente morale, con personalità giuridica, con decreto del presidente della Repubblica 31 ottobre 1986, n. 783, su conforme parere del Consiglio di Stato, in rappresentanza italiana della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania.

Lo UAAR (Unione Atei Agnostici e Razionalisti) fece un'inchiesta sui contributi ricavati dagli oneri di urbanizzazione secondaria che certi Comuni davano (e danno tuttora) alle confessioni per l'edilizia di culto. Riporto il testo sotto:

San Lazzaro di Savena: più di un milione di euro per l'edilizia di culto

29 Dicembre 2011

Abbiamo effettuato l'accesso agli atti al Comune di San Lazzaro di Savena alla ricerca di finanziamenti pubblici all'edilizia di culto.

In base ai dati raccolti è emerso che, dal 1997 al 2010, dalle casse comunali sono usciti 1.043.403,80 euro, ha consegnato a don Domenico Nucci in quanto “incaricato a rappresentante gli Enti Religiosi operanti nel Comune di San Lazzaro di Savena, in virtù di comunicazione dell'Ordinario Diocesano prot. N. 3176 del 23 marzo 1979”.

Una fetta di questa torta milionaria don Nucci l'ha consegnata ai Testimoni di Geova, fetta che secondo i nostri calcoli vale 169.308,88 euro (per gli anni 1998, 2009, 2010 abbiamo ipotizzato una ripartizione del 18%, come documentato per tutti gli anni dal 1999 al 2008)

Ricordiamo che è sufficiente una semplice delibera del Consiglio Comunale per azzerare gli arcaici contributi comunali all'edilizia di culto, scelta che permetterebbe di utilizzare tali somme per edilizia scolastica, verde pubblico, parcheggi, impianti sportivi e altre opere di tutti e per tutti.

Sul  sito del Comune di San Lazzaro di Savena  sono visionabili le delibere di finanziamento dell'edilizia di culto a partire dall'anno di competenza 2005.

Maggiori informazioni sugli oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto sono disponibili alla pagina della  Campagna oneri UAAR .

Fonte: https://bologna.uaar.it/2011/12/san-lazzaro-di-savena-piu-di-un-milione-di-euro-per-ledilizia-di-culto/

In ogni caso i dati di quell'indagine sono stati ricavati dalle determinate giuntali di spesa sulla base della trasparenza amministrativa prevista dal D. lgs. 267/2000 (TU Enti Locali). Nel caso del Comune di Imola erano stati anche elargiti finanziamenti senza adeguata documentazione da parte dell'amministrazione tanto che il M5S sollevò la questione presso la Corte dei conti.

Altra fonte per altre ricerche: https://www.facebook.com/uaarbologna/photos/a.134228563288210.15465.128562483854818/1131002233610833/?type=3

Di fatto, per il Comune di San Lazzaro, il prete cattolico Domenico Nucci era stato incaricato a rappresentare gli enti religiosi operanti nel Comune sulla base della comunicazione dell'Ordinario diocesano di Bologna, e rappresentava anche i TdG in quanto, evidentemente, la CCdTdG aveva accettato le prerogative di quella comunicazione: assegnare al delegato diocesano la rappresentanza di tutte le confessioni presenti in quel Comune. Quindi, il Comitato di Filiale a capo dell'ente giuridico italiano rappresentante il geovismo, che dietro input del Corpo Direttivo condanna dal podio ogni compromesso col "mondo" da parte dei suoi fedeli specie con "Babilonia la Grande", poi, come la casa madre americana, non si fa scrupoli di farsi rappresentante in un'organizzazione ecumenica guidata nientemeno che da un parroco cattolico. Viene da chiedersi quanti nelle congregazioni interessate dell'Emilia Romagna erano al corrente di tutto questo, e se sì, cosa ne pensavano.

Ma non è affatto roba nuova: per quanto riguarda Imola, invece, dal 7 luglio 1982 esisteva un accordo tra gli “Enti Religiosi istituzionalmente competenti”, in base al quale la Curia Vescovile e l'Associazione Cristiana dei Testimoni di Geova (ente che precedette la CCdTdG nata nel 1986) si spartivano annualmente il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria, con la Curia che ne prendeva il 94% e la filale geovista il rimanente 6%. Poca roba ma, “Chi è fedele nel minimo è anche fedele nel molto”, disse Gesù, “e chi è ingiusto nel minimo è anche ingiusto nel molto”. (Luca 16:10 TNM87)

Fatto sta che poi questa devoluzione è stata azzerata nel 2019. Riportiamo sotto il testo dal sito dell'UAAR:

Imola, azzerati oneri per il culto: cosa aspettano gli altri comuni?

23 Settembre 2019

A Imola è stato rotto un tabù dal sapore medievale: sono stati azzerati gli oneri per il culto, ossia quella tassa di religione comunale che da quarant'anni grava sui bilanci dei comuni dell'Emilia Romagna, nota in gergo tecnico come “oneri di urbanizzazione secondaria per edilizia di culto”. Sono bastate poche righe nella  delibera 121 del 17 settembre 2019  e il consiglio comunale imolese, a maggioranza M5S,  ha dato ascolto alle richieste dell'Uaar  e ha scelto di interrompere il malcostume di elargire contributi pubblici a beneficio del patrimonio immobiliare privato delle confessioni religiose, contributi che storicamente a Imola arrivavano a parrocchie e Testimoni di Geova. Superando anche mozioni dell'opposizione (Pd) che chiedonovano di mantenere il finanziamento clericale.Imola, azzerati oneri per il culto: cosa aspettano gli altri comuni?

A livello nazionale l'Uaar ha stimato in oltre 94 milioni di euro il danno erariale causato dai contributi comunali all'edilizia di culto, documentato in una delle tante voci dell'inchiesta  I costi della Chiesa . Il solo comune di Imola, nei 12 anni dal 1999 al 2010, verso un totale di  1,5 milioni alla Curia  e di  87mila euro ai Testimoni di Geova . Se l'azzeramento fosse stato fatto 20 anni fa, il comune di Imola avrebbe 2 milioni di euro in più nelle proprie casse o investiti in opere di proprietà pubblica. Come rivendicato dall'Uaar nella  Campagna Oneri , i comuni devono (dal punto di vista etico-istituzionale) e possono (tramite una semplice delibera) scegliere di destinare a scuole, nidi, parchi e centri civici di proprietà pubblica quanto per anni e anni hanno continuato a destinare all'edilizia di culto di proprietà privata.

Cosa aspettano gli altri comuni dell'Emilia Romagna ad imboccare la strada laica e civile aperta dal Comune di Imola? Sembra che anche i comuni di San Lazzaro di Savena e di Pianoro abbiano dato un segnale, riducendo la tassa religiosa dal 7% al 2%. Ma non basta. L'Uaar Emilia Romagna, già a luglio scorso tramite il coordinatore regionale Roberto Vuilleumier,  ha messo a disposizione tutti gli strumenti  per procedere all'azzeramento dei contributi comunali all'edilizia di culto. Ora c'è anche l'esempio concreto del comune di Imola: non ci sono più scuse, si imbocchi la strada della modernità e venga azzerata la tassa di religione comunale.

Fonte: https://bologna.uaar.it/2019/09/imola-azzerati-onus/

Ripetiamo: il TdG medio residente in quelle zone, o semplicemente il TdG medio italiano convinto che questa è l'organizzazione di Geova scelta nientemeno che da Cristo nel 1919 fra tutte le chiese "corrotte" del mondo, ha a disposizione queste informazioni? E se dovesse esporle alla congregazione, come verrebbe trattato?


Divergente redatto da reddit

domenica 2 marzo 2025

Per chi suona la campana

Pubblico una lettera aperta che abbiamo ricevuto in redazione

Carissimi lettori di Osservatore teocratico 

Sto seguendo le vicende dell'ennesima battaglia disinformativa a colpi di scoop, esperienze, articoli di giornale e interviste di esperti che dicono tutto e il suo contrario.

Se da una parte, in questo caso, la trasmissione Zona bianca ha dato spazio a coloro che sono contro i Testimoni di Geova, dall'altra si ricorre ad articoli su spazi giornalistici, con tanto di interviste ad esperti (sempre i soliti noti) che difendono le minoranze religiose, in questo caso, i testimoni di Geova. Chi ha ragione?

Sono nata cattolica, ma ho ricevuto un'educazione religiosa fin da bambina come testimone di Geova, a quindici anni ho deciso di esprimere la mia fede battezzandomi tale e per trentacinque anni è stato il mio credo. Tuttora, pur essendo svanita ho scelto di non dissociarmi. 

Posso dire quindi di conoscere molto bene le dinamiche all'interno, come ciò che spinge molti ad andarsene. Nella maggior parte dei casi avviene una frattura a causa di qualche ingiustizia inascoltata che porta ad un brusco risveglio, oppure si comincia a farsi domande scomode, la cui risposta rivela evidenze inaspettate.

Nel mio caso alla fine, non nego di aver vissuto bene nella comunità dei Testimoni di Geova, non mi è pesato rinunciare a festeggiare le feste tradizionali perché sapevo di farlo per amore del mio Dio. La predicazione, la frequenza alle adunanze e tutto il resto, compresa la sottomissione richiesta alle donne la accettavo per fede e non ho mai avuto a che fare con riprensioni o comitati giudiziari/ di anziani, ero anzi vista come sorella esemplare, ma c'è stata sempre in me una spinta alla giustizia e alla difesa dei deboli che talvolta mi spinge a difendere gli altri. Spesso coloro che soffrivano si aprivano con me percependo la mia empatia e questo nel tempo mi ha portato e vedere che qualcosa non tornava nella gestione pastorale del gregge.

All'inizio davo la colpa all'errore umano, attribuivo il problema al singolo caso considerandolo un eccezione,  ma questi casi cominciavano a diventare fastidiosamente numerosi. Scioccante fu iniziare a leggere informazioni che sarebbero state giudicate apostate, ma sono sempre stata dell'idea che non si può avere un quadro completo ascoltando una sola campana. La triste sorpresa fu che ne usciva fuori uno schema in cui la priorità non era certo la cura del gregge, bensì la protezione del buon nome dell'organizzazione che, da strumento al servizio dei fedeli,  diventava così un dio da servire e a cui sacrificare pecore e agnelli.

La mancanza di trasparenza in più ambiti, la forte pressione sui fedeli a non informarsi e non ascoltare chi la pensa diversamente, le minacce di allontanamento verso chi ha domande scomode mi posero di fronte ad una scelta dolorosa:  

Perdere l'intera cerchia di amici o perdere la libertà di vivere serenamente con la propria coscienza?

Apprezzo molti Testimoni, che si sforzano ogni giorno di vivere cristianamente, riconosco anche che per alcune persone avere dei paletti di regole entro cui vivere li salva dal caos in cui cadrebbero altrimenti. Una religione ad alto controllo offre in questo caso un forte incentivo e al tempo stesso una comunità forte a sostegno, come pure un senso di appartenenza che da sicurezza, quindi, nonostante me ne sia allontanata non sto di guardia ad aspettare che la torre crolli, né ho intenzione di far guerra, ma al tempo stesso vorrei che ci fosse un'apertura. L'organizzazione dei tdg dovrebbe trarre tesoro dalle critiche perché gettano luce su punti oscuri che a furia di ignorarli stanno diventando enormi buchi neri che inghiottono sempre più adepti delusi.

Trasmissioni dal sensazionalismo facile e controffensiva fatta da tdg sotto spoglie giornalistiche non giovano a nessuno, ma sono comunque il sintomo di un problema e non serve a niente che ciascuna delle due parti continui a urlare più forte senza dare ascolto all'altra. 

Ogni persona dovrebbe essere libera di vivere la propria spiritualità e la propria vita, libera di cambiare idea senza ripercussioni. La libertà di religione è un vessillo che è stato impugnato con zelo dai primi studenti biblici, ma adesso che questa organizzazione è cresciuta e ha acquistato potere ecco che le parti si invertono e sono pronti a tenere sotto ricatto coloro che vorrebbero uscirne? 

Ben vengano le cause in tribunale contro l'ostracismo e la malagestione della pedofilia perché spingeranno il corpo dirigente a mitigare le loro regole, con beneficio in primis per i Testimoni credenti. Trovo ironico che proprio questi invece, facciano guerra agli ex che lottano affinché certe politiche vengano cambiate.

Serve da entrambi gli schieramenti un passo indietro e l'ascolto dell'altro anziché bollare con etichette che chiudono il dialogo. Setta e apostata sono termini che fanno scattare un allarme all'interno dei due schieramenti, munizioni di una guerra che trova tutti perdenti. Molto meglio sarebbe imparare il rispetto delle diversità di opinione, ma questo è possibile solo abbassando i toni e usando la legge, come sta accadendo in Norvegia. 

Vorrei che l'organizzazione dei Testimoni di Geova comprendesse il danno che sta facendo continuando con rigidità a mostrare a tutti i costi una facciata imbiancata nascondendo le realtà scomode al suo interno, non è questa la strada. Se questo poteva funzionare prima dell'era digitale, adesso le si rivolgerà contro. È tempo di apportare i cambiamenti che migliaia di fedeli ed ex continuano a chiedere.

Basta ostracismo, la comunione che si spezza dev'essere solo spirituale per chi si allontana.

Basta comitati giudiziari/di anziani che giudicano il pentimento quando spetta solo a Dio o si mettono al posto della legge in casi di reato.

Basta intromissione nelle decisioni personali dei fedeli, come fino a quando seguire un percorso di studi, terapie mediche e scelte di vita che ogni cristiano dovrebbe decidere con libera coscienza.

Note conclusive

Alla fine possiamo solo dire che dalle idee prima o poi giungerà il momento di abbandonare quel circolo vizioso fatto di silenzi e di omertà consenziente che vuole ad ogni costo impedire che ci sia la possibilità di progredire attraverso un sano processo di rinnovamento prendendo spunto non dalla critica demolitrice ma da quella critica costruttiva che ti aiuta a crescere.  Insomma a tutti noi prima o poi quella campana della coscienza suonerà per dirci che la ricreazione delle ideologie è finita e bisognerà riprendere a lavorare seriamente nella nostra vita e per la nostra vita. In questo modo sarà possibile riconoscere che la trasparenza e il dialogo aperto non sono segni di debolezza spirituale, ma al contrario una ricca opportunità per un rinnovamento vero che sappia mettere al centro la dignità e la libertà individuale di tutti noi e voi e che ci avvicinano alle parole di Gesù stesso che in Giovanni 8:32 disse 

32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi. 

Bisogna ancora adesso imparare con empatia e non con pregiudizio ad ascoltare le voci di chi ha sofferto e ha speso sforzi e energie in questa organizzazione che le ha svuotate di dignità. Attraverso il confronto delle opinioni e con un serio lavoro interiore iniziando, perché no, anche a mettersi in discussione, potremo davvero trasformare una realtà rigida ancorata a anacronistici dettami dogmatici senza senso, in un più semplice cammino puro di crescita nella verità.

post di Barnaba

lunedì 24 febbraio 2025

LO SCARICABARILE


Lo scaricabarile è una tecnica opportunistica e manipolatoria per incolpare gli altri e far cadere su di loro il motivo di una certa azione o le sue conseguenze. Recentemente si è parlato delle menzogne del corpo direttivo relativamente alla libera scelta dei singoli Testimoni di limitare i contatti con i fuoriusciti ma questa non è l’unica. Dichirare che una persona cacciata dalla congregazione si è volontariamente dissociata è un’altra bugia che viene sostenuta. Cosa lega queste due menzogne? Come viene utilizzata la tecnica dello scaricabarile?


L’OSTRACISMO


Jørgen Pedersen , un rappresentante del Corpo Direttivo in Norvegia, ha fatto la seguente dichiarazione sul quotidiano Dagen del 18 gennaio 2025:


“Ogni membro, in base alla sua coscienza personale e alle circostanze, deciderà se limitare o interrompere i contatti sociali con ex membri. I Testimoni di Geova non costringono i membri della congregazione a farlo. Ogni membro della congregazione che limita o interrompe i suoi rapporti sociali con qualcuno che è disassociato o si è dissociato dalla congregazione lo fa sulla base del suo libero arbitrio e della sua scelta.”


Lo stesso falso quadro è stato presentato da Kåre Sæterhaug della filiale dei Testimoni di Geova testimoniando nel caso dello Stato norvegese presso il tribunale distrettuale nel gennaio 2024.


Anche qui in Italia il 9 febbraio 2025 alla trasmissione “Zona Bianca” su Rete4 è stata letta una comunicazione inviata dalla betel Italiana in cui si dice:

“In contrasto a quanto detto la settimana scorsa chi fuoriesce dai Testimoni di Geova non viene ostracizzato”

Alla stessa trasmissione del 24 febbraio è stato ribadito che:

“I credenti dovrebbero limitare i contatti con una persona che è stata allontanata. Il grado di limitazione dipende dalla sua coscienza.


Tutti coloro che conoscono i Testimoni di Geova sanno che ciò non è vero. Che le persone disassociate e quelle che si sono dissociate debbano essere evitate e totalmente isolate è richiesto dal Corpo Direttivo. Gli anziani parleranno a chi si comporta diversamente e, se il contatto continua, la persona verrà a sua volta disassociata. (“Pascete il gregge di Dio" 12.17)

Perchè Pedersen e la betel italiana hanno mentito? In diversi paesi i Testimoni di Geova sono stati accusati di trattare male i membri disassociati e coloro che si sono dissociati. Nella Repubblica Ceca questo è uno dei motivi per cui le autorità hanno minacciato di revocargli la registrazione. In Norvegia hanno già perso il primo grado della causa.

La citazione sopra riportata indica la tattica usata dai membri del Corpo Direttivo per evitare responsabilità: se non c'è alcuna richiesta di evitare e isolare totalmente, essendo una decisione personale, allora l'organizzazione non può essere accusata.

Questa menzogna ideata dal dipartimento legale della sede centrale serve per evitare problemi legali e i loro rappresentanti presso le filiali la ripetono come se fosse vera.


DISSOCIAZIONE PER VIOLAZIONE DELLA NEUTRALITÀ


La dissociazione è un concetto che non si trova nella Bibbia, coniato nel 1972. Ecco come viene definita dal libro “Pascete il gregge di Dio”


18.1.3: Mentre la disassociazione è un'azione intrapresa da un comitato giudiziario contro un trasgressore impenitente, la dissociazione è un'azione intrapresa da un membro battezzato della congregazione che non desidera più essere un testimone di Geova. (1 Giovanni 2:19: od pp. 142-143) Nei casi di dissociazione, il corpo degli anziani dovrebbe nominare un comitato di tre anziani per esaminare i fatti.

18.3: Prendere una condotta che viola la neutralità cristiana: (Isaia 2:4; Giovanni 15:17-19: lvs pp. 60-63, 244) Se si unisce a un'organizzazione non neutrale, si è dissociato. Se il suo impiego lo rende un chiaro complice di attività non neutrali, gli dovrebbero essere generalmente concessi sei mesi per apportare un cambiamento. Se non lo fa, si è dissociato. —Vedi lvs pp. 204-206.


Facciamo due esempi tratti dal libro Correspondence Guidelines, (una pubblicazione fornita per aiutare gli anziani del Dipartimento di servizio delle filiali a rispondere alla corrispondenza degli anziani dei Testimoni di Geova).

A pagina 45, è riportato questo esempio:


Un fratello viene a sapere che una piccola parte dell'attrezzatura che normalmente produce su una linea di produzione di aerei commerciali verrà ora dirottata per un uso non conforme a Isaia 2:4

Commenti: Se solo una piccola parte di ciò che produce verrà ora dirottata verso scopi non neutrali, non sarà necessario un aggiustamento dell'occupazione. Potrebbe continuare a godere di privilegi speciali finché avrà il rispetto della congregazione. Tuttavia, se accettasse di fare una quantità crescente di lavoro non neutrale, sebbene la maggior parte di ciò che produceva non fosse discutibile, potrebbe arrivare al punto in cui sarebbe squalificato per privilegi speciali. Inoltre, se ciò che produceva per uno scopo contrario a Isaia 2:4 aumentasse al punto che fosse evidente che stava contribuendo in modo significativo con il suo intelletto e le sue capacità ad attività non neutrali, non potrebbe rimanere parte della congregazione neutrale a meno che non apportasse modifiche al suo tipo di impiego. Le determinazioni in tali situazioni non vengono prese in base a una formula percentuale, come se metà o più del lavoro non scritturale richiedesse una modifica e meno di metà non richiedesse alcuna modifica.


La citazione sopra delinea tre fasi diverse:

  • Un fratello svolge una piccola parte del lavoro che giova all'esercito. Può continuare a essere un membro della congregazione.
  • La quantità di lavoro che svolge a beneficio dell'esercito sta aumentando. Sarà escluso dai privilegi speciali nella congregazione.
  • La quantità di lavoro che svolge a beneficio dell'esercito sta aumentando in modo significativo. Deve cambiare lavoro entro sei mesi o verrà cacciato dalla congregazione.

Dobbiamo chiederci: chi sta prendendo le decisioni riguardo alle tre diverse fasi? È il fratello stesso o sono altri? Le espressioni sottolineate nel testo non si riferiscono al libero arbitrio del fratello ma a decisioni prese dagli anziani. Sono loro che decidono se il lavoro è aumentato così tanto da violare la sua neutralità e "che non può rimanere parte dell'organizzazione", (cioè verrà cacciato). E poi arriva la bugia:

Quando gli anziani hanno deciso che il fratello non può rimanere nell'organizzazione neutrale, gli danno sei mesi per cambiare lavoro. Se non lo fa, dicono che si è dimesso dalla congregazione di sua spontanea volontà perché non desidera più essere un Testimone di Geova.


Ecco un esempio:

Un fratello lavora in uno stabilimento che produce parti di motore. Lo stabilimento ha anche un contratto con le forze armate i loro veicoli militari. L'esercito ha iniziato il lavoro di riparazione dei suoi vecchi veicoli e la consegna è aumentata. Gli anziani sono stati informati e discutono la situazione con lui. Gli viene dato un ultimatum: “Hai sei mesi per trovare un nuovo lavoro. Se, dopo quel periodo, continui nel tuo vecchio lavoro, questa sarà la prova che ti sei volontariamente dissociato dalla congregazione”. Il fratello afferma che l'aumento delle consegne fa parte di una campagna per riparare tutti i veicoli militari e che la necessità di parti di motore diminuirà l'anno prossimo. Inoltre le consegne sono solo una parte della produzione. Quindi, la sua coscienza è pulita e non cambierà lavoro. Quando saranno trascorsi sei mesi, a questo fratello non sarà permesso di far parte della congregazione. E' assurdo: viene cacciato fuori dalla congregazione per sua libera volontà.


La situazione descritta sopra ha un elemento di interpretazione: quanto è un "aumento significativo"? Saranno gli anziani a deciderlo. Nell’esempio seguente invece non c'è alcun elemento di interpretazione.

Cito il libro Correspondence Guidelines, pagina 46:


Due donne battezzate lavorano come domestiche in una base militare. Una è impiegata da una famiglia nella loro casa. L'altra è impiegata per pulire la caserma. La prima donna conclude che può accettare un impiego dalla famiglia: nonostante il luogo in cui lavora e il fatto che il capofamiglia sia coinvolto in un lavoro che non è in armonia con Isaia 2:4, sta fornendo un servizio comune per le persone in una casa e non è impiegata direttamente da un'organizzazione che è in conflitto con le Scritture. Può continuare a essere un membro della congregazione. L'altra donna, con il suo lavoro regolare, sta eseguendo un servizio necessario che facilita gli obiettivi generali di un'organizzazione il cui scopo è in disaccordo con Isaia 2:4. Inoltre, è pagata da quell'organizzazione, lavora nella sua proprietà e svolge regolarmente un lavoro che supporta quell'organizzazione e i suoi obiettivi. È in conflitto con Isaia 2:4. A meno che non modifichi il suo impiego, sarà considerata come se si fosse dissociata.


La situazione qui è chiara. Una sorella che sta facendo lavori di pulizia in una base militare ha violato la sua neutralità. Dov'è il suo libero arbitrio in questa situazione? Da nessuna parte. La richiesta del Corpo Direttivo tramite gli anziani è che cambi la sua occupazione, come dice l'ultima frase, entro sei mesi. Altrimenti, "sarà considerata" come una che si è dissociata dalla congregazione perché non vuole più essere una Testimone di Geova. In realtà è stata cacciata.


DISSOCIAZIONE PER TRASFUSIONE DI SANGUE


Fino al 1961, non sarebbe stato formato alcun comitato giudiziario se qualcuno avesse accettato il sangue ma poi ci fu un cambiamento. Il libro “Testimoni di Geova – proclamatori del regno di Dio”, pagina 183, dice:

Dal 1961 chiunque ignorasse il requisito divino, accettasse trasfusioni di sangue e manifestasse un atteggiamento impenitente veniva disassociato dalle congregazioni dei Testimoni di Geova.


Per 40 anni quindi chi accettava sangue senza pentirsene sarebbe stato disassociato, poi fu detto che erano loro stessi che si erano dissociati dalla congregazione perché non volevano più essere Testimoni di Geova.


Facciamo un esempio:

Una sorella viene portata in ospedale per partorire ma ha una grave emorragia. Al marito viene chiesto di consentire una trasfusione di sangue ma lui rifiuta. Il dottore porta il marito nella stanza dove si trova la moglie. Lei è priva di sensi e molto pallida. Il dottore mostra al marito tutti gli asciugamani intrisi di sangue e dice: “Se tua moglie non riceve una trasfusione di sangue in breve tempo, si dissanguerà e morirà”. In questa situazione il marito dà il suo permesso e la moglie viene trasfusa. Dopo questa esperienza traumatica il marito viene convocato davanti a un comitato di anziani. Il loro obiettivo è scoprire l'atteggiamento del fratello e gli chiedono se si pente della sua azione. Il fratello risponde: "Mi rendo conto di aver violato una delle leggi di Geova ma è impossibile per me pentirmi della mia azione. Il mio atto sbagliato ha salvato la vita di mia moglie. Se potessi tornare indietro rifare tutto da capo. Voglio ancora essere un Testimone di Geova e spero che Geova capisca perché ho violato la sua legge".

Il suo desiderio di rimanere nella congregazione non viene accettato. Viene cacciato fuori dalla congregazione con il pretesto che non vuole più essere un Testimone di Geova.


LE MOTIVAZIONI


Torniamo ora alla questione iniziale: perché i rappresentati dell'organizzazione dicono che ogni Testimone, in base alla propria coscienza, deciderà quanto contatto avrà con le persone disassociate e dissociate? Uno dei motivi per cui i Testimoni di Geova hanno perso la causa presso il tribunale distrettuale norvegese è che evitano le persone che si sono disassociate. Sia la legge norvegese che la Dichiarazione dei diritti dell'uomo affermano che chiunque può diventare membro di una religione e dimettersi da una religione senza alcuna pressione o coercizione.

Se fosse vero che i Testimoni di Geova non hanno alcuna legge che imponga l'esclusione e l'isolamento totale delle persone disassociate e dissociate ma ogni Testimone decide in base alla propria coscienza, l'organizzazione non può essere accusata di esercitare pressioni o coercizioni nei confronti di coloro che vogliono dimettersi.

Esiste un motivo simile in relazione alle questioni di neutralità: se un Testimone che ha votato a un'elezione politica o una donna che ha fatto lavori di pulizia in una base militare venissero disassociati, l'organizzazione dei Testimoni di Geova potrebbe essere citata in giudizio perché ha violato la legge.

La situazione è simile anche in relazione alla trasfusione di sangue. Nell’esempio precedente se l'uomo fosse stato disassociato perché aveva salvato la vita di sua moglie, e questo fosse diventato pubblico, ciò avrebbe creato una forte opinione negativa dei Testimoni di Geova tra il pubblico. Inoltre avrebbe potuto citare in giudizio i Testimoni di Geova per danni. Tutti i problemi sono risolti quando i Testimoni dicono che l'uomo ha lasciato la sua congregazione perché non voleva più essere un Testimone di Geova.

Pertanto il motivo alla base di queste bugie è quello di evitare problemi legali. Spostando la responsabilità del loro rispetto all'iniziativa del singolo nessuno può accusarli di aver commesso un illecito. Lo scopo è togliere la responsabilità dall'organizzazione e metterla sulle spalle dei singoli Testimoni: lo scaricabarile appunto.




Questa trattazione è basata su un articolo del prof Rolf Furuli

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