La Corte d'Appello scrive che la pratica dei Testimoni di Geova di distanziamento sociale nei confronti dei membri che lasciano la comunità religiosa non è una violazione del diritto di uscire liberamente. Similmente la pratica di distanziamento sociale nei confronti di minori battezzati che sono esclusi o lasciano non costituirebbe violenza psicologica o controllo sociale negativo dei bambini.
Noi sappiamo che questo non è vero, sappiamo che la sentenza è stata pronunciata anche sulla base di testimonianze false rilasciate dai rappresentanti della filiale e da altri membri della congregazione.
Quando questa notizia comparirà sul sito JW molti testimoni di Geova gioiranno ma non si rendono conto che è una sconfitta anche per loro. In che senso? Torniamo indietro ai tempi della prima sentenza che fu persa dalla congregazione: pochi giorni dopo ci fu un aggiornamento (il numero 2 del 2024) in cui fu detto che si potevano salutare i dissociati e si poteva invitarli alle nostre adunanze. Era chiaro che questo aggiornamento era fatto in funzione della sentenza norvegese. Si stavano ammorbidendo leggermente le pratiche per vincere in appello, infatti questa argomentazione è stata usata in tribunale. Poche settimane dopo era il tempo della commemorazione. Ricordo bene alcuni genitori testimoni che non vedevano i figli da anni i quali subito telefonarono e li invitarono. Li ricordo trattenersi a lungo dopo l’adunanza nel cortile della sala raccontarsi tutto quello che si erano persi per non essersi parlati per tanto tempo. La gioia non era solo nel viso dei dissociati ma anche dei loro parenti testimoni che finalmente potevano parlare loro. Ho sentito alcuni testimoni di Geova, assolutamente convinti che fosse Dio a guidare tutto questo, dire che Lui stesso aveva usato lo stato norvegese per far capire al suo popolo quali erano le riforme necessarie. Con questa sentenza viene da chiedersi perché non continua in questo modo. Una sentenza di condanna dei testimoni di Geova cosa avrebbe potuto portare? Ulteriori riforme nei confronti della libertà di cambiare senza essere emarginati della propria famiglia. Chi ci avrebbe guadagnato? Loro stessi, che avrebbero potuto continuare a rimanere in contatto con i familiari e allo stesso tempo praticare liberamente la loro religione.
Per molti che hanno lavorato instancabilmente per sensibilizzare sui danni psicologici e sociali causati dalle politiche dei Testimoni di Geova, questa decisione è profondamente deludente. Rimane la possibilità di un ricorso in Corte Suprema, e con essa, un'altra opportunità per riconsiderare la giustizia. Ringraziamo tutti coloro che hanno testimoniato la loro storia di emarginazione e coloro che ci hanno tenuti aggiornati. Continuiamo a far sentire la nostra voce e raccontare la sofferenza legata all’emarginazione.
Anche se i Testimoni di Geova hanno vinto sono dalla parte dei perdenti. Gli atteggiamenti della società stanno cambiando. Il controllo coercitivo e il comportamento manipolativo sono entrati nella coscienza pubblica, così come le organizzazioni simili a sette. I Testimoni di Geova saranno costretti a cambiare, o dai governi o dal loro stesso popolo.
post di Saroj
Grazie Saroj per il tempestivo post. Concordo sul fatto che questa sentenza sia una sconfitta per tutti, specie per i pimi. Per quanto sia doloroso perdere amici e famiglia, chi esce ha l'opportunità di essere libero. Coloro che invece restano, con questa sconfitta saranno costretti in una gabbia più angusta. Ironia, gioiranno di questa sentenza.
RispondiEliminaEppure non sarebbe stato così difficile comprendere che l'allontanamento avrebbe dovuto essere solo spirituale. Nessuna conversazione in merito, ma i normali rapporti familiari che proseguono.
Questa sentenza mi fa pensare a una famiglia con figli adottivi. Arrivano gli assistenti sociali perché qualcuno ha segnalato che il cibo che danno è di pessima qualità, che ci sono maltrattamenti e che le regole sono crudeli. Dopo un’indagine, i finanziamenti statali vengono revocati per proteggere i bambini.
RispondiEliminaAllora, i genitori fanno qualche piccola modifica e, anche mentendo, convincono il tribunale che in fondo non sono poi così severi. Riescono a riottenere i finanziamenti e festeggiano con tutta la famiglia.
Ora, la domanda è: **cosa ci si può aspettare da quei genitori in futuro?** Cambieranno davvero o torneranno alle vecchie abitudini una volta ottenuto ciò che volevano?
Chi gioisce per questa sentenza non si rende conto che, alla fine, i più danneggiati saranno proprio loro. Se la corte avesse confermato la condanna, forse qualcosa sarebbe davvero cambiato per il meglio. Ma così? Basta un po’ di fumo negli occhi e tutto resta com’era.
E non dimentichiamo un altro aspetto fondamentale: questa è una **notevole mancanza di rispetto per le stesse norme bibliche**. Il loro comportamento mostra che le "leggi di Dio" possono essere modificate o attenuate **quando serve per compiacere le autorità o per ottenere denaro**. Dov’è la coerenza? Come possono ancora sostenere di essere guidati da Dio quando piegano le loro stesse regole per convenienza?
Leggiamo bene la sentenza: "Non è dimostrato che la pratica dei Testimoni di Geova relativa all’isolamento sociale nei confronti dei membri battezzati che decidono di uscire dalla comunità costituisca una violazione del loro diritto a lasciare liberamente". Quindi la pratica c'è, esiste, ma secondo la corte non è una violazione. La sentenza dice che i Testimoni di Geova praticano l'isolamento sociale e ciò e lecito, sono liberi di farlo. Questo in risposta a tutti coloro che negano tale pratica nonostante sia evidente e ampiamente testimoniata non solo da fuoriusciti ma anche dalle loro stesse pubblicazioni e da vari video. Ora esiste anche questa sentenza che lo certifica.
RispondiEliminaCiterei le pubblicazioni: "Perdere una battaglia non significa perdere la guerra". Bisognerebbe andare avanti fino alla Corte europea, la lotta per i diritti umani non è sempre facile! Questa è la strada giusta a favore delle pecorelle per cui il Signore ha cedutao la sua vita!
RispondiElimina@Saroj grazie per l'aggiornamento, devo essere sincero non seguo molto tutte queste vicende giudiziarie perchè gli elementi che poi portano al giudizio finale sono condizionati da tanti fattori anche esterni, e si fa fatica o meglio io faccio fatica ad avere un quadro davvero esaustivo sull'argomento. Detto questo però e mia opinione personale che sia complicato per un giudice esterno entrare nei dettagli formali sulla gestione dei rapporti interpersonali di una comunità religiosa in questo marasma generale chiamato umanità. Me lo chiedo perchè immaginare che ci sia una presa di posizione su come debba essere percepita l'appartenenza in una religione la vedo molto molto complicata. In particolare con religioni ad alto controllo come nel nostro caso che esistono proprio in virtù del controllo stesso. Comprendo che potrebbe essere frustrante non vedere come questi elementi non siano percepiti dalle autorità competenti. Ma in generale se ci pensiamo bene tutte le religioni tradizionali pur nella loro disponibilità al confronto hanno paletti e limiti da dover sottostare e sottoscrivere, pretendere che i Testimoni di Geova si differenzino o vengano trattati diversamente non è coerente con il sistema religioso tradizionale con cui viviamo. Ed è però proprio qui che mi soffermerei perché è proprio in questo approccio di uniformarsi alle religioni tradizionali che rilevo l'evidente fallimento di questa organizzazione. Perché è nella natura stessa della convenzione strutturata con il sistema religioso tradizionale che è nasce il grande dramma di questa pseudo religione open source. Il pregio di questa sentenza e che ha reso i Testimoni di Geova perfettamente indistinguibili rispetto a tutto il resto prendono i loro soldi attingendo alle risorse economiche di questo sistema di cose completando il processo di secolarizzazione che i ben pensanti volenti o nolenti dovranno accettare.
RispondiEliminal'attuale congiuntura politica (Europa/USA) potrebbe avere avuto il suo peso nell'esito della sentenza? Stefano
RispondiEliminaDopo aver letto il giudizio della Corte norvegese posso dire che il giudizio in Norvegia ha riconosciuto il diritto dei TDG di distanziare socialmente chi non rispetta i loro precetti. Come succede in tutti i contesti. Poi la Corte ha stabilito che la pressione psichica che i figli subiscono nel caso di un allontamento non e´ superiore a quanto si vede in altri contesti. Per queste due ragioni la Corte non ha ritenuto punibile i TDG in Norvegia. Mi sembra coerente con quanto si puo´giudicare in altri contesti che siano religioni, partiti politici o societa´commerciali.
RispondiEliminaChi chiedeva di piu´sperava in uno stravolgimento dei fatti. Che poi l´ostracismo non sia una bella cosa sono d´accordo. Ma parlare di punire i TDG per questo, allora si dovrebbe punire tutti. Cioe´ quasi tutto il mondo.
@ Discepolo Giacomo paragoni il distanziamento sociale applicato ai disassociati a quello che succede in quasi tutto il mondo: partiti politici, società commerciali, ecc. A me però non risulta che tutti questi enti abbiano manuali e video che spiegano ai loro aderenti la necessità di tale pratica. Se io ero del Milan club e ora aderisco all’Inter club comunque potrei avere amici nel club precedente. Se entro nel mio ex club (senza sciarpa dell’Inter) alcuni mi guarderanno storto ma altri che conosco da tempo mi si avvicineranno e faranno due chiacchiere. Supponiamo che da giovane ero cattolico e andavo in chiesa ma poi sono diventato Testimone di Geova. Si sposa un vecchio amico cattolico e vado in chiesa per la cerimonia. Per loro tecnicamente sarei un apostata. Come verrò accolto dai miei compagni di gioventù? La maggioranza sarà ben felice di rivedermi, lo sposo non avrebbe problemi se volesse invitarmi al pranzo. Parliamo di politica: Nunzia De Girolamo, esponente di Forza Italia, ha sposato Francesco Boccia, deputato del Pd. Erano già di due partiti opposti ma ugualmente si sono spostati, altro che evitati. I rispettivi partiti hanno preso iniziative contro di loro? Qualcuno è entrato nel merito di una scelta personale? Questa visione in cui chi prende una strada diversa diventa un nemico da evitare mi sembra peculiare dei Testimoni di Geova. Dici che l’ostracismo semplicemente “non è una bella cosa” ma invece è una cosa gravissima. Se fai una ricerca e vedi le conseguenze pesantissime per chi lo subisce probabilmente ne parlerai in modo diverso. Alcuni si sono tolti la vita e moltissimi hanno avuto una grave depressione. L’impatto può essere devastante. Ti accenno solo a quello che dice wikipedia sul tema: “Poiché, nel comportamento degli esseri umani, intrattenere e mantenere rapporti sociali rappresenta un bisogno fondamentale, le forme di esclusione sociale dispiegano effetti devastanti sulla psiche. Studi di psicologia sperimentale condotti dal punto di vista del soggetto escluso, mostrano come questi si trovi a sperimentare una generale esperienza di deumanizzazione”. Dire che ostracizzare “non sia una bella cosa” mi sembra molto molto riduttivo.
Elimina@Discepolo Giacomo si è vero l’ostracismo viene praticato in varie forme da tutti anche ora e penso che sia un efficace metodo di redenzione, le carceri sono forme di ostracismo che utilizzano gli stessi principi. Ma ovviamente ci sono dei distinguo piuttosto evidenti da fare nell’applicazione di quegli stessi principi. Condivido con te che per i giudici sia difficile determinare le differenze ma io e te sappiamo bene che le differenze ci sono e sono molto gravi. Purtroppo questa organizzazione è guidata da un gruppo dirigente totalmente incompetente incoerente che dice cose fuori luogo e obbliga persone a fare cose che non vuole e non pensa. Un principio sano se applicato male distrugge la vita delle persone ed è questo che a mio avviso è accaduto in questa organizzazione di rabberciati brancaleone barbari che devono fare i conti con una realtà che non si aspettavano. Sostenere che l’ostracismo non sia bello la vedo una affermazione impropria perchè per come ancora questa organizzazione prevede che venga attuata scaricando tutto il peso dell’esecuzione della condanna alla famiglia è fra le cos più insensate che potevano immaginare di attuare. Ma non solo non si sono accontentati di aver sbagliato l’impostazione hanno pure preteso che la Bibbia e Dio stesso abbia comandato loro di farlo travisando completamente tutto ciò che è possibile travisare.
EliminaC'è poco da fare, non è la prima volta che i sistemi giuridici non si vogliono immischiare
RispondiEliminatroppo nelle procedure interne ai culti, rimane sempre però la possibilità di denunciare gli individui dimostrando di avere subìto danni spicologici a causa dell'ostracismo. L'ORG lo sa molto bene, e spera che la responsabilità ricada sempre e solo sugli anziani che applicano
o fanno applicare le procedure. Le direttive negli ultimi decenni hanno spostato sempre più le
scelte comportamentali riferite ai singoli, come se fossero unicamente personali e soggettive, non influenzate o pretese dai vertici pena ritorsioni. Per ragioni costituzionali non è possibile giudicare o condannare una religione, e allora che ne rispondano i rappresentanti come avviene nelle grandi società, visto che all'ORG piace fare la multinazionale.
La sentenza della Corte norvegese: una battuta d'arresto per i diritti dei bambini di fronte al controllo religioso
RispondiEliminahttps://avoidjw.org/court/norway-appeal-verdict-childrens-rights/
Vi invito a visionare questa trattazione sull'esito del processo in Norvegia il titolo del video è il seguente:
Elimina"Why the Norway verdict is not a win for Jehovah's Witnesses" ovvero " Perchè il verdetto della Norvegia non è una vittoria per i Testimoni di Geova" il canale Youtube
si chiama " Stop mandated shunning" che vuol dire "Fermare l'ostracismo obbligatorio" a meno che non comprendiate la lingua inglese, si può seguire
selezionando i sottotitoli con la traduzione automatica in Italiano.
Ne vale la pena perchè e veramente interessante, perchè conferma come
probabilmente lo stato della Norvegia ricorrerà alla Corte Suprema, ma anche
e sopratutto perchè quelli di questo canale hanno in programma un progetto
triennale di ricerca con Avvocati Psicologi oltre a interviste a chi è sopravissuto all'ostracismo nelle varie sette che lo praticano contro gli ex membri , così da creare un dossier attendibile e certificato da persone qualificate
che mostri i danni reali dell'ostracismo, che è fondamentalmente quello che è
mancato nel processo in Norvegia, dove si evince dalla sentenza che le testimonianze degli ostracizzati sono state considerate attendibili e veritiere
ma non dimostrabili in larga scala e in maniera sistematica.
Link https://www.youtube.com/channel/UCos6HeskMADHMTxCyeW160A/about
Se si fosse vinta la causa ci si sarebbe potuto aspettare altri allenamenti in prospettiva dell'ostracizzazione praticata, anzi secondo me è quasi certo che sarebbero arrivati...adesso cambia che quel passo in avanti fatto nella prima udienza è stato rimangiato da quest'altra sentenza più un ulteriore passo indietro.
RispondiEliminaInfatti non scordiamoci che il salutino concesso ai disassociati in sala ma anche fuori, è figlio della prima udienza di condanna.
Quindi anche se questa disposizione ovviamente adesso rimarrà così com'è, sottobanco verrà comunque incoraggiato se possibile a evitare pure quello e la pratica dell'ostracizzazione rimarrà tale e quale così com'è.
Allora se all'estero è così figuriamoci in Italia, non cambierà mai una virgola legalmente parlando mettiamoci l'anima in pace.
Quello che si può fare quindi è di andare avanti per ogni singolo caso.
Comunicare agli anziani di non fare nessun annuncio pubblico di disassociazione per motivi di privacy diversamente si ci venderebbe costretti ad adire alle vie legali.
Di più non si può fare.
Sono molto interessato @Dansec alla tua frase: "il salutino concesso ai disassociati in sala ma anche fuori..." In base ai dati in mio possesso mi risulta che il breve saluto possa essere concesso (a coscienza) solo a chi partecipa all'adunanza. Queste le parole di Sanderson: "Il corpo direttivo ha deciso che i proclamatori, in base alla loro coscienza educata secondo la Bibbia, possono decidere se rivolgere o no un semplice saluto a un
Eliminadisassociato che assiste a un'adunanza e dargli il benvenuto". Ti prego quindi, se hai altre fonti, di indicare dove viene detto che è possibile salutare anche fuori dalla sala. Grazie.
In effetti non c'è scritto da nessuna parte del possibile saluto fuori dalla sala...ma i fratelli se la sono presa di loro iniziativa perché vedo che ormai l'andazzo generale è quello...anzi ti dirò che si va ben oltre il saluto instaurando delle vere e proprie conversazioni.
EliminaQuesto perché molti hanno ragionato che se è a coscienza, la cosa per logica può funzionare anche fuori dalla sala.
Ecco perché non mi meraviglierei se più in là uscirà qualche parte da trattare per mettere un freno soprattutto dopo quest'ultima sentenza.
Naturalmente questa è una mia idea che può darsi non si verificherà mai...però questa vittoria li ha caricati non poco credimi...vedremo che succede
Giocando sul loro stesso terreno direi che invece possiamo salutarli anche fuori del contesto adunanze. Oltre al salutino hanno detto che i disassociati si possono invitare a tornare in sala, quindi, un tdg che incontra un disassociato può approcciarsi salutando e proponendo un invito, oppure telefonargli o andando a trovarlo, basterà che durante la visita tiri fuori il discorso adunanze.
EliminaCerto, è un escamotage, ma se qualcuno ha da ridire si ha la motivazione per giustificare l'incontro .. ;)
Sono anche io del parere che ci sarebbero stati dei cambiamenti,questa volta più sostanziali rispetto ai fasulli precedenti.
RispondiEliminaOnestamente nel mio caso,dopo aver subito ingiustizie e umiliazioni a causa di alcuni frustrati nominati,conservavo ancora un po’ di fede in Dio,ma l altra sera quando ho letto questa inaspettata notizia l’ho persa,almeno per ora.
Forse mi ero illuso che Dio stesse finalmente sistemando alcune cose con amore,giustizia,onestà e misericordia. Invece vedere vincere una causa con la MENZOGNA E IL RAGGIRO da chi peraltro lo fa in nome di Dio è stato veramente scoraggiante.
Nel male spero che queste dinamiche arrivino a un uditorio sempre maggiore e che questi si rendano conto del marciume. Un’organizzazione che si comporta in tale modo con degli aderenti sempre più coscienti non può che creare uno sgretolamento.
Comunque ,nel caso nominati trovino da ridire a chi mantiene alcuni rapporti con disassociati soprattutto se famigliari,la risposta deve essere quella che loro hanno dato ai giudici : i rapporti non cambiano, e’ questione di coscienza, nessuna parte,video,pubblicazione vuole indicare come comportarsi con i fuoriusciti. E questo accadrà ,anzi sono convinto che riinaspriranno le regole. Il fatto che abbiano scritto quel paragrafo nella tdg di studio di maggio fa presagire che erano già consapevoli di vincere,altrimenti se lo sarebbero risparmiati o avrebbero fatto ciò che hanno fatto con l’edizione dell agosto scorso.
Vergognosi…
“la pressione psichica che i figli subiscono nel caso di un allontanamento non e´ superiore a quanto si vede in altri contesti….Mi sembra coerente con quanto si puo´giudicare in altri contesti che siano religioni, partiti politici o società commerciali.”
RispondiEliminaNo, dico, ma chi ha scritto queste frasi dove vive? Caro “Discepolo Giacomo” mi sembri il classico pasdaran della WTS che è Testimone di Geova per legittimare di vivere barricato nella “Verità” perché ha il terrore del mondo esterno di cui se ne fa una rappresentazione che dire bambinesca è un eufemismo.
Ma quale partito politico? Ma di quale “società commerciale” vai parlando?
Allora, a parte che per essere iscritti ad un partito politico occorrono almeno 14 anni (credo che ormai sia una linea guida di convenzioni internazionali dei diritti umani), e quindi i figli di TdG fino a quell’età lì se subiscono isolamento per repressione teocratica (disassociazione) non sono assimilabili a quell’esempio. In ogni caso, mi mostri uno statuto di un partito politico che esplicitamente indirizza gli iscritti a ridurre o a limitare i contatti sociali (anche se familiari) con gli ex iscritti (ancorchè espulsi)? E che se qualcuno disobbedisce rischia di subire la stessa sorte? Nemmeno lo stalinismo aveva inserito nello statuto del PCUS l’indicazione palese di evitare i contatti con gli espulsi dal partito e condannati nelle purghe degli anni ’30, anche se ciò avveniva nella pratica. E comunque parliamo sempre di persone adulte!
E quale società commerciale ha nello statuto il distanziamento sociale? E verso di chi? Verso quali bambini? Verso i dipendenti licenziati? Verso gli ex azionisti? Ma dai, per favore, dove siamo, all’asilo mentale?
Tornando alla sentenza norvegese. C’è ancora la Cassazione! Era inevitabile che si andasse lì. La questione è politica! Può avere ripercussioni sulle chiese mainstream, con ben altre ricadute politiche che quelle per la WTS (la cui esistenza non tange sui governi). E politico dovrebbe essere anche il carattere della lotta di chi vuole contestare le pretese di potere degli apparati confessionali sulla vita civile degli adepti, quelli in essere e quelli ex. Ma questa è una questione appunto politica: denunciare l’esistenza di un apparato che agisce come uno Stato nello Stato. Richiama la lotta laicista. Affrontare invece il tutto come se fosse una questione di rapporti sentimentali e familiari non porta da nessuna parte. Se non nel doppio isolamento degli ex TdG: isolati dall’ex “fratellanza”, isolati dal resto della società che non vive di profezie bibliche. Nelle chiese mainstream la contestazione ha assunto da secoli carattere politico, di contestazione contro la visione dei rapporti sociali promossa dai capi e dai ministri confessionali e contro i privilegi giuridici delle confessioni. Ma è una lotta collettiva, di massa. Significa integrarsi con il mondo “satanizzato”. Non si può pretendere di restare con i piedi appoggiati su due sponde diverse. La WTS ha le idee chiare su quale sponda appoggiarsi. E’ tempo che gli “apostati” che vogliono essere attivisti maturino politicamente.
Claudia , condivido il tuo commento. Il discepolo Giacomo , non ha capito che la corte norvegese , non ha assolto i testimoni di Geova per non avere commesso il reato . ma come si suol dire in " Italia " " Per, e mancanza di prove , e non è detto che sia finita , dal momento che la corte ha dei dubi. e il governo norvegese potrebbe appellarsi, , e se non bastasse . andare anche alla corte europea .
RispondiEliminaRiguardo alla Norvegia è chiaro che hanno negato tutto, i rapporti familiari restano, ognuno decide con la propria coscienza se avere contatti con i disassociati.
RispondiEliminaProbabilmente le varie testimonianze di ex TdG non sono bastate e noi sappiamo molto bene come mentono sapendo di mentire negando che loro non praticano l' isolamento sociale.
Quello che hanno scritto anche nella trasmissione di "zona bianca" nonostante le molte esperienze di fuoriusciti, negano sfacciatamente che loro praticano l' ostracismo.
Anche ieri sempre a "Zona Bianca" hanno scritto che loro non vietano a nessuno di denunciare i casi di pedofilia o violenza in famiglia perché sono reati e vanno denunciati alle autorità.
Quando invece e' vero tutto il contrario, abbiamo sentito di nuovo esperienze allucinanti di sorelle che hanno subito violenze in famiglia e gli anziani hanno sconsigliato di denunciare tali violenze per proteggere il buon nome della congregazione.
Loro la chiamano strategia teocratica....queste sono delle vere menzogne e a prova di ciò abbiamo migliaia di esperienze di ex TdG che hanno subito queste ingiustizie e ci sono ancora tante sorelle che subiscono violenze in casa e si sentono dire dagli anziani che devono sopportare e sottomettersi al proprio marito perché è lui l' autorità in casa.
Se ci sono sorelle che leggono questo blog consiglio di non lasciarsi intimorire dagli anziani e se sono vittime di abusi in famiglia devono andare a denunciare alle autorità competenti tali violenze perché sono REATI e come tali vanno trattati.
Molte sorelle si lasciano manipolare da questi così detti pastori che le fanno sentire in colpa perché devono ubbidire al proprio marito e sopportare anche violenze psicologiche per non portare biasimo al nome di Geova.
Invece di proteggere le vittime di tali abusi, gli anziani sostengono i carnefici invece di denunciarli alle autorità.
Renderanno conto a Geova per tale abuso di potere.
@Stella , complimenti per il tuo commento , trascrivo cosa si deve fare nei confronti del disassociato o dissociato . Libro degli anziani , Pascete il gregge di Dio , capitolo 25 " ASISTENZA SPIRITUALE " Punto 20 " Disassociati o dissociati.
EliminaNon esiste un programma ufficiale per visitare annualmente disassociati o dissociati . Al contrario , affidandosi al buon senso , gli anziani dovranno decidere se e come contattare brevemente disassociati o dissociati . Ad esempio se un disassociato manifesta qualche segno di cambiamento , un anziano potrà fornirgli una copia dell'opuscolo Ritorna a Geova e ricordargli cosa fare per poter essere riassociato.( Isaia 1:18 ; rj pp.10-14 ). Un anziano potrebbe contattarlo brevemente mentre predica di casa in casa . Mentre fa degli acquisti, un anziano potrebbe vere un disassociato che non viene contattato da anni e decide di avvicinarlo . Un anziano no potrebbe far visita a un disassociato in qualunque momento ritenga opportuno o contattarlo per telefono. In questi casi , gli anziani dovranno aggiornare il coordinatore del corpo degli anziani . Naturalmente non si dovranno contattare apostati attivi , e quelli che cercano di indurre altri a peccare o altri che hanno fatto sapere di non voler avere niente a che fare con la congregazione cristiana .
solo gli anziani usando buon senso possono contattare i disassociati o dissociati e apostati delle dottrine della WTS e CD Link
https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1986249
In Norvegia i testimoni di Geova hanno veramente vinto la causa ? Link
Eliminahttps://avoidjw.org/news/rakel-and-jan-some-positives-in-norway-ruling/
Grazie Virgilio per il link, articolo notevole, molto interessante
Eliminabeth sarim..., ciao Virgilio, ho letto, effettivamente mi sembra (non sono un legale) che la causa non sia stata vinta dalla Wt ma "pareggiata".
EliminaParrebbe infatti che la corte si sia dichiarata incompetente ad intervenire sul concetto di abuso; se la legislazione norvegese non lo ha ancora definito chiaramente, il giudice non può esprimersi, pur riconoscendo che la WT abbia una politica di coercizione nei confronti dei minori, la corte non può stabilire fino a che punto questa politica crei danni permanenti.
Correggetemi pure se ho capito male...
beth sarim..., perdonatemi, ho l'impressione che il clima attuale Europa/Usa abbia il suo peso nel giudizio.
RispondiEliminaUna Società miliardaria, con sede negli USA si scontra in tribunale contro delle persone che liberamente si erano sottomesse alle regole interne, teoricamente consapevoli delle conseguenze delle proprie scelte.
Dal punto di vista dei giudici siamo stati dei babbei creduloni.
In realtà abbiamo svolto volontariamente del lavoro gratuito per una società commerciale, abbiamo venduto porta a porta del materiale editoriale, abbiamo edificato e restaurato edifici che prima abbiamo comprato e poi abbiamo regalato loro;
per qualsiasi tribunale noi tutti abbiamo scelto liberamente le regole associative.
Il punto é che queste regole non ci sono state esposte in modo corretto, vogliamo parlare ad esempio dello studio Wt di ieri?
Bambini obbligati ad ascoltare adulti che parlano di regole sui rapporti sessuali?
Il problema é che i giudici dovrebbero giudicare su presunti illeciti ma la WT si muove da secoli nell'ambiguità, secondo voi che basi ha la società per vietare il diritto di voto? Imporre regole sulle cure sanitarie? Promuovere pratiche discriminatorie ? ecc...
Occorre far conoscere quello che é la Wt nella realtà dei fatti, parlare chiaramente di ciò che succede davvero nelle congregazioni e nell' "ORGANIZZAZIONE", in modo che chiunque abbia un cuore puro stia alla larga da loro.
Lo penso anch'io @beth sarim che i vertici dell'ORG abbiano un certo peso mondiale. Non dico quelli del CD, che sono solo degli amministratori, e hanno un altro tipo di peso, diciamo da bilancia. Leggendo sui forum americani la storia di Rutherford, Bonnie e Berta Peale, si ha un quadro di come le influenti famiglie degli Heath e Pratt, abbiano permesso di avere agganci alla banca J.P. Morgan e alla Coca Cola di Atlanta. La stessa tua omonima villa, è stata attenzionata da quelle famiglie, come le due Cadillac a 16 cilindri in pieno tempo della grande depressione. Ho avuto un altro indizio quando ho seguito le audizioni della Città di Ramapo per decidere se dare il permesso di costruire il centro multimediale. Benchè ci fossero stati parecchi dubbi da parte dei cittadini locali, e diverse criticità e proteste via email, il tutto è andato procedendo liscio come ci si aspetta da una potente società che non si ferma davanti a nulla, ed evidentemente LORO possono. Quindi che saranno mai quattro norvegesi che hanno avuto anche loro famiglie "tristi" o "abbastanza curiose" come direbbe il trinacrio maccarone.
Eliminabeth sarim..., grazie Assuero, sono disponibili on line i documenti relativi alla costruzione di Ramapo.
EliminaPensate che i cittadini si erano opposti alla costruzione del comprensorio all'interno di un parco statale, che la Wt ha chiesto all'esercito americano di poter accedere ad un ponte all'interno di una base militare, non sono un complottista ma vi chiedo come sia possibile ottenere i permessi per poter costruire all'interno di un'area occupata da un parco nazionale e da una base militare?
In rete potete trovare la mappe catastali con la documentazione relativa ai carteggi fra l'esercito Usa e la WT, le richieste della stessa Wt ai militari, ecc...
Stella hai ragione! I maltrattamenti sono reato. Il reato di maltrattamenti in famiglia è disciplinato dall’art. 572 del Codice Penale, che punisce chiunque maltratti una persona della famiglia o convivente, o chiunque vi sia soggetto per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza, custodia o per l’esercizio di una professione o di un’arte. La condotta incriminata consiste in una serie di comportamenti vessatori, reiterati nel tempo, che creano una situazione di sofferenza psicologica o fisica costante e insopportabile per la vittima.. le pene vanno dai tre ai sette anni. Così il marito che usa violenza verbale o fisica avrà tutto il tempo di riflettere e meditare in galera sui principi biblici implicati.
RispondiEliminaTutto giusto @Giovanni e @Stella, in pratica denunciare è complicato: Ricordo una sorella rassegnata, avendo un marito violento ma intoccabile in quanto era un produttivo pioniere. Lei bella, avrebbe potuto trovare di meglio, ma essendo di famiglia storica della congregazione, non ha avuto il coraggio di creare lo scossone tellurico. Aveva più volte richiesto l'intervento degli anziani, oltre di suo padre, ma le era stato consigliato di essere più tollerante, che forse qualche mancanza ce l'aveva anche lei. E' lo stesso filo conduttore evidenziato da Zona Bianca. Per poter denunciare, una donna deve essere forte, non farsi ricattare sul piano emotivo dai familiari che rischiano la perdita dei "privilegi" e avere un minimo di indipendenza economica, perchè deve mettere in conto
Eliminache potrebbe trovarsi da sola e avere tutti contro, in quanto ha osato mettere in cattiva luce la santa congregazione. Il mio consiglio alle donne è se possono, di fare magari meno ore di servizio e fare qualche lavoro part time, perchè senza una copertura alle spalle, denunciare è un salto nel vuoto.
@Assuero C. Sono d'accordo con te, le sorelle devono cercarsi un lavoro e rendersi indipendenti, per essere libere di separarsi da un marito violento e quindi non farsi condizionare dalla famiglia o dalla congregazione.
RispondiEliminaPurtroppo molte sorelle rimangono casalinghe e al massimo fanno le pioniere ma non si rendono indipendenti economicamente, questo le porta molto spesso ad essere succube di un marito violento.
Sappiamo tutti che queste situazioni non dovrebbero esistere in una famiglia cristiana, ma visto che la donna in questa organizzazione viene considerata inferiore ad un uomo perché interpretano a modo loro il principio dell' autorità, la parola di una donna non viene presa seriamente tanto e' vero che gli viene detto di essere più sottomessa e sopportare per non dare scandalo.
Sicuramente ci vuole coraggio per denunciare, ma al di fuori della congregazione ci sono tante associazioni che possono aiutare le donne vittime di violenze in casa, se la congregazione e la famiglia non fa' niente per aiutare queste donne ,allora bisogna rivolgersi al "mondo" che in questo campo è molto più competente e pronto ad intervenire.
Purtroppo i cosi detti pastori che dovrebbero avere cura delle pecore che sono vittime di abusi se ne lavano letteralmente le mani con la scusa che non dobbiamo portare biasimo sul nome di Geova.
Per la loro assoluta mancanza di empatia verso chi soffre, renderanno conto a Dio, perché a differenza loro,Geova ha tenera cura delle sue pecore.
Purtroppo nascere in un culto ad alto controllo significa non essere adeguatamente preparati a vivere da adulti indipendenti. Fortunatamente ci sono associazioni che tutelano le vittime di violenza domestica, anche allontanandosi da casa e trovandogli un rifugio sicuro e in seguito un lavoro affinché possano ricominciare.
RispondiEliminaTelefono rosa: 1522
https://avoidjw.org/support/
RispondiEliminaSecondo voi la notizia della vittoria in Norvegia apparirà sul sito JW? Questo è un punto interessante secondo me. Ormai hanno scritto già due notizie sul tema quindi “devono” far sapere cosa é successo. Avevano annunciato che sarebbero ricorsi in appello quindi, anche se molti non seguono questa notizia, ora alcuni si aspettano di leggere come è finita. Se così fosse però avrebbero dei risvolti negativi: da un lato alcuni potrebbero voler sapere i dettagli e scoprire così la verità sul processo. Dall’altro potrebbero perdere se lo stato farà ulteriore ricorso. Anche se hanno vinto si sono messi in una posizione difficile. Avrebbero fatto meglio a non dire nulla dall’inizio ma ora che hanno dato le prime notizie saranno costretti ad andare fino in fondo.:
RispondiEliminaLa tecnica, ormai consolidata è da istituto luce. Si diramano le notizie positive e si omettendo quelle negative. Il problema è che qua sembrerebbe una mezza vittoria perché le motivazioni della sentenza si basano sull'insufficienza di prove, che potrebbero essere raccolte e ribaltare il grado successivo.
EliminaSu reddit hanno ipotizzato che ne parleranno a voce, co in visita, ai congressi, maniente di scritto.
Scusate l'OT (forse). Come stanno andando le assemblee di circoscrizione?
RispondiEliminaTrovi più informazioni su questo tema se vai si “proclamatori consapevoli”. Se fai una ricerca tra le discussioni ne trovi una che indica i presenti e i battezzati in alcune recenti assemblee
RispondiEliminaMentre in Norvegia è in corso una battaglia legale che verte sulla libertà di lasciare
RispondiEliminala religione dei Testimoni di Geova liberamente, in Italia da quasi cinque anni è
depositata una proposta di legge che se fosse approvata potrebbe davvero
cambiare le cose. Speriamo che qualche politico la prenda a cuore e porti avanti
questa battaglia per la libertà di tutti.
CAMERA DEI DEPUTATI
PROPOSTA DI LEGGE N. 2592 D’INIZIATIVA DELLE DEPUTATE COSTANZO,
SIRAGUSA
Introduzione dell’articolo 613-quater del codice penale, concernente il reato di
isolamento sociale o affettivo. Presentata il 15 luglio 2020
ONOREVOLI COLLEGHI ! – La presente proposta di legge è volta a modificare il
codice penale introducendo nel nostro ordinamento giuridico una nuova fattispecie
di reato, volta a reprimere abusi rilevanti ma purtroppo non sufficientemente posti
in evidenza dal sistema dell’informazione. Si tratta di condotte che si consumano
all’interno di gruppi politici o religiosi, di associazioni riconosciute o non
riconosciute, di fondazioni o di altri enti, appartenenti alla cosiddetta categoria
delle «minoranze costituzionalmente da tutelare». In tali contesti, spesso, la vita
sociale degli aderenti deve sottostare a stringenti e rigide regole comportamentali,
le quali non di rado invadono ambiti rilevanti della sfera personale e privata degli
stessi aderenti, condizionandone scelte esistenziali o comportamentali. Ma non è
questo il punto dirimente: esiste infatti la libertà di adesione a qualsiasi gruppo
sociale, di natura politica o religiosa, e tale adesione può in effetti comportare il
rispetto di regole più o meno condivisibili dalla morale comune osservata dai più.
Ciò che invece rileva, dal punto di vista delle condotte sanzionate con il nuovo
reato che si propone di introdurre, è la compresenza di una serie di fattori (o
elementi della fattispecie) tali da provocare, in definitiva, danni di natura
psicologica a chi ne subisce la sommatoria. È infatti piuttosto comune l’eventualità
che all’interno di questi gruppi si consu mino ricatti, pressioni indebite, pratiche
dirette a recidere ogni contatto con la famiglia o con gli amici esterni al gruppo
stesso, spesso coperte dallo schermo della segretezza. Ma spesso risulta
altrettanto comune che i soggetti dirigenti di tali formazioni inibiscano il legittimo
diritto al dissenso. In questo modo l’affiliato, che per qualsiasi ragione decida di
dissentire rispetto alle prescrizioni imposte dai vertici del movimento cui
appartiene, viene innanzitutto isolato. All’aderente vengono, in sostanza, inibiti i
contatti con coloro che sono rimasti nel gruppo…
Gli emarginati, in totale stato di
RispondiEliminafrustrazione determinata dall’isolamento affettivo, subiscono dunque autentici
traumi psicologici. La novella che si vuole portare all’attenzione del legislatore mira
dunque innanzitutto a proteggere l’individuo da tali abusi, nel solco di quanto
previsto dal principio di garanzia contenuto all’articolo 2 della nostra Costituzione,
in cui si statuisce che «la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili
dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità». Di guisa che il diritto al dissenso, espressione del più generale diritto
inviolabile della persona all’interno delle formazioni sociali, deve essere tutelato
proprio dove il medesimo sia compresso da direttive o decisioni tendenti a
coartarlo, poste in essere da soggetti aventi poteri decisionali immediatamente
vincolanti per tutta la comunità a cui il soggetto ha deciso di appartenere. La
fattispecie penale introdotta con la presente proposta di legge nel nuovo articolo
613-quaterdel codice penale, rubricato «Isolamento sociale o affettivo», contiene
dunque una norma incriminatrice finalizzata alla repressione di tali comportamenti
da parte degli organi dirigenziali e posti al vertice del gruppo sociale in questione,
ma soltanto qualora tali condotte generino l’isolamento sociale o affettivo
dell’associato rispetto agli altri membri e provochino nella vittima stati d’ansia e
seri traumi di natura psicologica. Ulteriore finalità del presente progetto di legge è
quella di informare la cittadinanza in merito al disagio psicofisico che i dissidenti
espulsi vivono nella loro quotidianità in ragione della sussistenza di tali regole
abusanti. Occorre sottolineare nuovamente, infine, come la nuova fattispecie
punisca unicamente chi, avendo poteri decisionali o gestionali all’interno del
gruppo sociale cui aderisce la persona, induce gli appartenenti al gruppo sociale
stesso alla pratica dell’isolamento dagli affetti, ed è altrettanto fondamentale
ripetere come la soglia di punibilità risulti superata solo in presenza del requisito
della sussistenza di uno stato ansiogeno indotto nella persona offesa dal reato.
Segue l’articolo…
PROPOSTA DI LEGGE
RispondiElimina__
Art. 1.
1. Nel libro secondo, titolo XII, capo III, sezione III, del codice penale, dopo
l’articolo 613-ter è aggiunto il seguente:
«Art. 613-quater. – (Isolamento sociale o affettivo) – Salvo che il fatto costituisca
più grave reato, chiunque, all’interno di associazioni riconosciute o non
riconosciute, fondazioni o altri enti, disponendo di un potere decisionale o di
gestione nell’ambito di un gruppo sociale, religioso o politico, esclude o emargina,
attraverso forme di coazione sociale, anche con il mezzo della stampa o della
propaganda, un membro del gruppo stesso che ne abbia violato le regole,
ancorché da esso formalmente o informalmente accettate al momento
dell’adesione al gruppo, ovvero che se ne sia dimesso per qualsiasi motivo,
inducendo l’isolamento sociale dello stesso rispetto agli altri membri, con la
conseguente interruzione di ogni rapporto sociale o affettivo e provocando allo
stesso stati d’ansia, turbamenti e gravi alterazioni delle sue abitudini di vita, è
punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. La pena è aumentata fino a un
terzo se il fatto è commesso in danno di un minore, di una persona con disabilità di
cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e se l’istigazione
all’isolamento sociale è operata dal coniuge, da un ascendente o discendente, da
un affine in linea retta, da un adottato o da un adottante ovvero da un fratello o da
una sorella. Il delitto è punito a querela della persona offesa. Si procede d’ufficio se
il fatto è commesso in danno di un minore o di una persona con disabilità di cui
all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è
connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio».
Atti Parlamentari— 3 — Camera dei Deputati
XVIII LEGISLATURA A.C. 2592
https://www.camera.it/leg18/126?tab=2&leg=18&idDocumento=2592&sede=&tipo=
Scusa Saroj: ma questa proposta di legge è del 2020 , è ancora valida per essere esaminata ?
EliminaCiao Virgilio, per quanto ne so io sì. Il principale ideatore e promotore è Stefano Fidelio alias "L'Apostaccio". Nel suo canale ogni tanto dice che spera che qualche politico la tiri fuori dal "cassetto" e la porti avanti. Non so tecnicamente come funziona ma anche se fosse necessario riproporla da capo il grosso del lavoro è già fatto essendo già formulata. Un giurista ha collaborato alla stesura quindi regge dal punto di vista tecnico, non è una cosa campata in aria. Come scrive Dansec il problema è che non è la priorità nei nostri legislatori per usare un eufemismo, nel senso che alla maggioranza di loro non gliene f____ niente.
EliminaSaroj ma non lo vedi come siamo messi in Italia?
RispondiEliminaSe ti ritrovi un ladro in casa e azzardi a toccarlo ti metti in un mare di guai.
Stessa cosa se ti aggrediscono per rapinarti...se d'istinto gli molli una sganassone e sarebbe legittima difesa, il giudice ti dice che c'è stato un eccesso di legittima difesa e te lo fa risarcire..
Se vai in vacanza e al ritorno trovi la casa occupata sono cxxxx tuoi lo stato se ne frega, nessuna tutela.
Quindi in sintesi ..ma in un paese allo sbando come il nostro e con tutti i problemi che abbiamo speri che ritirino fuori una proposta di legge di 5 anni fà per regolamentare sugli abusi le violenze psicologiche e l'ostracizzazione praticata dai tdg?
Magari fosse ma secondo me significa solo illudersi ..garantito.
beth sarim..., grazie Saroj, magari venisse approvata!!!
RispondiElimina"...gruppi politici o religiosi, di associazioni riconosciute o non riconosciute, di fondazioni o di altri enti, appartenenti alla cosiddetta categoria delle «minoranze costituzionalmente da tutelare»"
RispondiEliminaAmmettiamo che questo Progetto di legge (scaduto nella legislatura terminata nel 2022) sia ripreso (con alcune modifiche ovvio) da qualcuno nella presente legislatura. Dovrebbero (i presentatori di questo Pdl) precisare quali sarebbero questi "gruppi politici" da tutelare come minoranze e che rientrano nella fenomenologia che sta nella ragion d’essere di questa iniziativa legislativa.
In realtà questo richiamo a “gruppi politici” sembra la classica operazione mimetica che intende attenuare la focalizzazione verso chi si intende davvero intervenire: gruppi religiosi. Tutti? No. L'articolato specifica, per l'appunto, “minoranze costituzionalmente da tutelare”
Ora, costituzionalmente, credo, che già questa determinazione specifica costituisca elemento discriminatorio, e quindi incostituzionale. In caso di dibattimento in commissione, e ancora di più in aula plenaria, è presumibile che il percorso di un Pdl del genere sia davvero corto.
Sanzionare penalmente condotte che generano "l’isolamento sociale o affettivo
dell’associato rispetto agli altri membri" e in grado di provocare in esso "stati d’ansia e
seri traumi di natura psicologica" sembra, oggettivamente, assai pretestuoso, cioè estremamente vago, nella determinazione della previsione di reato.
Come si determinerebbero la sussistenza di stati d'ansia e di traumi psichici? Bisognerebbe fare una perizia da soggetti certificati quindi (ricordo che il Pdl richiama entrambe le sussistenze per rilevare la fattispecie penale). Tradotto: ma avete in mente cosa significhi questo per la parte denunciante in termini di tempo e di spese legali?
Tanto più che si è di fronte ad una situazione di aleatorietà soggettiva. Pertanto la causa potrebbe risolversi in fuffa.
Vi sono almeno, a mio avviso, due grandi lacune in questo Pdl:
- è inapplicabile alle situazioni confessionali maggioritarie. Crea così discriminazione in merito alla tipologia religiosa: ovvero, richiama indirettamente un modello "ordinario" di religione, cioè, di fatto, un tipo di religione di Stato (ciò è incostituzionale). Lascia quindi fuori dalla sua applicazione le circostanze nei monasteri e nei conventi, o altro ordini religiosi, dove provvedimenti punitivi di “isolamento sociale o affettivo dell’associato rispetto agli altri membri" possono provocare (e provocano in effetti) “stati d’ansia e seri traumi di natura psicologica". Aggiungo anche in sede catechistica o seminariale. E’ il motivo per cui i presentatori del Pdl (evidentemente cattolici ferventi) hanno ridotto il campo di applicazione alle “minoranze costituzionalmente da tutelare”. Una vera (e costituzionalmente praticabile) avanzata legislativa sarebbe invece quella di portare qualunque vertice cultuale alla piena responsabilità civile e penale.
- Larga parte delle fattispecie richiamate dal Pdl trovano già richiami previsionali nel codice penale esistente: dalla violenza privata alla violenza economica, dalla calunnia all’incitamento all’odio per motivi religiosi ecc. Basterebbe che coloro che effettivamente si sentono lesi nei beni fatto oggetto di tutela da queste fattispecie di reato, si facessero forza e coraggio nel denunciare le circostanze, facendo nomi e cognomi degli amministratori di culto prossimali istigatori di tali pratiche, ed eventualmente sollevando questioni di parziale infermità mentale (o comunque di compromissione cognitiva), quindi di circuizione, nei confronti di familiari (poiché di questo si tratta per i TdG) esecutori di tali istigazioni.
Grazie @Samuele Rino, ho scritto il commento precedente senza leggere prima il tuo. Mi sembra che tu ci capisci più di me in fatto di leggi e hai trovato delle lacune che rendono difficile l'applicazione della norma. Anche in Norvegia nonostante la legge non sono riusciti ad arrivare a una condanna. Bisognerebbe approfondire il tema e tener conto degli aspetti controversi da te menzionati. Le norme si evolvono insieme alla società e alla sua sensibilità rispetto a certe tematiche, non a caso è stata la Norvegia prima degli altri a incamminarsi in questa strada. Come ho scritto nel post principale sopra il controllo coercitivo e il comportamento manipolativo sono entrati nella coscienza pubblica, qualcosa si sta muovendo e la speranza è che le cose cambino.
EliminaCome ha reagito la stampa norvegese alla sentenza
RispondiEliminaCome un tribunale ha dato priorità a un potente gruppo religioso rispetto ai diritti dei bambini vulnerabili - Bjørn Markussen è comprensibilmente arrabbiato per le decisioni della corte
Un recente articolo dalla Norvegia critica energicamente la recente sentenza del tribunale che ha ripristinato i finanziamenti statali ai Testimoni di Geova in Norvegia, pur riconoscendo i gravi danni che le loro pratiche arrecano ai loro fedeli, in particolare ai bambini.
Questa sentenza dà priorità al potere dell'organizzazione religiosa rispetto ai diritti e al benessere degli individui vulnerabili. La decisione legittima essenzialmente il controllo coercitivo ignorando il danno psicologico a lungo termine che l'emarginazione causa. È profondamente preoccupante che una corte riconosca quanto siano dannose queste pratiche, solo per pronunciarsi a favore del loro proseguimento, finanziato dai contribuenti.
L'articolo smaschera giustamente il Norwegian Helsinki Committee per aver dato il suo sostegno ai Testimoni di Geova in questo caso, un gruppo noto per aver evitato i bambini e per aver imposto umilianti pratiche disciplinari. Ironicamente, la loro prima pagina chiede: "Come puoi aiutare?" Beh, per cominciare, forse non dovresti sostenere una corporazione religiosa che combatte attivamente contro il riconoscimento dell'emarginazione come dannosa e che mina i diritti dei bambini. È una vergogna che un'organizzazione presumibilmente dedicata ai diritti umani si schieri con un'istituzione fondata sul controllo basato sulla paura. Questa sentenza della corte ora stabilisce un precedente agghiacciante, uno in cui l'abuso psicologico ottiene un lasciapassare semplicemente perché non soddisfa i requisiti legali giusti.
In sostanza, questa decisione invia un messaggio preoccupante: i gruppi religiosi possono esercitare un controllo sociale ed emotivo sui propri membri, anche a costo dei diritti dei bambini, e continuare a ricevere finanziamenti governativi. La corte ha avuto l'opportunità di difendere coloro che soffrono a causa di queste politiche dannose, ma invece ha scelto di proteggere i potenti.
L’articolo di Bjørn Markussen:
RispondiEliminaLa corte ha concesso il beneficio del dubbio al più forte
LA SENTENZA: La Corte d'appello non dubita che i Testimoni di Geova richiedano ai membri di evitare contatti con membri espulsi e disassociati. La corte comprende anche che questo è "molto gravoso per la maggior parte dei bambini". Nonostante ciò condanna i contribuenti a finanziare la pratica dell'esclusione.
CORTE: - Nella Corte d'appello, un gruppo influente è protetto anche se ostacola la libertà di credo degli individui.
La dirigenza dei Testimoni di Geova può rallegrarsi del fatto che, con l'approvazione della corte, possono ancora sottoporre i membri, compresi i bambini, a processi troppo indegni, processi che la corte stessa descrive come "molto spiacevoli e in parte anche umilianti". Poiché venerdì 14 marzo di quest'anno hanno vinto l'appello contro lo Stato, i Testimoni di Geova avranno di nuovo milioni di sussidi statali per continuare a farlo. Il beneficio del dubbio è stato dato a loro invece di salvaguardare i bambini.
La sentenza della Corte d'appello di Borgarting afferma che "non è in dubbio, né è contestato - che un ritiro potrebbe avere conseguenze molto gravi per la persona che si ritira in termini di possibilità di contatto con coloro che sono ancora Testimoni di Geova. Ciò vale anche per i familiari stretti. Questo potrebbe essere vissuto come molto difficile da molti...". La Corte d'appello non dubita di coloro che hanno detto al banco dei testimoni quanto ciò sia traumatico e doloroso. La corte non dubita che le rotture brutali tra genitori e figli, nonni e figli e tra amici intimi "per la maggior parte delle persone" saranno "molto difficili e gravose". "La Corte d'appello presume, sulla base delle prove, che tali conseguenze del ritiro per alcuni siano così negative che alcuni membri scelgono di non ritirarsi per quel motivo".
In altre parole: minacce spaventose costringono i membri a restare.
Non abbastanza spaventoso in un certo senso. La corte non pensa che le minacce di perdere tutto e tutti – minacce, descritte specificamente nei documenti dei Testimoni di Geova – “costituiscano una pressione indebita sufficiente a costituire una violazione del diritto del membro alle dimissioni libere”. I membri insoddisfatti possono semplicemente presentare le dimissioni, credono i tre giudici: Scrivi, invia, fatto. Semplice.
A quale tipo di minacce si riferiscono i legislatori quando scrivono nella Sezione 6 del Religious Communities Act che alle comunità religiose che “fanno minacce […] può essere negato il finanziamento”? Una comunità religiosa deve minacciare violenza fisica o omicidio prima che il sussidio statale venga negato?
La Corte d'appello considera anche la violenza psicologica: "È [...] indubbio che se una comunità religiosa ha una pratica che comporta l'esposizione dei bambini alla violenza psicologica, ciò costituirebbe una violazione dei diritti dei bambini ai sensi sia della Convenzione sui diritti dell'infanzia che del Children's Act, e potrebbe quindi costituire motivo di diniego e registrazione". La sentenza descrive ulteriormente i processi di scrutinio approfondito che i Testimoni di Geova utilizzano quando incontrano membri che hanno fatto qualcosa di sbagliato: "In particolare per i bambini minorenni, si deve presumere che sia molto spiacevole...", scrive la corte. "Parzialmente umiliante", afferma la sentenza. Sì, questo ha fatto un'impressione così forte sui giudici che hanno dei dubbi!
RispondiEliminaCosa fanno allora? Lasciano che il dubbio avvantaggi il vasto, intraprendente movimento internazionale, il tutto a spese di alcuni bambini. Perché la Corte d'appello ritiene "nondimeno - nel dubbio - che il processo in quanto tale non possa essere considerato violenza psicologica". La violenza psicologica deve durare più a lungo È quasi così che la corte si consola: "Normalmente, la violenza psicologica sarà un modello di atti o comportamenti offensivi che si ripetono o persistono nel tempo...". Il processo di abuso a cui sono sottoposti i bambini disobbedienti "durerà normalmente per un periodo di tempo relativamente breve fino all'eventuale esclusione", scrivono i giudici. Sì, hai letto bene: le umiliazioni nel "comitato di giudizio" dei Testimoni di Geova semplicemente non durano abbastanza a lungo per qualificarsi per il termine "violenza psicologica". La pratica dell'esclusione è troppo efficace. I risultati dei processi—l'ostracismo, la profonda e pericolosa solitudine, il trauma, la vergogna e il dolore—"si perpetuano nel tempo". Sì, questa violenza psicologica persiste per la vita. Ciò è sfuggito alla Corte d'appello di Borgarting. Ora, tuttavia, nella Corte d'appello, un gruppo potente viene protetto nonostante il fatto che impedisca agli individui di esercitare la propria libertà religiosa.
La libertà a spese dei bambini
Si è insinuato un malinteso: lo Stato norvegese e i precedenti procedimenti giudiziari hanno minacciato la libertà di religione dei Testimoni di Geova e il loro diritto di praticare la propria religione. Questo è sbagliato; lo Stato semplicemente non ha voluto pagare per l'attività e tutto ciò che comporta. Ora, tuttavia, nella Corte d'appello, un gruppo potente viene protetto nonostante il fatto che impedisca agli individui di esercitare la propria libertà religiosa. La corte sta mettendo la libertà dei Testimoni di Geova al di sopra della libertà di religione dei bambini e dei diritti dei bambini. Ecco quanto è andata male questa volta.
Il ruolo del Comitato di Helsinki
Chi sta difendendo coloro che, anno dopo anno, sono stati sottoposti a ciò che la Corte d'appello descrive come "umiliante" e "molto difficile e gravoso" da parte dei Testimoni di Geova? Gli ex membri sono tristemente soli nel dibattito pubblico. Deve essere difficile. Perché altre comunità religiose sono così silenziose? Forse un gruppo di disertori l'ha preso come incoraggiamento quando il Comitato di Helsinki norvegese li ha invitati a un incontro il 6 marzo di quest'anno. L'importante comitato voleva ascoltare; coloro che "lavorano per garantire che i diritti umani siano rispettati e messi in pratica" volevano acquisire informazioni. Quindi è purtroppo dolorosamente tragicomico che lo stesso Comitato di Helsinki, sette settimane prima di acquisire questa informazione, abbia inviato alla Corte d'appello un rapporto con un sostegno incondizionato ai Testimoni di Geova e al loro diritto di umiliare. La sentenza indica anche che la Corte d'appello di Borgarting ha letto bene il rapporto del Comitato di Helsinki.
Link all'articolo:
https://www.vl.no/meninger/verdidebatt/2025/03/21/retten-lot-tvilen-komme-de-sterkeste-til-gode/
Se è vero che ognuno porterà il proprio carico, la WT e le sue decine di scatole cinesi porteranno il proprio e non sarà leggero!
RispondiEliminaStendec
Saroj (giustamente!) ha scritto: “il comportamento manipolativo sono entrati nella coscienza pubblica, qualcosa si sta muovendo e la speranza è che le cose cambino”.
RispondiEliminaPurtroppo c’è un problema di fondo. Che in parte è stato richiamato dall’intervento (alquanto tecnico devo dire ma veritiero) di Samuele Rino.
Messa in parole povere la questione suona, più o meno, così: voi (ovvio che mi ci metto anch’io dentro!) che siete stati TdG, o che non siete ex ma avete paura di diventarlo, e vi lamentate della possibile perdita di certe condivisioni strette nelle relazioni familiari, siete dei pirloni. Ci sono centinaia di milioni di persone al mondo che non hanno un rapporto idilliaco con i propri familiari prossimi eppure vivono felici perché hanno costruito rapporti eccezionali con persone fuori dalla cerchia familiare originaria. Siete forse dei mammoni? Che problemi avete nel costruire relazioni con persone non-TdG? Avete sposato una persona solo per affinità religiosa? Perché sennò fuori dalla congregazione non vi filava nessuna/o? La vostra credenza nelle profezie bibliche vi fa forse da ostacolo nel costruirvi un perimetro di relazioni ravvicinate e complici nel mondo. relazioni superiori per grado di confidenza rispetto alla famiglia di origine? Sposereste una persona di fede diversa o atea? La risposta a tutto questo è “No”? Allora è un problema vostro!
Gli avvocati WTS in Norvegia hanno calcato su questo argomento. Ed è un elemento di difesa strategico della WTS dei prossimi anni, nelle prossime cause. C’è da esserne sicuri. La questione a cui punta la strategia difensiva della WTS è questa: se gli ex (o chi vorrebbe diventare ex) hanno paura di vivere fuori dal recinto relazionale costituito dalla (ex) fratellanza, per cui implorano una continuità relazionale come quella che avevano da associati, allora il problema è loro, non della WTS: sono loro che sono persone problematiche, sono loro che sono portatori di disagio sociale.
Nel codice penale italiano, ad esempio, esistono già delle previsioni di reato che possono essere richiamate se gli anziani della congregazione (o altri associati) fanno circolare voci offensive o calunniose nei miei confronti perché ho abbandonato la “Verità” della WTS. In tal caso basterebbe avere gli “zebedei” per portare la cosa in Tribunale. Ricordo che se passasse una legge come quella riportata da Saroj sarebbe comunque attivabile su querela di parte, e quindi si dovrebbe andare comunque a processo.
Ora mi chiedo, quanti avrebbero il coraggio di portare a processo i propri (ex) anziani di congregazione ed eventualmente qualche familiare?
Invece di cercare appigli nel diritto penale, non sarebbe, forse, meglio rispondere (prima di tutto!) ai quesiti che ho sintetizzato nelle domande che ho sopra riportato in merito alle relazioni con la gente cosiddetta “del mondo” con la quale costruirsi una vita una volta fuori dalla "fratellanza"? E partire da lì rispetto a quello che si vuole fare di se stessi? Giustamente Samuele Rino ricordava il fatto che difficilmente si andrà ad una legge ad hoc sull’”ostracismo” propugnato dalla WTS, visto che, in ultima analisi, la sua applicazione dipende dalla testa di chi, eventualmente, esegue quegli “ordini”. Nessuno è obbligato a farlo…nessuno è obbligato a credere nel CD di Warwick…
Se hai i genitori che ti buttano fuori casa perché non sei più TdG sono loro che sono fuori di testa, rivolgiti alle pubbliche istituzioni facendo presente questo problema socio-psichiatrico. Ecco, è questo che salva la WTS. Tenetelo in mente!
Cara @Scintilla. Secondo me il tuo commento manca di sensibilità e empatia. Definire dei “pirloni” coloro che non escono denota una visione limitata. Li chiami “mammoni” creando uno stereotipo che limita la visione globale del problema. Immagina un adulto sposato con un coniuge testimone e con figli. A un certo punto non crede più al Geovismo. Da piccolo ha avuto genitori divorziati e ha sofferto per questo. Si è ripromesso di non far soffrire così i suoi figli. Il coniuge testimone dice che se lascia la “verità” il matrimonio finisce. Questa persona magari non pensa a se ma ai figli che ne soffrirebbero. Ma potrei farti tanti altri esempi. Definire dei “pirloni” le persone manipolate sposta la colpa sulla vittima
EliminaScintilla ci sono un'infinità di variabili da considerare per cui non si può generalizzare come hai fatto tu.
EliminaAd esempio un conto se sei dentro da poco tempo e un conto se ci sei da una vita, con amicizie e relazioni che molti non si sentono di troncare di colpo pur essendo diventati consapevoli.
Perché il nocciolo della questione è proprio questo, se ti dissoci sai cosa ti aspetta.
Per cui non credo che la strategia di difesa adottata dalla wt sia questa perché non è vero che la porta per uscire è aperta così liberamente...è aperta ma con dei dazi da pagare che non tutti possono permettersi...anzi questo è proprio il motivo per cui la wt è stata portata in tribunale.
Per quanto riguarda invece le denunce che uno potrebbe fare per violazione della privacy riferita a un annuncio fatto o denunce riferita all'ostracizzazione molti ci rinunciano perché più che altro sarà una causa persa in partenza con relativo accollamento di spese, proprio perché a tutt'oggi non esista una legge specifica che metta paletti specifici.
I pochi casi in Italia di qualcuno che ci ha provato si sono risolti con un nulla di fatto.
# Saroj
EliminaNo, scusa. Non ci siamo capiti. Ho voluto fare "l'avvocaticchia del diavolo" evidenziando la logica difensiva della WTS in sede processuale. Infatti l'avvocato norvegese non ha forse sottolineato che gli ex si lamentano di aver perso i contatti con gli ex fratelli ma, dice l'avvocato, i TdG in Norvegia sono un'inezia, hanno tutto il resto della popolazione norvegese per costruire relazioni. "Se non riescono a farlo allora il problema è loro!" ha detto più o meno l'avvocato. A questo mi riferivo con "pirloni" e "mammoni": cioè, la rappresentazione che ne dà la WTS in sede processuale. E questa è anche la tiritera difensiva di organizzazioni come il Cesnur di Introvigne oltre che la stessa WTS.
Poi, in ogni caso, le vicende delle spaccature coniugali, visto il tuo esempio sui figli di genitori separati o divorziati, caro Saroj, è una questione che coinvolge chiunque sia in tale situazione, mica solo i TdG. Dalla mia esperienza ho potuto notare che vi è una caratteristica diffusa nella popolazione che proviene dal mondo TdG: la difficoltà di affrontare problematiche di fallimenti matrimoniali è più marcata che in persone che non sono state TdG.
Ho scritto a mò di esempio (forzando le parole per evidenziare la circostanza): "Avete sposato una persona solo per affinità religiosa?", e ancora "Perché sennò fuori dalla congregazione non vi filava nessuna/o?".
Purtroppo devo dire che sulla base di buona parte dei matrimoni che ho visto nella fratellanza (incluso il mio ex matrimonio), è valido sia per le femmine che per i maschi, la risposta a quelle due domande è un "Sì". Ovviamente è difficilissimo ammetterlo. E' difficilissimo analizzare la questione sino in fondo. Fa male. Fa paura. Ma se si incomincia, pensando che si può essere centro di gravità di noi stessi, e non satelliti di protocolli comportamentali per omologazione organizzativa, emulazioni comportamentali per avere cittadinanza e credibilità personale nel gruppo del "popolo di Geova" (ogni concetto di popolo eletto contiene un seme di violenza), incluse quelle nel nucleo familiare originario costituito da fratelli e sorelle in fede, allora, diventando il centro di gravità di noi stessi, ripeto, le cose migliorano. Di molto. Tornando ai figli, essi crescono, anzi, devono crescere, e crescere come uomini e donne, come persone, e non come personaggi "figli" per incarnare un dogma recitativo confessionale o una fisima mitologica. Giunti ad una certa età, più li si tiene nel battufolo protettivo, di fronte ai problemi coniugali dei genitori, peggio sarà per loro un domani.
E tornando a capofitto sul problema legislativo: nessuna legge potrà mai obbligare qualcuno a frequentare un'altra persona sulla base delle richieste di quest'ultima.
Se vuoi a tutti i costi andare ogni sabato sera a mangiare la pizza con tutto il parentado TdG (ovviamente potrebbe trattarsi di qualsiasi altro svago), tu che non sei più TdG, ma a queste persone la cosa non aggrada, che fai? Li porti in tribunale? E poi? Per assurdo, ammettiamo che il tribunale ti dia ragione, sei contento della "sincerità" della loro disposizione nei tuoi confronti?
L'unico terreno che resta praticabile a livello legale, come ho già scritto, è quello della lesione di determinati beni non patrimoniali oggetto di tutela già presente nel codice penale (violenza privata, economica, fisica, calunnie, diffamazione ecc). Al limite si può reintrodurre il reato di plagio in forme nuove e più circostanziate. Ma dubito che possa servire all'"ostracismo" relazionale promosso dalla WTS.
#Dansec
EliminaSì la Privacy. E' uno di quei beni non patrimoniali oggetto di tutela amministrativa e penale. Va bene. Io credo sia utile utilizzarla. Ma se eviti l'annuncio fatidico con il tuo nome, per la fratellanza resti una sorella o un fratello, e alla lunga che fai? Continui una doppia esistenza? Non vuoi più fare il TdG perchè evidentemente le norme teocratiche, la costruzione del mondo della WTS, ti vanno strette, ma quanta libertà effettiva guadagneresti dovendoti relazionare con le gente della congregazione come ancora un TdG? Se invece ti dimetti/dissoci evitando comunque comunque l'annuncio (se ti è possibile), pensi di preservare le relazioni con gli ex fratelli tanto quanto prima?
@ Scintilla ok, non avevo capito la vena ironica del tuo commento, scusa. Condivido il tuo ragionamento sul diventare il "centro di gravità di noi stessi". Dovrebbe essere un'obbiettivo per tutti coloro che si sentono costretti a vivere una realtà che non gli appartiene. L'argomento è complesso e delicato perché è influenzato da molti fattori tra cui il vissuto e il presente delle relazioni umane che vive ognuno di noi.
EliminaPer quanto riguarda il problema legale girerei al contrario la frase che hai scritto. Tu dici: "Nessuna legge potrà mai obbligare qualcuno a frequentare un'altra persona", io direi "Nessuna legge dovrebbe obbligare qualcuno a NON frequentare un'altra persona". Mi sembra che i TdG abbiano scritto leggi in tal senso ed è a queste che mi riferisco.
Sono due posizioni condivisibili, in base alle circostanze di ciascuno e al prezzo che ciascuno intende pagare. Perché restare consapevolmente o uscire hanno entrambi un costo. Costo che non solo si riflette sulla persona, ma anche sulla cerchia familiare, sul lavoro, sulla sussistenza economica o di equilibri creati in anni di vita.
EliminaUna volta su reddit ho letto un esempio calzante, uscire da un culto ad alto controllo è come sradicare un albero dal terreno. Più anni sei cresciuto in quel terreno,
Scusate, partito il tasto sbagliato, continuo.
EliminaPiù sarà difficile sradicare l'albero senza danneggiarlo e danneggiare gli altri alberi con cui le radici si sono intrecciate.
Non è questione di far crescere i figli nella bambagia, spesso è questione di tempo. Se invece di uscire in fretta e furia si pianifica con attenzione, potrebbe essere possibile salvare l'intera famiglia, tornando all'esempio di Saroj.
Un albero si può strappare dal terreno danneggiando le radici o si può scavare con cautela conservando una zolla sufficiente alla sopravvivenza.
Poi ci sono vecchi alberi che proprio diventa impossibile sradicare, pensate a chi ha dedicato tutta una vita al servizio continuo, sarebbero in grado a 60/70 anni di cercare un lavoro, un affitto e sopravvivere?
Leggete il post appena uscito sulla parabola del grano e delle zizzanie, il senso è che per essere un cristiano non importa dove ti trovi, sarai sempre mischiato con le zizzanie.
EliminaX Scintilla!
EliminaLa Wt la devi battere sul suo stesso terreno sfruttando le loro stesse regole.
Se ti fai disassociare o ti dissoci in maniera ufficiale secondo me ti dai la zappa sui piedi
perché poi vai incontro a tutte le inevitabili conseguenze annesse che sappiamo.
Certo ci potrebbe anche stare che uno se ne freghi e lo faccia di proposito proprio per voler tagliare i ponti con tutti, non volendo più avere a che fare con niente e nessuno...
però devi convenire che la percentuale di questi casi è di solito molto minima.
I casi per cui uno potrebbe avere interessi a continuare a relazionarsi con altri tdg sono molto di più, e i motivi possono essere tanti e tra i più svariati..per lavoro per amicizia per parentela ecc...per cui ufficializzare un allontanamento o una fuoriuscita significherebbe perdere tutto questo... e molti non possono oppure non vogliono rinunciarci.
In questi casi quindi secondo me è meglio allontanarsi un pò alla volta e chiudi la partita...e avrai un doppio vantaggio: 1) ti risparmi l'ostracizzazione e 2) smetti di fare un qualcosa che non senti più....tantissimi hanno fatto così.
Per quanto riguarda il fatto di intimare di non fare nessun tipo di annuncio pubblico in sala, è chiaro che non serve a un tubo mi sembra già di averlo detto, ma uno lo farebbe con il solo e unico scopo di dare fastidio.
Il castello di carta sta inesorabilmente cedendo sotto le menate psicopatiche di un’organizzazione corrotta che è sempre stata massonica dal suo inizio.
RispondiEliminaTutte le religioni protestanti sono nate e infiltrate da loro per indebolire la chiesa cattolica con l’intento di distruggerla. E tutto questo lo abbiamo reso possibile noi e quelli che come noi andavano a cercare verità spirituali senza mai aver preso in mano una bibbia di propria iniziativa. Gesù disse che sarebbe arrivato il tempo in cui non si sarebbe più adorato il Padre suo in nessun luogo (organizzazione) ma soltanto con spirito e verità.
Adesso che si sta avvicinando la conclusione dei tempi tutto quello che per decenni non avevamo visto benché fosse davanti ai nostri occhi, ora si sta palesando mediante l’azione potente dello spirito santo. Forse per quelli che ancora dormono in senso spirituale abbindolati da un gruppo di corrotti impostori (e la profezia dice che negli ultimi tempi i tali avrebbero proceduto di male in peggio) i loro occhi non si apriranno mai perché sono come quelli menzionati da Gesù citando Isaia i cui cuori erano diventati ottusi quindi sarebbero rimasti ciechi e sordi. Che dire, beati davvero quelli che si rendono conto del proprio desiderio spirituale perché saranno appagati in larga misura. È invece un peccato per quelli che aspettano il padrone lupo per ricevere qualche briciola di avanzo che non arriverà mai.
È su di loro che si adempie la profezia di Isaia in cui è detto che avranno fame di udire la parola di Javé ma non la troveranno a differenza di quelli che cercano l’olio prezioso e medicamentoso della parola e lo trovano. Brutti tempi per gli idolatri! 😟
Cara scintilla apprezzo il tuo commento m.... ecco cosa può accadere tra mamma e figlia Link
RispondiEliminahttps://www.youtube.com/watch?v=WmRw5YGh_Nk
https://www.youtube.com/watch?v=JC3asJcDyIA
RispondiEliminaora scintilla immagina un nonno ma in particolare una nonna con suo nipote o sua nipote La WTS e CD dividono le famiglie non le uniscono , l'unico modo è di fare finta che si è ancora testimoni di Geova altrimenti si è ostracizzati anche delle persone più care , i famigliari
https://www.youtube.com/watch?v=qLaIgY9KHRc
RispondiEliminaVideo della mamma che non risponde alla figlia .
Sono d'accordo con te @Saroj il commento di @Scintilla manca di empatia verso chi non vuole perdere i propri legami familiari.
RispondiEliminaNon siamo tutti uguali e ci sono fratelli e sorelle che ci tengono molto alla famiglia, non e' questione di essere "mammoni" ma piuttosto si tratta di legami molto stretti basati sul amore.
I genitori hanno un legame molto stretto con i propri figli e non poterli più vedere a causa dell' ostracismo causa un enorme sofferenza.
Giustamente queste osservazioni spostano la colpa sulle vittime, quando sappiamo tutti che la responsabilità di tali assurde disposizioni e' del CD.
Comunque non c'è bisogno di uscire, possiamo benissimo rimanere in questa organizzazione ma solo come spettatori, non sosteniamo le sue regole assurde, nella speranza che in futuro si rendano conto delle enormi sofferenze che hanno causato a molti.
Ciao Stella. Per i tuoi rilievi critici al mio post ti rimando alle risposte che ho dato a Saroj e Dansec.
EliminaQuì aggiungo solo che non si tratta di spostare la colpa sulle vittime. Bensì di prendere atto che anche evidenziando la colpa sui veri rei (cioè la WTS) le conseguenze molto difficilmente cambieranno. Perchè se qualche familiare in fede considera che Ia tua perdita di fede nell'organizzazione (anche una lieve critica potrebbe bastare) può essere un pericolo spirituale in ogni caso muterà atteggiamento verso di te. E' la sua fede religiosa il male, la porta ad accettare l'inumanità delle regole WTS.
Trasformiamo le empatie di puro lamento in empatie di reazione alle situazioni di dolore. Usciamo dallo steccato mentale della congregazione "fortino dal mondo cattivo", e riconquistiamoci la libertà di vita nel mondo.
# Saroj. Hai scritto:
Elimina"Nessuna legge dovrebbe obbligare qualcuno a NON frequentare un'altra persona". Mi sembra che i TdG abbiano scritto leggi in tal senso ed è a queste che mi riferisco."
Eh, ma il punto è che quella norma WTS, che NON è legge di Stato, sarebbe parole al vento se non fosse che c'è chi la applica e la "rispetta"!....E' lì che si trova il cuore del problema. E infatti esistono anche TdG disobbedienti...che frequentano gli ex comunque, come nulla fosse.
beth sarim..., la logica, la coerenza e la coscienza cristiana ci spingono a lasciare questa organizzazione, senza alcun dubbio.
EliminaLa nostra fede in Cristo é incompatibile col culto idolatra verso degli esseri umani che si sono sostituiti a lui.
La considerazione personale che faccio é che se lasciassi ufficialmente non ci sarebbe più la possibilità di avere rapporti normali coi miei cari ancora intrappolati e cesserebbe la speranza che, anche attraverso la mia presenza, essi un giorno possano capire in cosa sono realmente coinvolti.
L'unica cosa che mi trattiene dal recidere i contatti con la società wt é la consapevolezza che, una volta fuori, verrei percepito dai miei cari come un pericolo dal quale stare lontani.
Io credo e spero che un giorno possano liberarsi.
Abbiamo vissuto decine di anni a seguire regolette imposte da altri;
adesso basta, ognuno di noi faccia come meglio crede, esponga pure, se lo vuole, le ragioni che motivano la propria scelta ma non giudichi quello che fanno gli altri, per comprendere le ragioni di un determinato comportamento dovremmo aver vissuto la vita del nostro interlocutore, avere le stesse sensibilità e avere vissuto le medesime circostanze, ciò é impossibile.
Norvegia : La corte ha concesso il beneficio del dubbio al più forte LINK
RispondiEliminahttps://avoidjw.org/news/court-gave-strongest-benefit-of-the-doubt/