giovedì 4 ottobre 2018

Sopra il vestito

Nella scrittura del giorno di questa mattina si tratta la bella scrittura di Efesini 5:16 che bella versione TNM dice testualmente

17Per questo motivo cessate di divenire irragionevoli, ma comprendete qual è la volontà di Geova.

L’applicazione data richiama le considerazioni che abbiamo fatto sul recente articolo di Torre di Guardia “Apparteniamo a Geova” e che abbiamo trattato nel post “Sotto il vestito”.
Ci sono molte situazioni dove Geova non da dei comandi specifici e regole precise. Il commento alla scrittura ci ricorda alla fine che ognuno di noi ha la responsabilità di decidere non in base ai propri gusti personali ma tenendo conto di ciò che Geova approva e benedice.

Come abbiamo imparato da tempo, anche i commenti devono essere interpretati. Ovviamente nessun credente troverebbe da ridire sulla necessità e il dovere Cristiano di tenere conto della volontà di Geova. Assodato questo comprendiamo la difficoltà che molti hanno quando cercano di capire cosa Geova vuole. L’inghippo si risolve con l’equazione organizzazione = Geova che risolve tutti i dubbi e tutte le ansietà del caso. Cosa nasce quindi? Uno spirito competitivo che di Teocratico non ha nulla e che è volto solo a distinguere se stessi non solo dalle persone del mondo ma anche dai componenti della congregazione. Uno degli effetti marginali è quello di scongiurare i battibecchi insulsi sul colore delle cravatte così come tenta di fare il commento in questione.

È solo un problema di immaturità? Se si incominciasse a rinnovare queste esortazioni che giriamo intorno a se stesse senza un criterio che vada oltre lo spirito corrotto di appartenenza ad una organizzazione  sarebbe davvero un salto avanti.
Il rinnovamento dovrebbe includere un nuovo modo di percepire la spiritualità e che costringe ad una revisione di tutte le attività teocratiche nello spirito nella sostanza e non nella forma.

Buona giornata e buon lavoro

mercoledì 3 ottobre 2018

Documenti Ufficiali Caso Montana

Cari amici,
mercoledì scorso la WTS è stata condannata per 34 milioni di us dollar dati come sanzione (4 milioni per negligenza, 30 per dolo) da parte di una corte in Montana. Ovviamente molti fratelli non ne sono a conoscenza. La WTS non ne farà menzione e la stragrande maggioranza dei nominati lo negherà e lo nega già accusando i media di falsità. Comprensibile, è una difesa.
Allego quindi il percorso per ottenere (non è possibile usar  il link diretto) alla Corte Suprema del Montana con i documenti processuali. Fatene l'uso che ritenete opportuno.
Ad Maiora
1 - andate a questo link: https://searchcourts.mt.gov/
2 - nel campo o casella Case Number digitate OP 18-0534
3 - cliccate su: Watchtower v. 20th Judicial District

vi appariranno due link con i pdf del caso. Nessun giornale tv radio o altri media complici

Interpretazione stretta o larga?

Scrittura del giorno di oggi. La scrittura in considerazione è quella di Matteo 18:17 “proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse”. 
Il commento fa un po’ la sinossi delle questioni che vengono prese in considerazione per e che possono diventare oggetto di comitati giudiziari.
Un salto logico che facciamo notare è l’identificazione della persona che è evidentemente accusata di alcuni “reati” spirituali. Il commento dice a questo punto dice:
Oggi diremmo che dovrebbe essere disassociato”
A me fa un po’ specie che si dichiari al mondo di credere ad aspetti indubbiamente controversi come il diluvio universale che è una applicazione stretta del messaggio biblico e poi quando Gesù ci da un comando ne dobbiamo dare una interpretazione larga. Io farei esattamente il contrario.

Buona giornata e buon lavoro a tutti.

lunedì 1 ottobre 2018

Le usanze dei primi cristiani

Risultati immagini per apologia tertullianoUn piccolo spunto dagli scritti di Tertulliano "l'Apologetico" sulle prime riunioni e usi cristiani. Come scrivono i detrattori "una impetuosa difesa in nome della libertà di coscienza, sia contro i delitti manifesti imputati ai cristiani, sia contro i cosiddetti crimina occulta, come incesti, infanticidi e altre depravazioni morali pagane"


In breve, queste piccole comunità erano molto unite, legate da sincero amore e buoni principi che li portavano a condividere pasti distribuendo cibo e buone opere con i bisognosi. Durante queste riunioni leggevano le scritture, pregavano, cantavano e conversavano incoraggiandosi l'un l'altro. Si astenevano dai divertimenti comuni ai romani che spesso erano violenti, smodati nel mangiare e nel bere e finivano in orge.



Mettevano le loro risorse in comune, avevano una cassa con contribuzioni volontarie per i bisognosi, si chiamavano fratelli avendo lo stesso padre spirituale. C'era una forma di disciplina per chi non camminava nella via che veniva escluso dalla condivisione spirituale e dai pasti in comunione.

Anche se Tertulliano non apparteneva ai cristiani del primo secolo era abbastanza vicino da descrivere una comunità piuttosto primitiva.

(Commento di Tommaso)
Sarebbe bello tornare alla semplicità delle origini, tuttavia almeno trarne un lezione che potrebbe migliorarci, si può fare!
È interessante come inattivo.info abbia pubblicato in questi giorni un articolo intitolato: "Cari fratelli e sorelle, la messa è finita, andate in pace… e poi spariscono"
L'articolo affronta il problema del calo di fedeli e la preoccupazione crescente dei responsabili delle varie comunità religiose, vi sono dei punti importanti che possiamo cogliere da questa indagine?
• Quando la religione diventa formale.
• Quando l’insegnamento è inefficace, povero di idee, spesso ripetitivo.
• Quando non si da visibilità ai giovani coinvolgendoli con proposte interessanti e fattibili.
• Quando i fedeli notano che ci sono scarse prospettive di miglioramento perché mancano le risposte soddisfacenti e pratiche alle domande di spiritualità che si pongono se ne vanno.
• Quando la maggioranza dei fedeli è esclusa dalle decisioni importanti e lasciare la responsabilità per farlo nelle mani di pochi.
• Quando la nomina a sorvegliante delle congregazioni non è una benemerenza, un titolo accademico, ma un servizio a beneficio degli altri.
• Quando una religione che non cammina a passo coi tempi, abituata a fare ogni cosa per abitudine o per tradizione non ha futuro.
• Andare in chiesa non è una regola ma un bisogno.

Qui il link e la parte interessata dal post:

https://digilander.libero.it/domingo7/Apologetico.htm

CAPO 39 -- Di che genere sono le riunioni e le attivittà dei Cristiani: preghiere, lettura della Santa Scrittura, giudizi, contribuzione volontaria per aiutare i bisognosi, atti di amore fraterno, pasti innocenti in comune.

[1] Ed ora esporrò io stesso l’attività della fazione cristiana, affinché, dopo averne confutato quella trista, ne dimostri quella buona. Siamo una corporazione, che ha per base la consapevolezza di una religione comune e l’unità di una disciplina comune e il patto di una speranza comune. 

[2] Ci raccogliamo in adunanze e riunioni, per circondare, pregando, Dio con le suppliche, come con un manipolo serrato. Questa violenza è a Dio gradita. Preghiamo anche per gl’imperatori, per i loro ministri e magistrati, per la stabilità del mondo, per la tranquillità della vita, per la dilazione della fine. 

[3] Ci raccogliamo per la lettura della Scrittura divina, se qualche caratteristica del tempo presente a preannunziare c’induce un fatto o a riconoscerne il compimento. Almeno con le parole sante la fede nutriamo, la speranza confortiamo, la fiducia consolidiamo, serriamo la disciplina non foss’altro inculcandone i precetti. Ivi stesso anche hanno luogo esortazioni, correzioni e punizioni in nome di Dio. 

[4] E invero vi si giudica con grande ponderatezza, come tra persone che di trovarsi sono certe al cospetto di Dio; ed è una ben grave anticipazione del giudizio futuro, se uno colpevole siasi reso al punto da essere dalla comunione della preghiera allontanato e delle riunioni e di ogni santa relazione. Presiedono i più anziani, tutti approvati, che codesta carica non pagando hanno conseguito, ma testimonianza rendendo: ché nessuna cosa di Dio costa danaro. 

[5] Anche se c’è una specie di cassa, il danaro che vi si raccoglie non da contributi onorari deriva, quasi prezzo d’acquisto della carica religiosa. Ognuno versa una monetuzza in un giorno del mese, o quando vuole e soltanto se vuole e soltanto se può. Ché nessuno vi è costretto, ma il contributo è spontaneo. Sono questi, per così dire, i depositi della pietà. 

[6] E invero non per provvedere a banchetti vi si attinge, né a bicchierate, né a gozzoviglie oltre il desiderio spinte: ma per nutrire i poveri e seppellirli, per nutrire i fanciulli e le fanciulle rimasti privi di mezzi e di genitori, anche i servitori vecchi e, del pari, i naufraghi e quelli che, nelle miniere condannati o nelle isole o nelle prigioni soltanto per appartenere alla setta di Dio, pupilli diventano della religione da loro confessata. 

[7] Ma è particolarmente la pratica di una dilezione di tal genere che fra certa gente il noto biasimo ci procura. ‘Vedi - dicono - come si amano tra loro (essi, infatti, fra loro si odiano), e come sono pronti a morire l’uno per l’altro (essi, infatti, ad ammazzarsi tra loro sono più pronti)’. 

[8] Ma anche per il fatto che ci chiamiamo fratelli, non per altro motivo, penso, perdono la testa, se non perché tra di essi ogni termine di consanguineità, quanto all’affetto è una finzione. Inoltre anche fratelli vostri siamo noi, per legge di natura, unica madre, se pur voi siete troppo poco uomini, perché tristi fratelli. 

[9] Ma quanto più degnamente fratelli si dicono e si ritengono coloro, che un unico Dio hanno come padre riconosciuto, che a un unico spirito di santità si sono abbeverati, che da un unico grembo della medesima ignoranza, con un pauroso stupore, a un’unica luce emersero di verità. 

[10] Ma forse per questo siamo fratelli meno legittimi ritenuti, perché nessuna tragedia su l’argomento della nostra fraternità declama, o perché fratelli siamo quanto alle sostanze familiari, che tra di voi di solito i fratelli dividono. 

[11] Perciò noi, che siamo nell’animo e nella vita uniti, a mettere in comune le sostanze non esitiamo. Tutto è tra noi indiviso, tranne le mogli. 

[12] In codesto punto sciogliamo la comunanza, nel quale soltanto gli altri uomini la comunanza praticano, essi che, non solo le mogli degli amici si appropriano, ma anche le proprie con tutta sopportazione a disposizione di quelli mettono: in conformità, credo, a quella disciplina dei maggiori e de’ più grandi filosofi, del greco Socrate e del romano Catone, che le proprie mogli in comune misero con gli amici, le quali avevano essi sposate per mettere al mondo figli anche in casa altrui. 

[13] E forse non contro il volere di queste. Che preoccupazione, infatti, potevano esse avere della loro castità, della quale i mariti avevano così facilmente fatto dono ad altri? O esempio di attica saggezza, di romana gravità! Un filosofo e un censore diventano mezzani. 

[14] Qual meraviglia, pertanto, se un tanto amore col mangiare insieme si esprime? Ché anche i nostri poveri pranzi, oltre che per infami delitti, voi anche per le loro prodigalità condannate. Si capisce: a noi si riferisce il detto di Diogene: “I Megaresi banchettano come se dovessero morir domani, e invece costruiscono, come se non dovessero morire mai “. Sennonché ognuno più facilmente la pagliuzza vede nell’occhio altrui, che la trave nel proprio. 

[15] In seguito ai rutti di tante tribù e curie e decurie l’aria si corrompe; quando i Salii devono un pranzo celebrare, sarà necessario un creditore; le spese per le decime di Ercole e i relativi banchetti calcolarle dovranno dei computisti; per le Apaturie, le feste dionisiache, i misteri attici una leva s’indice di cuochi; al fumo del banchetto in onore di Serapide dovranno essere messi in allarme i pompieri: solo intorno al pasto dei Cristiani si trova a ridire. 

[16] Il nostro pranzo rende ragione di sè dal suo nome: si chiama con un termine, che in greco vale ‘amore’. Per quanto grandi siano le spese che costa, è guadagno fare una spesa in nome della pietà, ché tutti i bisognosi aiutiamo con questo ristoro; non al modo con cui tra voi i parasiti alla gloria aspirano di asservire la loro libertà, a condizione di rimpinzarsi la pancia sotto gl’insulti; ma al modo che davanti a Dio è maggiore il riguardo per gli umili. 

[17] Se onesto è del banchetto il motivo, dal motivo il rimanente ordine apprezzate che lo disciplina. Derivando da un dovere religioso, nessuna bassezza ammette, nessuna intemperanza. Non ci si siede a tavola prima di pregustare una preghiera a Dio; si mangia quanto la fame ne cape; si beve quanto a persona sobria è utile. 

[18] Così ci si sazia, come persone che di dover adorare Dio si ricordano anche durante la notte; così si conversa, come chi sa che il Signore le ascolta. Dopo data l’acqua alle mani e accesi i lumi, secondo che uno si sente di farlo, a cantare qualche cosa in onore di Dio è invitato nel mezzo, attingendola dalla Scrittura santa o dal proprio ingegno: di qui in qual misura ha bevuto si ha la prova. Ugualmente una preghiera i convitati discioglie. 

[19] Di là ci si diparte non per costituire caterve di assassini, né schiere di vagabondi, né per abbandonarci alla sfrenatezza, ma per continuare la stessa cura della modestia e della pudicizia, come quelli che hanno pranzato non tanto un pranzo, quanto un insegnamento. Codesta adunata di Cristiani è certo meritamente illecita, se è pari alle cose illecite; meritamente da condannarsi, se ci si lagna di essa allo stesso titolo che delle conventicole. 

[20] Per la rovina di chi ci aduniamo qualche volta? Adunati quello stesso siamo che separati; tutti insieme quello stesso che singoli, nessuno offendendo, nessuno contristando. Quando persone si adunano oneste, buone, quando persone si riuniscono pie, caste, non è il caso di parlare di fazione, ma di assemblea.

Tertulliano L'apologetico


Post scritto a quattro mani con Tommaso, (Grazie!)



Betel Tedesca link siti ufficiali

Das Zweigbüro in Selters/Taunus

Sito per i madrelingua contenete la gazzetta ufficiale del comitato di filiale tedesco. link


A proposito perchè in Italia non abbiamo un sito ufficiale?

Dicono che hanno accorpato più di 300 congregazioni.

Sito austriaco




A che serve?

Molti tra noi hanno fatto un percorso simile a chi giace in un sonno profondo. Il sonno è diventato un dormiveglia, poi una sveglia traumatica che ha lasciato il posto infine, per molti se non tutti, ad una vigile consapevolezza. Il web e altri luoghi virtuali come questo hanno dato il loro contributo. A molti di noi però sembra che non si riesca ad andare oltre. Rimanendo bloccati in una impasse, girando sugli stessi argomenti quando forse vorremmo concretizzare qualcosa, magari proprio attraverso i forum ed i suoi utenti. 

Ma è questo che possiamo aspettarci qui, e se no, a che serve? 

Porsi questa domanda potrebbe avere qualcosa in comune con un'altra domanda che forse ci siamo fatti quando andavamo a scuola. 

Non ditemi che anche voi immersi in calcoli, formule più o meno complesse o equazioni di ordine superiore ad un certo punto non vi siate chiesti e non abbiate chiesto al vostro docente: “a che mi serve la matematica o la fisica?” 
Sono sicuro che il vostro professore vi avrà fatto qualche esempio pratico di come sia possibile calcolare comodamente quanto tempo impiegherà un treno a percorrere una retta dal punto A al punto B alla velocità di 150 km orari partendo da fermo con un'accelerazione progressiva di 1mt al secondo o, volendo lanciare in orbita un razzo, come sia necessario calcolarne la velocità di fuga. 
E queste risposte, visto che non volevate diventare costruttori di treni o lavorare alla Nasa, vi abbiano confermato una volta di più che stavate solo perdendo il vostro tempo distaccandovi ancora di più dalla matematica e dalla fisica stesse. 
In realtà non è corretto assumere di sapere a priori le situazioni in cui potremmo avere la necessità di usare qualcosa. Perché è chiaro che ciò che non sappiamo, non possiamo saperlo e questo rende molto difficile capire quali conoscenze ci serviranno in futuro e cosa farne. 

Succede invece molto spesso che senza rendercene conto, nella vita di ogni giorno, usiamo elementi che abbiamo acquisito, che ci parevano inutili sul momento, ma ci hanno consentito di affrontare i nostri problemi in modi che non potevamo prevedere. Per capire il punto leggetevi discorso di Steve Jobs alla Stanford University. 

Così è questo posto virtuale. 

Non può svegliarti se non ne senti la necessità, la consapevolezza è personale. Non può rassicurarti sul fatto che sei all'interno dell'organizzazione di Dio (se vuoi rassicuranti bugie questo è il posto sbagliato). Non può e non vuole costringerti a rimanere un TdG se alla luce dei fatti e dopo attenta riflessione senti di vivere in modo incoerente con la tua coscienza. Non può e non vuole spingerti fuori dall'organizzazione perché le realtà che ognuno vive sono diverse, perché alcuni hanno famiglie che non possono permettersi il lusso di distruggere e uscire dalla WTS non è come cancellare l'iscrizione ad un club, ti fanno pagare un prezzo altissimo. Non vuole creare una religione o un gruppo religioso, ce ne sono troppe e hanno fatto danni. Non ti dice dove andare per trovare la verità perché a Chi andare già ci è stato detto 

Allora a che mi serve? 

Dare una risposta a questa domanda è come rispondere alla domanda: “a che mi serve la matematica?” la risposta è:.... non lo so! Nessuno lo sa. Vale comunque la pena imparare anche se non vediamo ora la possibilità di trovare subito un’applicazione pratica. 

Informarsi, ascoltare ed imparare il più possibile di tutto e dagli altri paga sempre. Più lo faremo e più potremo essere buoni giudici nel decidere che cosa fare del nostro futuro. Quando e come usare quello che abbiamo appreso nel frattempo lo capiremo al momento giusto. Sicuramente possiamo riassumere uno dei pregi fondamentali di posti come questo con le parole di Don Milani rivolte ai giovani ma che, mi si perdonerà, vorrei estendere a tutti i consapevoli: 

“Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto.”

Gamma

sabato 29 settembre 2018

Sotto il vestito

Cari Fratelli 

Risultati immagini per apparenzaApprofittiamo per fare alcune considerazioni sulla Torre di Guardia in studio che faremo nella giornata di domani. "Apparteniamo a Geova" è il titolo di questo nuovo articolo ed è uno studio che la fratellanza è invitata a considerare per trattare alcuni aspetti pratici. Appartenere a Dio è una cosa che è insita nel concetto di proposito. 

Ogni cosa appartiene a Geova! A lui “appartengono i cieli, i cieli dei cieli, e la terra con tutto quello che contiene” (Deut. 10:14; Riv. 4:11). 

Nel salmo 135:4 identifica un popolo come speciale possesso. Chi si dedica a Geova battezzandosi diventa parte del popolo e quindi proprietà di Geova. Nella parte centrale dell'articolo si raggiunge un po' a fatica l'applicazione chiave che l'organizzazione vuole trattare. Chi appartiene a Geova rende evidente la sua appartenenza (1 Tim. 4:15; Matt. 5:16) 

riporto la citazione completa della applicazione che mi ha dato spunto per l'articolo. 

"Ad esempio, nonostante tutti i consigli che sono stati dati sull’argomento, alcuni scelgono di avere un look che non è per niente modesto. Indossano vestiti attillati, succinti e trasparenti, perfino alle riunioni cristiane. Oppure hanno pettinature o tagli di capelli eccentrici" 

Ora vedete questa ammissione sullo stato spirituale dei componenti della congregazione è piuttosto emblematica e porta a sentimenti contrastanti. Possiamo fare un onesto esame di coscienza e chiederci: Questo problema è davvero serio? Le congregazioni sono davvero aggredite da fratelli con comportamenti discutibili? 

Ancora una volta lo spirito della torre di Guardia traballa nelle posizioni bigottiste anni 80 cone le feroci battaglie degli anziani esperti che muniti di metro sartoriale misuravano la distanza fra la base del ginocchio e l'orlo della gonna di tutte le sorelle in particolare quelle più piacenti perche era invalsa l'idea che la nottola del ginocchio femminile avesse effetti erogeni devastanti nei maschietti verginelli che frequentavano la stessa congregazione. 

L'ottusità di queste posizioni che continuano a permanere anche in questo articolo è l'ennesima prova del poca lucidità che hanno nella redazione. Il degrado dei costumi è la dimostrazione del degrado mentale e questo è sicurmente vero. Secondo questo articolo invece si continua a ribadire di seguire la direttiva senza porsi minimente il problema. Si continua con lo spirito fallimentare degli anni passati che ha creato quello spirito ipocrita che teneva conto della forma ma non della sostanza. 

La scrittura chiave dell'articolo però c'è ed è quella di Romani 12:9 
"Il vostro amore sia senza ipocrisia. Detestate ciò che è malvagio, attenetevi a ciò che è buono." 


Risultati immagini per apparenzaCorreggetemi se sbaglio. Ma se nelle nostre congregazioni ci sono giovani che vestono in modo disordinato il problema è quello che non seguono la direttiva oppure il problema è che sono poveri spiritualmente? Ma un povero spirituale seguisse la direttiva non ricadrebbe inevitabilmente nel peccato di Romani 12:9? Questo articolo non continua a soffiare sui carboni dell'ipocrisia? Ma se un giovane si veste in modo idiota e gli cambio di vestito che cosa ottengo?

Non sarebbe meglio che invece i giovani vengano impegnati nello studio dell'opera di Dio nelle scienze e nelle arti?  In modo che loro energie intellettive possano dare davvero un contributo positivo a tutta la congregazione? Per me questo articolo è un po' la pantomima dell'organizzazione millenial che stiamo vivendo adesso ed è quella che a ben vedere lei ha cambiato vestito ma sotto non è cambiato nulla.

Buona serata e buon studio.

venerdì 28 settembre 2018

Una montagna di gelato.......

http://www.foxnews.com/us/2018/09/27/jury-jehovahs-witnesses-must-pay-34m-to-abuse-survivor.html


Vediamo un po'..... 34.000.000 US$, fratto un gelato da 3 US$ al giorno: fanno 31.050 anni di gelato per questa sola sentenza. Ce la farà la povera Sofia?

La purezza spirituale del Cristo, parte 2


Marco 7: 14 - 23

Poi chiamata di nuovo a sé la folla, diceva: Ascoltatemi tutti e intendete: *Non c’è nulla fuori dall’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma ciò che esce dall’uomo, questo contamina l’uomo. *Se qualcuno ha orecchi per intendere intenda. *E quando lontano dalla folla entrò in casa, i suoi discepoli lo interrogarono sul significato di quella parola enigmatica. *Egli rispose loro: Siete anche voi senza intelletto? Non capite che quanto dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, *perché non gli entra nel cuore, ma nello stomaco e va a finire nella fogna? Dichiarava così puri tutti gli alimenti. *E diceva loro: Ciò che esce dall’uomo, questo contamina l’uomo, *perché dal di dentro, dal cuore degli uomini, escono propositi malvagi: fornicazioni, furti, omicidi, *adulteri, cupidigie, malvagità, frodi, incontinenza, invidia, diffamazione, superbia, stoltezza. *Tutte queste cose malvagie escono dal di dentro e contaminano 

Sappiamo che per un ebreo mantenere la purezza cerimoniale era importantissimo. In particolare i farisei avevano questa priorità come stile di vita religioso. Oltre ad allontanarsi, separarsi da lebbrosi, peccatori e gentili essi disprezzavano anche i loro stessi fratelli poveri e "ignoranti" che non riuscivano a star dietro alla puntigliosa miriade di regole atte a risaltare la legge, ma che in realtà la rendevano asfissiante, soffocandone il vero significato.
Gesù rovescia le cose, spiega che ciò che è impuro non viene da fuori a dentro, bensì da dentro a fuori. Ciò che è puro o impuro va messo su un livello superiore a quello semplicemente comportamentale.
Sarebbe inutile darsi da fare per restare separati e puri cerimonialmente quando dal cuore sgorgano pensieri e sentimenti impuri. Alla richiesta degli apostoli Egli elenca ciò che veramente rende sporca una persona: propositi malvagi. Da li poi nascono omicidi, adulteri, furti e ogni sorta di cattivo frutto prodotto da una radice di malvagità,  invidia e malizia.
Anche per i discepoli è difficile resettare questa enorme differenza tra fuori e dentro. Sono abituati dal sistema farisaico a giudicare il prossimo e se stessi con una scala di valori basata sulle opere più che sui motivi. 

Questa distanza della vera purezza rispetto a quella formalizzata dilagante in Israele viene ribadita con forza nei confronti dei farisei:
Luca11:37

Dopo che Gesù ebbe detto queste cose, un fariseo lo invitò a pranzare con lui. Così Gesù andò a casa sua e si mise a tavola.* 38 Il fariseo, comunque, si sorprese vedendo che Gesù non si era lavato*prima del pranzo.+ 39 Ma il Signore gli disse: “Ora, voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma dentro siete pieni di avidità e di malvagità.+ 40 Stolti! Chi ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? 41 Piuttosto, date come doni di misericordia* ciò che viene da dentro, ed ecco che sarete puri in ogni cosa. 42 Guai a voi, farisei, perché date la decima della menta, della ruta e di tutte le altre erbe,*+ma ignorate la giustizia e l’amore di Dio! È vero che dovevate fare quelle cose, ma senza trascurare queste altre.+ 43 Guai a voi, farisei, perché amate sedervi nei primi posti* nelle sinagoghe ed essere salutati nelle piazze!+ 44 Guai a voi, perché siete come quelle tombe*che non si vedono,*+ su cui la gente passa senza rendersene conto!”

Questo creava un clima di sfiducia e paura,  come descrive bene questo brano preso da Qumran.net :

"Al tempo di Gesù, toccare un lebbroso, mangiare con un pubblicano, mangiare senza lavarsi le mani, e tante altre attività, ecc. tutto questo rendeva impura la persona, e qualsiasi contatto con questa persona contaminava gli altri. Per questo, bisognava evitare le persone "impure". La gente viveva intimorita, sempre minacciata da tante cose impure che minacciavano la vita. Si vedeva obbligata a vivere sfiduciata di tutto e di tutti. Ora, improvvisamente, tutto cambia! Mediante la fede in Gesù, era possibile avere la purezza e sentirsi bene dinanzi a Dio senza che fosse necessario osservare tutte quelle leggi e quelle norme della "Tradizione degli Antichi". Fu una liberazione! La Buona Novella annunciata da Gesù libera la gente dalla paura, dallo stare sempre sulla difensiva, e gli restituisce la voglia di vivere, la gioia e la felicità di essere figlio e figlia di Dio!"
Non è forse la stessa cosa che accade quando consideriamo la spiritualità di una persona dal rapporto di servizio e dalle medaglie/privilegi che ottiene, dividendo così i fratelli in spirituali o poco spirituali?
Invece Gesù ci esorta a portare frutti, a far sgorgare dal nostro cuore opere buone verso il prossimo, non con un servizio per l'occhio ma qualcosa che nasce spontaneamente, da dentro. Non serve che qualcuno ci dica cosa fare e cosa non fare se i sentimenti nascono dal nostro cuore. L'amore dovrebbe essere il motore, incurante del giudizio altrui sa cosa fare e si sente spinto a farlo da forza interiore. Mi piace ricordare le parole di 1 Giovanni 4:18 "Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo (ma si parla anche di giudizio) e chi teme non è perfetto nell'amore"
Al contrario, la cattiveria nel parlare e nel rapportarci con gli altri, evidenziano un cuore inaridito che sceglie di non lasciare spazio all'amore, forse perché ferito o deluso, ma sempre contaminato da negatività che porta l'essere umano lontano da Dio,  impuro.
Tuttavia c'è sempre speranza e una mano tesa da parte di Cristo che ci considerò tanto preziosi da donare se stesso per redimerci. Non venne tra esseri umani perfetti, non scelse i suoi discepoli perché puri, Egli, come il Padre, ci amò per primo lasciandoci un modello. (Rom.5:6-11, Giovanni. 13:15)

Gesù cerca la fonte delle opere, se giudichiamo noi stessi e gli altri severamente, difficilmente comprenderemo l'amore e la purezza spirituale del Cristo.
Pensiamo all'impetuosità di Pietro, più volte fu spinto a fare o dire cose di cui si pentì,  poteva essere biasimato da chi giudicava esternamente, eppure Gesù gli affidò incarichi maggiori, certo che il suo cuore era profondamente sincero. Giovanni.  21:15-19
Non rammarichiamoci degli errori, piuttosto esaminiamo il motore che ci muove, purifichiamo la fonte, tutti necessitiamo di farlo alla luce delle scritture, il resto verrà da sé. (Sal.50:12)

martedì 25 settembre 2018

Risposte dai lettori alle Domande sul diluvio - parte 1

A grande richiesta pubblichiamo le risposte ricevute alle prime tre domande sul diluvio. Poi farammo seguito altri post a completamento.


Domanda 1 - Il diluvio nella cronologia biblica è molto antico ma non così tanto. Esso è avvenuto ufficialmente nel 2370 a.E.V. Abbiamo testimonianze evidenti di civiltà strutturate e complesse come quella Egiziana (il periodo predinastico è intorno al 4000 a.E.V) che evitentemente sono coesistite al tempo del diluvio. Se il diluvio avesse avuto le dimensioni universali vi sarebbero evidenze di civiltà che smettono di esistere istantaneamente e al loro posto ne subetrino di nuove. Avete evidenze storiche che dimostrino questo in particolare nel periodo cronologico indicato?

  • La domanda parte da un presupposto errato, la cronologia bibblica non corrisponde a quella reale, quindi si cerca nel periodo sbagliato.
  • Ovviamente no. Ma la storia è attendibile solo se conferma i racconti biblici quando non lo fa si trasforma in menzogna satanica
  • Il calcolo che fa la WTS della cronologia biblica parte dal presupposto che certe indicazioni temporali siano state messe all’interno delle Scritture per permetterci di ricostruire esattamente l’intera cronologia biblica e questo è servito a determinare date come quella del 1975 che ben sappiamo quanto accurata si sia dimostrata. Si parte anche dal presupposto che la Bibbia, per essere di origine divina, debba essere perfetta (anche in senso cronologico). Il concetto di perfezione però non è un concetto assoluto ma relativo, perché dipende dal proposito o dallo scopo che si vuole raggiungere: un attrezzo che potrebbe essere perfetto per un certo tipo di lavoro, potrebbe risultare perfettamente inutile per un altro. Solo comprendendo pienamente il proposito delle Scritture saremo quindi in grado di valutarne il grado di perfezione.
  • Non ve ne sono, come non vi sono evidenze di magalluvioni globali nella storia geologica. Un evento simile avrebbe generato conoidi di deiezione in ogni vallata/fiume/stretto marittimo di cui non vi è traccia. Ci si aspetterebbe inoltre di trovare uno strato di sedimenti alluvionali perlopiù alloctoni (sedimenti provenienti da località geologicamente distanti rispetto alla posizione in cui si trovano) piuttosto robusto su ogni fondale oceanico e su tantissime delle terre emerse. Il ritiro delle acque dai cratoni continentali elevati (Africa, Siberia ad esempio) non mostrano segni di diffusa presenza di torrenti e/o ouadi fossili disseminati pressochè ovunque nel territorio. Ci si aspetterebbe di trovare strutture simili se si fosse dovuta drenare tutta quell'acqua verso zone orograficamente più basse. Si può andare avanti per mesi. Inoltre tornando sul discorso delle civiltà scomparse nel diluvio, ci si aspetterebbe di vedere fiorire nuove civiltà partendo dalla zona di "atterraggio" dell'arca, ovvero dalla Turchia. Tuttavia troviamo le civilizzazioni più importanti fiorire di li a poco a migliaia di chilometri in Egitto e in Cina

Domanda 2 - Pur avendo dimensioni considerevoli l'arca non poteva sicuramente contenere tutte le specie aniamali viventi. Rendiamo plausibile che siano entrati i rappresentanti delle razze principali. Fra l'orso bruno e l'orso bianco ci sono differenze biologiche piuttosto importanti che rendono impossibili per entrambi poter condividere ambienti climatici comuni. Gli evoluzionisti rendono possibile questa divisione da un antenato comune ma per far questo sono necessari centinaia di migliaia di anni. Come è stato possibile che nascessero varietà di specie così evidenti e incompatibili fra di loro in così poco tempo?

  • Anche qui il presupposto non è corretto, bisognerebbe spiegare il concetto relativo di universale.
  • Miracolo!
  • Come già alcuni hanno commentato, il testo di Genesi e l’uso della parola “terra” non si possono usare per dire che si trattò di un Dilivio universale: questo risolverebbe buona parte delle obiezioni, compresa quella sopra riportata. Anche la cronologia biblica si rifà a tempi troppo lontani dai nostri per poter determinare un criterio omogeneo dI calcolo di anni, mesi, ecc. e stabilire se vi siano o meno dei “buchi” significativi nella cronogia stessa. Mi pare evidente che se partiamo del presupposto che la Bibbia sia ispirata da Dio e che fosse sua intenzione lasciare all’uomo moderno una cronologia completa attraverso le Scritture, avrebbe potuto/dovuto lasciarci un calendario un po’ più leggibile ed accurato. Esiste però anche la possibilità che non fosse quella la sua intenzione.
  • Inserire tutte le specie animali dentro quello spazio avrebbe prodotto un arca della densità di una nana bianca. lo spazio sarebbe sufficiente appena per poche centinaia di specie. La biodiversità che risulta immediatamente dopo il diluvio dalle scritture stesse o la spieghiamo con una evoluzione marciante alla velocità della luce o con una nuova creazione da parte di Geova, ma se escludiamo per dogma il primo caso, il secondo automaticamente avrebbe reso vano tutto il lavoro di Noè. Che senso avrebbe avuto spaccarsi a mezzo per costruire un container di dimensioni epiche se poi c'era comunque da rifare tutto daccapo?

Domanda 3 - I marsupiali del continente australiano sono unici al mondo e hanno particolarità che rendono particolarmente difficili da gestire e nutrire in cattività. Tralasciamo la difficoltà di spostare o far migrare animali da un habitat all'altro. L'alimentazione del Koala è composta sostanzialmente di foglie d'eucalipto tutte originiarie del posto dove provengono. Come è stato possibile garantire il cibo necessario all'animale in particolare dopo il diluvio a migliaia di km di distanza?

  • Vedi risposta 2
  • Miracolo!
  • Vedi risposta alla domanda 2.
  • Vogliamo parlare dei quintali di germogli di bambù che si divora un Panda gigante? Fanno tipo 40 kg al giorno per panda che per due panda fanno 30 tonnellate in un anno. Soprattuto come li conserviamo germogli di bambù per un anno a bordo? cella frigorifera?. Che si possa risalire a tale circostanza l'invenzione dell'impianto a metano al panda e alla panda? Notiziona: anche l'elefante avrebbe le sue legittime esigenze (e pure peggiori) in termini alimentari. Poi c'è tutto il capitolo insetti con ciclo di vita stagionale, gli impollinatori ad esempio

domenica 23 settembre 2018

10 domande ai Lettori - "Abuso sui minori" problema o pretesto?

Visto l'interesse suscitato dalle domande sul diluvio innauguriamo questa rubrica che rievoca una famosa sezione delle pubblicazioni teocratica intitolata "Domande dai lettori". Noi di OT utiliziamo il web nella sua potenzialità e così ci permettiamo di rovesciare l'approccio di cominicazione con il popolo del web. Coinvolgeremo tutti voi nelle questioni più controverse e difficili. Così vi proponiamo questa nuova sezione "10 domande ai lettori" dove ognuno si potrà mettere alla prova e dare anche il contributo. Le domande saranno nel nostro stile e quindi potranno essere polemiche e anche tendenziose.

Le domande sulla questione abuso sui minori sono davvero tante e ve lo dicamo subito, quelle che abbiamo scelto non sono le più esaustive. Ma visto che  da qualche parte dovevamo iniziare, abbiamo deciso di prendere spunto da un post apologetico che un fratello ha scritto sull'argomento in uno dei tanti siti web. Quasi tutte le domande contengono stralci del testo per questo risultano un po' lunghe ma l'argomento è piuttosto delicato e merita un po' di attenzione da parte nostra.

La procedura la conoscete nella sezione sottostante alla domanda potete rispondere e dare il vostro contributo. 
Ricordatevi 2 cose:
  • Mettete il vostro nick alla fine di ogni risposta o almeno alla prima risposta che date.
  • Una volta completato il questionario dovete premere il pulsante invia che compare in fondo alla pagina se non lo fate perderete tutte le risposte.

Le risposte migliori verranno pubblicate e saranno oggetto di conversazione in futuro.