venerdì 7 settembre 2018

Il caso Wheeler e i leoni da tastiera

Cari fratelli,

Come recita il proverbio biblico, nella moltitudine delle parole, non manca la colpa. (Prov 10:19) 
Il web ci ha dato la possibilità di esprimerci liberamente, più libertà comporta maggiore responsabilità e maggior rischio di parlare in modo sconsiderato. Dobbiamo ricordare che dietro ad ogni nik ci sono delle persone, con dei sentimenti e un'esperienza di vita unica.
Ecco perché è importante cercare di non attaccare la dignità altrui con giudizi inappropriati. Impariamo a discutere sulle idee, non sulle persone. Cerchiamo di usare questo strumento potente in modo costruttivo. Perché ogni volta che spariamo commenti sarcastici,  distruttivi e facili giudizi non tanto sui fatti, ma sulle intenzioni, sulle scelte o sull'intelligenza altrui, alla fine non offendiamo la persona che abbiamo davanti, bensì dimostriamo la nostra pochezza in realtà.

Lo stesso vale quando scriviamo di organizzazioni o gruppi di persone. Siamo costretti a non pubblicare commenti che sparano a zero in modo offensivo nei confronti dell'organizzazione tdG, del CD come anche di altri blog o persone.
Una cosa è argomentare sui fatti, altra giudicare e offendere. 
Il rispetto non significa condividere gli stessi pensieri, si può non essere d'accordo eppure mantenere toni educati.

Riflettiamo su principi biblici come: 
Ef 4:31 "Abbandonate ogni amaro rancore,+ collera e ira, le urla e il linguaggio offensivo,+ così come ogni cattiveria.+"
Prov 15:1 " La risposta mite* allontana il furore,+ ma le parole aspre* suscitano ira.+
Prov 16: 32 " Chi è paziente*+ è migliore di un uomo potente, e chi controlla il proprio temperamento* di chi cattura una città"

Diremmo le stesse cose avendo la persona di fronte a noi? Pensiamo che dietro a un monitor possiamo permetterci di essere maleducati perché invisibili?  

Un po' come Wheeler, che pensava di essere invisibile con un po di succo di limone e quindi di poter agire senza censure... comunque sia, non saremo mai invisibili a noi stessi, né a Dio. Di seguito la sua incredibile storia e un'interessante articolo per riflettere.

Buona lettura:

Nel 1995, a Pittsburgh, McArthur Wheeler decise di rapinare due banche nel medesimo giorno. Nessuna maschera e nessun camuffamento apparente. Quello che vedete nella foto è un frame di una delle telecamere di sicurezza di uno dei due istituti. Quando, nel giro di poche ore, la polizia lo mise in stato di arresto, Wheeler rimase assolutamente sorpreso di essere stato riconosciuto e individuato attraverso le immagini delle telecamere. La spiegazione che fornì lasciò tutti senza parole. Wheeler infatti sosteneva che prima di uscire di casa, armato e pronto per rapinare le due banche, si era coperto il viso di succo di limone. Secondo le sue parole, un amico gli aveva fatto vedere che scrivendo su un foglio alcune parole utilizzando succo di limone, la scritta rimaneva invisibile fino a quando non la si metteva vicino a una fonte di calore. Si tratta di un esperimento elementare che si può fare anche a casa. L'uomo era quindi convinto che cospargersi il viso di limone e stare lontano da fonti di calore sarebbe stato sufficiente per diventare invisibile. Prima di recarsi in banca si era anche scattato una polaroid ma, forse per la foga, aveva sbagliato mira e aveva inquadrato il soffitto. Questa fotografia gli aveva però confermato ciò che voleva: era diventato invisibile. Wheeler non era sotto l'effetto di stupefacenti o alcool ma era, al contrario, molto stupito di essere stato smascherato." 

La storia paradossale non è stata sottovalutata. Ed è stata invece utilizzata per una indagine su come percepiamo noi stessi e la realtà che ci circonda. Il brano continua.

"Questa vicenda solleticò la curiosità di due ricercatori della Cornell University: David Dunning e Justin Kruger. Secondo Dunning, Wheeler era troppo stupido per comprendere di essere stupido. Quindi riunirono un gruppo di volontari per compiere un esperimento. Ad ogni partecipante fu chiesto quanto si considerasse competente in tre differenti aree: grammatica, ragionamento logico e umorismo. Successivamente fu loro chiesto di compilare un test per verificare quanto realmente fossero preparati su questi tre argomenti.



I risultati dell’esperimento confermarono quanto già sospettato. I soggetti che si erano autodefiniti “molto competenti” nelle tre aree, nelle prove avevano poi ottenuto le valutazioni peggiori. Al contrario, coloro che inizialmente si erano sottovalutati erano risultati tra migliori. " Nel corso di quattro studi, gli autori hanno trovato che i partecipanti appartenenti all'ultimo quartile della classifica per quanto riguarda i risultati dei test su umorismo grammatica e logica, sovrastimavano di molto il proprio livello di performance e di abilità. Sebbene i punteggi li accreditassero nel 12° percentile, essi reputavano di essere nel 62°. »



Come sosteneva infatti anche Darwin, "L'ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza".



Anche Bertrand Russell aveva scritto che "Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni"



Il dottor Geraint Fuller, neurologo, commentò l'articolo dei due ricercatori facendo notare che anche Shakespeare si espresse in modo analogo in Come vi piace: "Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio"

Vi sembrano considerazioni che non hanno a che fare con la realtà odierna?. Continua il brano

"A volte, oggi, si legge la divertente battuta: "Quando sei morto non sei tu a soffrire perchè non sai di essere morto. Soffrono gli altri. Succede lo stesso quando sei stupido".

L'esempio lampante e più immediato dei nostri giorni sono le trasmissioni televisive come i Talent Show, nei quali a volte si presentano personaggi che di talentuoso non hanno nulla. Cantanti incredibilmente stonati, ballerini completamente scoordinati o comici con repertori a dir poco banali che, non appena eliminati, rimangono nel più completo stupore. Gli spettatori da casa e in studio ridono per queste reazioni, ma i diretti interessati rimangono seriamente feriti e non riescono a comprendere perchè i giudici non siano in piedi ad applaudire le loro performance.

Anche in molti quiz vediamo partecipare persone con culture incredibilmente sotto la media ma che hanno inviato la domanda di ammissione convinti di poter vincere dei soldi e che rimangono interdetti quando il conduttore dice loro che la Rivoluzione Francese non è avvenuta nel 1970 o che Hitler non è morto nel 1991.

Nella vita quotidiana è molto comune vedere persone che parlano con apparente competenza di argomenti che conoscono superficialmente e che pretendono di avere ragione su persone che sugli stessi temi hanno studiato e lavorato una vita. Allo stesso tempo è frequente che un esperto si esprima con cautela perchè sa bene che le teorie e le competenze sono in continuo mutamento e che le apparenti certezze franano con molta facilità.


Un tempo le persone come Wheeler erano relegate a "macchiette" della società e venivano sbeffeggiate dai vicini di casa che, una volta girato l'angolo, si dimenticavano di loro. Oggi invece i social network hanno completamente trasformato il tessuto sociale, permettendo a ognuno di avere l'illusione di essere in grado di rapportarsi alla pari con gli esperti, dando magari loro dei bugiardi su argomenti dei quali non si ha alcuna conoscenza se non brevi letture di frasi scritte da altre persone altrettanto incompetenti. Nessuno infatti parla quasi mai per esperienza diretta ma sulla base di qualcosa detta dal "cugino dell'amico" e su queste basi si ritengono esperti di qualsiasi argomento. Politica in tempo di elezioni, calcio ogni lunedì, economia quando arriva una multa a casa. In questo ambiente proliferano come funghi le fake news, sulle quali la gente basa giudizi ed emette sentenze, a volte anche di morte. 

Guai poi a chi si permette di far notare loro che si tratta di una bufala. Nella migliore delle ipotesi il malcapitato viene ignorato e si continua ad inveire verso un immaginario imputato, nel caso peggiore invece si scatena una reazione violenta, molto simile alla frenesia alimentare dei piranha. Da questo punto di vista, Internet, seppure sia uno strumento meraviglioso, ha il demerito di aver aumentato a dismisura questa convinzione. Infatti, se un tempo si era quasi costretti a frequentare persone dello stesso ceto culturale e sociale e le massime autorità che si incontravano erano il sindaco del paese, il medico e l'allenatore della squadra della parrocchia, oggi non è più così. Ora, se lo si desidera, si può entrare nella pagina di un immunologo di fama mondiale credendo di poter discutere con lui alla pari di vaccini e prevenzione, sul profilo di un leader politico per spiegargli come far uscire l'Italia dalla crisi e sul social di un commissario tecnico per dargli imperdibili suggerimenti su come schierare la nazionale. Il tutto in 5 minuti.



Un altro brutale esempio sono le recensioni sulle strutture ristoratrici e alberghiere. Oggi la gente è convinta che sia sufficiente assistere a qualche colorita esclamazione di alcuni celebrity chef in tv per potersi eleggere a recensori sopraffini, sufficientemente preparati per poter giudicare, spesso negativamente, i lavori di ristoranti stellati. Spesso si leggono stroncature che abbassano la media di ristoranti, portati avanti magari con sacrifici e fatica, scritte da persone che sanno a malapena aprire una scatoletta di tonno. Le stesse recenti campagne elettorali si sono svolte in una realtà simile, dove persone completamente estraneee alla politica si insultavano tra di loro, credendosi più preparate del loro interlocutore. 



Io lo vedo nel mio campo, le moto. Spesso devo confrontarmi con persone a malapena informate sul funzionamento del freno anteriore e che sono convinte non solo di insegnarmi il mestiere, ma anche di poterlo fare con sufficienza e superbia.



Chiudo con una riflessione. Nessuno dei "Wheeler" che leggerà questo post capirà di essere anch'egli un "Wheeler" e al contrario, si sentirà in dovere di darmi ragione sul fatto che il mondo è pieno di stupidi.



Perché, come un morto non sa di essere morto, uno stupido non sa di essere stupido."


Estratto e adattato dal capitolo 10 di  – Il paradosso dell’ignoranza da Socrate a Google, il nuovo libro di Antonio Sgobba edito da Il Saggiatore.

mercoledì 5 settembre 2018

Enigma 4026

Enigma è un sistema di crittografia per cifrare o decifrare messaggi, durante la seconda guerra mondiale fornì importantissime informazioni alle forze alleate, che infine vinsero la guerra.
La parola enigma ricorre nella Bibbia in Giudici 14:12, Salmo 49:4, Salmo 78:2, Proverbi 1:6, Ezechiele 17:2, Daniele 5:12, e in una importante citazione in Matteo 13:34,35 e Marco 4:33, 34 del Salmo 78:2, è proprio il vangelo di Marco a spigare il motivo della citazione del Salmo in riferimento a Gesù, “Usando parabole di questo tipo annunciava loro la parola, in base a quello che erano in grado di capire. In effetti, senza parabole non parlava loro, ma ai suoi discepoli spiegava ogni cosa in privato”.
Ho fatto qualche ricerca qua e là e guardate cose ne è venuto fuori, sono andato all’interlineare e ho cercato il testo di Salmo 78:2


Ecco le ricorrenze del termine enigma (sotto troverete la traduzione in italiano):

chidah: a riddle, an enigmatic, perplexing saying or question
Original Word: חִידָה
Part of Speech: Noun Feminine
Transliteration: chidah
Phonetic Spelling: (khee-daw')
Short Definition: riddle
NAS Exhaustive Concordance
Word Origin
from an unused word
Definition
a riddle, an enigmatic, perplexing saying or question
NASB Translation
dark sayings (2), difficult questions (2), insinuations (1), intrigue (1), riddle (10), riddles (1).


Traduzione in italiano
dark sayings (2) = detti oscuri
difficult questions (2) = domande difficili
insinuations (1) = insinuazioni
intrigue (1) = intrigo
riddle (10)  = enigma
riddles (1) = enigmi

Ecco le ricorrenze del termine parabola (sotto troverete la traduzione in italiano):

Strong's Concordance
mashal: a proverb, parable
Original Word: מָשָׁל
Part of Speech: Noun Masculine
Transliteration: mashal
Phonetic Spelling: (maw-shawl')
Short Definition: proverb
NAS Exhaustive Concordance
Word Origin
from 
mashal
Definition
a proverb, parable
NASB Translation
byword (3), discourse (9), parable (3), parables (1), proverb (15), proverbs (6), taunt (2), taunt-song (1).

Traduzione in italiano
byword (3) = la favola, lo zimbello, il proverbio, il detto, il detto comune
discourse (9) =  il discorso, discorrere
parable (3) = parabola
parables (1), = parabole
proverb (15) = proverbio
proverbs (6) = proverbi
taunt (2) = lo insulto, lo scherno, il rimprovero
taunt-song (1) = canzonare

Ho confrontato alcune traduzioni del Salmo 78:2 tra quelle letterali e per significato.
Martini:
Aprirò in parabole la mia bocca, dirò cose recondite dei primi tempi.
Diodati:
Io aprirò la mia bocca in sentenza, io sgorgherò detti notevoli di cose antiche
Luzzi:
Io aprirò la mia bocca per proferir parabole, esporrò i misteri de’ tempi antichi.
Gerusalemme:
Aprirò la mia bocca con una parabola, rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. (è interessante la nota in calce che trascrivo: 78,2 parabola (mashal) è una sentenza ritmica, in versi paralleli; il libro di Proverbi ne fornisce numerosi esempi)
Traduzione del Nuovo Mondo (1987):
In un’espressione proverbiale certamente aprirò la mia bocca; Di sicuro farò sgorgare enigmi di molto tempo fa,
Traduzione del Nuovo Mondo (2017):
Aprirò la bocca per pronunciare un proverbio; esporrò enigmi dei tempi antichi.
Testo CEI 1974:
Aprirò la mia bocca in parabole, rievocherò gli arcani dei tempi antichi.
Testo CEI 2008:
Aprirò la mia bocca con una parabola, rievocherò gli enigmi dei tempi antichi.
Testo TILC (Traduzione interconfessionale):
Voglio esprimermi con un racconto meditare le lezioni del passato.

Ho fatto anche qualche ricerca su Watchtower Library e ho trovato questi riferimenti molto interessanti:
*** w52 1/10 p. 294 par. 15 Il campo della profezia biblica ***
15 La seconda interessante maniera d’ispirazione era quella che accompagnava il suono della musica. Qualcuno potrebbe pensare che il suono dell’arpa o di strumento musicale serviva per calmare e atteggiare la mente del profeta onde ricevesse meglio le impressioni dello spirito di Dio. Ma evidentemente esso serviva di illustrazione profetica, perché l’arpa è usata in simbolo per rappresentare il mezzo per far risuonare con armonia, efficacia e maggior potenza il messaggio di Dio. Questo accompagnamento dell’arpa per la profezia mediante ispirazione è menzionato in Salmo 49:3, 4 (Co), che legge: “La mia bocca pronunzierà cose savie, e la meditazione del cuor mio è piena di senno. Inchinerò l’orecchio mio ad una parabola, al suono dell’arpa aprirò il mio enigma”. Un’altra profezia accompagnata da musica fu Salmo 78:2, che dice: “Io aprirò la mia bocca per proferir parabole, esporrò i misteri de’ tempi antichi”. Gesù, un oratore di parabole, è colui che adempie la suddetta profezia. — Si veda Matteo 13:34, 35,

*** cf cap. 12 p. 119 parr. 4-5 “Senza illustrazioni non parlava loro” ***
Il profeta citato da Matteo era lo scrittore di Salmo 78:2 che, ispirato dallo spirito di Dio, scrisse secoli prima della nascita di Gesù. Pensate a cosa significa questo. Con centinaia di anni di anticipo Geova aveva stabilito che il Messia avrebbe insegnato mediante illustrazioni. Sicuramente dunque Geova deve apprezzare questo metodo di insegnamento.
5 Secondo: Gesù spiegò che si serviva di illustrazioni per individuare quelli il cui cuore era “divenuto ottuso”. (Matteo 13:10-15; Isaia 6:9, 10) Cosa c’era nelle sue illustrazioni che metteva a nudo i loro motivi? In alcuni casi Gesù voleva che gli ascoltatori chiedessero una spiegazione per afferrare il pieno significato delle sue parole. Gli umili erano disposti a chiedere, mentre gli orgogliosi e gli indifferenti no. (Matteo 13:36; Marco 4:34) Le illustrazioni di Gesù rivelavano quindi la verità a quelli che desideravano ardentemente conoscerla; al tempo stesso occultavano la verità alle persone orgogliose.

Mi sono chiesto quanto fosse comune per la cultura orientale l’uso delle parabole ed ho trovato questo articolo su Biblistica molto interessante: La vita quotidiana in Israele attraverso le parabole e i miracoli di Yeshùa (sottotitolo: Le parabole nelle Scritture Ebraiche).

A quale conclusione sono giunto dopo tutto questo ricercare? Noi TdG usiamo sempre le citazioni di Gesù del racconto di Adamo ed Eva e di Noè e del diluvio per dimostrare che se Gesù lo disse, allora dobbiamo prendere questi racconti alla lettera! Ma se Gesù avesse citato un  mashal se non addirittura un chidah,  per poi trarne un insegnamento? Questo demolirebbe la nostra fede? Oppure avremmo la soluzione di un enigma? Se in questo modo avessimo la chiave di lettura di tutti quei racconti che ci lasciano perplessi? Inoltre un mashal, e anche un chidah, contiene riferimenti a persone e luoghi reali, e come dice Marco 4:33, 34 “Usando parabole di questo tipo annunciava loro la parola, in base a quello che erano in grado di capire. In effetti, senza parabole non parlava loro, ma ai suoi discepoli spiegava ogni cosa in privato”.

Permettetemi di farvi un esempio preso a prestito da un’opera teatrale di di Alessandro Baricco, sulla “Mappa della metropolitana di Londra” essa è un diagramma schematico che rappresenta le linee e le stazioni della metropolitana di Londra.
Essendo schematica la cartina non è geograficamente corretta ma dimostra piuttosto l'esatta posizione delle stazioni sulle linee, gli interscambi fra di esse e le zone tariffarie della Travelcard. La mappa, inoltre, utilizza degli specifici simboli per differenziare le fermate.
Alla luce di quanto detto, provate a considerare la Bibbia come una lente di ingrandimento sugli ebrei e successivamente dei cristiani, una mappa semplificata di una realtà molto più complessa, non storicamente o scientificamente accurata in tutte le sue parti, ma esprime fatti e personaggi reali. Cambierebbe questa visione in qualche modo la nostra fede? Assolutamente no! Anzi esattamente il contrario oggi abbiamo tutti i mezzi per avere “l’evidente dimostrazione” (Er. 11:1) di fatti e personaggi realmente accaduti. Detto questo, non credo che sia poi così importante una revisione teologica del tutto, ognuno di noi è uno specchio della realtà (1 Cor. 13:12,13), sono dell’opinione che se cambiamo noi cambia anche il resto del mondo.
Naturalmente sono solo riflessioni, non pretendo che diventi un dogma.
Per riassumere una mappa:
1) semplificata le realtà, che è molto più complessa
2) le distanze dagli avvenimenti non corrispondono a quelle reali (qui trovate la risposta ai carotaggi nel ghiaccio dell’antartico)
3) ha un asse centrale (il popolo ebreo) su cui si intersecano altre linee storico/temporali
4) non è possibile verificarne il percorso reale, come scendendo sotto la superficie del sottosuolo per verificarlo (l’archeologia non può confermare tutto), ma possiamo fidarci della mappa sicuri che a ogni stazione uscendo in superficie troveremo il mondo reale che ci aspettavamo di trovare, ditemi se questa non è fede!
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Una breve riflessione sulla fede, la prima definizione che trovate facendo ricerche su google sono

1) Google: Il fatto di credere con assoluta convinzione nella verità e giustezza di un assunto: aver f. nella democrazia; generic., fiducia. "non ho più f. nei medici"

2) Wikipedia: La fede secondo l'accezione più comune è la disposizione ad accogliere come vere le informazioni di cui non si ha una conoscenza diretta, basandosi sull'autorità altrui (del maestro, dell'amico, di un documento, etc.)

3) Treccani: Credenza piena e fiduciosa che procede da intima convinzione o si fonda sull’autorità altrui più che su prove positive: avere f. in Dio, nella Provvidenza, nei valori umani, nella democrazia; dare, prestare f. a una persona, a una notizia

Mettendo da parte la fede in Dio e/o nella Bibbia, è evidente che la fede in senso generico è la base delle società civilizzate, poi è chiaro ognuno di noi può decidere in chi aver fede; nella scienza, nella politica, nella medicina, in noi stessi o i nostri amici, in un blog piuttosto che in un'altro, ecc., qualcuno ha fede in Dio e nella Bibbia.

Sentenza importante sul diritto all'autodeterminazione

Possiamo discutere sull'interpretazione del divieto biblico sul sangue ma ciò non significa che il diritto a decidere sul proprio corpo non sia una vittoria della dignità umana. Ecco l'articolo con il link della sentenza: link

http://www.altalex.com/documents/news/2018/08/22/responsabilita-del-medico-in-caso-di-dissenso-espresso-dal-paziente-alle-cure

domenica 2 settembre 2018

OT impertinente: 10 domande sul Diluvio



Abbiamo preparato un nuovo post iterattivo rivolto in particolare ai nostri lettori un po' più preparati. E' un questionario al peperoncino dove possiamo sicuramente mettere alla prova la fede nel controverso racconto biblico del Diluvio. Potete rispondere alle domande che volete in modo anonimo compilando nel testo con la risposta. Per inviarci le risposte al termine delle domande c'è un pulsante invia da premere. Le risposte migliori e più preparate verranno pubblicate in questo post. Buon divertimento.

Video di rilassamento musicale

Serie di video musicali di rilassamento. Buon divertimento.















Questo video lo dedico a tutti i prosciuttai e riformisti del web. Che Dio vi benedica.


sabato 1 settembre 2018

La speranza è l'ultima a morire

Risultati immagini per speranzaPrendo spunto dagli articoli di torre di guardia per lo studio di questa settimana. Un articolo che posso dire eblemantico per i molti fedeli millenaristi che hanno condizionato i dogma teocratico e che cercano di giustificare se stessi e l'organizzazione. Purtoppo l'evento finale che la generazione del 1914 doveva vedere proprio non ne vuole sapere di avvenire... un po' come Giona. Ricordate Giona e il coraggio non per farsi buttare a mare ma il coraggio necessario per sopportare una profezia che non si è adempiuta?
Come ci incoraggiamo durante questa attesa per molti estenuante? Come riusciamo a incoraggiare quelli che per 70 anni sono stati convinti di essere partecipi di un evento che invece non è accaduto?

Gli ultimi paragrafi fanno veramente una gran tenerezza se non fosse che dietro questo articolo c'è tutto tranne che l'ingenuità. Eccone un passo che è l'anticipiazione di tante perplessità. 

"Ovviamente, se ci sembra che la “grande tribolazione” sia ancora lontana — che prima o poi verrà ma non mentre noi siamo in vita — non saremo pronti a cogliere ogni opportunità per parlare di Geova"

Pronto? Ho letto bene? "ma non mentre noi siamo in vita?" Ma se non avviene quando siamo in vita di quali ultimi giorni stiamo parlando? Siamo pronti davvero per il cambio di registro? Siamo pronti davvero per abbandonare definitivamente la generazione del 1914?

"Ora più che mai dobbiamo continuare a vigilare. Le condizioni del mondo stanno peggiorando, ma non c’è dubbio che Geova interverrà esattamente al momento giusto"

Certo che Geova interverrà al tempo giusto. Chi ha mai dubitato su Geova e sul suo proposito? Nessuno ha chiesto a nessuno di aspettarci cose diverse dalla volontà di Dio. Ma qui stiamo parlando che la profezia della generazione o meglio questa interpretazione della generazione non sia proprio quella che ci aspettavamo fosse. E allora come risolviamo la questione? Molto semplice un passo di torre di guardia epico come non se ne leggeva da anni.

Riempiamo la nostra vita di attività spirituali e trascorriamo del tempo con i fratelli. Così ci sentiremo felici e ci sembrerà che il tempo passi rapidamente.

Ma si volemose bene. Abbracciamoce damose i bacetti. Sorridiamoce a vicenda. Trascorriamo il tempo con i fratelli a giocare a tresette che ne so a rubamazzo. Stavamo a scherzà ma in fondo che male abbiamo fatto. Ma pensa te... ma davvero pensavate che eravamo alla fine aahahaha. Che ride. Fate come noi sentiamoci felici e basta con sti musi. Dai su che nel 2019 abbiamo le assemblee internazionali da fare... hop hop ... me raccomanno le contribuzioni... un ve dimenticate e me raccomanno perchè la speranza è l'ultima a morire.