lunedì 14 maggio 2018

Nuovo messaggio di Trump

Impazza su tutti i watsupp della fratellanza il nuovo annuncio di Trump. Ne ho ricevuti tre in un giorno. Trump che parla di pace e sicurezza a parte evocare blasfemi gesti scaramantici  è come se vi dicessi che il mio cane è vegano. Non è credibile. Ne prendiamo atto ricordando a chi si fosse dimenticato degli al lupo al lupo della generazione che ci ha preceduto che l’isteria non è prova di fede. 1 Pietro 1:13-17 1 Pietro 4:7, 17 Matteo 24:36,39







Post di Capitan Kirk

Paolo era soggetto ad un corpo direttivo centralizzato?

Postato per conto di Alen.

Paolo era soggetto ad un corpo direttivo centralizzato?

Innanzitutto partiamo dalla consapevolezza che la parola corpo direttivo nella bibbia non esiste ma è stata inventata interpretando l'episodio di Atti del concilio gerosolomitano. Ho letto diverse volte questo capitolo. Innanzitutto bisogna dire che siamo negli anni appena successivi alla morte di Gesù. La prima comunità di seguaci si trova a Gerusalemme e per lo più le persone che hanno trascorso i tre anni di insegnamento con Gesù , ovvero gli apostoli, sono ancora in vita e risiedono proprio nella comunità di Gerusalemme, di conseguenza bisogna mettere in conto che quella comunità aveva una certa rilevanza. Atti 1:1 dice: Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli questa dottrina: «Se non vi fate circoncidere secondo l'uso di Mosè, non potete esser salvi». Il problema arrivava dalla Giudea ovvero dove esisteva la prima comunità insieme agli apostoli e probabilmente le gente pensava che costoro parlassero con l' autorità conferitagli da loro. Per questo motivo Paolo per capire come stava la questione dovette recarsi li. Questo è confermato dalla lettera che poi la comunità e gli apostoli dopo il concilio affidarono a Giuda e Sila per spiegare ai fratelli convertiti come stava la questione, infatti si legge al v.24: "Abbiamo saputo che alcuni da parte nostra, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con i loro discorsi sconvolgendo i vostri animi." Perciò gli stessi misero la faccia dicendo che quelli nessuno gli aveva mandati di stare tranquilli e che non avevano intenzione di mettere altri pesi addosso se non di osservare ciò che la legge già chiedeva. Quindi Paolo non dovette andare li perchè risiedeva un corpo direttivo ma solamente perchè dal momento che quei Giudei dicevano di parlare sotto l'autorità di Gerusalemme solo da Gerusalemme poteva arrivare la smentita. Tra l'altro il fatto che Giacomo parlò per ultimo non significa che poi fu lui a prendere la decisione finale, v19: "Per questo io ritengo che non si debba importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani". Giacomo dice io ritengo che penso sia appunto ad esprimere un suo pensiero piuttosto che ad emettere una decisione, infatti al v28 si capisce chi ha preso la decisione: "Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi( la chiesa, gli anziani e gli apostoli), di non imporvi nessun altro obbligo". Quindi anche qui la decisione fu una decisione collettiva e non di un privilegiato corpo direttivo e nemmeno di un unica persona che presiedeva sulla chiesa.

Ora, ammesso e non concesso che ci fosse stato un corpo direttivo, si deve dire che Dio e Gesù lo scavalcarono del tutto e non lo tennero nella minima considerazione quando chiamarono alla fede Saulo di Tarso. E costui fece anche peggio, perché lui stesso – dopo aver detto di essere stato chiamato da Dio mediante Gesù, dichiara: “Allora io non mi consigliai con nessun uomo, né salii a Gerusalemme da quelli che erano stati apostoli prima di me”. Come se non bastasse, aggiunge: “Poi, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per visitare Cefa e stetti da lui quindici giorni; e non vidi nessun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore”. E si noti bene che non solo andò a Gerusalemme dopo tre anni, ma che ci andò per conoscere Pietro, e non per ricevere istruzioni (che, nel caso, sarebbero tardive dopo tre anni!). E quella di Paolo è una dichiarazione giurata: “Ora, riguardo a ciò che vi scrivo, ecco, vi dichiaro, davanti a Dio, che non mento”. – Gal 1:16-20.

giovedì 10 maggio 2018

La via dell'amore, una disamina di Galati 5

Ho appena visto questa magistrale predica che fa una distinzione tra seguire una religione e seguire il Cristo.  Da non perdere!




lunedì 7 maggio 2018

Battesimo un requisito per i cristiani. Punti notevoli Torre di Guardia Marzo 2018

Se proprio dobbiamo rivendicare l'intervento di Dio nelle faccende umane odierne, allora senza ombra di dubbio il Suo intervento è stato evidente nell' evitare a tanti anziani consapevoli di condurre l'imbarazzante articolo torre di guardia di questo fine settimana. Peccato che a pagarne le spese sia stato il caro fratello Comodi in veste di vittima sacrificale...
Un articolo non solo improponibile per il messaggio lanciato, ovvero la validità scritturale (dove, esattamente?!) del battesimo in giovanissima età, ma per la stessa stesura dell'articolo, quanto mai contorta e contraddittoria.
Si inizia al paragrafo 1 con la descrizione della scena di una "bambina" che sta per rispondere con un sì alle due domande del battesimo e i genitori che si chiedono se la propria figliola stia facendo la cosa giusta. Già questo paragrafo è tutto un bel dire.
Al paragrafo 4 si accenna ad una poco velata minaccia: "Chi rimanda senza un motivo valido il battesimo mette in pericolo la possibilità di ricevere la vita eterna". Chi autorizza a questa assoluta categoricità? Al paragrafo 8 poi si afferma, con un "forse", che Gesù apparve a 500 persone nell'occasione immortalata al capitolo 28:19,20 di Matteo, mentre Gesù si stava in quell'occasione accomiatando solo dai suoi undici apostoli e da qualche donna devota, come suggerirebbe il contesto esaminato con attenzione. Interessante che la scrittura di matteo 28:19,20, ivi citata, rivela una sorta di ordine nei passi da compiere per divenire discepoli di Gesù:
1) andate e fate discepoli
2) BATTEZZANDOLE nel nome del padre....
3) insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato

In effetti, facendo attenzione alla storia del primo cristianesimo riportata negli Atti degli apostoli e secondo quanto si può evincere dai testi antichi riguardo alla storia della prima chiesa cristiana, non passava poi tanto tempo dal momento in cui si dava testimonianza ad un non credente a quello in cui quest'ultimo era battezzato. Come a dire che, una volta aver sufficientemente metabolizzato che bisognava pentirsi dei propri peccati, convertirsi e decidere di fare la volontà di Dio, un credente poteva compiere il passo del battesimo. Il tempo avrebbe poi permesso a questo nuovo cristiano di giungere alla maturità spirituale, attraverso una più profonda conoscenza della volontà di Dio, la meditazione e la pratica cristiana.

I paragrafi 9 e 10 riportano le vicende dell'eunuco etiope e di Saulo di Tarso, i quali, a conferma di quanto sinora osservato, stando a quanto riporta la Bibbia, si battezzarono nel giro di poche ore o giorni dall'aver conosciuto la verità circa Gesù e il cristianesimo. E' vero che si trattava di persone che appartenevano alla religione ebraica, ma, specie nel caso di Saulo, "la sera prima", si fa per dire, dell'incontro col Signore Gesù, aveva appena ordinato l'assassinio di qualche povero cristiano. E le opere degne di pentimento non avrebbero dovuto richiedere ragionevole tempo per essere rese manifeste alla comunità? 
Considerazione: un appartenente ad una qualunque delle religioni della cristianità porta con sè un certo bagaglio di conoscenza di Dio e di Gesù, come anche di tante norme morali comuni a tutte le religioni, quando poi viene a conoscenza della "verità". Gli basterà magari solo raddrizzare un pò il tiro sulla persona di Dio, sulla sua identità unitaria e non trinitaria, e cosette del genere. Ma per il resto, l'impianto di base gli ha già permesso di vivere la sua precedente vita all'insegna di una spiritualità più o meno intensa in relazione alla divinità. Un pò come avveniva per un ebreo che traboccava nel cristianesimo, per il quale, stando alle succitate scritture, sarebbe stato sufficiente pochissimo tempo per battezzarsi quale cristiano. E perchè allora, se tanto mi dà tanto, anche oggi il cattolico devoto dovrebbe attendere tanto tempo per battezzarsi nella fede TdG?















Dico tutto questo perchè poi al paragrafo 12 si schiaccia il pedale del freno sull'argomento. Si afferma infatti che (i maiuscoli sono miei) "prima di battezzarsi, una persona che STUDIA la Bibbia deve conoscere BENE Dio, IL SUO PROPOSITO E CIO' CHE HA FATTO PER SALVARE L'UMANITA'. Poi, SULLA BASE di questa PROFONDA conoscenza, deve SVILUPPARE fede, che lo spingerà ad ABBANDONARE ciò che Geova odia e SEGUIRE le sue giuste norme.....Ma ubbidire alle alte norme morali di Geova NON BASTA: chi vuole dedicarsi a lui DEVE ANCHE frequentare le adunanze e partecipare in modo SIGNIFICATIVO all'opera di predicare e fare discepoli....SOLO DOPO aver compiuto questi passi una persona PUO' fare in preghiera a Geova una dedicazione che sia valida e poi renderla pubblica con il battesimo"- fine citazione Non vi sembra che rispetto alla "frettolosa" conversione di Saulo qualcosa non quadra? Allora vale l'osservazione secondo la quale uno si battezza in un ragionevole tempo e poi in seguito matura la sua persona cristiana, o vale il contrario?

Il paragrafo 17, dopo che nei precedenti si puntualizza come i genitori siano felici quando i loro figli giungono al battesimo (a quale eta? E' stata suggerita al primo paragrafo....) si dice che chi si battezza accetta in realtà su di sè il giogo di Cristo, che, sebbene leggero, è pur sempre un giogo. Può mai un bambino reggere tale "peso" sul proprio "collo"?
Il paragrafo 18, con una serie di domande, preannuncia poi l'argomento che (ahimè) verrà considerato la prossima settimana. Una di esse chiede: "E se dopo essersi battezzato commettesse un peccato grave?" (sempre in riferimento ad un bambino)
Ora, ma ci vuole la zingara per indovinare perchè un genitore cristiano abbia timore quando un figlio giovanissimo sceglie di battezzarsi, a fronte della domanda suddetta? Claro che no! Perchè certamente nel prossimo articolo, dove si insisterà che i genitori non devono fasciarsi la testa prima di essersela rotta, non si dirà MAI che un povero ragazzino, soggetto alla tentazione, potrebbe rischiare di essere facilmente disassociato con tutte le devastanti conseguenze del caso. Me lo immagino il nonno testimone di Geova che non potrebbe più godersi il nipotino per via dell'ostracismo applicato senza esclusione di colpi, o la famiglia che non potrebbe più visitare i propri parenti o stare in loro compagnia per via della presenza della pecora nera ostracizzata. Questo è un carico troppo pesante per un bambino, minorenne, al quale verrebbe fatta una vera e propria violenza psicologica non esente da postumi traumatizzanti. E' difficile dunque capire perchè un genitore abbia PAURA quando un figlio minorenne di giovanissima età dovesse esprimere il desiderio di "dedicarsi" a Geova e battezzarsi? Cosa può veramente capire quel giovanottino di dedicazione, conversione, amicizia con Dio, insomma, cose da adulti?
Ecco perchè sono stato ben lieto di non aver condotto questo studio domenica passata. Meno male così. Non ce l'avrei proprio fatta. E come sono contento che neanche domenica prossima, per via di impegni, riuscirò a farlo. Questo è proprio un argomento off-limit per un cristiano ormai consapevole...

Post di IEU

sabato 5 maggio 2018

In merito all'adunanza speciale...

L’adunanza speciale con il rappresentante del CD in visita alla filiale italiana non ha deluso le aspettative. Il solito trito di banalità è stato infatti servito, condito ad nauseam dalla solita autocelebrazione dedicata all’organizzazione, come sempre la più meglio di tutte, a tal punto che non si sa come, cresce anche quando cala, vince anche quando perde e ovviamente cade sempre in piedi.

Ad un certo punto, Flodin ha raccontato esperienze che, ha tenuto a precisare, “sono realmente accadute” e dimostrerebbero la benedizione di Geova sull’organizzazione.

Difficile poter comprovare se una squadra d’assalto SWAT in tenuta da guerra abbia realmente fermato una coppia di testimoni per fare loro una domanda biblica e attraverso la risposta evitare in modo provvidenziale che si ammazzassero fra di loro. 

L’altra esperienza però riguardava fatti che si possono comprovare. 

Nel 2014 si sarebbe registrato un calo dei decessi relativi a coloro che si sono suicidati buttandosi dal famoso Golden Gate, il ponte di San Francisco in California. 

Secondo l’esperienza narrata da Flodin, il calo rispetto agli anni precedenti sarebbe dovuto al fatto nel 2014 è stato dato il permesso ai fratelli di usare sul ponte gli espositori mobili con le pubblicazioni della WTS. Molti di quelli che andavano con l’intenzione di farla finita sarebbero stati dissuasi dalla copertina di una particolare rivista.

Poiché ho imparato a mie spese che non sempre ci si può fidare degli uomini e quasi mai quando parlano avendo un’agenda da portare avanti e un “dovere istituzionale” da assolvere, sono andato a controllare l’esattezza dei dati e delle affermazioni.

https://www.sfgate.com/bayarea/article/38-Golden-Gate-Bridge-suicides-last-year-after-6059465.php

Come si può notare dalle statistiche ufficiali, nel 2013 si ebbe il record storico di suicidi dal Golden Gate con un totale di 46 morti. Nel 2014, l’anno degli espositori salvavita, le morti furono 38, con un calo di 8 unità, ma in linea con la media dei 5 anni precedenti. 

Nel 2012 i morti erano infatti stati 33, nel 2011 furono 37 e nel 2010 i decessi ammontarono a 32. A chi daremo il merito del minore tasso di suicidi del periodo 2010-2012 visto che gli espositori non c’erano? Perché le morti nel 2014 furono superiori a quelle di ciascuno di quei tre anni?

E come possiamo spiegare il fatto che nonostante gli espositori, secondo un’altra statistica, nel 2014 le forze dell’ordine dovettero convincere un centinaio di persone che erano pronte a gettarsi a non farlo? Non dovremmo celebrare piuttosto questi agenti come principale fattore salvavita sul Golden Gate durante quell’anno?

Questa, caro Flodin, si chiama manipolazione dell’informazione finalizzata all’abuso della credulità popolare alla quale la WTS ci ha purtroppo abituato. Se poi dici che queste sono le informazioni certe, basate sui fatti.......

Da parte mia almeno, puoi dire al CD che invece di inviare abbracci e baci istituzionali per interposta persona, che hanno lo stesso sapore della famosa frase: “date una carezza ai vostri bambini e dite che gliela manda il Papa” di Papa XXIII, preferirei un po’ di profondità nei contenuti, di onestà e di trasparenza, ammesso che ne siano capaci. Grazie

Vengodopoilcd

giovedì 3 maggio 2018

Annunci locali

Immagine correlataAbbiamo tradotto il testo del documento che troverete al termine di questo post.

Il sorvegliante del servizio fa i soliti annunci locali. La fratellanza che si impegna nelle varie attività l’evento annuale di uno scagnozzo del CD warwickiano che ci dà modo di chiacchierare sui motivi della visita e quali news ci porterà.  Ma fra i vari annunci con un filo di voce e velocemente il fratello con malcelato imbarazzo ci svela una nuova pagina web del nostro nuovo canale organizzativo JW.ORG. LINK

Nella pagina è presente il documento ufficiale autoreferenziale su come l’organizzazione  considera l’abuso dei minori. Questo documento è un po’ la risposta al gigantesco putiferio mediatico che si è creato causato dai i continui capi di accusa in processi penali di organizzazioni di diritto transnazionali che hanno creato una immagine generale dell’organizzazione ben poco lusinghiera. Il documento è solo in Inglese ma ne faremo a breve una traduzione disponibile per tutta la fratelllanza.

Buona lettura


TRADUZIONE
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LA POSIZIONE SCRITTURALE DI TESTIMONI DI GEOVA SULLA PROTEZIONE DEI BAMBINI

cpt-E 4/18

Definizioni: gli abusi sui minori possono includere negligenza, abuso fisico, abuso sessuale o abuso emotivo. L'abuso sessuale infantile è una perversione e generalmente include uno o più dei seguenti: rapporti sessuali con un bambino; sesso orale o anale con un bambino; accarezzzare i genitali, il seno o le natiche di un bambino; voyeurismo di un bambino; esposizione indecente a un bambino; o sollecitare un bambino a comportarsi sessualmente. Potrebbe includere sexting con un minore o mostrare la pornografia a un minore.

In questo documento, i riferimenti ai genitori si applicano allo stesso modo ai tutori legali o ad altre persone che detengono le responsabilità genitoriali del minore.

1. I bambini sono una responsabilità sacra , "un'eredità da Geova". - Salmo 127: 3.

2. La protezione dei bambini è della massima preoccupazione e importanza per tutti i testimoni di Geova. Questo è in armonia con la posizione di Geova da vecchia data e ampiamente diffusa su base scritturale Testimoni, come riportato nei riferimenti alla fine di questo documento, tutti pubblicati su jw.org.

3. I Testimoni di Geova aborriscono gli abusi sui minori e li considerano un crimine. (Romani 12: 9) Noi riconosciamo che le autorità sono responsabili per affrontare tali crimini. (Romani 13: 1-4) Gli anziani non proteggono gli autori di abusi sui minori da parte delle autorità.

4. In tutti i casi, le vittime e i loro genitori hanno il diritto di denunciare un'accusa di abuso sui minori alle autorità. Pertanto, le vittime, i loro genitori o chiunque altro segnali una tale accusa al
gli anziani essi saranno chiaramente informati dagli anziani che hanno il diritto di riferire la questione alle autorità. Gli anziani non criticheranno nessuno che scelga di fare un tale scelta. - Galati 6: 5.

5. Quando gli anziani vengono a conoscenza di un'accusa di pedofilia, si consultano immediatamente con la filiale ufficio dei testimoni di Geova per garantire il rispetto delle leggi sulla segnalazione di abusi sui minori. (Romani 13: 1) Anche se gli anziani non hanno il dovere legale di denunciare un'accusa alle autorità, la filiale di Geova I testimoni istruiranno gli anziani a segnalare la questione se un minore è ancora in pericolo di abuso o se c'è qualche altra valida ragione. Gli anziani inoltre si assicurano che i genitori della vittima siano informati dell'accusa di abuso sul minore. Se il presunto molestatore è uno dei genitori della vittima, gli anziani informeranno l'altro genitore.

6. I genitori hanno la responsabilità primaria per la protezione, la sicurezza e l'istruzione dei loro bambini. Pertanto, i genitori che sono membri della congregazione sono incoraggiati ad essere vigili nell'esercizio la loro responsabilità in ogni momento e di fare quanto segue:
• Avere un coinvolgimento diretto e attivo nella vita dei loro figli.
• Educare se stessi e i propri figli sull'abuso di minori.
• Incoraggiare, promuovere e mantenere una comunicazione regolare con i loro figli.
-Deuteronomio 6: 6, 7; Proverbi 22: 3.

7. Le congregazioni dei Testimoni di Geova non separano i figli dai loro genitori per lo scopo
di istruzione o altre attività. (Efesini 6: 4) Ad esempio, le nostre congregazioni non forniscono
o sponsorizzano orfanotrofi, scuole domenicali, club sportivi, asili nido, gruppi giovanili o altre attività che separano i bambini dai loro genitori.

8. Gli anziani si sforzano di trattare le vittime di abusi sui minori con compassione, comprensione e gentilezza. (Colossesi 3:12) Come consiglieri spirituali, gli anziani si sforzano di ascoltare attentamente ed empaticamente le vittime e consolarli. (Proverbi 21:13, Isaia 32: 1, 2; 1 Tessalonicesi 5:14; Giacomo 1:19) Le vittime e le loro famiglie possono decidere di consultare un professionista della salute mentale. Questa è una decisione personale.

9. Gli anziani non richiedono mai alle vittime di abusi sui minori di presentare le loro accuse in presenza del presunto violentatore. Tuttavia, le vittime ora adulti possono farlo, se lo desiderano. Inoltre, le vittime possono essere accompagnato da un confidente di entrambi i sessi per il supporto morale quando si presenta la loro accusa a gli anziani. Se una vittima preferisce, l'accusa può essere presentata sotto forma di dichiarazione scritta.

10. L'abuso di minori è un peccato grave. Se un presunto violentatore è un membro della congregazione, gli anziani condurre un'indagine scritturale. Questo è un procedimento puramente religioso gestito dagli anziani secondo alle istruzioni scritturali ed è limitato alla questione dell'adesione come uno dei testimoni di Geova. Un membro della congregazione che è un impenitente molestatore di bambini verrà espulso dalla congregazione e non è più considerato un testimone di Geova. (1 Corinti 5:13) La gestione degli anziani di un l'accusa di abusi sui minori non è un rimpiazzo per la gestione della questione da parte delle autorità. - Romani 13: 1-4.

11. Se si determina che un colpevole di abusi sessuali su minori è pentito rimarrà nel congregazione, ma avrà restrizioni imposte a tutte le attività di congregazione individuali. Sarà specificamente ammonito dagli anziani di non essere solo in compagnia di bambini, non di coltivare amicizie con bambini, o mostrare qualsiasi affetto per i bambini. Inoltre, gli anziani informeranno i genitori di minori all'interno della congregazione della necessità di monitorare l'interazione dei loro figli con l'individuo.

12. Una persona che ha commesso abusi sessuali su minori non ha i requisiti per ricevere, in alcuna congregazione, privilegi o servire in una posizione di responsabilità nella congregazione per decenni,  ma anche mai. -1 Timoteo 3: 1-7, 10; 05:22; Tito 1: 7.

13. Questo documento è disponibile su richiesta ai membri della congregazione. È recensito a
almeno una volta ogni tre anni.

I testimoni di Geova pubblicano abbondanti informazioni basate sulla Bibbia per aiutare i genitori ad adempiere la loro responsabilità di proteggere e istruire i loro bambini. Vedi i riferimenti alla fine di questo documento.

mercoledì 2 maggio 2018

I sentimenti del Cristo

Il capitolo 3 del vangelo di Marco si apre con un nuovo giorno e di nuovo Gesù va dove si trova la gente, nella sinagoga. Questa volta lo aspettano, ma invece di attendere con gioia un nuovo miracolo, la guarigione di un uomo sofferente sono li per trovarlo in fallo. Che tristezza. Lo spiavano per poterlo accusare. L'uomo aveva una mano secca, inaridita ma questi uomini avevano il cuore arido, tanto da essere accecati alla bellezza del gesto. Tacciono alla domanda di Gesù volta a farli ragionare, non gli importa di guardarsi dentro, attendono piuttosto di cogliere in fallo questo maestro rivoluzionario che toglie credito a loro stessi, al loro secolare sistema di adorazione fatto di regole e tradizioni. Ecco Gesù guardarli con sdegno, amareggiato, addolorato dalla impenetrabile durezza dei loro cuori. Egli può guarire una mano inaridita ma niente può contro un cuore arido. Tuttavia guarisce compassionevolmente il malato ben sapendo che non aspettano altro. Sono talmente concentrati nei loro disegni omicidi da coalizzarsi con gli erodiani. 



##L’uomo guarito in giorno di sabato 3,1-6
"*Gesù entrò di nuovo nella sinagoga, dove si trovava un uomo che aveva una mano inaridita.*E lo spiavano per vedere se lo guarisse di sabato per poterlo accusare. *E disse all’uomo che aveva la mano inaridita: Mettiti qui in mezzo. *Poi chiese loro: Di sabato è lecito fare del bene o del male, salvare una vita o perderla? Ma quelli tacevano. *E gettando tutt’intorno uno sguardo con sdegno, amareggiato per la durezza del loro cuore, disse all’uomo: Stendi la mano. Egli la tese e la sua mano fu risanata. *I farisei, usciti, subito tennero una riunione con gli erodiani contro di lui per farlo morire."


Anche in questi versetti il punto di discussione è ancora l’interpretazione e applicazione della legge del riposo sabbatico. La casistica degli esperti giudaici prevedeva la possibilità di interventi curativi in giorno di sabato solo nel caso di grave necessità o pericolo di vita. Ecco perché il paralitico alla mano rappresenta un test per verificare l’ortodossia di Gesù nei confronti della legge del sabato. La presenza del malato e di quelli che osservano Gesù è una tacita ma chiara domanda. Gesù, conoscendo i loro pensieri e il loro modo di agire, risponde con una controdomanda lineare e acuta. Egli dapprima pone il problema sul piano generale dei valori: è lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male? Come notiamo, non esiste una posizione neutrale.

Infatti, Gesù non esita, proprio di sabato, guarire l’uomo “che aveva una mano secca”. E lo fa nonostante l’atteggiamento malevolo dei farisei per dimostrare loro che non solo è lecito fare il bene in giorno di sabato, ma che le opere buone a sollievo dei fratelli sofferenti devono completare la santificazione del giorno del Signore. I farisei non ragionano più, il loro spirito è come bloccato da un’idea fissa: Gesù deve morire. La ragione? Si tratta di un profeta scomodo, uno che non lascia tranquilli, uno che non dà tregua all’iniquità, alla doppiezza, alla falsità. Quasi nemmeno odono La domanda che Gesù ha posto, con l’intento di farli riflettere. Soprattutto nemmeno si accorgono della tristezza che il loro atteggiamento suscita in Gesù. Dei vangeli sinottici, soltanto Marco accenna allo sdegno di Gesù e al suo sconforto a causa della chiusura e ottusità dei farisei. Tutto ciò prepara la conclusione del v.6 e fa intravedere la fine violenta di Gesù. La decisione di uccidere Gesù da parte dei responsabili religiosi, farisei, politico, erodiani, obbedisce alla logica di un sistema che cerca di autoconservarsi.

La guarigione del malato, in sintesi, è un’evidente provocazione nei confronti del sistema. Un atteggiamento di rottura che condurrà alla croce. Se rileggiamo le cinque controversie, ci accorgiamo di trovarci di fronte ad un mini vangelo, nel quale è concentrato tutto il dramma che matura attorno alla persona di Gesù, colui che ha preteso di prender il posto di Dio nel perdono dei peccati, la presa di posizione di fronte alle stratificazioni socio -religiose, alla pratica del digiuno e all’istituzione del sabato. Gesù non ha proposto una riforma da discutere, ma se stesso. L’ultimo confronto tragico con gli avversari sarà anche l’ultima e definitiva risposta di Gesù e la rivelazione piena della sua identità. Anche oggigiorno ci sono uomini che s’interrogano circa questo o quel punto della fede cristiana. Non riescono ad ammettere, non si sentono di accettare, ma cercano con cuore sincero. La verità, che è Gesù Cristo, si farà certamente trovare, anche se è scritto nei disegni di Dio che la strada debba essere lunga.##

Da Adonai.it

Gesù è molto addolorato per l'insensibilità del cuore dei farisei, (v5) non c'è miracolo che possa ammorbidire un cuore insensibile. Sceglie quindi di stare con la gente, si ritira verso il mare con i discepoli, seguito da una grande folla proveniente non solo dalla Giudea e Galilea ma anche Tiro, Sidone, Idumea, persone al di fuori del territorio ebraico ma che hanno udito del potete di guarigione di questo profeta sorto in Israele. Le folle si fanno così pressanti che deve allontanarsi dalla riva per insegnare. Ma avevano realmente capito lo scopo della sua predicazione? La maggioranza vedeva solo un guaritore, molti dei discepoli il Messia liberatore secondo la loro visione, ovvero un re discendente dalla dinastia davidica che avrebbe combattuto i romani per ripristinare il regno d'Israele. Sceglie a questo punto gli apostoli, dodici uomini che avrebbero portato avanti la sua opera. Nemmeno questi avevano capito appieno il ruolo del Messia, tuttavia li sceglie dopo aver passato l'intera notte in preghiera dimostrando a noi, tanto più imperfetti, quanto importante sia ricercare la guida di Dio senza affidarci a noi stessi. ( Lu 6:12,13. Prov 3:5,6) 

Nemmeno la sua famiglia comprende chi egli realmente sia, infatti ecco arrivare sua madre e i suoi fratelli che vorrebbero riportarlo a casa. Essi lo hanno conosciuto come parte della loro cerchia familiare, lo hanno visto al lavoro nella bottega di falegname prendersi cura di sua madre e pensano adesso, vedendolo in una veste nuova e incomprensibile che sia fuori di sé. Non dovremmo sorprenderci quindi se parenti e amici non comprendono le nostre scelte dettate da una coscienza cristiana. Abbiamo pensato che questo si riferisse al mondo, ma da consapevoli ci stiamo accorgendo che proprio i compagni di fede talvolta divengono coloro che, più di altri, ci osteggiano abituati a pensare secondo regole e interpretazioni ben impresse nelle loro menti da anni di studio guidato e limitato da una canonica dottrina. Non scoraggiamoci dunque e non disperiamo perché come alcuni fratelli di Gesù in seguito divennero suoi discepoli, lo stesso può accadere ai nostri cari. Per questo è importante non farci sopraffare dalla rabbia e non farci vincere dal male, per questo è importante comprendere quando essere "astuti o cauti come serpenti, pur restando innocenti come colombe".

7 Ma Gesù si ritirò con i suoi discepoli verso il mare; e una grande moltitudine lo seguì dalla Galilea e dalla Giudea.+ 8 Anche da Gerusalemme e dall’Idumea e dal di là del Giordano e dai dintorni di Tiro+ e di Sidone, una grande moltitudine, udito quante cose faceva, venne da lui. 9 Ed egli disse ai suoi discepoli di tenere continuamente una piccola barca a sua disposizione affinché la folla non facesse pressione su di lui. 10 Poiché guarì molti, così che tutti quelli che avevano dolorose malattie si gettavano su di lui per toccarlo.+ 11 Anche gli spiriti impuri,+ ogni volta che lo vedevano, gli si prostravano davanti e gridavano, dicendo: “Tu sei il Figlio di Dio”.+ 12 Ma molte volte egli ordinava rigorosamente loro di non farlo conoscere.+13 E salì su un monte e chiamò a sé quelli che volle,+ ed essi andarono da lui.+ 14 E formò [un gruppo di] dodici, ai quali diede anche il nome di “apostoli”, perché stessero con lui e li mandasse a predicare,+ 15 e perché avessero l’autorità di espellere i demoni.+16 Ed ecco il [gruppo di] dodici che formò: Simone, al quale diede anche il soprannome di Pietro,+ 17 e Giacomo [figlio] di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo+ (e a questi diede anche il soprannome di Boanerges,* che significa Figli del Tuono), 18 e Andrea e Filippo e Bartolomeo e Matteo e Tommaso e Giacomo [figlio] di Alfeo e Taddeo e Simone il cananita 19 e Giuda Iscariota, che poi lo tradì.+E andò in una casa. 20 Ancora una volta si radunò la folla, tanto che non potevano neanche mangiare un pasto.+ 21 E quando i suoi parenti+lo udirono, uscirono per prenderlo, poiché dicevano: “È fuori di sé

I suoi parenti non erano i soli ad osteggiare il suo ministero, se loro non comprendevano, altri invece gli erano apertamente ostili e screditavano il suo operato in modo blasfemo. La calunnia viene da persone che avevano nella società ebraica un certo peso, persone che hanno una posizione ufficiale in campo religioso, esperti della legge. Non potendo negare i miracoli ne attribuiscono il potere al demonio bestemmiando così lo spirito santo. Il loro intento è screditare Gesù rendendolo indegno di considerazione.

##"C'è nell'uomo qualcosa di demoniaco quando si ripiega su se stesso e rifiuta la luce dello Spirito Santo. L'accusa degli scribi non è solamente una calunnia, ma anche una bestemmia. Attribuire a satana la potenza di cui Gesù dispone, significa opporsi all'azione dello Spirito Santo e rendere inefficace la misericordia divina. L'unico caso in cui il perdono può essere inefficace è il rifiuto di lasciarsi perdonare: è questo il peccato contro lo Spirito Santo. Peccare contro lo Spirito santo significa rifiutare di credere che in Gesù agisce Dio salvatore. Questo rifiuto è il peccato più grande che l'uomo possa commettere. Finché l'uomo rimane in simile situazione di rifiuto, la salvezza è impossibile. "In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" ##

Cit da commento su Marco, Qumran.net

Purtroppo anche oggi ci sono distruttori della fede che negano il ruolo di Cristo riducendolo a semplice uomo o santone, non possiamo giudicare i loro cuori ma attenzione a non rinnegare la fede seguendo falsi ragionamenti che potrebbero sembrare logici o comprovati storicamente, come pure ad attribuire eccessivo peso a opinioni e teorie solo perché provengono da studiosi affermati, ma anche da leader religiosi. Impariamo a sviluppare uno spirito bereano e affinare le nostre facoltà mentali non andando dietro ad ogni sorta d'insegnamento.

22 E gli scribi scesi da Gerusalemme dicevano: “Ha Beelzebub,* ed espelle i demoni per mezzo del governante dei demoni”.+ 23 E, chiamatili a sé, diceva loro con illustrazioni:* “Come può Satana espellere Satana?24 E se un regno diviene diviso contro se stesso, tale regno non può durare;+ 25 e se una casa diviene divisa contro se stessa, tale casa non potrà durare.+ 26 E se Satana è sorto contro se stesso ed è divenuto diviso, non può durare, ma sta per finire.+ 27 Infatti, nessuno che sia entrato nella casa di un uomo forte ne può saccheggiare+ i beni mobili se prima non lega l’uomo forte, e poi ne saccheggerà la casa.+ 28 Veramente vi dico che ogni cosa sarà perdonata ai figli degli uomini, per quanto in modo blasfemo commettano peccati e dicano bestemmie.+ 29 Comunque, chi bestemmia contro lo spirito santo non ha perdono in eterno, ma è colpevole di peccato eterno”.+ 30 Questo, perché dicevano: “Ha uno spirito impuro”.+

31 E vennero sua madre e i suoi fratelli,+ e, mentre stavano di fuori, mandarono dentro a chiamarlo.+ 32 E una folla era seduta intorno a lui, e gli dissero: “Ecco, tua madre e i tuoi fratelli, di fuori, ti cercano”.+ 33 Ma rispondendo egli disse loro: “Chi sono mia madre e i miei fratelli?”+ 34 E avendo guardato in giro verso quelli che gli sedevano attorno in cerchio, disse: “Ecco, mia madre e i miei fratelli!+ 35 Chiunque fa la volontà di Dio mi è fratello e sorella e madre”.+

I versetti finali li abbiamo spesso usati per dimostrare che Gesù aveva dei fratelli, che Maria era madre non solo del Messia. La contrapposizione tra i parenti di sangue e i parenti di fede è evidente ma cosa voleva dire Gesù? I suoi fratelli e sua madre lo cercano mentre la sua fama cresce ma non si rendono ancora conto che quello è il suo compito, lo scopo per cui è stato mandato. Sicuramente Maria ha più fede, lei ha parlato con l'angelo, sa che suo figlio Gesù è speciale. Eppure non è quello che lei si aspetta questa predicazione, le folle, le accuse degli scribi, il pericolo che venga condannato per eresia. Sono giustamente preoccupati, sanno che scribi e farisei lo hanno messo sotto la lente per trovare un accusa e farlo fuori. Lo mandano a chiamare, forti dei legami di sangue, del fatto che Gesù finora ha mostrato di adempiere alle giuste responsabilità familiari lavorando come falegname e prendendosi cura di sua madre e dei suoi fratelli. Ma ora il suo tempo è venuto. I suoi fratelli sono cresciuti e le profezie stanno per adempiersi. Ora è il tempo di dedicarsi a un compito piu urgente e importante, ha una famiglia ancor più bisognosa da accudire, la famiglia della fede.

Capire le priorità non è sempre facile. Come cristiani sappiamo di dover attendere a molte responsabilità e sappiamo anche che cercare prima il regno deve continuare ad essere in cima alla lista. (Matt 6: 33)

Nessuno può dirci cosa fare, ciascuno renderà conto di sé stesso a Dio ma Dio stesso può guidarci se glielo permettiamo. Seguendo l'esempio del Cristo quindi ricerchiamo la guida di Geova attingendo alla sua parola ed essendo costanti nella preghiera. 

Manteniamo un atteggiamento spirituale, non facendoci sopraffare dallo scoraggiamento se chi ci sta intorno non comprende le nostre scelte, cerchiamo di capire la differenza tra chi è in buona fede e chi lotta contro lo spirito santo. Gesù mostro sentimenti differenti nei due casi, ebbe compassione per le folle anche se pressanti e desiderose di guarigione fisica più che di ricerca spirituale ma difese il suo operato dalle accuse malvagie dei farisei. 

"Non farti vincere dal male, ma continua a vincere il male col bene" Rom. 12: 21


martedì 1 maggio 2018

Web App per il Reparto territori

Per tutti i sorveglianti del servizio è disponibile una nuova web app per il reparto territori.



Link del sito link

Costa un dollaro al mese ma potete utilizzarla gratuitamente.


lunedì 30 aprile 2018

Corso di aggiornamento interno Watchtower Record Management

Risultati immagini per privacy

Da un forum di oltreoceano è disponibile un corso di aggiornamento Record Management con la gestione delle informazioni. Il video è un video tecnico è in lingua inglese non è quindi di facile comprensione.  Quali sono le informazioni di cui si occupano in questo video? Non è difficile comprendere che fra le tante ci sono anche quelle a cui il documento della privacy a cui tutti i testimoni di Geova sono tenuti a firmare in questo periodo.


I record sono le unità di informazione utilizzati per gestire l'enorme mole di dati che l'organizzazione possiede. La base scritturale per rendere possibile gestire questi dati è quella di 

Da 2 Re 1:18 
18 Quanto al resto della storia di Acazìa,+ quello che fece, non è forse riportato nel libro dei fatti storici dei re d’Israele?
Risultati immagini per privacy
Le nostre informazioni private sono dentro questi record. I dati vengono scritti ma possono essere anche cancellati. Al minuto 33 viene descritta la procedura per cancellare i record.

Buona visione. link


venerdì 27 aprile 2018

“Non dirlo" il vangelo di Marco.

Alessandro Veronesi è uno scrittore italiano. Vincitore del premio strega con Caos Calmo l'ultima sua fatica letteraria è intitolata "Non dirlo" interamente dedicata al vangelo di Marco. Veronesi tratta il vangelo da non religioso, lettura laico cattolica anche se frammentate da boutade rimane più utile per la visione di insieme che per l'accuratezza dei dettagli. Il libro redatto nel 2015 ha fatto seguito l'interpretazione teatrale (2016) nel video linkato dove l'autore intrattiene il pubblico in un monologo da masticare. Il Vangelo di Marco è stato sempre un po' bistrattato Veronesi che si dichiara voce fuori dal coro si impegna in un endorsement che testimonia lo stato di agonia della cristianità generale. Buona visione.





Intervista alla Voce di New York con alcune interessanti considerazioni sui temi cristianità e proselitismo ( link )
Perché secondo te un testo del genere ha bisogno del teatro?
sandro veronesi
Perché è il modo in cui è stato scritto. È scritto per la presenza, è un’esperienza corporea, fisica a contatto con le persone. Sentivo che il lavoro non era completo senza questo contatto. Allora mi sono arrischiato a fare una cosa che non avevo mai fatto prima e che probabilmente non farò più, e non era una cosa che potevo affidare a un attore: ero io stesso che dovevo completare il lavoro portandomelo addosso. E di teatro c’è solo questo: un rapporto tra un corpo e un pubblico attraverso un testo. Ed è un’esperienza nuova come di fatto doveva essere un’esperienza nuova il Vangelo. D’altra parte fino al Concilio vaticano secondo, ovvero fino alla metà del secolo scorso, la lettura del Vangelo non era incoraggiata, quando non era addirittura vietata. O eri un maestro oppure dovevi leggere il Vangelo in presenza di un maestro. Mentre i protestanti mettevano addirittura le bibbie e i Vangeli nei cassetti dei motel, nella Chiesa cattolica romana la lettura del Vangelo era sconsigliata. Poi c’è stata un’apertura. Io il Vangelo di Marco ho cominciato a leggerlo perché me l’ha mandato a casa il papa.
Infatti nella premessa del tuo libro lo racconti: per il Giubileo a Roma il papa mandò a casa dei romani copie del Vangelo di Marco per riportare la città verso la spiritualità. Da non credente, questa cosa non ti ha minimamente infastidito? Non ci hai visto un tentativo di proselitismo?
Una cosa problematica per tutti i non credenti nei confronti del cristianesimo è questa fissazione dell’universalità. La religione ebraica, per esempio, non cerca di convertirti, anzi, quasi sdegnosamente ti tiene fuori perché loro hanno il verbo e non fanno proselitismo. Invece il cristianesimo nasce con questo input, che viene da Cristo stesso, di fare della Chiesa cristiana una chiesa universale. Negli anni della mia formazione, che è stata molto laica, mi pareva che un dialogo vero con il mondo cattolico non fosse possibile perché nel momento in cui gli toglievi la possibilità di convertirti gli toglievi anche qualunque interesse nei tuoi confronti. Però mi sembra che ora le cose siano un po’ cambiate e che oggi la Chiesa abbia più un problema di mantenimento che di conquista. Ora la popolazione cristiana nel mondo è molto estesa e il rischio è di non riuscire a impedire una secolarizzazione e un inaridimento progressivo dei territori già cristianizzati. E quindi la strategia è cambiata e io la percepisco meno invasiva. L’intenzione delle iniziative che hanno accompagnato il Giubileo, per esempio, era di risvegliare la spiritualità e non di imporre una religione che, a Roma in particolare, si dà più o meno per scontata: va rivitalizzato qualcosa che sembra spento. Per un laico questo è molto meno fastidioso perché lo sforzo non è puntato su di te che sei fuori ma su chi è dentro e deve riscoprire quei valori. Io laico posso anche non saperle o sentirle certe cose ma il credente deve sentire come la presenza di Cristo dentro di sé lo rivoluziona. E se perde questi valori allora il pastore brandisce lo strumento arcaico, lo stesso che convertì i romani duemila anni fa e che diventa strumento di ri-conversione.

mercoledì 25 aprile 2018

Lo scandalo del Cristo

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Nel secondo capitolo di Marco Gesù acquista sempre più popolarità tra la gente. Il suo vangelo attrae i miseri, il popolo comune, spesso disprezzato dai capi religiosi. Lo ritroviamo in casa dei discepoli in mezzo ad una folla straripante giunta per ascoltarlo e per ricevere guarigione da lui. Tuttavia anche le calorose parole del maestro vengono assorbite in base allo spirito che l'ascoltatore mostra. Ecco che quando gli viene portato un paralitico calato dal tetto alle sue parole alcuni scribi presenti inciampano:


2:1 Comunque, alcuni giorni dopo entrò di nuovo a Capernaum e si seppe che era a casa.+ 2 Quindi molti si radunarono, tanto che non c’era più posto, nemmeno presso la porta, ed egli dichiarava loro la parola.+ 3 E vennero degli uomini portandogli un paralitico, trasportato da quattro.+ 4 Ma non potendolo portare direttamente da [Gesù]* a causa della folla, tolsero il tetto al di sopra di dove egli era, e praticata un’apertura calarono la branda sulla quale giaceva il paralitico.+ 5 E quando Gesù vide la loro fede+ disse al paralitico: “Figlio, i tuoi peccati ti sono perdonati”.+ 6 Ora erano là seduti degli scribi, che ragionavano nei loro cuori:+ 7 “Perché costui parla in questa maniera? Egli bestemmia. Chi può perdonare i peccati se non uno solo, Dio?”+ 8 Ma Gesù, avendo immediatamente compreso mediante il suo spirito che così ragionavano fra sé, disse loro: “Perché ragionate di queste cose nei vostri cuori?+ 9 Che cosa è più facile, dire al paralitico: ‘I tuoi peccati ti sono perdonati’, o dire: ‘Alzati e prendi la tua branda e cammina’?+ 10 Ma affinché sappiate che il Figlio dell’uomo+ ha autorità di perdonare i peccati sulla terra . . .”,+ disse al paralitico: 11 “Io ti dico: Alzati, prendi la tua branda e vattene a casa tua”.+ 12 Allora egli si alzò, e immediatamente prese la sua branda e uscì davanti a tutti,+ così che tutti erano semplicemente stupefatti, e glorificavano Dio, dicendo: “Non abbiamo mai visto nulla di simile”

Se per i puri di cuore il messaggio di Gesù è attraente e positivo, esso diviene inciampo per chi pensa di sapere già tutto e diviene così incapace di accettare qualcosa di nuovo. Essi sono come un vecchio otre rinsecchito in cui è impossibile immettere vino nuovo.  Che dire di noi? Forse per anni ci siamo fossilizzati su credenze che pensavamo essere "la verita" e adesso ci sentiamo svuotati, sperduti. Ma se riusciamo a superare l'impatto iniziale, se con umiltà ricominciamo ad attingere alla parola di Dio ci trasformeremo in contenitori nuovi, ci riempiremo di spumeggiante vino nuovo! 

Il racconto prosegue con un episodio ancor più scandaloso in cui Gesù siede a tavola con i peccatori, uno scandalo per scribi e farisei che mai avrebbero condiviso un pasto con certe categorie di persone... mi da da pensare che "ti sia come un forestiero ed un esattori di tasse" non abbia proprio a che fare con il significato che oggi gli viene dato applicandolo ai disassociati...

Di seguito il commento dal sito: Adonai. It

##*E uscì di nuovo lungo il mare; e tutta la gente veniva da lui ed egli l’ammaestrava. *E passando vide Levi, figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte e gli disse: Seguimi. Ed egli si alzò e lo seguì. *Ed ecco che, mentre stava a mensa in casa di lui, anche molti esattori del fisco e peccatori sedevano a mensa con Gesù e con i suoi discepoli, perché erano molti che lo seguivano. *Gli scribi dei farisei, vedendo che mangiava insieme con i peccatori e gli esattori del fisco, domandarono ai suoi discepoli: Come mai mangia e beve insieme con gli esattori del fisco e i peccatori? *Gesù che aveva udito, rispose loro: Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati. Io non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori.

Anche questa seconda controversia riguarda l’atteggiamento di Gesù nei confronti del peccato. Nei versetti precedenti Gesù si presenta come chi ha il potere di riconciliare il peccatore con Dio, qui, al contrario, rende presente la salvezza di Dio per chi sono esclusi: i peccatori. Il centro focale di tutto è la risposta di Gesù agli scribi: “Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati. Io non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori”. La sentenza è preparata dalla chiamata-conversione di Levi-Matteo al seguito di Gesù e dal successivo pranzo con esattori del fisco e peccatori. Nel brano assistiamo ad un doppio movimento: Gesù che esce lungo il mare (=azione missionaria dell’andare) e la gente che corre da lui (=azione dell’andare della speranza). Durante il tragitto con i discepoli e la gente, incontrano una persona sgradita alla gran parte della popolazione: Levi, figlio di Alfeo, colui che riscuoteva le tasse a favore di Roma. Tra l’altro, era risaputo a tutti che questi esattori imponevano quote più elevate del prestabilito, per arricchirsi.

Tuttavia, Gesù senza mezze misure lo convoca: Seguimi! Si tratta di un imperativo esistenziale più che vincolante; Levi-Matteo avrebbe anche potuto rifiutare senza apparenti conseguenze, ma avrebbe continuato una vita da ricco e da odiato. “Egli si alzò e lo seguì”. In quel preciso istante scatta qualcosa di misterioso: la conversione. Perché si converte? Io credo non sia possibile rispondere in modo razionale a questa domanda imperniata su Gesù, il quale non contempla i “perché”, ma l’esclusivo ed incondizionato “credo”. Levi-Matteo in quei brevi attimi in cui i suoi occhi incrociano quelli di Gesù, ha compreso che aveva accantonato i valori della Legge, sostituendoli con falsi valori materiali. Levi-Matteo comprende che quel Rabbuni che lo ha chiamato è capace di ridare i sogni perduti, il sorriso smarrito e, soprattutto, la speranza. Infatti, si alza rompendo con quella falsa vita e quel suo falso amore, e si mette in movimento al seguito della pienezza della Vita.

Coloro che sollevano la questione dello scandalo di Gesù che mangia con i peccatori sono gli scribi, cioè i maestri della legge appartenenti al partito dei farisei. Questi ultimi erano gli eredi spirituali degli Hassidim, “i giusti”, che avevano sostenuto la lotta dei Maccabei nel II° secolo a.C. per la libertà e l’indipendenza religiosa. Erano fedeli osservanti della legge dell’insegnamento tradizionale e, a differenza dei sadducei, credevano nella vita dopo la morte. Fariseo significa “separato”, vale a dire coloro che, per il loro attaccamento alla legge, si separavano da tutto ciò che era impuro, in particolare dal “popolo della terra”, in altre parole dal popolo ignorante e poco pratico delle prescrizioni ( circa 630) e perciò esposto alle varie forme d’impurità legale. Gli esattori del fisco erano uno dei gruppi che facevano parte della classe dei peccatori.

Sotto questa qualifica cadevano non solo i ladri, le prostitute, ma anche chi esercitava certi mestieri che potevano essere occasione di disonestà: pastori, conciatori di pelle, asinai, artigiani in genere, ecc. Quanti esercitavano questi mestieri erano equiparati agli schiavi, in pratica erano privati dei diritti civili e politici. Gesù si trova a mensa con i peccatori e i pubblicani nella casa di Levi. L’aspetto scandaloso e provocante della scena è rilevato da Marco, perché richiama quattro volte l’equivoca compagnia di Gesù. Comprendiamo allora la mostruosità del gesto di Gesù che chiama al suo seguito un pubblicano e solidarizza con i peccatori.

Levi spalanca letteralmente le porte della propria casa (parafrasando il gesto, non è possibile iniziare un cammino di sequela con Gesù con l’antifurto). L’invito a cena è l’evidente celebrazione dell’incontro col ritorno alla Vita. Non si tratta sicuramente di una cena romantica ed esclusiva tra Gesù e Levi, “molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme”. La gioia di chi ha ritrovato la Vita, non può essere contenuta, deborda e genera anche disappunti perché supera i paradigmi stagnanti, adottati da chi non hanno speranze e desidera perpetuare il passato. Gli scribi dei farisei vedendo il banchetto criticano aspramente Gesù ed i suoi discepoli perché mangiano insieme ai peccatori. Essi però sono semplicemente degli spettatori della cena, non vi partecipano e tentano di danneggiarla pesantemente. Sono persone che si fermano alla “buccia della vita” (esteriorità), che non giungono alla “polpa” (interiorità) e pretendono che tutti si blocchino senza assumersi responsabilità di proposte. Ecco perché Gesù sentenzia contro di loro: “Non hanno bisogno del medico i sani, ma gli ammalati…” Similmente Gesù è come un medico che indica ai pazienti le terapie mediche nei momenti in cui si sentono malati, ma soprattutto nei programmi di prevenzione, in pratica quei casi il cui il medico offre alla persona un bagaglio di conoscenze ( il Vangelo) per comprendere il proprio stato di salute, così da riconoscere la malattia quando è presente ed i benefici della guarigione quando si manifesta (conversione).

E’ necessario riconoscersi peccatori e bisognosi, per potere incontrare Gesù; altrimenti si è così indipendenti da essere estranei anche a se stessi, e non sentiamo il desiderio di crescere e comprendere la Vita che il Signore Gesù ha posto in noi fin dall’inizio dei tempi. Gesù finisce la cena motivando una volta di più la ragione dell’Incarnazione e così il suo schieramento dentro la storia: dalla parte dei poveri e della conversione del peccatore, non della sua morte. Davvero un vino nuovo scorre nel messaggio di Cristo! Qualcosa che va oltre la ragione, la conoscenza, l'ovvietà delle cose, ci scava dentro fino a trovare la parte più sensibile, il nostro cuore e li accende un fuoco che solo provandolo potremo capire. Ed è proprio quello che Gesù replica ad un nuovo scandalo nei confronti delle vecchie tradizioni, mentre i discepoli dei farisei digiunano i suoi discepoli si rallegrano, mangiano e bevono creando ancora inciampo in chi pensa che solo con sacrifici continui si possa ottenere la salvezza. 


18 Ora i discepoli di Giovanni e i farisei praticavano il digiuno. Quindi essi vennero e gli dissero: “Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei praticano il digiuno, ma i tuoi discepoli non praticano il digiuno?”+ 19 E Gesù disse loro: “Mentre lo sposo è con loro gli amici dello sposo* non possono digiunare,+ vi pare? Finché hanno con loro lo sposo non possono digiunare.+ 20 Ma verranno i giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora, in quel giorno, digiuneranno.+ 21 Nessuno cuce una toppa di panno non contratto su un mantello vecchio; se no, tutta la sua forza tira da esso, il nuovo dal vecchio, e lo strappo diviene peggiore.+ 22 E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; se no, il vino rompe gli otri, e si perdono sia il vino che gli otri.+ Ma si mette il vino nuovo in otri nuovi”.

Sempre dal commentario:
Gesù non è venuto a mettere “una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio”, né del “vino nuovo in otri vecchi”, ma a rinnovare dalle radici l’umanità intera. Il suo inserimento nel tempo, nella vita e nella storia umana dà al mondo un volto e un senso nuovo; la vecchia mentalità dei farisei, fatta di prescrizioni, non è capace di accogliere questa “novità”, occorre pertanto una mentalità nuova edificata sulla parola di Gesù Cristo. Egli non è venuto a restaurare la sinagoga, ma a fondare la sua Chiesa “novità” nata dal suo sacrificio; e soltanto a lei consegnerà il “vino nuovo” del suo sangue e della sua dottrina perché ne alimenti la vita e nutra tutti i suoi figli in un banchetto nuziale che inizia quaggiù, ma che si compirà solo in cielo. Il rapporto con Gesù rende vecchie e inutili tutte quelle idee e quelle strutture che pretendono di programmare o manipolare la libertà dell’azione divina. ##


Un ultimo racconto termina il capitolo, anche qui un episodio che suscita scalpore da parte dei farisei sempre attenti a restare separati da ogni impurità e azione contraria alla legge, talmente attenti alle virgole da rimanere ciechi allo spirito che quella legge permea.


23 Ora accadde che di sabato egli attraversava i campi di grano, e i suoi discepoli cominciarono a camminare cogliendo+ le spighe.+ 24 E i farisei gli dicevano: “Vedi, perché fanno di sabato ciò che non è lecito?”+ 25 Ma egli disse loro: “Non avete mai letto ciò che fece Davide+ quando fu nel bisogno ed ebbe fame, lui e gli uomini che erano con lui?+ 26 Come entrò nella casa di Dio, secondo il racconto relativo ad Abiatar,+ capo sacerdote,* e mangiò i pani di presentazione,+ che non è lecito+ mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche agli uomini che erano con lui?”+ 27 E proseguì, dicendo loro: “Il sabato venne all’esistenza a causa dell’uomo,+ e non l’uomo a causa del sabato;+ 28 quindi il Figlio dell’uomo è Signore anche del sabato”.


Il sabato venne all'esistenza a causa dell'uomo e non l'uomo a causa del sabato. I farisei avevano completamente rovesciato le parti e le priorità. La legge era divenuta il loro Dio. Gli uomini a causa dei quali la legge era stata fatta, erano da essi disprezzati. Il sabato doveva essere un giorno gioioso, un giorno di meditazione e comunanza con Dio. Divenne invece motivo d'inciampo, un peso gravoso. 

Anche la forma di adorazione potrebbe divenire un peso se impastoiata in doveri e sensi di colpa. Quando cominciamo a contare le ore di sacro servizio, quando ciò che facciamo passa sotto la lente del giudizio tra spirituale e non spirituale, la leggerezza della spontaneità rischia di divenire ipocrisia. C'è molto da imparare dal modo di rapportarsi di Gesù alla religione e alle tradizioni, il suo messaggio desta scalpore non perchè insegna qualcosa di nuovo ma perché riporta l'adorazione alle origini, alla relazione intima tra Dio e l'uomo liberandola da opere esteriori e forzate, ad un servizio per l'occhio. Seguendo il Cristo si diviene inciampo per coloro che della forma religiosa hanno fatto un fine pensando di guadagnarsi la ricompensa con le loro opere anziché affidarsi al gratuito dono. Questo non significa che siamo liberi di peccare e vivere per noi stessi ma che la gioia e l'amore, e non il senso di colpa e il timore, ci hanno toccato il cuore spingendoci a seguire le orme del maestro. 


2 Cor 5:14 Infatti l’amore del Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione, che un solo uomo è morto per tutti;+ tutti erano dunque morti. 15  E lui è morto per tutti affinché quelli che vivono non vivano più per sé stessi,+ ma per colui che è morto per loro ed è stato risuscitato