domenica 25 febbraio 2018

Gesù e la discesa agli inferi


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I Pietro 3:18,20 il passo biblico della versione riveduta dice
"Poiché anche Cristo ha sofferto un volta per i peccati, egli giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte, quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito; 19 e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere, 20 i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè, mentre si preparava l’arca; nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate tra mezzo all’acqua. "
Nel versetto 19 Pietro ci porta a conoscenza di un fatto avvenuto in una realtá spirituale alternativa a quella terrena avvenuta poco dopo la morte di Gesú. Premettiamo che il versetto e stato oggetto di molte speculazioni scritturali esso per la chiesa Cattolica è una scrittura chiave del loro definito credo apostolico. Per la precisione il punto 5
...
4.patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
5. discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;
6. salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente:
...
Diciamo che nello studio della Bibbia cerchiamo di non lasciarci coinvolgere troppo dalle definizioni e dalle idee e come ricercatori prima di arrivare a conclusioni ci piace analizzare i versetti. Ora nel testo scritto si identificano in modo inequivocabile due soggetti che sono Gesù e gli "spiriti" e si parla di una predicazione fatta in un momento particolare. Chi sono questi spiriti? Perche sono in carcere? Perche Gesú predica loro? Cosa predica loro?
La prima interpretazione é che evidentemente Gesú abbia raggiunto un luogo spirituale apparentemente di perdizione, nel senso che diamo in italiano definendo un luogo oscuro sotterraneo come quello ricordato dal Boccaccio "dico costui più tosto dovere essere nelle man del diavolo in perdizione che in paradiso" (Decamerone) e quindi dove non è possibile nessun ritorno. In questo luogo vivono entità definite spiriti che oltre a ricevere una visita decisamente inusuale, viene predicato loro una testimonianza altrettanto anomala. Un luogo particolare perché invece, dall'atteggiamento di Gesú, non pare sia una perdizione irreversibile. 

Il termine carcere viene tradotto
5438 φυλακή phulake {foo-lak-ay'}
Significato: 1) guardia, guardare 1a) guardare, tenere la guardia  1b) le persone che sorvegliano, una guardia, sentinelle 1c) del luogo in cui sono tenuti i prigionieri, una prigione...
Origin: from 5442; TDNT - 9:241,1280; n f
Usage: AV - prison 36, watch 6, imprisonment 2, hold 1, cage 1, ward 1; 47

Quando è avvenuta? Il versetto non è proprio del tutto chiarissimo si intuisce però una sequenza temporale suddivisa in 4 eventi.
  1. Evento - Gesù soffre i peccati dell'umanità in vita
  2. Evento - Gesù Muore nella carne
  3. Evento - Gesù reso vivo nello spirito
  4. Evento - ( concomitante al 3 ) andò a predicare agli spiriti in carcere.
Non c'è molto in questo versetto che ci indichi che la predicazione agli spiriti in carcere sia avvenuta esattamente nei tre giorni seguenti alla morte prima della resurrezione. Anche nella scrittura di Efesini 4:8,10 si parla di salite e discese.
  • Efesini 4:8-10. "Per questo è detto: «Salito in alto, egli ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini». Ora, questo «è salito» che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa".  ( N.B la scrittura sembra a sua volta una citazione del Salmo 68:18: "Tu sei salito in alto, portando prigionieri, hai ricevuto doni dagli uomini, anche dai ribelli, per far qui la tua dimora, o SIGNORE, Dio".)
In questo caso si specificano delle modalità che sono riconducibili a Gesù ma non si definiscono ne i tempi ne i luoghi e anzi si fanno riferimenti profetici a scritture dell'antico testamento. Pare quindi che l'interpretazione di associare la visita di Gesù all'inferno nei 3 giorni che intercorrono fra la morte e la sua resurrezione sia il risultato di una tradizione entrata fra le prime comunità protocristiane tradizione che però non era condivisa da tutti ( es: il credo orientale non lo prevede). La visita di Gesù viene fatta in un posto dalle caratteristiche che oltrepassano la nostra esistenza non ne possiamo esserne quindi testimoni oculari ma solo testimoni nella fede per diretta intercessione dello spirito santo. Questi spiriti, Pietro ci spiega nel versetto seguente, sono identificati con persone spirituali che in opposizione alla volontà di Dio si spogliarono delle vesti ultraterrene per materializzarsi nella terra. Questa ribellione portò alle conseguenze che vengono descritte nel versetto seguente il 20. La presenza di questi spiriti è associata quindi ad un gruppo di scissionisti antidiluviani e questo ci pone delle perplessità ulteriori. La materializzazione era apparente? Evidentemente no, il racconto biblico ci dice che non solo si materializzarono ma adescando giovani fanciulle più o meno consenzienti e procrearono una razza ibrida di superuomini chiamati Nefilim rendendo molto concreto quell'adulterio spirituale. (Genesi 6:4) Se non era apparente, chi li ha presi dematerializzati e portati in questo nuovo luogo spirituale? Ancora, visto che questi scissionisti erano in realtà parte dell'organizzazione celeste di Dio ed erano angeli, perchè definirli spiriti? 
Il termine utilizzato è il solito "4151 πνεῦμα pneuma {pnyoo'-mah}" che è reso con Vento, Respiro. Ma in questo contesto viene rimandato al senso che ne da lo stesso Pietro nel capitolo seguente I Pietro 4:6:
"6... ma vivessero in quanto allo spirito dal punto di vista di Dio." 
Quindi il termine spirito per Pietro in quella lettera è contestualizzato a tutto ciò che non è parte visibile perché rimane al di fuori delle esperienze possibili umane ma di cui è comunque testimone.  Giuda 6 ci spiega un po' meglio è chiarifica che questi spiriti citati da Pietro non sono entità generiche ma hanno una personalità precisa. Questa caduta degli angeli ha fatto seguito una condanna che gli ha messi in un luogo di costrizione e in questo caso le carceri sono equiparate a "legami sempiterni!.
6 E gli angeli che non mantennero la loro posizione originale ma abbandonarono il proprio luogo di dimora li ha riservati al giudizio del gran giorno con legami sempiterni, sotto dense tenebre.
Queste persone spirituali sono angeli che hanno subito un "precedente" giudizio e sono confinati in un luogo indeterminato. Questo luogo era logisticamente vicino alla condizione di Gesù appena deceduto? Impossibile dirlo, sappiamo che il concetto di "confino" è ripreso da Giovanni in Rivelazione che in un passo della lettera ci porta a conoscenza di una guerra in cielo contro il principale gruppo di scissionisti spirituali che venne ostracizzato mandandoli proprio sulla terra. (Rivelazione 12:9)
Ma ritorniamo al versetto. Cosa può avere da dire Gesù a questi spiriti ? Il termine predicare è reso in greco Kerusso

2784 κηρύσσω kerusso {kay-roos'-so}

Significato: 1) essere un araldo, officiare come un araldo 1a) per proclamare secondo la maniera di un araldo 1b) sempre con il suggerimento di formalità, gravità e un'autorità che deve essere ascoltata e obbedita 2) per pubblicare, proclamare apertamente: qualcosa che è stato fatto 3) usato per l'annuncio pubblico del Vangelo e per le questioni ad esso relative, fatte da Giovanni Battista, da Gesù, dagli apostoli e da altri insegnanti cristiani
Origine: di incerta affinità; TDNT - 3: 697,430; v
Uso: AV - predica 51, pubblica 5, proclama 2, predica + 2258 2, predicatore 1; 61

[GING] proclamano ad alta voce, annunciano, menzionano pubblicamente, predicano più spesso in riferimento all'azione salvifica di Dio Mt 10:27;
(fonte BibleWorks)
Quindi probablmente è una predicazione dall'azione salvifica ma l'oggetto della predicazione però non lo sappiamo. Sappiamo che questi spiriti sono in carcere ma non sappiamo la condanna e non sappiamo se sono condanne redentive o se sono invece condanne all'ergastolo. Da qui è difficile capire il senso della predicazione così come lo intendiamo tradizionalmente. La consapevolezza che gli spiriti avevano di Gesù è testimoniata in diversi passi biblici. (Luca 4:40,41) Che bisogno aveva Gesù di confermare cose che loro già sapevano? Si può solo intuire che la testimonianza per avere senso, possa essere relativa a cose di cui questi spiriti non ne sono a conoscenza. Gesù è andato a testimoniare direttamente la sua risurrezione?
Analizzando il versetto 19 sembra che esso nasconda un aspetto non evidente. Rovesciando l'affermazione e facendola diventare una sostantivante "risposta" forse riusciamo ad ottenere qualche ulteriore indizio. La frase "e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere" quale domanda potrebbe soddisfare? Forse i primi cristiani volevano sapere "Cosa ha fatto Gesù nei tre giorni sulla terra prima di risorgere?" Forse si forse no alla fin fine Pietro ci ha risposto in modo fugace. Il problema (o anche il diavolo) sta nei dettagli e in tutte le conclusioni che hanno fatto seguito alla speculazione delle parole di questo versetto.
L'insieme di queste considerazioni hanno germinato altri tipi di idee che sono state ad esempio l'anima immortale, che esiste un luogo di tormento e poi tutti i concetti di redenzione, salvezza dal peccato, battesimo dei bambini le indulgenze plenarie e l'estrema unzione. Tutte considerazioni che alla fine hanno oltrepassato decisamente quello che è stato scritto facendo diventare la fede in Dio un giogo spirituale sempre più pesante. Alle volte bisognerebbe semplicemente fermarsi e magari accontentarsi di riconoscere che non possiamo avere le risposte a tutte le domande. E' vero che la giustizia umana non permette l'ignoranza ma forse anche per Dio l'ignoranza è parte del proposito. Comprendere in toto lo scibile biblico è un percorso che evidentemente non ci è concesso in questo momento. Se fosse così avremmo già raggiunto il traguardo ma finchè c'è un cammino da percorrere facciamo tutti affidamento nella misericordia di Dio come gratuito dono.

martedì 20 febbraio 2018

La generazione

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Una delle dottrine fondamentali dei Testimoni di Geova è rappresentata dal ritorno di Cristo in maniera invisibile nel 1914, col suo Regno costituito in cielo, ma solo successivamente egli spazzerà via il potere umano malvagio ad Har-Maghedon. I Testimoni di Geova da molto tempo insegnano che questo intervento contro i governi umani avverrà entro "una generazione". Ma qual era l'intendimento negli anni '60, '70, '80 e primi '90?
Notiamo come questo veniva spiegato nel famoso libro Verità:
"Quanto presto accadrà ciò? Lo stesso Figlio di Dio, Gesù Cristo dà la risposta . Dopo avere richiamato l'attenzione su molte cose che contrassegnano il periodo dal 1914 in poi come il "tempo della fine", Gesù disse: "Questa generazione non passerà affatto finché tutte queste cose non siamo avvenute". (Matteo 24:34) Quale generazione aveva in mente?
Gesù si era appena riferito a persone che avrebbero 'visto tutte queste cose'. "Queste cose" sono gli avvenimenti che si sono verificati dal 1914 e quelli che devono ancora accadere... Alcuni d'essi saranno ancora in vita per vedere la fine di questo sistema malvagio. Ciò vuol dire che resta solo un breve tempo prima che venga la fine! (Salmo 90:10) Ora è dunque il tempo di agire con urgenza se non volete essere spazzato via con questo sistema malvagio" - La Verità che Conduce alla Vita Eterna, 1968, pp. 94, 95, §§ 2, 3.
Mi rendo conto che questo rappresenta il "vecchio" intendimento, ma penso possano essere fatte alcune utili considerazioni.
1- Questo intendimento viene presentato come verità assoluta, infatti si dice "Gesù Cristo dà la risposta".
2- A conferma viene citata una scrittura fuori contesto (Salmo 90:10). Infatti in Salmo ci si riferisce alla durata media della vita umana, non alla durata di "una generazione".
3- Chi avesse messo in dubbio questo intendimento sarebbe stato considerato poco spirituale o peggio apostata, mentre il tempo ha dimostrato l'infondatezzadelle argomentazioni adotte dalla dirigenza dei Testimoni di Geova.
4- Si termina in tono "intimidatorio" sostenendo che bisogna agire con urgenza per non essere distrutti.
Ritengo che per non ripete gli errori sia necessario conoscerli, o come disse Malcolm X: "La storia è la memoria di un popolo, e senza una memoria, l’uomo è ridotto al rango di animale inferiore"
L'attuale intendimento riguardante il tempo che deve passare tra l'intronizzazione di Cristo in cielo (1914) e la guerra di Har-Maghedon contro i malvagi è ben espresso ne La Torre di Guardia:
"Lo schiavo fedele e discreto” usa da molto tempo questa rivista come canale principale per rivelare gradualmente le verità bibliche. (Matt. 24:45) Prendiamo ad esempio il nostro intendimento riguardo a coloro che formano “questa generazione” di cui parlò Gesù. (Leggi Matteo 24:32-34). A quale generazione si riferiva? Come spiegava l’articolo “Cosa significa per voi la presenza di Cristo?”, Gesù non si riferiva ai malvagi, ma ai suoi discepoli, che presto sarebbero stati unti con lo spirito santo. Sia nel I secolo che nei nostri giorni sarebbero stati gli unti seguaci di Cristo a vedere il segno e a comprenderne il significato, ovvero che Gesù “è vicino, alle porte”.
Cosa significa per noi questa spiegazione? Anche se non si può determinare l’esatta durata di “questa generazione”, è bene tener conto di alcuni aspetti legati al termine “generazione”: di solito si riferisce a un insieme di persone di varie età le cui vite si sovrappongono nel corso di un determinato periodo di tempo; non copre un periodo eccessivamente lungo; questo periodo ha una fine. (Eso. 1:6) Come dobbiamo quindi intendere ciò che Gesù disse riguardo a “questa generazione”? Evidentemente Gesù voleva dire che le vite degli unti che erano presenti nel 1914, quando si cominciò a vedere il segno, si sarebbero sovrapposte alle vite di altri cristiani unti che avrebbero visto l’inizio della grande tribolazione. Tale generazione ha avuto un inizio, e avrà sicuramente una fine. L’adempimento dei vari aspetti che compongono il segno indica chiaramente che la tribolazione deve essere vicina. Mantenendo il senso di urgenza ed essendo vigilanti dimostriamo di tenerci al passo con l’aumentare della luce spirituale e di seguire la guida dello spirito santo. — Mar. 13:37" - La Torre di Guardia 15 aprile 2010, p. 10, §§ 13,14
Questo intendimento non ha convinto molto la base dei Testimoni di Geova: infatti parlando con i fratelli i pochi che si dicono convinti sono solitamente quelli più impegnati in congregazione, come anziani e pionieri. Molti semplicemente lo ritengono l'ennesima speculazione per dire che la fine è vicina, infatti l'articolo afferma "l’adempimento dei vari aspetti che compongono il segno indica chiaramente che la tribolazione deve essere vicina". "Questa generazione non basta più, allora allunghiamola!", probabilmente si saranno detti ai vertici dell'organizzazione.
Vogliamo ora valutare le ragioni per le quali alcuni ritengono che le parole di Cristo riguardanti "questa generazione" non abbiano attinenza con i nostri giorni.
In Matteo 24:3 viene posta questa domanda a Gesù: “Dicci: Quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua presenza e del termine del sistema di cose?” e la sua risposta dopo aver elencato guerre, terremoti e pestilenze fu "Ora imparate dall’illustrazione del fico questo punto: Appena il suo ramoscello si fa tenero e mette le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte. Veramente vi dico che questa generazione non passerà affatto finché tutte queste cose non siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno affatto. In quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno sa, né gli angeli dei cieli né il Figlio, ma solo il Padre. Poiché come furono i giorni di Noè, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo"- (Matteo 24:32-37)
Valutiamo la grammatica. Questo è un aggettivo dimostrativo e viene utilizzato per indicare vicinanza di chi parla a qualcosa nel tempo e nello spazio. Quel invece viene utilizzato come aggettivo dimostrativo e indica in genere cosa o persona lontana nello spazio o nel tempo da chi parla e da chi ascolta. Probabilmente Gesù stava dicendo che "questa generazione" presente non sarebbe passata tutta prima che le cose predette si fossero avverate, in contrasto con "quel tempo e quell'ora", non meglio definiti perché lontani a Gesù e ai suoi ascoltatori. Penso non ci sarebbero dubbi se qualcuno vi dicesse "questa crisi economica è diversa da quella del '29". In questa frase ci si riferisce a due avvenimenti lontani nel tempo. "Questa crisi" si riferisce ai nostri giorni, mentre "quella del '29" è lontana nel tempo perché è stata vissuta dai nostri nonni.
Il contesto. Nel capitolo 23 di Matteo Gesù aveva parlato di avvenimenti simili condannando i capi religiosi di allora. Notiamo le sue parole: "Serpenti, progenie di vipere, come sfuggirete al giudizio della Geenna? ... Veramente vi dico: Tutte queste cose verranno su questa generazione" (Matteo 23: 33-36) Notiamo che qui è chiaro come non ci sia un secondo adempimento nelle parole di Gesù Cristo. Per di più nel capitolo 24 di Matteo Gesù non aveva intenzione di creare allarmismo o false aspettative tra i suoi servitori, infatti Gesù disse "Badate che nessuno vi svii" (Matteo 24:4) e ancora "Allora se qualcuno vi dice: ‘Ecco, il Cristo è qui’, o: ‘È là!’ non lo credete. Poiché sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti che faranno grandi segni e prodigi da sviare, se possibile, anche gli eletti" (Matteo 24: 23, 24) Il contesto quindi chiarisce che Gesù non voleva creare false aspettative, anzi desiderava che i suoi discepoli fossero prudenti e che discernessero gli avvenimenti. La generazione a non passare sarebbe stata costituita dai malvagi, tra i quali spiccavano i capi religiosi.

Ma vi sono altri versetti che ci aiutano a stabilire la durata di una generazione?

1. La generazione che udì le parole di Gesù vide adempiersi la profezia entro 37anni. Infatti Gesù le pronuncio nel 33 E. V. e già nel 70 E. V. Gerusalemme fu distrutta dalle legioni romane guidate dal generale Tito.
2. La generazione che fu condannata a morire nel deserto al tempo di Mosè ebbeun arco temporale di 40 anni. "L’ira di Geova divampò dunque contro Israele e li fece vagare nel deserto per quarant’anni, finché tutta la generazione che faceva il male agli occhi di Geova giunse alla sua fine" - Numeri 32:13
3. Descrivendo la benedizione di Geova sul fedele servitore Giobbe la Bibbiaafferma: "E dopo ciò Giobbe continuò a vivere per centoquarant’anni e vide i suoi figli e i suoi nipoti, quattro generazioni. E gradualmente Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni" - Giobbe 42:16,17 - In questi versetti si afferma che un arco temporale di 140 anni corrispondono a quattro generazioni, della durata di circa 35 anni ciascuna.

Tutti questi versetti ci aiutano a capire che nel comune parlare una generazione abbraccia il tempo che intercorre tra un padre e il proprio figlio e quindi all'incirca 35-40 anni nell'uso biblico.
Al termine di questa breve considerazione possiamo quindi affermare che quando Gesù citò "questa generazione" lo fece in maniera negativa e quindi per logica non voleva riferirsi ai suoi "fratelli spirituali". Non possiamo quindi speculare oltre sulle parole di Gesù, non era sua intenzione additare nel lontano futuro un periodo di tempo entro cui si sarebbero svolti particolari avvenimenti, infatti poi aggiunse "In quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno sa, né gli angeli dei cieli né il Figlio, ma solo il Padre". Una sola domanda: perché l'organizzazione continua a porre "una carota" di fronte ai fratelli?

venerdì 5 maggio 2017

Il punto di vista biblico: Dovrebbe esistere la distinzione fra clero e laicato?

Il punto di vista biblico: Dovrebbe esistere la distinzione fra clero e laicato?

Questo era l'interessante titolo di un articolo della rivista Svegliatevi di Agosto 2009. Nell'articolo in questione si evidenziava come nei tempi apostolici non vi fossero gruppi o ordini che potessero dividere i fedeli in qualche forma di clero e laicato. Come questo fosse avvenuto a posteriori e fosse la cartina di tornasole di un guastarsi dello spirito cristiano originale, viene dimostrato con la citazione di una enciclopedia che dice:

“Si creò gradualmente una divisione tra clero, costituito dagli officianti, e laicato, composto da tutti gli altri . . . I ‘comuni’ fedeli della Chiesa cominciarono a essere visti come una massa di persone senza alcuna competenza”. (Encyclopedia of Christianity)

Questa differenziazione divenne più netta nel III secolo E.V., oltre duecento anni dopo la venuta di Gesù Cristo. Correttamente veniva spiegato come lo stesso Gesù avesse espresso la sua idea in merito a possibili divisioni in classi e gruppi con le parole che troviamo in Matteo 23:8, quando disse: “Voi siete tutti fratelli”. Naturalmente, questo non stava a significare che non vi potessero essere diverse competenze all'interno delle comunità cristiane, non tutti erano pastori ad esempio, ed ognuno nella ekklesia aveva un posto diverso, così come gli organi di uno stesso organismo non potevano essere tutti uguali.

Ma il “voi siete tutti fratelli”, presupponeva che la funzione che ognuno svolgeva per la comunità non lo rendesse diverso da tutti gli altri, ne poteva rinchiudersi in un circolo, una casta, un'ordine monastico che desse anche solo l'idea che fossero tutti frateli ma qualcuno fosse più fratello di qualcun altro. L'articolo identificava almeno 6 pericoli insiti nella creazione di una classe clericale:

1. L’esistenza di una classe clericale implica che si debba avere una speciale vocazione per essere ministri di Dio.
2. La distinzione fra clero e laicato esalta la classe clericale, com’è evidente dall’uso di titoli ossequiosi.
3. Un clero stipendiato può imporre un pesante onere finanziario sui fedeli, soprattutto se ha un alto tenore di vita.
4. Un ecclesiastico che dipende economicamente dai fedeli potrebbe essere tentato di annacquare il messaggio della Bibbia per compiacerli.
5. La distinzione fra clero e laicato può indurre le persone comuni a demandare la religione al clero...
6. Se non conoscono la Bibbia, i laici possono essere facilmente sviati dagli ecclesiastici, o addirittura sfruttati.

La conclusione dell'articolo ricordava come, a differenza di altre confessioni religiose, i Testimoni di Geova non siano divisi in classi, tipo laici e clero. A distanza di anni da questo articolo, ne troviamo un altro presente nella Torre di Guardia edizione per lo studio di Aprile 2017 (visionabile tranquillamente sul sito jw.org) dal titolo:

“Il voto che hai fatto, pagalo”

Che rapporto esiste tra quello del 2009 e questo? L'argomento dell'articolo sostanzialmente ruota sulla necessità di essere persone affidabili, che quando prendono un impegno e danno una parola non se la rimangiano durante il cammino, ne per così dire vogliano cambiare i termini di un contratto dopo che l'hanno sottoscritto. Seguono esempi biblici che richiamano l'attenzione sul mantenere i propri voti o promesse. Per quanto riguarda i Testimoni di Geova, anche senza leggere l'articolo ci viene in mente subito il voto di dedicazione, che chi si battezza ha fatto a suo tempo. Infatti, c'è un apposito sottotitolo che lo ricorda: IL NOSTRO VOTO DI DEDICAZIONE. Diciamo che, per quanto attiene alle promesse di tipo direttamente religioso, (esludendo il matrimonio e simili) l'articolo dovrebbe esaurire li l'argomento con quello che è l'unico voto che coinvolge tutto il gruppo o classe esistente tra i Testimoni. Ma, sorpresa c'è un altro sottotitolo: IL VOTO DEI SERVITORI SPECIALI A TEMPO PIENO

E questi chi sono, e cos'è questo voto?

Diciamo subito che è necessario leggere con attenzione il sottotitolo per capire che non stiamo parlando di chi serve a tempo pieno e basta. C'è quella parolina, “speciali” che ci fa comprendere che parliamo di un altro gruppo di persone all'interno dell'organizzazione. Un gruppo che non è identificato dalla mansione che svolge, ma addirittura da un voto separato, non un voto personale ma su carta e aggiuntivo rispetto a quello che tutti i Testimoni di Geova hanno fatto. Al paragrafo 19, scopriamo che nemmeno tutti i pionieri regolari che svolgono il loro servizio a tempo pieno, fanno parte di questo gruppo ma solo beteliti, chi è coinvolto in progetti di costruzione, sorveglianti di circoscrizione, insegnanti sul campo, pionieri speciali, missionari oppure i custodi presso una Sala delle Assemblee o la sede di una scuola biblica. E udite udite fanno un voto diverso dagli altri di cui mai abbiamo sentito parlare in relazione ai Testimoni, il “Voto di ubbidienza e povertà”. I Domenicani, i frati Francescani ed altri ordini religiosi fanno questi voti (fatevi un giro su internet), tra cui ora anche l' ORDINE MONDIALE DEI SERVITORI SPECIALI A TEMPO PIENO dei Testimoni di Geova.

E' un clero? Vi do' qualche informazione e giudicate da voi…

Chi fa parte di questo Ordine riceve una nomina speciale direttamente dal Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, tutti gli altri: proclamatori locali, pionieri ausiliari e regolari, servitori di ministero e anziani locali, no. Chi fa parte di questo Ordine viene materialmente sostenuto come disposto dal Corpo Direttivo ricevendo vitto, alloggio, assicurazione sanitaria/previdenziale, rimborso spese e nel caso dei Viaggianti anche la macchina, tutti gli altri: proclamatori locali, pionieri ausiliari e regolari, servitori di ministero e anziani locali, no. Anzi questo Ordine dipende materialmente dalle contribuzioni di questi ultimi. (punto 6 della Svegliatevi?) Chi fa parte di questo Ordine può essere rimosso solo dal Corpo Direttivo, fa un voto di obbedienza ufficiale, su una dichiarazione scritta apposita. I casi giudiziari dei componenti questo Ordine vengono trattati da anziani che appartengono al loro stesso ORDINE, tutti gli altri: proclamatori locali, pionieri ausiliari e regolari, servitori di ministero e anziani locali, dai Viaggianti e dai componenti del loro stesso “ordine” (minuscolo voluto). Mancano i titoli altisonanti direte, sbagliato! Al prossimo congresso fate caso alle presentazioni degli oratori tipo: ...lasciamo ora la parola al fratello….membro del Comitato della Filiale..., da...anni nel servizio a tempo pieno, nonché….(e giù applausi)

È assai sorprendente che le ricchezze degli uomini di Chiesa si siano originate da princìpi di povertà. (De Montesquieu)

martedì 4 aprile 2017

La disassociazione

Video processo commissione australiana abusi sessuali. Considerazioni sulla disassociazione e l'ostracismo. Da analizzare le risposte. Interrogatorio Giudice McClellan.



sabato 25 marzo 2017

Linee guida

Di seguito la prima versione di norma comportamentale che dovrebbe guidare lo spirito dei partecipanti a questo blog. Ovviamente saranno possibili in futuro possibili modifiche o aggiornamenti.

  1. Date onore a Dio e non agli uomini, non discutiamo di cose futili (Ebrei 4:13) "E non c’è creazione che non sia manifesta alla sua vista, ma tutte le cose sono nude e apertamente esposte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto." (1 Corinti 3:19, 21) "Poiché la sapienza di questo mondo è stoltezza presso Dio; poiché è scritto: “Egli prende i saggi nella loro astuzia”. 20 E ancora: “Geova sa che i ragionamenti dei saggi sono futili”.21 Nessuno si vanti dunque negli uomini; poiché tutte le cose appartengono a voi,"
  2. Ascoltare tutti gli aspetti di una questione senza pregiudizi e tabù (Prov. 18:17 Nuova Riveduta) "Il primo a perorare la propria causa pare che abbia ragione; ma viene l'altra parte, e lo mette alla prova."
  3. Fornire a noi stessi e ad altri gli strumenti di studio e riflessione, stimolando la sopìta capacità di pensare e farsi domande per evitare che pratiche o ragionamenti tortuosi distruggano emotivamente e spiritualmente. (Proverbi 2:10-15)  "Quando la sapienza sarà entrata nel tuo cuore e la conoscenza stessa sarà divenuta piacevole alla tua medesima anima, 11 la stessa capacità di pensare veglierà su di te, il discernimento stesso ti salvaguarderà, 12 per liberarti dalla cattiva via, dall’uomo che pronuncia cose perverse, 13 da quelli che lasciano i sentieri della rettitudine per camminare nelle vie delle tenebre, 14 da quelli che si rallegrano nel fare il male, che gioiscono nelle cose perverse della malizia; 15 quelli i cui sentieri sono storti e che sono tortuosi nel loro corso generale;"
  4. Gli argomenti devono essere ben documentati ed espressi con rispetto e buongusto (Ecclesiaste 12:10) "Il congregatore cercò di trovare le parole dilettevoli e la scrittura di corrette parole di verità."
  5. Anche quando dobbiamo smontare convinzioni radicate, non distruggiamo ma lasciamo un’alternativa che permetta di costruire qualcosa di buono (Isaia 42:2, 3)"Non romperà la canna schiacciata; e in quanto al lucignolo dalla luce fioca, non lo estinguerà. Con verità recherà giustizia."
  6. Prediligere la sintesi dei concetti resistendo dalla tentazione grafomane a lunghi e inutili prosopopee per spiegare teorie del tutto. Per post normali le dimensioni non dovrebbero superare quelle di uno o due schermi. (Proverbi 15:16)"È meglio un poco nel timore di Geova che una provvista abbondante insieme a confusione."
  7. Pensate 100 volte e postate una volta sola... (Matteo 16:22) "Allora Pietro lo prese in disparte, e cominciò a rimproverarlo, dicendo: “Sii benigno con te stesso, Signore; tu non avrai affatto questo [destino]”
  8. Rilassatevi. Vivete con la giusta disposizione di spirito non lasciate che il sentimento della rabbia prenda il soppravvento (Proverbi 29:22,23)"L’uomo dato all’ira suscita contesa, e chi è incline al furore fa molte trasgressioni. 23 La medesima superbia dell’uomo terreno lo umilierà, ma chi è umile di spirito afferrerà la gloria."
  9. Non manifestare pregiudizi per nessuna ipotesi, valutatela serenamente. (Giacomo 1:19) "pronto a udire, lento a parlare, lento all'ira".
  10. Ricercate la verità nelle acque profonde della parola di Dio e nelle espressioni ispirate, anche negli aspetti controversi. Potremmo non aver valutato bene quello in cui crediamo e scoprire poi realtà diverse potrebbero demolire la fede. Prendere in considerazione che Dio non esiste non è mancanza di fede ma è volontà di rafforzarla. (1 Corinti 2:14,15)"14 Ma l’uomo fisico non riceve le cose dello spirito di Dio, poiché per lui sono stoltezza; e non [le] può conoscere, perché sono esaminate spiritualmente. 15 Comunque, l’uomo spirituale esamina in realtà tutte le cose"
  11. La complessità di un argomento non lo rende più vero. A chi piacciono i latinismi "pluralitas non est ponenda sine necessitate" Citazione attribuita ad Occam padre del pensiero scientifico che tradotta più o meno dice "Considerate pluralità delle ipotesi solo se è necessario". Cosa coerente con la ben antecedente indicazione biblica (Proverbi 10:19) "19 Nell’abbondanza delle parole non manca la trasgressione,+ ma chi tiene a bada le sue labbra agisce con discrezione."
  12. Qualsiasi sia la tua condizione spirituale, mantieni alta la guardia e le norme morali che Geova Dio richiede. Siate sempre assennati ( 2 Corinti 3:14) "14 Tu, comunque, rimani nelle cose che hai imparato e sei stato persuaso a credere, sapendo da quali persone le hai imparate 15 e che dall’infanzia hai conosciuto gli scritti sacri, che possono renderti saggio per la salvezza per mezzo della fede riguardo a Cristo Gesù."

mercoledì 22 marzo 2017

Le 12 Pietre

Ancora qualche passo e il guado, se così si può definire, sarebbe terminato. Il letto asciutto del fiume faceva non poca impressione, l'acqua sarebbe dovuta provenire da destra dalle sorgenti del monte Hermon per raggiungere il Mar Morto. Conosceva bene il fiume e sapeva che il letto prosciugato non era per opera dell'uomo. Guardava indietro la lunga carovana di persone e intuì che sarebbe stato necessario ancora molto tempo prima che tutto il popolo di Israele lo attraversasse. Una piccola parte si era fermata non molto distante da li e li avrebbero raggiunti dopo. Per lui era molto più che una sponda del fiume era quello che aveva sempre sognato e desiderato da quando era nato. Era la fine dell'esodo, era la terra promessa da Geova. Quella terra fertile dove scorreva latte e miele ed era proprio li a pochi passi. Giosuè così si fermo poco dopo assieme ai suoi uomini. Geova gli parlò. La sacra scrittura in Giosuè 4:12 dice 
"E avvenne che appena l’intera nazione ebbe terminato di passare il Giordano, Geova diceva a Giosuè: 2 “Prenditi dal popolo dodici uomini, un uomo per ciascuna tribù, 3 e comanda loro dicendo: ‘Prendetevi proprio di mezzo al Giordano, dal luogo dove i piedi dei sacerdoti stettero immobili, dodici pietre, e dovete portarle con voi e depositarle nell'alloggiamento in cui alloggerete questa notte’”. 
Fece così chiamare i rappresentanti delle dodici famiglie, quella era un occasione che Geova aveva già comandato a Mosè di seguire poco tempo prima (Deuteronomio 27:2). L'acqua sarebbe presto tornata per prendere di nuovo possesso di quel greto del fiume, ma ora si doveva commemorare quel momento. Giosuè guardava quelle pietre di fiume che a differenza di tutte le altre pietre del deserto erano piacevolmente lisce e arrotondate. Le guardava perché quando il fiume avrebbe ripreso il suo corso l'acqua le avrebbe di nuovo nascoste e sarebbero state celate per sempre dalla sua vista. Arrivarono i rappresentati e si avvicinarono a Giosuè. Quello era il momento che tutti aspettavano, c'era gioia mischiata a stupore forse anche incredulità. Lui davanti a se aveva questa piccola piramide di pietre. Quelle pietre non rappresentavano solo una promessa mantenuta, non erano solo la ricevuta di un pagamento che era stato onorato. Erano la conferma della presenza di Geova e della sua lealtà a chi gli era stato leale. Lealtà a chi non aveva mai ceduto, a chi aveva creduto e riposto fede in lui nonostante il deserto le serpi velenose la sete e la fame di quaranta anni nel deserto. Quelle pietre sarebbero servite a ricordarsi che Geova Dio è l'unico essere supremo a cui dobbiamo dedizione e devozione. Giosuè 4:5 e Giosuè diceva loro: 
“Passate davanti all’arca di Geova vostro Dio in mezzo al Giordano, e mettetevi ciascuno una pietra sulla spalla, secondo il numero delle tribù dei figli d’Israele,” 

Noi eravamo così, nella aridità del deserto, nel dolore di una vita ostile dove la sopravvivenza, l'ansietà e la malizia stavano per prendere il sopravvento. Poi Geova alzando il fiume ci ha permesso di raggiungere anche a noi la terra promessa spirituale. Ha svelato le pietre di quel fiume che rappresentano le promesse mantenute di Geova. Anche a noi che nonostante i nostri errori ci sforziamo di rimanere fedeli ai suoi statuti, continuando a cercarlo come tesori nascosti abbiamo riconosciuto che abbiamo 12 pietre che suggellano l'entrata nella terra promessa nell'odierno regno di Dio. Abbiamo imparato che il regno è stato stabilito nei cieli ed è spirituale così abbiamo imparato che possiamo solo raggiungerlo attraverso le nostre qualità spirituali che Geova stesso ci ha svelato. Il mondo le acque del Giordano ci impediscono di arrivare al regno ma Geova ne ha interrotto il flusso e ci ha attirato a se. Così mi ha svelato le 12 qualità che dovevo imparare a coltivare
Ho scoperto la pietra dell'amore, che non è quell'amore debole accondiscendente, piuttosto un amore forte deciso, che non scende a compromessi che è il motore motivante di tutte le altre 11 pietre. ( Deuteronomio 30:6 ) E Geova tuo Dio dovrà circoncidere il tuo cuore e il cuore della tua progenie, affinché tu ami Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima per amore della tua vita.
  1. Ho scoperto la pietra della Fede, nel senso di sicura aspettazione che non traballa davanti a nessuna verità anche quelle più scomode. Una fede che non mi impedisce di rimettermi in discussione ( I Timoteo 5: 8) Certo, se qualcuno non provvede ai suoi, e specialmente a quelli della sua casa, ha rinnegato la fede ed è peggiore di uno senza fede. 
  2. Ho scoperto la pietra della Giustizia quella bella che distingue il bene dal male e non quella che discrimina e che cede al compromesso ( Isaia 1:17,18 ) 17 Imparate a fare il bene; ricercate la giustizia; raddrizzate l’oppressore; rendete giudizio all'orfano di padre; perorate la causa della vedova”.18 “Venite, ora, e mettiamo le cose a posto fra noi”, dice Geova. “Benché i vostri peccati siano come lo scarlatto, saranno resi bianchi proprio come la neve; benché siano rossi come il panno cremisi, diverranno pure come la lana.
  3. Ho scoperto la pietra della Coerenza perchè non devo predicare ciò che non credo e desidero che i frutti mostrati provengano dall'albero della verità che ho imparato a coltivare ( Matteo 7:15-20 )
  4. Ho scoperto la pietra della Previdenza perché i tempi sono duri e dobbiamo essere pronti per superare i tempi difficili. Noè ha dovuto costruire un arca per salvarsi la vita posso davvero credere che il prossimo Harmaghedon sia diverso?
  5. Ho scoperto la pietra dell'Empatia, della immedesimazione senza compromessi. ( Matteo 12:15 ) 15 Rallegratevi con quelli che si rallegrano; piangete con quelli che piangono. 16 Abbiate verso gli altri i medesimi sentimenti che avete verso voi stessi; non pensate alle cose alte, ma siate attirati dalle cose modeste. Non divenite discreti ai vostri propri occhi.
  6. Ho scoperto la pietra della Costanza quella volta a cercare l'interessi del regno ed quella che salverà sempre il fedele servitore (Daniele 12:16) Pertanto il re stesso comandò, e portarono Daniele e lo gettarono nella fossa dei leoni. Il re rispondeva e diceva a Daniele: “Il tuo Dio che servi con costanza, egli stesso ti libererà”.
  7. Ho scoperto la pietra della Sopportazione perché nella vita le cadute e i fallimenti possono essere anche all'ordine del giorno. ( Romani 2:4 ) 4 O disprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua sopportazione e della sua longanimità, perché non sai che la benevola [qualità] di Dio cerca di condurti al pentimento?
  8. Ho scoperto la pietra del Discernimento perché la conoscenza dogmatica ti fa diventare un rumoroso cembalo. (Proverbi 8:1) Non continua la sapienza a chiamare, e non continua il discernimento ad alzare la voce?
  9. Ho scoperto la pietra dell'Intraprendenza nel propormi prima che qualcuno mi chieda il suo aiuto.( Giovanni 5:30) Io non posso fare una sola cosa di mia propria iniziativa; come odo, giudico; e il giudizio che rendo è giusto, perché non cerco la mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato
  10. Ho scoperto la pietra dell'Umiltà nel evitare che la gloria mostratami soddisfacesse l'egoismo ( Proverbi 5:33) Il timore di Geova è una disciplina verso la sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà.
  11. Ho scoperto la pietra della Passione. Ma non quella irrazionale e volta alla soddisfazione personale ma quella santa per tutto lo scibile umano, la passione per lo studio per la conoscenza del creato, per la ricerca della natura delle cose.
  12. Ho scoperto la pietra dell'amore. Quello vero, sincero caldo come un abbraccio che è diventato una fonte di acqua zampillante di ristoro per distinguermi nelle opere di misericordia
Tutte queste pietre, le ho messe li per non dimenticare quanto Geova sia la mia guida e una lampada al mio cammino, ma ognuno di noi ha delle verità che gli sono state svelate e l'hanno fatto entrare nel regno. Le abbiamo dimenticate?

Giosuè 4:6 6 “affinché questo serva di segno in mezzo a voi. Nel caso che i vostri figli chiedano nel tempo avvenire, dicendo: ‘Perché avete queste pietre?’ 7 allora dovrete dire loro: ‘Perché le acque del Giordano furono recise d’innanzi all’arca del patto di Geova. Quando essa passò attraverso il Giordano le acque del Giordano furono recise, e queste pietre devono servire come memoriale per i figli d’Israele a tempo indefinito’”.

martedì 21 marzo 2017

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6 Confidate in Geova

Buona permanenza a tutti.

lunedì 13 marzo 2017

L'eresia delle riforme

Cari fratelli


Origene
Così è se vi pare, il susseguire delle cose. Le continue domande che si pongono i consapevoli rimangono sospese, osservando gli eventi che inesorabili accadono sopra di noi. Gira questa terra e ad ogni rivoluzione tutto nasce e tutto muore in una continua rigenerazione della vita e delle idee. Facciamo così girare la terra indietro 10 100 1000 anni. Niente cambierebbe nella turbinosa umanità che costantemente alla ricerca di Dio cerca di trovare quella lontana pace perduta per sempre. Prima di Cristo? L'illusione di avercela quasi fatta. Dopo Cristo? L'era dello scontro ideologico continuo. Quelli si che erano i tempi dove le idee venivano messe continuamente a confronto. Perché esiste la malvagità? Come può un Dio perfetto creare qualcosa dove coesistano il bene e il male? Di che natura era Cristo? Era davvero il messia predetto? Questi dubbi venivano affrontati e discussi con caparbietà, alcune volte con metodo altre con pretesti. Ad esempio Celso un famoso filosofo greco del II secolo scrisse un libello l'Alethès lógos tradotto "la Verità " dove sostiene che Gesù fosse nato dall'adulterio fra Maria e un centurione romano che si chiamava come le volanti anni 70 della polizia italiana, Panthera. Origene (180dC) detto anche Adamanzio fu uno dei più famosi filosofi e teologi della chiesa primordiale. Un giorno rispose con un altro libello alla blasfemia dell'infedele. Per evitare ambiguità lo intitolò "Contro Celso" e al suo interno confutò tutte le ipotesi bislacche che l'infedele era andato a raccontare. Ma nonostante queste schermaglie, il cristianesimo continuava a crescere inesorabile. Poi verso il terzo secolo divenne un dilagante fenomeno sociale. Tanto da ottenere le attenzioni dell'impero romano che in evidente crisi di identità gli fece dono di una furibonda quanto sconclusionata feroce persecuzione


Uno dei primi gruppi eretici che hanno contestato le procedure interne alla chiesa erano i Donatisti. Si narra che questo gruppo di cristiani ortodossi nacque appunto, durante la terribile persecuzione di Diocleziano, siamo infatti intorno al 300 dC. Diocleziano si accorse che l'attività cristiana stava dilagando nell'impero compromettendo le relazioni sociali e i centri di potere, tentò di debellarla con una intensa repressione e persecuzione. Molti si immolarono diventando martiri e mantennero la fede, ma molti altri rinunciarono al martirio. Queste persone rimnegando la fede ottennero salva la vita, ma poi ritornarono alla chiesa facendo ammenda ed espiando i peccati. Ora fin tanto che queste persone provenivano dalla plebe, dal volgo, dal popolo comune, diciamo che la cosa poteva forse anche essere tollerata. Ma quando fu evidente che gli apostati e miscredenti temporanei provenivano anche dalle alte sfere del clero, coinvolgendo vescovi e tutti i religiosi istituzionalizzati, le cose cambiarono. Rientrando nell'organizzazione cristiana, i rinnegati mantennero la nomina e tutte le relative mansioni sacerdotali fra i quali anche L'ordinare i sacramenti.
Diocleziano Museo Intsambul

Con il crearsi di una struttura cristiana organizzata era inevitabile sovrapporre gli interessi terreni agli interessi spirituali, per questo sono nate così subito le prime discordie teologiche, di chi non accettava questi compromesso.

Cosa accadde? In una delle provincie africane Il vescovo di Nubida, Donato di Case Nere (270 dC) considerò, in modo peraltro intransigente, traditori e apostati questi eminenti esponenti della fede. Donato e i suoi seguaci, futuri scissionisti, erano orripilati dall'idea di ricevere un sacramento da uno che aveva rinnegato la fede, contestavano questo modus operandi sostenevano che ci fosse come una sorta di relazione fra la santità del sacramento e la dignità di chi lo emendava. In parole povere per i Donatisti i sacramenti fatti da queste persone non potevano essere validi. Lo scontro ideologico salì di grado e divenne evidente quando la chiesa invece assecondò questo problema mettendo evidentemente al primo posto altri interessi. 

Così gli scontri si risolsero in scomuniche reciproche gli uni che davano degli apostati agli altri..
Nulla di nuovo sotto il sole quindi se scopriamo che i dissidi sui modi di esprimere il cristianesimo sfociano in inutili disassociazioni. Già questo non siamo per nulla originali e mai sorprenderci troppo perché presto scopriremo anche altri dettagli che ci interesseranno più da vicino.