Il titolo è già una notizia. Sintetizzo in modo brutale: Ciascun Testimone dovrà decidere se accettare o donare i principali componenti del sangue e la congregazione non dovrà indagare. La posizione sul sangue intero, precisa il comunicato, resta invariata quindi non viene concesso l'uso per violazione del principio biblico. Mentre i suoi quattro componenti principali, cioè globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, se presi separatamente diventano materia di coscienza personale. A volte la teologia si inventa applicazioni di matematica di base: la somma dei componenti cambia il peso morale della coscienza. La premessa di questo post è che questo è un evento epocale perchè con l’iniziativa hanno smantellato oltre a tutto il palinsesto dei comitati sanitari, che facevano casini in tutto il mondo e adesso sono nel caos estremo, ma hanno smantellato anche il concetto di luce progressiva. Perchè questo è un vero salto interpretativo biblico che ha l'effetto traumatico di svelare un po' quello che c'è dietro a questa organizzazione... il nulla. Ma analizziamo un po' tutti i punti in questione meglio
Nel comunicato ufficiale JW.org del 18 settembre 2026 si legge:
“the decision to accept red cells, white cells, plasma or platelets [...] is a matter of personal conscience.”
JW.org, Jehovah’s Witnesses: Each Witness Now Decides Whether to Accept or Donate Main Blood Components, 18 settembre 2026
Dove si dichiara che la decisione di accettare i quattro componenti diventa una questione di coscienza personale. Poche righe dopo arriva la motivazione:
“Since the Bible does not comment on such decisions, they are a matter of individual conscience.”
JW.org, 18 settembre 2026
Così si scopre l'acqua calda, dove i massimi esperti dell'universo scoprono dopo quasi due secoli di studi continui giornalieri che la Bibbia non commenta una decisione che ha diretto impatto con le sue scelte sanitarie. Quindi per grazia ricevuta si declassa il dogma della santità del sangue a decisione di coscienza. È una frase semplice. Perfino rassicurante.
Nel post “Il percorso di un dogma”, pubblicato su Osservatore Teocratico l’8 marzo 2026, veniva ricostruita una sequenza di date. Prima della metà degli anni Quaranta, la posizione non aveva ancora assunto la forma del divieto che conosciamo oggi. Poi, nel 1945, la Watchtower o meglio i suoi apologisti sviluppa vano in modo esplicito la posizione secondo cui il cristiano deve astenersi dalle trasfusioni di sangue. Da lì il linguaggio si irrigidirà progressivamente con l'idea che se uno fa bene due fa meglio.
Nel 1959, la questione non ha ancora assunto la forma disciplinare che prenderà dopo. La Torre di Guardia del 15 luglio 1959, citata nello stesso post, affermava:
“Le congregazioni non hanno mai ricevuto istruzione di disassociare coloro che ricevono volontariamente trasfusioni di sangue.”
La frase è interessante non solo per ciò che dice, ma per ciò che lascia intravedere. Esisteva già un divieto religioso ma era già evidente che qualcuno saggiamente voleva mettere dei paletti che sono stati fatti tutti saltare da un ondata barbara che di li a poco avrebbe preso il controllo dell'organizzazione. Esisteva una valutazione negativa ma questa evidentemente non era stata inserita nell'automatismo disciplinare tribale e settario che avrebbe preso in ostaggio l'intera struttura sino ai nostri giorni.
Nel 1961 la trasfusione entra nello spazio della disciplina congregazionale. Quasi quarant’anni dopo, nel 2000, il lessico cambiò: non è più formalmente la congregazione che disassocia chi accetta sangue; è la persona che, accettandolo volontariamente e senza pentimento, viene considerata come dissociata. L’effetto pratico resta lo stesso. Cambia solo il soggetto della frase. Quello che è avvenuto quindi non è più soltanto la descrizione di un evento dove la semplice congregazione che brucia nel rog... (scusate), espelle il malcapitato. Una soluzione davvero elegante, almeno sul piano grammaticale: se il peso morale resta scomodo, si può sempre spostare il soggetto della frase. Con un effetto collaterale nel cortocircuito delle responsabilità hanno inventato nel contempo un dettaglio procedurale non indifferente che è stato quello di includere le famiglie all'interno della struttura congregazionale stabilendo un limite fisico tra la persona e i suoi affetti più cari
Nel frattempo, il testo biblico invocato rimase lo stesso.
Atti 15:28, 29:
“Astenervi [...] dal sangue.”
Una frase antica, collocata dentro una controversia del primo secolo: credenti ebrei, credenti gentili, tavola comune, contaminazione, convivenza religiosa in un contesto che si capisce benissimo quale è.
Nel post “La Watchtower potrebbe tornare al pensiero di Russell su Atti 15:29?”, pubblicato il 27 dicembre 2025, Osservatore Teocratico riassumeva così la lettura del problema:
“Il decreto era culturale, non dottrinale.”
Osservatore Teocratico, La Watchtower potrebbe tornare al pensiero di Russell su Atti 15:29?, 27 dicembre 2025
E ancora poco dopo sulla scrittura in oggetto:
“Non riguardava l’uso terapeutico del sangue.”
Osservatore Teocratico, 27 dicembre 2025
Qui non c’è bisogno di aggiungere molto. Basta osservare la distanza tra le parole del testo antico e gli oggetti della discussione moderna. Atti 15 non nomina plasma. Non nomina piastrine. Non nomina globuli rossi. Non nomina chirurgia. Non nomina oncologia. Non nomina emorragie post-partum. Non nomina una sala operatoria. Eppure, per molto tempo, quei mondi sono stati tenuti insieme da un’analogia che sostanzialmente si basava sul costrutto logico di paragonare l'assunzione del sangue come alimento a quello come terapia.
Nel post “Quando capire non basta”, pubblicato nel feed di Osservatore Teocratico il 16 agosto 2025, la domanda veniva formulata in modo quasi elementare:
“Basterebbe chiedersi se in quel versetto l'apostolo Paolo parlasse davvero delle trasfusioni di sangue.”
Osservatore Teocratico, Quando capire non basta, 16 agosto 2025
È una domanda semplice che non ha bisogno di essere spiegata. Per decenni, tuttavia, la risposta pratica era già stabilita. Non occorreva che il testo parlasse di trasfusioni perché l’organizzazione potesse ricondurle al comando di astenersi dal sangue. Non occorreva che il testo parlasse di componenti principali perché quei componenti venissero collocati nello stesso perimetro religioso.
Poi, lentamente, quel perimetro comincia a modificarsi. Alcune frazioni diventano materia di coscienza. Alcune procedure mediche vengono riconsiderate. Nel 2026 viene riconosciuto l’uso del proprio sangue in ambito medico e chirurgico. Il 18 settembre 2026 come uno tsunami la stessa logica viene estesa ai quattro componenti principali.
Nel post “Breaking news: e venne il giorno...”, pubblicato da Osservatore Teocratico il 18 settembre 2026, la traduzione dell’aggiornamento n. 6 riporta questa frase:
“poiché le Scritture non parlano dei vari prodotti che possono derivare dal sangue [...] non siamo autorizzati ad andare oltre le cose che sono scritte.”
Traduzione dell’aggiornamento n. 6, citata in Osservatore Teocratico, Breaking news: e venne il giorno..., 18 settembre 2026
Il riferimento è 1 Corinti 4:6:
“Non andare oltre ciò che è scritto.”
Notate bene anche l'ulteriore dettaglio nel medesimo aggiornamento compare anche un’altra frase:
“ogni cristiano deve prendere la propria decisione personale.”
Traduzione dell’aggiornamento n. 6, Osservatore Teocratico, 18 settembre 2026
A sostegno vengono richiamati altri testi biblici. Galati 6:5:
“Ciascuno porterà il proprio carico.”
E Romani 14:12:
“Ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso.”
Sono versetti sobri. Ovviamente condivisibili che non contengono procedure. Non aprono comitati. Non stabiliscono annunci alla congregazione. Restituiscono il peso della scelta al singolo. Con un dettaglio paradossale e cioè che c'è qualcuno che ancora adesso ti sta dicendo quali sono le cose che devi ritenere di coscienza e quali no.
Questo linguaggio oggi appare pacificatore. Ma letto in sequenza produce un effetto diverso.
1945: il divieto viene formulato in modo esplicito.
1959: le congregazioni non hanno ancora istruzioni di disassociare.
1961: la trasfusione diventa materia disciplinare.
2026: sui componenti principali torna la formula della coscienza personale.
La linea non è retta sembra quasi una parabola curva che diventa un ritorno al passato dopo decenni di deviazione interpretativa. C’è poi un altro passaggio, meno astratto. Atti 15 resta sullo sfondo con la sua formula essenziale, ma nel Novecento quella formula non viene applicata a una tavola, a un animale strangolato o a una pratica alimentare. Viene portata dentro le scelte sanitarie delle persone.
Lì la questione cambia natura. Non si tratta più di distinguere una cura da un’altra sulla base di una preferenza personale. In molti casi inevitabilmente si tratta di decidere se accettare o rifiutare un trattamento che può fare la differenza tra vivere e morire.
Nel post “Viaggio nella storia dei significati: La sacralità della vita e la sua rappresentazione del sangue”, pubblicato su Osservatore Teocratico il 4 gennaio 2024, il punto veniva messo così:
“Il sangue [...] deve essere sacro perché garantisce la vita perchè è lei ad essere sacra e non viceversa.”
Osservatore Teocratico, Viaggio nella storia dei significati: La sacralità della vita e la sua rappresentazione del sangue, 4 gennaio 2024
La frase e il post sposta l’asse della discussione. Il sangue non è separato dalla vita come un oggetto sacro autonomo. Ha valore perché richiama, sostiene, trasporta e garantisce la vita. Se il simbolo viene messo sopra ciò che dovrebbe rappresentare, il ragionamento diventa un cortocircuito. A quel punto una domanda resta sospesa: può ciò che rappresenta la vita diventare più importante della vita stessa?
Nel frattempo, fuori dal linguaggio religioso, un altro lessico si è imposto. Nel post “Testamento biologico”, pubblicato il 13 giugno 2018, Osservatore Teocratico citava il principio della legge italiana sul consenso informato:
“nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato.”
Legge 219/2017, citata in Osservatore Teocratico, Testamento biologico, 13 giugno 2018
È una frase che appartiene al diritto, non alla teologia. Ma parla dello stesso corpo. Della stessa scelta. Dello stesso istante in cui una persona deve decidere cosa può essere fatto su di lei.
Quando poi il soggetto è un minore, la questione diventa ancora più concreta. Nel post “Giappone: quando la fede diventa abuso”, pubblicato il 26 luglio 2026, il problema veniva riportato così:
“Se il rifiuto dei genitori, motivato esclusivamente da convinzioni religiose, mette seriamente a rischio il minore, le autorità possono considerare la situazione come una forma di trascuratezza o abuso.”
Osservatore Teocratico, Giappone: quando la fede diventa abuso, 26 luglio 2026
Qui il dogma religioso smette di essere un’idea. Diventa una decisione presa accanto a un letto d’ospedale che coinvolgono persone che sono legate emotivamente in un modo impensabile. La vicenda, quindi non finisce davanti alla sacca di sangue. Comincia lì.
Perché quando una scelta medica entra nel registro della disciplina religiosa, smette di essere soltanto una scelta. Diventa una prova di appartenenza. E una prova di appartenenza, dentro una comunità religiosa molto regolata ad altissimo controllo, con verifiche di fede pressochè quotidiane, non riguarda mai solo l’individuo.
Infatti la persona è avvolta in un universo di dettagli a cui deve rendere conto. C’è il medico. Ci sono i parenti, C’è la coscienza. Ma intorno ci sono anche i comitati sanitari, gli anziani, la congregazione, i familiari, la reputazione, l’idea stessa di percezione di fedeltà a Dio.
Accettare una trasfusione, per molto tempo, quindi non significava semplicemente ricevere una terapia. Poteva significare uscire dal perimetro della comunità. E quando si esce da quel perimetro, l’organizzazione non chiede solo alla congregazione di prenderne atto. Si aspetta che anche la famiglia si comporti di conseguenza ammonendo e minacciandola di ripercussioni personali.
Così una decisione presa in una corsia d’ospedale poteva continuare a produrre effetti molto lontano da quella corsia. Nella casa in cui la persona sarebbe dovuta rientrare. Nelle telefonate che non sarebbero più arrivate. Nei pasti che non si sarebbero più condivisi. Nella stanza di chi, magari, non era un ribelle ma un convalescente con una grave malattia da risolvere.
È questo il punto che spesso scompare quando si parla del sangue come “posizione religiosa”. Il divieto non viveva solo nelle pubblicazioni. Viveva nei rapporti familiari. Nei silenzi. Nelle soglie di casa. Nella possibilità concreta che una persona, dopo aver scelto una cura per restare viva, si trovasse più sola proprio nel momento in cui aveva più bisogno di aiuto.
Per questo la frase contenuta nell’aggiornamento del 18 settembre 2026 pesa più di quanto sembri. Nella traduzione pubblicata da Osservatore Teocratico, il Corpo Direttivo afferma:
“la congregazione non si immischierà in questa decisione”
Traduzione dell’aggiornamento n. 6, citata in Osservatore Teocratico, Breaking news: e venne il giorno..., 18 settembre 2026
La frase anche in questo caso è breve. Ha il tono amministrativo di un chiarimento. Ma dietro quella formula c’è un mondo infinito che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone. Perché se oggi si dice che la congregazione non si immischierà, bisogna ricordare che, per decenni, la congregazione si è immischiata attraverso la disciplina in centinaia di migliaia di persone sparse in tutto il mendo.
Non serve immaginare casi estremi. Basta seguire la logica del sistema. Una persona accetta una cura. La cura viene letta come violazione religiosa. La violazione produce una conseguenza congregazionale. La conseguenza congregazionale viene tradotta in comportamento familiare. Alla fine, ciò che era iniziato come una decisione sanitaria diventa un dramma famigliare che mette nella graticola tutte le persone coinvolte.
E qui il problema non diventa solo teologico ma volgarmente umano.
Perché la persona colpita da quella separazione può non essere forte, lucida, autonoma, economicamente stabile in quel contesto. Può essere malata. Può essere reduce da un intervento. Può avere bisogno di assistenza. Può essere, semplicemente, qualcuno che ha scelto di vivere e che ora deve scoprire se la sua famiglia è ancora autorizzata ad essergli vicino.
Ed è forse per questo che la frase del 18 settembre 2026 pesa più di quanto sembri.
“Since the Bible does not comment on such decisions.”
JW.org, 18 settembre 2026
La Bibbia non commenta e questo avviene in un comunicato stampa che dovrebbe spiegare un semplice aggiornamento delle procedure interno. Purtroppo però non funziona così, letta accanto alle date precedenti, questo semplice ragionamento non resta confinato al presente.
Perché se in questo momento scopriamo che il testo non commenta i quattro componenti principali, bisogna chiedersi come è stato possibile che si arrivasse a queste conclusioni. Il rischio banale è che semplicemente se questo corpo direttivo stabilisce requisiti erronei su una base scritturale così banale è complicato che poi salvaguardi gli interessi spirituali su questioni complesse. Se scopriamo ora che non siamo autorizzati ad andare oltre ciò che è scritto, questa cosa la sapevamo già non la scopriamo ora. Se oggi la decisione appartiene alla coscienza, bisogna chiedersi se qualcuno ha davvero capito cosa è la questione di coscienza o semplicemente sta manipolando le parole per costruire retoricamente concetti che cortocircuitano i ragionamenti delle persone.
Non serve forzare la conclusione. Basta lasciare le frasi una accanto all’altra.
- Atti 15: “Astenervi dal sangue.”
- 1 Corinti 4:6: “Non andare oltre ciò che è scritto.”
- 1945: divieto esplicito delle trasfusioni di sangue.
- 1961: il rifiuto diventa materia disciplinare/congregazionale.
- 1994: alcune frazioni, come albumina e immunoglobuline, risultano già trattate come possibile questione di coscienza.
- 15 giugno 2000: viene codificata in modo chiaro la distinzione: sangue intero + quattro componenti principali vietati; frazioni/derivati da valutare in coscienza.
- 15 giugno 2004: la posizione viene ribadita e divulgata ulteriormente.
- 20 Marzo 20026: e possibile la trasfusione autologa... pressochè quasi inutile.
- 18 settembre 2026: anche le quattro componenti principali diventano materia di coscienza personale perchè non bisogna andare oltre ciò che è scritto.
Tra queste frasi c’è una storia. E dentro quella storia ci sono persone non ci sono oggetti o soprammobili, ma persone con sentimenti ed emozioni. Lo dico anche perchè incredibilmente ma non troppo ci sono alcuni che senza criterio commentano citando e criticando persone del blog sulle scelte personali e che ancora non hanno chiaro di cosa si sta parlando.
Deserto: Bisogna tener presente che, di fronte a una gravissima emorragia, il fattore tempo è tutto. Il sangue intero offre una risposta immediata perché contiene già tutto ciò che serve per trasportare l'ossigeno e bloccare il sanguinamento.
RispondiEliminaIn quali circostanze può essere necessaria una risposta immediata? Facciamo alcuni esempi:
• Grandi traumi e incidenti stradali: Nei protocolli di emergenza per emorragie massive, infondere da subito sangue intero previene il blocco della coagulazione e riduce la mortalità nelle prime 24 ore.
• Soccorso sul campo ed elisoccorso: In contesti militari o nel primo soccorso, trasportare e infondere un'unica sacca di sangue universale (tipo O) è logisticamente molto più rapido ed efficiente rispetto a tre componenti separati.
• Catastrofi naturali: Qui vale lo stesso principio dei contesti militari. Trasportare e infondere un’unica sacca di sangue universale è, dal punto di vista logistico, l’unica soluzione in grado di salvare vite umane.
Quindi, cosa fare in questi casi, dato che il sangue deve essere suddiviso i quattro elementi? Certamente, per un Testimone di Geova che vuole seguire al cento per cento la nuova direttiva del Corpo Direttivo, la conseguenza è tuttora la morte. Non hanno risolto il problema, ma l’hanno reso ancora più complesso e paradossale. Si continuerà a morire per via di un'interpretazione fuorviante di Atti 15:29.
Complimenti Capitano per l'esposizione . Comunque anche chi riceve la trasfusione di sangue intero e non accetta la visita degli anziani gli vengono poste solo delle restrizioni, 2 non addetto ai microfoni, non usciere per un breve periodo di tempo come dice al punto 3 il comunicato agli anziani;-Sezione degli annunci e dei promemoria di settembre 2026
RispondiEliminaDirettiva della Watchtower
PER GLI ANZIANI
1. Aggiornamento n. 6 del Corpo Direttivo del 2026: In concomitanza con il video "Aggiornamento n. 6 del Corpo Direttivo del 2026", il Corpo Direttivo ha approvato la pubblicazione di una semplice tabella. Essa individua alcuni dei prodotti più comuni derivati dal sangue. La tabella, insieme a un articolo della rubrica "Domande dai lettori" basato su questo aggiornamento, è stata pubblicata su jw.org e su JW Library.
I sorveglianti di gruppo devono prestare attenzione e assistere gli proclamatori, specialmente quelli anziani, che potrebbero aver bisogno di aiuto per accedere a questa tabella.
2. Ogni cristiano deve decidere se accettare o meno un componente o una frazione derivati dal sangue di un'altra persona. La congregazione non interferirà in tale decisione e i singoli cristiani non dovrebbero giudicare gli altri. Non è compito degli anziani indagare su questioni così personali.
Questa parte è molto interessante:
3. Assistenza a chi fa un uso improprio del sangue: Se gli anziani vengono a sapere che un cristiano ha consumato carne non dissanguata o sangue, oppure ha accettato una trasfusione di sangue intero proveniente da un'altra persona (allogenico), due anziani dovrebbero incontrarlo per offrirgli amorevole assistenza pastorale e accertare i fatti. (Atti 15:28, 29) Ha agito consapevolmente? Ad esempio, la trasfusione è stata somministrata contro la sua volontà? Ha subito pressioni da parte di altri? Era indebolito dalla malattia o magari da farmaci potenti? C'erano altri fattori attenuanti che lo hanno portato a scendere a compromessi? Qual è il suo atteggiamento ora? Nella maggior parte dei casi, la persona reagirà positivamente agli sforzi degli anziani di fornire assistenza spirituale. (Giovanni 21:16) A seconda delle circostanze, la persona potrebbe non essere d'esempio per un certo periodo di tempo. Nel raro caso in cui non accetti l'assistenza degli anziani, o se avete domande su una situazione particolare, contattate il Reparto Servizio. Questo paragrafo sostituisce le indicazioni contenute nel libro Pascete il gregge di Dio, capitolo 7, paragrafo 35. Il libro Pascete il gregge di Dio verrà modificato nella prossima revisione per recepire questo aggiornamento.
A me sembra che stiano aiutando i Testimoni di Geova a farla franca accettando trasfusioni di sangue intero. Fornendo loro idee per delle scuse. L'aggiornamento n. 6 del Comitato di Filiale (GB) sarà presentato all'adunanza della settimana del 5 ottobre.
Gli annunci per la congregazione riguardano l'aggiornamento e la rubrica "Domande dai lettori", e includono quanto segue:
7. Fino a quando non sarà disponibile una direttiva sanitaria aggiornata, i proclamatori che lo desiderano possono mettere per iscritto le proprie decisioni utilizzando moduli, documenti o procedure legalmente riconosciuti e accettati a livello locale. Possono inoltre chiedere agli ospedali e agli operatori sanitari di documentare le loro volontà prima dell'inizio delle cure.
E' una mia opinione personale ma penso che arrivati a questo punto finito l'impatto di questo cambiamento sulla fratellanza , sia consentito liberamente anche il sangue intero , senza nessuna restrizione
RispondiEliminaLa bibbia dice che è proibito ricevere una trasfusione di sangue , perché oltre a essere Dio a Proibirla Vedi 1 Samuele 14 :31-45 , dove Dio condanna chi aveva ucciso bovini vitelli pecore e aveva mangiato la carne insieme al sangue , e poi se non lo sapevate il sangue non fa bene è nocivo . non vi salva la vita , ma vi può introdurvi malattie AHAHAHAH link
RispondiEliminahttps://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/101969605
I TdG sono coerenti: Padre, Figlio e Spirito Santo sono tre elementi separati e distinti. Accostarli non li rende una trinità. Questo lo pensa chi non ha la verità. Allo stesso modo plasma, piastrine e globuli sono tre elementi separati e distinti. Accostarli non li rende sangue. Questo lo pensa chi non ha la verità
RispondiEliminaCapitan Kirk, complimenti per la documentata verve da storico che sfoggi!
RispondiEliminaPoi affondi il dito nella piaga, riportandoci a due parole tanto semplici quanto esigenti per l’Apostolo delle Genti: “Non andare oltre ciò che è scritto” e “ciascuno porterà il proprio carico”.
Che meraviglia!
Frasi semplicissime, finalmente riscoperte dalla WT dopo decenni di divieti, controlli, indagini segrete, comitati giudiziari, comitati sanitari, comitati bancari, comitati per le costruzioni, comitati per le distruzioni e comitati per coscienze accuratamente da sorvegliare e, quando necessario, opportunamente da cancellare per la WT.
E così si scopre che la Bibbia non dice esattamente tutto quello che, per decenni, le avevano fatto dire e che, udite udite, la coscienza è… personale. E, proprio perché personale, va difesa e rispettata. Una cosa che, peraltro, rivendicai io stesso nel mio processo davanti al Tribunale Militare.
Ma il passaggio più elegante e soprattutto più “appropriato”, è proprio “non andare oltre ciò che è scritto”. Una frase talmente chiara che, evidentemente, sono stati necessari parecchi decenni per riuscire finalmente a leggerla nella Bibbia, nonostante fosse studiata quotidianamente dallo Schiavo Fedele e Saggio.
E poi arriva l’altra perla: “ciascuno porterà il suo carico”. Che liberazione!
Ancora meglio!
Finalmente lo Schiavo Fedele e Saggio ha scoperto che il carico è personale. Così, dopo aver identificato per anni i TdG con le pecore, arriva finalmente il momento di riconsegnare a ciascuno la propria “soma” e il proprio “basto”.
Insomma, finalmente il carico torna al legittimo proprietario. A Geova. Almeno, si spera.
Peccato che per anni qualcuno si sia premurato di stabilire con grande precisione quale carico e quale basto dovesse portare ogni pecora del gregge, soprattutto come dovesse portarli e, cosa ancora più importante, cosa sarebbe successo se avesse osato posarli per strada.
Forse avevano dimenticato un piccolo dettaglio zoologico, le pecore non sono animali da soma.
La cosa davvero straordinaria è che la cosiddetta “Luce Progressiva” della WT, questa volta, non illumina qualcosa di nuovo. Illumina una frase che era già lì. Nella Bibbia. Da sempre.
Probabilmente era stata letta un po’ superficialmente, dimenticata e poi, dopo qualche decennio, finalmente riscoperta.
Oppure, ipotesi ancora più affascinante, la Luce Progressiva, stavolta, ha semplicemente trovato l’interruttore lungo il filo del “Canale” WT.
Insomma, la Luce Progressiva illumina finalmente qualcosa che era già scritto. E la grande rivelazione del 2026 sembra essere: “Fratelli, sorelle e persone interessate, forse stavolta noi dello Schiavo Fedele e Saggio (il Canale) abbiamo davvero esagerato andando oltre ciò che è scritto”.
Peccato che allo Schiavo Fedele e Saggio siano serviti soltanto alcuni decenni per scoprirlo!
E adesso, le pecore, come asini e somari, porteranno ciascuno il proprio carico.
Speriamo almeno che, questa volta, non arrivi anche il Comitato Controllore della Soma e del Basto a verificare se lo stiamo portando nel modo giusto.
Perché, si sa, anche una liberazione può diventare rapidamente una nuova Disposizione da rispettare.
In Giappone l’allenamento sul divieto del sangue è stato giudicato insufficiente. Per i particolari vedi articolo allegato
RispondiEliminahttps://www.asahi.com/ajw/articles/16914990
Saroj – Oggi il Giappone è decisamente uno dei più grandi “laboratori” in cui vengono create ex novo nuove religioni. Forse, in un certo senso, le religioni del futuro. Non nel senso che in futuro tutti si convertiranno a questi nuovi culti, ma nel senso che tutte le “vecchie” religioni, compresi i TdG, dovranno confrontarsi con la loro avanzata e, di conseguenza, adottare nuovi metodi per resistere alla loro diffusione e alla loro dottrina.
RispondiEliminaFra le tante religioni che hanno riscosso un notevole successo c’è la setta Kōfuku no Kagaku, nota in inglese come Happy Science. Sebbene i giapponesi non siano particolarmente religiosi e mantengano spesso un atteggiamento di prudente diffidenza nei confronti dei nuovi movimenti religiosi, Happy Science ha riscosso un notevole successo anche negli Stati Uniti e in altri Paesi europei. Inoltre, vi sono organizzazioni importanti come Aum Shinrikyo e Soka Gakkai.
Dunque, nel Giappone delle alte tecnologie si creano anche religioni “tecnologiche”, progettate e organizzate quasi a tavolino, un po’ come Rutherford avrebbe fatto con la religione dei TdG.
La setta Kōfuku no Kagaku è organizzata come un’azienda di marketing fortemente verticale. Come nel caso dei TdG, dispone di differenti dipartimenti (o divisioni) creati per promuovere e diffondere la propria dottrina. È proprietaria di diversi mezzi di comunicazione, è presente nell’ambito politico nazionale e produce numerosi film e cartoni animati. Dispone inoltre di una propria produzione editoriale, con saggi e trattati destinati alla diffusione delle proprie idee.
La “fluidità” dei nuovi movimenti religiosi in Giappone risiede soprattutto nella loro estrema capacità di adattamento alla popolazione e, più in generale, nel modo in cui riescono a presentarsi, facendo leva anche sulla promessa futura dell’esistenza di un “piano superiore”.
Si coglie la similitudine?
Per i TdG la posizione è tutt’altro che semplice, se non riusciranno ad adeguarsi alle richieste e alla volontà del Governo, potrebbero trovarsi ad affrontare una situazione sempre più difficile.
Articolo eccellente,io lo affiancherei anche ad un articolo con la cronologia delle inchieste giudiziarie Heather Winchester in Australia e Giappone,ad esempio è sorprendente scoprire che l' aggiornamento sul sangue era in cantiere da più di un anno,se si confrontano le date si vedrà che c'è una certa corrispondenza con la vicenda della chiesa dell' unificazione che è stata sciolta in Giappone...loro dicono che non hanno fatto subito l' aggiornamento per paura di divisioni e apostasia, eppure stranamente ci sono tutte queste inchieste in corso risolte a loro sfavore...in Australia ad esempio i moduli per il consenso informato contenevano terapie sostitutive non valide e il coroner li ha invitati a eliminarli...in Giappone il divieto di sangue ai minori è considerato un abuso e la Watchtower ha fatto causa al governo perché poverini,sentono la loro libertà religiosa limitata...
RispondiEliminaCarissimi, non intendo riprendere qui quanto dibattuto in altra discussione. Però mi preme sottoporre alla vostra attenzione le seguenti parole. Si tratta di un ragionamento giustificativo della piena spiritualità e coernza contenuta nella recente modifica della dottrina sul sangue da parte dello Schiavo Fedele e Discreto. Eccole:
RispondiElimina“Forse l'organizzazione non volendo ha dato scacco matto all'opposizione preconcetta.
Per decenni, i critici e gli oppositori seriali hanno costruito le loro intere carriere e piattaforme mediatiche sull'accusa di rigidità, dipingendo il popolo di Geova come un monolito incapace di ascoltare i tempi o di mostrare misericordia…..Con una sola mossa di raffinamento dottrinale, si isola la critica rancorosa e la rende irrilevante .”
“Modificare l'applicazione pratica di un comando biblico non significa rinnegare il passato, ma onorare la santità del principio che ne sta alla base. Un eccellente esempio biblico di questa flessibilità governativa ci viene fornito dall'apostolo Paolo. Nel capitolo 15 di Atti, assistiamo alla risoluzione della controversia sulla circoncisione. Per secoli, quel segno era stato il pilastro inviolabile del patto con Dio. Immaginiamo la confusione di alcuni ebrei cristianizzati dell'epoca! Avrebbero potuto gridare al compromesso. Ma ....la nuova disposizione portò pace e crescita numerica alle congregazioni (Atti 16:4, 5). La storia si ripete oggi.”
E sui fratelli e sorelle che sono rimasti saldi alla loro fedeltà verso Geova:
“il nostro cuore e le nostre preghiere si volgono con tenero affetto e profonda empatia verso quei diletti fratelli e sorelle che portano sulla propria pelle, e nella propria anima, le cicatrici di battaglie passate. Pensiamo a chi ha dovuto affrontare ore d'angoscia nei corridoi degli ospedali, lottando contro comitati etici e pressioni legali per rimanere saldo nella fede e non accettare sangue.... il “Padre delle tenere misericordie”, non è cieco davanti alle lacrime versate in segreto da chi oggi si trova a metabolizzare questo improvviso cambiamento (2 Cor. 1:3).8. ..... nessun sacrificio compiuto con cuore puro è mai vano agli occhi dell'Altissimo.”
E infine:
"Dio non corona l'esattezza della lettera, ma la sincerità dell'intenzione che ha mosso il cuore”.
"Chi ha sofferto in passato non ha obbedito a un errore degli uomini, ma ha espresso la massima forma di amore e lealtà a ciò che la sua coscienza, educata da ciò che conosceva all'epoca, riteneva essere la volontà divina. Quell'integrità rimane scritta indelebilmente nel libro della memoria di Dio (Mal. 3:16)".
Queste parole non le ho scritte io, ma sono state pubblicate in un post del 25 settembre 2026 sul blog dei “Proclamatori consapevoli” da tale “Riformatore consapevole”, verosimilmente uno degli amministratori del blog stesso, fatto sta che non era possibile poi replicare al post senza passare per l’account di Google. Ora, io non scrivo in quel blog pieno di apostati travestiti e di beteliti opportunisti ma voi sì, a cominciare da Saroj e tanti altri, magari con nicknames diversi.
Siccome siete interlocutori con quegli amministratori, volevo chiedervi cosa pensate di quelle parole che hanno tutto l’aspetto di essere una sorte di spiegazione ufficiale prodotta in ambiente betelita.
Ciao Vittorio, grazie per aver riportato il testo. Premetto che è un post anonimo di un blog, quindi è tutto riconducibile al così per dire e che nello specifico non aiuta. Nel merito, però, mi sembra che dimostri l'opposto di ciò che vuole dimostrare.
Elimina1. Atti 15. Su questa scrittura è inutile che ci girano intorno. Quella non era una questione di "flessibilità dottrinale", ma un compromesso per far convivere credenti ebrei e gentili. La circoncisione era una pratica inutile che non serve a nulla lo sapevano tutti così si è trovata una via di mezzo consentire ai gentili di non circoncidersi (tanto mica andavano a farselo vedere…) e, in cambio, si chiedeva loro di rispettare alcune pratiche che gli ebrei consideravano essenziali per condividere la stessa tavola, (quello si che si poteva vedere) tra cui l'astensione dal sangue che non era applicata come terapia medica. Quindi il divieto sul sangue non è ciò che fu allentato: faceva parte della soluzione di mezzo. Usare Atti 15 per giustificare oggi una revisione sul sangue rovescia il senso del racconto. E se il decreto era una misura di convivenza in un contesto preciso, resta la domanda: perché è stato applicato per decenni come legge medica assoluta senza alcun riferimento biblico?
2. "Non hanno obbedito a un errore degli uomini." Il comunicato ufficiale dice che la Bibbia non commenta questi componenti. Se è così, quel divieto è l’ennesima prova che non veniva da Dio ma da un'interpretazione dell'organizzazione, cioè da un errore umano. Qui entra in gioco il grado di spiritualità che hai e il concetto di organizzazione di Dio e il concetto di Dio stesso, con la retorica puoi benissimo manipolare e credere veri tutti i castelli in aria che vuoi dopodiché i risultati della manipolazione sono proprio questo. Chi ha sofferto ha pagato per una regola che ora si ammette non essere scritta. 3. "Dio guarda alla sincerità dell'intenzione." Questa regola vale per tutti. Anche a chi ha accettato una trasfusione in buona coscienza ma è stato disassociato o trattato come tale, e per questa organizzazione ancora adesso la sua sincerità non conta. .
4. "Scacco matto ai critici." Se una critica sulla rigidità viene risolta togliendo la rigidità, la critica era fondata. Chiamare i critici "rancorosi" non risponde a nulla e devia dal problema vero. Ogni causa ha un effetto. E a casa mia chi rompe paga e i cocci sono tutti suoi poi se a casa di questi soggetti pensano che nella vita le responsabilità non ci sono e che dire. Io non sono andato da loro a trovare problemi ma sono loro che sono venuti da me a proporre soluzioni al quale ho creduto per tanti anni. Con questa uscita dell’organizzazione per me personalmente è l’ennesima prova che conferma e rende coerente tutto.
beth sarim..., Proverei a fare un piccolo esercizio:
Eliminacompilare due colonne, mettendo a sinistra i contro e a destra i pro.
Comincerei, per gioco, a scrivere nella colonna dei pro la compagnia della “fratellanza”, la sicurezza di appartenere a un’organizzazione che si identifica come “la Verità” e la tranquillità mentale derivante dal non avere ansia riguardo al futuro, perché l’organizzazione ci dice cosa avverrà e ci assicura che tutto si realizzerà a tempo debito, questi sono pregi e benedizioni incontestabili, vuoi mettere la differenza con "quelli del mondo" che non si avvedono di nulla presi dai loro programmi finanziari, di sviluppo sociale e di investimenti immobiliari? (che stolti !!!)
A riprova di questo, pensiamo alle benedizioni e agli innumerevoli articoli, discorsi, video e testimonianze oculari di persone che ci assicuravano, nel corso degli anni, di quanto siamo dentro gli “ultimi giorni”, anche questo é innegabile, personalmente sono direttamente informato della fine imminente da più di 50 anni.
Nella colonna dei contro, invece, ognuno può scrivere liberamente ciò che pensa, senza suggerimenti e senza condizionamenti.
Poi farei una riga sotto le due colonne e mi porrei una domanda molto semplice:
Ne è valsa la pena?
Risposta per @Vittorio:
EliminaL'ho notata anche io questa ossessione verso gli oppositori seriali, secondo me si tratta di un meccanismo psicologico per rimuovere il problema principale deviandolo sul "nemico".
Ieri nella piazza del mio paese ho visto dei noti oppositori seriali che vagavano senza meta con lo sguardo nel vuoto, evidentemente lo shock dello scacco matto li ha devastati, ora non hanno più uno scopo nella vita, così mi sono avvicinato ad uno di loro e non aveva nemmeno più tanta puzza di zolfo. Gli ho chiesto se stesse bene, mi ha fatto l'occhiolino, perchè ha confidato che stanno facendo un opera pia di volontariato, stanno fingendo di essere sconvolti quando in realtà alla notizia del cambiamento sul sangue hanno esultato con un "WOW! Avevamo ragione noi!" Stanno facendo finta di aver subìto lo scacco matto per dare l'opportunità ad alcuni TDG di preoccuparsi non tanto della propria dirigenza che ha ammesso implicitamente di essere andata oltre ciò che è scritto per decenni, ma di preoccuparsi del gravissimo problema di cosa pensano gli oppositori seriali. Il problema era già sorto con le liberalizzazioni su barba, cravatta ecc. alcuni sui blog si chiedevano cosa ci fosse da criticare, visto che erano in fin dei conti dei miglioramenti utili a vivere con meno restrizioni. Avevo fatto questo esempio pratico:
Sei al lavoro, ti viene spiegato dal tuo superiore che devi eseguire un compito secondo la prassi adottata da tempo, prima A poi B poi C e poi D. Tu da buon italiano spieghi che si può benissimo passare direttamente da A a D ottenendo lo stesso risultato finale. Ti viene detto di stare al tuo posto, perchè il lavoro và fatto così (alla tedesca). Se continui a farlo notare diventi un lamentatore e oppositore, che non rispetta la gerarchia aziendale. Dopo qualche anno il datore spiega che cambia la procedura, e si passerà da A a D. Sono tutti contenti perchè il lavoro è semplificato, e non capiscono cosa tu abbia da criticare.
Mi spiace parlare qui di altri blog. Pur non condividendone pienamente idee e impostazione ne riconosco il valore, in primis perché rimanendo più moderato avvicina pimi che iniziano a farsi domande scomode.
EliminaOT cerca di dare più voce a idee differenti e anche contrastanti per sviluppare nei lettori/commentatori più punti di vista, ma così facendo resta più ostico ai pimi.
Per quanto riguarda gli argomenti riportati da Vittorio sono punti di vista di chi cerca di giustificare un'ecatombe. Sono felice di questo cambiamento, ma quando si parla di astenersi dal sangue applicato in campo medico e poi revisionato senza scuse o ammissioni di colpa non ci si limita a cambiare una dottrina qualunque. C'è una colpa del sangue. Letterale.
Migliaia di vite perse per un'interpretazione fallace e umana spacciata per luce divina.
Ci sono milioni di fedeli che hanno difeso e sofferto per ciò che credevano un comando divino e che adesso sono storditi e confusi.
Di fatto, il rispetto per la vita che il comando implicava è stato stravolto al punto di portare alla morte anziché alla vita chi lo seguiva. La parola è stata resa senza valore a causa della tradizione e hanno mostrato di aver fede verso Dio, ma non secondo accurata conoscenza.
Attenzione a seguire guide cieche, perché si finisce nella fossa..
Quindi adesso mi raccomando adesso non festeggiare mai nulla quanto tempo buttato
RispondiEliminaMa nelle sale italiane è stata detta questo aggiornamento? Andresti
RispondiEliminaCaro Vittorio,
RispondiEliminanon entro nel merito di ciò che dici o meglio hai copia-incollato dal blog "proclamatori consapevoli". Ti ha già risposto Capitan Kirk e io indirettamente con i miei ultimi due brevi interventi.
Voglio invece parlare in generale della discussione che stai portando avanti. Visto che dici: "io non scrivo in quel blog pieno di apostati travestiti e di beteliti opportunisti ma voi sì, a cominciare da Saroj e tanti altri " ti chiarisco che stai parlando con un apostata in incognito: non sono disassociato, frequento le adunanze, i fratelli mi invitano a casa loro per pranzo e viceversa. Sto in loro compagnia quando vediamo il broadcasting e quando organizziamo le escursioni di congregazione. D'altro canto non credo a nessuna delle assurde dottrine dei testimoni di Geova: 1914, generazione sovrapposta, schiavo fedele e discreto, divieto trasfusioni di sangue intero, divieto di frequentare i disassociati... la lista è lunga.
Non solo non credo ma promuovo e divulgo attivamente le mie idee apostate appena posso anche quando parlo in modo informale con i Testimoni di Geova e chi sostiene la loro religione.
La mia speranza è che molti abbandonino questa setta dannosa e che sino liberi delle malsane idee che promuove.
La Guida all'adunanza del 12-18 giugno dice: "Oggi gli apostati usano tattiche simili. Come dovremmo reagire ai loro insegnamenti? Consideriamoli per quello che sono: veleno. Non leggiamo né diffondiamo quello che scrivono gli apostati, e non rispondiamo loro".
Visto le premesse perchè porti avanti una discussione con me? Perchè mi rispondi? Sia chiaro, questo non mi infastidisce, solo non lo capisco.
Faccio ora un'altra considerazione collegata: ho provato a scrivere su vari blog e forum: "TdGforum", "Reddit·r/JWJehovahsWitnesses", "Proclamatori Consapevoli", ecc.
Tutti questi blog hanno esercitato un certo grado di censura a motivo del contenuto dei miei interventi; i primi due maggiore, l'ultimo in forma più lieve.
Sul blog "Osservatore Teocratico" vengono pure esercitate censure ma sono di tipo completamente diverso: non si censura chi esprime idee a favore dei Testimoni di Geova e cerca di argomentarle. Pensiamo che da un simile confronto uscirà ancora di più da che parte sta la vertità. Chi pensa di avere ragione non teme le critiche, soprattutto se espresse in modo corretto e argomentato.
Quindi scrivi pure qui perchè ci fa piacere avere un dibattitto ma, se sei un credente Testimone di Geova, chiediti sei stai seguendo la direttiva dei tuoi capi.
Vanno denunciati anche quelli del comitato sanitario, assolutamente 👍 Andrea
RispondiEliminahttps://www.infotdgeova.it/3dottrine/introvigne-intervista-sangue-2026.html
RispondiEliminaBeth Sarim..., Introvigne, autore dei volumi sui testimoni che dovevamo comprare per sostenere la campagna positiva nei confronti del movimento?
RispondiEliminaStrano che parli bene della WT, sarà ancora grato?