sabato 27 dicembre 2025

La Watchtower potrebbe tornare al pensiero di Russell su Atti 15:29?

ATTI 15:29 – Russell, il Concilio di Gerusalemme e il sangue

 

La Società Torre di Guardia moderna applica Atti 15 alle trasfusioni, ma Russell insegnava qualcosa di radicalmente diverso:

• Il decreto era culturale, non dottrinale.

• Non riguardava l’uso terapeutico del sangue.

• L’amore è il compimento della Legge.

•Le prescrizioni erano per armonia comunitaria, non categorie morali assolute.

 


Testo integrale di Russell tradotto (Watch Tower, 15 aprile 1909, pp. 116–118 e 4374) e commento teologico. Si tratta di parole che NON sono riportate in epoca moderna dalla Watchtower facendo credere che Egli a questo proposito avesse lo stesso identico intendimento. 

La stagione di pace e prosperità, la crescita nella conoscenza e nel numero della prima Chiesa fu seguita da un periodo di contese e discussioni ad Antiochia. Paolo e Barnaba erano tornati dal loro viaggio missionario e riferirono alla congregazione che aveva finanziato la loro missione. Insieme — loro, la Chiesa e i loro missionari — si rallegrarono del loro servizio comune a favore dei Gentili. L’opera, infatti, prosperava ovunque.

Poi giunsero da Gerusalemme, quartier generale della Chiesa, alcuni fratelli, ebrei di nascita, che, accorgendosi che i cristiani provenienti dai Gentili ignoravano la circoncisione, sollevarono una grande controversia su questo punto. Essi sostenevano che la circoncisione non poteva salvare senza Cristo, ma neppure la salvezza di Cristo sarebbe stata efficace senza la circoncisione. Le menti di molti furono turbate, e per un certo tempo sembrò probabile una divisione nella Chiesa.

Ma prevalse un consiglio migliore, e i cari fratelli Paolo e Barnaba furono inviati a Gerusalemme come delegazione per consultarsi con gli apostoli e gli anziani che si trovavano lì. La nostra lezione racconta di questa conferenza e dei suoi risultati.

Osserviamo, incidentalmente, la saggezza dimostrata da questi primi cristiani: essi avevano “lo spirito di una mente sana”. Avevano grande fiducia in Paolo e Barnaba e riconoscevano che, attraverso il loro ministero, avevano già ricevuto grandi benedizioni dal Signore — fatto che contraddiceva l’idea che non potessero essere considerati degni del favore divino senza la circoncisione.

Essi agirono saggiamente considerando che la volontà del Signore era definitiva e che la Sua volontà sarebbe stata indicata attraverso gli Apostoli, dei quali il nostro Signore aveva detto: “Qualunque cosa legherete sulla terra sarà legata in cielo, e qualunque cosa scioglierete sulla terra sarà sciolta in cielo.” Quegli apostoli, dunque, potevano essere attesi come coloro che conoscevano la volontà divina e che potevano consigliare se la circoncisione fosse ancora un obbligo per i Gentili come lo era per gli ebrei, oppure se essi fossero sciolti da quell’obbligo precedentemente posto su tutto il popolo di Abramo.

 

Il Concilio di GERUSALEMME

La gentile deferenza degli Apostoli gli uni verso gli altri, durante la conferenza, è molto evidente dal racconto. È anche notevole che essi basarono le loro conclusioni su ciò che trovarono scritto nelle Scritture (l’Antico Testamento) e sulle loro esperienze con la provvidenza divina. Gradualmente, per diversi anni, la verità era diventata sempre più chiara per loro: che il particolare favore di Dio verso gli ebrei aveva lasciato il posto a un favore generale verso persone di ogni nazione, così che chiunque, ovunque, credesse nel Signore, accettasse le Sue promesse e consacrasse la propria vita in armonia con esse, potesse d’allora in poi godere degli stessi privilegi e vantaggi dei credenti di nascita ebraica.

Essi conoscevano il rapporto di patto tra Dio e la nazione ebraica, e ci volle tempo perché si convincessero che il programma divino era avanzato di un altro passo.

Allo stesso modo, alla fine di quest’età, molti comprendono che solo un “piccolo gregge” è stato chiamato e ha risposto, sacrificandosi sotto l’attuale alta chiamata. È difficile per costoro comprendere che un cambiamento di dispensazione è imminente e che Dio intende completare l’opera di quest’età per gli “eletti” e inaugurare una nuova opera nella nuova età per i non eletti, a beneficio di “tutte le famiglie della terra”.

 

LE CONCLUSIONI DELLA CONFERENZA

Le conclusioni della conferenza ci vengono presentate in poche parole: per quanto riguarda Dio, Egli aveva riconosciuto i credenti di origine gentile mediante il Suo santo Spirito, proprio nello stesso modo in cui aveva riconosciuto i credenti di origine ebraica, “e non fece alcuna distinzione fra noi e loro, purificando i loro cuori mediante la fede” (Atti 15:9).

Che altro si poteva chiedere?

E questi Gentili avevano ricevuto tutto questo favore di Dio senza essere sottoposti al giogo dell’Antico Patto della Legge. Perché — chiesero saggiamente — dovremmo imporre loro un giogo che Dio non ha imposto?

Essi riconoscevano che il Patto della Legge era un giogo, un giogo pesante, così pesante che né loro né i loro padri erano stati capaci di portarlo. Cristo li aveva liberati dal giogo della Legge. Perché imporlo ai fratelli ai quali il Signore non lo aveva mai dato?

Più ancora: riconobbero che, in un certo senso, i Gentili, essendo liberi dalla Legge e non avendo mai portato quel giogo, si trovavano in una posizione persino superiore. Da ciò la dichiarazione:

“Noi (Ebrei) crediamo che saremo salvati mediante la grazia del Signore Gesù Cristo, proprio come loro (i Gentili).”

 

Nota importante

Come vedi, Russell:

• interpreta Atti 15 come una questione di circoncisionepratiche ritualidifferenze culturaligiogo della Legge mosaica;
• riconosce che il decreto apostolico scioglie i cristiani dai vincoli della Legge;
• non parla mai del sangue in senso medico;
• non suggerisce minimamente un divieto sui trattamenti sanitari;
• non conosce né applica la dottrina TdG sulle trasfusioni
• Russell spiega Atti 15 come decisione disciplinare per mantenere la pace tra ebrei e gentili.
• “Astenersi dal sangue” significa non MANGIARLO, per rispetto verso i credenti ebrei.
• Non è requisito di salvezza e non crea cristiani: la salvezza è solo tramite Cristo
• Il sangue è simbolo tipico dell’AT, non una legge morale universale
• Non esiste alcun riferimento a trasfusioni.

Questo documento dimostra che la dottrina attuale dei TdG sulle trasfusioni NON deriva da Russell e NON deriva dal testo biblico.


Post di Stefano Greco

32 commenti:

  1. Forse nel 1909 le trasfusioni di sangue non erano ancora considerate come una terapia medica ordinaria in quanto all'epoca erano sperimentali e rare, fu solo nel 1913 a Brescia che fu eseguita la prima trasfusione diretta braccio a braccio, e che aprì allo sviluppo su larga scala della cura durante la I Guerra Mondiale.

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    1. Esatto! Le trasfusioni di sangue, dopo i primi tentativi e la scoperta dei gruppi sanguigni all’inizio del Novecento, divennero una pratica di uso routinario soprattutto dal secondo dopoguerra, grazie alla creazione delle banche del sangue, alle tecniche di conservazione e alla standardizzazione dei protocolli. È anacronistico pensare che Russell potesse parlarne: la dottrina attuale sul sangue iniziò a svilupparsi solo dagli anni ’50 del secolo scorso. Non intendo difendere tale dottrina, che non condivido interamente, ma sottolineare che questo post sembra un caso di presentismo, accompagnato da bias di anacronismo, bias di prospettiva e hindsight bias, ossia la tendenza a giudicare il passato con i valori e le conoscenze attuali, ignorando il contesto storico.
      Russell non ne parlava, e come avrebbe potuto? Avrebbe dovuto essere un profeta. Inoltre, i Testimoni di Geova non si sono mai sentiti vincolati alle interpretazioni di Russell: molti oggi conoscono a malapena chi fosse. Quanto all’affermazione che la dottrina sul sangue non derivi dal testo biblico, è una questione da dimostrare. Personalmente non condivido la posizione attuale e credo che la decisione dovrebbe essere lasciata alla coscienza individuale. I componenti del sangue (eritrociti, leucociti, plasma, piastrine e derivati) non sono più sangue nel senso biblico (hema in greco e dam in ebraico indicano il sangue nella sua interezza). Inoltre, non vi sono indicazioni scritturali che vietino l’uso autologo o il predeposito, né sono previste azioni disciplinari per chi li utilizza.
      Detto questo, le questioni bibliche possono essere discusse con rispetto, senza imporre la propria coscienza agli altri: ognuno dovrà rendere conto a Dio, non agli uomini. I primi cristiani venivano spesso perseguitati perché rifiutavano di compiere atti di culto all’imperatore, come bruciare grani di incenso davanti alla sua immagine, gesto considerato essenziale per dimostrare lealtà politica e religiosa nell’Impero Romano. Erano persone di profonda convinzione, disposte a sacrificare la vita per i loro principi. Personalmente, spero di avere la loro forza e la loro devozione, pur non accettando visioni che non trovano sostegno nelle Scritture. Pace

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  2. 1Deserto: Gentile Stefano Greco, c’è da tener presente che la legge sul sangue fu emanata dopo il Diluvio ed è universale. Cioè la legge – in teoria – sarebbe stata valida per tutti gli esseri umani da quel momento in poi. Non era un’esclusiva per gli ebrei sotto la legge ma fu inclusa nella legge per ricordare questo comando universale. Leggiamo in Genesi 9:2-4: “E ogni creatura vivente della terra e ogni creatura alata dei cieli, ogni cosa che si muove sul suolo e tutti i pesci del mare avranno paura e terrore di voi. Ora sono nella vostra mano. 3 Tutti gli animali che si muovono e hanno vita vi serviranno da cibo. Ve li do come vi ho dato la verde vegetazione. 4 Ma la carne che ha ancora in sé la vita, il suo sangue, non dovete mangiarla.” Sembra che prima del diluvio gli animali non avessero paura degli uomini. Questo spiegherebbe pure il fatto perché Noe non ebbe problemi a vivere con animali sia domestici che selvatici nell’arca. Ma d’ora in poi essi sarebbero stati inclusi nel regime alimentare degli esseri umani. Per questo era necessario immettere la paura negli animali, affinché arrivassero fino ai nostri giorni. Immaginiamo che gli animali non avessero paura di noi esseri umani. Penso che oggi non ci sarebbe più niente da mangiare nel mondo animale; si sarebbero estinti per la nostra ingordigia. Infatti, molte specie si sono estinte. E’ chiaro che con la paura di noi esseri umani si è aggiunto pure il pericolo per noi da parte di animali feroci. Con questo permesso, pero, si aggiunse pure il comando di non mangiare il sangue, ma solo la carne dissanguata. Questo perché l’animale che moriva per dare la sua vita per il nostro mantenimento, non avrebbe potuto dare a noi la vera vita o la vita eterna. L’animale moriva, per immolare la sua vita per noi. Ma questa vita che avremmo potuto ricevere non era la vera vita, ossia la vita eterna. La vera vita l’avrebbe potuta dare solo il futuro Cristo. In questa specifica situazione, appunto dopo il diluvio, con il permesso di mangiare carne animale, si evince già un’allusione al futuro sacrificio del Cristo. Questa realtà la si capisce leggendo il racconto di Giovanni 6:48-59: “Io sono il pane della vita. 49 I vostri antenati nel deserto mangiarono la manna eppure morirono. 50 Questo è il pane che scende dal cielo, affinché chi lo mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo che è sceso dal cielo. Se uno mangia questo pane vivrà per sempre; e in effetti il pane che darò è la mia carne, che offrirò per la vita del mondo”. 52 Allora i giudei si misero a discutere fra loro, dicendo: “Come può quest’uomo darci da mangiare la sua carne?” 53 Perciò Gesù disse loro: “In verità, sì, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. 54 Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, 55 perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. 56 Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue rimane unito a me, e io a lui. 57 Proprio come io sono stato mandato dal Padre, il vivente, e vivo grazie al Padre, così anche chi si nutre di me vivrà grazie a me. 58 È questo il pane che è sceso dal cielo. Non è come quello che mangiarono i vostri antenati, i quali morirono comunque. Chi si nutre di questo pane vivrà in eterno”. 59 Gesù disse queste cose insegnando in una sinagoga a Capèrnaum.” Quindi, il divieto di non mangiare la carne animale con il suo sangue, ha una connotazione simbolica. Non è una questione dietetica, neanche un problema d’igiene, ma come appena spiegato, era una chiara allusione al vero sangue simbolico, che avrebbe dato la vera vita a chiunque l’avrebbe “bevuto”.

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    1. È come se un fidanzato tenesse la foto della sua promessa sposa mentre lei gli sta seduta davanti. Una volta arrivata la sposa (Cristo e il Suo Sangue), la foto (il divieto di Genesi 9) ha compiuto il suo scopo. Per noi cristiani, la "legge universale" è diventata la legge della carità e dello Spirito. Concordo con te che Gesù è "semplice per i semplici". E la cosa più semplice e meravigliosa è che Lui ha pagato tutto.Il divieto di Genesi 9 serviva a insegnare all'umanità che la vita è sacra e appartiene a Dio. Oggi, noi onoriamo quella sacralità non più astenendoci da un alimento, ma accogliendo il Sangue dell'Alleanza che ci trasforma dentro. Come dice Paolo in Colossesi 2:16-17:"Nessuno dunque vi giudichi più per questioni di cibo o di bevanda... queste cose sono ombra delle cose future; ma la realtà è di Cristo."Che ne pensi? Se la realtà è Cristo, non rischiamo di dare troppa importanza all'ombra, finendo per giudicare la spiritualità di una persona da ciò che mette nel piatto invece che da come ama il prossimo?

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    2. Caro Deserto, la tua analisi tocca il cuore di una delle simbologie più potenti di tutta la Scrittura: il legame tra la vita, il sangue e il sacrificio. Concordo pienamente su un punto fondamentale: il divieto del sangue non è una questione di "igiene" o di "dieta", ma ha una connotazione profondamente sacrale e profetica.Tuttavia, proprio partendo dai testi biblici che hai citato, vorrei invitare a fare un passo avanti nella riflessione, guardando a come Gesù e gli Apostoli hanno portato a compimento quella "ombra" della Legge. Il Sangue come "Vita", da Noè a Cristo. citi correttamente Genesi 9:4. In quel contesto, Dio stabilisce che la vita appartiene a Lui. Il sangue non doveva essere mangiato perché era il simbolo della vita che l'uomo non può darsi da solo.Ma qui sta il punto di svolta: se la Legge di Noè (e poi quella di Mosè in Levitico 17:11) proibiva il sangue perché "la vita della carne è nel sangue", Gesù in Giovanni 6 ribalta la prospettiva. Egli non dice solo che il suo sangue è "simbolico", ma dice che è necessario berlo per avere la Vita! "In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita" ($Giovanni 6:53$).Per un ebreo dell'epoca, questa frase era uno scandalo assoluto proprio a causa di Genesi 9 e Levitico 17. Perché Gesù chiede di fare ciò che Dio aveva proibito a Noè? Proprio perché il divieto serviva a custodire l'attesa del Sangue vero. Una volta arrivato il Sangue che dà la vita eterna, il divieto cerimoniale ha terminato la sua funzione di "custode" (Galati 3:24-25). Cosa "contamina" l'uomo? Se il comando di Noè fosse una legge morale universale e immutabile (come il "non uccidere"), Gesù non avrebbe potuto dire ciò che leggiamo in Marco 7:18-19:"Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo...?" Così egli dichiarava puri tutti gli alimenti.Se Gesù dichiara puri "tutti gli alimenti", include anche la carne non perfettamente dissanguata? Se la "contaminazione" è solo quella che esce dal cuore (odio, orgoglio, impurità), allora il divieto del sangue animale torna a essere quello che hai detto tu: un simbolo, un'ombra che sbiadisce davanti alla realtà di Cristo. Spesso si cita il "decreto apostolico" di Atti 15 (astenersi dal sangue) per dire che la legge di Noè è ancora vincolante. Ma se leggiamo bene il contesto, gli Apostoli imposero quelle poche regole non come "requisito per la salvezza eterna", ma come diceva giustamente Russell, per permettere la convivenza tra cristiani di origine ebraica (che erano scandalizzati dal sangue) e cristiani gentili.Infatti, San Paolo, che era presente a quel concilio, in seguito scriverà ai Corinzi:"Mangiate tutto ciò che è in vendita sul mercato, senza alzare questioni per motivo di coscienza" 1 cor 10:25).Se il divieto del sangue di Genesi 9 fosse stato un imperativo morale assoluto per i cristiani, Paolo avrebbe dovuto dire: "Mangiate tutto, tranne ciò che è al sangue". Invece dice: "Tutto". Tu dici giustamente che il sangue animale era un'allusione al futuro sangue di Cristo. Ma allora, una volta che abbiamo il Sangue di Cristo, che senso ha continuare a osservare il simbolo "negativo" (non mangiare sangue animale)?

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    3. 1Deserto: Gentile Stefano Greco, hai spiegato molte bene ed io concordo con quasi tutto quello che hai scritto.
      Ma se non fosse per quella scrittura di Atti 15:29, oggi potremmo mangiare anche i cosiddetti sanguinacci. Ma per causa di questa scrittura appena menzionata, il divieto di Genesi 9:4 rimane in vigore in tutto il globo. Tieni presente che questo divieto fu rinnovato o ricordato come una di quelle poche leggi del codice mosaico rimaste in vigore per i cristiani. Questo divieto rimarrà in vigore finche il sangue di Cristo non avrà espiato tutto il peccato adamico. Evidentemente questa situazione durerà fino alla fine dell’ultimo risuscitato, perche quando – per esempio – Gesù parla della risurrezione in relazione con il mangiare la sua carne e bere il suo sangue nel capitolo 6 di Giovanni al versetto 54, menziona la risurrezione nel ultimo giorno. E questa risurrezione non è quella celeste ma quella terrena. Quella celeste avrà luogo prima dell’inizio dell’ultimo giorno, cioè il millennio. Questo si evince da Rivelazione 20:4-6: ”4 Poi vidi dei troni, e a quelli che vi sedevano fu data l’autorità di giudicare. Vidi le anime di quelli che erano stati giustiziati per aver reso testimonianza riguardo a Gesù e per aver parlato di Dio, quelli che non avevano adorato né la bestia feroce né la sua immagine e che non avevano ricevuto il marchio sulla fronte o sulla mano. Vennero alla vita e regnarono con il Cristo per 1.000 anni. 5(Il resto dei morti non venne alla vita finché i 1.000 anni non furono finiti.) Questa è la prima risurrezione. 6 Felici e santi sono quelli che prendono parte alla prima risurrezione! Su di loro la seconda morte non ha potere; anzi, saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, e regneranno con lui per i 1.000 anni.”
      Sia nel capitolo 5, 6 e 11 del vangelo di Giovanni Gesù non menzionò mai la risurrezione celeste. Prima della sua morte parlò solamente in un’occasione di risurrezione celeste, per dare uno schiaffo a coloro che non credevano affatto nella risurrezione, cioè quelli della setta dei sadducei (vedi Matteo 22: 23-33; Marco 12:18-27; Luca:20: 27-38). Non penso che i suoi ascoltatori afferrassero il pieno significato di ciò che Gesù stava appena spiegando in sua difesa. La speranza celeste gli fu in sostanza quasi del tutto occultata, finché non ricevettero l’unzione con lo spirito santo nel 33 E.V. alla pentecoste. Poi capirono tutto (vedi 1 Giovanni 2:27).

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    4. 2Deserto: Invito pure a leggere in 1 Corinti 15:20-28: “20 Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che si sono addormentati nella morte. 21 Infatti, dato che la morte è venuta per mezzo di un uomo, anche la risurrezione dei morti viene per mezzo di un uomo; 22 e come in Adamo tutti muoiono, così nel Cristo tutti riceveranno la vita. 23 Ma ciascuno nell’ordine dovuto: Cristo la primizia, dopodiché quelli che appartengono al Cristo, durante la sua presenza. 24 Poi la fine, quando lui consegnerà il Regno al suo Dio e Padre dopo aver ridotto a nulla ogni governo e ogni autorità e potenza. 25 Infatti deve regnare finché Dio non avrà messo tutti i nemici sotto i suoi piedi; 26 e l’ultimo nemico a essere ridotto a nulla sarà la morte. 27 Dio infatti “ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi”. Ma quando viene detto che ogni cosa gli è stata sottoposta, chiaramente è escluso colui che gli ha sottoposto ogni cosa. 28 E quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora anche il Figlio stesso si sottoporrà a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia ogni cosa a tutti.”
      Quando dice che l’ultimo nemico che sarà ridotto a nulla sarà la morte, allora non ci vorrà più il mediatore Gesù Cristo che usa il suo sangue in maniera simbolica per fare espiazione dei peccati e per annullare il peccato adamico, cioè la morte con tutte le sue conseguenze. Lì finisce il “bere” il suo sangue e “mangiare” la sua carne. E forse, se sarà ancora necessario mangiare carne animale (cosa che io personalmente non penso), non sarà più in vigore il divieto di Genesi 9:4 e quello sul sangue di Atti 15:29. Dopo il millennio di Rivelazione il mondo sarà come sarebbe dovuto essere senza la disubbidienza di Adamo ed Eva: perfetto e in pace con tutti, anche con il mondo animale.

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    5. a 2Deserto: Carissimo, penso che se analizziamo le Scritture che hai citato sotto una luce diversa, emergono dei punti che mettono in discussione l'idea che il divieto del sangue sia una legge universale ed eterna destinata a scadere solo alla fine del Millennio....Partendo dal significato di Atti 15:29, dobbiamo chiederci se gli Apostoli stessero emettendo una legge morale valida per l'eternità o se stessero risolvendo un problema contingente di comunione ecclesiale. Paolo chiarisce il principio in 1 Corinti 8:8, spiegando che non è un cibo a conciliarci con Dio: se non ne mangiamo non manchiamo di nulla e se ne mangiamo non ne traiamo vantaggio! Se il sangue fosse una contaminazione morale universale, Paolo non avrebbe potuto scrivere in Romani 14:14 di essere persuaso nel Signore Gesù che nulla è impuro in se stesso. Se dunque nulla è impuro, il sangue animale non possiede un potere contaminante spirituale; il decreto di Atti 15 serviva piuttosto a non scandalizzare i fratelli ebrei che per secoli avevano considerato il sangue un tabù, configurandosi come una legge di carità e non di dieta...Riguardo a Giovanni 6, tu leghi il "bere il sangue" di Gesù esclusivamente alla risurrezione dell'ultimo giorno, ma Gesù usa il tempo presente. In Giovanni 6:54, Egli afferma che chi mangia la sua carne e beve il suo sangue ha già la vita eterna. Il possesso di questa vita inizia ora: non è un processo che attende la fine del peccato adamico nel millennio, ma una realtà che trasforma il credente in questo istante. Aspettare la fine del Millennio per considerare "concluso" il valore del sangue di Cristo significherebbe posticipare una grazia che il Nuovo Testamento dichiara già operante e completa...Sulla fine della mediazione e il concetto del "Tutto in tutti", il brano di 1 Corinti 15:24-28 ci ricorda che l'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte. Se la morte viene annientata, significa che il peccato è già stato sconfitto; la vittoria di Cristo non è una possibilità futura subordinata all'ubbidienza a una legge sul sangue, ma un fatto compiuto nel suo Sacrificio. Come leggiamo in Ebrei 10:14, con un'unica offerta Egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati. L'idea di dover osservare il divieto del sangue finché il peccato non sia espiato suggerirebbe che il sacrificio di Cristo non sia stato sufficiente a liberarci dalle "ombre" della Legge, mentre Paolo in Colossesi 2:17 ribadisce che tali precetti erano solo un'ombra, mentre la realtà è Cristo. Infine, parlando della pace con il mondo animale, il ritorno a un mondo senza uccisioni ci riporta al progetto originale di Genesi 1:29. Se il fine ultimo è la pace edenica, il permesso di mangiare carne concesso in Genesi 9 appare come una concessione temporanea per gestire la violenza umana in un'umanità decaduta, non una legge di perfezione. Se siamo "nuove creature" in Cristo, come dice 2 Corinti 5:17, viviamo già secondo la logica del Regno, dove la distinzione tra cibi è superata dalla purezza del cuore. Mantenere divieti cerimoniali rischia di farci cadere in quello che Paolo denunciò in Galati 5:1, esortandoci a restare saldi nella libertà per non lasciarci imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Se la libertà di Cristo ci ha reso puri, riportare l'attenzione su cosa mettiamo nel piatto rischia di distoglierci dalla Legge dello Spirito. Sarei felice di sapere cosa ne pensi del fatto che Paolo non abbia mai ribadito il divieto del sangue nelle sue lettere ai gentili, pur trattando ampiamente ogni altro aspetto della morale cristiana. Grazie

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    6. 1Deserto: E’ sempre un piacere, caro Stefano Greco, avere uno scambio esegetico delle scritture sacre con delle persone riflessive. Io non mi attengo a dei preconcetti fabbricati da degli uomini che pretendono di essere guidati dallo spirito santo, solo perché hanno azzeccato alcune verità. Lo facevo prima dei vari risvegli. Un po’ di verità la si ritrova in tutti i gruppi cosiddetti cristiani. Una volta accettavo tutto ciò che veniva dalla Watchtower. Oggi mi permetto, di correggere ciò che io vedo essere errato. Ma – purtroppo – come vedi, lo faccio in maniera anonima, per paura di ritorsioni “spirituali”, essendo ancora ufficialmente associato a quest’organizzazione.
      Ora riguardo ad Atti 15:29 che, in linea di principio, si può definire il primo Concilio ecumenico, il problema era effettivamente non un problema morale, bensì un problema di comunione ecclesiastica. Giusto per evitare che i convertiti ebrei, riducessero i convertiti gentili di nuovo schiavi della legge mosaica inchiodata ala croce (vedi Colossesi 2:14), gli apostoli e gli anziani emanarono, sotto la guida dello spirito santo, quattro comandi ripresi dalla legge mosaica: astenersi dalle cose sacrificate agli idoli (sempre se si trovavano in un contesto o rituale religioso), astenersi dal sangue (per i motivi da me già spiegati sopra), astenersi da ciò che è strangolato (appunto per evitare di mangiare la carne con il sangue!), ed astenersi dall’immoralità sessuale. Poi il comando termina con l’espressione “se vi asterrete attentamente da queste cose, prospererete”. Sembra un po’ cinico, ma era per evidenziare, che se non avrebbero aggiunto altri comandi o pesi emanati da uomini, la congregazione avrebbe prosperato, non avendo da portare pesi inutili.
      Nel contesto del discorso di Paolo in 1 Corinti 8:1-13 si capisce una cosa fondamentale. L’apostolo fa un ragionamento alla congregazione, per proteggere questa da pesi e sofferenze inutili. Questo discorso, se capito bene e applicato ai nostri giorni, fa bene a chi emana comandi di uomini e a chi è succube a questi inutili comandi. Prediamo come esempio barba, compleanni, pantaloni, musica, cure mediche etc. Spero che qualcuno dalla torre di avorio ci legga! La sintesi si capisce bene dal versetto 7 che dice: “Non tutti però hanno questa conoscenza: alcuni, essendo stati finora abituati agli idoli, mangiano quel cibo come qualcosa di sacrificato agli idoli, e la loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata.” Il problema non era la carne di per sé o l’eventuale presenza di sangue in carne non dissanguata dovutamente. Il problema era se quel cibo veniva mangiato “come qualcosa di sacrificato agli idoli”. Era il gesto che contava e non la materia. Chi invece mangiava la carne offerta agli idoli, fuori contesto, era libero di accusa. Ma per la coscienza debole di quelli che prima avevano praticato l’idolatria mangiando quella carne in un contesto religioso, era meglio per quelli dalla coscienza più “addestrata” non mangiare quel tipo di carne. Difatti, la risposta la troviamo alla fine del discorso di Paolo nel versetto 13: “Perciò se il cibo diventa un ostacolo per mio fratello, non mangerò mai più carne, così da non porre un ostacolo davanti a mio fratello.” Ma ripeto, questo non era legge assoluta che tutti dovevano seguire. Era un consiglio per evitare sofferenze. I fratelli erano tenuti a usare discernimento. E così dovrebbe essere oggi in tutti i gruppi cristiani. A secondo della situazione dobbiamo prendere le giuste decisioni, come per esempio sulle trasfusioni di sangue, sul festeggiare i compleanni etc. Tutto questo rientra nel ragionamento che fa Paolo in 1 Corinti 8:1-13.

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    7. 2Deserto: Lo stesso vale per Romani 14:14, che bene hai citato in questo contesto. Lì di nuovo l’apostolo ricorda che la coscienza del singolo cristiano a un peso enorme sul comportamento. Leggiamo: “Io so e sono convinto nel Signore Gesù che niente è impuro di per sé; solo se un uomo considera qualcosa impuro, per lui è impuro.” Se per me – facendo un esempio molto discusso – una festa di compleanno è una cosa impura, allora se la festeggio, io stesso, ai miei propri occhi, divento impuro e mi autocondanno. Cosa che potrebbe influenzare negativamente la mia relazione con Dio. Quindi sarebbe meglio non festeggiare il compleanno per me. Ma questo, come ripeto, vale solo per me personalmente e non posso applicarlo agli altri. Se questa festa potrebbe turbare un mio fratello, dovrei usare più discrezione nel festeggiarla. Allo stesso tempo, il mio fratello turbato non può proibirmi di fare una festa al mio compleanno. Qui vene richiesta una porzione di saggezza e discernimento, onde evitare malintesi e confusione.
      Il bere il sangue e mangiare la carne di Gesù in maniera simbolica non la metto nell’ultimo giorno, ma ha inizio dal momento in cui gli apostoli fedeli hanno praticato la prima commemorazione, la notte prima del sacrificio di Cristo. Questo fu ed è un atto simbolico, che vale per tutti i cristiani fino quando lui arriverà a prendere i suoi fratelli. Con la venuta di Cristo termina l’atto fisico simbolico. Non si osserverà più la commemorazione dopo il su avvento (1 Corinti 11:26). Ma come principio duraturo o atto di fede nel cuore di ciascun cristiano, continua fino alla fine del millennio, quando tutta la creazione sarà resa perfetta (Romani 8:19-22). Tutti qui sulla terra dovranno accettare il sacrificio di Cristo per ricevere la vita eterna. Coloro che saranno con Cristo in cielo, saranno re e sacerdoti e applicheranno il sangue simbolico di Cristo per portare l’umanità alla condizione perfetta fino alla fine dei 1000 anni (Rivelazione 20:6). In un certo senso il peccato è già sconfitto. E come un chirurgo che è sicuro al cento per cento che il paziente si rimetterà, solo che deve ancore essere sottoposto all’intervento. E così noi; sappiamo per fede, che Gesù risolverà il problema, ma aspettiamo l’intervento.
      Comunque tutte queste considerazioni, non cambiano il comando di Atti 15:29. Teniamo presente che i quattro comandi, lì esposti, stanno tutti allo stesso livello. In altre parole l’astenersi dal sangue è parallelo con l’immoralità sessuale. Se il comando di astenersi dal sangue non era così importante, non sarebbe stato messo allo stesso livello dell’immoralità sessuale, condannata in quasi tutte le lettere di Paolo.
      Il fatto che questo divieto non venga più menzionato in nessun luogo, dopo quel concilio a Gerusalemme, non vuol dire che e screditato. Dio avvolte si ripete all’infinito, e avvolte le cose le dice una volta sola. Prendiamo ad esempio Genesi 8:21,22: “E Geova sentì un odore gradevole. Allora Geova disse in cuor suo: “Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché l’uomo è incline a nutrire nel suo cuore pensieri cattivi fin dalla giovinezza. E non colpirò più ogni essere vivente come ho fatto. 22 D’ora in poi la terra non smetterà mai di avere semina e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte”.
      Questa è una solenne promessa, che 1: Dio non avrebbe più maledetto il suolo a causa dell’uomo; 2: non avrebbe più colpito ogni essere vivente, sempre a causo dell’uomo, come aveva fatto durante il diluvio; 3: la terra non avrebbe mai più smesso di produrre “semina e raccolta”, “freddo e caldo”, “estate e inverno”, “giorno e notte”. Evidentemente durante il diluvio, non si riusciva più a distinguere chiaramente il giorno dalla notte e le stagioni. Questa promessa solenne non viene ripetuta. Aveva una stretta attinenza con ciò che era appena terminato, il diluvio; ma era valida per tutta l’eternità. Quindi, per chi aspetta la fine del modo o della terra in maniera fisica, qui la risposta. Un caro saluto.

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  3. 2Deserto: Oggi, quando un essere umano da il proprio sangue per salvare la vita a un altro essere umano non muore, ma continua a vivere. L’animale invece muore, per dare il suo corpo come cibo per noi esseri umani. Questa è una grandissima differenza. Le trasfusioni di sangue non uccidono il donatore. Il donatore non muore per dare il suo sangue a un altro. Quindi il principio di dare la propria vita per salvare in senso biblico – cioè dare la vera vita - non è attuabile in questo caso. In questo caso si può dare il proprio sangue per salvare una vita. Il principio biblico vale solamente per il sangue animale. Chi riceve il sangue di un altro essere umano per aver salva la vita, riceve una parte dell’unico organo liquido che conosciamo. E quest’organo continua a “vivere” nel corpo di chi lo riceve. In questo caso nessuno muore per un altro.
    Morire per non aver ricevuto una trasfusione di sangue non è corretto, e come disprezzare la vita stessa. Se Dio ci ha dato la possibilità di curarci e noi, per mal interpretazione della sua parola, rifiutiamo la vita, allora io mi chiedo cos’é un peccato maggiore: il rifiutare una trasfusione salvavita o il morire per aver seguito uomini orgogliosi, inavvicinabili ed arroganti che interpretano le scritture a modo di come è il loro umore in quella giornata?

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  4. non sono d'accordo con la spiegazione forzata di anonimo deserto ,pereché ? Link
    1 Quel giorno, dopo che gli Israeliti ebbero sconfitto i Filistei da Micmas ad Aialon, il popolo era molto stanco. 32 Allora si gettarono avidamente sul bottino, presero pecore, buoi e vitelli, li scannarono per terra e mangiarono la carne con il sangue ancora dentro.

    33 Poi qualcuno riferì a Saul: «Ecco, il popolo pecca contro il Signore, mangiando carne con il sangue».

    «Hai tradito la fede», disse Saul. «Rotola subito qui una grossa pietra». 34 Poi disse: «Va' tra il popolo e di' loro: "Ognuno mi porti il ​​suo bue e la sua pecora, li macelli in questo luogo e poi li mangi. Non peccherete contro il Signore, mangiando carne con il sangue"».

    Così quella notte ognuno portò il suo bue e lo macellò lì. 35 Allora Saul costruì un altare al Signore; era la prim…
    (4) Ma la carne... -- Le parole sono notevoli. "Solo la carne nella sua anima, il suo sangue, non mangerete". La Versione Autorizzata ha probabilmente ragione nel considerare il sangue in contrapposizione all'anima , termine che qui significa il principio di animazione, o ciò che fa vivere un animale. Questo è il dono speciale di Dio; poiché solo Lui può conferire a quell'aggregato di solidi e fluidi che chiamiamo corpo il principio segreto della vita. Di questa vita nascosta il sangue è il rappresentante, e mentre all'uomo è concesso di avere il corpo come suo cibo, in quanto mero contenitore che contiene questa vita, il dono stesso deve tornare a Dio, e il sangue come suo simbolo deve essere trattato con riverenza.
    Commento dal pulpito
    Versetto 4. - Ma - א…

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  5. Dio non condanna chi mangia sangue.27 dicembre 2025 alle ore 18:20

    volta che costruiva un altare al Signore.

    36 Allora Saul disse: «Scendiamo dietro ai Filistei di notte e saccheggiamoli fino all'alba, senza lasciare alcun superstite».

    «Fate ciò che vi sembra giusto», risposero le truppe.

    Ma il sacerdote disse: «Dobbiamo consultare Dio qui».

    Il popolo salva Jonathan

    37 Allora Saul consultò Dio: «Devo scendere a inseguire i Filistei? Li darai nelle mani d'Israele?».

    Ma quel giorno Dio non gli rispose.

    38 Allora Saul disse: «Venite qui, voi tutti capi delle truppe, e indaghiamo su come sia avvenuto oggi questo peccato. 39 Come è vero che vive il Signore, che salva Israele, anche se si trattasse di mio figlio Gionatan, egli dovrà morire!»

    Ma nessuno dei soldati disse una parola.

    40 Allora Saul disse a tutto Israele: «Voi state da una parte, e io e mio figlio Gionatan staremo dall'altra».

    «Fate ciò che vi sembra giusto», risposero le truppe.

    41 Allora Saul disse al Signore, Dio d'Israele: «Perché non hai risposto oggi al tuo servo? Se la colpa è mia o di mio figlio Gionatan, rispondi con l'Urim; ma se la colpa è degli uomini d'Israele, rispondi con il Tummim». Furono designati Gionatan e Saul, ma il popolo fu assolto dall'accusa.

    42 Allora Saul disse: «Tirate a sorte tra me e mio figlio Gionatan». E fu designato Gionatan.

    43 Saul gli ordinò: «Dimmi cosa hai fatto».

    Allora Gionatan gli disse: «Ho assaggiato solo un po' di miele con la punta del bastone che avevo in mano; e ora devo morire?».

    44 E Saul disse: «Dio mi punisca, e anche severamente, se tu, Gionatan, non muoia!».

    45 Ma il popolo disse a Saul: «Dovrà forse morire Gionatan, che ha compiuto una così grande liberazione per Israele? Non sia mai! Per la vita del Signore, non cadrà a terra un capello del suo capo, perché oggi, con l'aiuto di Dio, egli ha compiuto questo».

    Così il popolo salvò Gionatan, ed egli non morì. 46 Allora Saul cessò di inseguire i Filistei e i Filistei tornarono al loro paese.
    (4) Ma la carne... -- Le parole sono notevoli. "Solo la carne nella sua anima, il suo sangue, non mangerete". La Versione Autorizzata ha probabilmente ragione nel considerare il sangue in contrapposizione all'anima , termine che qui significa il principio di animazione, o ciò che fa vivere un animale. Questo è il dono speciale di Dio; poiché solo Lui può conferire a quell'aggregato di solidi e fluidi che chiamiamo corpo il principio segreto della vita. Di questa vita nascosta il sangue è il rappresentante, e mentre all'uomo è concesso di avere il corpo come suo cibo, in quanto mero contenitore che contiene questa vita, il dono stesso deve tornare a Dio, e il sangue come suo simbolo deve essere trattato con riverenza.
    Commento dal pulpito
    Versetto 4. - Ma - א…

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  6. Versetto 4. - Ma - אַך , avverbio di limitazione o eccezione, come in Levitico 11:4 , che introduce una restrizione al precetto precedente: la carne con la sua vita, che è il suo sangue . Letteralmente, con la sua anima, il suo sangue ; il sangue è considerato la sede dell'anima, o principio vitale ( Levitico 17:11 ), e persino come l'anima stessa ( Levitico 17:14 ). L'idea dell'unità dell'anima e del sangue, su cui si basa il divieto del sangue, emerge ovunque nella Scrittura. Nel sangue di chi è ferito a morte la sua anima scorre ( Lamentazioni 2:12 ), e chi si sacrifica volontariamente versa la sua anima fino alla morte ( Isaia 53:12 ). L'assassino dell'innocente uccide l'anima del sangue dell'innocente ( ψυχὴν αἵματος ἀθώου , Deuteronomio 27:25 ), che si attacca anche alle sue vesti (dell'assassino) ( Geremia 2:34 ; cfr. Proverbi 28:17 , sangue di un'anima; cfr. Genesi 4:10 con Ebrei 12:24 ; Giobbe 24:12 con Apocalisse 6:9 ; vedi anche Salmo 94:21 ; Matteo 23:35 ). Né si può dire che sia esclusivamente peculiare della Sacra Scrittura. Negli antichi geroglifici egizi il falco, che si nutre di sangue, rappresenta l'anima. Virgilio dice di una persona morente: "purpuream vomit ille animam" (Eneide, 9:349). I filosofi greci insegnavano che il sangue era o l'anima (Crizia), o il cibo dell'anima (Pitagora), o la sede dell'anima (Empedocle), o la causa produttrice dell'anima (gli Stoici); ma solo la Scrittura rivela la vera relazione tra entrambi quando dichiara che il sangue non è l'anima in senso assoluto, ma il mezzo della sua autoattestazione (vedi "Bib. Psychology" di Delitzsch, div. 4, sez. 11). Non mangerete. Non si riferisce, sebbene certamente proibisca, al mangiare carne presa da un animale vivo (Raschi, Gaetano, Delitzsch, Lutero, Peele, Jamieson) - un'usanza diabolica che potrebbe essere stata praticata tra gli antidiluviani, come, secondo i viaggiatori, è, o era, tra i moderni Abissini; piuttosto interdicendo la carne di animali macellati da cui il sangue non è stato correttamente scolato (Calvino, Keil, Kalisch, Murphy, Wordsworth). Lo stesso divieto (comunemente considerato dai dottori ebrei come il settimo dei precetti noachici che furono imposti a tutte le nazioni; vedi infra , ver. 6) fu poi incorporato nella legislazione mosaica (cfr. Levitico 3:17 ; Levitico 7:26, 27 ;Levitico 17:10-14 ; Levitico 19:26 ; Deuteronomio 12:16, 23, 24 ; Deuteronomio 15:23 ), e successivamente imposta ai convertiti gentili nella Chiesa cristiana dall'autorità dello Spirito Santo e degli apostoli ( Atti 15:28, 29 ). Tra le altre ragioni, senza dubbio, per la promulgazione originale di questa legge c'erano queste:
    1. Il desiderio di proteggersi dalla pratica della crudeltà verso gli animali (Crisostomo, Calvino, 'Commento dell'oratore').

    2. Un progetto per proteggere la vita umana, mostrando l'inviolabilità che agli occhi di Dio è attribuita anche alla vita delle creature inferiori (Calvino, Willet, Peele, Kalisch, Murphy).

    3. L'intima connessione che sussisteva anche nella creazione animale tra il sangue e la vita (Kurtz, 'Sacr. Worship,' IAV). .…

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  7. ebraico
    Ma
    אַךְ־ ('aḵ-)
    Avverbio
    Strong's 389: Una particella affermativa, sicuramente

    non devi
    לֹ֥א (lō)
    Avverbio - Particella negativa
    Strong's 3808: No, non

    mangiare
    תֹאכֵֽלוּ׃ (ṯō·ḵê·lū)
    Verbo - Qal - Imperfetto - seconda persona maschile plurale
    Strong's 398: Mangiare

    carne
    בָּשָׂ֕ר (bā·śār)
    Sostantivo - maschile singolare
    Strong's 1320: Carne, corpo, persona, pudenda di a, uomo

    con la sua linfa vitale
    בְּנַפְשׁ֥וֹ (bə·nap̄·šōw)
    Preposizione-b | Nome - costrutto femminile singolare | terza persona maschile singolare
    Strong's 5315: Un'anima, un essere vivente, una vita, un sé, una persona, un desiderio, una passione, un appetito, un'emozione

    [ancora] in esso.
    דָמ֖וֹ (ḏā·mōw)
    Nome - costrutto maschile singolare | terza persona maschile singolare
    Strong's 1818: Sangue, di un uomo, un animale, il succo dell'uva, spargimento di sangue

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  8. L'interpretazione attuale è oggettivamente anacronistica. Impone una applicazione medica moderna (le trasfusioni) su un testo che affrontava una questione di convivenza comunitaria nel I secolo che è fuori contesto. Il decreto apostolico aveva lo scopo preciso di facilitare la comunione tra due gruppi culturalmente diversi, fra i giudei cristiani e i cristiani gentili non di stabilire leggi eterne su tecnologie inesistenti.

    Il modello interpretativo letteralista applicato qui è debole e snaturante. Isolare la parola "sangue" dal suo contesto storico-culturale e applicarla in modo estensivo a scenari completamente diversi, equivale a stravolgere l'intenzione comunicativa dell'autore. L'apostolo Paolo, in particolare, lo sappiamo bene era un grande sostenitore della libertà dal giogo della Legge per i gentili. Trasformare questo decreto conciliare che faceva da ponte fra due realtà identitarie diverse giudei e gentili in un nuovo giogo legale ancor più rigido, sembra un paradosso esegetico. Si privilegia una letteralità selettiva (sul sangue) ignorando il principio teologico fondante (la libertà in Cristo e la preminenza della coscienza) che lo stesso Paolo ripeto difese strenuamente. Il totale disallineamento con la normale logica interpretativa rende impossibile oltremodo qualsiasi revisione di concetto, questo fatto rende il decreto sul sangue finalizzato più al decreto che non alla scrittura stessa tanto che sembra proprio usata in modo strumentale per confermare la propria visione della vita. In tutti i casi pur ammettendo legittimo lasciare che ognuno decida come applicare la fede nella sua vita, non è accettabile che si attuino strumenti coercitivi e abusanti come la disassociazione indotta sulle scelte sanitarie delle persone.

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    1. La logica e il buon senso, nonché l'equilibrio nell'applicazione delle Scritture, sono estranei alla Watchtower, che si muove con altri meccanismi. Col passar del tempo diranno sempre più che è una questione di coscienza, che nessuno obbliga a non accettare trasfusioni, ecc. e ciò soprattutto per non incappare in problemi legali, sempre più pressanti, ormai. Molti insegnamenti, da qui a qualche anno, saranno totalmente stravolti e le vecchie generazioni non riconosceranno più la religione che era stata loro insegnata da ragazzi. Gli insegnamenti cambiano, le generazioni passano ma la Watchtower è sempre li, magari, in futuro, con un altro nome. Questa è la realtà! Stendec

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  9. Logica e ragionamento per illustrare l'assurdità della dottrina del sangue dei WT/JW.

    L'illustrazione:

    Un ragazzino ha un cagnolino di nome Lucky con cui va ovunque. Quando va in bici, Lucky va nel cestino del manubrio. Sono migliori amici. Un giorno, il ragazzo si sveglia e Lucky non c'è più. È così sconvolto che è triste per settimane, così i suoi genitori gli prendono un cane di peluche di nome Buddy per cercare di farlo sentire meglio. Dopo un po' inizia a funzionare. Il ragazzo immagina che il peluche sia Lucky, usandolo come segnaposto o simbolo per il suo vecchio migliore amico. Lo porta anche ovunque e lo tiene nel cestino del manubrio quando va in bici. Il peluche simboleggia il cane reale.

    Un giorno, mentre è in bici, il vecchio cane del ragazzo, Lucky, gli corre incontro dal nulla! È così eccitato di trovare il suo vecchio migliore amico! Ma è così lontano da casa, che non può assolutamente portarlo a piedi fino in fondo, e non ha spazio nel cestino del manubrio per Lucky e il peluche Buddy. Pensa a cosa fare. Pensa a quanto sia importante Buddy perché simboleggia la sua amicizia con Lucky. È allora che si rende conto di cosa deve fare. Il peluche Buddy è troppo importante e non può essere abbandonato, quindi sacrifica Lucky per poter tenere Buddy. A pensarci bene, lo ha fatto davvero per Lucky. Buddy simboleggiava Lucky, quindi doveva tenere il peluche per rispetto di Lucky. Alla fine, tutto ciò che Buddy simboleggiava era semplicemente troppo importante.

    È così che ci si sente quando qualcuno sacrifica la propria vita rifiutando una trasfusione di sangue. Il sangue è sacro perché simboleggia la vita, proprio come Buddy era un simbolo che rappresentava Lucky. Nella storia, è ovvio che Buddy non può essere più importante di Lucky. Ovviamente, sacrificare la tua vita reale per rispetto di qualcosa che è un simbolo della vita non può avere senso. Un simbolo non può essere più importante della cosa che rappresenta. Se le tue convinzioni considerano la vita veramente sacra, la cosa più importante che puoi fare è valorizzare e proteggere la tua vita, non gettarla via per un simbolo arbitrario come ha fatto il ragazzo con Lucky.

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    1. Capisco il tentativo di usare un’analogia per spiegare la questione, ma qui siamo di fronte a diverse fallacie che rendono l’argomento debole. Prima di tutto, c’è una falsa analogia: paragonare il sangue a un peluche non è corretto, perché il peluche è un oggetto privo di funzione vitale, mentre il sangue è una sostanza biologica con significato religioso per chi lo considera sacro. L’analogia non riflette la complessità del tema.
      Poi c’è una riduzione all’assurdo (Reductio ad absurdum): la storia porta volutamente all’assurdo (“sacrificare Lucky per tenere Buddy”) per far apparire la dottrina irrazionale, ma questo non dimostra logicamente che la dottrina sia incoerente, è solo una strategia retorica. Inoltre, si nota un argomento fantoccio (straw man): la dottrina viene semplificata come “sacrificare la vita per un simbolo arbitrario”, ignorando che per chi la segue il sangue non è un simbolo qualsiasi, ma un comandamento percepito come divino.
      C’è anche un presupposto non dimostrato: l’idea che “un simbolo non possa essere più importante della cosa che rappresenta” è presentata come ovvia, ma non è universalmente valida; in molte culture il rispetto per il simbolo è considerato essenziale quanto la realtà che rappresenta. Infine, l’intera illustrazione fa leva sull’appello all’emozione, costruendo una storia che suscita indignazione (“sacrificare Lucky”) e spinge a giudicare la dottrina come assurda senza analisi critica.
      Se l’obiettivo è discutere la coerenza del principio, sarebbe più efficace affrontare le basi teologiche e il rapporto tra il valore della vita e il rispetto del comando biblico, piuttosto che usare analogie che non riflettono la complessità del tema. Così la discussione resta solida e rispettosa.

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    2. Umilmente esprimo la mia opinione su questo argomento, se partiamo dal comando originale dato a Noè abbiamo tutti gli elementi di cui abbiamo bisogno.

      Genesi 9:3,4 e 5.

      Versetto 3,4 la concessione era di origine alimentare a vegetariani si concedeva di alimentarsi con carne con un atto simbolico di rispetto verso la vita che si opprimeva.

      Versetto 5 Dio avrebbe chiesto conto a chi toglieva la vita ad un altro essere umano.

      Mi sembra che con "inoltre" con cui inizia il versetto 5 si pone la vita animale e quella umana su due differenti piani.

      Ora la mia domanda è questa, se a cuasa di un'interpretazione che non tiene conto del contesto qualcuno perde la vita perchè in una rara situazione la vita potrebbe essere salvata con una trasfusione integrale o con una delle 4 frazioni del sangue, a chi Dio chiederà conto di quella vita persa?

      Non serebbe meglio lasciare che il singolo decidi come salvare la propria vita con una trasfusione o "togliesela" rifiutandola o in altre circostanze con "l'eutanasia" e quindi lascere a Dio il giudizio finale?

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    3. @Tullio, ti ringrazio per il tuo commento dettagliato e per la sentita volontà di chiarire i punti in discussione. Apprezzo l’approccio analitico e propongo una sintesi delle tue osservazioni, esaminandole una per una, così da approfondire il dialogo in modo costruttivo.
      Sulla falsa analogia: Hai rilevato che paragonare il sangue a un peluche sarebbe inappropriato, poiché il peluche è un oggetto inanimato, mentre il sangue possiede un significato religioso e biologico profondo. Questo punto sarebbe valido se l’analogia ignorasse differenze essenziali nella sua applicazione metaforica. In realtà, Saroj non equipara i due elementi in senso letterale, ma impiega il peluche proprio come metafora di un “simbolo” – esattamente come, nella dottrina, il sangue è considerato simbolo della vita. L’obiettivo dell’analogia è evidenziare la relazione tra simbolo e realtà rappresentata, non la natura fisica degli oggetti. La differenza chiave che invochi (il significato religioso) merita certamente un esame teologico approfondito, ma non implica necessariamente la dismissione dell’analogia in quanto tale.
      Sulla reductio ad absurdum: Hai identificato una riduzione all’assurdo, osservando che la narrazione porta deliberatamente a un esito paradossale per screditare la dottrina. Tuttavia, questa tecnica – ben nota in logica e utilizzata, ad esempio, da Socrate – è legittima quando serve a testare la coerenza di un principio assumendolo e portandolo alle sue conseguenze estreme. Non costituisce di per sé una fallacia, a meno che l’estensione non sia fedele al principio originale (in tal caso, occorrerebbe dimostrarlo). Qui, Saroj parte dal principio “il simbolo della vita è sacro” e lo applica in un contesto estremo, per interrogarsi sulla priorità tra simbolo e vita stessa. Non si pretende di dimostrare un’incoerenza assoluta, ma di stimolare una riflessione sulle gerarchie di valore.

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    4. Parte 2: Sull’argomento fantoccio (straw man): Hai ravvisato una semplificazione della dottrina, ridotta a “sacrificio della vita per un simbolo arbitrario”, trascurando il suo fondamento divino. Ritengo che vi sia qui un fraintendimento: Saroj riconosce esplicitamente il sangue come simbolo sacro, ma contesta che, anche se sostenuto da un comandamento percepito come divino, tale simbolo possa giustificare la perdita della realtà che rappresenta (la vita). Non si tratta di una caricatura di una boutade, bensì di una critica mirata al rapporto tra simbolo e realtà. Se la dottrina pone il comando divino al di sopra della preservazione della vita, questa priorità merita una difesa teologica esplicita, piuttosto che la sola etichettatura come fallacia.
      Sul presupposto non dimostrato: Hai contestato l’assunto secondo cui “un simbolo non può essere più importante della cosa rappresentata”, ricordando che in molte tradizioni culturali e religiose il rispetto per il simbolo è considerato essenziale. Su questo concordo: esempi come il divieto di raffigurazioni divine in alcune fedi lo dimostrano. Tuttavia, desidero sottolinearti una differenza cruciale con un altro esempio: la bandiera nazionale è universalmente riconosciuta come simbolo della patria. I soldati che rischiano o sacrificano la vita per difendere la bandiera lo fanno in realtà per ciò che essa rappresenta – la patria stessa – non per il tessuto in sé. Il martirio è sempre orientato verso la realtà rappresentata, non verso il simbolo come entità autonoma. Applicando lo stesso principio alla santità del sangue: se il sangue simboleggia la vita, onorarlo a costo di perdere la vita equivarrebbe a porre il simbolo al di sopra della realtà rappresentata – analogamente a un soldato che sacrificasse la patria per salvare il tessuto della bandiera oppure per assurdo sacrificare la patria per tenere la bandiera… ha senso? In tutte le tradizioni di martirio conosciute, la gerarchia rimane: la realtà prevale sul simbolo.
      Sull’appello all’emozione: Hai osservato che la narrazione suscita indignazione senza un’analisi critica sufficiente. È vero: si tratta di un dispositivo retorico emotivo (pathos, secondo la classificazione aristotelica). Tuttavia, tale elemento non invalida l’argomento quando è accompagnato da una componente logica (logos). In questo caso, l’emozione serve a rendere intuitivo e accessibile il punto centrale, senza pretendere di sostituirsi alla razionalità.
      Un saluto

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    5. Nel commento di Saroj , non ci vedo proprio il " Deductio ad absurdum" Descritto da Tullio anche se apprezzo il commento in base a ciò che lui ha capito, lo invito a tener conto del commento di Capitan Kirk. anche se la spiegata Tullio; spiegazione completa della massima " Deductio ad absurdum " Link
      Reductio ad absurdum (riduzione all'assurdo) è una tecnica argomentativa logica e matematica che dimostra la validità di una tesi mostrando che la sua negazione porta a una contraddizione o a conseguenze illogiche. Si assume temporaneamente per vero il contrario di ciò che si vuole sostenere. Ecco i punti chiave: Funzionamento: Per dimostrare che una proposizione \(A\) è vera, si assume che sia vera la sua negazione (non \(A\)). Se questa assunzione porta a un risultato assurdo, falso o contraddittorio, allora la negazione deve essere falsa, il che significa che \(A\) è vera.Contesto d'uso: È ampiamente utilizzata nella logica, nella filosofia (sin dai tempi di Parmenide) e nella matematica.Esempio classico: Per dimostrare che \(\sqrt{2}\) è irrazionale, si assume per assurdo che sia razionale, arrivando a una contraddizione logica. Questa forma di ragionamento indiretto è definita anche come dimostrazione per assurdo o reductio ad impossibile. 

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  10. Capitan Kirk e Saoi , siete stati fantastici nello spiegare , io aggiungo , che se era talmente importante come fa credere la WTS e CD come mai Gesù la Parola creatotore di tutto che si fecce carne Giovanni 1:1-14 non lo ha mai vietato . ma anzi invitò a bere il suo sangue , e mangiare la sua carne , e in un occasione disse a pietro che aveva staccato un orecchi a uno che era andato per arrestalo , gli disse di riporre la spada perchè chi di spada ferisce di spada perisce , , per me era incluso : di non sparegere il sangue umano , Perchè l'astenersi dal sangue in Atti 15:29 si può tradurre anche spargimento di sangue Saroj l'esempio del cane è significativa .

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    1. Grazie a te @Virgilio per i tuoi interventi e le tue ricerche che arricchiscono il blog di contenuti.

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  11. Fede & Credo YouTube

    59 - Trasfusioni di sangue: veramente sono vietate dalla Bibbia? (059)

    Feb 13, 2025 JW - i Testimoni di Geova

    "In questo video tratto il problema delle trasfusioni di sangue andando al cuore del problema per comprendere se è proprio vero che sono vietate dalla legge di Dio. Mangiare il sangue e trasfonderlo è la stessa cosa? Cos'è realmente il sangue, e perché Dio lo considera sacro? Dio richiede a un genitore di lasciar morire il proprio figlio senza tentare anche la trasfusione? La legge sul sangue data a Israele era inflessibile? Cos'è il "Pikuach Nefesh"? Cosa ci insegna Gesù in merito? Che significato ha Atti 15:29? Inoltre rispondo ad obiezioni e tratto il problema spinoso se Dio richiede a noi di morire pur di non contravvenire a tutte le Sue leggi. Concludo ricordando il famoso caso Oneda. Buona visione!"

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  12. La questione non è la Bibbia (o Russel), la questione è cosa decidono in merito i capi di Warwick di oggi.
    Personalmente non credo che daranno il via libera coscienzioso. Oramai molti governi ed enti politici internazionali hanno sdoganato per legge la tutela del rifiuto religioso delle trasfusioni sulla base del diritto all'autodeterminazione sanitaria. Queste leggi hanno salvato il deretano giuridico alla WTS e alle sue filiali. Inoltre in ambito clinico la chirurgia senza sangue trova riscontri anche nelle indicazioni gestionali emoconservative provenienti dalla stessa OMS e dagli istituti supremi sanitari degli Stati. E pure le associazioni professionali chirurgiche hanno adottato indirizzi operativi rispetto la chirurgia senza sangue. La WTS ha colto l’occasione di sdoganare gli emoderivati perché ha visto che questi hanno conosciuto un incremento produttivo proprio perché molte amministrazioni sanitarie statali ne hanno fatto richiesta per diminuire la pressione sulle banche del sangue, anche a fronte di pandemie o sulle difficoltà logistiche del trasporto e stoccaggio delle scorte dovute ai tagli nella spesa sanitaria.
    Solo negli Stati a governi totalitari la questione resta ancora a livello giuridico "primitivo", come lo era molti decenni fa.
    Per quanto riguarda l’Italia potete leggere la circolare di qualche anno fa del Centro Nazionale del Sangue (Istituto Superiore della Sanità) spedita alle strutture ospedaliere del SSN: è il prohramma del Patient Blood Management (PBM) emoconservativo, suggerito dall’OMS. Oltre alla legge sulla DAT ovviamente.

    Insomma, il quadro attuale è di gran lunga più favorevole alla WTS che 25-30 anni fa. Perché mai dovrebbe invertire la rotta con il rischio di provocare un trambusto enorme nelle file della fratellanza?


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  13. Semplicemente per seguire la legge del Cristo e non le tradizioni umane. Di principio se non trovano la forza per fare i cambiamenti in modo o in un altro si troveranno sempre più indeboliti e lo spirito che c’è nelle congregazioni ne è la riprova

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  14. Video da YOUTUBE che spiega chi era Gesù cita Giovanni 1:1-14 e.... Link

    https://www.youtube.com/watch?v=ruvoXC50eGo

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  15. Rapporto di servizio mondiale
    https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/libri/Rapporto-mondiale-dei-Testimoni-di-Geova-per-lanno-di-servizio-2025/Rapporti-relativi-ai-paesi-e-ai-territori-per-lanno-2025/

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  16. segue rapporto di sevizio
    https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/libri/Rapporto-mondiale-dei-Testimoni-di-Geova-per-lanno-di-servizio-2025/Totali-del-2025/

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  17. Concordo con Roberto. I plenipotenziari della WTS non abbandoneranno facilmente il divieto delle emotrasfusioni. Oggi hanno troppa legislazione e giurisprudenza dalla loro parte. E poi, esiste un florido fatturato annuo nell'industria sanitaria connesso alla produzione di apparecchiature e strumenti per il recupero del sangue intraoperatorio. E a tal proposito non mi stupirei se la WTS avesse, attraverso i meccanismi legali favoriti delle charities americane, partecipazioni in dividendi per mezzo di società camuffate. E poi c'è il discorso dei comitati di assistenza sanitaria: troppe rendite di posizione per singoli teoburocrati o aspiranti tali, circolano anche parecchi soldi, incluse bustarelle per i primari "amici"....Abbandonare tutto questo potrebbe creare seri problemi. Forse anche giudiziari. E poi ci sarebbe lo scompiglio nelle teste dei fratelli che non hanno ancora nemmeno ben digerito la barba e il cin cin...La WTS potrebbe abbandonare l'assurdo divieto delle trasfusioni solo di fronte ad un abbandono di massa delle congregazioni proprio per protesta rispetto alla sua dottrina sul sangue. Ma sapete bene che questa è un'eventualità fantascientica.
    Caro Giuseppe Consapevole, sai quanto gliene frega ai capi di Warwick della legge del Cristo...ne hanno fatta una tutta per loro.


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Grazie per il commento.