venerdì 17 maggio 2019

Atto d’amore

Risultati immagini per amore malatoNel perspicacia il termine Espulsione viene definito così :

“Espulsione: Azione giudiziaria di scomunica o disassociazione dei trasgressori da una comunità o organizzazione. Questa facoltà rientra nei diritti di ogni associazione religiosa, ed è paragonabile al potere degli stati politici e di certe autorità locali di comminare la pena capitale, di mettere al bando e di espellere. Nella congregazione di Dio il provvedimento dell’espulsione viene preso per salvaguardare la purezza dottrinale e morale dell’organizzazione. L’esercizio di questo potere è necessario per garantire l’esistenza stessa dell’organizzazione, e ciò vale in particolare per la congregazione cristiana, che deve rimanere pura e conservare il favore di Dio per poter essere da lui impiegata e rappresentarlo. Altrimenti Dio espellerebbe o stroncherebbe l’intera congregazione.”

Nei recenti studio biblici Tesori della parola di Dio viene aggiunta la definizione 
“La disassociazione è una dimostrazione di amore”.

La disassociazione ha dato luogo ad una serie di fenomeni sociali piuttosto imbarazzanti perché hanno innescato comportamenti coercitivi e vessatori talmente gravi che hanno portato all’inevitabile autodistruzione dei legami famigliari. Nonostante venga dichiarata la libera scelta religiosa di un individuo, non hanno sin’ora scritto un articolo che permetta ad un componente della famiglia di esercitarne quel diritto senza che questo non porti le ripercussioni che conosciamo di compromettere la coesione della famiglia e rafforzi i legami famigliari. Abbiamo migliaia di occulti divorzi bianchi a sfondo religioso e altrettante separazioni di fatto che sono con molti dubbi avvallate dallo spirito santo. Abbiamo avuto la testimonianza di sorelle messe in crisi dai fenomeni di consapevolezza dei mariti, crisi che non sono state in grado di gestire e hanno deciso per l’irrevocabile rottura del vincolo famigliare. Come la testimonianza di tanti fratelli che non possono gestire i vari gradi di consapevolezza senza compromettere il matrimonio. Guardate pure nelle vostre congregazioni come tanti nominati e CCA siano divorziati. Nomina che non era pensabile solo qualche decennio fa. 
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Mi verrebbe da includere anche a conferma di questa tendenza generale, le indicazioni “amorevoli” che un membro del corpo direttivo ha dato e che presupponevano come unica soluzione l’abbandono completo dell’infedele membro famigliare anche è in particolare modo riferito ai figli. Dico mi verrebbe perché, visti i trascorsi del personaggio in questione, non posso far altro che declassare l’esortazione ad una sparata da podio al quale non può essere dato alcun credito.  Purtroppo il divertimento delle dichiarazioni scioccanti (spararsi in bocca etc etc ) ha fatto spazio alla devastante perdita di credibilità che stiamo vivendo ma questo è un altro problema.

Noi siamo in una oggettiva situazione di emergenza perché a seguito di seppur legittime dissociazioni c’è un generale stato di abbandono della famiglia e dei suoi componenti. Rileviamo che la fratellanza dirigente ha lasciato tutto il resto della fratellanza il pesante fardello di gestire da sola il problema della legittima scelta religiosa. Ora anziché impegnarsi in spot sulla Betel finti come la ricevuta del mio parrucchiere ma perchè ad esempio non lavoriamo seriamente al problema famiglia e a tutte le implicazioni che esso porta? Perché dobbiamo assecondare il problema risolvendolo con irragionevoli soluzioni integraliste? Perché dobbiamo chiamarle atto d’amore?

mercoledì 15 maggio 2019

La fine delle note di casa in casa

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Stanno leggendo una circolare a tutte le congregazioni per decretare a tutta la fratellanza italiana la fine delle note di casa in casa e quindi del loro uso. Questo evidentemente fa seguito a delle pericolose sentenze europee riguardo alla privacy che se applicate porterebbero problemi imbarazzanti.


salute e prosperità a tutti

martedì 14 maggio 2019

La santità dal sangue

Le strategie mediche per interventi chirurgici senza sangue stanno diventando molto efficaci. Il recente e clamoroso intervento del trapianto di fegato in italia senza che si sia fatto uso del supporto di trasfusioni di sangue è diventata una notizia che è rimbalzata nell'ambiente medico e nei forum di settore.

Operazione con trapianto del fegato


Sono operazioni davvero complesseNegli Stati Uniti sono previste strutture che praticano cure bloodless


Come abbiamo visto la chirurgia senza sangue è una tecnica che sta prendendo piede anche qui in Italia.

Da un punto di vista sanitario la gestione del sangue è molto onerosa e i costi per la manipolazione o la produzione di prodotti emoderivati necessitano di ingenti risorse economiche. Così non stupisce, almeno al sottoscritto, che il sangue possa finire oggetto di qualche scandalo come questo

https://www.google.it/amp/s/www.lastampa.it/2019/04/30/esteri/gran-bretagna-al-via-linchiesta-sullo-scandalo-del-sangue-infetto-morti-e-mila-contagiati-jTLvpUYbYBxXG6DTt6Bv8M/amphtml/pagina.amp.html

Nonostante i progressi medici alcune terapie del sangue, ancora adesso, sono salvavita e non ci sono alternative mediche. Alcune sono contingenti allo stato di malattia del sangue altre dipendono da fattori umani come il decorso di una operazione chirurgica. Di seguito un esempio dell'uso terapeutico che ne viene fatto.

Eventi traumatici e/o operazioni chirurgiche
Anemie croniche.
Leucemie Talassemia.
Cure oncologiche.

La posizione dogmatica sul sangue è indiscutibile, io che sono un fariseo non mi metto in bocca un dito ferito, ma questo non mi impedisce di fare qualche domanda.


  • La legge di israele richiedeva di versare a terra il sangue (Levitico 17:13). Che cosa si doveva santificare in realtà con quel gesto?
  • Fra la santità della vita e la santità del sangue a chi daremo la precedenza (Genesi 2:7)?
  • Chi non rispettava la santità del sangue veniva ritenuto impuro (Lev 17:15). Chi non rispettava la santità della vita veniva ucciso (Esodo 21:23). Chi aveva la precedenza nella legge mosaica fra il sangue e la vita?
  • Gli Ebrei seguono ancora i precetti del vecchio testamento, non usano l'ascensore di sabato, perchè premere il pulsante è un lavoro. Nonostante l'atteggiamento farisaico si astengono dal sangue eclusivamente attenendosi alla tradizione Kosher. Perchè consentono l'utilizzo delle trasfusioni di sangue?
  • Abbiamo sicuramente chiaro il concetto di estensione del comando biblico quando applichiamo la scrittura (Atti 15:28) al comando di santificare il sangue. La logica è piuttosto semplice se non è lecito mangiarlo non è lecito iniettarselo. Pietro distingueva il modo o distingueva i motivi? 
  • Se è lecito iniettarsi frazioni di sangue è lecito mangiare frazioni di sangue? 


giovedì 9 maggio 2019

Gesù è andato all'inferno?

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Questa domanda è quella che ha fatto seguito ad una piccola ricerca che gli anni di studi preconfezionati mi hanno impedito di considerare. Queste piccole ricerce come solito ha aperto nuovi mondi e lande inesplorate che volevo condividere con voi.

I Pietro 3:18,20 il passo biblico della versione riveduta dice
"Poiché anche Cristo ha sofferto un volta per i peccati, egli giusto per gl’ingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte, quanto alla carne, ma vivificato quanto allo spirito; 19 e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere20 i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di Noè, mentre si preparava l’arca; nella quale poche anime, cioè otto, furon salvate tra mezzo all’acqua. "

Nel versetto 19 Pietro ci porta a conoscenza di un fatto avvenuto in una realtá spirituale alternativa a quella terrena avvenuta poco dopo la morte di Gesú. Premettiamo che il versetto e stato oggetto di molte speculazioni scritturali esso per la chiesa Cattolica è una scrittura chiave del loro definito credo apostolico. Nella loro catechesi c'è una serie di verità epistemologiche inopugnabili che fanno parte di un elenco. Per la precisione il punto 5 di questo credo
...
4.patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;
5. discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;
6. salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente:
...

Diciamo che nello studio della Bibbia cerchiamo di non lasciarci coinvolgere troppo dalle definizioni e dalle idee e come perenni novelli ricercatori prima di arrivare a conclusioni ci piace analizzare i dettagli dei versetti. Ora nel testo scritto si identificano in modo inequivocabile due soggetti che sono, Gesù e gli "spiriti" e si parla di una predicazione fatta in un momento particolare. Chi sono questi spiriti? Perche sono in carcere? Perche Gesú predica loro? Cosa predica loro?

La prima interpretazione é che evidentemente Gesú abbia raggiunto un luogo spirituale apparentemente di perdizione, nel senso che diamo in italiano definendo un luogo oscuro sotterraneo come quello ricordato dal Boccaccio "dico costui più tosto dovere essere nelle man del diavolo in perdizione che in paradiso" (Decamerone) e quindi dove non è possibile nessun ritorno. In questo luogo vivono entità definite spiriti che oltre a ricevere una visita decisamente inusuale, viene predicato loro una testimonianza altrettanto anomala. Un luogo particolare perché invece, dall'atteggiamento di Gesú, non pare sia una perdizione irreversibile. 
Il termine carcere viene tradotto 
5438 φυλακή phulake {foo-lak-ay'}
Significato: 1) guardia, guardare 1a) guardare, tenere la guardia  1b) le persone che sorvegliano, una guardia, sentinelle 1c) del luogo in cui sono tenuti i prigionieri, una prigione...
Origin: from 5442; TDNT - 9:241,1280; n f
Usage: AV - prison 36, watch 6, imprisonment 2, hold 1, cage 1, ward 1; 47

Quando è avvenuta? Il versetto non è proprio del tutto chiarissimo si intuisce però una sequenza temporale suddivisa in 4 eventi.
  1. Evento - Gesù soffre i peccati dell'umanità in vita
  2. Evento - Gesù Muore nella carne
  3. Evento - Gesù reso vivo nello spirito 
  4. Evento - ( concomitante al 3 ) andò a predicare agli spiriti in carcere.
Non c'è molto in questo versetto che ci indichi che la predicazione agli spiriti in carcere sia avvenuta esattamente nei tre giorni seguenti alla morte prima della resurrezione. Anche nella scrittura di Efesini 4:8,10 si parla di salite e discese.
  • Efesini 4:8-10"Per questo è detto: «Salito in alto, egli ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini». Ora, questo «è salito» che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa".  ( N.B la scrittura sembra a sua volta una citazione del Salmo 68:18: "Tu sei salito in alto, portando prigionieri, hai ricevuto doni dagli uomini, anche dai ribelli, per far qui la tua dimora, o SIGNORE, Dio".)
In questo caso si specificano delle modalità che sono riconducibili a Gesù ma non si definiscono ne i tempi ne i luoghi e anzi si fanno riferimenti profetici a scritture dell'antico testamento. Pare quindi che l'interpretazione di associare la visita di Gesù all'inferno nei 3 giorni che intercorrono fra la morte e la sua resurrezione sia il risultato di una tradizione entrata fra le prime comunità protocristiane tradizione che però non era condivisa da tutti ( es: il credo orientale non lo prevede). La visita di Gesù viene fatta in un posto dalle caratteristiche che oltrepassano la nostra esistenza non ne possiamo esserne quindi testimoni oculari ma solo testimoni nella fede per diretta intercessione dello spirito santo. Questi spiriti, Pietro ci spiega nel versetto seguente, sono identificati con persone spirituali che in opposizione alla volontà di Dio si spogliarono delle vesti ultraterrene per materializzarsi nella terra. Questa ribellione portò alle conseguenze che vengono descritte nel versetto seguente il 20. La presenza di questi spiriti è associata quindi ad un gruppo di scissionisti antidiluviani e questo ci pone delle perplessità ulteriori. La materializzazione era apparente? Evidentemente no, il racconto biblico ci dice che non solo si materializzarono ma adescando giovani fanciulle più o meno consenzienti e procrearono una razza ibrida di superuomini chiamati Nefilim rendendo molto concreto quell'adulterio spirituale. (Genesi 6:4) Se non era apparente, chi li ha presi dematerializzati e portati in questo nuovo luogo spirituale? Ancora, visto che questi scissionisti erano in realtà parte dell'organizzazione celeste di Dio ed erano angeli, perchè definirli spiriti? 
Il termine utilizzato è il solito "4151 πνεῦμα pneuma {pnyoo'-mah}" che è reso con Vento, Respiro. Ma in questo contesto viene rimandato al senso che ne da lo stesso Pietro nel capitolo seguente I Pietro 4:6:
"6... ma vivessero in quanto allo spirito dal punto di vista di Dio." 
Quindi il termine spirito per Pietro in quella lettera è contestualizzato a tutto ciò che non è parte visibile perché rimane al di fuori delle esperienze possibili umane ma di cui è comunque testimone.  Giuda 6 ci spiega un po' meglio è chiarifica che questi spiriti citati da Pietro non sono entità generiche ma hanno una personalità precisa. Questa caduta degli angeli ha fatto seguito una condanna che gli ha messi in un luogo di costrizione e in questo caso le carceri sono equiparate a "legami sempiterni!.
6 E gli angeli che non mantennero la loro posizione originale ma abbandonarono il proprio luogo di dimora li ha riservati al giudizio del gran giorno con legami sempiterni, sotto dense tenebre.
Queste persone spirituali sono angeli che hanno subito un "precedente" giudizio e sono confinati in un luogo indeterminato. Questo luogo era logisticamente vicino alla condizione di Gesù appena deceduto? Impossibile dirlo, sappiamo che il concetto di "confino" è ripreso da Giovanni in Rivelazione che in un passo della lettera ci porta a conoscenza di una guerra in cielo contro il principale gruppo di scissionisti spirituali che venne ostracizzato mandandoli proprio sulla terra. (Rivelazione 12:9)
Ma ritorniamo al versetto. Cosa può avere da dire Gesù a questi spiriti ? Il termine predicare è reso in greco Kerusso

2784 κηρύσσω kerusso {kay-roos'-so}

Significato: 1) essere un araldo, officiare come un araldo 1a) per proclamare secondo la maniera di un araldo 1b) sempre con il suggerimento di formalità, gravità e un'autorità che deve essere ascoltata e obbedita 2) per pubblicare, proclamare apertamente: qualcosa che è stato fatto 3) usato per l'annuncio pubblico del Vangelo e per le questioni ad esso relative, fatte da Giovanni Battista, da Gesù, dagli apostoli e da altri insegnanti cristiani
Origine: di incerta affinità; TDNT - 3: 697,430; v
Uso: AV - predica 51, pubblica 5, proclama 2, predica + 2258 2, predicatore 1; 61

[GING] proclamano ad alta voce, annunciano, menzionano pubblicamente, predicano più spesso in riferimento all'azione salvifica di Dio Mt 10:27;
(fonte BibleWorks)
Quindi probablmente è una predicazione dall'azione salvifica ma l'oggetto della predicazione però non lo sappiamo. Sappiamo che questi spiriti sono in carcere ma non sappiamo la condanna e non sappiamo se sono condanne redentive o se sono invece condanne all'ergastolo. Da qui è difficile capire il senso della predicazione così come lo intendiamo tradizionalmente. La consapevolezza che gli spiriti avevano di Gesù è testimoniata in diversi passi biblici. (Luca 4:40,41) Che bisogno aveva Gesù di confermare cose che loro già sapevano? Si può solo intuire che la testimonianza per avere senso, possa essere relativa a cose di cui questi spiriti non ne sono a conoscenza. Gesù è andato a testimoniare direttamente la sua risurrezione?
Analizzando il versetto 19 sembra che esso nasconda un aspetto non evidente. Rovesciando l'affermazione e facendola diventare una sostantivante "risposta" forse riusciamo ad ottenere qualche ulteriore indizio. La frase "e in esso andò anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere" quale domanda potrebbe soddisfare? Forse i primi cristiani volevano sapere "Cosa ha fatto Gesù nei tre giorni sulla terra prima di risorgere?" Forse si forse no alla fin fine Pietro ci ha risposto in modo fugace. Il problema (o anche il diavolo) sta nei dettagli e in tutte le conclusioni che hanno fatto seguito alla speculazione delle parole di questo versetto.
L'insieme di queste considerazioni hanno germinato altri tipi di idee che sono state ad esempio l'anima immortale, che esiste un luogo di tormento e poi tutti i concetti di redenzione, salvezza dal peccato, battesimo dei bambini le indulgenze plenarie e l'estrema unzione. Tutte considerazioni che alla fine hanno oltrepassato decisamente quello che è stato scritto facendo diventare la fede in Dio un giogo spirituale sempre più pesante. Alle volte bisognerebbe semplicemente fermarsi e magari accontentarsi di riconoscere che non possiamo avere le risposte a tutte le domande. E' vero che la giustizia umana non permette l'ignoranza ma forse anche per Dio l'ignoranza è parte del proposito. Comprendere in toto lo scibile biblico è un percorso che evidentemente non ci è concesso in questo momento. Se fosse così avremmo già raggiunto il traguardo ma finchè c'è un cammino da percorrere facciamo tutti affidamento nella misericordia di Dio come gratuito dono.

martedì 7 maggio 2019

Il giro dei soldi.

Un altro interessante sito di una agenzia immobiliare associata all’organizzazione in Inghilterra. Non male l’entità degli appartamenti in vendita che diciamo non sono per tutte le tasche. 


Sembra stiano vendendo l’intero vecchio monoblocco immobiliare. Qui in Italia nessuna iniziativa del genere? Con la Betel di Roma in smantellamento se si fanno una agenzia come quella del sito con le percentuali sulle vendite si guadagnano tanti soldini, più che altro perché così evitate di chiedere il gelato a Sophi.


sabato 4 maggio 2019

Nuovo testo delle domande battesimo.

Nuove domante per i candidati al battesimo:

1)“Ti sei pentito dei tuoi
peccati, ti sei dedicato a Geova e hai accettato il modo in cui lui provvede la salvezza tramite Gesù
Cristo?”
2) “Comprendi che con il battesimo dimostri pubblicamente che oggi diventi testimone di Geova e che entri a far parte dell’organizzazione di Geova?”

Vecchie domande:

1) In base al sacrificio di Gesù Cristo, ti sei pentito dei tuoi peccati e ti sei dedicato a Geova per fare la sua volontà?
2) Comprendi che la tua dedicazione e il tuo battesimo ti identificano come testimone di Geova associato all'organizzazione diretta dallo spirito di Dio?

Differenze rilevate:
1) la salvezza procede da Geova non più da Gesù.
2) l'organizzazione non è più diretta dallo spirito.

Molti nella fratellanza non hanno le idee chiare e non capiscono quello che fanno. Molti scambiano il battesimo come l’unica forma di riconoscimento della propria dedicazione a Dio. In realtà il battesimo è più che altro una sottoscrizione di un contratto d’appartenenza all’organizzazione dei testimoni di Geova. Il contratto non è scritto ma ci sono regole. Le regole vengono stabilite da chi lo stipula. Il battezzando non ha alcun potere contrattuale può solo rescindere il contratto dissociandosi. Non è prevista alcuna alternativa. Se ho nella testa che l’organizzazione rappresenta Dio la mia vita sarà data all’organizzazione. I miei figli saranno donati all’organizzazione che stabilirà cosa è meglio per loro.

Il cambio delle domande hanno avuto importanti variazioni che dovrebbero essere valutate in modo serio. Nella realtà delle cose alla fratellanza queste variazioni importano poco se provate a chiedere in giro nessuno sa delle variazioni che ci sono state nel tempo e nemmeno ricorda a cosa ha detto si il giorno del battesimo

giovedì 2 maggio 2019

Il peccato originale

Risultati immagini per il peccato originaleIn un articolo della Torre di Guardia del 15/06/2008 "Accettiamo l’autorità di Geova" si parla di spirito di indipendenza.

"Nell’accettare l’autorità di Geova dobbiamo guardarci dallo spirito di indipendenza. Un atteggiamento superbo può portarci a pensare di non avere bisogno di guida da parte di nessuno. Ad esempio, potremmo rifiutare i consigli che ci vengono dati da quelli che ricoprono incarichi nella congregazione. Dio ha disposto che la classe dello schiavo fedele e discreto provveda cibo spirituale a suo tempo. (Matt. 24:45-47) Dobbiamo riconoscere umilmente che oggi è questo il modo in cui Geova ha cura del suo popolo. Imitiamo gli apostoli fedeli. Quando alcuni discepoli smisero di seguirlo, Gesù chiese agli apostoli: “Non ve ne volete andare anche voi, vero?” Pietro rispose: “Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna”. — Giov. 6:66-68."

Ora la prima critica che possiamo fare è che non si parla di spirito d'indipendenza ma in particolare di dipendenza. Si parla di come l'apostolo Pietro dipendeva dalle parole di Gesù. Pensiamo che in questo paragrafo ci sia un altro errore di fondo che vedremo però in seguito.

Riprendiamo il discorso della dipendenza di Pietro verso Gesù. Di che tipo è? Non tutte le dipendenze sono uguali. Ce ne sono alcune che sono sbagliate e possono essere un inciampo mortale. Per capirlo prendiamo un altro racconto di Gesù che accadde questa volta durante il ministero. Gesù in una occasione guarisce i cechi ma subito dopo impose loro di non divulgare la notizia.

Matteo 9:30
30 E i loro occhi furono aperti. Poi Gesù diede loro questo severo avvertimento: “Badate che nessuno lo sappia”.

w08 Punti notevoli di Marco viene spiegato in questo modo
Anziché far sì che le persone traessero conclusioni basate su notizie sensazionali o forse distorte, Gesù voleva che considerassero personalmente le prove che lui era il Cristo e prendessero una decisione basata su tali prove. (Isa. 42:1-4; Matt. 8:4; 9:30; 12:15-21; 16:20; Luca 5:14). 

Seguire Geova per interessi terreni è una delle prove che stanno affrontando molti consapevoli. E' una prova difficile da percepire prendiamo in considerazione un altro esempio storicamente significativo. Gesù voleva evitare un problema simile a quello che coinvolse un antichissimo servitore di Geova. Considerate quando Satana mise alla prova Giobbe. non voleva dimostrare che l'essere umano ha fede in Geova solo per interesse? Non era quell'interesse sbagliato che avrebbe alimentato in modo improrio le persone a seguire Gesù?

Giobbe 1:9-11
9 Satana rispose a Geova: “È forse per nulla che Giobbe teme Dio?" 10 Non hai messo una siepe intorno a lui, alla sua casa e a ogni cosa che possiede? Hai benedetto l’opera delle sue mani, e il suo bestiame è aumentato molto nel paese. 11 Prova invece a stendere la mano e a toccare tutto ciò che ha, e vedrai se non ti maledirà apertamente”. 

Per chi ancora pensa che le cose vanno bene così. Sono molti i riferimenti nelle pubblicazioni che esortano la fratellanza a non scoraggiarsi quando ci sono incomprensioni o addirittura ingiustizie. Ma la nostra domanda adesso è però questa: che cosa succederà quando la nostra fiducia nell'organizzazione verrà meno?

L'ostinazione di deificare il corpo direttivo così come avviene nelle considerazioni che vengono fatte ad esempio in quel paragrafo citato all'inizio di questo post, portano la fratellanza a sovrapporre l'immagine che hanno di Geova con l'organizzazione e in particolare con la direttiva. Tutto funziona fin tanto che deleghiamo la nostra spiritualità agli altri, mentre noi sguazziamo nella bambagia o nel brodo delle nostre giuggiole. Ma se un giorno qualcuno viene e ci porta via la nomina magari disassociandoci un figlio? Oppure un giorno scopriamo che il nostro marito o la nostra moglie non ha più quella fiducia nell'organizzazione come aveva prima e diventa consapevole? Che cosa faremo?

Forse pensiamo di rivivere perennemente nel dilemma adamico. Una pantomima del peccato originale che gira continuamente nella testa. Scegliere la vita nel giardino spirituale o la vita? Scegliere la carriera teocratica o la vita? Accorgersi che è una pantomima aiuta a prendere la decisione giusta.










martedì 30 aprile 2019

La saggezza del Cristo parte 2

Nel nome di Gesù

Marco Cap. 9,38-42

Gli disse Giovanni: Maestro, abbiamo veduto uno scacciare i demoni nel tuo nome; e poiché non era dei nostri, abbiamo cercato di impedirglielo. *Ma Gesù rispose: Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che operi prodigi nel mio nome e possa subito dopo parlare male di me. *Chi infatti non è contro di noi è per noi. *E chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua perché siete di Cristo, io vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. * Ma chiunque sarà occasione di scandalo a uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli appendessero al collo una macina da mulino e lo gettassero in mare.
Se prima essi non riuscivano a compiere un'opera di guarigione nei confronti dell'indemoniato, adesso esigono l'esclusiva e cercano di impedire ad altri di fare qualcosa di bene nel nome di Gesù. "Non era dei nostri", ecco formarsi il gruppo, il recinto degli eletti.
Ogni religione cristiana nel tempo ha cercato di fare lo stesso, di rinchiudere chi ha fede in Cristo secondo recinti esclusivi,  con regole e limiti ben precisi.
Non è così per Gesù. Nella sua saggezza vede oltre le piccole o grandi differenze, egli legge il cuore. Corregge quindi i discepoli enunciando un principio: "Chi non è contro di noi è per noi, chiunque vi avrà dato anche un bicchiere d'acqua.. non perderà la sua ricompensa".
Chi siamo noi da giudicare la fede altrui?
Piuttosto dovremmo prestare attenzione a non far inciampare uno di questi piccoli! Questo si, ci renderebbe spregevoli agli occhi del Cristo!
Ogni piccolo credente ha il suo dono da offrire a Dio. Ogni cristiano segue un percorso, ma nessuno può affermare di aver ben compreso ogni cosa.
Impariamo  a distinguere i nostri fratelli in Cristo non da nomine e privilegi, nonché appartenenza ad una specifica religione bensì da quanto amano e manifestano fede anche se in modi diversi.
Ricordiamo che l'unità in Cristo non significa omogeneità di pensieri e di dottrine. Se misurassimo in questo modo i veri cristiani nessuno sarebbe all'altezza, a partire dagli apostoli, sempre in lotta per ruoli di prestigio nel regno e convinti che esso fosse qualcosa di politico riguardante Israele.
Quanto mi suonano toccanti le parole di Gesù in Giovanni 16:12 "avrei molte cose da dirvi, ma non siete in grado di sostenerle al presente".

Da Qumran.net
Riportando l'episodio dell'esorcista estraneo al gruppo dei discepoli, il vangelo ci dà un insegnamento importante. In tutti i tempi, molti cristiani hanno creduto di avere il monopolio di Gesù e, di conseguenza, hanno corso il rischio di essere intolleranti. Il primo dovere di coloro che hanno autorità è quello di non proibire di fare il bene. Il bene, sotto ogni forma, non è monopolio di chi ha il potere o dei cristiani rispetto agli altri. Fare il bene, scacciare i demoni è un diritto e un dovere che compete ad ogni uomo. Gesù e lo Spirito santo sono presenti ovunque si fa il bene e quindi anche fuori della comunità visibile della Chiesa.
Dietro la rimostranza di Giovanni si vede con chiarezza l'egoismo di gruppo, la paura della concorrenza, che spesso si maschera di fede, ma in realtà è una delle sue più radicali smentite. Molti, troppi puntigliosi sostenitori di Dio (?) in realtà sostengono se stessi o gli interessi del loro gruppo.
Nel brano precedente del vangelo (Mc 9,33-37) i discepoli si dividevano tra loro in nome del proprio io. Qui si dividono dagli altri nel nome del proprio noi. Il proprio nome, individuale o collettivo, è principio di divisione; solo il "Nome" di Gesù è fattore di unità tra tutti. L'egoista è vittima dell'invidia, che è figlia dell'egoismo e madre dell'orgoglio. Essa trasforma la vita in un inferno perché produce una sofferenza proporzionale al bene invidiato, fino a una sofferenza infinita davanti al Bene infinito, Dio. Per questo la Bibbia ci insegna: "La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo" (Sap 2,24). L'amore è dono, l'invidia, al contrario, è il voler possedere tutto e tutti, e quindi distruggere la vita di tutto e di tutti.
Egoismo, invidia, orgoglio possono essere sia in forma personale che in forma collettiva. Il peccato originale del singolo è mettere il proprio io al posto di Dio, il peccato originale del gruppo è mettere al posto di Dio il proprio noi. La Chiesa non è composta da chi segue noi, ma da chi segue Cristo, con noi o senza di noi.
La motivazione portata da Gesù: "Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me"(v.39) non è opportunistica, ma vuol far capire ai discepoli quanto sia irragionevole il loro atteggiamento. Egli dà come direttiva alla comunità la tolleranza e la magnanimità, e vuole che i suoi discepoli abbiano uno spirito aperto, che si elevi al di sopra della gretta mentalità di gruppo. Il vero cristiano, che è figlio di Dio, non vede negli altri dei nemici da combattere, ma dei fratelli da accogliere e da amare.
Gesù Cristo è presente ovunque si fa qualcosa di buono, dentro o fuori della Chiesa visibile. Anche un bicchiere d'acqua dato a un povero cristiano, non resterà senza ricompensa. Questa presenza di Cristo, anche fuori della Chiesa ufficiale è per la comunità cristiana un costante richiamo: un richiamo al servizio e alla disponibilità verso tutti. Cristo ci chiama tutti a uscire con coraggio dalle nostre situazioni di comodo per incontrarlo in ogni uomo, cattivo o buono.
Al tempo di Gesù, c'erano i maestri della legge che con il peso della loro autorità e con la minaccia delle loro scomuniche (cfr Gv 9,22; 12,42) cercavano di impedire alle persone semplici di seguire Gesù. Lo scandalo, di cui parla il vangelo, è tutto ciò che impedisce a qualcuno di seguire Dio per giungere alla salvezza. Per un uomo che svia gli altri dalla fede in Cristo sarebbe meglio, secondo la parola di Gesù, che fosse gettato in mare con una grossa pietra attaccata al collo. Piuttosto che far perdere la fede anche a uno solo, sarebbe meglio morire. Questa espressione ci richiama le parole pronunciate da Gesù nei confronti di Giuda: "Meglio sarebbe per lui, se non fosse nato"(Mc 14,21). Frasi di questo genere non vanno prese come sentenze di condanna diretta e immediata, ma piuttosto come delle espressioni che servono a far capire meglio la mostruosità dell'azione. Nell'applicare queste parole di Gesù, la comunità cristiana non intese limitarle solo ai bambini, ma a tutti i fedeli della comunità che venivano tentati a rinunciare alla fede. E' sempre una cosa estremamente grave mettere in pericolo o distruggere la fede nel cuore dei semplici.

Avvertimenti contro lo scandalo e circa la pace nella comunità
Cap. 9,43-50

*Se la tua mano ti è occasione di peccato tagliala: meglio è per te entrare nella vita monco, che avere due mani e andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. *E se il tuo piede ti è occasione di peccato, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che essere gettato con due piedi nella Geenna. E se il tuo occhio ti è occasione di peccato, cavalo: è meglio per te con un occhio solo entrare nel regno di Dio, che essere gettato con due occhi nella Geenna, *dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. *Perché ognuno sarà salato col fuoco. *Buono è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che gli darete sapore? Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri.
Ecco rivelarsi la saggezza del Cristo nell'esporre, con franchezza e semplicità immediata da comprendere, l'umana debolezza. Mano, piede, occhio, sono simbolo di desideri e azioni che vengono dal profondo della nostra parte più istintiva, ma che ci rendono distanti dal nostro essere spirituale elevato.
Chi di noi non ha provato desideri che sapevamo essere in conflitto con la parte razionale e con la coscienza cristiana?
Chi non ha fatto qualcosa che sapeva essere sbagliata?
Questo non significa che dovremmo sempre soffocare il nostro cuore, Geova ci ha dato sentimenti e ragione affinché cooperino nel renderci meravigliosamente umani. Se il cuore è un cavallo impetuoso, la ragione è il cavaliere che lo guida affinché insieme possano correre e godere della vita restando su sentieri sicuri e non perdersi.
La nostra parte logica ci proteggerà dall'agire in modo sciocco. Darà il giusto equilibrio come il sale, nelle debite proporzioni, rende migliore una pietanza.

Gesù raccomanda di avere sale in noi stessi e di stare in pace gli uni con gli altri. Questo riprende il v42 scandalizzare uno dei piccoli in Cristo, far inciampare un credente è il peccato più grande. Meglio sarebbe esser gettati in mare con una macina al collo. Per un giudeo morire senza sepoltura era vergognoso, significava non essere ricordati, la geenna era anch'essa un luogo di distruzione, di non ritorno alla vita e alla memoria di Dio,  infatti vi venivano gettati i cadaveri dei malfattori.
Scandalo significava inciampo, ostacolo, insidia, un sassolino nella scarpa o una pietra lungo il cammino che portava a cadere. Non vorremmo certo essere delle pietre lungo il percorso di fede degli amati piccoli in Cristo, siano essi bambini, persone semplici e umili o peccatori consapevoli dei loro carichi con cui stanno lottando.
Giudicare un fratello in Cristo,  escluderlo perché non fa parte o non si adegua alla comunità cristiana alla quale apparteniamo non è opera di scandalo?
Al tempo stesso dovremmo prestare attenzione a noi stessi perché le nostre azioni, i nostri pensieri potrebbero, se non guidati, portarci all'inciampo e al venir meno nella fede.
Il cristiano è chiamato alla pace, con sé e con il prossimo.
Gesù raccomanda, abbiate sale in voi stessi, siate saggi e in pace.

sabato 27 aprile 2019

Obscured by Cloud 2

Risultati immagini per obscured by cloudsSabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord
(Oceano Mare - Baricco)


Zaccaria 14:13 “Quel giorno, per opera di Geova, ci sarà grande confusione fra loro; ciascuno afferrerà la mano del suo amico, e alzerà la propria mano contro quella del suo amico


Oscurati dalle nuvole significa essere oscurati dall'inconsistenza dal quasi nulla, dall'impalpabile natura delle parole che si materializza in vacue emozioni che esistono nel battito di ciglia. Anche la verità viene oscurata dal rumore dei dettagli delle precisazioni dalle contestualizzazioni, dal vero più vero.

In questa nuvola di interlocuzioni e di espressioni esemplificative si accumulano e si sovrappongono ai fatti come pennellate di acquarello nella tavolozza delle emozioni. 

Iniziava così il nostro pranzo per altro molto gradevole, ma quel ambiente attraente che ci circondava sino a poco prima non esisteva più nulla se non il vivido ricordo. Le nuvole dense e intense lo resero cupo e tempestoso.

Le idee sono metereopatiche si sviluppano a seconda delle stagioni, d'estate sono più brillanti e leggere, d'inverno più tristi e pesanti. Ma è proprio li nei cambi di stagione che prendono consistenza e diventano concrete. Esattamente come le nuvole di quella lontana giornata di Settembre del 1988 il vento spinse qualche dirigente della LeMonnier scrivere alla sede locale italiana della WatchTower. Ma prima volevo fare una piccola premessa.

I dizionari enciclopedici sono il frutto di ricerche estenuanti ed estremamente faticose. Per capire un po' il senso di questo lavoro c'è un recente film "il professore e il pazzo" che ha come ambiente della vicenda la redazione di quello che viene reputato il più importante dizionario enciclopedico mondiale l'Oxford Dictionary. Per completare la stesura ci sono voluti quasi 50 anni e che in un certo senso ci aiutano a comprendere l'immane lavoro che è stato necessario per la redazione della pubblicazione. Il lavoro che c'è dietro ad ogni singolo e semplice termine necessita di dedizione, capacità, forza d'animo che non sono usuali.


 


Ma non solo, l'autorevolezza accademica non risparmia dalle critiche incrociate che i vari atenei dispensano, specialmente quando vengono fatte opere che devono essere utilizzate come riferimento a tutti gli studi linguistici successivi. Le persone coinvolte in un progetto enciclopedico, sono oggetto di continue verifiche e pressioni legate alla presenza di errori anche le numerose trappole linguistiche legate ad ogni termine. Se questo lavoro dovesse essere condizionate dall'ideologia chissà che danno antropologico farebbe.

Ma veniamo alla nostra storia, qualche autore vicino alla dirigenza della LeMonnier aveva letto questo piccolo brano che compariva nel libro "Ragioniamo con le scritture" redatto agli inzi degli anni 80, dove all'epoca si leggeva:



"Che dire dello strumento usato per mettere a morte il Figlio di Dio? È interessante che la Bibbia usa anche il termine xỳlon per identificare lo strumento usato. Il Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell e Scott ne dà questa definizione: “Legno tagliato e pronto per l’uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione, ... pezzo di legno, tronco, trave, palo, . . . bastone, clava, randello, ... asse o trave a cui erano legati i malfattori" (Le Monnier, 1975, p. 875) 



Questa citazione, per la LeMonnier, era inopportuna e profondamente scorretta. Scrissero quindi alla locale Betel italiana chiedendo spiegazioni a riguardo. Il contenuto della lettera per quanto ci è dato sapere era questo.



Casa Editrice - FELICE LE MONNIER

Casella Postale 202 - 50100 FIRENZE



Spett.le

Congregazione Cristiana

dei Testimoni di Geova

Via della Bufalotta, 1281

00138 ROMA



23 settembre 1988


Egregi signori,
con vivo disappunto rileviamo, a pag. 85 della Vostra pubblicazione "Ragioniamo facendo uso delle Scritture", una citazione tratta dal nostro dizionario greco Liddell-Scott.
Tale citazione appare artatamente tagliata, sopprimendo il termine "la Croce", riportato fra le accezioni possibili, al fine di sostenere, con l'autorevolezza del nostro nome e del nostro, assai apprezzato, dizionario, una Vostra tesi teologica.
Ora, mentre riteniamo tutte le tesi in materia religiosa degne di rispetto, giudichiamo assai scorretto, oltre che gravemente lesivo della nostra reputazione scientifica, il Vostro modo di agire. Infatti, di fronte ad una pluralità di accezioni, diffuse e considerate accettabili, il nostro dizionario le riporta, correttamente, tutte, lasciando ai filologi di discutere la pertinenza di ciascuna rispetto ai diversi contesti storici e testuali.
La Vostra citazione amputata ci fa, da un lato, apparire come sostenitori di una tesi teologica che, francamente, ci vede del tutto estranei e disinteressati, dato che lo scopo scientifico e didattico di un dizionario è tutt'altro. E, d'altra parte, la medesima amputazione ci fa falsamente apparire sul piano lessicografico, che a noi interessa e che ci riguarda, come incompleti e carenti.
Siamo certi che vorrete con la massima tempestività ovviare al danno provocato alla nostra immagine e al nostro buon nome, pubblicando sulla Vostra stampa, con la dovuta evidenza tipografica, una non equivoca dichiarazione riparatoria.
Restiamo in attesa di una, cortesemente sollecita, comunicazione al riguardo da parte vostra.
Con distinti saluti 



Il tono concitato della lettera lascia più di una perplessità perché la prima constatazione ovvia che facciamo è che il libro Ragioniamo non ha tutta questa capacità di "sputtanare" la LeMonier. L'omissis del termine su una citazione fatta in un manualetto per predicatori della domenica pure ideologico mi pare che sia allineato al ciò che è ovvio. Anche per chi ha particolare piacere nel vedere l'organizzazione messa alla berlina con eventi di questo tipo sarebbe stato meglio, che ne so, se questa contestazione avesse avuto seguito ad un articolo della Torre di Guardia. Già esigere dalle nostre pubblicazioni rigore accademico è una cosa che fa sorridere, ma dal libro Ragioniamo che è un po il bignami del predicatore che non sa quello in cui crede, ci sembra un inutile accanimento terapeutico. Il dizionario Lidell Scott e la LeMonnier potrebbe pretendere questo integralismo da studi equipollenti e non da libretti che con molta probabilità, se lo andiamo a sviscerare davvero in profondità, potrebbe avere ben altri problemi.


Io immagino la telefonata alla Betel di NewYork il fratello dall'altro capo ha sicuramente risposto "LeMonnier? Whats LeMonnier?". La risposta della Betel italiana avvenne sintomaticamente, quasi un mese dopo. La lettera spedita fu questa.


CONGREGAZIONE DEI TESTIMONI DI GEOVA

via della Bufalotta, 1281 - 00138 ROMA - ITALIA


19 ottobre 1988

Spett.le
Casa Editrice FELICE LE MONNIER
Casella Postale 202
50100 FIRENZE

Ci riferiamo alla Vostra del 23 settembre 1988 con la quale deplorate presunte nostre incompletezze e scorrettezze nella citazione tratta dalla voce «xylon» del Vostro Dizionario greco Liddell-Scott.
In proposito teniamo a sottolineare quanto segue.
Qualsiasi autore faccia riferimento alle definizioni di un dizionario segue la costante e corretta prassi di citare una o più accezioni che si uniformano all'argomento trattato, senza avere l'obbligo di citarle tutte, anche quelle estranee al concetto esposto, solo per non essere tacciato di scorrettezza.
La Vostra asserzione che la nostra non completa citazione Vi fa apparire «sostenitori di una tesi teologica» a Voi del tutto estranea o carenti sul piano lessicografico è del tutto priva di argomenti di rilievo, considerato che la nostra citazione stessa contiene, per tre volte, i punti di sospensione che, secondo la comune prassi, evidenziano chiaramente per il lettore che il testo è citato soltanto in alcune parti.
Sotto il profilo giuridico la nostra pubblicazione «Ragioniamo facendo uso delle Scritture» contiene tutti i dati richiesti dagli artt. 65 e 70 della legge 22.4.1941 n. 663 per identificare il vostro dizionario. Né la nostra citazione, ai sensi dell'art. 8 della legge 8.2.1948 n. 47, così come sostituito dall'art. 42 della legge 5.8.1981 n. 416, è contraria a verità in quanto riporta con precisione le parti citate dal Dizionario.
«Ragioniamo Facendo uso delle Scritture» non cita diverse parti delle numerose accezioni della voce «xylon» (I, II, II/2 per intero, II/3, II/4 per intero, III per intero). Peraltro l'omissione da Voi lamentata riguarda soltanto l'accezione II/3 che omette il brano «la Croce, NT», il cui contenuto, di natura evidentemente interpretativa, non può contrastare i vari significati lessicografici da noi citati. A parte le suddette considerazioni, non siamo contrari alla pubblicazione del testo completo della voce «xylon» in un prossimo numero di un nostro periodico.
Inoltre, nel caso di una ristampa del nostro libro, che peraltro non è destinato alla pubblica diffusione, ma riservato per lo più ai nostri associati, non abbiamo nessuna difficoltà a eliminare la citazione del Vostro Dizionario e a sostituirla con brani tratti da altre fonti autorevoli perlomeno quanto la Vostra pubblicazione. Se desiderate tale sostituzione, potete comunicarcelo.
È stata per noi una spiacevole sorpresa constatare che la mancanza di obiettività della Vostra comunicazione non corrisponde all'opinione che avevamo della Vostra Casa. Evidentemente non vi è interessato che centinaia di Vostri Dizionari siano stati acquistati dalle oltre 2.500 nostre Comunità, ognuna delle quali dispone di una biblioteca.
A volte cedere alle pressioni esterne danneggia i propri interessi.
Con i più distinti saluti.

Il Presidente- Valter Farneti


Ci sono due aspetti importanti. Come avete notato dal post precedente, questo scambio di lettere è entrato nell'immaginario del web tanto che sono comparsi i riferimenti anche all'interno di pagine di Wikipedia relativi all'argomento. Siti blog forum hanno dato ampio risalto e clamore a questo scambio epistolare con forti critiche rivolte più che altro all'organizzazione. Molte critiche interne erano rivolte all'allora presidente, noi lasciamo ai posteri le sentenze anche perchè, facciamo fatica a dare giudizi sul merito della questione. Per quello che riguarda la natura della lettera, non abbiamo motivo di pensare che questa sia la risposta del presidente, ma sia in realtà una lettera di ufficio redatta solo dopo che sono state interpellate le persone interessate e quindi gli autori, (magari americani) che avevano utilizzato la citazione nel libricino in questione. La risposta avvenuta un mese dopo ci fa pensare qualcosa che ci sia voluto un po' di tempo per gestirla. 
Che tipo di interesse editoriale poteva avere il presidente della Betel italiana, per un libricino interno che viene pubblicato su scala mondiale ma ad uso e consumo esclusivo della fratellanza?   
Ammesso che la citazione specifica sia stata fatta con scopo ingannevole che responsabilità poteva avere il presidente? Come poteva anche conoscere le motivazioni per quella scelta di omettere la terza voce della Liddel e Scott se qualcuno non gliela spiegava? 


Il finale della risposta è un po' infelice,  magari causato da qualcuno che riteneva pretestuose le recriminazioni per una omissione sul terzo livello dal significato principale. 
Si potrebbe dire che sia stata una sorpresa per la WT essere implicati in una vicenda glottologica di diacronia e sincronia del termine stauros ed è probabile che forse proprio nell'occasione ne abbiano compreso i termini. Sembrano stupiti perché la  LeMonnier non si rendeva conto di essere composta da persone del mondo che per definizione sono, corruttibili e vendibili un po' come era successo con l'amico Introvigne proprio in quel periodo. 

La LeMonnier fece seguito giustamente scrivendo questa piccata lettera in risposta:


Casa Editrice - FELICE LE MONNIER

Casella Postale 202 - 50100 FIRENZE



Spett.le

Congregazione Cristiana

dei Tesimoni di Geova

Via della Bufalotta, 1281
00138 ROMA

26 ottobre 1988

Egregio Signor Farneti,

chiunque minimamente conosca la nostra attività sa che nutriamo il massimo rispetto per tutte le concezioni religiose, cristiane e non cristiane. Inoltre, in quanto istituzione culturale, oltre che impresa, crediamo fermamente alla tolleranza reciproca, al confronto delle posizioni, al dialogo così come alla civile espressione del dissenso.
Una felice situazione economica (che Dio la conservi!) ci rende, inoltre poco sensibili alle questioni di interesse se contrastanti con le ragioni della nostra libertà intellettuale. In altre parole, non siamo in vendita contro un acquisto di copie. Ne consegue che la Vostra cortese preferenza, sinora dimostrata, per l'acquisto del Liddell-Scott non è atta a mutare un modo di pensare che tutti gli studiosi, degni di questo nome, considerano corretto. Secondo tale impostazione, è lecito citare il pensiero altrui con tutte quelle omissioni che non ne alterano la sostanza, che non portano a significati diversi o, peggio, contrari. La frase «Caio non è un criminale» non si può citare nella forma: «Caio (...) è un criminale». Ora, grosso modo, questo è stato fatto dalla Vostra pubblicazione, che svolgeva il seguente ragionamento: Cristo fu appeso ad una trave e non a una croce, infatti «xylon» significa trave e non croce, come conferma anche il Liddell-Scott. (Segue la citazione incompleta, da cui è stata tolta proprio l'accezione «la Croce, NT»).
Ora, né questa Casa Editrice né Liddell, Scott e collaboratori avevano la minima intenzione di prendere posizione su una questione che, oltretutto non è lessicografica ma teologica; tanto è vero che hanno riportato parecchie accezioni (trave e croce, ma anche legno, bastone, gogna, tavolo o banco ecc.) ognuna con la propria fonte. Sopprimere una di tali accezioni per poi dire che non esiste, ci pare un modo piuttosto malizioso di sostenere la Vostra tesi, per altri versi rispettabilissima.
La invitiamo pertanto a ripristinare l'integrità della citazione, anche perché, contrariamente a ciò che Lei afferma, il riportare per intero e non amputato un passo non ci pare proprio nocivo per l'obiettività ne segno di soggezioni a pressioni esterne.
Restiamo in attesa di una, cortesemente sollecita, comunicazione al riguardo da parte vostra.

Con distinti saluti.


La LeMonnier ha replicato esprimendo tutto l'orrore provato per questa omissione perché vi ha intravisto una manipolazione dettata da un interesse puramente dottrinale che non erano intenzionati a condividere. La fratellanza allineata d'altro canto non percepisce che esistano interessi dottrinali ne cosa significhino nell'essenza, perché per lei non esiste la possibilità di pensare in modo alternativo a quello che l'organizzazione ha stabilito sia un dogma. 

In tutti i casi il libro "Ragioniamo" fu aggiornato come seguito.  Le modifiche sono evidenziate  in grassetto dove gli impavidi apologeti cercano di attaccare l'affronto della voce interpretativa da loro ritenuta sbagliata confermando fra l'altro le intenzioni malcelate precedentemente verso la Liddel e Scott.

Che dire dello strumento usato per mettere a morte il Figlio di Dio? È interessante che la Bibbia usa anche il termine xỳlon per identificare lo strumento usato. Il Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell e Scott ne dà questa definizione: “Legno tagliato e pronto per l’uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione, . . . pezzo di legno, tronco, trave, palo, . . . bastone, clava, randello, . . . asse o trave a cui erano legati i malfattori, la Croce, N.T. . . . di legno vivo, pianta, albero”. (Le Monnier, 1975, p. 875) Per illustrare l’accezione “la Croce”, l’edizione inglese di questo dizionario, più ampia, cita Atti 5:30 e 10:39. In questi versetti, comunque, xỳlon è tradotto “legno” da Con, Di, EP, Mar, Na, VR e “albero” da KJ, RS. (Confronta questi significati con Galati 3:13; Deuteronomio 21:22, 23; vedi anche la nota ad Atti 5:30 in Ge).


Questa vicenda è un esempio di come possono le nuvole oscurare il sole della verità. Ci impediscono di focalizzare l'attenzione sulle cose importanti e che stanno nel paesaggio che abbiamo davanti. Non sto dicendo che questo carteggio scambiato più di 20 anni fa debba far parte delle vicende da far rimane all'oscuro, ma non penso neanche che debbano essere strumentalizzate più di quello che meritano, si dovrebbero inquadrare per quello che sono e valutate per il peso che hanno.
Ogni Testimone di Geova sa che non ci sono alternative al dogma della morte di Gesù sul palo e prendere una posizione diversa, come tornare credere che sia morto in croce, significa essere disassociati per apostasia. Ed è proprio nella modalità di gestione di questa intransigenza che invece noi troviamo gli estremi per uno dei problemi che accomuna la fratellanza "come gestire il delitto d'opinione". Detta in franchezza al vostro orecchio dico non sono molto convinto delle ipotesi espresse nel libro ragioniamo ma questo è un altro problema...

I Cattolici in questo caso, sono storicamente più preparati al dissenso e alle eresie mentre i Testimoni di Geova devono un po' superare questa fase integralista che è un po' il risultato della sua giovane età. Sono convinto che se l'organizzazione riuscisse a non fare troppi danni e superare questo periodo un po' burrascoso fra qualche centinaio di anni le cose andranno sicuramente meglio. In tutti i casi Dio farà il resto e sono sicuro che i meritevoli continueranno ad essere accetti a lui.