martedì 16 aprile 2019

Indagine in Belgio sugli Abusi

Dopo l'Olanda abbiamo una indagine giornalistica in Belgio


Interrogazione parlamentare pubblicato on line il  13 apr 2019




In Olanda la Watchtower ha invitato la fratellanza a partecipare ad un sondaggio richiesto dallo stato per capire l'entita degli abusi sessuali.



venerdì 12 aprile 2019

S T A T U T O

CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA S T A T U T O COSTITUZIONE - SEDE - DURATA - SCOPI 

Art. 1 È costituita la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Essa è l’ente centrale in Italia della Confessione religiosa aderente all’Organizzazione Mondiale dei Testimoni di Geova rappresentata dalla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania (U.S.A.). Ha la sede principale a Roma, in via della Bufalotta 1281, e può aprire sedi secondarie nel territorio italiano e anche all’estero. La Congregazione è un ente di religione e di culto, di istruzione, assistenza e beneficenza, con essenziale fine di religione e di culto. Non ha finalità lucrative e non si propone guadagno o profitto pecuniario, né incidentalmente né in altro modo per i suoi membri, collaboratori e dirigenti. Rappresenta le Congregazioni locali e i Testimoni di Geova di fronte alle Autorità e a terzi, e ne cura gli interessi. La sua durata è illimitata. 

Art. 2 Le eventuali modificazioni dell’atto costitutivo e dello statuto, deliberate dall’Assemblea ai sensi del successivo art. 8, sono comunicate all’Autorità tutoria e registrate nel pubblico registro delle persone giuridiche. I mutamenti di carattere sostanziale nel fine, nella destinazione dei beni e nel modo di esistenza della Congregazione sono comunicati all’Autorità tutoria che provvede ai sensi di legge. 

Art. 3 La Congregazione -- in quanto ente centrale in Italia della Confessione dei Testimoni di Geova, la quale si ispira alla Sacra Bibbia ed opera affinché essa sia diffusa, letta e messa in pratica -- promuove e realizza ogni opportuna attività diretta a favorire il pieno soddisfacimento di questa finalità di fede. In particolare i suoi compiti sono: 
a) predicare il Vangelo o buona notizia del Regno di Dio retto da Cristo Gesù in testimonianza al Nome e alla Parola dell’Onnipotente Dio Geova; 
b) migliorare mentalmente e moralmente uomini, donne e fanciulli mediante l’istruzione basata sui princìpi della Bibbia e su inerenti soggetti scientifici, storici e letterari; 
c) pubblicare, stampare, acquistare, distribuire Bibbie, libri, opuscoli, riviste e altri stampati a carattere religioso e culturale al fine di diffondere il messaggio biblico; curare il trasporto di detto materiale presso le Congregazioni locali alle quali è prevalentemente destinato; 
d) impiegare stazioni radiotelevisive, nonché altri mezzi di diffusione, per la divulgazione della buona notizia del Regno di Dio; 
e) organizzare adunanze e assemblee a carattere locale, regionale, nazionale e internazionale per l’istruzione gratuita delle persone in merito alla Bibbia provvedendo e gestendo a tal fine idonei locali e luoghi, e organizzando i relativi servizi; 
f) promuovere, assistere, guidare, coordinare, sorvegliare le Congregazioni locali, enti e associazioni attraverso i quali vengono conseguite le finalità religiose e culturali dei Testimoni di Geova; 
g) nominare ed autorizzare ministri, anziani e servitori di ministero, sorveglianti di circoscrizione e di distretto, pionieri, affinché sia compiuta in tutto il territorio nazionale l’opera di predicare e insegnare pubblicamente e di casa in casa le verità della Bibbia alle persone disposte ad ascoltare; 
h) preparare e addestrare pionieri, predicatori, conferenzieri, ministri, anziani e insegnanti mediante corsi o scuole bibliche e di addestramento;
i) addestrare missionari da inviare all’estero e mantenerli, nonché sostenere l’opera delle missioni all’estero; 
l) istituire e mantenere case religiose ed edifici per provvedere gratuitamente vitto e alloggio ai pionieri, predicatori, conferenzieri, ministri, anziani, insegnanti e missionari che frequentano i suddetti corsi e scuole; 
m) promuovere la costruzione o l’acquisto di idonei locali per lo sviluppo della propria attività e di edifici di culto per le varie comunità; 
n) promuovere attività assistenziali a favore dei fedeli bisognosi e organizzare soccorsi in caso di calamità; 
o) gestire impianti tipografici per provvedere al più basso costo il materiale indicato al punto c). A tali impianti sono adibiti esclusivamente Testimoni di Geova battezzati che prestano la loro opera gratuitamente e volontariamente come espressione della loro devozione a Dio e contributo a sostegno della Sua opera. Il suddetto materiale, che è stampato esclusivamente per diffondere il culto e istruire le comunità di fedeli, viene prevalentemente distribuito agli associati in Italia e all’estero. Non deve tassativamente contenere alcuna forma di pubblicità commerciale. Non può essere stampato materiale per conto di altre organizzazioni di qualsiasi genere; 
p) promuovere attività per la diffusione della cultura fra gli associati, come visite a luoghi di interesse religioso ed altre iniziative; 
q) tutelare in ogni sede e rappresentare le istituzioni indicate al punto f) e gli interessi generali dei Testimoni di Geova; 
r) promuovere e sviluppare ogni altra attività ritenuta utile per il migliore conseguimento dei propri fini di religione e di culto. Nella realizzazione dei suddetti compiti e al fine di mantenere l’unità di tutti i cristiani Testimoni di Geova nel mondo, la Congregazione opera in armonia con i princìpi e con le direttive dell’Organizzazione Mondiale dei Testimoni di Geova. S O C I 

Art. 4 Sono soci effettivi della Congregazione i Testimoni di Geova con la qualifica di anziani che sostengono a tempo pieno l’opera di predicazione della buona notizia del Regno di Dio; che si sono resi disponibili per accettare qualsiasi assegnazione di servizio da parte della Congregazione; che concorrono direttamente e in notevole misura alla realizzazione delle sue finalità. Sono soci aderenti i Testimoni di Geova battezzati, associati alle Congregazioni locali, che sono attivamente impegnati nella diffusione del messaggio biblico, frequentano le riunioni di culto e applicano le norme morali e di vita cristiana nella loro condotta. Soltanto i soci effettivi hanno diritto di voto e sono eleggibili alle cariche sociali. La qualifica di socio è personale. I relativi poteri non possono essere trasmessi ad eredi o legatari. A tutti i soci spetta di: frequentare le riunioni di culto presso le Congregazioni locali; partecipare alla vita e all’attività di dette comunità e ricevere tramite esse assistenza spirituale e morale, addestramento e istruzione biblica. 

Art. 5 L’ammissione dei soci effettivi è deliberata dall’Assemblea su proposta del Comitato Direttivo, mentre l’ammissione dei soci aderenti è deliberata dal corpo degli anziani delle Congregazioni locali. La qualifica di socio si perde: 
a) per dimissioni; 
b) per decadenza; 
c) per espulsione. 

Le dimissioni dei soci effettivi devono essere presentate per iscritto al Comitato Direttivo, mentre quelle dei soci aderenti, sempre per iscritto, al corpo degli anziani delle Congregazioni locali. I soci effettivi e aderenti cessano per decadenza quando non esplicano una o più attività previste, per le rispettive categorie, di cui ai commi 1° e 2° del precedente art. 4. I soci effettivi e aderenti sono espulsi per gravi inadempienze agli obblighi derivanti dal presente statuto, per comportamento contrario agli insegnamenti delle Sacre Scritture in campo morale, e, comunque, tale da danneggiare la Confessione e i suoi membri o da causare grave turbamento fra i membri stessi. La decadenza e l’espulsione dei soci effettivi sono deliberate dall’Assemblea su proposta del Comitato Direttivo. La decadenza e l’espulsione dei soci aderenti sono deliberate dall’Assemblea su proposta del corpo degli anziani delle Congregazioni locali, ratificata dal Comitato Direttivo. I soci dimissionari, decaduti o espulsi, non hanno alcun diritto sul patrimonio sociale. ORDINAMENTO DELLA CONFESSIONE 

Art. 6 La Confessione Cristiana dei Testimoni di Geova si fonda sul principio, proprio del cristianesimo delle origini, della partecipazione di ogni fedele allo sviluppo della missione della confessione medesima, e sulla applicazione pratica delle norme bibliche nella propria vita. La struttura dell’Organizzazione confessionale si articola nel modo seguente: 
1) Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, detta anche Congregazione Centrale; 
2) Congregazioni locali; 
3) Circoscrizioni; 
4) Distretti. La CONGREGAZIONE CENTRALE costituisce l’organo direttivo della Confessione.

Ad essa è preposto il Comitato Direttivo composto da tre o più membri anziani, sempre in numero dispari, uno dei quali è nominato Presidente. Ha sede a Roma. Le CONGREGAZIONI LOCALI sono le comunità alle quali sono associati i Testimoni di Geova, nonché le persone che si interessano del loro messaggio, che abitano nella zona. Ad esse è preposto un corpo di anziani, che sono assistiti da servitori di ministero. Le Congregazioni locali provvedono assistenza spirituale ai Testimoni associati e assistenza materiale ai bisognosi. Impartiscono istruzione biblica e assistono i Testimoni nell’attività di evangelizzazione. Più Congregazioni formano una CIRCOSCRIZIONE. Ad ogni Circoscrizione è preposto un anziano sorvegliante di circoscrizione, il quale visita periodicamente le Congregazioni per impartire istruzioni, dare incoraggiamento, offrire assistenza. Più Circoscrizioni formano un DISTRETTO, a cui è preposto un anziano sorvegliante di distretto. Il compito di tale sorvegliante è di assistere i diversi sorveglianti di circoscrizione, nonché i corpi di anziani delle Congregazioni locali, e tenere sotto la sua presidenza una o più assemblee religiose annuali per ciascuna Circoscrizione, al fine di edificare spiritualmente i fedeli che in essa risiedono. Le dimensioni territoriali delle Circoscrizioni e dei Distretti dipendono dal numero delle Congregazioni esistenti nel territorio e dalle condizioni geografiche e sono stabilite dal Comitato Direttivo sempre nell’ambito del territorio italiano. Le cerimonie fondamentali sono: 

a) il BATTESIMO per immersione, a cui si sottopongono volontariamente, per divenire Testimoni di Geova, persone in età tale da consentire loro di prendere una decisione autonoma; 

b) la COMMEMORAZIONE annuale della morte di nostro Signore Gesù Cristo mediante la Cena o Pasto serale del Signore. 

Il culto dei Testimoni di Geova, consistendo prevalentemente nell’ascolto e nello studio della Parola di Dio, è incentrato sulle adunanze cristiane nel corso delle quali i Testimoni ricevono istruzione biblica. Varie adunanze settimanali si tengono negli edifici di culto denominati “Sale del Regno”, dove si parla del Regno di Dio, che è il tema principale della Sacra Bibbia. Il matrimonio è ritenuto sacro, in quanto di origine divina, ed è celebrato da anziani appositamente nominati dalla Congregazione Centrale. La famiglia, quale istituzione divina, costituisce il nucleo fondamentale delle comunità della Confessione. I MINISTRI DI CULTO della Confessione sono denominati: 
1) anziani (o presbiteri); 
2) servitori di ministero (o diaconi); 
3) pionieri (o evangelizzatori). 

Detti ministri sono nominati dal Comitato Direttivo della Congregazione Centrale, al quale spetta il giudizio definitivo sulla loro idoneità a svolgere le funzioni di ministro. Possono essere soggetti a trasferimento o revoca. I requisiti del candidato alla nomina di anziano, tratti dalle Sacre Scritture, si possono compendiare nei seguenti: 
a) esemplare condotta morale; 
b) elevate qualità spirituali; 
c) esemplare cura della propria famiglia secondo i princìpi cristiani; 
d) diversi anni di fedele servizio e profonda esperienza cristiana; e) capacità di insegnare accuratamente la Parola di Dio. I requisiti dei servitori di ministero sono gli stessi previsti per gli anziani, salvo quelli di cui ai punti d) ed e) che sono richiesti in minore misura. I requisiti dei pionieri sono: 
a) esemplare condotta morale; 
b) accurata conoscenza della Parola di Dio e buona capacità di insegnarla. Dall’ordinamento della Confessione non è previsto per tutti i suindicati ministri di culto alcun abito religioso particolare. O R G A N I 

Art. 7 Gli organi della Congregazione sono: a) l’Assemblea; b) il Comitato Direttivo; c) il Presidente. 

Art. 8 L’Assemblea è costituita dai soci effettivi. È convocata nella sede principale, o in altro luogo, una volta all’anno per l’approvazione del bilancio. È anche convocata quando se ne ravvisi la necessità, o su richiesta motivata di almeno un decimo dei soci effettivi. L’Assemblea è convocata mediante avviso da affiggere all’interno della sede sociale e da divulgarsi nei termini, modalità e mezzi di volta in volta ritenuti idonei dal Comitato Direttivo. Ciascun socio effettivo ha un voto. Ogni socio effettivo può farsi rappresentare da un altro socio effettivo. Ciascun socio non può rappresentare più di cinque soci. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà dei soci effettivi. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno voto. Per modificare l’atto costitutivo e lo statuto occorrono la presenza di almeno la metà dei soci effettivi e il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Per deliberare lo scioglimento della Congregazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci effettivi. È compito dell’Assemblea: 
a) approvare il bilancio; 
b) deliberare sugli indirizzi e direttive generali per il funzionamento, l’espansione e il potenziamento dell’Organizzazione confessionale; 
c) deliberare sulle modifiche dello statuto e dell’atto costitutivo; 
d) nominare e revocare i membri del Comitato Direttivo; 
e) deliberare, su proposta del Comitato Direttivo, l’ammissione, la decadenza e l’espulsione dei soci effettivi; nonché, su proposta del corpo degli anziani delle Congregazioni locali, la decadenza e l’espulsione dei soci aderenti; 
f) ratificare le dimissioni dei soci effettivi; 
g) deliberare sullo scioglimento della Congregazione e sulla devoluzione del patrimonio della stessa. L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Comitato Direttivo e, in caso di impedimento o assenza, nell’ordine: -- dal Vicepresidente; -- dal membro del Comitato Direttivo più anziano di età. Le deliberazioni dell’Assemblea devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario. 

Art. 9 La Congregazione è amministrata dal Comitato Direttivo composto, secondo le direttive dell’Assemblea, da tre o più membri, sempre in numero dispari, che durano in carica sette anni e sono rieleggibili. I nomi dei componenti il Comitato Direttivo, con la menzione delle loro funzioni, ed ogni successivo mutamento per qualsiasi causa, sono tempestivamente comunicati all’Autorità tutoria. Il Comitato Direttivo sceglie tra i suoi componenti il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario e il Tesoriere. Il Segretario può ricoprire anche l’incarico di Tesoriere. In caso di morte, dimissioni o revoca di uno o più membri del Comitato Direttivo, lo stesso Comitato nominerà il sostituto o i sostituti. Tali nomine dovranno essere ratificate dalla prima Assemblea dei soci. Il Comitato si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno due dei suoi membri, e, comunque, una volta all’anno per deliberare in ordine al bilancio. Le deliberazioni del Comitato sono valide se prese con la presenza della maggioranza dei membri in carica. Il Comitato è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della Congregazione. Per quella straordinaria occorre sottoporre al più presto le questioni alla ratifica dell’Assemblea. In particolare delibera: -- sulle attività concernenti la pubblicazione, la stampa, l’acquisto e la distribuzione di letteratura atta a divulgare le verità bibliche; -- sulla formazione di nuove Congregazioni locali, sui loro rispettivi territori di attività e sullo scioglimento delle Congregazioni medesime; -- sulla sorveglianza e direttiva delle Congregazioni locali attraverso le Circoscrizioni e i Distretti e sulle competenze delle Circoscrizioni e dei Distretti medesimi; -- sui regolamenti e sulle disposizioni relative alle Congregazioni locali, enti, associazioni, case religiose e altre istituzioni attraverso cui vengono conseguite le finalità proprie della Confessione; -- sulle nomine e assegnazioni dei ministri, anziani, servitori di ministero, pionieri; sulle assegnazioni dei membri delle case religiose, dei sorveglianti di circoscrizione e di distretto e sull’invio di missionari all’estero; sulla revoca dei suddetti incarichi; -- sulla costituzione di Comitati speciali per lo svolgimento di particolari compiti; -- sull’organizzazione di assemblee religiose di qualsiasi estensione territoriale; -- su ogni altra attività o disposizione che abbia attinenza con l’opera di predicare e insegnare la buona notizia del Regno di Dio e di promuovere, organizzare e dirigere la Confessione religiosa. Il Comitato ha inoltre la facoltà di far costruire edifici e di acquistare beni immobili, accettare donazioni ed eredità, conseguire legati, alienare beni a trattativa privata, a licitazione privata, a pubblici incanti, permutare beni, affrancare censi e canoni, accendere mutui, atterrare piante di alto fusto, riscuotere e impiegare capitali, aprire conti correnti bancari e postali, locare immobili oltre i nove anni, fare fronte alle liti, sia attive che passive, attinenti alla consistenza patrimoniale della Congregazione, chiedendo, quando occorra, la preventiva autorizzazione dell’Autorità tutoria. Infine il Comitato deve provvedere a: -- mantenere e aggiornare le registrazioni; -- redigere il bilancio; -- proporre all’Assemblea l’ammissione, la decadenza e l’espulsione dei soci effettivi, nonché sottoporre ad essa, per la ratifica, le dimissioni dei medesimi; -- ratificare le dimissioni dei soci aderenti e sottoporre all’Assemblea, per la relativa delibera, la loro decadenza ed espulsione. Il Comitato Direttivo può delegare parte delle proprie attribuzioni e dei propri poteri a uno o più dei suoi membri. 

Art. 10 Il Presidente, legale rappresentante dell’Ente, è cittadino italiano ed ha il domicilio nello Stato. Rappresenta la Congregazione e i soci di fronte alle Autorità, a terzi ed in giudizio, ha la firma sociale, presiede l’Assemblea e il Comitato Direttivo; dà esecuzione alle deliberazioni del medesimo Comitato. Provvede a prendere tutte le deliberazioni occorrenti al soddisfacimento dei compiti della Congregazione che non siano di competenza del Comitato Direttivo o dell’Assemblea; mantiene i contatti spirituali con l’Organizzazione Mondiale, nonché con le Associazioni e le Congregazioni all’estero; rilascia certificazioni che consentano la richiesta all’Autorità competente di permessi di soggiorno temporaneo in Italia per i missionari stranieri. In caso di urgenza, prende anche le deliberazioni che spetterebbero al Comitato Direttivo, a condizione di riferire, per la ratifica, alla sua prima adunanza. 

Art. 11 Il Vicepresidente, di cui ai precedenti artt. 8 e 9, sostituisce il Presidente in caso di sua assenza o impedimento. 

Art. 12 Il Segretario si occupa della regolare tenuta delle registrazioni sociali, della corrispondenza, della documentazione in genere e redige e custodisce i verbali delle riunioni. Il Segretario può ricoprire anche la carica di Tesoriere, di cui al successivo art. 13. Art. 13 Su istruzioni del Presidente e in conformità alle deliberazioni del Comitato Direttivo, il Tesoriere tiene la cassa sociale e ne è responsabile di fronte al Comitato, provvede all’incasso delle entrate e alla erogazione delle uscite, cura le registrazioni contabili. 

Art. 14 Tutte le cariche sono gratuite. Le stesse persone possono essere sempre rielette. PATRIMONIO 

Art. 15 La Congregazione provvede al raggiungimento delle sue finalità mediante collaborazioni e contribuzioni volontarie. Il patrimonio della Congregazione è costituito: a) dai beni mobili o immobili di proprietà della Congregazione; b) dalle contribuzioni volontarie dei soci effettivi e aderenti e di terzi; c) da donazioni, lasciti, legati o successioni; d) da altre eventuali entrate, ivi compresi i contributi per ripianare i costi di stampa e consentire il proseguimento e lo sviluppo dell’attività tipografica destinata alla diffusione del messaggio biblico. GESTIONE AMMINISTRATIVA 

Art. 16 La gestione amministrativa ha inizio il 1° gennaio di ogni anno e termina il 31 dicembre. DEVOLUZIONE DEI BENI 

Art. 17 In caso di scioglimento o di estinzione, il patrimonio della Congregazione sarà interamente devoluto ad altra istituzione in Italia avente scopi analoghi e retta dai princìpi che guidano l’Organizzazione Mondiale dei Testimoni di Geova. DISPOSIZIONI GENERALI 

Art. 18 Per tutto quanto non è stabilito dall’atto costitutivo e dal presente statuto, valgono le disposizioni previste dal vigente codice civile italiano. DISPOSIZIONI TRANSITORIE 

Art. 19 I ministri di culto della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, ai quali sono riconosciuti facoltà e diritti in seguito ad autorizzazioni del Governo italiano e ad intese tra il medesimo Governo e la stessa Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania -- come la celebrazione dei matrimoni con effetti civili, l’assistenza religiosa ai detenuti ed agli internati negli istituti di prevenzione e di pena, e il trattamento pensionistico e l’assistenza sanitaria assicurati dall’I.N.P.S. --, all’atto del riconoscimento della personalità giuridica della “Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova” da parte delle Autorità competenti, divengono ministri di culto della Congregazione medesima con le stesse facoltà e diritti sopra specificati.

http://host.uniroma3.it/progetti/cedir/cedir/Ist-rel/TGeova_stat.pdf




Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova in Italia, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione



giovedì 11 aprile 2019

Genesi e Diluvio: Parte seconda - Visione della WT e "tradizione orale": terra e clima antidiluviano

Pistolotto introduttivo:
L'intenzione di questa serie di post era inizialmente di mettere un po di ordine nella questione diluvio, visto che l'argomento è vasto. Mi rendo conto però che seguendo questa logica si rischia un tiro a segno contro la Croce Rossa, specie dopo aver letto la traduzione di alcuni lavori americani su un sito di opposizione linkata da Graf.
Di quel lavoro non condivido alcune posizioni ma sostanzialmente quelle difficilmente contestabili bastano e avanzano per imporre una revisione del nostro modo di vedere l'evento, della sua magnitudine e portata, non del dubitare se ci sia stato o meno.
Mi continua a lasciare molto male invece il vedere molti personaggi che in preda al disorientamento e sconforto più o meno profondo prendono a frequentare le stanze carbonare dei blog e forum vari, e pur partendo con posizioni moderate  finiscono con lo scivolare via via in ambienti di aperta opposizione.
A me pare che questo smottamento stia assumendo proporzioni rilevanti, fuori e dento il web

Non è quindi mia intenzione "uccidere una delle vacche sacre della WT", ma solo porre all'attenzione sul fatto che se la "vacca sacra" non è una Chianina, come pensavamo fosse, non è detto che non sia una vacca; magari è una Podolica, o una Aberdeen Angus. Se devi farci delle bistecche e nutrirti vanno più che bene tutte e tre.
Onde evitare quindi l'effetto "fuoco di fila" sulle certezze che post simili potrebbero avere, farò questo e più avanti un ultimo post sull'argomento nel quale mostrare come un evento catastrofico può sicuramente aver trovato luogo nei tempi e nei luoghi (e un po meno nei modi) in cui il racconto è stato narrato e il senso della narrazione che secondo me va oltre l'aderenza letterale alle parole scritte.
Fine del pistolotto introduttivo

In merito alla terra e al tipo di clima antidiluviano la Bibbia non ci dice molto, grandissima parte delle ipotesi che la WT ha fatto nel corso degli anni sono speculazioni o ragionamenti induttivi.
Sebbene non vi fossero e non vi siano certezze riguardo all'aderenza del modello di terra prediluviana ipotizzato dalla WT alle evidenze osservative negli anni passati si è proceduto alla costruzione di una gigantesca sovrastruttura di insegnamenti fondati su dettagli a forte rischio di essere inconsistenti. Adesso mi rendo conto che smontarla senza cadere in aperte contraddizioni è un problema serio.
In anni più recenti il trend della WT si è invertito e i dettagli forniti su questo tipo di eventi sono sempre più vaghi; tuttavia il riverbero di quegli insegnamenti ed ipotesi nelle congregazioni è più vivo che mai.
Uno che va molto di moda dalle nostre parti è la stringente logica secondo la quale un "Big Bang" con un universo in espansione è impossibile. Mettete una bomba in una casa e fatela scoppiare! troverete ordine e una casa più grande e più ordinata forse?? Quantum mechanic for dummies, sono le basi diamine!
Uno più afferente all'argomento è che Noè dimostrò fede perché non aveva mai visto piovere e credette a quanto gli era stato detto, sebbene non capisse.
Alzi la mano chi non lo ha mai sentito

il misunderstanding parte di qui (Ge 2:4-6)
Questa è la storia dei cieli e della terra nel tempo in cui furono creati, nel giorno che Geova Dio fece terra e cielo. Ora non c’era ancora nessun cespuglio del campo sulla terra e non germogliava ancora nessuna vegetazione del campo, perché Geova Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che coltivasse il suolo. Ma un vapore saliva dalla terra e irrigava l’intera superficie del suolo.
Mosè qui riavvolge il nastro dal 7° al 3° giorno creativo come conferma anche Perspicacia. Inizia in pratica una nuova storia, come una serie televisiva narrata per POV (points of view) dei vari personaggi, in questo caso si parte con l'uomo.
Essendo il 3° giorno creativo, che potrebbe tranquillamente essere durato una miliardata di anni è assai probabile che non vi fossero inizialmente le condizioni affinché piovesse. Prima di avercele infatti abbiamo necessità di sigillare la tropopausa affinché l'umidità possa circolare in senso zonale (ovest- est) e meridionale (termine tecnico per definire direzione sud-nord). Per farlo serve che l'atmosfera cominci a produrre ozono, e per farlo serve ossigeno a determinate concentrazioni. 
L'ossigeno atmosferico è di origine biologica, ovvero fu prodotto da alghe nonocellulari e pluricellulari, cianobatteri e altre forme di vita presenti nelle prime fasi di evoluzione della terra. L'ossigeno dapprima si è accumulato in concentrazioni sufficienti per ossidare uno degli elementi più abbondanti sulla terra, il ferro. Quando tutto il ferro fu ossidato (dopo centinaia e centinaia di milioni di anni) la concentrazione di O2 atmosferico prese ad aumentare e a diffondere in concentrazioni sufficienti affinché alla giusta quota reagisse con la radiazione solare entrante generando ozono. LA stratosfera si scalda perché l'ozono contrariamente all'ossigeno non è permeabile ai raggi UV e assorbendoli la sua temperatura sale di tanti gradi, generando quindi come una gigantesca inversione termica. 
Di qui in poi è spettacolo puro di un progetto creativo di un sistema complesso con "comportamenti emergenti" da dare le vertigini se ci si ferma a studiarne complessità e bellezza, tutto fila con il racconto di Genesi
poi prende corpo con queste passaggio di Perspicacia
In uno dei primi stadi della preparazione della terra “Dio non aveva fatto piovere sulla terra”, ma “un vapore saliva dalla terra e irrigava l’intera superficie del suolo”. L’epoca in questione era evidentemente l’inizio del terzo “giorno” creativo, prima che comparisse la vegetazione. (Ge 2:5, 6; 1:9-13; vedi VAPORE). La prima volta che la Bibbia menziona specificamente la caduta della pioggia è nella descrizione del Diluvio, quando “le cateratte dei cieli si aprirono”, e “sulla terra piovve a dirotto per quaranta giorni e quaranta notti”. 
L'intendimento di piante irrigate da rugiada e vapori provenienti dal suolo è rimasta applicata fino al diluvio, tanto che ricordo diversi anni fa una domanda dei lettori in cui si, è vero, non escludiamo che possa aver piovuto pure prima, però poca roba, massimo pioggia leggera, in passaggi più recenti la WT afferma di non sapere cosa fosse successo prima del diluvio.
Vapore può essere tradotto dall'ebraico come "fonte" o "nuvola", si è preferito considerate vapore come fiume di acqua dolce sotterraneo o rugiada letterale che praticamente circolava sottoterra nei 5 continenti. Questa visione della creazione da Club Med è rimasta viva come non mai tutt'ora nella tradizione orale. L'ipotesi rugiada notturna con il modello a cupola di oceano celeste (sempre ammesso che passasse la luce) sarebbe impossibile per impossibilità di irraggiamento della radiazione ad onda lunga da parte del suolo verso lo spazio. No raffreddamento notturno suolo = no rugiada
Niente pioggia è un bel problema!
se vogliamo considerare che non ci siano stati fenomeni meteorici oltre la rugiada ci troviamo con uno sbilancio radiativo del 30(trenta)% fra energia entrante e uscente dal sistema terra, se consideriamo che no pioggia=no neve allora possiamo alzare anche lo sbilancio bel oltre il 30% per mancanza di effetto albedo. 
L'aumento dell'irraggiamento terrestre in uscita riporterebbe riportare a più miti consigli lo sbilancio, ma nel giro di poche migliaia di anni ci troveremmo a poter buttare la pasta negli oceani e cuocerla in pochi minuti
Attualmente si discute sulla magnitudine del forcing antropico alla base del riscaldamento globale; l'uomo sbilancia il sistema sembra per lo 0,03-0,05% e alza la temperatura di 0,6° in 100 anni. Fate i vostri conti (non è facile, la dinamica non è lineare) su un 10-15% per miliardi di anni al lordo dei cicli di Milankovitch (modifica precessione asse terrestre, modifica orbita terrestre, modifica eccentricità dell'orbita ecc) e avete un idea che il sistema non sarebbe stabile, o almeno non una culla per la vita
Nell'eden vengono descritti fiumi di grandi dimensioni, qualcuno o qualcosa doveva pure alimentare questi fiumi, per cui ci dovevano essere montagne dove nevicava e pioveva regolarmente per poter alimentare il bacino imbrifero dei fiumi.
Resterebbe anche il problema di come si siano concretizzate le ere glaciali le cui tracce sono evidenze oltre a quasi un milione di depositi nevosi annuali sull'Antartide, a segnare 800.000 inverni studiabili nei carotaggi che sono succeduti evidentemente all'ultima parziale deglaciazione dell'Antartide.
Acque di sopra e cateratte dei cieli
Mosè potrebbe non aver preso fischi per fiaschi descrivendo cataratte dei cieli che si aprirono. 
In caso si impatto meteorico da cometa (ce ne furono due distinti in quella zona risalenti a quel periodo) se queste fossero cadute in oceano a grande profondità l'effetto "splash" (del tipo di quello che ha prodotto lo strato K-T Cretacico-Terziario nell'impatto meteorico dello Yucatan) avrebbe generato una valanga di acqua caldissima sparata quasi ad altezze orbitali per ricadere a stretto giro di posta sulla terra su un anello di 12-15000 km. Dal punto di vista di un osservatore sembrerebbe di essere presi praticamente a secchiate
resta da capire se il forte riscaldamento regionale oceanico determinato dall'impatto meteorico sarebbe stato in grado di produrre fenomeni simil-monsonici per periodi prolungati. E' una simulazione numerica che prima o poi vorrei fare
Montagne
Perspicacia avvalla fonti (che non cita) su libri non scientifici scritti negli anni '60 quando le idee sulla deriva dei continenti erano tutto meno che chiare, inerenti la possibilità di sollevamenti parossistici delle catene montuose dopo il diluvio . 
Un orogenesi così rapida, oltre a produrre montagne alte tipo 40 km (in assenza di isostasia, erosione e assestamenti) avrebbe generato una tale quantità di dorsale oceanica da raffreddare che l'oceano bollirebbe ancora e un vulcanismo così diffuso da ammazzare anche il più ostinato dei batteri a furia di emissioni di acido solforico e acido nitrico oltre al prolungato inverno vulcanico successivo. L'idea di un asse di inclinazione terrestre a 0° direi che non si può sentire e non la sto a commentare
Inoltre si cita l'isostasia come motivo per il livellamento degli oceani e quindi la riemersione delle terre, quando questo è un fenomeno che avviene in decine-centinaia di migliaia di anni per ordini di grandezza di decine di metri, centinaia di milioni di anni per i livellamenti richiesti da un'alluvione simile
Montagne basse e isostasia si tirano in ballo per non dover per forza sommergere con almeno 8900 metri d'acqua l'intero globo. 
Non tutte le montagne però hanno origine da orogenesi, un paio di "alti monti" ad esempio sono vulcani a scudo. Il Mauna Kea e il Mauna Loa sono shield volcanoes delle Hawaii di 4200 metri circa di edificio vulcanico emerso più 5700-5800 metri di parte sommersa completamente costruito a colate di lava fluida. Se l'oceano secondo questa teoria si fosse abbassato per ospitare l'acqua del diluvio, prima del diluvio questi due vulcani sarebbero stati alti fra 8000 e 9000 metri (misurato dalla base il Mauna Kea è la montagna più alta della terra perché parte a -5700 metri di profondità), per cui saremmo da capo ad allagare il mondo con circa 10 km di spessore di acqua.
Considerando poi che l'acqua per forza centrifuga da rotazione terrestre tende maggiormente ad accumularsi a latitudini equatoriali e tropicali, forse con 10km di acqua non saremmo riusciti ad inondare tutti gli alti monti di 15 cubiti
Eppoi, in assenza di standard, il cubito di Mosè era lo stesso cubito che usava Davide, o al tempo della dominazione Romana in cui predicava Gesù? c'è un campione di cubito conservato da qualche parte come per il metro? Anche qui vediamo che parlare per assoluti ci pone su suolo sdrucciolevole
Diluvio quindi assurdo e mai successo?
No non direi. Prossimo post proverò a chiarire quale potrebbe essere stata la magnitudine del fenomeno e che senso poteva avere arca e animali e perché anche se forse non possiamo accettarlo come letterale il significato che potrebbe avere non cambia, ma anzi, potrebbe essere addirittura più significativo e toglierci altre domande scomode
al momento sento diversi CO fare discorsi che hanno un po un sapore diverso rispetto al passato affermando che il diluvio non voleva distruggere la terra ma solo la malvagità sulla terra. Se prendiamo letteralmente il racconto però sarebbe stata la più grande estinzione di massa della storia con una percentuale di sopravviventi insufficiente a rigenerare la vita sulla terra, specie in totale assenza di risorse.
In ogni caso la prossima volta pubblicherò qualcosa nella sezione "brodo caldo" .. dopo questa disamina parziale ho bisogno di sentirmi "costruttivo"  D
Non oso quindi immaginare quanta insoddisfazione debba dare lo sfogo all'astio represso che gli oppositori ex fratelli diventati praticamente haters scaricano in tutto il sottobosco web che hanno creato.. 

(Post redatto sul forum Osservatore Teocratico Gatto di Schroedinger)

mercoledì 10 aprile 2019

La saggezza del Cristo parte 1

 Marco Cap. 9, 1-13

 Poi disse loro: «In verità vi dico che vi sono alcuni qui presenti che non gusteranno la morte, senza aver visto il regno di Dio venire con potenza».
  *Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse soli sopra un alto monte, in un luogo appartato. E si trasfigurò davanti a loro: *le sue vesti divennero sfolgoranti, bianchissime, tali che nessun lavandaio sulla terra saprebbe farle così candide. *E apparve loro Elia con Mosè, e stavano conversando con Gesù. *Pietro allora prese a dire: Rabbi, si sta bene qui; facciamo dunque tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia. *Ma non sapeva che cosa dicesse, tanto erano presi dallo spavento. * E venne una nube che li avvolse, e dalla nube una voce: Questi è il Figlio mio, il diletto; ascoltatelo. *E subito, guardandosi attorno, non videro più nessuno, salvo Gesù solo con loro.
*Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro di non raccontare a nessuno quello che avevano veduto; se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. *Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi fra loro che mai significasse quel risorgere dai morti. *E gli chiesero: Perché dicono gli Scribi che prima deve venire Elia? *Egli rispose loro: Elia, certo, viene prima a ristabilire ogni cosa; ma come mai sta scritto del Figlio dell’uomo che deve soffrire molte cose ed essere disprezzato? *Ma io vi dico che Elia è già venuto e lo hanno trattato come hanno voluto, nel modo che è stato scritto di lui.

Il capitolo 9 inizia con una piccola profezia. Gesù afferma che alcuni presenti avrebbero visto venire il regno prima di morire. Se abbiamo letto le spiegazioni date dalle pubblicazioni,  l'applicazione viene legata al contesto successivo, ovvero, che con la trasfigurazione alcuni avrebbero avuto modo di vedere una manifestazione del suo regno. È possibile, tuttavia vorrei esplorare una seconda opzione. Ricordiamo che la suddivisione in capitoli e versetti fu un'aggiunta successiva e che quindi il contesto non fosse necessariamente il capitolo 9. Cosa troviamo nel contesto precedente, ovvero, gli ultimi paragrafi del cap. 8?

8: 34  Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: «Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua
35 perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e dell'evangelo, la salverà.
36 Che gioverà infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l'anima sua?
37 O che cosa potrebbe dare l'uomo in cambio dell'anima sua?
38 Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole, in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo, con i santi angeli»

Sì parla di seguirlo senza timore, senza riserve in mezzo a quella generazione perversa, per non essere da lui rigettati in un giudizio. Non vorrei tirar fuori un vespaio sul significato di generazione, ma francamente, prendendo la parola nel suo significato più semplice e nel contesto, di chi parlava Gesù?  Questa generazione peccatrice, qualcosa di presente in quel momento. E quando quella generazione subì un giudizio? Circa 40 anni dopo, nel 70. Quanto duro una generazione nel deserto? 40 anni. 
Quindi potrebbe essere che Gesù volesse davvero dire che di lì a pochi decenni sarebbe tornato nel suo regno per abbattere quel sistema religioso ormai irriformabile? Sappiamo che guardando la città e il tempio pianse sapendo di non poterli salvare. Avrebbe voluto radunarli come pulcini sotto le sue ali ma fu costretto ad ammettere: " ma voi non avete voluto". 
Il racconto subisce poi uno stacco, "sei giorni dopo", la scena cambia e si parla della trasfigurazione. Accade qualcosa di straordinario, non solo egli divenne sfolgorante, ma appaiono due profeti messianici,  Mosè ed Elia che conversano con lui della sua dipartita. (Lu 9:31)
Qui il racconto si fa quasi umoristico, Pietro abbagliato dalla visione e preso da timore (sfido chiunque di fronte a quella visione a non farsi prendere da timore) fa una proposta, perché non allestire un bel campeggio con tre tende? 
Non comprendeva cosa significasse la trasfigurazione e sinceramente appare poco chiaro anche oggi il senso pieno di questo racconto. 
Era un modo per rafforzare Gesù visto che di li a poco avrebbe dovuto subire una morte atroce? Era rivolta ai tre apostoli presenti come speciale dono per rafforzare la loro fede e la comprensione dell'imminente dipartita del loro maestro? Il messaggio di morte si fa sempre più pressante, eppure i discepoli faticano ad accettarlo. Gesù sa che estirpare dalle loro menti vecchie e radicate credenze richiederà tempo e il tempo che gli resta per istruirli si sta velocemente esaurendo. 
I tre apostoli al momento non comprendono. Gesù lascia comunque un segno nei loro cuori che gli sarà utile nel tempo, man mano che gli avvenimenti si susseguiranno molte cose diverranno chiare.
Forse nemmeno noi oggi comprendiamo parti del messaggio biblico, profezie, illustrazioni, storie che culturalmente appartengono anni luce lontano dal nostro modo di vivere e pensare.
Allora a che serve leggere le scritture? Se lo faremo con l'umiltà dei bambini che si fanno guidare anche se non comprendono pienamente ciò che imparano, a suo tempo queste nozioni immesse acquisteranno significato come semi piantati nel terreno sotto la neve, destinati a crescere al volgere della primavera. ( Giov 13:7)



Guarigione di un ragazzo epilettico
Cap. 9,14-29


*Ritornati dai discepoli, videro una grande folla intorno ad essi e alcuni scribi che discutevano con loro. *E subito la folla, appena vide Gesù, ne fu sorpresa e corse a salutarlo. *Egli li interrogò: Di che discutete con loro? *Uno della folla gli rispose: Maestro, io ti ho portato mio figlio, che ha uno spirito muto, *il quale, dovunque si impadronisce di lui, lo butta a terra, ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho chiesto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non hanno potuto. *Rispose loro: O generazione incredula, fino a quando dovrò stare con voi? Fino a quando vi sopporterò? Portatelo da me. *E lo condussero da lui. Appena ebbe visto Gesù, lo spirito scosse violentemente il ragazzo che, caduto in terra, si rotolava schiumando.
*Gesù domandò al padre: da quanto tempo gli succede questo? Rispose: Dall’infanzia, *e spesse volte l’ha gettato anche nel fuoco e nell’acqua per farlo morire. Ma tu, se puoi farci qualcosa, abbi pietà di noi e soccorrici. *Riprese allora Gesù: Se puoi! Ogni cosa è possibile a chi crede. *Il padre del fanciullo subito gli gridò: Io credo, soccorri la mia poca fede! *Gesù, vedendo che si riuniva gente, comandò allo spirito impuro: Spirito muto e sordo, io te lo comando, esci da costui e non entrarvi mai più. *Lo spirito, dopo aver gridato e averlo molto straziato, uscì, e il fanciullo rimase tramortito, tanto che molti dicevano: E’ morto. *Ma Gesù, prendendogli la mano, lo rialzò; e quello si mise in piedi. * Entrato Gesù in casa, i suoi discepoli gli chiesero in privato: Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo? *Rispose loro: Questa specie di demoni non si può scacciare se non con la preghiera.
In mezzo alla perplessità dei discepoli e della folla c'è un ragazzo sofferente. Nonostante avessero già fatto opere potenti, in questo caso non riescono a guarire il giovane. Gesù sembra frustrato dalla loro poca fede, fa portare il ragazzo che subito manifesta i segni della crisi, segni che sembrano i sintomi dell'epilessia ma, vengono specificatamente attribuiti ad uno spirito impuro.
Gesù chiede da quanto tempo il ragazzo sia in questa condizione,  adesso si concentra su di lui e sulla sua lunga sofferenza, non senza aver prima dolcemente rimproverato il padre disperato per la sua fede con condizionale. Nulla è impossibile al Cristo, sicuramente una frase che più di un rimprovero infonde certezza sul risultato, che infatti non tarda ad arrivare.

Difficilmente ci troveremo a dover far i conti con uno spirito impuro, ma ci sono tante cose che potrebbero far venir meno la nostra fede. Difficoltà della vita, situazioni di sofferenza che si protraggono nel tempo, dubbi e incertezze in questo cammino cristiano da consapevoli sempre più difficile, situazioni da cui dobbiamo avere l'umiltà di riconoscere che potremmo uscirne vittoriosi solo se ci affidiamo a Dio e a suo figlio con fede e si,  mediante accorate preghiere. Ricordiamoci che il padre del ragazzo, pur avendo fede riconobbe il bisogno di maggiore fede e non si vergognò di chiederla.

Ho trovato interessante questa riflessione sulla preghiera del padre del ragazzo, da Qumran.net :
Gli apostoli si sono un po' montati la testa; d'altronde – che diamine! – è da tempo che seguono il Maestro Gesù, hanno visto come opera, sono in grado di imitarne, più o meno, i gesti e le parole. Assistiamo così, oggi, alla peggiore delle figure narrate dagli evangelisti (criterio di verità: voi scrivereste un libro di fantasia in cui fate una pessima figura?): gli apostoli, contattati da questo povero padre di famiglia, pensano di non avere bisogno di disturbare il Signore Gesù, la misura del loro doppio fallimento – di fronte a questo pover'uomo e rispetto a Gesù – è bene evidenziata da Marco. La ragione del loro fallimento, spiega alla fine Gesù, è nell'assenza di coinvolgimento degli apostoli: la guarigione è frutto di una lotta contro il male, richiede sacrificio e compassione, non si tratta di giocare a fare i maghetti di turno! Il padre del ragazzo epilettico, però, dona agli apostoli e a noi una lezione memorabile: sollecitato da un Gesù piuttosto alterato dall'accaduto, sentendosi stimolato ad avere più fede, questo pover'uomo formula una delle preghiere più toccanti dell'intero vangelo: "Signore io credo, ma tu sostieni la mia incredulità". Sì, Signore, tu conosci la misura della nostra fragilità, tu sai della fatica del nostro vivere. 



Secondo annuncio della morte e risurrezione
Cap. 9, 30-37


*Quindi, partiti di là, s’aggiravano per la Galilea, ma Gesù non voleva che alcuno lo sapesse. *Infatti egli ammaestrava i suoi discepoli dicendo: Il Figlio dell’uomo sarà consegnato nelle mani degli uomini, e lo uccideranno; e, ucciso, dopo tre giorni risorgerà. *Ma essi non compresero quella parola e temevano di interrogarlo. *Giunsero a Cafarnao, ed entrati in casa, chiese loro: Di che discorrevate per via? *Ma essi tacevano, perché per via avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. *Allora egli, messosi a sedere, chiamò i dodici e disse loro: Se uno vuol essere il primo sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti. *E preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse: *Chi riceve un bambino come questo nel mio nome, riceve me; e chi riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato.
Gesù rinnova l'annuncio della sua imminente morte, ma i discepoli non riescono ad accettare l'idea della sua dipartita. Temevano addirittura d'interrogarlo,  non volevano ulteriori particolari su di un fatto che rifiutavano di accettare. Non era egli il Messia?  Non avrebbe regnato su Israele liberando dal giogo delle nazioni? Perché parlava di morte?
Se in altre occasioni non si fecero remore a chiedere ulteriori spiegazioni, stavolta temevano di sapere di più e di dover accettare una verità scomoda. Il Messia era un vittorioso condottiero, loro i suoi più fidati alleati e presto avrebbero avuto un ruolo glorioso al suo fianco, altro che morte! Le profezie questo dicevano... ma dicevano pure altro, Isaia 53: 1-10 era lì,  davanti ai loro occhi... "colpito per le nostre trasgressioni, come una pecora portata al macello, fu reciso dal paese dei viventi.." testimonianza chiara di ciò che attendeva il Messia, eppure niente ci convince quando abbiamo già un'idea preconcetta.
Quindi niente di sorprendente se anziché soffermarsi su parole scomode preferiscono discutere su chi di loro fosse il più grande, su come spartirsi il potere intorno al Cristo presto vittorioso. Ma sapevano che Gesù non gradiva questo modo di pensare e interrogati, come bambini colti con le mani nella marmellata tacciono.
Il contesto religioso in cui erano cresciuti dava moltissima importanza al grado sociale e alla spiritualità formale, fatta più di apparenza che di profondità, naturale che fosse per loro difficile invertire la rotta mentale.
Gesù,  il maestro per eccellenza viene per servire,  per sacrificarsi e loro pensano a comandare, a spartirsi potere e gloria.
Ma Gesù non si scoraggia, sa che ci vorrà tempo per togliere certi modi di pensare così ben infissi nella mente, tuttavia il materiale è buono, sono sinceri.
Così attende il momento giusto per impartire una lezione. Si siede, chiama a se i dodici e preso un bambino lo pone in mezzo a loro, fa un gesto, abbraccia il piccolo, mostra affetto per un membro della comunità che ancora non ha valore come uomo, un bambino non ha esperienza, lavoro, conoscenza, un'identità definita che lo renda importante. È piuttosto un membro da proteggere, accudire, crescere e formare. Ecco, chi vuole essere grande deve servire! Chi riceve questo piccolo, riceve Gesù e pure il Padre che lo ha mandato!
Quanta importanza, quanto valore nel servire i minimi. Le braccia protettive di Gesù mi fanno venire in mente quanto amore e protezione ogni cristiano dovrebbe mettere nel proteggere i deboli, loro sono la priorità, non il posto in congregazione, i privilegi, le nomine!
Quando si trascura di proteggere un bambino che chiede aiuto, si evita di far luce su un abuso, si dà la priorità al buon nome dell'organizzazione piuttosto che alla protezione dei piccoli, si può dire di imitare il Cristo?
C'è bisogno di una specifica legge che obblighi a denunciare un presunto pedofilo o la legge morale che appartiene al Cristo ci spingerà a fare il possibile affinché la questione venga chiarita e il reato preso in mano dalle autorità competenti che saranno in grado di mettere in sicurezza non solo i bambini in congregazione, ma tutti quelli che potrebbero essere future vittime anche al di fuori?

sabato 6 aprile 2019

ATTO COSTITUTIVO DI ASSOCIAZIONE 19 Giugno 1985

REPERTORIO N. 10.126 RACCOLTA N. 1592 ATTO COSTITUTIVO DI ASSOCIAZIONE REPUBBLICA ITALIANA 

L’anno millenovecentottantacinque, il giorno diciannove del mese di giugno (19 giugno 1985) in Roma, nel mio studio. Avanti a me Dr. Giandomenico Cardelli, notaio in Roma, con studio in via del Vantaggio n. 40, iscritto al Collegio Notarile di questo Distretto, senza l’assistenza di testimoni per espressa e concorde rinuncia dei comparenti col mio consenso. 

Sono presenti i Signori: 

Farneti Valter, nato a Faenza (RA) il 18 gennaio 1933, residente in Roma alla via della Bufalotta n. 1281, ministro di culto; 

Franceschetti Roberto, nato a Vicenza il 6 marzo 1933, residente in Roma alla via della Bufalotta n. 1281, ministro di culto; 

Fortugno Giovanni, nato a Reggio Calabria il 12 ottobre 1945, ivi residente alla via Sala n. 68, ministro di culto; 

Caparelli Antonino, nato a Cerzeto (CS) l’8 marzo 1930, residente in Roma alla via della Bufalotta n. 1281, ministro di culto; 

Fredianelli George, nato a Pittsburgh, Pennsylvania (U.S.A.) il 22 aprile 1918, residente in Roma alla via della Bufalotta n. 1281, ministro di culto; 

comparenti, tutti cittadini italiani ad eccezione del Sig. Fredianelli George, cittadino statunitense, della cui identità personale io notaio sono certo, i quali premettono: che la Confessione Cristiana dei Testimoni di Geova, presente in Italia sin dagli inizi del secolo, è attualmente rappresentata dalla Watch Tower Bible and Tract Society quale costituita e riconosciuta giuridicamente nello Stato della Pennsylvania (U.S.A.) il 13 dicembre 1884; precisato che alla Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, già iscritta dall’8 luglio 1946 alla Camera di Commercio di Milano, è stato formalmente riconosciuto, dal 2 aprile 1976, il godimento dei diritti attribuiti agli enti morali di culto italiani ai sensi dell’art. 16 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile italiano ed in applicazione del secondo articolo, capo 2°, del Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione fra la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti d’America del 2 febbraio 1948, ratificato e reso esecutivo con legge 18 giugno 1949, n. 385; considerato il notevole aumento dei Testimoni di Geova in Italia, attualmente oltre 125.000, pressoché totalmente cittadini italiani, si è ritenuto opportuno costituire un ente italiano che li rappresenti. 

A tale scopo la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, rappresentata dal suo Consiglio dei Direttori (The Board of Directors), con delibera del 29 maggio 1985, ha disposto di trasferire tutti i suoi rapporti attivi e passivi, 1 nonché, mediante donazione, tutti i suoi beni mobili ed immobili esistenti in Italia, all’ente italiano che viene a costituirsi col presente atto. Tale trasferimento avverrà di diritto e con effetto nel momento in cui sarà riconosciuta la personalità giuridica dell’ente suddetto da parte delle Autorità competenti. Soltanto in tale preciso momento la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania cesserà di essere l’ente rappresentativo della Confessione dei Testimoni di Geova in Italia. I comparenti prendono atto di tale decisione e l’accettano. Tutto ciò premesso e che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto, tra essi comparenti si conviene e stipula quanto segue: 

Primo: È costituita tra i comparenti una Associazione denominata "CONGREGAZIONE CRISTIANA DEI TESTIMONI DI GEOVA", quale ente centrale in Italia della Confessione. La "Congregazione" non persegue finalità di lucro; è in armonia con la legislazione in materia di affari dei culti e di enti morali equiparati a quelli di beneficenza e di istruzione. Sarà regolata a tutti gli effetti dalle norme previste dal presente atto costitutivo e dall’allegato statuto, composto di numero diciannove (19) articoli, che previa lettura da me notaio fattane ai comparenti e dagli stessi approvato ed accettato, si allega al presente atto sotto la lettera "A". 

Secondo: L’Associazione ha sede in Roma, alla via della Bufalotta n. 1281. 

Terzo: I comparenti procedono alla nomina del Comitato Direttivo, a norma dell’articolo nove dell’allegato statuto, che, composto di cinque membri, durerà in carica sette anni: Farneti Valter - Presidente; Franceschetti Roberto - Vicepresidente; Fortugno Giovanni - Segretario Tesoriere; Caparelli Antonino - Membro; Fredianelli George - Membro. I suddetti dichiarano di accettare, ognuno per sé, la nomina e la carica come sopra specificate, e di non trovarsi in situazioni di incompatibilità o incapacità in particolare in riferimento agli scopi della Associazione. 

Quarto: Essendo il Collegio dei Revisori dei Conti un organo non necessario, ma eventuale, nelle associazioni, e non addicendosi, nella fattispecie, a questo ente, dato il suo carattere di religione e di culto, un organo di controllo tipico delle società lucrative, il controllo e la supervisione contabile vengono effettuati da un membro del Comitato Direttivo designato di anno in anno dal Comitato medesimo. 

Quinto: Il primo esercizio sociale si chiuderà il 31 dicembre successivo alla data in cui sarà riconosciuta la personalità giuridica alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. 

2 I comparenti accettano, con il presente atto, la donazione del patrimonio immobiliare e il trasferimento dei rapporti attivi e passivi a favore dell’ente italiano da parte della Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania. Il Presidente dell’Ente è autorizzato dai comparenti a compiere gli atti relativi alla richiesta di riconoscimento in parola ed alla contestuale richiesta di autorizzazione all’accettazione del patrimonio presso il Ministero dell’Interno. Le spese del presente atto tutte e dipendenti sono a carico della Associazione. Io notaio richiesto ho redatto il presente atto scritto da persona di mia fiducia ed in parte di mia mano in due fogli per pagine quattro e della quinta fin qui e da me letto ai comparenti che lo approvano, e sottoscrivono in calce ed a margine con me notaio. 

Valter Farneti 
Roberto Franceschetti 
Giovanni Fortugno 
Antonino Caparelli 
George Fredianelli 

giovedì 4 aprile 2019

Genesi e Diluvio: Parte prima - Visione della WT e "tradizione orale": Oceano celeste

'Volevo scrivere un post per condividere considerazioni sul discorso Genesi e Diluvio, sulla confusione che spesso c\'è negli insegnamenti ufficiali e non ufficiali.

Per molte \"dinamiche\" la WT dopo essersi lanciata in improbabili spiegazioni fra anni 50 e 90 ha fatto silenziosamente e giustamente marcia indietro cessando di menzionare modelli della terra prediluviana scientificamente insostenibili o smentendoli senza particolare clamore nelle ultime pubblicazioni a opuscolo.

Più in generale e correttamente, sulla scia di Russel, ultimamente la WT evita di entrare in discussioni su cui non ha diretta competenza.

Ah, non chiedetemi di commentare il fuffomentario di Azzurra 7 perché nel vederlo mi sanguinavano gli occhi neanche fossi una statuetta della madonna ...

Oceano celeste

la concezione WT \'old fashion\' del modello del diluvio fu per me un grosso ostacolo quando studiai finché decisi di accantonare momentaneamente il problema in attesa si maggiori lumi e tempi più favorevoli. Mi ero reso conto che erano altre le cose importanti.

Venendo a bomba sull\'argomento, secondo l\'interpretazione letterale della Genesi ....

E Dio proseguì, dicendo: “Si faccia una distesa fra le acque e avvenga una divisione fra le acque e le acque”. Quindi Dio faceva la distesa e faceva una divisione fra le acque che dovevano essere sotto la distesa e le acque che dovevano essere sopra la distesa, E così si fece.


E Dio proseguì, dicendo: “Si facciano luminari nella distesa dei cieli per fare una divisione fra il giorno e la notte; dovranno servire come segni e per le stagioni e per i giorni e gli anni.

....ci deve essere stata una divisione fra l\'oceano di sopra e quello di sotto sole e luna dovrebbero essere stati piazzati proprio a mezzo fra l\'oceano terrestre e l\'oceano celeste. Curioso che questo sia il modello di terra sostenuto dai terrapiattisti. Il perché \"stagioni\" sia in grassetto sarà chiaro dopo.

Ma venendo alle cose serie, su questo modello di separazione fra due oceani (celeste e terreno) e altre congetture su una terra prediluviana era centrato uno schema di discorso pubblico andato alla grande fino alla fine degli anni \'90. Questo modello tuttavia ha criticità irrisolvibili

* Se ci fosse stato questo oceano celeste nello spazio includente in una bolla le orbite di Mercurio, Venere e Terra (interpretazione letterale), a quel livello di orbita e ovviamente in assenza di atmosfera, l\'esposizione diretta ai raggi solari può comodamente scaldare pre irradiazione diretta un corpo solido fino a di temperature 110°-120°, la pressione del vento solare farebbe \"carne di porco\" dell\'oceano celeste \"a bolla spaziale\". Inoltre durante il suo collasso sulla terra per il diluvio la bolla avrebbe incrociato il sole creando una bella \"Lagostina interplanetaria\".

* defalcando dall\'interpretazione letterale \"i luminari NELLA distesa\" e tornando al sistema solare come lo conosciamo oggi, otteniamo il modello atmosferico prediluviano descritto dal WT fino al passato recente: una cupola di acqua che sovrastava la biosfera. Le spiegazioni fornite vanno dal cherry-picking su affermazioni di uno scienziato che affermava che in termosfera poteva starci enorme quantità di acqua liquida, dall\'asse terrestre senza inclinazione che avrebbe favorito un clima mite su tutto il globo (e le stagioni menzionate in Ge 1:14??) e la pressione dell\'aria senz\'altro superiore che reggeva l\'oceano celeste

Bene (ma non benissimo):

- la termosfera esiste il relazione al presente equilibrio idrostatico dell\'atmosfera e conseguentemente all\'equilibrio dinamico fra creazione e distruzione di ozono stratosferico; se ci fosse stata uno strato di acqua sopra le nostre teste il bilancio radiativo sarebbe totalmente diverso, semplicemente non esisterebbe stratificazione amtosferica

- per mantenere acqua in equilibrio idrostatico su uno strato di aria serve che quest\'aria abbia densità superiore all\'acqua, quindi bisogna darsi da fare e comprimere l\'aria esistente per portare la sua densità da 1,2 kg/m^3 a livello del mare (ma ovviamente sempre meno mano a mano che si sale di quota) a qualcosa in più dei 1000 kg/m^3 di densità dell\'acqua.

L\'aria sarebbe tanto densa che subireste una spinta di galleggiamento verso l\'alto superiore a quella che avete quando vi immergete, ci troveremmo tutti a fluttuare nell\'aria (e poi nell\'acqua dell\'oceano celeste) fino ad arrivare allo spazio aperto

Ovviamente adesso la pressione non scenderebbe con la quota ma sarebbe pressoché costante fino alla massa d\'acqua sovrastante; tuttavia non ci arrivereste mai perché l\'aria così densa avrebbe talmente tanto ossigeno che vi ammazzerebbe rapidamente per acidosi metabolica.

Ah, dimenticavo, per restare in equilibrio servirebbe anche che l\'aria ora compressa avesse temperatura pseudopotenziale (o potenziale equivalente) inferiore a quella dello strato di acqua sovrastante, ma diamine! Se portiamo l\'aria a quella pressione questa diventerebbe uno strato di aria liquida di 1-2 cm di spessore totale, e possiamo quindi scordarci della temperatura pseudopotenziale limitandoci a quella potenziale, un bel risparmio di complicazione.

Qui stiamo immaginando la soluzione più semplice, ovvero che la trasformazione termodinamica abbia consentito all\'aria compressa di disperdere il calore determinato dalla compressione del gas (trasformazione diabatica) e quindi la sua temperatura sia rimasta sotto i 30°, perché diversamente l\'aria avrebbe comunque mantenuto una densità inferiore sarebbe entrata in soluzione con l\'acqua, con la risultante di un oceano celeste gasato.

- se ci fosse stata una calotta di acqua in grado di sommergere le montagne più alte come avrebbe fatto a passare la LUCE del sole e delle stelle verso il suolo?

Già dopo uno spessore di 5 m la luce rossa non penetra più; se lo spessore dell\'oceano celeste fosse stato sui 30 metri (spessore deludente per provare a inondare il mondo con migliaia di metri d\'acqua) gli uomini prediluviani avrebbero solo visto a luce blu, e la fotosintesi non sarebbe stata possibile, Se lo spessore fosse stato superiore la luce semplicemente non sarebbe passata. Chi ha avuto la fortuna di fare immersioni subacquee sa benissimo di cosa sto parlando.

E questo presuppone acqua allo stato liquido, in quello solido e quello gassoso sarebbe peggio. Una nube temporalesca può portare in pancia acqua di 0,07-0,08 metri** su tutta la colonna atmosferica e vi taglia del 97-99% l\'irraggiamento solare quando vi sovrasta.

(sotto: permeabilità dell\'acqua liquida alle varie frequenze d\'onda -colori- della luce visibile, a -10 metri siamo tutti daltonici)


- no luce = no calore. A sostegno della vivibilità di tale modello si chiamava in causa l\'effetto serra indotto dalla copertura acquosa. Ma paradossalmente se consideriamo il bilancio radiativo di una struttura simile chiudiamo il loop con il punto 1. Volume di acqua in assenza di atmosfera = acqua spazzata via (questa volta molto più gradualmente) dal vento solare.


Quando ne parlai a suo tempo (mica lo faccio più) coi fratelli, a questo punto veniva calata \"l\'arma fine di mondo\" della spiegazione logica: \" Geova reggeva tutto per miracolo, poteva farlo, l\'avrà fatto\"


Ora, che Dio tenesse in piedi un pastrocchio simile per miracolo dopo aver condotto in modo mirabile tutto il resto della creazione con un modello di fisica da risultare ipnotico per quanto stupendo faccio fatica a crederlo. Mi suona addirittura offensivo per chi ha ispirato la Bibbia e per il suo messaggio.

Evidentemente che qualcosa non tornasse deve essere pure balenato a Brooklyn / Warwick, dato che nell\'ultimo opuscolo \"La vita, opera di un Creatore\" appare quanto segue


il che ha perfettamente senso se pensiamo che azoto e ossigeno atmosferico sono di origine biologica, cioè generati gradualmente da batteri prima (crisi ossidativa o catastrofe dell\'ossigeno), piante e animali successivamente nell\'arco di un paio di miliardi di anni. Con la composizione precedente il cielo doveva essere lattiginoso e poco permeabile alla luce

l\'oceano celeste è stato \"downgradato\" a fitte nubi, il suo volume si è ridotto d\'un botto da 3 a 4 ordini di grandezza.

Come per l\'aggiornamento - slash - rivoluzione copernicana sui \"tipi e antitipi\", la WT lo introduce abbastanza in sordina, proponendolo in modo in modo soft, lasciando le spiegazioni su tutte le conseguenze che questo avrà ad un tempo futuro. Posso essere parzialmente d\'accordo sul non rovesciare il tavolo degli intendimenti tutto d\'un botto per venire incontro all\'inerzia culturale dell\'intera organizzazione e non creare shock, non mi so dare risposta invece se questa sia cosa intellettualmente onesta. Ma questo è argomento per altro post

Mi sentii parecchio sollevato leggendo questa pagina, nella tradizione orale delle congregazioni invece l\'interpretazione letterale dell\'oceano celeste persiste ed è più in salute che mai.


Prossima parte: ipotesi clima prediluviano, pioggia o non pioggia prima del diluvio?


** tecnicamente l\'acqua precipitabile in condizioni limite potrebbe spingersi anche più su, fino 0.15-0.18 m in caso di uragani-tifoni, se continua a piovere anche dopo che questa quantità è stata condensata e rilasciata è perché nel frattempo continua ad arrivare altra acqua da vastissime zone circostanti e concentrata dalle correnti atmosferiche in punti limitati .

martedì 2 aprile 2019

OT Impertinente: La Genesi perduta

Da un collaboratore abbiamo una nuova serie di domande impertinenti che proponiamo alla fratellanza.

Buona compilazione



giovedì 28 marzo 2019

La banalità del male

"I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e a obbedire senza discutere"
(Primo Levi)

"...qualche anziano un po' più ragionevole a volte sente disagio in certe direttive, in situazioni che deve affrontare nel suo ruolo, riesce a fare 1+1, ma non riesce a prendere coscienza del risultato da scrivere dopo il segno uguale. Sarebbe troppo doloroso farlo, la sua mente si ferma…"
(V) 

Recentemente ho avuto modo di vedere un film, tratto da una storia vera. Era la storia della giornalista Anna Arendt, un\'ebrea che volle documentare il processo fatto al gerarca nazista Adolf Eichmann, rapito, processato e impiccato dalle autorità israeliane. Il risultato fu un libro che ebbi modo di leggere qualche anno fa e che fece molto scalpore nell'opinione pubblica: "La banalità del male". La Arendt si rese conto che Eichmann non era un mostro ma solo un mediocre funzionario, un uomo che pensava di mostrarsi ineccepibile e leale obbedendo agli ordini, senza discutere e senza dar voce alla sua coscienza. Sapeva che i convogli su cui faceva salire migliaia e migliaia di ebrei li avrebbero portati verso la morte, ma preferiva non indagare oltre. Per lui il Fuhrer e il partito nazista erano intoccabili, gli ordini indiscutibili e cosi lavoro alacremente, stipando centinaia di persone in carri da bestiame, per destinazioni che per lui erano solo nomi. Non si chiese nemmeno se senza spazio e acqua quelle persone rischiassero di arrivare già morte, come inevitabilmente accadde, non era un problema suo.


“Nel pensiero della Arendt... il male è l'essere un inconsapevole volontario... diventare un braccio intenzionalmente inconsapevole di qualcun altro. Il regime totalitario è uno dei possibili ma è ingenuo pensare che sia l'unico... banalizzando così il pensiero della Arendt.”
(tratto da La banalità del male, wikipedia)

Mettere la somma dopo il segno = significa iniziare il percorso alla consapevolezza. E' una strada difficile che ci porta a mettere in discussione non solo credenze ben radicate nel tempo ma anche il cammino della nostra vita. Logico che per molti sia difficile farlo e allora si creano stanze chiuse nella mente, armadi, dove riporre le domande più scomode, che urterebbero la coscienza se poste in bellavista. Credo che tutti noi ne abbiamo uno, non sempre per riporci domande religiose, possono anche essere domande su scelte che abbiamo fatto o non fatto, tutto ciò che ci crea disagio interiore e spezza l'equilibrio. Un fratello ne parlava come del "disordine ordinato". In qualche modo si tampona il disagio nascondendo la polvere sotto il tappeto. E' una caratteristica umana che rischia di non farci progredire, spiritualmente in questo caso: la paura di sconvolgere l"ordine e l'equilibrio raggiunto, anche se certe domande vengono chiuse in un angolo buio dei nostri pensieri.

Ora questa storia, anche se in proporzioni meno disastrose, si ripete nelle congregazioni. Anziani burocrati, incapaci di fare 1+1, altri incapaci di mettere quella somma dopo il segno uguale, stipano i fratelli in carri bestiame, incuranti delle sofferenze e delle vittime che non arriveranno a destinazione, solo per ubbidire senza farsi domande. Seguono la legge delle circolari e si illudono di essere fedeli e ubbidienti a Geova come Noè che “fece proprio cosi”. La disarmante verità è che spesso sono carnefici perché vittime del sistema! Persone che se solo fossero state fatte crescere spiritualmente, se gli fosse stato insegnato a ragionare secondo i principi biblici anziché infarcirli di regole e regolette in carta bollata avrebbero messo il loro senso di lealtà non al servizio di uomini ma dell'Iddio vivente, con ben altri risultati.

"Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno". Luca 23:34

(post redatto Fespea su Proclamatore Consapevole e Osservatore Teocratico)