Nella Bibbia, l’interlineare ebraico usa il termine מִצְוָה (mitzvah), che significa “comando, precetto”. Indica ciò che Dio ordina, prescrizioni che mostrano la via della vita e proteggono l’uomo da ciò che lo distrugge. I comandi di Dio non sono semplici consigli: hanno autorità e valore vincolante. Nel Nuovo Testamento, l’interlineare greco usa il termine ἐντολή (entolē), che significa “comando, ordine, prescrizione”. È il termine che richiede obbedienza.
I comandi di Dio formano il cuore nell’ubbidienza, nella fedeltà e nell’adorazione esclusiva del vero Dio. Non tutti i comandamenti hanno lo stesso peso: alcuni riguardano la relazione con Dio, verità, giustizia, umiltà; altri sono secondari, legati a rituali o forme esterne, come norme sull’igiene, regole sulla salute o indicazioni sull’abbigliamento.
In questo studio vedremo che l’ubbidienza ad alcuni comandi di Dio può determinare la salvezza dell’uomo, e che alcuni di essi riguardano direttamente il nostro futuro.
I Comandi di Dio ad Adamo
È ragionevole pensare che Dio, che incontrava Adamo nella brezza del giorno, gli abbia spiegato con chiarezza ogni incarico, e tanto più il comando di vitale importanza: “Dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché nel giorno che ne mangerai, morirai” (Genesi 2:17). L’interlineare ebraico rafforza la gravità del comando: מוֹת תָּמוּת (mot tamut), “morendo morirai”, una formula intensiva che indica certezza assoluta. Adamo trasmette a Eva quel comando che rappresenta il confine tra la vita e la morte.
“La donna fu ingannata” (1 Timoteo 2:14), Adamo no, ma la conseguenza fu la stessa. L’inganno perpetrato da Satana non esenta dalla punizione. Il termine ebraico per “ingannare” è נָשָׁא (nāshàʼ), “sviare, sedurre, far credere il falso”. La responsabilità morale rimane personale, perché la tentazione non impone: propone una scelta. Satana può alterare la percezione e distorcere la verità, ma non può annullare il libero arbitrio. L’uomo decide, e proprio questa decisione, libera, consapevole, non forzata, è ciò che rende la responsabilità reale davanti a Dio.
I Comandi di Dio ai suoi servitori: Noè, Abramo e Mosè
Noè riceve istruzioni precise da Dio: costruire l’arca, prepararsi al diluvio, condurre gli animali nell’arca e infine entrarvi. La Scrittura specifica le dimensioni dell’arca: “la lunghezza dell’arca sarà di trecento cubiti; la larghezza, di cinquanta cubiti, e l’altezza, di trenta cubiti” (Genesi 6:15). Se consideriamo il cubito di circa 45 centimetri, significa un natante lungo più di 130 metri, largo oltre 22 e alto circa 13 metri: una struttura enorme, che rende evidente la mole di lavoro, il tempo e la perseveranza necessari per costruirla. Dio parla in forma imperativa: “La farai di legno di cedro” (Gen 6:14), “La farai a tre piani” (Gen 6:16). Ogni frase è un comando.
“E Noè fece tutto ciò che Dio gli aveva comandato. Fece proprio così” (Genesi 6:22). Non interpretò, non modificò, non adattò. L’interlineare usa il verbo עָשָׂה (asah) “fare, compiere”, ripetuto due volte per indicare completezza. Una vita di lavoro e sacrificio sostenuta da otto anime, sua moglie, i tre figli e le loro mogli.
Abramo riceve il comando di lasciare la sua terra: “Vattene dal tuo paese, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre” (Genesi 12:1). L’imperativo “vattene” לֶךְ־לְךָ (lekh lekha), che significa “va’, parti”, vuol dire: muoviti davvero. Non è un invito: è un comando.
Ur dei Caldei, come confermano archeologia e storia, era una città avanzata: case solide, acqua, cibo, commercio, cultura e sicurezza.
Ebrei 11:9: “Per fede dimorò nella terra promessa come in terra straniera, abitando in tende.” Dimorare in tende significava una vita esposta alle intemperie, con spostamenti continui per trovare pascoli, acqua e luoghi sicuri. Una vita che richiedeva vigilanza, adattamento e fatica quotidiana.
Abramo percorse probabilmente oltre 2.500 chilometri, un cammino immenso per un uomo che viaggiava con greggi, servi, tende e tutta la sua casa. Un comando che non offre dettagli, senza indicazioni di percorso né di destinazione: Abramo parte “senza sapere dove andava” (Ebrei 11:8). Dio gli mostra il cammino passo dopo passo. Poi gli ordina di circoncidere ogni maschio (Genesi 17:10–14), un atto che richiede obbedienza immediata.Infine un comando incomprensibile: offrire Isacco. “Prendi tuo figlio, il tuo unico, colui che ami, e offrilo” (Genesi 22:2). Isacco non è un bambino: secondo la cronologia biblica e la tradizione ebraica, ha circa venticinque anni. Coopera con suo padre, porta la legna (Genesi 22:6), si lascia legare. Abramo alza il coltello, ma Dio interviene: “Non stendere la tua mano contro il ragazzo.” L’interlineare di Genesi 22:12 è potente: כִּי עַתָּה יָרֵא אֱלֹהִים (ki ‘atta yare’ Elohim), “ora so che tu temi Dio”, dove “yare’” indica un timore reverente che si manifesta “nell’obbedienza”.
Mosè fu cresciuto nella casa del faraone, educato come un principe e circondato da ricchezze, cultura e sicurezza, viveva in un ambiente di prestigio. La Scrittura lo descrive come “potente in parole e in opere” (Atti 7:22), segno della formazione elevata tipica della corte egiziana. Ma quando difende un ebreo e uccide un egiziano, deve fuggire per salvarsi la vita.
Si rifugia nel deserto di Madian, dove vive quarant’anni come pastore: una vita solitaria e dura, lontana da ogni comodità. In quel luogo Dio lo addestra: lo rende umile e mansueto.
Dio gli appare nel roveto ardente e gli dà un comando che richiede coraggio: tornare in Egitto. Mosè obbedisce. Affronta il faraone, guida il popolo, attraversa il deserto, sopporta mormorii, fatica e responsabilità immense, perché Dio glielo ha comandato.
Un giorno, però, in un momento di pressione, commette un errore grave. Dio gli aveva detto di parlare alla roccia affinché desse acqua (Numeri 20:8). Mosè invece colpisce la roccia due volte e dice al popolo: “Vi faremo uscire acqua da questa roccia?” (Numeri 20:10). Mosè attribuisce l’azione a sé e a suo fratello, come se fossero loro a compiere il miracolo. Così si appropria di un frammento della gloria che appartiene solo a Dio. Per questo Dio lo disciplina: “Poiché non avete creduto in me per santificarmi davanti agli occhi dei figli d’Israele, voi non entrerete nel paese” (Numeri 20:12). Mosè accetta la disciplina senza rancore.
- Ubbidire ai comandi di Dio significa essere disposti a vivere una vita di sacrifici e di abnegazione, senza necessariamente comprendere ogni cosa e senza porre limiti a ciò che Dio richiede. Dio plasma il cuore dei suoi servitori nelle prove: l’uomo impara l’ubbidienza dalle cose che soffre, come ricorda la Scrittura riguardo a Cristo: “Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì” (Ebrei 5:8).
Conseguenze della disubbidienza ai Comandi di Dio
Numerosi uomini persero la vita perché violarono ciò che Dio aveva stabilito, quali: la moglie di Lot; Nadab e Abiu; Cora, Datan e Abiram; Acan; Anania e Saffira.
Il profeta inviato da Dio a Betel ricevette un ordine chiaro e inequivocabile: “Non mangiare pane, né bere acqua, e non tornare per la strada per cui sei venuto” (1 Re 13:17). Sebbene un vecchio profeta lo abbia raggiunto e tratto in inganno (1 Re 13:11), il raggiro non ha cancellato la sua responsabilità personale. A causa della disubbidienza a quel comando diretto, l'uomo di Dio fu sbranato da un leone lungo la via (1 Re 13:24). Quando Dio parla in modo chiaro, nessun uomo e nessuna istituzione può annullare ciò che Egli ha stabilito, né evitare le conseguenze della disubbidienza.
Lo stesso principio emerge nella vicenda di Uzza. L’Arca del patto era stata caricata su un carro nuovo. Dio aveva stabilito un metodo preciso: “Metterai le stanghe negli anelli ai lati dell’Arca, per portarla” (Esodo 25:14). Le stanghe erano infilate negli anelli e i leviti la sollevavano senza toccare l’Arca stessa. Era un ordine chiaro: “Non toccheranno le cose sante, perché non muoiano” (Numeri 4:15). Uzza non era levita, e anche i leviti, in quel contesto, non potevano toccarla. Quando il carro vacillò, Uzza stese la mano per sostenere l’Arca. Sembrava un gesto buono, un gesto di protezione, ma violò un comando preciso. La buona intenzione non annullò la disubbidienza: “Allora l’ira di Dio divampò contro Uzza; il vero Dio lo abbatté per il suo gesto irriverente”(2 Samuele 6:7).
I Comandi di Dio alla Nazione d’Israele
Quando Dio forma la nazione d’Israele, le insegna un modo di vivere. La Legge è un insieme di comandi che regolano ogni aspetto della vita spirituale, sociale e familiare, culto, giustizia e misericordia. La tradizione ebraica riconosce nella Torah circa seicento comandamenti.
I comandi più importanti riguardano la relazione con Dio. “Non avrai altri dèi davanti a me” (Esodo 20:3) è il fondamento: Dio chiede fedeltà assoluta. Seguono comandi che custodiscono verità, giustizia e purezza: non pronunciare il nome di Dio invano, non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dare falsa testimonianza. La Legge parla ripetutamente di amore e compassione. Dio chiede di avere cura di chi è vulnerabile: “Amerai il forestiero” (Deuteronomio 10:19) e “Non opprimerai il povero e il bisognoso” (Deuteronomio 24:14).
Cristo e i due Grandi Comandamenti
Tutto converge su Cristo. Cristo dichiara: “Io sono la via, colui che conduce a Dio; la verità, la luce e la piena comprensione di ciò che Dio rivela; e la vita, cioè lo strumento attraverso cui si ottiene la vita eterna; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. (Giovanni 14:15). Cristo è l’unico mediatore che permette di accedere al Padre (Giovanni 14:6) e il capo della congregazione (Efesini 5:23).
Questa centralità e semplicità emerge chiaramente anche da due episodi significativi nel libro degli Atti. Il carceriere di Filippi chiese: “Signori, che devo fare per essere salvato?”, e la risposta fu: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia” (Atti 16:30-31). Anche il centurione Cornelio, desideroso di conoscere la via della salvezza, ascoltò da Pietro che: “chiunque ripone fede in Lui riceve il perdono dei peccati” (Atti 10:33; 10:43).
Non sorprende, quindi, che i discepoli venissero identificati dal nome di Colui nel quale riponevano fede: “Fu ad Antiòchia che per la prima volta i discepoli furono per volontà divina chiamati cristiani” (Atti 11:26). L’interlineare greco rivela che “cristiani” (χριστιανούς / christianous) è un termine formato direttamente dal nome “Cristo” (Χριστός) con il suffisso -ιανός, che indica “appartenenza, adesione, schieramento”. Significa letteralmente: “quelli del Cristo, i seguaci del Cristo”. Anche la grande folla di Apocalisse riconosce: “La salvezza la dobbiamo al nostro Dio, e all’Agnello!” (Rivelazione 7:10).
Lo stesso principio era già stato prefigurato nel deserto, quando Dio disse a Mosè di innalzare il serpente di rame: chiunque lo guardava viveva (Numeri 21:8-9). Gesù applica direttamente quell’immagine a sé: “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna” (Giovanni 3:14-15). Come allora la vita veniva dal guardare ciò che Dio aveva innalzato, così oggi la salvezza viene dal rivolgersi a Cristo con fede.
Amore per Dio. Alla domanda sul più grande comandamento, Gesù riassume tutto ciò che Dio ha detto nei secoli: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutta la tua forza” (Deuteronomio 6:5; Matteo 22:37). “Da questo comandamento dipende tutta la Legge e i Profeti” (Matteo 22:40).
Amore verso il prossimo. Il secondo grande comandamento: “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 22:39). Gesù lo riassume nella regola aurea: “Tutto ciò che volete che gli uomini facciano a voi, fatelo anche voi a loro” (Matteo 7:12). L’interlineare evidenzia ποιεῖτε (poieite), “fatelo”: un imperativo al presente che indica un’azione continua. L’amore verso il prossimo è iniziativa, bene attivo.
È il segno distintivo dei discepoli: “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Giovanni 13:35). L’interlineare usa ἀγάπη (agape), “amore basato sul principio, che cerca il bene dell’altro e si dona in modo disinteressato”. Cristo ne ha dato l’esempio supremo: “Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici (Giovanni 15:13). Da questi due comandamenti, amore per Dio e amore per il prossimo, dipendono tutta la Legge e i Profeti (Matteo 22:40). Sono la sintesi della volontà di Dio, il cuore del Vangelo, la misura della vera fede.
Comandi Apocalittici
È un ordine urgente. A quel tempo si comprenderà chiaramente chi è Babilonia la Grande, cosa rappresenta e cosa comporta non uscire quando si parla di subire le sue piaghe. Babilonia la Grande incoraggerà i credenti a non uscire, promettendo che lì ci sarà protezione, benedizione e salvezza? Indipendentemente dalla sua identità, il principio è sempre lo stesso: non seguire organizzazioni che pretendono di essere indispensabili per la salvezza. La salvezza non è legata a seguire uomini, ma all’obbedienza ai comandi di Dio.
“Vidi salire dal mare una bestia feroce con 10 corna e 7 teste; la bestia ricevette la sua potenza, il suo trono e grande autorità dal dragone. Le fu permesso di dare il respiro all’immagine della bestia feroce, così che questa parlasse e facesse uccidere tutti quelli che si rifiutavano di adorare l’immagine della bestia feroce. Fa in modo che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevano un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e che nessuno possa comprare o vendere se non chi ha il marchio, cioè il nome della bestia feroce o il numero del suo nome. Il suo numero è 666”. Apocalisse 13.
Qui la prova diventa assoluta: o adori Dio o adori la bestia. Chi adora la bestia e la sua immagine e riceve il marchio sulla fronte o sulla mano berrà il vino dell’ira di Dio (Apocalisse 14:9-10). L’interlineare del termine marchio è χάραγμα (charagma), “un’incisione, un segno di appartenenza, una dichiarazione di lealtà”. Chi la sosterrà sarà escluso dalla salvezza promessa da Dio.
In quel momento l’unica cosa che determinerà la salvezza sarà la fedeltà assoluta, la disposizione a perdere anche la propria vita pur di rimanere dalla parte di Dio. “Chi vorrà salvare la sua vita la perderà; ma chi perderà la sua vita per causa mia la troverà” (Matteo 16:25). Apocalisse 2:10 “Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita.” Allora si vedrà la distinzione tra il giusto e l’ingiusto, tra chi serve Dio e chi non lo serve (Malachia 3:18). Qui è richiesta la perseveranza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio e mantengono la fede in Gesù (Apocalisse 14:12). La Scrittura mostra che nel giorno stabilito da Dio la qualità della fede sarà resa evidente: “l’opera di ciascuno sarà manifesta, sarà rivelata mediante il fuoco” (1 Corinzi 3:13).
Gesù avvertì i suoi apostoli di vigilare dicendo che tutti lo avrebbero abbandonato, e così avvenne: non furono i loro buoni propositi a sostenerli nella prova (Marco 14:50). La fedeltà non nasce all’improvviso e non si improvvisa nel momento critico: si costruisce ora.
Satana, il maestro dell’inganno, “che svia l’intera terra abitata” (Apocalisse 12:9), e che “si trasforma in angelo di luce” (2 Corinti 11:14), cercherà di “sviare, se possibile, anche gli eletti” (Matteo 24:24). È un aspetto che dobbiamo tenere presente: dietro queste organizzazioni vi è il grande burattinaio.
La fedeltà cresce mentre scegliamo ogni giorno di rimanere dalla parte di Dio. Per questo è indispensabile rafforzare oggi la fede e rendere risoluto il cuore, perché l’ubbidienza rivela ciò che siamo davvero. “Il giusto vivrà per la sua fede” (Ebrei 10:38).
Dio ha rivelato l’essenziale: ciò che serve davvero per avere la sua approvazione. La Bibbia dice di “accertarsi delle cose più importanti” (Filippesi 1:10). Tra queste: uscire quando Dio ordina di uscire e non prendere ciò che Dio proibisce di prendere.
Mettere al primo posto le cose più importanti
- Amare Dio e il prossimo.
- Adorare il Padre in spirito e verità.
- Aprire il cuore a Cristo, riconoscere chi è, ascoltare le sue parole.
- Coltivare una relazione viva con il Padre e il Figlio.
- Custodire la Parola, le leggi, i principi e i comandamenti di Dio.
- Non conformarsi alla mentalità del mondo, seguendo solo Cristo.
- Salvaguardare il cuore.
- Edificare la fede.
- Rimanere fedeli sino alla morte.
Alla fine, tutto si riduce a questo: rimanere saldi e incrollabili dalla parte di Dio nel momento della prova. La fedeltà che coltiviamo oggi sarà la forza che ci sosterrà domani, perché solo chi persevera ed è ubbidiente fino alla fine riceverà la vita che il Padre ha promesso.
“Spero nei tuoi atti di salvezza, o Dio, e metto in pratica i tuoi comandamenti”. Salmo 119: 165.
Post del resiliente






Un articolo molto accurato, dall’ebraico al greco, passando per cubiti, interlineari, patriarchi, profeti, bestie e 666, non manca praticamente nulla.
RispondiEliminaComplimenti!
Alla fine, però, dopo questo lungo viaggio attraverso la Scrittura, la conclusione appare curiosamente semplice, Dio comanda, l’uomo obbedisce.
Resta solo una domanda, forse la meno semplice di tutte: quando si passa dal “Dio ha detto” al “Dio vuole che oggi facciate questo”, chi tiene il filo dell’interlineare? della dottrina?
Perché a volte il vero miracolo non è riuscire a capire cosa dice il testo, ma essere assolutamente certi di sapere cosa Geova intendesse dire… soprattutto quando lo dice al suo “canale” ubicato a Warwick.
Caro Saroj,
RispondiEliminadevo dirtelo: hai impaginato questo post con una cura che si vede e si sente.
La struttura è limpida, scorrevole, proprio come dovrebbe essere quando si parla dei comandi di Dio: chiarezza che illumina.
Hai fatto risaltare ogni sezione con equilibrio.
E questo, in un tema così denso, è un piccolo capolavoro editoriale: sembra semplice, ma non lo è.
Grazie davvero per la precisione, e l’occhio professionale con cui hai presentato il mio lavoro.
Un impaginatore così… è già metà del messaggio.
Figurati! Con tutto il tempo che avrai impiegato a fare questa ricerca il minimo era impaginarla correttamente. Grazie per la tua collaborazione. Come dico spesso questo blog è aperto a tutti, se lo desiderate inviate anche voi un articolo e sarà pubblicato
EliminaGenna: Complimenti al Resiliente e a Saroj.
EliminaNon partecipo spesso , ma leggo sempre con interesse i post e gli articoli pubblicati.
E questo ritengo sia un capolavoro, come un discorso chiaro e comprensibile e con sottotitoli e informazioni che suscitano interesse.
Ricordando con simpatia la vecchia pagellina della scuola , ti avrei messo 10 B 🤗
Carissimi fratelli continuate così che siete un aiuto rafforzante , perché date speranza , la speranza che qualcosa possa cambiare in meglio e che nella fratellanza c'è ancora la lealtà
Ma scusate , non è giusto che si facciano questi post , fatto molto bene lo devo riconoscere ma c'è un ma , mette in ridicolo ciò che io ho creduto e dato da fare per insegnare ciò che ho creduto e da allora sono passati 57 anni e bussare alle porte per dire loro che non sarebbero invecchiati , e che non dovevano frequentare l'universitàSvegl.22 maggio 1969.he tu sia giovane o vecchio, devi
RispondiEliminaaffrontare il fatto che
questo sistema non cambierà
la sua direzione.
Sotto l'influenza di Satana,
continuerà a deteriorarsi
rapidamente nei suoi anni rimanenti.
La verità di ciò si può
vedere nelle statistiche sulla criminalità.
PER I
GIOVANI?
ovunque. Negli Stati Uniti
l'FBI ha riportato che nel 1968 c'è stato
SVEGLIATI!
un fantastico aumento del 17% della criminalità rispetto al 1967. Questo si è aggiunto a
molti anni di altri forti aumenti. La
popolazione, tuttavia, è cresciuta solo dell'1% l'anno scorso. Quindi la criminalità è esplosa diciassette volte più velocemente della popolazione!
Se sei giovane, devi anche
affrontare il fatto che non invecchierai mai in questo sistema attuale. Perché? Perché tutte le prove a sostegno delle profezie bibliche indicano che questo sistema corrotto è destinato a finire tra pochi anni.
Riguardo alla generazione che ha assistito all'inizio degli "ultimi giorni" nel 1914, Gesù
predisse: "Questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano accadute" (Matteo 24:34).
Pertanto, da giovane, non potrai mai realizzare nessuna delle carriere che questo sistema
offre. Se frequenti le scuole superiori e stai pensando all'università, significa
almeno quattro, forse anche sei o otto anni
di studio in più per laurearti e intraprendere una carriera specializzata. Ma dove sarà questo sistema a quel punto? Sarà già sulla buona strada per la sua fine, se non addirittura scomparso!
Ecco perché i genitori che basano la loro vita sulla Parola profetica di Dio trovano molto più pratico indirizzare i propri figli verso mestieri che non richiedono lunghi periodi di studio. E mestieri come la falegnameria, l'idraulica e altri ancora saranno utili non solo ora, ma forse ancora di più nell'opera di ricostruzione che avrà luogo nel nuovo ordine di Dio.
Grazie a questi mestieri pratici, molti giovani sono riusciti a mantenersi con un lavoro part-time. Questo permette loro di dedicare molto più tempo ad aiutare le persone interessate ad apprendere i requisiti di Dio per la vita, studiando la Bibbia insieme a loro.
È vero, coloro che non comprendono la nostra posizione nel flusso del tempo dal punto di vista di Dio considereranno tutto ciò impraticabile.
Ma cosa è veramente pratico: prepararsi per un ruolo in questo mondo che presto passerà? o lavorare per sopravvivere alla fine di questo sistema e godere della vita eterna nel nuovo giusto ordine di Dio?
-1 Giovanni 2:17.
In questi tempi difficili, mentre questo sistema malvagio si contorce nelle sue agonie, questo consiglio della Parola di Dio è quanto mai pratico per tutti coloro che desiderano continuare a vivere: "Figlio mio,
non dimenticare la mia legge e osserva i miei comandamenti,
il tuo cuore li custodisca, perché
ti saranno aggiunti giorni lunghi, anni di vita e pace." - Proverbi
Grazie @Resiliente per la tua ricerca e l'impegno, io ho un punto di vista più terreno e agli occhi di un credente mi rendo conto che può risultare disturbante. Quando Dio parla... giusta congiunzione ma... parla? No, magari lo facesse, e se non parla è un bel problema, perchè ha permesso a certi soldati nelle due guerre mondiali di avere le fibbie dei cinturoni con su inciso: Gott mit uns. Il -Dio è con noi- ha significato in molte guerre demonizzare il nemico, che tra l'altro era convinto pure lui di avere Dio dalla propria parte. Ok allora "parla" attraverso la Sacra Scrittura, ma a me non basta, per i motivi sopra. Ubbidire ai comandi di Dio? E chi mi assicura che provengono proprio dal Lui quelli scritti nel VT? Per non sbagliare applico le uniche regole dette da Gesù, perche anche fossero inventate, male non fanno. Invece i comandi del YHWH Sabaoth, il Dio degli Eserciti, di male ne han fatto parecchio, non solo in passato, ma fino ad oggi. Facciamo un esempio attuale, ti sei fatto il mutuo per comprarti la casa, hai lavorato anni e anni in fabbrica sopportando l'arroganza dei superiori, ti sei arato un bell'orto e sai bene quanto è bassa la terra, così quando ti stai godendo finalmente il frutto del tuo duro lavoro, arriva un gruppo di coloni armati: ci sono già le ruspe per demolire la tua proprietà, e tu non puoi
RispondiEliminadifenderti perchè ti possono sparare impuniti, è già successo. Chiedi disperato perchè ti fanno questo, la risposta è che la terra appartiene a loro perchè è stato Dio a dargliela. Per una affermazione così forte ci vogliono prove altrettanto forti: se viene Dio o un angelo a dirmi di lasciare la casa ok, non posso fare altro che ubbidire, anche se non ne capisco la logica o la giustizia, ma se un uomo come me viene a dirmi che è un privilegiato da Dio e può fare quello che vuole, non ci credo, penso invece che la religione sia solo una scusa per invadere territori.
E' esattamente quanto si legge nella Bibbia del VT, è una serie di violenze e soprusi allucinanti, perchè ricordiamolo bene che i tanto decantati comandi della Legge mosaica, non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, valevano unicamente tra gli israeliti, mentre i popoli (Goym) invasi venivano sterminati e saccheggiati. La scusa per tali violenze era perchè erano popoli pagani, ma mica tutti, i figli di Dan erano andati a occupare e distruggere la città di Lais bruciandola, anche se era abitata da un popolo tranquillo che si faceva i fatti suoi. Oggi almeno i coloni non ti fanno diventare schiavo a vita a spaccare pietre come succedeva ai tempi di Davide e di Salomone. Ma ragioniamo un attimo, se Dio aveva da far fuori tutti sti pagani, perchè non ci ha pensato Lui in modo pulito, invece di usare soldati umani provocando sofferenze indicibili?
Eh beh c'è la contesa universale di mezzo, Dio non può intervenire... Ah invece può fare da mandante? Non ci siamo. Questo modello splatter di educare col sangue è aberrante, per fortuna sono certo che come l'archeologia non ha trovato riscontri di molte vicende narrate nella Bibbia, molti altrettanto orrendi racconti se li sono inventati per darsi una certa importanza. Parere mio ovviamente, di tutto l'articolo faccio tesoro solo della parte che riguarda Gesù.
@Assuero C. Capisco le tue domande perchè me le sono poste anche io, però farei una distinzione tra il Dio che si manifesta nell'Antico Testamento e ciò che gli uomini hanno detto di Dio.
EliminaNon penso che tutto ciò che Israele attribuisce a Dio debba essere necessariamente inteso come una fotografia perfetta di ciò che Dio è. La Bibbia stessa mostra una rivelazione progressiva: Dio entra nella storia, si manifesta, parla, stabilisce un'alleanza, ma gli uomini comprendono quella rivelazione attraverso la mentalità, la cultura e i limiti del loro tempo.
Per questo distinguerei tra la manifestazione di Dio e l'interpretazione che gli uomini ne danno.
Un popolo può arrivare a pensare: "Dio ci ha scelti, quindi Dio è dalla nostra parte e possiamo combattere i nostri nemici in suo nome". Ma questo non significa automaticamente che quella conclusione rappresenti la volontà ultima di Dio.
Ed è interessante che la Bibbia stessa contenga una progressiva critica di questa mentalità. I profeti arrivano a dire che Dio non desidera semplicemente sacrifici, guerre e potere, ma misericordia, giustizia e conoscenza di Dio.
Poi arriva Cristo e porta questa logica al suo compimento.
Gesù non dice: "Il Dio di Israele era un altro dio e io ve ne presento uno nuovo". Dice invece, in sostanza: "Ora vi mostro pienamente chi è veramente Dio".
E qui cambia radicalmente il modo di intendere la relazione con Dio: amare il nemico, perdonare, non vendicarsi, fare del bene a chi ci fa del male, rinunciare alla violenza e mettere la misericordia al centro.
Per questo io non leggerei l'Antico Testamento come se ogni comportamento attribuito a Israele fosse automaticamente un comportamento comandato da Dio nel suo senso definitivo. Lo leggerei come una storia di rivelazione progressiva, nella quale Dio si manifesta realmente, ma l'uomo fatica a comprenderne pienamente il significato.
Cristo diventa quindi la chiave per interpretare ciò che viene prima.
Non è necessariamente "Dio del Vecchio Testamento contro Dio di Gesù".
È piuttosto: Dio si rivela nella storia, l'uomo lo comprende progressivamente, e in Cristo la rivelazione raggiunge il suo punto culminante.
Per me la domanda decisiva davanti a un episodio violento dell'Antico Testamento non è quindi soltanto: "Questo testo dice che Dio ha ordinato questa cosa?"
Ma anche: "Questa è la rivelazione definitiva di Dio, oppure è il modo in cui un popolo antico ha interpretato Dio e la propria storia?"
E il criterio cristiano per rispondere è Cristo stesso: "Chi ha visto me ha visto il Padre" (Giovanni 14:9).
La rivelazione non è necessariamente un blocco di informazioni consegnato già perfettamente compreso. È una storia nella quale Dio entra nella vicenda umana e l'uomo impara progressivamente a riconoscerlo.
E Cristo sarebbe il punto nel quale questa progressione raggiunge il suo centro.
Sono molto d'accordo con la tua spiegazione @Tommaso, a questo punto allora sia io che quelli come te che si fanno domande tipo "Questo testo dice che Dio ha ordinato questa cosa?" come dobbiamo inquadrare i comandi di Dio? Perchè di questo tratta il dettagliato post di @Resiliente. Se ci fai caso l'esperienza tra i tdG ci ha insegnato che per stabilire regole in congregazione, a partire dal CD fino all'ultimo degli anziani, si avvalgono perlopiù di scritture del VT. Non tutte le leggi altrimenti non potremmo mangiare manco gli abominevoli frutti di mare, ma valgono i princìpi. Un ordine biblico invece applicato letteralmente, per fare un esempio è quello tratto dal Levitico che vieta i tatuaggi. Vengono pure applicate molte scritture paoline, altrimenti con la sola regola aurea di Gesù molti comitati giudiziari non avrebbero avuto luogo. Senza Paolo son sicuro che la condizione delle donne sarebbe stata migliore, anche qui valgono le domade fatte sopra.Trovo invece più preoccupante la difesa d'ufficio del credente, che deve dare ragione a Dio anche quando qualche dubbio esiste, è il caso del profeta ingannato (e poi sbranato) citato nel post, ti confesso che non l'ho mai digerito, è di una ingiustizia molto umana e poco divina, bisogna prendersi il tempo di leggere tutto il racconto con calma: lo puoi girare come vuoi, ma non quaglia, per questo preferisco credere che certe narrazioni siano romanzate.
EliminaBeth sarim..., Domanda: perché la WT tende a sminuire il ruolo di Febe, di Priscilla e di altre donne attive nell'insegnamento e nella diffusione del messaggio cristiano nelle congregazioni del primo secolo?
EliminaSe analizziamo gli scritti di Paolo, scopriamo infatti che egli riconosce a diverse donne un ruolo significativo e una grande dignità nell'opera cristiana. Figure come Febe e Priscilla testimoniano una realtà probabilmente più articolata e più nobile di quella proposta dall'interpretazione fornita dalla WT.
Anche in questo caso sorge quindi una domanda: la WT studia realmente le Scritture cercando di comprenderne il contesto storico e il significato complessivo, oppure tende a interpretarle attraverso una struttura dottrinale già definita?
@ Assuero C. Secondo me hai centrato proprio il punto delicato. Se accettiamo che nella Bibbia ci siano generi letterari diversi e che non tutto debba essere letto alla lettera, allora dobbiamo applicare lo stesso criterio anche quando incontriamo dei “comandi di Dio”.
EliminaIl fatto che un testo dica “Dio disse...” non significa automaticamente che noi possiamo prendere quella frase come una norma universale e atemporale. Bisogna prima chiedersi: chi sta parlando? In quale contesto? A chi? Con quale genere letterario? E soprattutto: qual è la funzione di quel comando all'interno del racconto?
L'episodio del profeta ingannato che poi viene ucciso mi sembra significativo proprio per questo. Se lo si considera una cronaca da prendere alla lettera, la vicenda presenta un problema morale enorme: un uomo viene ingannato da un altro profeta e poi viene punito per aver creduto a quell'inganno. Se invece si considera la possibilità che il racconto sia stato costruito o rielaborato per trasmettere un insegnamento sull'obbedienza, sulla parola profetica o sulla responsabilità, il problema cambia: non dobbiamo necessariamente giustificare moralmente ogni dettaglio della trama come se stessimo ricostruendo un fatto realmente accaduto.
Questo non significa che “allora è tutto inventato”. Significa piuttosto che bisogna distinguere tra ciò che il racconto narra e ciò che il racconto vuole insegnare.
E forse è proprio qui che trovo problematica la difesa d'ufficio di Dio: se partiamo dal presupposto che ogni cosa narrata debba essere realmente accaduta e che ogni ordine attribuito a Dio debba necessariamente essere moralmente giusto, rischiamo di dover trovare a tutti i costi una spiegazione per qualsiasi cosa, anche quando il testo lascia seri dubbi.
Io preferisco un approccio diverso: prendere sul serio il testo, anche quando ci mette in difficoltà. Chiedermi non solo “Dio ha davvero ordinato questa cosa?”, ma anche “perché questo autore ha raccontato Dio mentre ordinava questa cosa?”. Potrebbe essere proprio lì che si trova il significato del brano.
E questo, secondo me, non diminuisce necessariamente il valore della Bibbia. Al contrario: permette di leggerla come una biblioteca di testi che testimoniano una lunga e complessa esperienza umana di Dio, invece di trasformarla in un codice di regole dove ogni frase deve avere necessariamente lo stesso peso, lo stesso significato e lo stesso grado di letteralità.
Poi c’è un altro discorso, e cioè il modo in cui i TdG utilizzano i versetti del Vecchio Testamento, ma non solo, per sostenere determinate dottrine. Spesso si rischia di fare eisegesi, cioè di cercare nel testo qualcosa che possa sostenere una conclusione che è stata già stabilita in partenza, invece di lasciare che sia il testo stesso a guidare l'interpretazione.
Come diceva un vecchio collaboratore di OT: “Non è il cane che muove la coda, ma è la coda che muove il cane.”
Condivido @Tommaso , tanto è vero che in passato anche io ho provato a cercare di capire che significato avessero certi comandi, mi è successo durante il percorso di deprogrammazione da tdG, di domandarmi se fossi invece io a sbagliare tutto. Dunque nel Levitico Dio ha comandato di non mangiare certi cibi in quanto impuri, il maiale, il coniglio, i crostacei, molluschi e anguille. Difficile che mi capiti di mangiare il cammello, anch'esso vietato, ma voglio dire che a un certo punto ho pensato: e se fosse realmente Dio che ha dato indicazioni per proteggere l'uomo da certi cibi dannosi? Così ho inziato a fare ricerche sulle nazioni che applicano la dieta kosher (kasherut), ad esempio Israele ha un tasso di osservanza tra il 60% e il 75% della popolazione. Se è un comando da Dio mi aspetto di trovare una aspettativa di vita maggiore a livello nazionale, invece nel 2026 l'Italia è all'11° posto, mentre Israele è al 28° posto benchè abbiano un sistema sanitario molto efficiente. Anche all'interno delle comunità ortodosse che seguono i dettami Kosher, si registrano tassi di obesità e diabete del tutto simili a quelli delle nazioni benestanti. Così ho pensato che forse si ammalano meno di tumori, quindi sono andato a controllare e Israele ha 268 casi su 100mila, mentre l'Italia 310-320 avendo però una
Eliminapopolazione tra le più anziane, che fa aumentare i casi legati all'età. Niente di eclatante quindi. Il dubbio grosso mi è venuto quando una parente è stata operata di tumore, e nell'ospedale IRCCS cosa servivano nei pasti? Il prosciutto. Ora, voglio dire, in un istituto dove fanno ricerca continua sul male del secolo, il maiale non è così mal visto. Ho chiesto a un amico ebreo cosa pensa di questi comandi del Levitico, mi ha risposto che non sono precetti sanitari ma spirituali, insomma un modo per manifestare lealtà ai comandi di Dio. Peccato, un altra occasione per trovare un appiglio sulla superiorità divina dei comandi biblici è svanita, neanche in questo caso posso discriminare se siano stati inventati dall'uomo oppure da Dio.
@Assuero C. Secondo me il tuo ragionamento porta proprio al punto che stavamo cercando di mettere a fuoco.
EliminaForse il criterio cristiano più interessante è proprio quello che dicevamo prima: Cristo come lente attraverso cui rileggere ciò che viene prima, non per nulla leggi cerimoniali e proibizioni alimentari non sono più vincolanti per i cristiani.
Non prendere ogni comando dell'Antico Testamento come una norma eterna, ma chiedersi quale immagine di Dio emerge da quel testo e come quella stessa immagine viene trasformata, approfondita o addirittura corretta nella predicazione di Gesù.
E c'è un'altra cosa che trovo importante nel tuo esempio. Tu hai cercato una conferma empirica per capire se dietro il divieto alimentare ci fosse una conoscenza superiore: aspettativa di vita, tumori, obesità, ecc. È un approccio comprensibile, ma alla fine ti sei trovato davanti a qualcosa che non è facilmente dimostrabile né in un senso né nell'altro.
E forse questa è proprio la conclusione più onesta: non sempre possiamo stabilire l'origine di un comando semplicemente osservandone gli effetti.
A quel punto rimane l'interpretazione del testo, il contesto storico, il genere letterario, la cultura dell'epoca e soprattutto il modo in cui la tradizione successiva ha reinterpretato quel comando.
Per questo continuo a pensare che sia rischioso partire dalla premessa “Dio ha detto” e costruire tutto il resto a partire da lì. A volte sarebbe più corretto dire: “Questo testo attribuisce questo comando a Dio; ora cerchiamo di capire perché, in quale contesto e con quale intenzione è stato scritto.”
Mi sembra una posizione più prudente, ma anche più rispettosa del testo, perché non ci obbliga a difendere Dio a tutti i costi ogni volta che incontriamo qualcosa che ci mette in difficoltà.
E secondo me questo si collega perfettamente all'osservazione precedente sull'eisegesi: se prima stabilisco che un comando è certamente divino, poi devo necessariamente trovare una giustificazione per esso; se invece parto dal testo senza quella premessa, posso anche arrivare alla conclusione che il testo testimonia ciò che un antico autore credeva che Dio volesse, senza necessariamente identificare quella rappresentazione con la volontà definitiva di Dio.
beth sarim..., E se cambiassimo approccio? E se facessimo semplicemente un passo di lato?
EliminaSe lasciassimo per un momento da parte le questioni più complesse e provassimo a guardare la nostra vita da una prospettiva più ampia, chiedendoci non tanto che cosa dobbiamo pensare, ma che cosa significa vivere bene.
Se siamo genitori: siamo stati buoni genitori?
Se siamo coniugi: siamo riusciti a volerci bene, a comprenderci, a sostenerci?
Se siamo amici: siamo stati capaci di esserci quando qualcuno aveva bisogno di noi? E, più semplicemente, siamo diventati delle persone migliori?
Alla fine della corsa nessuno conosce davvero la destinazione. Possiamo avere fede, avere dubbi, non averne affatto. Possiamo cercare risposte oppure convivere serenamente con alcune domande.
Ma, forse, non abbiamo bisogno di avere tutte le risposte per cercare di vivere una vita buona e forse proprio qui può esserci uno dei significati più belli dello spirito cristiano: non soltanto credere qualcosa, ma lasciare che ciò in cui crediamo diventi, poco alla volta, il modo in cui guardiamo gli altri e il mondo.
Mi è capitato recentemente di fare una piccola scoperta, dopo cinquant'anni trascorsi a leggere e rileggere i Testi Sacri, mi sono accorto di conoscere pochissimo della figura di Febe.
Pensate, Paolo la presenta con parole di grande considerazione e la affida alla comunità di Roma, questa donna porta con sé la lettera di Paolo e con ogni probabilità, ne favorisce la conoscenza all'interno della comunità parlando pubblicamente alla congregazione, questo mi ha affascinato.
Non solo per quello che questo episodio potrebbe dimostrare, ma per ciò che mi ha fatto pensare.
Quante cose possiamo attraversare nella vita senza averle veramente viste?
E forse vale anche per le persone che incontro.
A volte siamo così concentrati nel cercare risposte che rischiamo di non accorgerci delle persone che abbiamo accanto.
Forse lo spirito della Parola, qualunque sia il modo in cui ciascuno di noi lo comprende, potrebbe essere cercato proprio lì: nella capacità di mettere a disposizione ciò che siamo.
Chi sa ascoltare può ascoltare, chi sa incoraggiare può incoraggiare, chi sa creare legami può creare legami, chi ha qualcosa da condividere può farlo.
Non necessariamente grandi gesti, spesso sono le piccole cose a cambiare la giornata, e qualche volta la vita, di una persona.
Forse una spiritualità autentica non dovrebbe renderci più saggi, ma solo più disponibili.
Non più certi di essere nel giusto, ma più capaci di provare a comprendere.
Non più preoccupati di apparire buoni, ma più attenti al bene che possiamo concretamente fare.
E forse, alla fine, la domanda più semplice potrebbe essere anche quella più importante:
La mia fede, le mie convinzioni, il mio modo di vedere la vita, mi hanno reso una persona migliore?
E ancora:
Chi mi è stato accanto è stato un po' più felice, un po' più libero, un po' meno solo, grazie al fatto di avermi incontrato?
Forse è da qui che potremmo ripartire, non dalle risposte che abbiamo.
Ma dalle persone che siamo.
Capisco cosa vuoi comunicare, caro Beth Sarim, e trovo molto bello il modo in cui lo esprimi. Però penso che ciò che siamo sia anche il risultato dei condizionamenti della società, della famiglia, della religione e delle esperienze che abbiamo attraversato.
EliminaForse a te può sembrare così semplice fare un passo di lato e lasciare che certe cose scivolino addosso. Ti assicuro che mi piacerebbe riuscire a vivere con quella semplicità che descrivi.
Ma, purtroppo, per me non è sempre così. A volte la mente ha un rumore assordante, fatto di domande, pensieri, dubbi e condizionamenti, ed è impossibile semplicemente metterlo a tacere.
Forse è proprio questa la mia difficoltà: non tanto capire come vorrei essere, ma riuscire a liberarmi, almeno un po', da tutto ciò che mi ha portato a essere quello che sono.
1919, 106 anni fa-
RispondiEliminaETÀ DELL'ORO
ALLE PORTE
"E colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose" - Apocalisse 21:5.
La promessa di un nuovo giorno è da tempo presente
al popolo di Dio, nella Bibbia.
Fu
suggerito ai nostri progenitori, seimila anni fa, che alla fine la progenie della donna avrebbe schiacciato la testa del serpente. Questo, interpretato, significa che il potere di Satana sarà annientato e l'umanità sarà liberata dal regno del peccato e della morte che ha prevalso dalla disobbedienza nell'Eden.
Una seconda promessa, ancora più esplicita, fatta da Dio ad Abramo nell'antichità, dice: "Nella tua discendenza saranno benedette tutte le famiglie della terra". Per secoli la discendenza di Abramo attese il Messale della promessa, con la speranza che egli li avrebbe usati nella sua opera di benedire tutti i popoli. I profeti d'Israele preannunciarono il futuro Re della stirpe di Davide, che sarebbe stato un grande Sacerdote, un Sacerdote regnante, secondo l'ordine di Melchisedec. Davanti a lui ogni ginocchio si piegherà e ogni lingua confesserà, e attraverso di lui una benedizione si estenderà a tutte le nazioni come un banchetto di cibi succulenti pieni di midollo e di vini di qualità inferiore. (Isaia 45:23; 25:6). Persino i discepoli di Gesù, che lo riconoscevano come il "Mandato di Dio", rimasero delusi dal fatto che il suo glorioso Regno, di cui parlava, non fosse stato immediatamente rivelato e che, in risposta alla loro domanda, egli avesse dichiarato: "Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua autorità". Tuttavia, le profezie riguardanti il regno del Messia furono ripetute e amplificate nelle parabole di Gesù, nel insegnamenti
di h; r
")ostili, e infine e graficamente, nell'
ETÀ DELL'ORO ALLA PORTA
3
ultimo libro della Bibbia, nell'Apocalisse che
Gesù ha dato alla Chiesa tramite San Giovanni 11.
Il nostro testo è una citazione da questa Apocalisse,
riguardo al regno del Messia. Attraverso di esso
Dio asciugherà ogni lacrima da ogni volto;
e il Re dei re e Signore dei signori, che
Geova ha stabilito come il grande ::\Isaia, come
ci assicura che "farà nuove tutte le lingue".
Persino i poeti pagani cantavano dell'Età dell'Oro a venire, probabilmente prendendo spunto dalle Scritture ebraiche e, con ogni probabilità, rendendosi conto in qualche misura che un Dio misericordioso non avrebbe permesso per sempre un regno di peccato e morte, ma che in qualche modo, prima o poi, e attraverso un qualche agente, avrebbe portato sulla terra benedizioni per soppiantare la maledizione.
"Sorgi, circondati"
Dopo tutti questi secoli di attesa, speranza e preghiera, "Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra", il popolo di Dio oggi si sta risvegliando sempre più alla consapevolezza che viviamo proprio all'alba della gloriosa epoca per la quale tutti hanno atteso, pregato e sperato. Queste benedizioni sono scese come una pioggia leggera, così silenziosamente che a malapena ci rendiamo conto che la terra è entrata nei tempi preannunciati di ristoro e di rinascita menzionati da San Pietro (Atti 3:19-21).
Molti dormono ancora. Alcuni sono confusi e non sanno a cosa attribuire queste benedizioni.
Avendo perso la fede nella Bibbia e nelle sue promesse, molti cercano una soluzione alle meraviglie del nostro tempo seguendo la linea dell'evoluzione, sostenendo che un dio della natura opera con la forza cieca, secondo la legge della sopravvivenza del più piccolo.
Sicuramente trascurano il fatto che nel passato ci furono grandi personaggi con cui pochi oggigiorno possono essere paragonati, come Shakespeare, Bacone, Socrate, Platone, San Paolo, Re Salomone, Re Davide il poeta, Giovanni, Mosè, ecc. Una spiegazione di gran lunga migliore ci viene fornita dalla Bibbia. Essa spiega che le meraviglie di oggi sono
4
L'ETÀ DELL'ORO ALLE PORTE
"Nel tempo della fine
L'età dell'oro continuazione.-i presagi del regno del Messia e le sue benedizioni i presagi dell'età dell'oro. Spiega che ci troviamo nel giorno della preparazione di Geova per il regno di suo Figlio. Abbiamo le numerose dichiarazioni scritturali che indicano la fine di quest'era e l'alba di una nuova era, assicurandoci che in quel tempo molti correranno avanti e indietro, la conoscenza aumenterà e i saggi comprenderanno.
RispondiEliminaDaniele 12:1-10.
"Nel tempo della fine"
Questa profezia di Daniele merita un'attenta considerazione, non solo perché Daniele era un profeta molto amato dal Signore, ma anche perché Gesù, il Redentore, citò specificamente una parte di questa profezia, attestandone così l'autenticità. I molti che correranno avanti e indietro potrebbero apparentemente riferirsi solo ai meravigliosi viaggi che sono una caratteristica dei nostri giorni e di nessun'altra epoca.
In nessun altro periodo storico correre avanti e indietro era possibile in misura così vasta. È passato meno di un secolo da quando fu costruita la prima rudimentale locomotiva.
Sono passati solo centosei anni da quando il primo battello a vapore di Fulton fu collaudato. Si potrebbe dire che non ci fu alcuna possibilità di navigare avanti e indietro fino a quando
GOLDE}.; ETÀ ALLA PORTA
RispondiElimina;)
dai dieci anni in su, chi sa leggere e scrivere? Chi avrebbe mai sognato una tale perseveranza nel compimento della profezia, tale da portare all'introduzione di leggi sull'istruzione obbligatoria in tutte le terre civilizzate? In verità, l'aumento della conoscenza è una prova positiva dell'ispirazione della profezia di Daniele e dimostra anche che la nuova era sta sorgendo e che ci troviamo ora nel giorno della preparazione di Dio per essa.
La successiva affermazione del profeta Daniele è che i saggi del popolo di Dio comprenderanno.
E ora, al momento opportuno, in tutto il mondo, classi di studenti della Bibbia si riuniscono, a prescindere dalle appartenenze confessionali, per studiare la Parola del Padre celeste. E, fedeli alla profezia, i saggi, preparando le loro lampade bibliche e ben riforniti dell'olio dello Spirito Santo, stanno ricevendo luce e comprendendo le cose tenute segrete per secoli e generazioni passate.
"Il mistero di Dio sarà compiuto" è un'altra delle promesse della Bibbia riguardo al tempo presente; e certamente si sta adempiendo!
Non tutti sono ancora svegli. Ma la gioia di coloro che sono svegli, e il loro canto del cantico di Mosè e dell'Agnello, tendono sempre più a risvegliare tutta la classe dei vergini.
Un altro segno della fine di quest'era e dell'alba della nuova era: Dio dichiarò al profeta Daniele che "Vi sarà un tempo di tribolazione come non ce n'è mai stato da quando esiste una nazione".
caratteristica. Non soffermiamoci troppo su questa triste notizia.
Rimpiangiamo piuttosto che l'impreparazione alla misericordia e alle benedizioni di Dio renda necessario un giorno di grande tribolazione, per preparare i cuori degli uomini alle benedizioni che Dio sta per riversare su di loro.
Il Redentore ha menzionato il tempo presente e il tempo di tribolazione che vediamo profilarsi all'orizzonte, minacciando le fondamenta stesse della società: politiche, sociali e religiose.
Egli ha esortato i suoi seguaci a gioire anche in mezzo alla tribolazione, perché essa segna il giorno della liberazione dal potere del peccato e della morte. Ha detto: "Quando queste cose cominceranno ad accadere, alzate lo sguardo, alzate il capo e rallegratevi, sapendo che la vostra liberazione è vicina". - Luca 21:28.
La Bibbia dichiara che una caratteristica saliente
connessa alla nuova era sarà la legatura
di Satana, il principe delle tenebre, il padre della
menzogna, che ha ingannato la povera umanità per
questi seimila anni. Continuamente ha
travisato il carattere e il piano di Dio in modo da
allontanare l'umanità da Dio per paura e
sfiducia. Così ha accecato le loro menti alla
gloriosa bontà di Dio, che, per il suo popolo,
ora risplende chiaramente, nel carattere personale del
nostro Redentore e nelle promesse della Bibbia.
Conoscenza della Gloria di Dio
Ogni preparazione è in corso per la diffusione della conoscenza in tutto il mondo. Fili e cavi telegrafici collegano il mondo civilizzato, e
RispondiEliminaora anche la telegrafia senza fili; e i
successivi miglioramenti a questo mezzo di comunicazione sembrano destinati a portarlo presto a un livello
di economia e utilità mondiale.
La stampa è una delle più meravigliose preparazioni di Dio per la diffusione generale della conoscenza. E il mondo sta già imparando che molte delle cose considerate certezze assolute dai nostri antenati sono in realtà assurdità.
Tra le altre, ci sono i vari credo che noi e altri popoli civilizzati abbiamo adorato come idoli, idoli che hanno gravemente travisato il carattere del nostro Padre celeste.
In agricoltura si stanno compiendo altri prodigi, che adempiono le Scritture e appaiono, alla luce del passato, quasi miracolosi. Vaste aree selvagge e terre aride vengono fertilizzate.
I pozzi artesiani stanno adempiendo la profezia delle sorgenti che sgorgano dal deserto.
Anche la promessa del Signore tramite il profeta, che la terra avrebbe dato il suo frutto, si sta adempiendo.
Nuove varietà di grano, avena, cotone, ecc. vengono scoperte e la resa viene moltiplicata. Allo stesso tempo, la qualità migliora. Frutta e verdura raggiungono una perfezione inimmaginabile anche solo venticinque anni fa.
La stessa divina provvidenza che ha sollevato il velo davanti agli occhi dei meccanici ha sollevato anche il velo davanti agli occhi degli agricoltori, e il signor Burbank ha impartito al mondo meravigliose lezioni di agricoltura e orticoltura.
Queste benedizioni dei nostri giorni sono per questo meno meravigliose, perché si manifestano in modo apparentemente naturale. Se un tempo ci aspettavamo che queste cose si realizzassero miracolosamente, era perché ce ne eravamo dimenticati.
"Dio agisce in modo misterioso per compiere le sue meraviglie."
Tutto in natura è davvero un miracolo finché non arriviamo a comprenderlo, e allora non è meno meraviglioso, ma sembra semplicemente meno tale perché comune e usuale.
"Manda la tua luce"
Mentre cantiamo, "Manda la tua luce e la tua verità, o Signore", forse relativamente pochi che hanno cantato.- E sì Quando Dio parla....
@ Anonimo è sempre Virgilio . >Manda la Tua Luce"
RispondiEliminaMentre abbiamo cantato "Manda la Tua luce e la Tua verità, o Signore", forse relativamente
pochi tra coloro che hanno cantato hanno apprezzato il fatto che,
mentre noi chiedevamo, Dio stava esaudendo la nostra richiesta,
non solo in termini spirituali, ma anche
in termini naturali. L'aumento della luce, della conoscenza, della comprensione, dell'apprezzamento del Signore di Dio,
ha semplicemente tenuto il passo con la luce naturale.
Pensateci! Anche solo cinquant'anni fa la produzione di candele di sego era un'industria presente in quasi la metà delle case dell'umanità! Solo allora il petrolio ha iniziato a illuminare il mondo. Poi è arrivato il gas di carbone; e ora questo sta rapidamente cedendo il passo alla luce elettrica, in cui una forma dopo l'altra aumenta la sua utilità e il suo costo.
In effetti, quando parliamo di elettricità, stiamo parlando di una delle meraviglie del mondo,
di cui comprendiamo così poco. Sembrerebbe che il Signore abbia nascosto in questi tesori
di saggezza, potere e benedizione.
Già le ore di lavoro sono notevolmente diminuite.
Già abbiamo a disposizione tempo per lo studio, il miglioramento e il
piacere. Eppure siamo solo
8
L'ETÀ DELL'ORO ALLE PORTE
all'inizio di queste benedizioni. Ci stiamo solo
avvicinando all'alba di quel giorno glorioso in cui il peccato
e il dolore scompariranno per sempre.
Un tempo avremmo potuto temere che il
rapido aumento del consumo di carbone avrebbe
presto lasciato il mondo privo di combustibile. Gli statistici dichiarano che le riserve dell'intera terra
al ritmo attuale di consumo e aumento
si esauriranno in meno di due secoli. Ma
non dobbiamo temere. Un mezzo di conforto migliore,
che non la fatica dei nostri simili nelle
viscere della terra, sarà senza dubbio
fornito dal grande Re dei re, che ha
impegnato con il suo regno a portare alla nostra razza
benedizioni, invece della maledizione sotto la quale abbiamo
lavorato per seimila anni, sei grandi giorni.
Come lo farà è, naturalmente, un mistero.
Tuttavia, sappiamo che nell'acqua che
è così abbondante e nell'aria che respiriamo
ci sono elementi di combustione più che
sufficienti per ogni necessità. L'uomo ha bisogno della chiave della
conoscenza su questo argomento, e senza dubbio sarà
fornita dal Signore nello stesso modo in cui
ci ha già dato la chiave delle altre nostre
benedizioni che ci preparano alla perfezione
del suo regno millenario.
Perdono, Riconciliazione, Pace
Ma il regno del Messia sarà molto più di
un regno benefico che concede all'umanità benedizioni terrene
e conoscenza.
In relazione alla
conoscenza di Dio, la via della riconciliazione sarà
spianata per il peccatore. Colui che ha redento il
mondo con il sacrificio della propria vita sarà
il grande Mediatore tra Dio e gli uomini. Poiché
il perdono dei peccati e l'aiuto dalle debolezze
della caduta sono le gloriose promesse delle
Scritture.
Non è mai stato più nel disegno divino che
l'uomo dovesse lottare contro la malattia, il dolore, la sofferenza,
la debolezza e la morte stessa di quanto lo fosse che gli angeli
ne fossero afflitti. Lo stesso Dio che ha creato gli angeli e ha dato loro felicità e
perfezione, ha creato l'uomo e lo ha adeguatamente dotato
L'ETÀ DELL'ORO ALLE PORTE
RispondiElimina9
fin dall'inizio. L'attuale differenza tra la perfezione degli angeli e la decrepita dell'umanità – mentale, morale e fisica – è spiegata unicamente dalla Bibbia. Essa afferma che Adamo era originariamente perfetto e gradito a Dio;
e che il suo rifiuto da parte di Dio e la sua sottomissione alla morte e a tutte le sue conseguenze sono il risultato della sua disobbedienza nell'Eden (Romani 5:12).
Il Punto di Svolta - La Divina Misericordia
Non ci fu alcun punto di svolta per quanto riguarda il divino proposito. La Bibbia ci assicura che Dio aveva predisposto la redenzione umana dal peccato e dalla morte fin dall'inizio. Ma la prima manifestazione di questo proposito fu il punto di svolta per quanto l'osservazione umana possa discernere.
Quel punto di svolta fu la nascita di Gesù, che nacque nel mondo non peccatore e imperfetto come la razza di Adamo, ma nato in modo speciale "santo, innocuo, immacolato e separato dai peccatori", affinché potesse diventare il Redentore degli uomini e rendere così possibile la loro guarigione dalle imperfette condizioni di morte. La sua nascita dalla Vergine è quindi legata al grande piano divino riguardo alla sua morte, che si consacrò pienamente a Giovanni, quando si consacrò alla morte e fu battezzato da Giovanni, e che fu completato quando Sul Calvario gridò: "È compiuto!"
Il passo successivo nel programma divino fu la risurrezione di Gesù. Messo a morte nella carne, fu vivificato nello spirito, ancora più glorioso di prima di essere incarnato. (Filippesi 2:9-11) Il passo successivo nel programma fu l'unzione dei più santi tra i suoi seguaci, affinché diventassero membri della stessa gloriosa comunità sotto la sua guida.
Questo avvenne a Pentecoste, e l'opera che lì ebbe inizio è continuata per più di diciotto secoli. Il nostro Signore unse lì i più santi tra gli ebrei e continuò a ungere tutti coloro che sarebbero stati membri della comunità.
>Come il nostro Signore unse i più santi tra gli ebrei e continuò a ungere tutti coloro che sarebbero stati membri del corpo di Cristo, così a tempo debito iniziò a ungere i più santi tra i Gentili, coloro che sarebbero diventati membri dello stesso corpo, che è la sua Chiesa.
RispondiEliminaIl disegno divino è che il Cristo risorto,
10
L'ETÀ DELL'ORO ALLE PORTE
il secondo Adamo, abbia una classe di spose, la
seconda Eva, un numero divinamente preordinato.
Questi diciotto secoli sono stati usati dal Signore per la selezione, o elezione, di questa Chiesa
per essere suoi coeredi nel suo regno; e non appena questo numero eletto sarà stato dimostrato, la sua lealtà provata, ecc., quest'era finirà e la
nuova era sarà pienamente inaugurata. Molti studiosi della Bibbia concordano con noi sul fatto che siamo molto vicini al tempo in cui la Chiesa sarà ('completata' e, attraverso la gloriosa trasformazione della prima risurrezione, sarà resa simile agli esseri dello Spirito del Signore, "partecipi della natura divina" (Giovanni 3:2; 2 Pietro 1:4). Questo darà inizio alla fase successiva del programma divino: il regno messianico, con Cristo e la sua Chiesa-sposa associati a lui nella potenza e nella grande gloria necessarie per governare, giudicare ed elevare tutte le famiglie della terra. Se il programma divino ha impiegato così tanto tempo per prepararsi alla benedizione del mondo, quale grande benedizione deve aver progettato! Questo è pienamente attestato sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento. Essi parlano della nuova dispensazione che ora si sta consumando come tempi di restituzione, tempi di ristoro (Atti 3:19). Ci dicono che la terra darà il suo frutto; e questo
vediamo già iniziare. Ci dicono che la
conoscenza della gloria di Dio riempirà il mondo intero,
spezzando le catene dell'ignoranza e della
superstizione. Questo lo vediamo ampiamente testimoniato
oggi ovunque.
La gloria futura della Terra
Il prossimo passo nel programma divino, che sta
per iniziare, richiederà, dice la Bibbia,
mille anni e realizzerà tutto ciò che Dio
ha dichiarato. La terra sarà portata alla perfezione.
Anche ora ne vediamo le prove nei
meravigliosi frutti e fiori dei tempi antichi,
di gran lunga superiori a quelli del passato in generale, da quando
la fioritura e la bellezza dell'Eden sono andate perdute.
Il punto che stiamo sottolineando è che le benedizioni millenarie non stanno arrivando al mondo attraverso un processo di evoluzione, ma come risultato dell'elevazione di Dio.
>ORO L'ERA ALLA PORTA
RispondiElimina11
il velo dai nostri occhi e ci permette di vedere
cosa fare e come farlo. La stessa operazione
della divina provvidenza si manifesta in tutte
le grandi invenzioni del nostro tempo. Queste non si sono
evolute gradualmente nel corso degli ultimi seimila
anni, ma sono praticamente sorte all'improvviso
davanti ai nostri occhi, molte di esse negli ultimi
quaranta anni, tutte, possiamo dire, entro i
centosedici anni dal 1799,
un periodo noto nella Bibbia come il giorno della preparazione di Dio. (Naum 2:3) Durante questo periodo
Dio ha preparato il mondo per il
1100.
I nostri grandi inventori riconoscono che il loro
lavoro non è tanto il risultato di sforzi personali,
ma piuttosto una sorta di ispirazione. I loro
occhi di comprensione si sono aperti e cose tenute
segrete fin dalla fondazione del mondo erano chiaramente davanti a loro e venivano prontamente messe in forma pratica. Lo stesso vale per il progresso nello studio della Bibbia e nella comprensione del piano divino dei secoli. Non è giunto attraverso uno studio faticoso, ma piuttosto come un'illuminazione della mente per opera dello Spirito Santo; poiché il tempo stabilito da Dio era giunto quando coloro che avevano una mente onesta avrebbero dovuto conoscere la verità.
È difficile per noi immaginare che tali meravigliose condizioni, diventate comuni ai nostri giorni – una conoscenza della Bibbia così straordinaria, ora possibile per gli eletti di Dio, e frutti, fiori, ecc. così meravigliosi – siano solo l'inizio delle benedizioni di Dio. Eppure deve essere così; deve essere che siamo solo sull'orlo di cose ancora più grandi: benedizioni fisiche e mentali per tutta l'umanità.
Le dottrine dei demoni interferiscono.
Ora vediamo chiaramente che le orribili dottrine dei secoli bui... offuscarono la nostra visione mentale
e stagnarono il pensiero al punto da ostacolare il mondo
in ogni questione di progresso e in
intelligenza. I nostri credo del Medioevo ci ingannarono
facendoci pensare all'Onnipotente come a un Essere astuto e
potente che aveva pianificato la nostra rovina
12 ORO ... ' . 11GE ALLA PORTA
prima della fondazione del mondo, che si propose
di torturare eternamente più del novantanove per cento
dei miliardi che aveva creato. Sotto queste
illusioni mentali, la Bibbia tornò al popolo di Dio
dopo essere stata spiegata dai credo
per milleduecento anni. Quando i nostri padri
cominciarono a studiare la Bibbia di nuovo, le loro menti
erano così impregnate di ciò che la Bibbia definisce
"dottrine dei demoni" che cercavano
cose diaboliche e le trasformarono in affermazioni scritturali
che non avevano tale significato.
I cristiani hanno da tempo si è reso conto che Dio non ha intenzione di lasciare il mondo per sempre in un ( Che cercano cose diaboliche e le trasformano in affermazioni scritturali , ma che faccia tosta)
>ORO L'ERA ALLA PORTA
RispondiElimina11
il velo dai nostri occhi e ci permette di vedere
cosa fare e come farlo. La stessa operazione
della divina provvidenza si manifesta in tutte
le grandi invenzioni del nostro tempo. Queste non si sono
evolute gradualmente nel corso degli ultimi seimila
anni, ma sono praticamente sorte all'improvviso
davanti ai nostri occhi, molte di esse negli ultimi
quaranta anni, tutte, possiamo dire, entro i
centosedici anni dal 1799,
un periodo noto nella Bibbia come il giorno della preparazione di Dio. (Naum 2:3) Durante questo periodo
Dio ha preparato il mondo per il
1100.
I nostri grandi inventori riconoscono che il loro
lavoro non è tanto il risultato di sforzi personali,
ma piuttosto una sorta di ispirazione. I loro
occhi di comprensione si sono aperti e cose tenute
segrete fin dalla fondazione del mondo erano chiaramente davanti a loro e venivano prontamente messe in forma pratica. Lo stesso vale per il progresso nello studio della Bibbia e nella comprensione del piano divino dei secoli. Non è giunto attraverso uno studio faticoso, ma piuttosto come un'illuminazione della mente per opera dello Spirito Santo; poiché il tempo stabilito da Dio era giunto quando coloro che avevano una mente onesta avrebbero dovuto conoscere la verità.
È difficile per noi immaginare che tali meravigliose condizioni, diventate comuni ai nostri giorni – una conoscenza della Bibbia così straordinaria, ora possibile per gli eletti di Dio, e frutti, fiori, ecc. così meravigliosi – siano solo l'inizio delle benedizioni di Dio. Eppure deve essere così; deve essere che siamo solo sull'orlo di cose ancora più grandi: benedizioni fisiche e mentali per tutta l'umanità.
Le dottrine dei demoni interferiscono.
Ora vediamo chiaramente che le orribili dottrine dei secoli bui... offuscarono la nostra visione mentale
e stagnarono il pensiero al punto da ostacolare il mondo
in ogni questione di progresso e in
intelligenza. I nostri credo del Medioevo ci ingannarono
facendoci pensare all'Onnipotente come a un Essere astuto e
potente che aveva pianificato la nostra rovina
12 ORO ... ' . 11GE ALLA PORTA
prima della fondazione del mondo, che si propose
di torturare eternamente più del novantanove per cento
dei miliardi che aveva creato. Sotto queste
illusioni mentali, la Bibbia tornò al popolo di Dio
dopo essere stata spiegata dai credo
per milleduecento anni. Quando i nostri padri
cominciarono a studiare la Bibbia di nuovo, le loro menti
erano così impregnate di ciò che la Bibbia definisce
"dottrine dei demoni" che cercavano
cose diaboliche e le trasformarono in affermazioni scritturali
che non avevano tale significato.
I cristiani hanno da tempo si è reso conto che Dio non ha intenzione di lasciare il mondo per sempre in un
>/1 millennio.
EliminaI nostri grandi inventori riconoscono che il loro lavoro non è tanto il risultato di sforzi personali, quanto piuttosto una sorta di ispirazione. I loro occhi di comprensione si sono aperti e cose tenute segrete fin dalla creazione del mondo si sono presentate loro chiaramente e sono state prontamente trasformate in pratica. Lo stesso vale per il progresso nello studio della Bibbia e nella comprensione del piano divino dei secoli. Non è giunto attraverso uno studio faticoso, ma piuttosto come un'illuminazione della mente per opera dello Spirito Santo; poiché era giunto il tempo stabilito da Dio in cui coloro che hanno una mente onesta avrebbero dovuto conoscere la verità.
È difficile per noi immaginare che tali meravigliose condizioni, diventate comuni ai nostri giorni – una conoscenza della Bibbia così straordinaria, ora possibile per gli eletti di Dio, e frutti, fiori, ecc. così meravigliosi – siano solo l'inizio delle benedizioni di Dio. Eppure deve essere così; deve essere che siamo semplicemente sull'orlo di cose ancora più grandi: benedizioni fisiche e mentali per tutta l'umanità.
Le dottrine dei demoni interferiscono
Ora vediamo chiaramente che le orribili dottrine
del Medioevo hanno offuscato la nostra visione mentale a tal punto
e stagnato il pensiero da ostacolare il mondo
in ogni aspetto del progresso e dell'intelligenza. I nostri credo del Medioevo ci hanno ingannato, facendoci credere che l'Onnipotente fosse un Essere astuto e potente che aveva pianificato la nostra rovina prima della creazione del mondo, che aveva intenzione di torturare eternamente più del novantanove per cento dei miliardi che aveva creato. Sotto queste
illusioni mentali, la Bibbia è tornata al popolo di Dio dopo essere stata spiegata dai credo per milleduecento anni. Quando i nostri padri iniziarono a studiare la Bibbia con rinnovato entusiasmo, le loro menti erano così permeate da ciò che la Bibbia definisce "dottrine demoniache" che cercavano "cose diaboliche" e le interpretavano in affermazioni scritturali che non avevano tale significato. I cristiani hanno compreso da tempo che Dio non intende lasciare il mondo per sempre in uno stato di peccato e morte. Tuttavia, hanno cercato la vittoria divina nella direzione sbagliata, perché hanno accettato le teorie del Medioevo, formulate quando la Bibbia non era nelle mani del popolo. La teoria era che Dio volesse che la Chiesa instaurasse il Millennio convertendo il mondo dal peccato alla giustizia. Si è cercato di seguire questa teoria. Inquisizioni e persecuzioni furono invocate per costringere le persone ad aderire alla Chiesa. Il successo di questa strategia è testimoniato dalla situazione attuale in Europa. La morte, punizione del peccato
Quanto fu triste l'errore commesso quando
Eliminavennero introdotte le "dottrine dei demoni"! Ora
vediamo che la Bibbia racconta una storia ben diversa.
Dice che il tempo di Dio per salvare il mondo
dal peccato e dalla morte sarà durante i mille
anni del regno del Messia; e che allora avranno
ogni buona opportunità che la divina
saggezza, amore e giustizia predisporranno per loro
a loro favore.
I morti non sono in cielo, né nel purgatorio cattolico, né nella ben peggiore
tortura eterna protestante. Dormono, come dichiara la Bibbia. Senza Gesù e la sua opera sarebbero
morti... nello stesso senso in cui è morto un animale.
Poiché Gesù è morto per i peccati, quindi ci sarà una risurrezione dai morti; e quindi
si dice che i morti dormono, inconsapevoli,
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L'ETÀ DELL'ORO ALLE PORTE
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coscienti, in attesa del mattino del Messia
arrivo e delle gloriose benedizioni della resurrezione promesse.
Le debolezze ereditate, le tentazioni che circondano
e la grande ignoranza di Dio, hanno indubbiamente più a che fare con il regno del peccato nel mondo di qualsiasi
reale preferenza per il peccato da parte della maggioranza.
Quando la tentazione di peccare sarà stata rimossa,
quando Satana sarà legato, quando la vera luce
risplenderà, quando il vero carattere di Dio sarà
manifestato, quando la sua amorevole pietà per l'umanità sarà stata dimostrata, abbiamo ogni
ragione di supporre che allora la maggioranza dell'umanità sarà lieta di tornare alla casa del Padre,
per servirlo con vera contrizione di cuore e
lealtà. Siamo tuttavia pienamente soddisfatti della proposta scritturale secondo cui, quando la luce di quel giorno glorioso porterà benedizioni a ogni membro della nostra razza, la legge inesorabile sarà che chiunque ama il peccato perirà nella seconda morte, senza speranza di redenzione.
Il dominio ferreo del Regno di Cristo
Molti suppongono erroneamente che, quando il Regno Millenario di Cristo sarà inaugurato, tutti saranno contenti del suo governo. Ma non è così. Le sue regole saranno molto più severe di quelle di qualsiasi governo precedente, e le libertà del popolo saranno limitate a un livello che sarà davvero irritante per molti che ora reclamano un aumento della libertà. La libertà di ingannare, di travisare, di esagerare e di frodare gli altri sarà completamente eliminata. Libertà di abusare di se stessi o degli altri nel cibo o nelle bevande, o in qualsiasi modo di corrompere i buoni costumi,
>ottrine dei demoni" che cercavano
Eliminacose diaboliche e le ricavavano da affermazioni scritturali
che non avevano tale significato.
I cristiani hanno capito da tempo che Dio non ha intenzione di lasciare il mondo per sempre in una condizione di peccato
e morte. Ma hanno cercato la vittoria divina nella direzione sbagliata, perché
hanno accettato le teorie del Medioevo
formulate quando la Bibbia non era nelle mani
della gente. La teoria era che Dio volesse
che la Chiesa instaurasse il Millennio convertendo il mondo dal peccato alla giustizia. Si è cercato di seguire quella teoria.
Inquisizioni e persecuzioni furono invocate per
costringere le persone ad aderire alla Chiesa. Quanto successo abbia avuto è testimoniato dalle condizioni attuali in Europa.
La morte come punizione del peccato
Quanto è stato triste l'errore commesso quando sono state introdotte le "dottrine dei demoni"! Ora
vediamo che la Bibbia racconta una storia molto diversa. Si afferma che il tempo stabilito da Dio per salvare il mondo dal peccato e dalla morte sarà durante i mille anni del regno del Messia; e che allora avranno ogni buona opportunità che la divina saggezza, l'amore e la giustizia disporranno a loro favore.
I morti non sono in cielo, né nel purgatorio cattolico, né nella ben peggiore tortura eterna protestante. Dormono, come dichiara la Bibbia. Senza Gesù e la sua opera, sarebbero morti, nello stesso senso in cui è morto un animale.
Poiché Gesù è morto per i peccati, ci sarà una risurrezione dai morti; e perciò si dice che i morti dormono, inconsci, in attesa del mattino della venuta del Messia e delle gloriose benedizioni della risurrezione promessa. Debolezze ereditarie, tentazioni e ignoranza di Dio hanno indubbiamente più a che fare con il regno del peccato nel mondo di qualsiasi reale propensione al peccato da parte della maggioranza.
Quando la tentazione di peccare sarà stata rimossa, quando Satana sarà incatenato, quando la vera luce risplenderà, quando il vero carattere di Dio si sarà manifestato, quando la sua amorevole pietà per l'umanità sarà dimostrata, abbiamo ogni ragione di supporre che allora la maggior parte dell'umanità sarà lieta di tornare alla casa del Padre, per servirlo con vera contrizione di cuore e lealtà. Siamo tuttavia pienamente convinti della tesi scritturale secondo cui, quando la luce di quel giorno glorioso porterà benedizioni a ogni membro della nostra razza, la legge inesorabile sarà che chiunque ama il peccato perirà nella seconda morte, senza speranza di redenzione.
Il dominio ferreo del Regno di Cristo
Molti suppongono erroneamente che quando il Regno Millenario di Cristo sarà inaugurato, tutti saranno soddisfatti del suo governo. Ma non è così. Le sue regole saranno molto più severe di quelle di qualsiasi governo precedente, e le libertà del popolo saranno limitate a un livello tale da risultare davvero irritante per molti che ora reclamano a gran voce un aumento della libertà. La libertà di ingannare, di travisare, di esagerare e di frodare gli altri sarà completamente eliminata. La libertà di abusare di sé stessi o degli altri nel cibo o nelle bevande, o in qualsiasi modo di corrompere i buoni costumi, sarà totalmente negata a tutti. La libertà o la licenza di commettere illeciti di qualsiasi genere non sarà concessa a nessuno. L'unica
libertà che sarà concessa a chiunque sarà la
vera e gloriosa libertà dei figli di Dio,
libertà di fare del bene a se stessi e agli altri in
ogni modo; ma nulla sarà permesso
di nuocere o distruggere in tutto quel santo regno.
Isaia 2:9; Romani 8:21.
>Di conseguenza, questo dominio sarà percepito da molti
Elimina14
L'ETÀ DELL'ORO ALLE PORTE
come un dominio severo, che distruggerà tutte le loro precedenti
abitudini e consuetudini, così come distruggerà le attuali
istituzioni fondate su queste false abitudini
e false idee di libertà. Per la sua fermezza
e vigore, è simbolicamente chiamato un dominio di ferro: "Egli li governerà con uno scettro di ferro".
(Confronta Apocalisse 2:26, 27; Salmo 2:8-12; 49:14).
Così si adempirà l'affermazione: "Io metterò la giustizia alla corda e la rettitudine al piombo. La grandine [giusto giudizio] spazzerà via il rifugio delle menzogne e l'acqua [verità] traboccherà dal nascondiglio, e ogni cosa nascosta sarà rivelata". - Isaia 28:17; Matteo 10:26.
Molti si sentiranno ribelli contro questo regno perfetto ed equo perché abituati, in passato, sotto il dominio del principe attuale, a dominare sui propri simili e a vivere interamente a spese degli altri senza offrire un servizio compensativo. E molte e severe saranno le frustate che una vita attuale di autoindulgenza e appagamento esigerà e riceverà naturalmente sotto quel regno, prima che tali persone imparino le lezioni di quel regno: equità, giustizia, rettitudine.
(Salmo 89:32; Luca 12:47, 48).
La lezione su questo argomento giunge prima alla generazione vivente ed è a portata di mano. - Giacomo 5:1-10.
Ma, beato pensiero! Quando il Principe della Vita...
> Dio parla e noi inventiamo il significato , che è il contrario di ciò che fa scrivere
Elimina(Scusate manca l'ultimo pezzo.)- avrà instaurato le leggi della giustizia e dell'equità con un dominio ferreo, le masse dell'umanità impareranno che "La giustizia esalta una nazione, ma il peccato è una vergogna per ogni popolo". Impareranno che il piano e le leggi di Dio sono, in definitiva, i migliori per tutti, e infine impareranno ad amare la giustizia e a odiare l'iniquità.
Elimina(Salmo 45:7; Ebrei 1:9). Tutti coloro che sotto quel regno non avranno imparato ad amare il giusto saranno considerati indegni della vita eterna e saranno recisi dal popolo. (Atti 3:23; Apocalisse 20:9; Salmo 5-7).
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L'UOMO PIANGENTE ALL'INFERNO
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CREDI NELLA RISURREZIONE? LA LIBERTÀ DEL VANGELO
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RADUNCIATEVI! LE GIOIELLE GIOIELLERIA DEL SIGNORE
LA TERRA SARÀ RIEMPITA DI GLORIA
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e, I CIELI ECCLESIASTICI - PERCHÉ
IL CLERO ATTACCA IL PASTORE RUSSELL
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Segnalo questo video appena uscito sulla commissione reale australiana. Rispetto ad altri video é molto accurato
RispondiEliminahttps://youtu.be/CcbGjntWQ7Q?is=EB_-cF6LjBfpMYzF
Grazie Saroj del link , è molto significativo , e mi sono permesso di inviarlo ,e lo hanno pubblicato .
EliminaSì ho visto, grazie a te di averlo diffuso. Soprattutto grazie a Stefano Greco che lo ha preparato
EliminaDesidero ringraziare con sincerità tutti coloro che hanno apprezzato il mio lavoro.
RispondiEliminaIl comando: “Uscite da lei, popolo mio” è un atto di protezione, un richiamo che distingue chi ascolta da chi rimane nelle strutture che promettono sicurezza ma non possono darla. È significativo che Dio chiami “popolo mio” persone che si trovano dentro Babilonia: non in un luogo puro, non in un sistema perfetto, ma dentro una realtà che sta per essere giudicata.
Questo ci porta a una riflessione essenziale: il popolo di Dio non è definito da un’organizzazione, ma dalla capacità di riconoscere la sua voce e rispondere. Sono individui, non strutture. Sono coscienze, non appartenenze. Sono persone che ascoltano, non sistemi che pretendono di guidare.
Domande che aprono la meditazione
Se Dio chiama il suo popolo mentre si trova dentro Babilonia, cosa dice questo sull’idea che la “vera organizzazione” sarebbe già separata e immune?
Perché Dio identifica come “popolo mio” persone che si trovano in un contesto che sta per essere giudicato?
Che cosa rivela questo sulla natura della salvezza: è legata a un’istituzione o alla risposta personale alla voce di Dio?
Se Babilonia prometterà protezione, benedizione e salvezza, come distinguere la voce dell’inganno dalla voce del Padre?
Quale responsabilità personale emerge dal fatto che Dio chiama individui, non gruppi organizzati?
Se il popolo di Dio è disperso, mescolato, non concentrato in un’unica struttura, cosa significa questo per chi cerca la verità oggi?
In che modo questo comando smonta l’idea che “rimanere dentro” garantisca sicurezza spirituale?
Segnalo per chi interessa un bell’articolo su come è cambiata la politica sul trattamento dei disassociati. L’articolo é in italiano e contiene scansioni di vecchie Torre di Guardia
RispondiEliminahttps://www.infotdgeova.it/3dottrine/evitare-ex-membri.html