Non adirarti fino all’estremo, o Signore! Non ricordarti dell’iniquità per sempre; ecco, guarda ti supplichiamo; noi siamo tutti tuo popolo. (Isaia 64, 9)Buon giorno a tutti un saluto a tutti i ragazzi e le ragazze che ci seguono. Un saluto anche a tutto lo staff di osservatore teocratico.
Oggi tratteremo un argomento introspettivo legato al percorso vita che è indipendente dalla nostra condizione "spirituale" e che in gergo da testimoni di Geova mi riferisco a tutti sia che siate inattivi o disassociati sia che invece avete uno stato di aderente attivo.
L'argomento di oggi è legato all'autocritica e quindi alla capacità che abbiamo di analizzare noi stessi. Ma per farlo è necessario fare un passo indietro e considerare invece come ci poniamo di fronte al mondo intorno a noi e come lo vediamo e giudichiamo.
Iniziamo prendendo spunto da un detto latino "Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant" ("dove fanno il deserto, lo chiamano pace"). E' una citazione di Tacito famoso storico Romano del secondo secolo, in un discorso legato alla vita e le vicende del suocero in Britannia. Per sintetizzare Tacito svela che i Romani vivevano con un ricatto nella testa, era proposta questa unica alternativa di sopravvivenza "O la libertà o la morte". Tacito in un certo senso tenta di celebrare l'impero romano con una autocritica di quel sistema che viveva per questo motivo di abusi e violenza.
Ma per capire cosa è l'autocritica in qualità di cristiani possiamo prendere un versetto biblico
2Corinti 13:5
5 Continuate a esaminarvi per vedere se siete nella fede, continuate ad accertarvi di quello che siete. O non riconoscete che Gesù Cristo è unito a voi? A meno che non siate disapprovati
Per tanti motivi, fra i quali la scarsa autostima di noi stessi, è molto più semplice per noi puntare il dito verso gli altri e possiamo dire anche verso l'organizzazione. Invece così come sostiene l'apostolo Paolo c'è bisogno di un confronto continuo con noi stessi e con quello che pensiamo per essere davvero in grado di giudicare gli altri. Ovviamente non si deve abusare ma senza una sana autocritica non c'è progresso del pensiero e rischi sono molto gravi ma lo vedremo più avanti.
Il post precedente la truffa della truffa è un piccolo esempio di come possiamo fare anche noi dell'autocritica. Se siamo stati ingenui perché abbiamo creduto alla storia di un truffatore che non è esistito allo stesso modo siamo ancora noi gli ingenui se crediamo ad una fede incondizionata ad una organizzazione che non rappresenta Dio sulla terra.
Questo non significa che l'organizzazione venga scagionata dalle sue responsabilità per il sistema che ha creato ma significa che sicuramente ognuno deve imparare a prendersi le sue responsabilità, organizzazione (e quindi anche chi sovrintende l'opera) compresa. Non capire quando siamo vittime e quando siamo carnefici è parte del problema. In tutti i casi se non sappiamo criticare noi stessi non saremo in grado di criticare l'organizzazione ma anche questo dettaglio lo vedremo dopo meglio con una scrittura biblica che ci spiega perchè.
Per chi è diventato Testimone di Geova è piuttosto scontato sostenere che l'organizzazione si aspetta che tutti gli aderenti abbiano o diano una fiducia incondizionata all'organizzazione stessa.
Se andiamo nel sito dell'organizzazione jw.org c’è in questi giorni una paginetta web che risponde a questa domanda "Sarà la diplomazia a portare la pace mondiale?"
Vi invito alla lettura dell'articolo perchè ci aiuta a comprendere un aspetto legato alla nostra personale visione del mondo che è spesso sottostimato ma che merita la nostra attenzione. Il titolo è altisonante si parla di pace mondiale e l'esegeta WT cerca di indurre il lettore ad un ragionamento. Il paragrafo inizia con una ulteriore domanda che è direttamente corrispondente rispetto alla prima che dice "Vorreste vedere la fine di tutte le guerre?".
L'argomento dell'articolo prende spunto dal nuovo approccio internazionale con il quale, l'occidente in particolare, cerca di indurre la pace i due contendenti dello scontro bellico, con tecniche alternative di guerra. Fare la guerra intesa come scontro bellico fisico per raggiungere la pace è quella sorta di inganno mentale a cui è soggiogata l'umanità sin ora. Il “Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum” (“Dunque chi aspira alla pace, prepari la guerra”) è la logica dell'antica Roma, citata da Vegezio un funzionario e scrittore del IV secolo, a cui anche la nostra organizzazione a basato il suo credo, coinvolgendo Geova Dio stesso a questo tipo di approccio risolutivo delle faccende umane sbagliato.
Il conflitto fra Russia e Ucraina a ben vedere se fosse accaduto in altre epoche, non molto lontane, avrebbe velocemente portato ad una veloce escalation bellica che, con una serie di pretesti non molto difficili da trovare, avrebbero incluso tutte le nazioni europee. Ma il gigantesco sforzo diplomatico che si sta attuando in questo periodo mai avvenuto prima è oggetto dell'attenzione dell'organizzazione. Organizzazione che, come al solito, non riesce mai ad anticipare alcun che e oltre tutto ha da sempre male interpretato tutte le vicende storiche a partire dalle "profezie" autoreferenziali.
Detto questo però ritornando all'articolo della pagina WEB se lo leggete potete notare da soli che ha la caratteristica tipica di tutti gli argomenti di questo genere e cioè "di non rispondere alla domanda". L'articolo è un divagare di ragionamenti raggruppati senza molto criterio.
Ci viene da dire però che il problema, non sia tanto nella capacità di argomentare, quanto nell'approccio. Un testimone di Geova vero non leggerà l'articolo per sapere la riposta, perchè la conosce già. In questo caso ad esempio che la diplomazia non porterà la pace mondiale è una convinzione indotta e naturale.
In un certo senso se ci pensate bene i Testimoni di Geova hanno una base ideologica che ha del patologico. Si potrebbe parlare ad esempio di pisantrofobia. E una fobia molto particolare in grado di scatenare nella persona una paura irrazionale di costruire relazioni con le persone che stanno intorno a noi.
La sintomatologia è variegata che cito solo come esempio ma ovviamente non deve essere utilizzata come diagnosi altrimenti ci riconosciamo tutti.
- Dubita di tutto ciò che gli viene detto al di fuori della confort zone dove risiede
- Nelle relazioni brucia le tappe per non uscire troppo dalla confort zone.
- Ha bisogno di rassicurazioni continue
- Vede negli altri sempre un secondo fine
Questa fobia è una patologia che compromette in un modo molto pesante i rapporti e la visione che abbiamo del prossimo.
Ma a ben vedere in questa organizzazione così come l'articolo trasuda abbondantemente la sfiducia nell'uomo è una parte di questa visione controversa che l'organizzazione induce e si autoalimenta accumunando persone che vivono in questo costante stato d'ansia non percepito. La logica del terrappiattismo nasce dalla sfiducia del sistema scolastico ancorché scientifico. La logica della medicina alternativa nasce dalla sfiducia del sistema sanitario. Questa logica della sfiducia al sistema è il bias che impedisce di ragionare sulla vera natura del mondo che viviamo.
Le domande scomode sono un modo per chiarire meglio i dubbi sulle questioni più difficili. Anche solo immaginare di poter dimostrare le proprie ragioni solo con la retorica senza un confronto esterno o una critica esterna è contro i nostri stessi interessi. Senza un confronto saremo condannati ad essere la perenne vittima delle nostre bugie.Prendete ad esempio la scrittura di Giovanni 8:7 brano tolta dalla nostra bibbia perchè ritenuto apocrifo ci aiuta molto a ragionare su questo aspetto. Il brano è quello famoso dove Gli scribi e farisei mettono alla prova Gesù portandogli una donna adultera che secondo la legge doveva essere lapidata.
Tutti quanti noi conosciamo la risposta di Gesù Giovanni 8:7
7 Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».
Che cosa è questo di Gesù se non un invito ad guardarsi dento a guardare prima la propria coscienza a fare una sana autocritica su noi stessi? Ma ragionando di conseguenza, Gesù a chi si rivolgeva? Quelle persone non erano quelle che si ritenevano i rappresentanti della volontà di Dio in terra?
buona serata
Cristo con la sua venuta ha annunziato la pace a voi che eravate lontani e la pace a quelli che erano vicini. (Efesini 2, 17)
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