mercoledì 7 luglio 2021

Ostracismo le ultime sentenze

Proponiamo ai lettori del blog l'articolo dell'ANSA del 1 luglio su una recente sentenza che ha avuto come argomento proprio l'ostracismo

La sentenza

    Nella sentenza, ora resa pubblica, si legge: "Le condotte oggetto di censura, siccome poste in essere da soggetti capaci di intendere e volere […] non possono considerarsi illegittime né antigiuridiche, non essendo violative di alcuna norma di legge, né essendo previsto da alcuna disposizione normativa l'obbligo di conformarsi ad una condotta differente rispetto a quella stigmatizzata dall'attore".

Cosa era successo e perchè era stata intentata una causa all'organizzazione

    Il signor G.L., ex testimone di Geova, aveva intentato una causa contro l'ente giuridico della confessione lamentando che la scelta degli ex compagni di fede di limitare i contatti sociali con lui da quando aveva lasciato la religione fosse discriminatoria e lesiva della sua persona e gli avrebbe arrecato anche un danno di natura economica.Per questi motivi chiedeva un risarcimento alla confessione religiosa.

Quale riferimento è stato seguito?

    La decisione del Tribunale di Roma segue l'indirizzo giurisprudenziale già indicato dalla Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 9561/2017, relativa a un caso simile che fu seguito dal prof. Pietro Rescigno insieme al prof. Andrea Barenghi e al compianto prof. Tucci.

    Rescigno e Barenghi commentano la sentenza: "La decisione del Tribunale di Roma conferma la ricostruzione offerta dalla Corte di Cassazione (sentenza 9561/2017) in merito ai problemi della dissociazione e della c.d. induzione all'ostracismo (nelle ipotesi di cessazione del vincolo), con corretto inquadramento nel sistema. In definitiva, entrambe le decisioni si collocano nel quadro della tutela dei diritti fondamentali dell'individuo, come singolo e nelle formazioni sociali in cui si svolge la sua personalità, e della libertà associativa e religiosa. Si tratta di princìpi rivolti ad assicurare autonomia anche ai corpi intermedi rispetto alle ingerenze esterne e ad affermare il pluralismo sociale (nel caso particolare, religioso) che costituisce principio basilare dell'ordinamento e garanzia di libertà".


p.s.

Il link dove potete trovare l'articolo orginale https://www.ansa.it/oltretevere/notizie/2021/07/01/testimoni-geova-tribunale-legittima-condotta-con-ex-membri_33554b4b-14d1-4ac6-a03b-da25131df834.html


domenica 4 luglio 2021

Le catene mentali

▷ Quando il senso di colpa ci intrappola ⋆ Angolo della Psicologia

Questo fine settimana lasciamo ai lettori del blog un doppio post, ieri abbiamo trattato l'argomento delle questioni che interesseranno l'organizzazione quando riprenderanno le attività (link). Questo sarà molto più introspettivo e ci coinvolgerà direttamente. Lo spunto ci viene dato dall'articolo di Torre di Guardia di oggi ma questa volta non effettueremo una critica filologica del testo per cercare le magagne. 

L'articolo ha il titolo "Per Geova sei prezioso!" un bel titolo incoraggiante e vigoroso. L'articolo tratta un argomento che interessa in genere tutti ed è quello dei sensi di colpa.  I fratelli e le sorelle sono in genere sostanzialmente persone sincere. Questa sincerità porta ad avere una sorta di fiducia generale in questo sistema teocratico. Purtroppo però con l'avanzare dell'età ad un certo punto la vita (la nostra vita) inizia a chiederci il conto per le scelte che abbiamo fatto. Purtroppo per tanti questo conto è stato molto, troppo salato e così le difficoltà che sono arrivate inaspettate, hanno portato molti a pensare che Geova alla fine non li abbia ascoltati. Non ci stupisce se ad esempio molte di queste persone arrivino qui per leggere le note critiche di questo blog. Geova ovviamente non c'entra niente, ma l'articolo non aiuta molto a comprenderlo. 

Ma ora siamo con quel conto in mano. Ovviamente non è un conto in denaro o meglio non è necessariamente un conto in denaro, potrebbe essere parte delle tante questioni o scelte che ci sono state indotte da altri e che poi si sono rivelate un problema. Licenziarsi da un lavoro tranquillo e ben retribuito per intraprendere il pioniere, non fare figli, non comprare case, intraprendere il servizio continuo in posti non controllati e senza adeguati supporti economici confidando nella manna dal cielo, sono tanti gli esempi che si possono fare e che riguardano scelte sconsiderate che il sistema teocratico non ha impedito avvenissero. 

Insomma alla fine sopra quel conto molti piangono e avviene la crisi spirituale e i primi cortocircuiti. Ora noi un'idea, come sapete bene, di chi o meglio di cosa provoca questi cortocircuiti la conosciamo. Però oggi per dimostrare che non siamo solo noi a pensare in questo modo, posteremo un articolo di una blogger dal titolo "Come combattere il senso di colpa indotto da altri". Questo articolo è molto interessante perchè rivolto ad un particolare problema legato agli stati di sudditanza che si possono creare all'interno della coppia. Così l'articolo non parlerà dell'organizzazione ma tratterà solo ed esclusivamente l'argomento del senso di colpa e come questo può essere utilizzato da altri per indurre certe scelte. Leggendolo si presta benissimo ad un'altra chiave interpretativa, che probabilmente avete già intuito. Per evitare di influenzare i vostri giudizi non faremo ulteriori commenti vi invitiamo a leggere un articolo preso dal web e a trovare la chiave interpretativa corretta che potrebbe aiutarvi a risolvere il problema dei sensi di colpa che hanno tanti tanti tantissimi fratelli. Buona lettura.


 Quando il senso di colpa è positivo

Il “senso di colpa” è un sentimento che ci assale quanto riteniamo di aver commesso degli errori, sbagli, errate valutazioni che non possono essere riparati entro breve tempo e senza complicazioni.
Esso è un sintomo di disagio interiore che nasce dal fatto che il soggetto si autoaccusa del non aver eseguito un qualcosa correttamente o come avrebbe dovuto, essendone in grado ed avendone le capacità, oppure si sente in colpa per non essersi comportato in un certo modo od agito come invece la situazione avrebbe richiesto.
Se il senso di colpa nasce effettivamente da una responsabilità dell’agente essa rappresenta la misura della mancanza o dell’errore fatto e dell’inadempimento di un obbligo a cui era tenuto.
Sarà poi la coscienza dell’esecutore a determinare l’intensità ed il disagio interiore provocato dal mancato raggiungimento del risultato.
Se questo sentimento non è invalidante, nel senso che non limita, non blocca l’agire o il pensiero ma rimane solo un rammarico, esso può essere anche positivo, in quanto ammettere e riconoscere i propri errori ci sprona a migliorare e a non ripeterli.
Infatti è più facile ricordare i nostri sbagli e le situazioni in cui ci siamo sentiti in colpa che quelle derivanti da situazioni di appagamento perché la colpa crea un senso di responsabilità e di inadeguatezza o di fallimento che rimane impresso nella memoria spesso per tutta la vita, pur essendo un errore banale, ma sempre a monito del fatto che in quel caso avremmo potuto far di meglio e che lo sbaglio è dipeso unicamente da noi, quindi nel futuro non ci permetteremo di ripeterlo, impegnandoci di ricadere con maggiore attenzione e perizia o professionalità.
Quando il senso di colpa è insinuato da altri

Ma ci sono altri sensi di colpa che scaturiscono da fattori esterni all’agente di cui non ha alcuna vera colpa e responsabilità, ma sono usati dagli altri per controllare, manipolare e condizionare la persona a cui sono rivolti.

Tale condizionamento viene attuato per minare la stima della persona vittima, per distruggere a poco a poco ma costantemente la considerazione che ha di sé, colpendola in modo subdolo e con accuse ingiustificate, spesso umilianti e destabilizzanti, ripetute con tale costanza ed assiduità che la vittima alla fine finisce per crederci o comunque non è più in grado di fare una valutazione critica reale e razionale dei fatti o delle circostanze, lasciandosi coinvolgere completamente dal giudizio altrui rimanendone succube.

In tal modo l’agente manipolatore ottiene il controllo non solo sul comportamento della persona ma anche su suoi pensieri, sui suoi intenti, distruggendo ogni progetto od idea personale, portando la vittima alla completa incapacità di agire per paura di commettere altri errori o altri sbagli che aumenteranno le accuse a suo carico ed il peso della sua colpa.
Quando dunque il senso di colpa si instaura non per una responsabilità diretta di colui che agisce ma per le accuse immotivate ed ingiustificate che derivano dall’esterno, da un ambiente accusante, nonostante la persona a cui è diretta non abbia alcuna responsabilità, allora parliamo di un disagio psicologico che solitamente si accompagna a delle dinamiche relazionali o familiari sbagliate, disfunzionali e minanti l’autostima della vittima che la portano ad essere completamente in balia dei suoi accusatori.

Tale blocco fisico e mentale è per la vittima molto doloroso perché pur rendendosi conto di non essere responsabile non sa difendersi, non sa ostentare un atteggiamento di contrasto, non sa rivendicare le proprie ragioni, ingabbiandola in un sistema di condizionamento mentale che le impedisce qualunque reazione, da qui il completo controllo su di lei dell’agente manipolatore.
Come si sente la vittima

La vittima si sente soprattutto confusa ed in questa confusione non riesce a valutare effettivamente come stanno realmente le cose e chi è l vero colpevole.

Da una parte comprende di non aver fatto nulla di male, di non aver sbagliato, e se si è lamentata è per una giustissima ragione, ma chi sta dall’altra parte è bravissimo a rigirare la frittata, come si dice in gergo, e scaricare le sue azioni e comportamenti sbagliati facendoli diventare dell’altra, le accuse che gli si dovrebbero rivolgere egli le ribalta addosso all’altra, mandandola in tilt.

Questo tilt o confusione mentale è dovuto da uno stato di innamoramento e di attaccamento affettivo che instaura una paura di perdere l’amato o di essere lasciata per un’altra donna, di cui già sospetta la presenza.
Solitamente quando gli innamorati, che vedono solo il bello dell’altro e della situazione, incominciano a sospettare, ad avere dei dubbi, vi assicuro che ci sono già delle ragioni concrete e dei fatti a conferma di ogni sospetto, solo che fate fatica ad accettarli perché sarebbe come accettare il primo passo verso la fine della relazione.

Quindi la vittima solitamente continua ad illudersi e a sperare di essersi sbagliata, di ave frainteso, credendo senza discutere a tutte le falsità che l’altro racconta.

Credere al suo traditore per la vittima diventa necessario per scongiurare la fine del rapporto, ma sappiate che con queste modalità di relazione non esiste un rapporto di coppia, dove le parti in maniera egualitaria si scambiamo sentimenti veri ed apprezzamenti, qui siamo nell’ambito della manipolazione mentale e del soggiogare le persone illudendole ed approfittando delle loro debolezze.

Di questo la vittima se ne rende conto, ma si sente addosso come se fosse realmente responsabile di tutte le colpe ed i difetti che l’altro ripetutamente instilla nella sua mente in maniera subdola, e spesso accompagnando le sue scenate da una certa aggressività, accompagnata, tanto per rafforzare la dominanza sulla vittima, col suo abbandono senza spiegazioni o senza dire un perché.
La vittima accusata di tutto ed abbandonata cade in una fase di blackout totale sulla sua capacità di pensare, razionalizzare e valutare effettivamente le circostanza, lasciandosi invece pervadere dal dolore dell’abbandono, dalla gelosia, dal senso di vuoto e confusione.

In tale stato è difficile prendere una decisione o capire come stanno realmente le cose, la vittima non pensa ai tanti fatti che se accumulati l’aiuterebbero vedere com’è realmente l’altra persona, invece si fa pervadere dal senso di colpa, autoaccusandosi di essere la responsabile di tutto e soprattutto della fine del rapporto.

Così quando il manipolatore ritorna lei è pronta a prostrarsi ed a chiedere umilmente scusa, e questo atteggiamento permetterà al suo persecutore di essere sempre più crudele, più cattivo, di infierire sempre con minore pietà, completamente disinteressato dal dolore e frustrazione che provoca nell’altra, ormai completamente in balia dei suoi umori e decisioni.
Cosa fare per eliminarlo

Essendo il senso di colpa un pensiero negativo, costante ed ossessivo istigato, indotto e condizionato dall’atteggiamento altrui che colpevolizza senza ragione e senza un giustificato motivo (ma spesso per scaricare su altri le colpe che gli appartengono) occorre innanzitutto contrapporgli un pensiero positivo, che salva dalla colpa la vittima e che gli fa razionalmente individuare il vero colpevole della situazione.

Per fare tutto questo però occorre che la vittima riesca a liberarsi dalla sudditanza mentale del suo manipolatore, allontanandosi, impedendogli di avere contatti oppure interrompendo il flusso di comunicazione negativa che sostiene ripetutamente il disvalore e l’incapacità della vittima e le colpe per ogni cosa che accade.

Spesso non è possibile creare quella distanza che rende liberi fisicamente e che mette la persona in condizione di aver modo e tempo di ragionare, pensare e valutare le cose razionalmente arrivando a diverse conclusioni rispetto a quelle che le sono sempre state contestate.

Questo perché separarsi vuol dire andarsene di casa, allontanarsi in altro luogo e questo presuppone una certa indipendenza economica che non tutti hanno.
Allora la separazione diventa più difficile ma non impossibile, creando delle barriere mentali che frenano la comunicazione distorta del manipolatore, non ascoltandolo, evitando confronti e discussioni inutili (tanto avrà sempre ragione lui) ed evitando dunque di sentirsi ripetere quelle accuse, cercando in pratica di ritagliarsi un luogo privato, per pensare e valutare ogni cosa con logica e con razionalità.

Soltanto razionalizzando le vicende si arriva a comprendere che in realtà la vittima non ha colpa di atteggiamenti e comportamenti degli altri, che non è vero che è un’incapace o inutile, se mai nessuno le ha dato la possibilità di dimostrare il contrario, e che quindi se si trova in situazioni inadeguate, non adatte o negative non è per suo volere o per sua scelta, ma anzi per una scelta impostagli come obbligo da parte del manipolatore.

Quando si arriva a poter fare questo processo mentale tutto è poi in discesa, perché si impara a vedere con i propri occhi la realtà delle cose e delle situazioni, a vedere il reale responsabile e manovratore di tutto e quindi ad individuare il vero colpevole.

Occorre quindi liberarsi dal condizionamento negativo che limita la capacità di agire e di pensare della vittima, che ha minato la sua stima e la sicurezza di essere in grado di poter fare ogni cosa da sola e di poterla fare bene, incominciando a crearsi il proprio futuro così come lo si desidera e non come gli viene imposto.

La libertà di pensiero porta sempre alla liberazione della persona da ogni catena anche mentale.




p.s.

L'articolo è ripreso da questo link 


L'autrice si dichiara fra le altre cose anche criminologa e questo fatto rende ancora più importante il tema dei sensi di colpa.

sabato 3 luglio 2021

Il peschereccio


In un articolo di un sito web americano il Milwaukee journal si parla delle attività dei testimoni di Geova. Sembra che i giornalisti d'oltre oceano abbiano un po' preso a cuore questa vicenda epocale del blocco delle attività dell'organizzazione.

https://eu.jsonline.com/story/news/local/2021/06/30/milwaukee-jehovahs-witnesses-turned-calls-letters-pandemic/7420869002/


L'articolo in questione però tratta l'argomento sviluppando un tema che evidentemente si sta sviluppando nelle attività di congregazione americane. La grande campagna di vaccinazione sta riportando il paese alla normalità, sembra però che questa normalità sia avvenuta per le attività lavorative ma anche per quelle ludiche. I grandi parchi giochi ad esempio sono aperti come le tante attività. L'articolo cita il commento di un rappresentate della Betel americana Robert Hendricks  che in alcune occasioni evidentemente ha espresso perplessità sull'uso inderogabile delle adunanze parlando così in un futuro di un aumento dell'uso di interconnessioni virtuali.

Qualcuno però si è accorto che l'organizzazione sta ancora bloccando le attività e per tanti motivi molti se ne chiedono il motivo. 

In realtà molti fratelli si stanno concretamente chiedendo quando e come riprenderanno le attività teocratiche. Siamo convinti che qualcuno nel cdf si starà sicuramente grattando un po' la testa sulla questione.

L'articolo azzarda una ipotesi che in verità era già stata ventilata in altre occasioni da tanti fratelli. In pratica risulta evidente che fra i tanti effetti secondari del COVID19 ci siano anche quelli di aver dimostrato che le congregazioni, le loro attività, come tutta la pianificazione e gestione degli eventi più grandi come le assemblee e per ultimo ma non per importanza tutta l'attività di predicazione, sono inequivocabilmente, perfettamente inutili.  

L'ipotesi è quella che le attività di congregazione non saranno più quelle di prima. Parlano più voci senza però alcun riferimento specifico che anche le congregazioni saranno pesantemente ridimensionate. Quelle ad esempio che sono ancora in affitto saranno definitivamente chiuse.


Questo fatto, come appena accennato sta lasciando perplessi e per alcuni versi anche preoccupati molte persone nel mondo. Questo video è probabilmente quello che è stato utilizzato dal Milwaukee journal per fare le sue considerazioni. Qui si vede Robert ed un altro esponente delle congregazioni di Houston che cercano di spiegare un po' cosa sta succedendo delle isteriche attività senza controllo che si facevano prima del Covid.



Nel video l'entusiasta intervistatrice chiede informazioni generali per quanto riguarda l'andamento delle attività. I fratelli interrogati ovviamente cercano di evidenziare gli aspetti positivi. Quello che ne viene fuori è una realtà che si dimostra molto più complicata di quello che sembra.

L'idea che viene presentata è che con il travaso al virtuale, l'organizzazione abbia in effetti aumentato in un modo piuttosto consistente, tutte le percentuali di riferimento dell'organizzazione. Ma sentendo un po' in giro a questo fatto sembra che corrisponda anche ad un aumentato anche delle contribuzioni.

Loro stiracchiano un 16% di visite nuove alla commemorazione ma noi sappiamo bene che il Covid ha sicuramente consolidato la nuvola di fratelli irregolari che si è distribuita intorno alla congregazione.

Si presenta così un dramma organizzativo di non poco conto che sta arrovellando il gruppo dirigente. Se sono vere tutte le considerazioni fatte il Covid contrariamente a tutte le aspettative di chi sperava in un tracollo teocratico si sta presentando come la porta per nuove risorse che non capivano ancora di avere. Tra le risorse non immaginabili solo due anni fa ci sono state quelle relative all'azzeramento completo di tutte le spese delle congregazioni mondiali. Facciamo un esempio numerico

Diciamo che le contribuzioni locali siano di 1000 euro al mese. Moltiplicate per 2800 congregazioni in Italia sono quasi tre milioni di euro tutti i mesi. I conti si fa preso a farli se consideriamo che il 60 o il 70 % delle contribuzioni finiscono in spese locali. Questo porta ad avere un tesoretto di 10 milioni di euro in un anno che prima non era disponibile.

Magari non sono 10 ma per eccesso diciamo che sono solo la metà. Io non credo che siano molte le aziende in Italia che possano contare in un cash liquido di 5 milioni di euro l'anno esentasse disponibili all'istante. Se si moltiplica per le nazioni del mondo più o meno si capisce che tipo di introiti sono arrivati dal ciel...  dal Covid.

Questo porta all'inedito risultato che gli introiti economici generali dell'organizzazione aumentino. Non è un caso infatti che proprio durante la pandemia c'è stata una revisione generale dei conticorrente delle congregazioni che stavano aumentando il tesoretto locale. 

Le cifre provengono da calcoli esemplificativi non sappiamo quanto siano reali e non sappiamo i margini di errore effettivi. Detto questo però il Covid potrebbe essere diventato l'innesco per quella piccola o grande revisione delle attività organizzative teocratiche. Ad un manager teocratico a cui viene detto che 

  • La predicazione di casa in casa non portava incrementi.
  • Le attività di congregazione hanno portato nel tempo molti più problemi di quelli che pensavano risolvessero.
  • Se i fratelli non si incontrano fisicamente tutte le problematiche di abuso sessuale che ci sono state per il mondo si annullano.
  • la presenza alle attività congrezionali virtuali su web è aumentata
  • I battesimi sono stati equiparabili ad anni dove le attività di servizio richiedevano risorse infinte. 
  • Tutte le attività giudiziarie sono state pressochè azzerate.
  • le attività di servizio sono aumentate
  • le contribuzioni dei fratelli sono aumentate
  • le spese delle congregazioni sono diminuite.

Da tutte queste considerazione non ci stupisce che negli Stati Uniti qualche fratello potrebbe pensare cose del tipo "Siamo sicuri di voler riaprire le congregazioni?". Non so voi ma a me questa cosa fa molto ridere, questa organizzazione mi sembra come Forrest Gump che compra il peschereccio per i gamberi...

Il lupo perde il pelo...

Robert Hendricks è stato protagonista anche di questa intervista che cito in questo post per un argomento che mi sta particolarmente a cuore. In questo video in modo piuttosto clamoroso rilasciato ad una associata della fox news (quindi non stiamo parlando di radio Cernusco sul naviglio con tutto rispetto della radio se esiste ovviamente), si vede il raccapricciante battesimo di genitori verso i propri bambini/adolescenti nelle piscinette di famiglia. Ovviamente non sono le persone ne il loro stato economico ad essere raccapricciante ma il battesimo che lascia molto perplessi anche per la semplice rilevanza mediatica che ne è stata data. Premesso che quello che penso su questa cosa è prettamente personale ognuno è libero di pensarla come vuole però io non riesco ad accettarla. Io sono nato uscendo in servizio e sostenendo che come Testimoni di Geova non facciamo pedo battesimi e battezziamo solo persone adulte e consenzienti non vedo margini per permettere che siano battezzate persone di 12-15 anni. Per me è inaccettabile farlo e ancora peggio farle vedere in pubblico.  In questo video non solo si fanno vedere ma si è visto anche un accomodante rappresentante della Betel che ha commentato entusiasta questi eventi.



https://eu.jsonline.com/story/news/local/2021/06/30/milwaukee-jehovahs-witnesses-turned-calls-letters-pandemic/7420869002/

sabato 26 giugno 2021

Le esortazioni del terzo tipo

La recensione di Incontri ravvicinati del terzo tipo, di Steven Spielberg


Ciao a tutti

Oggi parliamo di quanto comparso in un recente articolo dell'Huffington Post, un sito di notizie giornalistiche pretenziosamente indipendente.

L'articolo dal titolo "La strana scomparsa di Mauro Romano e quel silenzio dei Testimoni di Geova" è in realtà un post di presentazione di un libro  "Storia di una scomparsa", Fandango scritto da autori Flavia Piccinni e Carmine Gazzani che ricostruiscono la vicenda del bimbo dal nome Mauro Romano svanito nel nulla a Racale il 20 giugno 1977.

La storia che ci raccontano

Quel 21 giugno del 1977 era un pomeriggio caldo, afoso, pieno di luce e di mistero come ogni solstizio d’estate. Mauro con il fratello Antonio, di pochi anni più grande, si trovava a casa dei nonni materni, in vico Immacolata a Racale. Natale Romano e Bianca Colaianni, infatti, erano partiti per Poggiomarino, un piccolo comune in provincia di Napoli, per assistere ai funerali del papà di Natale. Antonio si allontanò in compagnia di uno zio per assistere ad una gara ciclistica. Mauro, invece, scomparve nel nulla. Le indagini, condotte dai carabinieri di Casarano, grazie anche all’ausilio di alcuni cani, indirizzarono le ricerche nella località denominata “Castelforte”. Qui in un trullo, precisamente su un giaciglio di erba secca, fu trovato un batuffolo di ovatta, usato, presumibilmente, come tampone narcotizzante. Pochi giorni dopo la scomparsa, i genitori di Mauro ricevettero diverse richieste di riscatto, pari a circa 30 milioni delle vecchie lire...

Da quel momento poi un eterno calvario. Inutile comprendere che la prostrazione e il dolore che si affrontano quando non si conosce lo stato e la condizione di un caro che sparisce senza avere più notizie di lui è sicuramente peggiore di sapere che la sua vita è finita. Potrebbe sembrare un controsenso però è così, anche persone con un minimo di empatia per il prossimo percepiscono che  la sofferenza che si prova nel non sapere cosa sia accaduto a chi ci sta vicino ai nostri cari è peggio di una torutra e peggio di sapere che è morto. Pensare cosa poi potrebbe accadere a chi vive la scomparsa di un figlio è inimmaginabile.

La vita va avanti?

Si certo la vita va avanti e così da qui inizierebbero tutte le infinite considerazioni per il quale da Testimoni di Geova siamo campioni mondiali. Con un minimo di ritegno evitiamo di aggiungere altro. In generale da Testimoni di Geova la retorica dell'incoraggiamento è sempre contraffatta. E' complicato vivere tutte le emozioni negative del mondo. Ma precostruire sopra una vicenda triste e devastante il tentativo di utilizzarla per presentarti un prodotto con un po' di orecchio te ne accorgi subito. Appena la senti percepisci immediatamente lo stato alterato di chi cerca di manipolare le emozioni. Un po' come quando uscivi in servizio proponendo la rivista sull'inquinamento e il padrone di casa declinava l'offerta perchè aveva un funerale e tu insistevi dicendo che Dio avrebbe non solo tolto l'inquinamento ma avrebbe risorto il morto.

Alla fine questo è un po' l'effetto sedante di questa organizzazione quello di concentrare su di se e sulla sua esistenza lo scopo nostro e della nostra vita facendo passare per secondario tutto anche il nostro coniuge i nostri figli i nostri genitori.

L'effetto devastante della costruzione mentale poi si ripercuote inevitabilmente su tutto e su tutti. Così come coerentemente  l'organizzazione pretende dai suoi adepti l'unificazione delle idee e del pensiero. La prova di questo devastante asfaltamento del pensiero la ritroviamo in tanti piccoli esempi dove si dimostra il disagio e il disadattamento di chi vive lobotomizzata allineata all'organizzazione. 

I coniugi Romano genitori di Mauro inviarono dopo una ventina di anni una lettera alla Betel per avere indicazioni sul merito della questione che evidentemente era diventata un problema generale non solo loro ma anche della congregazione. Inviano una lettera perchè loro erano entrambi Testimoni di Geova della congregazione di Racale. Fra le note dell'articolo in questione ho letto la risposta della Betel e non ho potuto trattenermi dal condividerla con voi perchè è un esempio emblemtico come funzionano le cose nelle congregazioni e nella Betel quando sorgono problemi. Sempre.



La lettera di risposta è un vero obbrobrio orrorifico totalmente scorrelato con la natura del problema e della questione, da lasciare stupefatti. Ma questa lettera è un po' il risultato di tutto il sistema teocratico. Esso infatti, come sappiamo bene, vuole vivere al di fuori di tutte le questioni.  Si comporta come se ogni cosa non lo riguardasse, un po' come se chi rispondesse a questa lettera vivesse su Alfa Centauri. 

Analizzando il linguaggio è palese il disappunto che i responsabili Betel stanno vivendo la questione. Già dall'inizio si capisce che soffrono tanto per questa cosa.

"Rispondiamo con piacere alla vostra lettera del 19 Aprile 1997"

Quando si risponde con piacere uno poi nel resto della risposta lo dimostra il piacere. Ora vediamo, riusciranno nell'intento? Come si può notare nella lettera mettono per iscritto la data di ricezione. Vediamo perché.

"Siamo molto dispiaciuti, per ciò che vi è accaduto molti anni fa e al dolore che la scomparsa ...."

Come si può notare il fratello è completamente avulso dalla vicenda tanto che viene subito fatta scadere come una cosa lontana nel tempo "molti anni fa". Cosa che stride molto con il forzoso dettaglio della data di ricezione della lettera della frase precedente. Questo fatto si giustifica evidentemente con la priorità che il fratello reputa alle date. Sono evidentemente più importanti quelle di ricezione e di invio della missiva che non quella di ricordasti la scomparsa del bimbo. Forse perchè non sa proprio nulla della cosa? Lo vedremo. 

"Di certo la speranza di risurrezione e le parole di Isaia 65:17 vi sono di sostegno e di conforto."

Questa è un po' la pistola fumante che il tipo che ha scritto questa lettera sia un alieno. Solo un alieno sarebbe normale dare del morto a dei genitori disperati per la scomparsa del figlio. Ma un altro motivo che questo tipo sia uno fuori dal mondo è legato dall'avverbio "vi" che segue le scrittura. Per chi scrive la lettera infatti,  la morte non è un elemento della vita che capita e che bisogna affrontare, ma un "argomento di conversazione". In questa forma di disadattamento completo quindi la morte non è percepita come un problema che viviamo ma che vivono gli altri.

Ricordiamo infatti che molti fratelli che hanno questo tipo di disagio non percepiscono minimanente la costrizione e il dolore che provoca la morte di una persona cara. La totale incapacità anafettiva di gestire sentimenti di tristezza di lutto è tale da aver creato spesso molte perplessità anche all'interno delle congregazioni stesse, ma a riguardo riprenderemo meglio questo argomento fra breve. 

"Comprendiamo la questione che sollevate e che naturalmente vi sta molto a cuore."

Quì l'alieno cerca in qualche modo di creare una sorta di collegamento con gli interlocutori, sostenendo che nonostante quanto appena espresso è comunque in grado di comprendere la questione e capisce che è una questione sentita. Cioè l'alieno ha capito che a questi due coniugi sta molto a cuore la scomparsa del figlio. Quindi è un alieno che un po' riesce a capire gli umani. Notate ancora l'uso dell'avverbio "vi" che sottolinea la separazione emotiva della vicenda. 

"Tuttavia riteniamo sia doveroso da parte nostra evidenziare la natura personale della cosa"

Questa è una tipica frase fatta in stile Betel. Questa frase viene spesso utilizzata e scritta tante e tante volte da essere diventata una ossessione in questo protoalieno della Bufalotta. Le questione ai quali viene chiesto supporto sono tanti e variegati la fratellanza spesso chiede aiuto alla Betel per le tante questioni che vivono. I problemi sono tanti è questa frase è una delle tante per scaricare subito il problema e le responsabilità. In questo modo praticamente azzerano quasi tutti i problemi che vengono richiesti quando proprio le cose non vanno chiedono di far riferimento agli anziani locali.

"...la congregazione è stata costituita per promuovere il ministero cristiano, l'opera di predicazione del Regno di Dio..."

Ecco quà svelato un po' l'arcano chiamare la Betel per questi problemi è come chiamare il call center che ne so della Wind della Barilla.

"... la Barilla è stata costituita per fare pasta"
"... la Wind è stata costituita per fare chiamate al telefono"

andiamo avanti con le considerazione di questo alieno che sembra sia abbastanza sprofondato ma evidentemente quando si raggiuge il fondo si può ancora scavare.

"Possiamo capire il vostro desiderio di capire la scomparsa di vostro figlio che è un desiderio del tutto legittimo"

Ecco anche questa frase tipica teocratichese che precostituita e conosciamo bene. "Il desiderio del tutto legittimo". Questa frase viene utilizzata quando alcuni nella fratellanza criticano le espressioni di dolore di chi perde un caro. Il meccanismo mentale deviato segue questo sillogismo logico

  • se il nuovo mondo è vicino 
  • nel nuovo mondo vengono risorte le persone care
  • Se perdo un caro è un problema da poco, tanto fra breve c'è il nuovo mondo. 
  • Anzi, tutto sommato, meglio così perchè vivere in questo mondo...

Con questi ragionamenti (che avete anche voi condiviso e non fate finta), la fratellanza in generale è completamente sedata dal dolore per la perdita di un caro. Molti (ma non tutti) non hanno affezione  ne alcun tipo di empatia per questi problemi. Poi quando la morte arriva e si deve affrontare allora i problemi sono complessi e difficili, spesso lo scoraggiamento prende il sopravvento.
Così l'organizzazione ha protocollato la frase "desiderio del tutto legittimo" per gestire i cervelli lobotomizzati cortocircuitati nelle logiche di scarabeo che non capiscono le emozioni.

Però, come si può notare, l'alieno continua a vivere completamente dissociato con la vicenda tanto da permettersi di giudicare l'ovvio. Pensiamo a quanto ci si può sentire sollevati nel essere compresi che il dolore per la perdita di un figlio sia un "desiderio del tutto legittimo". 

"Ma mentre farete quanto riterrete più opportuno"

Ecco il piacere di aver ricevuto la lettera. La Betel nel suo spasmodico interesse per ognuno elargisce suggerimenti davvero encomiabili per arguzia e spiccata lungimiranza. Fare quanto ritenuto opportuno potrebbe essere plausibile anche per i protozoi e le amebe. Ma non finisce qui perché ora c'è la chicca finale.

"vi esortiamo anche ad avere a cuore la pace della congregazione e a non fare nulla per turbarla."

Questo Gesù l'avrebbe chiamato carico. Il giogo in confronto non è nulla rispetto al carico che poi ti devi portare dietro immaginando la responsabilità che ti viene imposta di avere a cuore la pace della congregazione.

Questa frase però ci permette di considerare alcuni altre cose che avvengono in Betel quando ci sono queste questioni. Dalla lettera in generale si nota che il fratello non cita minimamente la vicenda rimanendo sempre sul vago. In realtà la questione in Betel la conoscono e la conoscono molto bene. Come giustamente mi faceva notare un amico un po' la prova della questione in ballo è evidente anche da questa frase che sembra buttata li. La Betel sapeva e sa tutto perché viene informata su tutte le questioni come questa dove le congregazioni vengono implicate in vicende giudiziarie. Chi la informa? Essenzialmente sono i Sorveglianti. Loro infatti redigono continuamente lettere sulla congregazione e in aggiunta ad essa inviano lettere "integrative" sulle vicende più particolari. In aggiunta a questa ci sono le lettere spontanee dei vari corpi di anziani delle congregazioni sul territorio. Questo flusso di informazioni viene concentrato e verificato da vari fratelli che fanno poi capo ai responsabili del comitato di filiale.

Ma come abbiamo già detto questa gente è equiparabile ad agenti di strutture industriali di prodotto.  Così per loro la questione non è quella di sapere se il bimbo è ancora vivo oppure no dopo venti anni, ma a loro interessa sapere come questa cosa influenza la congregazione.

Adesso quindi viene fuori il vero motivo per il quale è stata scritta la lettera che è quello di salvaguardare l'unico vero interesse che la Betel ha a cuore "la pace nella congregazione". Dice pace ma ovviamente è teocratichese è quindi si deve leggere le attività della congregazione. Quindi lei chiede si di essere preoccupati del figlio perchè è un "desiderio legittimo" ma nello stesso tempo di non compromettere con questa storia le attività di congregazione. Ne più ne meno.

"Gli Anziani potranno aiutarvi a tenere conto di certi principi scritturali perchè guidino le vostre decisioni anche se faranno bene a lasciare a voi le responsabilità delle vostre scelte"

Le scritture a cui si fa riferimento vengono citate sono la dimostrazione di come si cerca di giustificare le scelte manipolando un beneplacido consenso biblico. Ovviamente non vengono scritte e per chi non ha dimestichezza con la Bibbia le deve andare a leggere, ma come abbiamo già detto sono la dimostrazione del piacere con il quale hanno ricevuto la lettera di aiuto. Noi le citiamo così si capisce bene cosa aveva in mente il fratello che ha redatto la lettera e a quali problemi fa esplicito riferimento.

Giacomo 3:18
 18 Inoltre il frutto della giustizia viene seminato in condizioni pacifiche+ per* quelli che promuovono la pace.+

1 Pietro 4:8
 Soprattutto, abbiate intenso amore gli uni per gli altri,+ perché l’amore copre una gran quantità di peccati.+

1 Corinti 6:1-8

Quando qualcuno di voi ha una controversia con un altro,+ come osa andare in tribunale davanti a uomini ingiusti anziché davanti ai santi? Non sapete che i santi giudicheranno il mondo?+ E voi che dovrete giudicare il mondo non siete in grado di giudicare questioni di poco conto? Non sapete che noi giudicheremo gli angeli?+ E allora perché non le questioni di questa vita? Se dunque avete questioni di questa vita che devono essere giudicate,+ scegliete come giudici uomini che non hanno il rispetto della congregazione? Lo dico per farvi vergognare. È possibile che fra voi non ci sia un uomo saggio in grado di giudicare tra i suoi fratelli? Invece un fratello va in giudizio con un fratello, e per di più davanti a non credenti!

Il fatto che abbiate delle cause gli uni contro gli altri è già una sconfitta. Perché piuttosto non vi lasciate fare un torto?+ Perché piuttosto non accettate di rimetterci? Invece voi fate torto e rubate, e per di più ai vostri fratelli!


Colossesi 3:24,25

24 perché sapete che è da Geova* che sarete ricompensati con l’eredità.+ Siate schiavi del Signore, Cristo. 25 Certamente chi commette un’ingiustizia sarà ripagato per ciò che ha commesso,+ e non si fanno parzialità.+


La lettera che si è trasformata in visita pastorale non poteva finire con l'ultima esortazione finale.

"Vi incoraggiamo a dare al Regno di Dio la priorità che merita"

Con questa indicazione diretta si conferma che le persone implicate alla Betel conoscevano loro e la vicenda perchè era stata informata da altri. Ovviamente ben si guarda dal fare citazioni sul merito ma l'esortazione spirituale di mettere al primo posto il regno è emblematica per chi ha come problema quello di capire cosa è successo al proprio figlio.

"... e a non dimenticare la dedicazione fatta a Geova colui che è in grado di dare vita eterna e resuscitare i morti."

Questa ultima frase è la finale frase di minaccia. La lettera conclude in modo esplicito che se non venisse data priorità al regno di conseguenza ci si dimentica della dedicazione fatta all'organizzazione (Geova in teocratichese è il sinonimo di Organizzazione) questo porterà alla loro inevitabile fuoriuscita.
Questa lettera è come dire un template che potrebbe essere riutilizzato per il 90 per cento delle problematiche giudiziarie delle congregazioni tutta la fratellanza che per tanti motivi viene implicata in vicende giudiziarie di qualsiasi tipo riceveranno esortazioni del terzo tipo... sapete da Alfa Centauri le esortazioni sono solo del terzo tipo. Sono esperto, le conosco.

buona serata a tutti

referenze web



sabato 19 giugno 2021

Il vademecum del complottista

Il complottismo dilaga sui social, quali misure per contrastarlo: il  problema | Agenda Digitale

Salve a tutti

Oggi parleremo del complottismo e di questa che, come vedremo, non è solo una forma di credulità ma è una sorta di meccanismo mentale ancestrale che l'uomo attua per cercare di spiegare cose o eventi che altrimenti a lui risulterebbero inconoscibili.

L'universo del complottismo è enorme e variegato. Molti lo associano ai movimenti templari e ai successori degli ordini segreti germanici rosacrociani, sino a quelli massoni, per arrivare al fenomeno degli illuminati, fra cui i Savi di sion di natura russo caucasica che hanno alimentato la propaganda mondiale antisemita.

Questo movimento complottista passa dal movimento misterico dell'orfismo greco e le sue teogonie e antropogonie al sistema filosofico esoterico alchemico alla ricerca della pietra filosofale, a quello ermeneutico biblico del santo graal, all'antisemitismo del più importante filosofo pure ermeneuta Heidegger (sempre germanico) sino ad arrivare all'estremo complottismo (sempre antisemita) QAnon tramato dal "deep state" un oscuro invisibile governo che controlla tutti gli stati mondiali.


Frontespizio del documento originale "Protocollo Savi di Sion" nell'edizione Russa.

Nel mischione webbatico dell'era internattiana che stiamo vivendo tutto quello che alimentava la subcultura dei secoli passati viene riproposto nelle variegate salse mediatiche preconfezionate di disinformazione che i vari Giacobbo, Dan Brown, Anonymous, Zeitgeist promulgano urbi et orbi nella loro sovrapposizione di intenti.

Alcuni sostengono di esserne venuti fuori da questo centrifugame del cervello con pubblicazioni tipo "i limiti dell'interpretazione" di Umberto Eco anche perché spesso lui stesso giochicchiava con le masse proprio utilizzando questi stessi temi. In tutti i casi il libro penso sia molto pericoloso da leggere per un Testimone di Geova non consapevole. Io me ne sono messo già alla ricerca (link)

Il complottista

In realtà il complottismo è il tema di appoggio perchè la parte interessante per noi non sono tanto le argomentazioni sul complottismo ma gli effetti che poi si generano nel complottista. Ovviamente siccome siamo un blog dove ci confrontiamo con la realtà della religione dei Testimoni di Geova e scopo di questo post di dimostrarne le eventuali relazioni.

Lo spunto che abbiamo preso è quello rilevato dal sito web dell'organizzazione in questo link.


https://www.jw.org/it/cosa-dice-la-Bibbia/pace-interiore-serenita/teorie-complotto-informazioni-false/

L'argomento è leggermente diverso perchè in realtà l'articolo dal titolo "Informazioni false: come puoi proteggerti?" parla di come adesso le persone sono in grado di poter accedere ad una quantità di informazioni enorme molte di queste sono notizie false anche chiamate fake news fra queste ad esempio anche le teorie del complotto.

A questo proposito viene proprio dedicato un paragrafo specifico sull'argomento. 

IL DECALOGO DEL COMPLOTTISTA | Rifondazione Santa Fiora

 

La verità sulle teorie del complotto

“Le teorie del complotto stanno influenzando il modo di pensare e il comportamento delle persone come mai prima”, dice Shauna Bowes, psicologa e ricercatrice. Ecco alcune cose utili da sapere sulle teorie del complotto.

Cosa sono le teorie del complotto? Si tratta di teorie secondo le quali gruppi di persone potenti e malvagie complottano in segreto affinché si verifichi un evento tragico o di grande importanza.

Perché queste teorie sono pericolose? Le teorie del complotto possono minare la fiducia delle persone nelle fonti di informazione affidabili. Alcune di queste teorie possono portare le persone a non seguire norme di sicurezza e precauzioni per la salute. Possono anche promuovere pregiudizi e violenza contro il gruppo che si pensa sia coinvolto nel complotto.

Perché così tante persone credono a queste teorie? Le teorie del complotto diventano più popolari durante “periodi di ansia diffusa, incertezza o difficoltà”, dice l’Encyclopædia Britannica, per esempio “durante periodi di guerra e depressione economica o subito dopo calamità naturali come tsunami, terremoti e pandemie”. In tempi di crisi come questi, molti credono alle teorie del complotto perché confermano le loro convinzioni o danno una spiegazione del perché succedono certe tragedie.

In che modo la Bibbia può aiutarti a proteggerti dalle teorie del complotto? La Bibbia offre consigli pratici che possono aiutarci a tenere sotto controllo l’ansia in tempi difficili. Rivela la vera causa dei problemi che ci sono oggi e anche come questi problemi verranno risolti. Per saperne di più, guarda il video Perché studiare la Bibbia?



Il riquadro con il titolo intitolato "la verità sulle teorie del complotto" cerca di spiegare cosa sono queste teorie i motivi per il quale sono pericolose perché molti credono a queste teorie e finisce la breve dissertazione con un consiglio pratico per tenere sotto controllo l'ansia in tempi difficili.

Questa breve sezione l'ho trovata interessante perché adesso la prima pagine di questo stesso sito web ha come titolo "Ci sarà mai giustizia nel mondo ?" cioè in pratica da una parte abbiamo l'esortazione a tenere sotto controllo l'ansia per non diventare complottisti e dall'altra si producono e generano continuamente articoli di natura complottista con evidenti elementi ansiogeni.

In più l'articolo ha al suo interno elementi complottistici tipici che ogni Testimone di Geova conosce e accetta senza il minimo problema.

Cosa non dice l'articolo

L'articolo omette alcuni aspetti importanti che fanno molto sospettare. Il primo aspetto piuttosto acclarato è che i complotti in realtà esistono, sono sempre esistiti ed esisteranno sempre. Ma bisogna distinguere di che complotti stiamo parlando è ovvio che quelli promulgati dalla letteratura di disinformazione hanno ben poco di veritiero.

Il secondo aspetto che non viene detto è che le teorie del complotto non sono mai menzogne evidenti. Troppo semplice. Le teorie del complotto sono molto avvincenti e credibili perchè chi le promulga attua una ricostruzione artificiosa della realtà mischiando verità e falsità nello stesso tempo. Un po' come quando Satana di interpone con Eva partendo dal presupposto vero del comando di Dio di "non mangiare il frutto" e non da quello falso che era "diverrete come lui".


L'origine del complotto

Il processo logico lo conoscete bene. Esiste una contesa universale che deve essere risolta fra il Dio del bene e il Dio del male. Nelle vicissitudini di questa contesa si sostiene che il Dio del male Satana sta agendo adesso nell'umanità per sviare ed impedire che le persone  diventino Testimoni di Geova. Come riesce a fare questo? Attraverso manovre occulte più o meno grandi che coinvolgono governi ma anche e più che altro con manovre all'interno della congregazione.

A riguardo potete benissimo fare riferimento a questo video. Dove senza nessun problema Ciranko assistente del comitato degli scrittori (quindi mica uno che è sceso con la piena).  Sostiene argomentazioni, che se le andiamo a vedere bene sono base di tutte le peggiori teorie complottiste di questo mondo

https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/video/#it/mediaitems/VODPgmEvtMorningWorship/pub-jwb_201910_8_VIDEO

In questo video si sostiene come Satana usi tattiche (termine non casuale di origine militare) specifiche per influenzare l'umanità. In realtà le tattiche che vengono prese in considerazione sono tutte relativi ad argomenti che hanno a che fare con l'appartenenza all'ordine religioso. L'effetto di questo video è quindi quello di creare il perfetto complottista. 

In pratica la persona non si vede più come uno fra i tanti ma viene catapultata direttamente dentro la contesa universale, con un elenco dei problemi (che ovviamente tutti hanno) e che diventando parte di una strategia militare dove noi (che con tutta onestà, anche il cane ci guarda con compassione) d'incanto diventiamo l'oggetto di un perenne attacco Satanico ordito con grande arguzia. Ad esempio guardate un tema che compare nell'elenco "contrasti fra fratelli". Se Satana usasse davvero i contrasti fra fratelli i raduni sarebbero delle messe nere e non adunanze spirituali. In tutti i casi mettere davanti a persone che possono essere fragili (non possiamo saperlo) considerazioni tali da scomodare Satana come il primo immobile di tutti i problemi percepiti o meno è un modo piuttosto semplice per travisare la realtà delle persone.

Per questo motivo poi si confonde la fede con il fanatismo travisando completamente scopi con intenti le cose che si dicono con quelle che si fanno. Geova diventa un Dio che si mette li a pianificare acquisti di case, contratti per il telefono, gestisce riparazioni di auto e in genere tutti gli eventi che sono percepiti in modo positivo e che ovviamente sono legati esclusivamente ad attività teocratiche. Se invece le cose non vanno bene abbiamo in quel caso la scelta di ripiego che è Satana sul quale possiamo concentrare tutta la nostra frustrazione. Come vivere in una perenne fiction.

Il risultato di questo approccio e di questo modo di vedere le cose è che se davvero ci immedesimiamo  in questo contesto, saremo condannati a vivere un perenne stato di ansia. Proprio quell'ansia, la stessa del complottista, che il paragrafo preso in considerazione all'inizio sostiene di voler scongiurare.

Se non che, per curarti dallo stato di ansia l'organizzazione che ti vuole bene ti presentata però anche la cura. La fiducia in Geova.  Fin qui andrebbe bene ma la frase pur essendo scritta in Italiano viene tradotta in codice teocratichese (così come fanno i complottisti) e così nella testa del testimone di Geova la cura diventa avere fiducia nell'organizzazione. In tutti i casi è come se ti dico di spararti in piede e poi ti insegno a farti una sutura della ferita e alla fine mi ringrazi pure perché ti ho salvato la vita.

Così si richiude il cerchio dello complottista che ragiona come un complottista ma sostiene di no esserlo, con in più una ferita al piede, ma lui ha fiducia tanta e poi si sa con il tempo si curano tutte le ferite.

buona serata