domenica 1 marzo 2026

Il valore universale del sacrificio di riscatto e la speranza della risurrezione

Le Scritture presentano il sacrificio di Gesù Cristo come il centro del proposito divino. È un dono che nasce dall’amore, non dal giudizio. Gesù stesso disse di essere venuto “non per giudicare il mondo, ma perché il mondo fosse salvato per mezzo di lui”. Se questo è il cuore del messaggio cristiano, è naturale chiedersi: quanto è ampio questo amore? Quanto è esteso il riscatto? A chi è realmente destinato?

Il linguaggio delle Scritture: “molti” e “tutti”

La Bibbia usa due espressioni chiave:

• lytron anti pollōn “riscatto in cambio di molti” (Matteo 20:28)
• antilytron hyper pantōn “riscatto corrispondente per tutti” (1 Timoteo 2:6)

A prima vista, “molti” e “tutti” potrebbero sembrare concetti diversi. Ma Romani 5:15 usa polys (“molti”) per riferirsi all’intera discendenza di Adamo. Questo suggerisce che “molti” non sia un numero ristretto, ma un modo di parlare dell’umanità nel suo insieme.

Se Adamo vendette tutti i suoi discendenti al peccato, non dovrebbe il riscatto corrispondente acquistare tutti coloro che furono perduti?

Il principio del riscatto corrispondente richiede equilibrio: ciò che viene pagato deve equivalere a ciò che è stato perso. Se Adamo perse l’intera umanità, il sacrificio di Cristo non dovrebbe forse abbracciare l’intera umanità?

Una possibilità personale per ogni essere umano

Le Scritture mostrano che Dio desidera che “tutti giungano al pentimento” (2 Pietro 3:9). Non si parla di “ogni sorta di persone”, ma di tutti. E Romani 6:7 afferma che “chi è morto è stato assolto dal suo peccato”, indicando che la morte cancella il debito del peccato ereditato.

Questo apre una riflessione importante: Come potrebbe un Dio giusto e amorevole negare una reale opportunità a chi non ha mai conosciuto Cristo?

La Bibbia risponde attraverso la risurrezione. Il Giorno del Giudizio, lungo mille anni, non è presentato come un momento di condanna, ma come un periodo di istruzione, guarigione e scelta consapevole.

Chi non risorgerà? Il peso del peccato contro lo Spirito

Gesù distingue tra due destini:

• Hadēs/Sheol: la tomba comune, da cui tutti risorgeranno (Apocalisse 20:13)
• Geenna: simbolo della distruzione eterna (Matteo 10:28)

Gli unici esclusi dalla risurrezione sono coloro che hanno peccato contro lo Spirito Santo: persone che, pur riconoscendo la verità, la rifiutano deliberatamente e con malizia, attribuendo l’opera di Dio al male.

Quante persone nella storia hanno davvero avuto una conoscenza così chiara da poter rifiutare Dio in modo pienamente consapevole?

La maggior parte dell’umanità non ha mai avuto una comprensione così profonda da poter compiere un rifiuto definitivo.

Le parole di Gesù sulla risurrezione: intere città, non individui isolati

Gesù parla della risurrezione di intere popolazioni:

• gli uomini di Ninive (Matteo 12:41)
• gli abitanti di Sodoma (Matteo 10:15; 11:23-24)
• Corazin, Betsaida e Cafarnao (Matteo 11:20-24)
• la “generazione malvagia e adultera” dei suoi giorni (Matteo 12:39-42)

In tutti questi casi, Gesù non seleziona individui, ma parla di città intere, di generazioni intere. Eppure queste città al tempo di Gesù, avevano visto miracoli, ascoltato predicazioni, e avevano rifiutato Gesù. Nonostante ciò, egli afferma che risorgeranno.

Se persino chi rifiutò Gesù di persona riceverà una risurrezione, come potremmo escludere coloro che non hanno mai avuto una vera opportunità?




La risurrezione come espressione dell’amore divino

La risurrezione non è una minaccia, ma una promessa. Non è un giudizio immediato, ma un invito. Non è una condanna, ma una seconda possibilità.

Gesù non venne per distruggere, ma per salvare. Il suo sacrificio non fu selettivo, ma universale. Il suo amore non fu limitato, ma totale.

Che cosa rivela il sacrificio di Cristo sul cuore di Dio? È possibile che un amore così grande sia destinato solo a pochi?

Una visione coerente con la giustizia e la misericordia di Dio

Alla luce delle Scritture, emerge un quadro armonioso:

• Il riscatto è per tutti i discendenti di Adamo.
• La risurrezione è per giusti e ingiusti (Atti 24:15).
• Solo chi ha peccato contro lo Spirito Santo è escluso.
• Intere popolazioni antiche risorgeranno.
• La maggior parte dell’umanità non ha ancora avuto la sua vera opportunità.

Questa visione non solo è coerente con la Bibbia, ma riflette il carattere di Dio: giusto, misericordioso, paziente, desideroso che nessuno perisca.

Conclusione 

Il sacrificio di Cristo non è un atto selettivo, ma un dono universale. Non è un privilegio per pochi, ma una speranza per tutti. Non è un giudizio, ma un invito.

E allora, mentre leggiamo le parole di Gesù, possiamo chiederci:

• Come cambia il nostro modo di vedere gli altri quando riconosciamo che Cristo ha dato la sua vita anche per loro?
• Che cosa significa, per noi, vivere come persone che credono in un Dio che non vuole che “uno solo perisca”?
• In che modo possiamo riflettere questo amore universale nella nostra vita quotidiana?

Forse la risposta più semplice è anche la più profonda: Cristo è venuto per salvare, non per condannare. E il suo sacrificio è la prova più grande dell’amore di Dio per tutta l’umanità.

“Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, 

affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

 

Post de “Ilresiliente

17 commenti:

  1. Sono tutte modellazioni umane che costruiscono la propria immagine utile di Dio e della sua volontà, cioè le sue caratteristiche psicologico-emotive corrispondenti ai bisogni di pace emotiva del credente.
    Per cui ciascun autoproclamato agente di Dio può rivendicare la propria ipotesi, senza poter dimostrare nulla in concreto, l'importante (per le direzioni confessionali) sono due cose:

    - avere almeno decine di migliaia di seguaci;
    - sulla base del primo requisito: ottenere la patente ministeriale, cioè il riconoscimento della politica. Da questo derivano privilegi giuridici (esenzioni fiscali, esenzioni penali, contributi pubblici a fondo perduto, facilitazioni amministrative ecc.) con i quali si può sviluppare il business patrimoniale, ufficialmente "non lucrativo".

    Soddisfatti questi due requisiti si è protetti legalmente e distinti dalla categoria dei ciarlatani, per cui chiunque può millantare investiture divine che danno la giusta esegesi delle "Scritture rivelate".






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  2. beth sarim..., Grazie, Resiliente. Il tuo post mi arriva in un momento poco sereno, ma si va avanti. Leggo l’amara e ineccepibile riflessione di Max e mi viene da pensare che, tutti, prima o poi, arriviamo vicino alla nostra fine: la morte.
    La fine di tutto.
    Ci chiediamo perché debba finire così, cosa succederà ai nostri cari. Guardiamo i nostri nipoti che ci baciano, incerti, mentre sul letto siamo prossimi a esalare l’ultimo respiro. I dolori sono insopportabili e la morfina, a volte, non basta.
    Dove andrò? Cosa succederà? È possibile che sia finita così?
    E abbiamo paura.
    Da millenni ci interroghiamo sul mistero della morte: ci siamo dati risposte, abbiamo teorizzato, ci siamo uniti in gruppi e abbiamo seguito quelli che Max definisce, giustamente, autoproclamati agenti di Dio. Abbiamo sbagliato.
    E abbiamo paura.
    Se siamo qui, penso, è perché nonostante tutto crediamo in Cristo: «Chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna… se uno mangia di questo pane vivrà in eterno».
    Di recente è mancato un mio parente. Gli anziani si sono presentati, hanno organizzato il funerale, avviato il protocollo e seguito il copione. Non c’è stato un momento di autentica comunione di fede, un momento nel quale, seduti, tutti i presenti abbiano ascoltato parole di conforto come quelle esposte nelle Scritture.
    Ci è stato detto, con freddo distacco aziendale, alla fine del discorso funebre, che potevamo avvicinarci agli uscieri per un “gratuito” studio biblico che ci permetterà di accedere alla luce progressiva irradiata dal CD.
    Preferisco rileggere le parole di Cristo nella mia stanza, lasciarle entrare nel mio cuore e sperare.
    Nel valore del Suo sangue.

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    1. Per tutta la nostra esistenza @beth sarim cerchiamo di non pensare alla morte, ed è naturale che sia così. Poi capita che tocca a un nostro caro o amico, e siamo obbligati a fare i conti con la realtà della vita. Tutti i TdG avanti negli anni che ho conosciuto, inclusa mia nonna, hanno sperato fino all'ultimo di essere speciali, prescelti e non morire mai. Diciamo che fino al giorno fatidico hanno vissuto forse meglio grazie alla speranza.
      Di fatto il tema qui trattato del riscatto di Cristo parrebbe avere utilità pratica solo in vista della resurrezione, perchè la sofferenza e la morte continuano invariate da millenni. Io in base ad alcune esperienze ho sviluppato una "mia" spiegazione, ed essendo personale non ha pretese di essere vera o accettata. Ritengo, che la nostra vita sulla Terra sia un
      passaggio fondamentale per la crescita. Non è la nostra prima esperienza e non abbiamo ricordi di vite precedenti fatte in altre epoche o luoghi perchè avremmo un caos in testa.
      Solo poche persone hanno un tot di ricordi, io ho conosciuto un uomo che già da piccolo conosceva tantissimo e sapeva parlare inglese senza averlo mai studiato. Quando moriamo lasciamo il corpo, e l'anima fa da mediatrice con lo spirito che altro non è che la nostra vera essenza fatta di energia, situata in chissà quale dimensione sconosciuta. Solo durante il trapasso si avrà la consapevolezza di tutte le esperienze già vissute e la vita seguente sarà scelta per migliorare un particolare aspetto della nostra persona spirituale, con lo scopo finale di elevarsi ed avere accesso ai "piani alti". Mi sono successe cose che oggi vengono definite -glitch di matrix- e che hanno messo in crisi la mia percezione solida della realtà. Così non ho tanto timore della morte, forse si tratta
      solo di un altra strategia di difesa, una illusione al pari della religione, ma per il momento
      è l'unica spiegazione soddisfacente che ho trovato.

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    2. @Assuero C. scusami se mi intrometto, anche io credo di aver avuto un'esperienza strana quando è morto mio padre ed è per questo che sono convinto che ci sfugge più di qualcosa su ciò che accade dopo la morte, tuttavia io non separerei queste esperienze sensoriali dal Cristo anzi io vedo una coerenza, cioè il Cristo pefezionerebbe la nostra esistenza, chiamarla risurrezione/reincarnazione giudata dal karma/incarnazione secondo il credo cattolico/ricreazione, e solo una questione di parole! Ma dal mio punto di vista sono percezioni dell'ignoto che ci accumanano!

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    3. beth sarim..., Caro Assuero, hai evocato delle immagini suggestive.
      La tua idea potrebbe essere una fotografia plausibile della realtà e come dici restiamo nel campo delle ipotesi, ovviamente (fortunatamente) ci mancano esperienze dirette verificabili e condivise.
      Ti ho letto con interesse: fai riferimento a esperienze personali e non abbiamo alcun motivo di metterle in dubbio. È naturale che, partendo da ciò che si vive in prima persona, si arrivi a determinate conclusioni; probabilmente, trovandomi nelle tue stesse condizioni, formulerei ipotesi simili.
      Riguardo al post, condivido con l’autore l’idea che il tema del sacrificio — e del valore che esso ha per i cristiani — debba essere affrontato anzitutto a livello individuale e di coscienza, proveniamo da decenni di formazione targata WT che hanno progressivamente ridimensionato il significato profondo e universale del sangue versato, subordinandolo a un sistema interpretativo centralizzato.
      Ci sono alcune gravi incongruenze nel modo in cui il CD affronta il tema del Sacrificio: da un lato, si afferma che questo abbia un valore universale, fondato direttamente sulle Scritture; dall’altro, però, si sostiene che la corretta comprensione di quel Sacrificio passi esclusivamente attraverso le interpretazioni del CD, il quale dichiara di “provvedere luce” progressiva.
      Ma se la luce è progressiva e soggetta a revisioni, come é possibile conciliare questa dinamicità teologica con l’idea di una autoproclamata guida spirituale che richiede ubbidienza incondizionata e ingiustificata?
      Se determinate spiegazioni vengono modificate nel tempo, in che misura l’ubbidienza richiesta é legata a verità immutabili e in che misura a interpretazioni contingenti?
      Inoltre, pur riconoscendo l’esistenza di errori o “aggiustamenti”, i vertici continuano a presentarsi come guide e pastori indispensabili per giungere al Padre. Si crea così una tensione: la fiducia dovrebbe essere riposta primariamente nel sacrificio di Cristo oppure nell’organo che ne fornisce l’interpretazione ufficiale?
      Di fatto, così facendo, è il mezzo che assume un ruolo superiore rispetto al messaggio stesso.
      Come dicevo, ciò che accade dopo lo scopriremo un giorno — spero il più lontano possibile.
      Nel frattempo, resta aperta per noi tutti una riflessione: la prossima "commemorazione" servirà a ribadire ancora una volta che la comunione con il sacrificio è mediata in modo esclusivo dal CD e che gli altri cristiani assistano come semplici “domestici”?
      Oppure il sangue e la comunione appartengono all’intera Ecclesia, senza distinzioni gerarchiche così marcate?

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    4. Per @Tommaso: non ho incluso il ruolo di Cristo nel mio commento, ma sono d'accordo con la tua precisazione. Nell'aver sopra citato i "piani alti" come meta finale della nostra crescita, non escludo che possa esserci proprio Lui a organizzare il tutto.
      Per @Beth Sarim: Alle tue domande la prima cosa che mi viene in mente è 2 Timoteo 3:16-17 "Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia, affinché l’uomo di Dio sia pienamente competente, del tutto preparato per ogni opera buona."
      Ora, ragioniamo, dove trova posto in questi versetti il concetto di luce progressiva se la Bibbia da sola rende PIENAMENTE COMPETENTI? Dove trovano posto le interpretazioni del CD se la Bibbia da sola rende PIENAMENTE COMPETENTI?
      Commemorazione, dove trova posto il comando di Gesù: -Continuate a far questo in ricordo di me- e la relativa spiegazione: -Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete questo calice, continuate a proclamare la morte del Signore, finché egli arrivi-
      se poi ai partecipanti viene insegnato a non prendere gli emblemi? Se i figli di Dio son quelli che partecipano al nuovo patto, allora di chi sono figli quelli che rifiutano di prendere gli emblemi che sono i simboli di quel nuovo patto?

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    5. beth sarim..., esatto Assuero, mi viene in mente che il voler impedire a dei cristiani di partecipare attivamente al rito simbolico del prendere gli emblemi in comunione possa essere un atto di disubbidienza deliberata verso lo Spirito.
      Mi chiedo, se il Figlio ordina "fate questo..." non lascia spazio ad interpretazioni, giusto?
      Se il Figlio non parla mai di una classe secondaria, con altre prospettive, distinta e subordinata rispetto agli "unti", disporre in modo diverso, impedendo di fatto la partecipazione attiva e collettiva al patto, non é un atto deliberato di apostasia e di peccato contro un comando diretto, esposto nelle Scritture?
      Quando il Figlio parla di "altre pecore che non fanno parte..." intende chiaramente i gentili, solo in epoca moderna il cd ha interpretato l'esistenza di due classi, unti e grande folla...
      o sbaglio?
      Ma questo, forse, é un altro tema.

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  3. Mi spiace dirlo @Ilresiliente, ma non ci riesco: alla domanda "Come cambia il nostro modo di vedere gli altri quando riconosciamo che Cristo ha dato la sua vita anche per loro?" non ho risposte in quanto non mi cambia la repulsione che provo per certi uomini che causano sofferenze agli altri, fino ad arrivare ai bulli guerrafondai che mirano solo al potere e al denaro.
    E quindi dovrei pure aspettarmi che certa feccia del genere umano tipo quelli della banda di Epstein non gli sia negata una reale opportunità di pentirsi e poter essere risuscitati. Troppo comodo. Preferisco la teoria del Karma, dove chi ha causato tanta sofferenza deve espiare in qualche modo per migliorarsi, ammesso che abbia una anima.

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  4. Una lode al @llresiliente per i suoi post sempre interessanti, ma non posso che essere d'accordo con Assuero C perché il riscatto è per tutti coloro che in qualche modo lo accettano , non per chi è malvagio fin nell'anima
    Genná

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  5. Sto cercando un video (credo JW Broadcasting). Nel filmato viene intervistata una pioniera regolare con gravi menomazioni fisiche, nubile, che per poter partecipare al ministero viene trasportata su una brandina. Grazie

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    1. Sabina Hernández. Riesco a fare quasi tutto grazie a Geova

      https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/video/#it/mediaitems/VODIntExpEndurance/pub-jwbls_201512_1_VIDEO

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    2. Ne ricordo un altra esperienza , in cui era in una camera iperbarica , mi sembra che in quelle condizioni predicasse forse era pioniere e assisteva alle adunanze , comunque , sono casi limite per ridicolizzare gli altri adepti.

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  6. Un fratello mi ha inviato il video (Sabina Hernàndez). https://www.jw.org/finder?srcid=share&wtlocale=I&lank=pub-jwbls_201512_1_VIDEO Buona giornata

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  7. Ogni uomo crede che tutti gli uomini sono mortali, tranne lui.
    (Edward Young)

    La propria morte è irrappresentabile, e ogni volta che cerchiamo di farlo, possiamo costatare che in realtà continuiamo a essere presenti come spettatori. Perciò la scuola psicoanalitica ha potuto anche affermare che non c’è nessuno che in fondo creda alla propria morte, o, ciò che equivale, che nel suo inconscio ognuno di noi è convinto della propria immortalità.
    (Sigmund Freud)

    Mettiamoci l'anima in pace e godiamoci questa vita cercando di fare il meglio che possiamo per lasciare un buon ricordo di noi. Dopo la morte c'è il nulla, anzi nemmeno, il nulla sarebbe già qualcosa...

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    1. Penso che se stiamo qui a discuterne facendo citazioni, un margine di dubbio da una parte o dall'altra bisogna lasciarlo, sono le domande senza risposte che stimolano lo sviluppo della conoscenza!

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    2. Anche la chiesa cattolica ha dovuto ammettere, "obtorto collo", che Adamo ed Eva sono figure simboliche così, per giustificare la teologia del peccato originale e di conseguenza la necessità di un Cristo salvatore, fanno dei voli pindarici che nemmeno i tdg.
      Questo perché le evidenze scientifiche mostrano che:
      L’umanità discende da popolazioni estese, non da una singola coppia.

      Le caratteristiche genetiche e morfologiche si evolvono lentamente e gradualmente.

      Non esiste una "macchia originale" trasmissibile biologicamente attraverso un singolo antenato.

      Come vedi, le risposte ci sono, vanno solamente accettate.
      Se poi io, faccio delle citazioni, è perchè personaggi più autorevoli di me e di te, sono riusciti, dopo profondi studi e ricerche, a racchiudere in poche parole concetti da me condivisi, spiegando meglio di come farei io il mio pensiero...

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    3. Nonsense, spero chi gli amministratori del blog pubblicheranno un articolo che ho inviato in redazione, che potrebbe aprire un'interessante discussione proprio sugli argomenti da te esposti, attendiamo!

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Grazie per il commento.