mercoledì 12 maggio 2021

Paolo, la Wts e le donne: un rapporto difficile

Risultati immagini per misoginia














Nella rivista Svegliatevi del 8/4/1998 è riportata l’esperienza di Salima una giovane africana attratta dai TdG per una particolarità che essa stessa spiega:

“Sono cresciuta in un ambiente dove le donne e le bambine erano trattate male...

“Nell’adolescenza, tuttavia, cominciai a studiare la Bibbia con i testimoni di Geova. Rimasi molto colpita leggendo le parole dell’apostolo Pietro, che disse che le donne dovevano essere trattate con onore. Ma pensai: ‘È molto improbabile che questo consiglio venga applicato, specie se si considerano le nostre tradizioni locali’.
“Tuttavia, quando andai alla Sala del Regno, dove i Testimoni tenevano le loro adunanze, sia gli uomini che le donne mi trattarono gentilmente. Cosa ancora più sorprendente, gli uomini sposati si interessavano veramente della moglie. Man mano che conoscevo meglio quelle persone, mi rendevo conto che tutti i Testimoni dovevano comportarsi in questo modo. Anche se alcuni uomini provenivano da un ambiente come il mio, ora trattavano le donne con rispetto. Volevo far parte di quella grande famiglia”.

Chissà se Salima farebbe lo stesso ragionamento leggendo la scrittura del giorno di oggi, che riporto integralmente. Martedì 25 giugno 2019

L’aspettazione differita fa ammalare il cuore (Prov. 13:12)

Prendiamo il caso di una sorella dell’Inghilterra che voleva tanto avere un figlio ma le cui speranze non si concretizzavano. Quando entrò in menopausa si rese conto che il suo desiderio non si sarebbe realizzato in questo sistema di cose. Si sentiva a pezzi. Anche se lei e suo marito decisero di adottare un bambino, la sorella disse: “Dovetti comunque passare attraverso un processo di elaborazione del dolore. Sapevo che adottare un bambino non sarebbe stato esattamente lo stesso che averne uno mio”. La Bibbia dice che la donna cristiana “sarà tenuta in salvo per mezzo del parto” (1 Tim. 2:15). Questo però non significa che avere figli porti alla vita eterna. Piuttosto si riferisce al fatto che prendersi cura dei figli e occuparsi di altre faccende domestiche può impedire a una donna di diventare pettegola e di intromettersi negli affari degli altri (1 Tim. 5:13). w17.06 5-6 par. 6-8



Vogliate prendere nota in modo particolare del capolavoro di gentilezza e sensibilità del periodo finale del testo. In realtà un concentrato di misoginia propria del modo di pensare fondamentalista protestante americano di cui a questo punto è evidente faccia parte anche la Wts/Jw.

Sono un uomo, ma mi domando come si arrivi a conclusioni di questo tipo e come si abbia il coraggio di scriverle (tenete presente che il pensiero della Torre di Guardia del 2017 che fa da base riprende il medesimo già espresso ufficialmente ad esempio nelle riviste del 2005 e 2008) tenuto conto che a parte la nota avversione nei confronti delle donne manifestata da Paolo, l’organizzazione spesso quando le fa comodo pesca versetti qua e là, a riprova che Dio apprezza le donne e Gesù anche di più.

  • Con che coraggio si riduce il ruolo della donna a quello di mera incubatrice da predicazione?
  • Quali perversi pensieri portano a dare delle pettegole a donne per il solo fatto di non avere figli?
  • Usando lo stesso metro se un fratello non ha figli, può essere definito automaticamente pettegolo e intromettente nei fatti altrui?
  • Se tutta la Scrittura è ispirata in ogni singolo dettaglio, chi ha ispirato Paolo a scrivere o la Wts a spiegare?
  • Ha forse sbagliato Dio che ha permesso ai suoi “canali” di fare cose del genere senza fermarli?
Spesso quando servono pioniere regolari, fare le pulizie o lavorare alle ristrutturazioni, l’Organizzazione cita la famosa scrittura di Salmo: “le donne...sono un grande esercito”.

Visto cosa si pensa delle donne, si tratta di un esercito nemico? A voi le risposte.

GAMMA

post del 25/06/2019, 12/05/2021


domenica 9 maggio 2021

Il perdente


Molti di noi hanno convissuto con la realtà della congregazione in tanti modi più o meno intensi. Essere testimoni di Geova obbliga tutti ad un rigore religioso piuttosto stringente.

Festività, compleanni ma anche nel dettaglio sagre o addirittura le semplici visite a monumenti religiosi come chiese non sono viste con occhio benevolo quando va bene, in alcune congregazioni poi c'è una vocazione alla distruzione completa che nemmeno i talebani riescono a superarci negli intenti. Per farvi vedere il tipo di ragionamento che viene attuato vi faccio un esempio di visita pastorale a cui ho partecipato. Il fratello aveva "problemini" vari, l'anziano che era con me quando il fratello gli disse che aveva visitato una delle più importanti chiese del capoluogo cercò di dissuaderlo spiegandogli la cosa in questi termini.

"Vedi il problema non è tanto legata alla visita alle chiese di Babilonia. Ci sono tanti aspetti che però come Testimoni di Geova dobbiamo tenere conto. Ad esempio quando sei entrato hai dovuto pagare un biglietto? Se la risposta è affermativa quei soldi a chi sono andati? Quella visita è diventata un piccolo aiuto ad un sistema che non è accettato da Dio... questa potrebbe essere un po' la chiave per capire quali sono i nostri reali interessi. Sai bene cosa Dio pensa di questi luoghi di culto e della fine che ha riservato loro..."

Ora vi chiedo gentilmente di non fare gli ipocriti e di non sostenere che questo tipo di considerazioni non l'avete mai fatte perchè sapete bene che state mentendo. Se non ricordo male il fratello ebbe "beneficio" dalla visita e poi divenne un servitore di ministero, ma questo è il male minore. Ecco quella che vi ho appena accennato è una delle tantissime argomentazioni che sono attuate a tutto quel sistema di vita al quale la congregazione pretende l'adeguamento formale religioso dai suoi aderenti. Una tecnica che fra l'altro utilizzavo spesso anche io era quella di sviare il fratello cercando di far finta di rovesciare il problema. Questa tecnica retorica consisteva nell'iniziare la frase con...

"Vedi il problema non è tanto legato...." 

Mi viene da ridere a dirvi questa cosa però continuate la lettura poi capirete perchè. Quest'approccio dicevo mi consentiva di ammaliare il mio interlocutore. Evitavo sempre di affrontare questi "non problemi" in modo da creare una base comune con il quale costringere la persona all'argomento capzioso che stavo propinando.

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Un altro esempio sono i compleanni. La tecnica è la solita. Quando in un giovane della congregazione si presentava il problema l'affrontavo nello stesso modo. 

"Vedi il problema non sono i compleanni tanto quanto il significato che queste celebrazioni si portano dietro... cosa capiamo dalla Bibbia?"

E poi su con scritture che non ci incastrano una mazza come Matteo 14:6 13 o Genesi 40: 1 22. E poi si va avanti con le considerazioni folkloristiche che ogni anziano ha e che mette in campo per cercare di persuadere la persona a quel comportamento o atteggiamento non allineato. Persuadere? In realtà poi è tutta tecnica dialettica variegata, in primo luogo si tenta di mascherare il più possibile l'aut aut al fratello. Insomma nel caso del compleanno a meno di attenuanti davvero particolari la disassociazione è praticamente istantanea. 

Gli aut aut però sono diversi come si vede dall'articolo di questa settimana "Ragazzi come potete guadagnarvi la fiducia degli altri?" se il fratello non ha un comportamento consono allineato si può adottare la tecnica dell'isolamento.


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In pratica al fratello non vengono date mansioni ne parti di alcun tipo. Questa tecnica funziona molto bene con i giovani che ovviamente hanno uno spirito molto competitivo e ambiscono naturalmente a posizioni di prestigio nella congregazione. Una tecnica efficace è quella di diventare pionieri regolari il prima possibile. Questa attività accelera molto i processi di inclusione e di appartenenza all'organizzazione. Tenendolo lontano dal podio e dalle mansioni la fratellanza prende in ostaggio la coscienza del fratello che se non adeguata e allineata manterrà quello stato ricattatorio e diffamante a vita. 

"Ma come non sei ancora battezzato? Oppure cosa ti manca per essere servitore di Ministero? Oppure servono anziani e abbiamo bisogno di fratelli come te..." 

Una volta sottomessa la tua volontà tutto gira proprio sul livello di sudditanza cosciente espressa. Se farai le cose perché qualcuno ti impone di farle senza esserne convinto e quindi senza capire il problema dove sta, finirai per sfogare la tua frustrazione in blog come questo.

A questo punto mi invento una conversazione con un fratello con i ragionamenti che si possono fare. Pensate anche voi alle eventuali risposte e poi mi ditemi con i vostri commenti.

"si ma io ad esempio sono sinceramente convinto che se compro un biglietto di entrata per visitare una chiesa sovvenziono questo sistema religioso in cui non credo." 

Oppure potresti dirmi anche che 

"Sono anche sinceramente convinto che il compleanno sia davvero una celebrazione che presenta problemi spirituali."

Intuisci come ti risponderò? Provate ad immaginare e poi continuate nel testo.

"Vedi il problema non è quello che pensi sul compleanno o sul biglietto pagato alla chiesa, ma come il sistema WT influenza i tuoi pensieri. 

Per farti capire ti faccio un esempio. Proprio in questi giorni ho sentito della beatificazione della Chiesa Cattolica ad un giudice ammazzato dalla mafia nel 1991. Omicidio che fra l'altro mi sono dimenticato e francamente non ricordo. Questo giudice aveva 38 anni si chiamava Rosario Livatino ed era a loro dire, un credente cattolico. Credente, insomma in realtà poi nella pratica, non è molto chiaro quanto fosse davvero credente. Però in tutti i casi mi ha colpito un riferimento ad una sua citazione. Un giornalista sostiene che in una occasione riferendosi, al giorno del giudizio Rosario sostenne.

"Quel giorno che Dio ci giudicherà ci chiederà conto non di quanto siamo stati credenti, ma di quanto siamo stati credibili" 

E' un piccolo gioco di parole e mi ha colpito non tanto per il senso ma per questa contrapposizione fra quello siamo e quello che dimostriamo agli altri. Prendiamo ad esempio il compleanno ti devo dire che anche io provo disagio nella celebrazione del compleanno, detto questo però cosa posso dire a riguardo della coscienza degli altri? Quale riferimento preciso ho riguardo ai motivi veri e concreti che impediscono la celebrazione? La scritture di Matteo? Quella di Genesi? Che entrambe narrano cose che non hanno niente a che vedere con il principio? Quando Dio non vuole che si faccia una cosa te la dice o usa espedienti retorici o letterari? E' davvero un principio chiaro ed evidente?

Da questo dico che, in generale, per tutti, sostenere di pensare esattamente tutto quello che l'organizzazione dice, non è credibile. Chi lo fa, non è credibile. Un adeguamento di questo tipo può essere fatto solo con persone che accettano o riescono a gestire il plagio del pensiero. Tu sei una di quelle?"

"Però su certe cose l'organizzazione e molto chiara a riguardo..."

"E si l'organizzazione è molto chiara ma a lei ha un altro tipo di necessità che è quello di avere al suo interno coscienze che credono nelle stesse cose a prescindere da quello che credono veramente. Quello che si ottiene alla fine è un artificio retorico e finisce li, non c'è nulla di spiritualmente rilevante. Se poi ci sta bene e l'accettiamo questo non significa deve essere per forza accettato da tutte le coscienze. Fare finta che quello in qui si crede sia per forza coincidente con quello che pretende l'organizzazione è un gioco che avrà un solo perdente. Tu."

buona serata


P.S. 

Per farvi capire il tipo di ragionamento retorico che va in cortocircuito prendete in considerazione questa usanza considerate ad esempio la visione teocratica riguardo alle usanze pagane espressa con una ricorrenza simile chiamata Pinatas, in questa domanda ai lettori che è comparsa nella svegliatevi dell'8/07/2004

Piñatas Ho letto con interesse l’articolo “La piñata: un’antica tradizione”. (22 settembre 2003) Ho qualche perplessità. I legami con la falsa religione sono provati. L’articolo, però, sembrava indicare che, finché non turba la coscienza altrui, questa tradizione è accettabile. Che dire dei compleanni e di festività come il Natale?

S. W., Stati Uniti

“Svegliatevi!” risponde: I cristiani non osservano festività o usanze che continuano a essere legate a false credenze religiose o ad attività contrarie ai princìpi biblici. Ad esempio, la Bibbia presenta senz’altro le feste di compleanno sotto una cattiva luce. (Genesi 40:20; Matteo 14:6-10) Tuttavia, quando è chiaramente evidente che oggi un’usanza non ha più una connotazione religiosa e non comporta la violazione di princìpi biblici, ciascun cristiano deve decidere personalmente se seguire o meno tale usanza.

mercoledì 5 maggio 2021

I Salti pindarici

MODI DI DIRE - Cosa sono i voli pindarici - Radio Punto Nuovo


Salti pindarici, illogici della/e dottrina/e. Per inciso: "Il mondo è finito, milioni di ora viventi non moriranno mai?", nel 1920, ma nel 2021 la realtà è che quella “generazione” è andata “tutta a rendere fertile la terra per i ceci”. "Generazione” = infiniti anni che si accavallano in sempiterno, doppi, tripli, quadrupli (pare stiamo prenotiamo una stanza in un Hotel) tutti referenti a UNA generazione. E ancora: tolleranza zero per soggettivi giudizi subissati da controlli su scelte, modi, gesti, vestiti, gusti, etc., etc. ..., abbundandis in abbundandum. Una camaleontica Organizzazione sempre più ambigua nell’ideologia, nei scopi, nei fini. Chi può asserire il contrario oggi?

Il mio impegno di fede tra i TdG si riduce nel persuadermi ogni giorno di più, su ambigui contesti dottrinali (non critiche ma logiche evidenze), che rivelano una indubbia formazione di “spiritualità patologica” spiccatamente ispirata allo stoicismo tant’è che si nota in essa una ostentata impassibilità per il presente deluso (tantissime sono le profezie non centrate), di un veniente paradiso atteso con tranquillità da chi ha sempre considerato provvisoria ogni situazione della vita terrena e ne è vissuto programmandone traguardi, target, bersagli disattesi e traditi, convito della inevitabilità di drastici e controproducenti innovazioni dottrinali (a memoria per chi vive) poste in essere in questa nostra decade.

Una “nuova dottrina” inserita in una “rinnovata Organizzazione” non sorprenderà affatto i portatori di quella “spiritualità patologica”, semmai a costoro, morbosi depressi, si confermerà ancora, confondendoli “la loro missione di fare discepoli con quella di fare adepti”, giustificando e legittimando poi l’assunto ai quali si erano metodicamente uniformati nelle deludenti e sbagliate profezie confezionate negli anni e nel tempo. Il seguace del Cristo considererà con serenità, cogliendo i vantaggi del non accettare meccanicamente situazioni definite dottrine ineluttabili senza decidere secondo le autentiche tendenze della propria coscienza e personalità.

Ma per compiere questo passo non ci devono essere interpolazioni di terzi “come ad esempio rendersi disponibili ai sorveglianti alle mogli o al coordinatore della congregazione, al sorvegliante di zona, alla stessa betel, o accettare i vari privilegi di servizio in congregazione”, ma nemmeno ripudiare il passato dottrinale ambiguo (come auspica di fatto l’Organizzazione), perché per il seguace del Cristo tutto si esaurisce in un atto di coscienza nuova, da realizzare in ogni momento della sua vita, riconducibile alla non accettazione di una “religione superstiziosa” quale è diventata nei protocolli e nei riti formali la dottrina dei TdG, una “religione” che predica ancora di non essere parte di una religiosità, ma riduzione di “vera chiesa” minoritaria, depositaria privilegiata dell’autentico senso della rivelazione nelle disposizioni emanate dal Canale tra Dio che propone e dispone limiti, piccoli e grandi, per le “stagioni di entusiasmo spiritual-patologiche”.

Così da istituire un CD umano, imperfetto, in cui è riposta una indebita fiducia da indurre a dimenticare la fiducia che si deve riporre in Geova. Un CD detentore e portatore di una "spiritualità patologica infetta” per ministri dell’ordine mondiale di spiritualità preconfezionata, devoti fedeli che devono rispetto e sottomissione ai responsabili del rigido accentramento dell’atto religioso, atteso e assecondato da tutti i TdG. Ma si sta giungendo a conclusione, poiché ciò si sta rivelando essere una concezione di religiosità non priva di scandalose dottrine, emendate e ancora da emendare che crea un clima di terrore psicologico. Un CD sempre in posizione di difesa nei suoi ingenui scritti, nell’innumerevole letteratura cestinata e buttata al macero, il cui studio e la cui lettura si è risolta in una vera “fatica d’Ercole” che non ha portato ai risultati profetici da essa sbandierata in anni ed anni (Il mondo è finito, milioni di ora viventi non moriranno mai), che ha solo avuto il merito di confondere in campo dottrinale con le tante inesattezze e deformazioni, da indurre alla diffidenza persino lo sprovveduto, il privo di cavilli, di sottigliezze, di brillanti dimostrazioni intellettuali.

Miglioreranno le cose? si domanda e ci domanda Capitan Kirk.

Personalmente presumo peggioreranno, vista nell’ottica negativizzante del TdG, sarà un dramma per la fratellanza, debito dell’annichilimento dell’esperienza negativa di “spiritualità patologica” vissuta in una “religione superstiziosa”, sostenuto da uno stato di coscienza dei fedeli, privo di slancio e ricca di illusioni irresponsabili. Drammi generati nel cuore di chi vedeva una diversa soluzione alle dottrine sbagliate e mancate, ma delle quali non ha, non ha mai potuto o voluto, in modo lucido, contestarle o dubitarle. Il CD, più che condurre ad una chiarificazione, sta contribuendo ad accrescere i problemi interpretativi, favorendo la formulazione di giudizi nebulosi dove “tutto è divenuto parte di un giudizio” terreno, estremamente umano e perverso, subalterno ad una “spiritualità patologica”.




commento di Michael 19/04/2021

sabato 1 maggio 2021

La fine delle cose

Anziani nelle Rsa, continua il lockdown “Potranno uscire solo nei prossimi  mesi” - La Stampa


In uno dei più bei pezzi di ironia che abbiamo potuto vedere al cinema c'è uno spezzone del film di Benigni e Troisi dove un predicatore ricordava alle persone astanti la debolezza e l'effimera essenza della vita umana urlando loro "Ricordati che devi morire". Quando con veemenza si rivolse a Troisi lui rispose "si mo me lo segn, non vi preoccupate".

La fine di tutte le cose qual è? Visto che siamo in un contesto legato al fenomeno dei Testimoni di Geova sveleremo una verità che chi frequenta questi posti conosce bene. Non sappiamo tempi e modi quando arriverà il regno ma un'idea viste le vicissitudini profetiche recenti è chiara un po' a tutti. 


DOPPIA GENERAZIONE: PURE O'SCARRAFONE È BELLO A'MAMMA SOJA



This Generation – Preach From The Housetops


Così siccome le cose si sanno come finiscono qualcuno ha pensato bene di prenderne atto. Con una strana coincidenza temporale al fallimento della profezia della generazione del 1914 sono nate  società di servizi internazionali espressamente dedicate per Testimoni di Geova che accompagnano i fratelli più anziani (non in senso spirituale) al termine del corso di vita terreno nel modo più dolce possibile. Pensano loro un po' a tutto adunanze, visite pastorali, anche al servizio e il rapporto...




Ecco in questo link la casa di riposo più spirituale del mondo 

https://www.jah-jireh.org/

Poi ovviamente abbiamo la parte americana. 

https://jjha.community/

quella canadese

http://www.jah-jireh.on.ca/contact-us.html

http://www.jah-jireh.on.ca/assets/jah-jireh_brochure_2015.pdf

Sud Africa

https://jah-jireh.co.za/

Stato della Georgia 

https://www.seniorly.com/assisted-living/georgia/darien/jehovah-jireh-personal-care-home



Per chi di voi fosse interessato la gamma () di prezzi per l'assistenza agli anziani presso le strutture dei Testimoni di Geova può variare da $ 3.000 al mese a quasi $ 5.000 al mese. Il prezzo dipende dal tipo di stanza e dalla cura. Ad esempio, le stanze per i pazienti che necessitano di cure per la memoria (demenza e malati di Alzheimer) possono anche arrivare a $ 4.000- $ 5.000 al mese.

In questo link la domanda di ammissione link

Qui un riferimento specifico alla dichiarazione delle disponibilità economiche. Francamente non è chiaro se accettano degenti disassociati o inattivi, mi viene voglia di chiamarli per sapere di più...

"Dobbiamo chiederti del tuo capitale. Se tu (il richiedente) hai più di £ 23.500 (£ 40.000 in Wales) in capitale (risparmi o proprietà), probabilmente dovrai pagare tu stesso i costi delle tue cure. (Potresti comunque essere in grado di richiedere l'indennità di presenza se paghi privatamente per le tue cure). Se hai meno di £ 30.000 di capitale e non possiedi la tua proprietà, DEVI ottenere un valutazione delle tue esigenze dai servizi sociali locali, per vedere se concordano sul fatto che hai bisogno di residenze o assistenza infermieristica. Se questo si applica al tuo caso, contatta i servizi sociali / assistenza per adulti locali reparto se non l'hai già fatto."


Ovviamente queste come tante cose creano piccoli terremoti alla devastata fratellanza che non sa più dove sbattere la testa. Questa sembra che sia la risposta della Betel Olandese ad una serie di inizative come questa che vi ho appena accennato e che non era entrata di buon occhio al gruppo dirigente.



SCA CSC Aprile 14, 2008


A TUTTI I Corpi degli Anziani

Cari fratelli,

Come cristiani, noi amiamo la cura per gli altri, specialmente in caso di bisogno (vedi od 167,168). I familiari e parenti, i proclamatori a livello individuale e la congregazione prendono, se necessario, le iniziative utili a fornire indicazioni pratiche.

Alcuni, di fronte a delle esigenze che possono notare, hanno progettato di portare aiuto in maniera più formale, come gestendo un edificio o un istituto casa di riposo per i Testimoni di Geova anziani. Come dovremmo considerare queste iniziative? Fino a che punto i suddetti fratelli ne sarebbero coinvolti?

Come congregazione cristiana, siamo organizzati per predicare la buona notizia del Regno (Matteo 28:19,20). Le pubblicazioni provvedute dalla classe dello "schiavo fedele e discreto" insistono sulla responsabilità scritturale dei membri della famiglia di soddisfare le esigenze delle persone anziane o disabili. Mentre la congregazione cristiana è interessata a coloro che sono anziani e aiutare in modo concreto, non possiamo, come congregazione, né gestire né mantenere le case di cura o di assistenza, nello stesso modo come non facciamo né scuole, né ospedali. Non vi è alcuna prova che i primi cristiani lo abbiano fatto. Come coscienziosi adoratori di Geova, paghiamo le tasse, e su questa base, molti scelgono di usufruire dei servizi che il governo fornisce loro. Nella nostra predicazione, a volte tali questioni ed argomenti vengono sollevati, tuttavia, per mezzo della Bibbia, siamo in grado di mostrare qual è la strada da seguire per noi cristiani, al fine di usare il nostro tempo e le nostre energie nella realizzazione della volontà divina (si veda il libro Ragioniamo, p. 224).

Come dovremmo reagire se un fratello che ha i privilegi nella congregazione si immischia o gestisce attività come quelle summenzionate? Le riunioni teocratiche non sono certamente un luogo per promuovere prodotti o servizi e non c'è bisogno di rivolgersi ai nostri fratelli cristiani, come a un gruppo specifico di destinazione. Se qualcuno, malgrado tutto, fa una cosa simile, gli anziani maturi dovranno impartirgli dei consigli biblici, con molto amore, ma anche con molta fermezza (Gal 6:1; od 141, 142, km 7 / 00 1; W97 15 / 3 17 -22; km 9 / 87 4). Se un fratello nominato non reagisce positivamente a questi consigli amorevoli, e continua a creare difficoltà sui punti in cui è stato consigliato, bisognerà valutare se soddisfa ancora le condizioni della sua nomina.

Riteniamo che sia molto bello lavorare insieme per gli interessi del Regno di Dio a predicare e insegnare la buona notizia. Ricevete i nostri cordiali saluti,

I tuoi fratelli,

WTBS

Cc: ai sorveglianti di circoscrizione.


Letterina esplicativa mi pare. Ma davvero in Italia non abbiamo niente del genere? Mi stupisce che qualche bel fratellozzo imprenditore nostrano con nomina soppressa (un infinità) non abbia dato luogo a soluzioni di questo tipo, mi sembra comunque un bel business. In tutti i casi purtroppo per la Betel Olandese, le case per anziani Testimoni di Geova ci sono è visto l'andazzo ci saranno ancora per tanto, tanto tempo.

Buona degenza

Altri siti

https://legacyplace.org/


referenze web

https://infotdgeova.freeforumzone.com/mobile/d/8773482/TdG-e-case-di-riposo-per-anziani/discussione.aspx


mercoledì 28 aprile 2021

“…la tua fede non venga meno; e tu, quando sarai tornato, rafforza i tuoi fratelli”

Risultati immagini per iniziare dalle piccole coseQuesto argomento trae spunto dalle ultime battute dell’interessante articolo postato da Tommaso, “alle pecore disperse nella diaspora spirituale”, apparso qualche giorno fa, per portarne avanti la riflessione.

Oggi stiamo vivendo una sensazione nuova, mai vissuta, diversa anche da quella che molti hanno provato quando hanno inizialmente conosciuto la "verità". Questo senso di smarrimento è singolare perché per la prima volta le nostre convinzioni sono state realmente e severamente scosse dalle radici. Perché è diverso da quando un giorno siamo diventati testimoni di Geova? E' vero che anche allora la verità ha spiazzato le nostre idee, permettendo di conoscere cose nuove che non ci erano mai state insegnate prima. Ed è stato come passare dalla morte alla vita, o almeno ad una nuova vita, più felice, più soddisfacente. Ci è stato insegnato che vivere avendo "sempre molto da fare nell'opera del Signore" fosse la cosa più sensata che un essere umano potesse impegnarsi a compiere. C'è anche da dire che conoscere la verità, è vero, avrebbe creato difficoltà con parenti e amici, ma almeno, salvo casi di parentela fanatica e irriducibile, nessuno ti avrebbe mai ostracizzato in maniera fredda e irremovibile. 

Nessuna religione a cui in precedenza appartenevamo avrebbe mai lavorato così radicalmente sulla mente dell'individuo, riuscendo ad isolarlo dal mondo, a staccarlo dalla realtà, a fargli vedere il resto del mondo come un nemico nelle mani del Diavolo da evitare come la peste. O a convincerlo (e non è cosa da poco) della futilità e pericolosità del perseguire una istruzione superiore. Insomma, siamo stati tutti a vario titolo condizionati pesantemente nelle nostre scelte, nelle nostre aspirazioni, nella visione del futuro, perfino nella vita privata. E nella visione stessa della divinità, vissuta in un rapporto di continua sudditanza dovuto alla nostra innata imperfezione, la quale rende indispensabile un continuo bisogno di placare in qualche modo Dio che osserva le nostre vite e accoglie le nostre richieste di perdono se supportate da azioni riparatorie. Il tutto condito con la minaccia continua di un Harmaghedon che spazzerà via chiunque non sia di fatto un testimone di Geova e anche chi lo è, qualora dovesse voltare le spalle a Dio.

Abbiamo dormito per anni sonni tranquilli nella convinzione che non potesse essere neanche ipotizzabile di dover cercare da un’altra parte una nuova verità, perchè quella che vivevamo era LA verità. E l’abbiamo difesa a caro prezzo. Facendo sacrifici. Rinunciando ad aspirazioni legittime per tutti ma non per l’organizzazione. Ci siamo esposti al pubblico ludibrio, fieri di essere diversi a causa del nome di Dio. C’è chi ha rinunciato alla gioia di procreare “in questo sistema di cose” per dedicarsi senza distrazioni ad una causa giusta. Molti uomini in passato hanno dato prova di neutralità lasciandosi imprigionare piuttosto che indossare una divisa. E l’elenco non è assolutamente esaustivo…

E' più facile forse ora capire perché le sensazioni che oggi stiamo provando per la prima volta, all’indomani della consapevolezza che tante cose in cui credevamo non reggono più alcun confronto, siano singolari ed uniche nel loro genere, non paragonabili con nessun altra delle esperienze di cambiamento mai vissute prima. Questa è troppo forte per noi, è fortemente deludente, troppo devastante!
Forse vi ritroverete mentre leggete di seguito una sintesi della rosa di emozioni che si sono avvicendate nella mente dal momento in cui la nostra vita è cominciata a cambiare.

FASE 1 In principio è scattato in noi un senso di difesa della propria fede: navigando in internet, abbiamo scoperto alcuni blog che si permettevano impunemente di esprimersi negativamente su schiavo fedele e dottrine, e, istintivamente, ci siamo imbattuti in discussioni a volte epiche e sanguinose, uno contro tutti, nel tentativo di ricondurre gli altri alla nostra ragione, forti della convinzione di essere sempre noi i depositari della verità, e gli altri solo apostati rabbiosi.

FASE 2  Inizio del turbamento interiore. Abbiamo cominciato ad accorgerci che i siti e i blog in internet, con modi e argomenti diversi, erano davvero tanti. E allora il tarlo del dubbio ha iniziato il suo lavoro di lenta e progressiva erosione delle nostre certezze.

FASE 3. L'angoscia. Abbiamo cominciato a perdere la nostra tranquillità e ore di sonno, pensando e ripensando con una morsa allo stomaco a tutto quello che leggevamo e rileggevamo in questi siti “apostati”. La cosa ci ha inizialmente fatto sentire sporchi, dato che abbiamo dedicato sempre più tempo a sbirciare su questi siti tassativamente proibiti dallo schiavo fedele che ha lanciato su di essi ripetutamente i suoi anatemi. Ma ormai un altro meccanismo si era avviato in noi, conducendo alla fase 4.

FASE 4. Le nostre letture proibite sono aumentate in termini di frequenza e quantità. Abbiamo iniziato a fare ricerche personali a 360°, e ci siamo accorti che la portata di questa nuova ondata superava le nostre aspettative. Abbiamo scoperto che in tutto il mondo esistono siti e blog che parlano dell'argomento testimoni di Geova. La cosa ci ha sconcertato, ma da un altro punto di vista ha cominciato a rasserenarci, facendoci sentire non più soli, ma parte di una comunità virtuale enorme, mondiale, estesa, come la stessa fratellanza in cui abbiamo sinora militato.

FASE 5 Il nostro apporto nei salotti virtuali comincia a cambiare connotati. Continuiamo sì a contrastare quello che secondo noi sono solo false accuse nei confronti dell'organizzazione e della dottrina, ma cominciamo a manifestare i primi segni di accondiscendenza su argomenti indiscutibili e verificabili nelle congregazioni, quali il comportamento di quelli definiti "cavalieri rampanti della fede", ovvero l'ipocrisia di fratelli che predicano bene ma razzolano male. Il tarlo continua a rosicare nella nostra mente…

FASE 6 Una pietra miliare. Lo scandalo pedofilia. Ecco la goccia che ha fatto traboccare i nostri vasi. La vergognosa esposizione dello schiavo di fronte ad una commissione governativa che con totale disinvoltura e professionalità riesce a mettere alle corde un suo rappresentante proprio su un campo in cui egli dovrebbe essere "infallibile", la esegesi biblica! Versetti alla mano, un "semplice" impiegato dello stato australiano riesce più volte a mettere in serio imbarazzo un membro unto del corpo direttivo. Lo shock che abbiamo subìto in questa vicenda ci ha lasciato ancora oggi storditi e disorientati, vuoi anche per la sconcertante scoperta della piaga pedofilia nel popolo di Dio, popolo che si permetteva il lusso di puntare il dito su tutte le altre denominazioni religiose su questo e altri argomenti.

FASE 7 Scatta in noi una reazione inquietante. "Ma allora è proprio vero quello che dicono in questi siti circa lo schiavo, che non è infallibile e può dunque sbagliarsi? Allora se possono sbagliarsi, possono anche fallire su decisioni capitali che potrebbero prendere per me, circa la neutralità cristiana, il sangue e altre cose ancora…" Allora abbiamo continuato ad approfondire le cose e siamo venuti a conoscenza dei modi sospetti in cui lo schiavo ha gestito le risorse finanziarie della fratellanza, delle vendite sospette di sale delle assemblee e sale del regno, betel e appartamenti di cui neanche conoscevamo l'esistenza e la lussuosità degli stessi, il tutto senza alcuna rendicontazione ai fratelli contribuenti. Allora scatta la fase successiva

FASE 8 Approfondimenti dottrinali. Cercando ancora di prendere le difese della nostra “organizzazione”, abbiamo almeno tentato di salvare il salvabile. Ok, lo schiavo ha assunto comportamenti deludenti, ma almeno la dottrina, la verità, è fatta salva! Invece facciamo l’amara scoperta che: il 1914 è una data non additata dalle profezie bibliche, che Gerusalemme senza ombra di dubbio non è stata devastata nel 607 a.E.V., che la dottrina sul sangue è errata perché semplicemente non sostenuta dalle scritture, che la pratica dell’ostracismo seguito alla disassociazione non è un insegnamento cristiano, che la commemorazione della morte di Gesù così come da noi celebrata è tutta da rivedere,  e tante altre spiegazioni che di scritturale hanno ben poco. Queste sono state scoperte paragonabili ad un raid aereo americano che, come nel caso letterale della guerra del golfo dei primi anni ’90 devastò e rase al suolo un regime totalitario, in senso spirituale hanno dilaniato la nostra mente e la nostra coscienza spazzando via ogni nostra precedente certezza in materia dottrinale.

FASE 9  La consapevolezza. Siamo all’approdo. Ormai ci rendiamo conto di aver conseguito una rinnovata mentalità, finalmente aperta e disinvolta, ci sentiamo cristiani ma non con la necessità di aderire strettamente ad una confessione religiosa in quanto ritenuta ora un mezzo al servizio della nostra adorazione resa a Dio. Viviamo un’ euforia, “confusi e felici”, per usare una citazione musicale. Perché da un lato tutto questo ci fa sentire bene, soddisfatti. Dall’altro ci rendiamo conto di essere dei clandestini, non potendo condividere queste nuove scoperte con nessuno dei nostri familiari e amici. Siamo ancora testimoni di Geova ma non nel senso più proprio di come i nostri fratelli e parenti cristiani lo intendono. Ormai siamo persone diverse, con nuove convinzioni “open source”, riusciamo a mettere tutto liberamente in discussione e non temiamo più di doverci confrontare con fedi diverse e filosofie, che da questo momento vengono recepite come modi diversificati per arrivare a tendere ad una verità più autentica. Però…

FASE 10 La più critica. La fase delle reazioni a tutto questo stravolgimento mentale. Ed eccoci all’epilogo di questo lungo discorso. Le reazioni. Si nota, leggendo qua e là e ascoltando in giro, che sono molti quelli che si sono fatti prendere dalla rabbia, e hanno bruscamente smesso di servire Dio. Alcuni stanno avendo problemi familiari, nel tentativo di convincere forzosamente il coniuge ad accettare queste nuove vedute, altri stanno abbracciando idee atee, agnostiche. C’è chi mette in totale discussione l’intero testo biblico. E c’è chi infine, come molti di noi in questo blog, spero tutti, che sta tentando di capire il da farsi cercando di non perdere l’equilibrio e cedere ad azioni sconsiderate.

La domanda ora è: “Quale sarà invece la fase 10 per noi consapevoli che vogliamo continuare ad avere una stretta relazione con Dio padre e suo figlio Gesù?” Sì, come pensiamo di affrontare questa nuova realtà che sta costringendo tutti noi a vivere da clandestini in una congregazione che sentiamo sempre meno nostra? Altri di noi stanno vivendo per la prima volta la situazione della famiglia religiosamente divisa, con moglie contraria o marito contrario perché l’altro o l’altra non ci ha seguiti ancora in questa metamorfosi.

Qualcuno pensa sia utile,  per smorzare i pugni che la propria coscienza sta sferrandoci nello stomaco,  trovare il modo per defilarsi da incarichi di insegnamento, per chi ad oggi è un nominato in congregazione. Già questo garantirebbe una convivenza più sostenibile tra nuove vedute e precedenti insegnamenti, visto che almeno non sarai costretto ipocritamente ad insegnare ad altri quello in cui non credi più.
Un’altra idea che altri stanno attuando è quella di predicare la buona notizia con il solo uso della Bibbia quale “kit (unico) dell’ insegnante”. Ciò non è solamente nobile e quanto di più bello possa fare un cristiano, ma tra l’altro è anche “consentito” dal protocollo, visto che una delle presentazioni suggerite della guida cristiana prevede il solo uso della Bibbia. E dunque non destereste mai il sospetto di nessuno e contemporaneamente dareste un buon esempio a chi vi osserva.

Se fosse possibile, sarebbe davvero rafforzante, perché no,  incontrarsi con qualche altro consapevole. Ecco un altro suggerimento utile.

Col proprio coniuge, è consigliabile fare piccoli passi. Si potrebbe, come qualcuno già sta attuando, inizialmente cominciare col dire che avete letto qualcosa di interessante non già sui blog che potrebbero essere presi per apostati, ma su siti ufficiali, per esempio quelli della royal australian commission, o quelli dell’OSCE, dove si evince la presenza strana della watchtower in una commissione governativa assimilabile all’ ONU, o quelli relativi a fondi speculativi in cui, se fate bene ricerche, esce fuori il nome della watchtower che investe in titoli che non si addicono ad una religione cristiana. E poi, pian piano che le linee difensive del nostro coniuge cominciassero ad arretrare, proseguite con cautela su argomenti più dottrinali. Il tempo mostrerà il da farsi in base alle opportunità. Ma per favore non scateniamo inutili crociate, presi dal fervore di quanto ormai si schiude sotto i nostri occhi. Questo è controproducente e pericoloso. Il nostro coniuge, come noi finora, è stato dotato di un sistema immunitario tale da riconoscere immediatamente l’apostata e isolarlo in un batter d’occhio. Se dovesse accadere ciò, il rischio di una crisi è dietro l’angolo! Non diamo luogo al diavolo.

Questi, ci rendiamo conto, sono dei compromessi. Non è certo quello che auspichiamo per le nostre esistenze. Ma capiamo che il percorso è ancora lungo. I nostri familiari avranno bisogno dei loro tempi per maturare queste nuove convinzioni. Se mai lo faranno. E nel frattempo?
Non è facile percorrere il sentiero in cui ci siamo imbattuti. Le insidie sono tante. E sarà sfibrante in certi casi sopportare quello che più non sentiamo, che non ci appartiene, ormai. Ma la gioia interiore di aver scoperto finalmente una libertà che “renderà liberi” non ha prezzo. Penso di interpretare il sentimento di ciascuno di voi in tal senso. La verità costa sempre qualcosa. Ma è un prezzo che vale la pena di pagare, se significherà dare un senso diverso e più vero alla vita….

Qualunque altra cosa vi venga in mente, qualunque suggerimento utile alla sopravvivenza in questa “terra di mezzo” in cui ci troviamo, rendetelo per favore fruibile alla comunità.

Una cosa è certa: non potremo più tornare indietro. Quel che è fatto è fatto. Tanto vale provare a vivere questa nuova esistenza dal futuro nebuloso, per ora, ma con la prospettiva di ricevere la benedizione del nostro Dio il quale, se è Sua volontà, non lascerà che il nostro attuale sacrificio volto ad avvicinarci maggiormente a Lui passi inosservato e non abbia la sua opera compiuta.

domenica 25 aprile 2021

Il controllo perduto

Android: come spiare e mettere uno smartphone sotto controllo

Prima di tutto saluto tutti e spero che le cose della vita vi vadano bene. L'articolo di oggi sarebbe stato piuttosto acido parlando dell'articolo di Torre di guardia di questa settimana ne ho iniziato una bozza. ma poi alla fine mi sono accorto che questa opera di debunking che viene perpetrata da questo blog e dai tanti blog come come questo mi sono fatto l'idea che non serva a molto. Anzi alcuni Blog particolarmente critici la peggiorano. Ne parleremo un poco ma più che altro faremo un po' di discorsi generali sulla nostra appartenenza all'organizzazione questa volta niente di complicato (promesso). 

La premessa

C'è una vecchia storia che mi raccontarono quando ero ancora studente, la storia l'ho dimenticata è passato tanto tempo, ma più o meno si raccontava di un tale che un giorno scrisse a caratteri cubitali nel muro principale del paese un enorme slogan che invitava la popolazione a ribellarsi. Il comandante della polizia prese un imbianchino e lo invitò a passare sopra la scritta con della tinta coprente. L'imbianchino seguendo le indicazioni date, coprì le scritta ma l'effetto finale fu che i caratteri diventarono ancora più grandi e si vedevano ancora più da lontano. Allora il comandante, che non voleva ripetere l'errore di prima, chiese ad un muratore di demolire la scritta. Il muratore segui le indicazioni, ma l'effetto finale fu che divenne ancora più gigantesca tanto che poteva essere vista anche dai paesi vicini e per di più diventò davvero indelebile e l'invito a ribellarsi durò per tanto tantissimo tempo.

Questa storia mi rimase impressa e mi diceva che le capacità di comunicare prescindono dagli scopi e che quando non sai comunicare chi ti ascolta potrebbe comprendere esattamente il contrario di quello che vuoi esprimere. Vi faccio un altro esempio a riguardo.

Un po' di tempo fa ho prenotato per una breve vacanza. Come facciamo solitamente utilizziamo qualche strumento social dove leggiamo le recensioni che fanno le persone sul luogo. Se avete un po' di dimestichezza i social hanno oramai universalizzato i giudizi con le stelle. Cinque stelle posto eccellente, una stella posto scarso. Alle stelle però tipicamente viene associato un commento esplicativo. Spesso al commento risponde il gestore. Il nostro metro di giudizio però è sempre quello di pesare i giudizi considerandoli un po' tutti falsati. In genere mi diverto di più ad analizzare la struttura dalle recensioni negative. Spesso si capisce bene che la persona che sta criticando la struttura è peggio della critica che vorrebbe dare e che quindi sia un pessimo cliente. Molto spesso dalla risposta si capisce anche la bontà della struttura proprio nelle capacità di reazione che hanno con soggetti ingestibili. Insomma tutto questo per dire che spesso uso proprio quel giudizio negativo per aiutarmi a scegliere proprio quella struttura.

Queste premesse le ho volute trattare per far capire anche il grande sforzo che stiamo facendo nel blog per cercare di trattare gli argomenti lasciandoci scivolare il più possibile dai coinvolgimenti emotivi che inevitabilmente abbiamo nei confronti di questa Organizzazione. Ovviamente sia quelli positivi ma anche e più che altro quelli negativi. Quando si trascende nella critica si diventa insensati e si ottengono gli effetti opposti come quello di ingigantire la scritta ribelle.

L'argomento di oggi è ancora quello legato a noi e alla considerazione che abbiamo di questa organizzazione. Molti non hanno le idee chiare e un po' per arroganza un po' per superficialità sottostimano molto il significato dell'appartenenza religiosa stessa. L'organizzazione ha una capacità intrinseca che è in un certo senso voluta dalla stessa fratellanza. Questa capacità è quella di annullare e resettare tutti i problemi, che magari ci stiamo portando dalla famiglia da dove si proviene. L'organizzazione ha una capacità tale che ti permette di tagliare i ponti con la realtà precedente in modo pressoché completo. Non è strutturata per lasciarti vivere una vita di mezzo. Se entri nei Testimoni di Geova devi immaginare di lasciare tutto quello che non sarà in grado di venirti dietro.

Questo in tanti casi è indubbiamente un effetto estremamente positivo. Purtroppo questo sistema può far nascere situazioni e condizioni di abuso che rendono la vita molto complicata. Se guardate nelle vostre congregazioni, troverete sicuramente tante situazioni complicate. Quanti orfani di padre conoscete? Quanti orfani di madre? Quanti fratelli conoscete che provengono da situazioni di estremo degrado di violenza droga alcolismo? Diversi non è vero? L'organizzazione ha indubbiamente dato a tutte queste persone il sostegno morale che non avrebbero avuto in altro modo.

Ora è perfettamente naturale desiderare di ottenere il meglio dalla nostra vita e effettivamente, per tante persone, diventare Testimoni di Geova significa migliorare la loro posizione sociale. Gli abusi sociali sono verticali e non esistono solo ai livelli bassi di povertà e  indigenza, ma coinvolgono anche persone e ceti sociali benestanti. A nessuno di noi piace fare il martire, ma faccio un esempio, se sono un fratello che proviene da quartieri malfamati della città da dove vengo e quotidianamente sono in contatto con forme di immoralità di vario tipo e grado. In queste condizioni potrebbe essere indubbiamente molto complicato riuscire a costruirmi una alternativa di vita convincente. I Testimoni di Geova hanno indubbiamente una alternativa da proporre che potrebbe risolvere tanti problemini, fin da subito.

Qui nasce il doppio binario proposto dall'organizzazione. In pratica è l'offerta di darti un contesto sociale protetto sicuro e per di più gratis. Ma è davvero così? In realtà non proprio, non è proprio così, il costo c'è ma non è evidente te ne accorgi solo con il tempo (come le rate del mutuo). Qual è? Devi tenere conto che una volta entrato nella comunità è come se vendessi te stesso e la tua famiglia all'organizzazione. Non è uno scherzo, ovviamente l'organizzazione cercherà di assicurarti che hai dato la tua anima a Dio ma in realtà non è proprio così e già dalle domande del battesimo dovresti capirlo. La corda non è a tre capi ma c'è un quarto trefolo che è appunto quello dell'organizzazione. 

La presenza dell'organizzazione è evidente nel controllo famigliare. Il controllo della tua famiglia è non è più sotto il tuo controllo, la tua autorità, come quella che si parla in questo articolo è una autorità che viene data dall'organizzazione, non è più tua. L'organizzazione è come un imbuto o come una nassa per i pesci. Puoi entrare quando e come ti pare... ma per uscire diventa un vero dramma. L'organizzazione non permette vie d'uscita della fratellanza se non al prezzo che lei ha determinato di dargli. Quindi puoi sopravvivere nel limbo dell'inattività o puoi subire la tagliola della dissociazione.

Il controllo

Tutto quello che vivi nella congregazione non è più sotto il tuo controllo. Come avrai sicuramente notato anche dall'articolo di questa settimana sull'autorità nella congregazione, tu ora sei e sarai strettamente legato all'organizzazione e alle sue attività. 

L'organizzazione se vuoi farne parte ti prenderà e ti userà a per i suoi scopi e suo beneficio. La fratellanza non è stupida in genere, tipicamente accetta suo malgrado questo pagamento, alcuni si giustificano con il concetto malsano che alla fine non si fa nulla di male. Altri invece, come tanti che visitano questo blogm con la consapevolezza di considerarla un po' come le tasse patrimoniali ( mi raccomando alla parola patrimoniale non dite parolacce che Dio vi sente e il governo no).

Molti non credono a questo aspetto e si illudono da Testimoni di Geova di poter decidere cosa fare dove andare. In realtà l'organizzazione ti consente solo in apparenza di fare quello che ti pare. Non seguire le direttive significa costringerti ad una sorta di oblio con il preciso intento di portarti sempre nella solita stanzetta dove un uomo ti fa sedere su un tavolino ti porta un piatto di minestra e poi ti apre la finestra accanto. Più il tempo passa e più grande diventa il piatto e più alto diventa il salto. In tutti i casi la libera scelta che ti viene proposta è sempre quella.

Prendiamo ad esempio la copertura del capo per le sorelle

Il velo come simbolo dell'autorità maschile è un vero e proprio simbolo sessista e non c'è niente che possa renderlo diversamente nemmeno tutta la retorica iniziale di questo articolo. L'applicazione scritturale che ne è stata data è peggio del velo delle suore perché in quel caso è relegabile alla sola "dimostrazione" di sottomissione al Cristo. Mentre da noi l'hanno relegato alla presenza "fisica" di un uomo. Ecco le domande ditemi voi se sono messi in evidenza principi scritturali:

L’attività in questione richiede che la sorella preghi in pubblico o insegni con la Bibbia in presenza di un fratello battezzato?

Anche se non è presente un fratello battezzato, la sorella deve svolgere un compito che in genere viene svolto da un fratello battezzato?

Se la sorella è sposata, il marito è presente mentre lei prega in pubblico per altri o insegna loro usando la Bibbia?

Secondo queste domande il velo è la dimostrazione di sottomissione a cosa: a Dio o all'uomo? Invece nei Testimoni di Geova è diventato un pasticcio comportamentale che ha messo in imbarazzo molte sorelle sincere. Dal mio punto di vista assolutamente gratuito mi viene da dire che alla fine per come viene considerata la donna in generale è il male minore. Ricordo ancora ad esempio la direttiva che permetteva alle donne di diventare guardiane delle cassette di contribuzioni. Ricordo ancora la parata dove le sorelle attraversarono tutto il palco dell'assemblea con le cassettine di contribuzioni e tutti "guarda guarda le sorelle" "quante cassette..." . Una roba talmente ridicola e mi chiedevo ma ora davvero queste sorelle non si rendono conto che le stanno prendendo tutte in giro? Certo che se ne rendono conto, non sono mica sceme come i maschietti... infatti non l'hanno più ripetuta.

Il velo apre le porte a quello che è la generale manipolazione di fortissima impronta maschilista delle attività di congregazione. Non c'è alcun motivo che le sorelle ad esempio non ricevano incarichi nei tradizionali reparti, la scrittura di Paolo è applicata nel peggior contesto possibile.

Ora guardate il paragrafo 9 dell'articolo di Torre di Guardia l'ennesimo esempio di scrittura applicata a casaccio per dimostrare il nulla spirituale. Leggete la frase del paragrafo e poi la scrittura.

9 Geova ha dato a uomini l’incarico di guidare la congregazione, e non ha dato la stessa autorità alle donne (I Timoteo 2:12)

Il versetto della bibbia dice testualmente

I Timoteo 2:12 Non permetto alla donna di insegnare né di esercitare autorità sull’uomo; deve invece rimanere in silenzio.


Come potete leggere tutti quanti nel versetto, non è Geova che parla ma l'apostolo Paolo che da una direttiva palesemente sessista fra l'altro non applicata dalla congregazione, perché le donne invece hanno il ruolo istituzionale di insegnanti. Sono loro che insegnano e proclamano la buona notizia. 
L'assurdo è che viene utilizzata, come applicazione di un altro principio che è quello di guidare la congregazione cosa che la scrittura non sostiene a meno di considerare che Geova accetti una applicazione sessista. Evito di mettere mano al resto dell'articolo perché altrimenti finisco per diventare come quello che cercava di cancellare la scritta...


un abbraccio a tutti