martedì 10 settembre 2019

Doxa vs epistemologia

Risultati immagini per guerraCari fratelli 

Non di rado ci capita di vedere persone che discutono su opinioni idee e quant'altro. A seconda degli argomenti le posizioni diventano roccaforti ideologiche e in alcuni casi sfociano in forme aggressive verbali e o fisiche. In questo post parleremo di una guerra diversa particolare che l’uomo ha sempre affrontato e che sin dall’inizio è stato un po’ il trait d'union che lo ha legato ai problemi della vita.

Questa guerra non è combattuta con armi vere anche se in molti casi la degenerazione della natura umana ha portato ad allargarne il conflitto anche al di fuori dai confini da cui è nata.

Questa è una guerra che risiede là dove si genera il nostro intelletto la nostra ragione (es: Ragione contro il Sentimento). Risiede li proprio in quel continuo borbottio di idee che pullulano nel nostro cervello e che, inevitabilmente, condizionano la nostra vita, molte volte a nostra insaputa, senza rendercene conto. Alcune di queste idee vanno in contrasto e cozzano fra di loro (es: Santità della vita, Santità del sangue) e ci costringono a risolvere l'inghippo con espedienti per trovare soluzioni logiche che possono in qualche modo riportare la pace nel cervello. In tanti casi queste soluzioni sono un estrema ratio che non ci piacciono. In questa guerra abbiamo imparato a vincere e perdere le battaglie senza che questo in fondo ci turbi poi troppo. 

Per capire meglio di cosa parliamo, prenderemo in considerazione due scritture che ci aiutano a svelare questo conflitto arcano.

La prima scrittura è quella Giovanni 18:38. “Pilato replicò: Che cosa è la verità ?”

BGT  Giovanni 18:38 λέγει αὐτῷ ὁ Πιλᾶτος· τί ἐστιν ἀλήθεια; Καὶ τοῦτο εἰπὼν πάλιν ἐξῆλθεν πρὸς τοὺς Ἰουδαίους καὶ λέγει αὐτοῖς· ἐγὼ οὐδεμίαν εὑρίσκω ἐν αὐτῷ αἰτίαν. 

Verita> ἀλήθεια ataleia

verità: veridicità, affidabilità, rettitudine Ro 15: 8; 2 Cor 7:14; verità opposta alla non verità Mc 5:33; Ef 4:25. La verità come caratteristica dell'azione divina o umana J 1:17; 03:21; 1 Cor 13: 6; Ef 4:24. Realtà Phil 1:18; 2 J 1. In realtà veramente, certamente Mt 22:16; Mc 12:14; Lc 22,59; Ro 2: 2. [pg 8]

Risultati immagini per guerraMolti ricordano questa risposta di Pilato durante il processo anomalo che stava facendo a Gesù e che di li a poco l'avrebbe portato alla morte cruenta su un palo di torura. Questo passo sin dall'inizio l’ho sempre considerato come un’occasione perduta. Il Vangelo ci dice che Pilato non dette seguito ad una delle domande che a ben vedere avrebbe permesso a Gesù di spiegare il mistero del termine Verità. Gesù rimase in silenzio i motivi non li sappiamo. Forse Pilato non glielo permise, forse Gesù stesso decise di non rispondere. Ma la nostra attenzione più che alla domanda la diamo proprio in questa mancata risposta perchè è un indizio che ci conferma l'esistenza di qualcosa tremendamente misterioso e che è legato al concetto di verità.

L’altra scrittura è quella che leggiamo in Genesi 3:1
“Ora il serpente, che era il più cauto di tutti gli animali selvatici che Geova Dio aveva fatto, chiese alla donna: “Dio ha detto davvero che non dovete mangiare i frutti di ogni albero del giardino?”


  WTT Genesis 3:1 

וְהַנָּחָשׁ֙ הָיָ֣ה עָר֔וּם מִכֹּל֙ חַיַּ֣ת הַשָּׂדֶ֔ה אֲשֶׁ֥ר עָשָׂ֖ה יְהוָ֣ה אֱלֹהִ֑ים וַ֙יֹּאמֶר֙ אֶל־הָ֣אִשָּׁ֔ה אַ֚ף כִּֽי־אָמַ֣ר אֱלֹהִ֔ים לֹ֣א תֹֽאכְל֔וּ מִכֹּ֖ל עֵ֥ץ הַגָּֽן׃



In questa scrittura abbiamo la miccia che ha scatenato la guerra mentale nata in quel subconscio della nostra primogenitrice Eva. Sappiamo che questa è la domanda che ha fatto breccia nella ragione mentale di Eva ed ha scatenato una guerra nella sua mente.

Risultati immagini per guerraNon sappiamo quali parti sono entrate in contrasto ma sappiamo che con questo contrasto, anche la contesa universale a cui farà seguito risulterà secondaria. La nostra logica è piuttosto semplice, che cosa ha permesso a Satana di poter entrare nei meccanismi mentali di Eva? Che cosa c’era in lei che non andava? Le interpretazioni tecniche esegetiche di questi passi biblici sono variegate ma come avete compreso il nostro non è un problema di interpretazione. Sappiamo che con questa domanda invece otteniamo un grimaldello mentale utilizzato da Satana che gli ha permesso di mettere in discussione la condizione perfetta della ragione mentale di Eva.

Risultati immagini per soldatoCome è stato possibile? Evidentemente ogni essere umano indipendentemente dal suo stato di vicinanza a Dio è sempre alla ricerca della verità. La nostra vita è come una sorta di viaggio infinito per raggiungere una meta che sembra si sposti sempre un po' più in la, per ricercare qualcosa che ancora ci manca e che non abbiamo. Questo è stato l'inganno in cui è caduta Eva? Non è strano che Pilato abbia chiesto a Gesù che cosa sia la verità. Esattamente quella che mancava ad Eva. Esiste un' unica verità? Le verità sono tante che non si contraddicono ma sono variegate diverse fra di loro e la ricerca e le scoperte sono continue ed eterne. Esiste una verità su noi stessi e su quelli che ci circondano su come capire le cose e come confrontarci. Il problema è che non siamo dei è così non ci vuole molto per renderci conto che ci sono ricerche e verità infinite che non saranno possibili determinare o conoscere.


Risultati immagini per soldato soloIn ogni conflitto ci sono due parti contrapposte e questa guerra non fa eccezione. Le due parti antagoniste le chiameremo con questi nomi un po’ difficoltosi e filosofeggianti, Doxa da una parte e Epistemologia dall’altra. 

Doxa secondo la Treccani 
Traslitterazione del greco δόξα; significa in genere «opinione, credenza». 
Nella gnoseologia greca classica, il termine è usato per designare quella forma di conoscenza che, basandosi sull’opinione soggettiva, non possiede la certezza obiettiva della verità. Il concetto di d. entra nel pensiero greco, più che a sottolineare scetticamente il carattere relativistico del conoscere, per suggerire dialetticamente l’esistenza di quella vera conoscenza (ἐπιστήμη) che costituisce il fondamento delle varie dòxai: In questo significato positivo e dialettico, la storia del termine è la storia stessa della scienza nella sua pretesa di assolutezza e di universalità, al di sopra e al di là delle opinioni.


L'epistemoligia sempre per la treccani

"Indagine critica intorno alla struttura logica e alla metodologia delle scienze. Il termine, coniato dal filosofo scozzese J.F. Ferrier, designa quella parte della gnoseologia che studia i fondamenti, la validità, i limiti della conoscenza scientifica ( episteme). Nei paesi anglosassoni il termine è prevalentemente usato per indicare la teoria della conoscenza o gnoseologia. E. genetica Denominazione che lo psicologo svizzero J. Piaget ha dato alle sue ricerche sui ‘meccanismi attraverso cui si forma la conoscenza’, le quali, in contrapposizione tanto all’apriorismo razionalistico quanto all’empirismo e al positivismo, pongono in evidenza l’originario legame tra i processi cognitivi e l’attività senso-motoria, offrendo inoltre argomenti a favore della teoria, articolata anche su basi sperimentali, della nascita graduale, nel corso dell’evoluzione psichica infantile, dei concetti logici, matematici e fisici."


Fra i due termini c'è una guerra. Ogni guerra ha uno scopo un fine e in questa tempesta della mente questo fine si chiama verità. Questa guerra è dentro noi perchè se leggiamo queste note, è perchè siamo alla ricerca della verità sempre e costantemente. Satana con quella domanda ad Eva ha fatto leva proprio su questo desiderio, su questa volontà umana di voler cercare continuamente la verità in eterno senza mai accontentarsi di quella che abbiamo.

Risultati immagini per soldato soloIn questa nuova visione delle cose l’uomo quindi non è propriamente alla ricerca di Dio anche se qualcuno pensa di legare il concetto di Verità con quello di Dio. Pilato ad esempio non era riuscito a fare questo collegamento ma Eva evidentemente nella sua finta ingenuità c'era riuscita. Notiamo che in questi termini le cose risultano molto diverse da come il racconto biblico della Genesi ci è stato presentato.

Volevo condividere una ulteriore analisi su queste due scritture che sfrutto per amplificare un po’ l’entità di questa conflitto che esse descrivono.

Considerate queste scritture come la prima è l’ultima domanda di gigantesco ciclo umano che ci coinvolge e ci unisce a Dio. La prima domanda fatta al genere umano perfetto Eva (Genesi 3:1) e l’altra è l’ultima domanda fatta all’ultimo uomo perfetto vissuto sulla terra Gesù poco prima di morire (Giovanni 18:38). 

Risultati immagini per soldato soloVeniamo a noi 

In questi ultimi tempi le trasmissioni televisive radiofoniche o via web sono sostenute da personaggi più o meno accreditati che divulgano notizie di varia natura. Anche i Testimoni di Geova si sono dedicati a questo sport della divulgazione. Anzi hanno fatto della divulgazione il fine della loro esistenza. Ma la divulgazione è uno sport composito, in alcuni momenti si rendono noti fatti di cronaca (episteme) in altri vengono espressi le opinioni di questi fatti (doxa). Noi non facciamo fatica a comprendere la differenza fra questi tipi di notizie.

In tutti i casi ricordiamo la dove c'è ne fosse bisogno che il mondo visto dai a da Testimoni di Geova è un mondo contraffatto e distorto. Il mondo reale è un'altra cosa, se qualcuno ad esempio ritiene che il diritto di cronaca sia libero da qualsiasi vincolo formale o meno e che si possa sostenere o scrivere in un blog qualsiasi tipo di opinione si capisce bene che la percezione è contraffatta. Questo modo di vedere le cose è semplicemente un modo ingenuo di percepire la realtà. 

In questa guerra le opinioni valgono e sono regolamentate sempre anche nei blog. Ci sono due aspetti da considerare: il primo lo stato italiano ha regole che salvaguardano dalla diffamazione e dalla calunnia. Ma ha anche regole che salvaguardano anche nel caso non ci fossero gli estremi della diffamazione perchè lo regola con un diritto che si chiama diritto all'oblio.
Il secondo aspetto che non è secondario al primo è che ci sono regole morali, che ovviamente sono superiori al primo e che sono legate al rispetto del nostro creatore Geova e della vita che lui ci ha donato. Rispetto che dobbiamo a noi e al nostro prossimo. (Salmo 19:7,9 Ebrei 10:24 1 Pietro 3:4)

Faccio una premessa a me non piacciono tutti i blog che utilizzano il nome di Dio perchè a mio modo di vedere il comando biblico di non utilizzare il nome di invano è ancora valido adesso. Per questo il nostro blog si chiama Osservatore Teocratico ma questa è un opinione (doxa) personale. Osservo comunque che in generale dopo un po' di tempo che si permane nella consapevolezza c'è sempre una tendenza all'instabilità del pensiero e così si creano bolle speculative sulle notizie con post e commenti artefatti che tentano di alzare l'asticella degli argomenti con il solo scopo di attirare l'attenzione mediatica che il web è in grado di dare (episteme). Per fare questo magari si utilizzano argomenti sputtananti come quello di sostenere che un membro del corpo direttivo sia un pedofilo oppure di sostenere che ci siano congregazioni dalle vocazioni orgiastiche.

Che caratteristica hanno queste notizie?  Per queste persone esse si basano su un assunto piuttosto semplice, seguendo i precetti della rigorosa logica istituzionale l'argomento non può essere contestato. Per queste persone il percorso logico è un po' questo.

Queste notizie sono confutabili? No? Siccome non sono confutabili allora sono vere.
Risultati immagini per army alone
Questo percorso è una fallacia logica che io definisco di matrice "complottista" (Prov 22:3). Questa fallacia ad esempio è la stessa che viene attuata dai terrapiattisti. Molti Testimoni di Geova hanno questa fallacia e la attuano ogni giorno ed è lo stessa che continuano ad avere quelli che pensano di essere consapevoli ma continuano a mantenere quella stessa dima ideologica. In questo senso il caos è tale che le percezioni vengono falsate e magari traviati dagli scopi più o meno legittimi si perde il senso della ragione. 

La nostra forza è e deve essere quella di mantenere uno spirito moderato, assennato, ma allo stesso tempo critico senza paure remore di sorta e senza lasciarci adescare dal luccichio che si ottiene dalle attenzioni indebite. Il resto è il caos di questa guerra che noi continueremo ad osservare con interesse.

state sani e continuate a pregare il regno.





domenica 8 settembre 2019

L'uomo vestito di lino

Cari fratelli oggi faremo un piccolo escursus scritturale profetico. Un tempo queste spiegazioni e questi argomenti erano trattati negli studi di congregazione. Questo è avvenuto sino al libro di Rivelazione che è stato fatto per 3 o 4 volte non ricordo più ma per molti c'erano molte perplessità sulle spiegazioni. Ora gli ultimi studi sembra abbiano abbandonato questo filone e siano più facili.

Una delle figure più caratteristiche che abbiamo studiato è stata quella relativa all'uomo con un calamaio da scrivano. Il libro biblico da cui è stata presa è quello di Ezechiele 9:2,3
"2 Quindi vidi sei uomini che venivano dalla direzione della porta superiore+ che guarda a nord, ognuno con la sua arma per frantumare in mano. In mezzo a loro c’era un uomo vestito di lino, con un calamaio da segretario* legato al fianco. Entrarono e si fermarono accanto all’altare di rame.+
3 Allora la gloria dell’Iddio d’Israele+ si alzò dal luogo in cui era, al di sopra dei cherubini, e si diresse verso la soglia della casa;+
ed egli chiamò l’uomo vestito di lino con il calamaio da segretario al fianco"

Questa scrittura è stata oggetto di tante considerazioni che hanno fatto parte dell'immaginario teocratico trascorso dalla generazione del 1914. Generazione terminata intorno agli anni 90 ma poi è stata ripresa e adesso abbiamo un nuovo commentario uscito l'anno scorso di Ezechiele il libro "La pura adorazione di Geova:finalmente ristabilita". 

Questa scrittura come tante altre costruivano un po' la base filosofica per le attività di tutta l'organizzazione. Le figure fortemente iconografiche erano e sono di difficile interpretazione ma la chiave che ha contraddistinto sin dall'inizio la Watchtower da tutte le altre organizzazioni religiose è stata quella di ritagliarsi un posto di prim'ordine nella interpretazione antitipica delle profezie. Diventare così in colpo solo rappresentanti viventi della volontà di Dio ha indubbiamente un effetto molto motivante.
Così nacque una sorta di gioco dei tasselli dove si cercava di far rientrare le varie figure metaforiche all'interno delle sedi delle vicende vissute. In questo gioco però ogni tanto queste figure non corrispondevano e così si è cercato di rimescolarle creando diverse visioni. Uno di questi tasselli che non combaciava è stato appunto il misterioso uomo vestito di lino con un calamaio da segretario. 

Chi rappresenta l'uomo vestito di lino?

Prima di capire l'interpretazione che ne è stata data, risulta necessario descrivere gli antefatti e i suoi postfatti scritturali che ci permetteranno di comprendere meglio l'ambiente dove la figura si muove. Questo ci permette di capire anche alcuni meccanismi interpretativi che sono stati usati e quindi capire come da Testimoni di Geova ci interponiamo davanti alla Bibbia stessa.

Gli antefatti sono descritti nel capitolo precedente in Ezechiele 8 dove il profeta trascrive la nuova grandiosa visione o teofania (o anche epifania) che in questo caso rappresentava nella sua interpretazione tipica l'abbandono di Geova da chi si è dato alla falsa adorazione. Il profeta viene portato a Gerusalemme non proprio con le buone maniere, per diventare suo mal grado un testimone delle cose scioccanti che stavano avvenendo nel popolo di Dio e all'interno del suo tempio.

Ezechiele 8:2
...Quindi tese la rappresentazione di una mano e mi prese per un ciuffo dei capelli della mia testa, e uno spirito mi portò fra la terra e i cieli e mi condusse a Gerusalemme nelle visioni di Dio...

Al versetto 10 ecco descritte le cose detestabili

“Entrai, dunque, e vedevo, ed ecco, c’era ogni rappresentazione di cose striscianti e di bestie abominevoli, e tutti gli idoli di letame della casa d’Israele, essendo l’intaglio sul muro d’ogn’intorno."

Così entra in scena nel capitolo 9 l'uomo vestito di lino con in mano un calamaio da scrivano. Che incarico teocratico ha questo uomo vestito di lino?

Il versetto 4 lo spiega bene
4 Geova gli disse: “Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e apponi un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e soffrono+ per tutte le cose detestabili che si fanno nella città”.+

Questo uomo quindi che è già a Gerusalemme passerà per la città per apporre un segno sulla fronte delle persone che non si riconoscono in tutte le cose detestabili che abbiamo Ezechiele aveva visto poco prima. Perchè è necessario che venga posto questo segno?

I versetti seguenti lasciano poco spazio ad interpretazioni alternative.

Ezechiele 9:5-7
5 Poi sentii che diceva agli altri: “Passate in mezzo alla città dopo di lui e colpite. Il vostro occhio non si impietosisca e non mostrate compassione.+6 Uccidete vecchi, giovani, vergini, donne e bambini; sterminateli.+ Ma non avvicinatevi a nessuno che abbia il segno sulla fronte.+ Cominciate dal mio santuario”.+ Cominciarono dunque dagli anziani che erano davanti alla casa.


Chi erano "gli altri", a chi si rivolge Geova? Il versetto 2 ci dice che l'uomo vestito di lino non è solo e ci svela che assieme a lui c'è un gruppetto di persone fatto da sei uomini armati più l'uomo con il calamaio. Evidentemente gli altri a cui si rivolge Geova sono appunto questi sei uomini che dovranno essere gli esecutori fisici di questa condanna a morte per tutte quelle persone che non hanno il segno.

Ezechiele 9:7,8

"7 Quindi disse loro: “Contaminate la casa e riempite i cortili di cadaveri.+Andate!” E andarono e colpirono gli abitanti della città.8Mentre li colpivano, io solo fui risparmiato."


Questa è un po' la rappresentazione biblica che vede come protagonista chiave questo uomo vestito di lino. Ora veniamo a noi e a come questi versetti sono stati interpretati e utilizzati nei tempi moderni.
Passarono i giorni gli anni e i secoli e arriviamo al 1931 e per la precisione il 30 di Luglio di quell'anno del secolo scorso. Negli Stati Uniti ad una assemblea viene presentato un libro dal titolo "Rivendicazione" (link versione in italiano). Questa nuova pubblicazione era un commentario di 24 capitoli del libro di Ezechiele. Il libro era stato presentato ad una assemblea dopo un discorso dal titolo “L’uomo col corno da scrivano". Dal titolo capiamo che a quel tempo c'era ancora qualche difficoltà nell'assegnare termini alle figure metaforiche ebraiche. L'assemblea però non è una assemblea come tutte le altre,  la domenica precedente il 26 di luglio era stato fatto un discorso dove applicarono la scrittura di Isaia 43:10 sempre a se stessi e quegli anonimi studenti biblici sarebbero diventati finalmente una religione consacrata composta dai Testimoni di Geova.

In questo libro "Rivendicazione" venivano un po' identificate tutte le figure più caratteristiche che rappresentano il fondamento filosofico che tutt'oggi ci portiamo dietro. Nella pubblicazione a pagina 92 leggiamo

"Chi era l'uomo vestito di lino con il corno da scrivano alla cintura?... Certamente egli non poteva raffigurare un singolo individuo... L'uomo con il corno da scrivano rappresenta dunque chiaramente la classe del servitore unto del signore sulla terra che fa parte dell'organizzazione di Dio"

Nel libro "Le nazioni conosceranno che io sono Geova: Come?" un altro famoso commentario del libro di Ezechiele, l'unto rimanente di quel tempo continuò ad identificarsi in quella figura profetica dell'uomo vestito di lino. Per inciso l'unto rimanente risiede nella Gerusalemme celeste e non nella Gerusalemme terrena così come descritto in Rivelazione 12:17
"Così il dragone si infuriò con la donna e se ne andò a far guerra ai rimanenti della discendenza di lei, quelli che osservano i comandamenti di Dio e hanno il compito di rendere testimonianza riguardo a Gesù." ( vedi Genesi 3:15)

Queste persone venivano generate dallo spirito santo e diventavano parte della nazione santa l'Israele spirituale che era nato con il nuovo patto. L'unto rimanente è simboleggiato anche con la figura di Giovanni e in particolar modo con la classe di Giovanni. Nel libro di Rivelazione si spiega
"Gesù identificò la parte terrena di questo canale definendola “lo schiavo fedele e discreto che il suo signore ha costituito sopra i propri domestici per dar loro il cibo a suo tempo”. (Matteo 24:3, 45-47) Egli si serve di questa classe prefigurata da Giovanni per svelare il significato della profezia"

A quel tempo nel 1931 tutti quelli che prendevano parte alla proclamazione del regno erano appartenenti a questa classe. Nello stesso tempo però si identificava un nuovo gruppo che era composto dalle "altre pecore" descritto sempre da Gesù (Giov 10:16). 

Secondo il libro le "Nazioni conosceranno Geova" si legge riguardo all'unto rimanente di quel periodo
"Furono molto entusiasti alla prospettiva d’impegnarsi nell'opera d’apporre il segno sulla fronte di quelli che dovevano essere risparmiati il giorno che Geova esegue la sua decisione giudiziaria contro l’infedele Gerusalemme antitipica, cioè la cristianità. Ciò facendo, come una classe di unti, essi adempivano il ruolo dell’uomo con l’astuccio della visione."



Cosa era successo poi col tempo?

Il problema sostanziale era che questa opera di separazione sembrava inutile. Passarono i decenni ma quel regno che doveva venire con urgenza non sembrava avesse così tanta fretta. Passarono così molte decadi e alla fine risultò evidente che questa opera di predicazione fosse tutto tranne quella di separare le pecore dai capri. La questione è molto semplice se quelli segnati morivano sarebbero stati declassati a quella dei resuscitati. Secondo questa visione tutte le persone addormentate nella morte avrebbero comunque comprato il biglietto di entrata nel nuovo mondo senza passare dall'esame di chi apponeva il segno. A che serve questa opera se comunque morendo tutti diventano degni di entrare nel regno per meriti acquisiti?

A nulla. Così ci volle un po' di tempo per creare un nuovo modello profetico più coerente. Nel 2007 l'interpretazione era ancora la solita gli unti erano ancora parte dell'adempimento (Punti Notevoli di Ezechiele W 2007 pag 16). Nella Torre di Guardia del 2016 p16 alla domanda dei lettori "Chi rappresentano l’uomo con il calamaio da segretario e i sei uomini con armi per infrangere della visione di Ezechiele?"


Leggiamo questo "nuovo" intendimento.

"Nel passato abbiamo spiegato che, nell’adempimento moderno della visione, l’uomo con il calamaio da segretario rappresentava il rimanente dei cristiani unti. Pensavamo che chi reagiva in modo positivo al messaggio fosse da quel momento segnato per sopravvivere. Negli ultimi anni, però, è sorto il bisogno di modificare questa spiegazione. Secondo il passo di Matteo 25:31-33, è Gesù che giudica le persone. Il suo giudizio finale avrà luogo durante la grande tribolazione quando separerà le persone simili a pecore, che sopravvivranno, da quelle simili a capri, che saranno distrutte."




Il nuovo commentario di Ezechiele "La pura adorazione di Geova: finalmente ristabilita" consacra questo nuova interpretazione. La cristianità non è più l'antitipica Gerusalemme e nessun adoratore di Geova appone il segno antipico.

"16 I servitori di Geova non appongono il segno su coloro che sopravvivranno. Dobbiamo ricordare che a Ezechiele non fu detto di andare in giro per Gerusalemme ad apporre il segno. Lo stesso vale per noi oggi: non abbiamo ricevuto l’incarico di apporre il segno su chi merita di sopravvivere avvertendo diligentemente le persone che questo mondo malvagio finirà presto (Matt. 24:14; 28:18-20). 



La scrittura chiave che ha consentito di comprendere chi rappresenta l'uomo vestito di lino è avvenuta attraverso la scrittura di Matteo 25:31,33 a pagina 238 del libro sono descritti tutti i nuovi intendimenti e sono descritti i motivi per cui è stato necessario effettuare la modifica.


"Ragioni del chiarimento. Geova ha affidato il giudizio a suo Figlio (Giov. 5: 22, 23). Secondo Matteo 25:31-33, sarà Gesù a emettere il giudizio definitivo, stabilendo chi fa parte delle “pecore” e chi dei “capri”."

La prima domanda che ci poniamo è cosa ha reso più chiaro qualcosa che era già chiara a suo tempo? Nel libro Rivendicazione invece la scrittura che ha permesso di identificare l'uomo vestito di lino era la scrittura di Matteo 24:21 "allora vi sarà una grande tribolazione quale non c'è stata dal principio del mondo ne vi sarà più.". 

Come si può notare c'è la volontà di confrontare passi biblici diversi che hanno un tema comune. L'intento è quello di evitare contaminazioni filosofiche che non hanno attinenza con la bibbia. Ma le buone intenzioni non sembrano essere state in grado di dare i risultati sperati. La figura di Gesù si interpone a quella dell'unto rimanente in modo pressochè identico ma se si vuole spiegare un nuovo intendimento si deve spiegare perchè quello precedente non è corretto. Non si deve dire per quale motivo è corretto il secondo intendimento ma anche perchè era sbagliato il primo. Perchè l'applicazione di Matteo 24:21 non va più bene? In questo modo invece il modello precedente rimane perfettamente logico e continua ad essere plausibile.

Le cose cambiano.

Quelli della mia generazione sanno bene che hanno predicato pensando che questa opera fosse parte della mietitura sempre descritta in Matteo 13:31 di separazione del grano dalla zizzania. Quelli della mia generazione e che appartengono alla classe delle altre pecore (Giov 10:16) o anche alla classe di Gionadab sapevano che il segno posto dall'uomo vestito di lino era il battesimo. A proposito la classe di Gionadab essa è una "antica" figura antitipica adesso pressochè dimenticata. "Il re fa luce sul regno Cap 5 p 52"



"Nel 1932 La Torre di Guardia parlò di Gionadab che si era unito a Ieu, l’unto re d’Israele, schierandosi dalla sua parte nella guerra contro la falsa adorazione (2 Re 10:15-17). L’articolo diceva che nei tempi moderni c’era una classe di persone raffigurata da Gionadab, e aggiungeva che Geova l’avrebbe portata in salvo attraverso la calamità di Armaghedon perché vivesse sulla terra."



Queste persone che Geova avrebbe portato in salvo erano appunto quelle a cui sarebbe stato apposto il segno dall'uomo vestito di lino.
Esattamente come quelli che appartenevano alla classe degli unti del 1931 avevamo l'idea che fossimo in una sorta di pre predicazione di giudizio.

Questa visione si è profondamente disallineata con il passare degli anni creando una frattura ideologia all'interno stesso dell'organizzazione. Questo pasticcio ha fatto indebolire tutto quanto il sistema interpretativo delle scritture. Tutto continua ad essere sostenuto con chiavi interpretative alla bisogna scoprendo che i fili conduttori chiari ed evidenti sono infiniti e si possono moltiplicare continuamente creando spiegazioni logiche plausibili senza discontinuità di sorta. Allo stesso modo di come è accaduto all'interpretazione dell'uomo vestito di lino. In un moto ciclico le cose diventano vere o false a seconda di dove ci troviamo. Si parla quindi continuamente di luce progressiva ma qui è più un barcollare nel buio e i continui avvertimenti che potrebbe arrivare una direttiva che potrebbe essere non capita strana io rispondo anche che oramai sono decenni che continuano ad arrivare interpretazioni o direttive strane che non si capiscono. Scritturalmente sappiamo però che per Dio le cose sono immutabili non c'è luce progressiva perché lui è un sole immobile Giacomo ci conferma che  


Giacomo 1:17 "Ogni dono buono e ogni regalo perfetto vengono dall'alto, perché scendono dal Padre delle luci celesti, il quale non cambia come cambiano le ombre. "


Un saluto cari che Geova vi sostenga.