lunedì 10 dicembre 2018

Una notizia su di noi...

Il fenomeno si allarga e comincia a fare notizia?!



https://www.marsalaoggi.it/testimoni-di-geova-chi-e-il-proclamatore-consapevole/


Le religioni fanno spesso riferimento a moltissime figure che operano per condo della divinità. Nel caso dei Testimoni di Geova, l’organizzazione per diffondere la parola di Geova è affidata ai suoi adepti che hanno il compito di fare proseliti. Nel tempo, però, la struttura sta assumendo toni differenti rispetto a prima e i cosiddetti “Proclamatori” stanno assumendo una nuova forma che prende il nome di “Proclamatore Consapevole”.

La struttura interna dei Testimoni di Geova

I Testimoni di Geova vengono chiamati proclamatori proprio perchè la loro missione è quella di fare proseliti proprio tramandando la parola di Geova. Essi lo fanno nelle modalità che conosciamo in molti, ovvero andando proprio a suonare porta a porta per portare la parola del Dio.
Da un pò di tempo a questa part, però, questo sistema è entrato in crisi. La crisi non ha riguardato solo lo scarso numero di proseliti ma più che altro questioni interne scottanti e sconvolgenti venute alla luce.
Le disposizioni generali messe in atto hanno portato ad una serie di accesi scontri fra le amministrazioni dei diversi paesi e soprattutto agevolato l’esplosione del problema riguardanti gli atti di pedofilia.
Questo caso è esploso ai massimi livelli coinvolgendo da dentro le associazioni e creando una frattura davvero molto profonda. In Australia la Royal Commission,dopo aver interrogato uno dei membri appartenenti al corpo direttivo dei Testimoni di Geova, ha sollevato 77 capi di accusa.
Quello che ha coinvolto le varie associazioni mondiali dei Testimoni di Geova è uno scandalo di portata immensa. Man mano che le indagini proseguono, vengono alla luce particolari e meccanismi sempre più compromettenti.
Man mano che le indagini proseguono emergono inoltre delle lacune davvero importanti proprio nei Proclamatori, coloro che più di tutti dovrebbero portare la parola di Geova e sapere di cosa stanno parlando e come funziona la loro associazione.
Per questo motivo, in tutto il mondo, si stanno formando dei siti e dei blog paralleli all’associazione anche su piattaforme social come Facebook, che raccolgono le opinioni di coloro che vogliono discutere e avere delucidazione su questi temi. Il fatto che qualcuno di loro volesse essere informato su ciò che accade e prendere coscienza della situazione ha fatto in modo che venisse chiamato “Proclamatore consapevole”.

Chi è il “Proclamatore Consapevole o “inattivo”?

“Proclamatori Consapevoli” sono i Testimoni di Geova che non abbracciano più in modo assoluto e convinto la dottrina dello  “schiavo fedele e discreto”. Vengono anche definiti “inattivi”.
Essi iniziano per la prima volta a mettere in discussione ciò che il loro credo dice, anche a fronte delle previsioni millenarie fatte che sono poi risultate errate.
Mentre prima la passività e l’accettazione della dottrina erano totali, adesso, non è più così. I dubbi stanno crescendo e con loro sta venendo meno anche il fondamentale contributo finanziario che essi fornivano.
Gli adepti sono sempre meno e il loro supporto sempre più sottile. Quello scoppiato è un vero e proprio caso storico di cui bisognerà attendere gli sviluppi.

domenica 9 dicembre 2018

Riassumendo...

Possiamo discutere su mille problemi, su tante dottrine umane, sulla credibilità delle scritture nei dettagli, ma alla fine, il vero messaggio importante quale rimane? Doveva arrivare un comico per spiegarcelo ...





1Corinzi 13

1 Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. 2 Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. 3 Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente.

4 L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, 5 non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, 6 non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; 7 soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

8 L'amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno; e la conoscenza verrà abolita; 9 poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; 10 ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. 11 Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. 12 Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.

13 Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l'amore.

Chi governerà il mondo?

Allego la trasmissione streaming di Repubblica dedicata al dominio del genere umano. Come molti penso abbiano già capito questo post allude alle interpretazioni legate alla profezia del re del nord e il re del sud descritta nel capitolo 11 Daniele e alla equivalente profezia di Ezechiele di Gog di Magog descritta nel capitolo 38 dell'omonimo libro.
In questo video le agenzie di informazione in modo indipendente dalle considerazioni di Daniele ed Ezechiele fanno un punto della situazione mondiale. Il video visto l'argomento è molto lungo comunque buona visione.

Le persone invitate fanno parte dello staff giornalistico Limes che si occupa di geopolitca mondiale specializzato nei conflitti militari. 
Il sito di riferimento http://www.limesonline.com/



giovedì 6 dicembre 2018

Nuova indagine in Olanda sugli abusi sessuali


E' da circa un anno che sento di questa indagine sembra che questa volta sia interventua direttametne la polizia. Le imputazioni sono le solite e noi purtroppo le pubblicheremo tutte. Articolo della RTL Nieuws

Sala del regno oggetto dell'indagine

Il 19 novembre la polizia ha indagato ed intervenuta su tre edifici dei testimoni di Geova come parte di una grande inchiesta sugli abusi sessuali.

La polizia arrivò nella sede della comunità religiosa di Emmen e in due edifici della chiesa, le cosiddette stanze del regno. Inoltre, sono state cercate quattro case. La polizia stava cercando pezzi di cause interne.
Nove casi di abuso sessuale

La ragione sono molteplici dichiarazioni di vittime di abusi sessuali contro membri o ex membri della comunità di fede. Questo è evidente dalle risposte del Pubblico Ministero alle domande di RTL Nieuws.

Secondo la Procura della Repubblica, ci sono attualmente nove reati sessuali che coinvolgono (ex) membri della comunità religiosa come sospetti. Il pubblico ministero annuncia che attualmente non sta indagando sulla comunità religiosa nel suo complesso.

Una donna che afferma di essere stata maltrattata da un (ex) membro dei testimoni di Geova dice in una reazione a RTL News che è felice che le vittime di abusi vengano prese sul serio dalla polizia e dalla magistratura.

Dice che anche il pubblico ministero conduce ricerche nel suo caso. "Non abbiamo ascoltato e abbamo persino messo a tacere i Testimoni di Geova per tanto tempo, sono lieto che l'azione venga finalmente mostrata, e spero che i Testimoni di Geova riconosceranno che i cambiamenti sono necessari per non danneggiare ulteriormente gli altri nel futuro. "




sabato 1 dicembre 2018

OT Impertinente: 10 domande sulla profezia dei "sette tempi"

Nuova serie di domande che riguardano un argomento la profezia dei sette tempi di Daniele 4:34. L'argomento è un po' complicato però è uno stimolo alla ricerca e allo studio personale.



mercoledì 28 novembre 2018

Video della serie Tedx: Il segreto per cambiare gli altri

Allego un interessante video per tutti quelli che hanno fatto della lamentela la ragione di vita. L'oratore è Luca Mazzucchelli psicologo vice presidente dell'ordine di psicologia della Lombardia



martedì 27 novembre 2018

OT domande ai lettori: Il rimanente che rimane

Secondo uno degli ultimi intendimenti da Salmo 87:5,6 (cito dall’articolo w16/01) “è probabile che in futuro sapremo tutti i nomi di quelli che saliranno in cielo”. Ora personalmente tutte le volte che leggo “è probabile” il resto della frase mi lascia sempre molto perplesso. Ma veniamo al punto dal 2007 in modo piuttosto clamoroso il numero degli unti sta aumentando ogni anno. Dopo decenni di lento declino l’impennata è stata molto decisa. Al 2017 sono registrati 18564 persone che nel mondo hanno la speranza celeste. Da un punto di vista numerico sono circa il 13% del totale ma numericamente sono più che raddoppiati in 10 anni. Abbiamo qualche riscontro per giustificare questa inversione di tendenza, escludendo le male lingue sostengono che se non viene il regno per garantire di avere un corpo direttivo decente si debba far affidamento ad un campione numerico congruo ?

domenica 25 novembre 2018

Commento all'articolo "Onnipotente ma premuroso"

Risultati immagini per galassiaMolti della fratellanza hanno da poco concluso lo studio dell'articolo di questa settimana dal titolo "Onnipotente ma premuroso".
Perché facciamo questo commento? Perché abbiamo notato diversi aspetti che ci hanno lasciato perplessi. Così vogliamo condividerli con voi e sapere cosa ne pensate. 

La scrittura di riferimento è quella del Salmo 103:14 "Geova sa bene come siamo formati, ricordando che siamo polvere".

L'articolo prende in considerazione tre esperienze di fedeli servitori che sono stati oggetto della premura di Geova. Premura che nasce dalla consapevolezza della miseria umana che la scrittura del Salvo ricorda abbiamo intrinseca.

Gli esempi di questa speciale considerazione sono 3. Eli ripreso da Samuele, Mosè che rifiuta l'incarico, gli Israeliti che escono dall'Egitto.

Le anomalie che riscontriamo sono diverse. Nella prima esperienza l'articolo evidenzia come Geova aiuta Eli a comprendere l'importanza delle parole che dovrà pronunciare a Samuele. L'applicazione però è disallineata rispetto al racconto e al tema della torre di Guardia.
In un primo momento (par. 5) si capisce che l'oggetto della premura è Eli ma nella applicazione (par. 6) invece si incoraggia i giovani a non aver paura.
Qui sembra che l'articolo devii dal tema scottante che si rischiava di cadere. Eli era il sommo sacerdote di Israele e Samuele non era ancora il profeta di Geova ed era solo un adolescente. Chi rappresentavano Eli e Samuele? Eli non rappresenta l'autorità teocratica uno dei sommi sacerdoti che aveva la responsabilità spirituale in Israele? Non era lui Eli un eletto venuta meno e Samuele la voce che avrebbe dovuto pronunciare la sentenza di Geova nei suoi confronti?
Ripetiamo. Come viene applicato questo racconto? Nel par. 6 Eli viene semplicemente dimenticato e Samuele diventa il giovane da incoraggiare a non aver paura perchè Geova è premuroso con lui così come lo è stato con Samuele.

La seconda esperienza e Geova che da un incarico a Mosè e Mosè gentilmente rifiuta. Ora questa cosa mi fa impazzire perchè c'è gente che nella teocrazia farebbe carte false per ottenere incarichi e "privilegi" e invece qui abbiamo un Mosè che proprio non ne vuole sapere rimandando al mittente a Geova stesso il privilegio che voleva dargli. 
Come viene applicato? Nel par. 10 viene detto sostanzialmente che così come Geova è stato premuroso verso Mosè anche noi dobbiamo esserlo con chi dobbiamo rendere conto con la nostra autorità essendo gentili e avvicinabili.
Anche in questo caso noto un disallineamento interpretativo, perchè non intravediamo un problema di avvicinabilità. E' evidente che Geova Dio non rappresenta un autorità relativa ma l'autorità assoluta e nonostante tutto Mosè non sembra che fosse condizionato ne tanto meno suggestionato da Geova. Geova rispettò la dignità di Mosè e si adeguò alle sue necessità. Possiamo dire che accade lo stesso nelle congregazioni? Possiamo dire che vengono dati incarichi con questo tipo di premura? Possiamo dire che viene data dignità alla fratellanza quando i fenomeni di dissenso vengono sedati con strategie teocratiche?

Veniamo al terzo ed ultimo punto. Qui in questo articolo l'anomalia è di un altro tipo. Nel par 11 si legge:


"Gli israeliti erano probabilmente più di tre milioni quando nel 1513 a.E.V. lasciarono l’Egitto. Tra loro c’erano tre o anche quattro generazioni di persone..."

Qui c'è una anomalia nell'uso della parola generazione che ho condiviso con altri fratelli consapevoli. Diciamo che da un po' di tempo a questa parte il concetto è cambiato per cercare di giustificare l'interpretazione di chi avrebbe visto e vissuto negli ultimi giorni dal 1914. Quini abbiamo una generazione unica che condivide un tempo lungo di durata ignota. Ma in questo paragrafo si parla invece di più generazioni contemporanee ripristinando in parte il concetto che avevamo dall'inizio di questo termine. Questo saltello da un concetto all'altro crea un po' di disordine e stride un po' con la dichiarazione di intenti seguenti che leggiamo nel par. 15 dove si ricorda invece che Geova è un Dio di ordine.

Che la pace dello spirito santo sia con tutti voi.


CK







venerdì 23 novembre 2018

Domande sul diluvio: Le risposte della fratellanza 3 parte

Domanda 8 - Per questa domanda abbiamo bisogno di fare una premessa: Gesù ha usato metafore e allegorie diverse; in una, molto particolare, si parla di persone morte che hanno una vita nell'aldilà (Luca 16:19,31). Quale metodo usiamo per comprendere la natura di questa controversa parabola? Come riusciamo a riconoscere che le figure di questo raccondo conosciute da tutti i giudei dell'epoca sono metaforiche? Fatta questa premessa in Matteo 24:37,39 Gesù utilizza il racconto del Diluvio evidenzianto la parte allegorica del racconto stesso. Gesù testimonia quindi che il diluvio è esistito e le persone che, a differenza di Noè, erano disapprovate da Dio continuarono la loro vita "finché venne il diluvio e li spazzò via tutti". In questo caso risulta evidente che Gesù testimonia l'universalità del giudizio solo su tutti i malvagi e non di tutta la terra. E corretta una affermazione di questo tipo?

  • Si, Salmo 78:2-4 secondo me è la chiave di lettura di questo racconto, citato in Matteo 13:34,35 con riferimento a Gesù. it-1 1261-1262 “un’espressione proverbiale” (ebr. mashàl), termine che lo scrittore del Vangelo traduce col greco parabolè". Questo modo di esprimersi è scrivere era comune nei popoli orientali, quindi per il Diluvio trattasi di una parabola che descrive fatti e personaggi reali.
  • Gesù insegnava in modo da poter essere capito. All'epoca alcuni giudei credevano nell'aldilà e lui lo usa per insegnare, credevano nel diluvio universale e lui lo usa per insegnare. Mio figlio crede in cappuccetto rosso e io lo uso per insegnare, anche se è ovvio sia una favola.
  • A mio modesto parere la domanda andrebbe riformulata in modo più chiaro.
  • e ci mettiamo anche lo schiavo fedele e saggio fra le metafore? c'è posto!
  • Se il giudizio fu universale nel senso dell'umanità, allora bisogna almeno riconoscere che l'universalità rispetto al pianeta è comunque un'opzione. Altrimenti, sarebbe dovuto servire un altro miracolo per arrestare le acque dal coprire l'intero globo. E' difficile, poi, ricavare lezioni sull'aldilà da una parabola, e anche da che cosa Gesù indicasse con "tormenti" dato che parlava in aramaico ed è una traduzione in greco. Lo stesso Lutero aveva enormi dubbi sulla portata letterale di quella parabola. Pecore e capri non si intendono, infatti, a livello letterale. Ma anche se fosse davvero così, questo non fa altro che corroborare l'ipotesi della vera universalità del diluvio.

Domanda 9 - La quantità di acqua presente sulla terra non è sufficente per coprire tutti i monti della terra. Per giustificare la copertura dei monti si parla di sconvolgimenti geologici causati dalla pressione dell'acqua (g68 1/12). Tralasciamo il fatto che è impossibile giustificare fisicamente la creazione pressochè istantanea di catene montuose con un semplice calcolo di compenso energetico. In tutta la terra ci sono conformazioni che non possono aver resistito agli sconvolgenti trasformazioni telluriche del 3000 aEV senza lasciare alcun indizio (Gran Canyon o anche i millenari ghiacciai dell'antartide). Un altro elemento naturale che per comprendere l'età non ha bisogno della datazione al C14 è la stallatite delle grotte. In Germania nell'Erdmannshöhle c'è una stallatite che ha più di 100.000 anni. Le stallatiti di tutto il mondo crescono con medie di 2 mm ogni 10 anni e sono estremamente delicate e fragili. Una stallatite prediluviana è lunga circa un metro e sono presenti in tutto il globo. Come possono aver resistito alla creazione di un nuovo profilo geologico terrestre ?

  • Domanda giusta, a conferma delle altre risposte.
  • Miracolo! Dio è giusto, erano solo gli uomini e gli animali, in quanto peccatori, che andavano distrutti, le povere stalattiti che avevano fatto?
  • Vedi risposta alla domanda 2.
  • la citata g68 1/12 è abbastanza da sola per far sanguinare gli occhi nel leggerla, purtroppo però si è aggiunto altro nel corso del tempo dando l'impressione alla fratellanza di essere perfettamente in grado di confutare chiunque possa mettere in dubbio l'universalità del diluvio. Recentemente si è cambiato passo; ben consapevoli che confutare efficacemente la mole di evidenze contrarie presenta difficoltà assimilabili a quelle che una squadra di calcio di raccoglitori di pomodoro di Sezze Romano avrebbe contro il Barcellona in una delle sue giornate migliori, si è declinata la cosa a dogma della fede.
  • Questo non è affatto vero. Sotto casa mia ci sono delle piccole stalattiti che si riformano ogni anno sotto il cemento e possono arrivare a vari centimetri di lunghezza. Dipende soprattutto dalla consistenza dei minerali delle rocce a cui sono appese. Basta fare una ricerca per vedere che, inoltre: 1) il Gran Canyon è invece una delle prove più schiaccianti del diluvio globale 2) sono i presupposti del gradualismo a identificare negli strati di ghiaccio un tot di anni. Anche seguendo però quei presupposti, circa 5000 anni fa si rileva un forte inquinamento di polvere, terra ecc. nei ghiacci antartici. Prova a darne una spiegazione!



Domanda 10 - Perchè la questione del diluvio è diventata così dogmatica? Perchè da parte dell'organizzazione non è pensabile che la fratellanza possa considerare alternative comunque palusibili che siano più ragionevoli, pratiche e convincenti da un punto di vista fisico e che comunque consentano di mantenere la coerenza del messaggio biblico di giudizio? In tutti i casi perche chi ha dubbi su questi aspetti marginali vengono compromessi privilegi e incarichi?

  • La fede non dovrebbe essera basata sui dogmi, ma sull'evidente dimostrazioni di realtà benche non vedute. Ci vuole molta umiltà per fare un passo di lato.
  • Se non c'è il diluvio così come raccontato nella Bibbia si comincia a dubitare che sia tutta ispirata e cominciano le domande: Noè è esistito? Il comando sul sangue lo ha ricevuto? E se non lo ha ricevuto che dire delle trasfusioni? E se non è avventa una fine così catastrofica allora, significa che devo vivere meno nel terrore di Harmaghedon? Se l'arca non c'è stata, l'organizzazione odierna paragonata all'arca non serve a salvarmi? E via così......
  • Le organizzazioni che diventano talmente grandi da divenire poi fine a stesse, per mantenere il controllo e continuare a crescere o semplicemente a sussistere hanno bisogno di stabilire obbligatoriamente una gestione di stampo “farisaico”. Questo comporta una necessaria rigidità di pensiero e regole uguali per tutti, insieme alla politica della tolleranza zero verso chi dissente o ha una visione anche solo leggermente diversa da quella ufficiale.
  • Perché oramai la sovrastruttura dottrinale è divenuta talmente rigida, matematicamente inflazionata e sclerotica che il "livello di astrazione" della dottrina stessa non ha più nulla a che vedere con le logiche e i paradigmi del "linguaggio di programmazione" originale di basso livello. Ci siamo beati di affogare nelle parole per decenni stratificando dottrine su ipotesi prese come leggi invarianti e su variabili prese come costanti e adesso abbiamo un bel problema di debug. Meglio dire "avremmo", perché adesso come adesso a tutta la struttura possiamo permetterci solo di mettere "patch" temporanee (vedi doppia generazione) determinato che qualsiasi modifica decidessimo di portare all'architettura del nostro impianto dottrinale farebbe venire inevitabilmente giù tutto. Specialmente spaccherebbe la percezione della fratellanza di trovarsi dentro una organizzazione che ha chiaro tutto quanto e ha una risposta per tutto, che non lascia spazio all'indeterminato e insuffla sicurezza. Già la frattura fra aspettative ed evidenze produce percentuali da outlier relativamente all'incidenza di depressioni, attacchi di panico e compagnia cantante (aggravate dai campionati congregazionali di sensi di colpa), dovesse pure venire meno la certezza che "se ti va male è colpa tua" sarebbe per moltissimi un disastro, toccherebbe analizzare la realtà per quanto vasta cosa più complessa di faticosa che biasimare se stessi.
  • No, non è dogmatica. Va perfettamente bene ritenere che non sia stato globale, basta però non screditare il resto delle Scritture, come fanno su un altro deprecabile blog. Nel caso della WTS, non è solo il diluvio dogmatico ma ogni singolo dettaglio inutile che esce dalla bocca dello SFS, come se fossero espressioni divine. Dunque non c'è da sorprendersi se una discussione sul diluvio solleverebbe un polverone non privo di conseguenze.

giovedì 22 novembre 2018

Obiezione di coscienza, il coraggio delle proprie idee

Molti di voi avranno sentito parlare di Remigio Cuminetti, un giovane studente biblico che rifiutò di collaborare nel servizio bellico.
A questo link la sua storia, commovente la sua frase: "Leggendo la Bibbia ho potuto comprendere la verità, Iddio mi ha rivelato che la vita è amore, ed io non debbo far male ad alcuno. Indossando la divisa io mi distinguerei da uomini di altre nazioni che sono miei fratelli".
In un mondo impazzito dall'isterismo bellico, Remigio si distinse come illuminatore del mondo.



     http://www.nuovasocieta.it/il-primo-obiettore-di-coscienza-in-italia-remigio-cuminetti/

lunedì 19 novembre 2018

Le 9 felicità

Matteo 5:3-11
La felicità come deriva dalle parole di Gesù descritta in questi versetti è legata a certi schemi mentali come 1) la consapevolezza, 2) l'afflizione, 3) la mitezza, 4) il desiderio di giustizia, 5) la misericordia, 6) la purezza, 7) la pace, 8 e 9) la persecuzione.

Ma cosa voleva veramente insegnare Gesù?
Perchè le 9 felicità compaiono in Matteo un vangelo scritto in ebraico per gli ebrei?

Credo che la felicità sia un processo di sottrazione, quando riusciamo a tagliare i fili di certi schemi mentali allora la felicità fluisce liberamente senza ostacoli.

Vi faccio due esempi che sono in antitesi:
1) in generale le persone associano la felicità alla ricchezza, se tagli l'associazione di questo schema mentale vedrai che potrai essere povero ma felice.

2) un ladro è felice quando riesce a farla franca e ottenere un bel gruzzolo di euro, se tagliasse questo schema mentale, forse per un po' sarebbe infelice (uso il congiuntivo perchè dipende dal desiderio di cambiamento del ladro).

E allora perchè Gesù fece queste associazioni?

Credo che Gesù volesse insegnare proprio questo a quella povera gente che soffriva perchè emarginata, erano infelici perchè tale sentimento fluiva dall'associazione col modo di pensare della cultura dominante farisaica.

Gli schemi mentali associati alla felicità descritti da Gesù, non erano praticate dai farisei verso la povera gente, a eccezzione dello schema numero 2, 8 e 9 praticata con grande soddisfazione dei farisei, materializzatasi con l'uccisione di Gesù.

Per come leggo questi versetti da consapevole, (la consapevolezza la prima delle felicità che apre la strada a tutte le altre) Gesù invitava a tagliare gli schemi mentali farisaici evidenziando l'esatto contrario, liberarsene per poter essere realmente felici, e non credo volesse far diventare quegli uomini e donne schiavi e infelici di nuovo soggetti a ideologie simil farisaiche.